Natura 2000, mezzo milione di euro per la tutela della Val Cavanata a Fossalon. L’assessore Zannier: opere improrogabili per preservare la sua ricca biodiversità

«La Regione finanzierà con 500 mila euro di fondi europei interventi dedicati al ripristino idraulico, alle manutenzioni straordinarie dei canali e alla sistemazione degli argini nella Val Cavanata. L’obiettivo è di preservare la natura e la biodiversità di questa zona di elevato pregio inserita nel novero dei siti Natura 2000, incrementandone il valore attraverso l’attuazione di opere manutentive divenute improrogabili». Così l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha commentato l’approvazione, da parte della Giunta Fedriga, della delibera che assegna 350 mila euro del Pr Fesr 2021-27 e altri 150 mila del Programma aggiuntivo regionale per interventi a tutela della Riserva naturale regionale “Valle Cavanata”, nel territorio rivierasco di Fossalon, a Grado.

Stefano Zannier

Le opere finanziate, come ha specificato il rappresentante della Regione Fvg, «saranno accompagnate da attività di monitoraggio volte a verificare l’efficacia dei miglioramenti e da adeguate campagne di informazione e sensibilizzazione della popolazione che vive nella zona, con particolare riferimento ai principali soggetti o gruppi interessanti o coinvolti nella loro attuazione. A tutto ciò si affiancherà la promozione di forme di fruizione eco-sostenibili e rispettose della storia e della cultura locali, perseguite mediante l’utilizzo di sistemi digitali».

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In copertina e all’interno due immagini della bellissima Val Cavanata a Fossalon.

Natura 2000, c’è un piano di tutela comunitario per il torrente Arzino

«Inizia un nuovo corso nella storia del torrente Arzino e del suo legame con il territorio»: è quanto ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e alla montagna, Stefano Zannier, commentando la decisione della Giunta regionale Fvg, che sarà completata con gli elaborati cartografici in una prossima delibera, di istituire un nuovo sito di importanza comunitaria (Sic) Natura 2000 a tutela proprio dell’Arzino.
«Con la prossima istituzione del sito Natura 2000 – ha affermato infatti l’assessore – sarà preservato, per le future generazioni, l’intero corso dell’asta fluviale, a salvaguardia della bellezza e della ricchezza naturalistica che rendono l’Arzino un patrimonio ambientale unico nella nostra regione e nell’intera Unione Europea».
Il torrente è un corso d’acqua poco accessibile, con un elevato grado di naturalità, caratteristica che ha garantito la conservazione di diversi habitat elettivi di numerose specie ittiche. «L’istituzione del sito Natura 2000, nell’area compresa dalla sorgente fino alla confluenza col Tagliamento – ha concluso Zannier -, garantirà la tutela dell’Arzino».

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In copertina, un suggestivo scorcio del torrente Arzino colto da Barbara Giacomuzzi (Turismo Fvg).

Natura 2000, sul Tagliamento fuoco “controllato” contro le specie invasive

Nell’area golenale del fiume Tagliamento in località “Grave dei Mizzeri”, a Pinzano, verranno avviate durante questo mese delle manutenzioni della vegetazione ricorrendo a prove di “fuoco prescritto”, vale a dire di incendio controllato. Obiettivo dell’attività, che si svolgerà in circa mezza giornata di lavoro, è quello di contenere e possibilmente eliminare la radicazione di “Amorpha fruticosa”, una pianta alloctona e invasiva, che ha occupato la nicchia ecologica dell’habitat incluso nella zona speciale di conservazione (Zsc). L’attività sarà svolta dal Corpo forestale regionale e dai volontari del distretto di Protezione civile e antincendio boschivo della Val d’Arzino, con la regia del servizio Biodiveristà della Regione Fvg tramite la stazione forestale di Pinzano al Tagliamento.
Per l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, si tratta di “un’importante iniziativa che si inserisce in una valutazione prettamente tecnico-scientifica con la finalità di salvaguardare gli ecosistemi inseriti nella rete Natura 2000. L’innovativa modalità è supportata, comunque, da importanti esperienze pregresse e sarà gestita con la consueta e competente attività del Corpo forestale Regionale e dal Servizio biodiversità della Regione”.
L’area d’intervento per l’esecuzione di questa prima prova – come informa una nota Arc – è stata individuata in una superficie di due ettari di golena, all’interno dei quali sono state ricavate due “aree di saggio”, che verranno risparmiate dalle fiamme, per confrontare e monitorare l’effetto del fuoco sull’evoluzione della vegetazione. L’attività di “fuoco prescritto” – come viene chiamata tecnicamente – si basa su un’attenta conoscenza del territorio e su una precisa progettazione della combustione, praticata nell’ambiente naturale in modo innovativo, ma utilizzando il fattore fuoco per la gestione e la conservazione di alcuni habitat prioritari che necessitano di interventi. Secondo la relazione del Servizio biodiversità regionale, in questo modo, la Regione Fvg, dopo aver approvato il Piano di gestione della Zsc che consente l’uso del fuoco per scopi gestionali, potrà verificare l’applicazione di un fuoco controllato in alternativa ai trattamenti meccanizzati, considerati molto impattanti.
Negli anni passati, interventi di manutenzione simili sono stati realizzati ampiamente nella Zona speciale di conservazione Greto Tagliamento, che fa parte della rete regionale di Natura 2000, con il progetto Life Magredi Grasslands durato sette anni, con il taglio o la trinciatura della vegetazione invasiva effettuata a più riprese negli anni con grosse macchine forestali, per ripristinare superfici a prato magredile.

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In copertina e qui sopra il fiume Tagliamento a Pinzano.

Acquacoltura a Grado e Marano: contributi a tutela dell’ambiente

di Gi Elle

Quello dell’acquacoltura nella laguna di Grado e Marano è un settore importante dell’economia agricola del Friuli Venezia Giulia e presto potrà beneficiare di un fondo di 300 mila euro che promuove la sostenibilità ambientale: le domande delle imprese interessate dovranno pervenire alla Regione Fvg entro l’1 luglio prossimo. La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alle risorse agroalimentari e forestali Stefano Zannier, ha infatti approvato il bando Feamp, misura 2.54 “Prestazioni di servizi ambientali da parte dell’acquacoltura”, dotato appunto di quasi 300 mila euro, che si prefigge di compensare le perdite di reddito delle piccole e medie imprese dell’acquacoltura operanti nel settore dell’allevamento ittico estensivo nelle valli da pesca comprese nel sito Natura 2000 di Grado e Marano Lagunare.

“Il bando – precisa Zannier, come si legge in una nota Arc – è stato definito dalla Regione secondo le indicazioni comunitarie e dell’Autorità di gestione nazionale; purtroppo tali indicazioni non hanno tenuto conto delle osservazioni e dei suggerimenti che la Regione aveva a suo tempo fornito al Ministero competente e che non sono state recepite: pertanto ci dovremo attendere una scarsa partecipazione delle aziende a questa opportunità, perché saranno poche le imprese lagunari a poter rispettare le condizioni di ammissibilità. Ci attendevamo che sulla base delle nostre indicazioni il bando avrebbe potuto concorrere a dare effettivo ristoro a una delle realtà dell’economia lagunare che svolgono un ruolo importante per la salvaguardia e la valorizzazione dell’ecosistema delle zone umide. Qualora si verificasse la scarsa riuscita della misura, ciò sarebbe la riprova che le nostre richieste non erano campate in aria”.

Il bando riguarda l’articolo 54 del regolamento Ce 508 del 2014 Feamp 2014-2020 che prevede, infatti, la compensazione del reddito per le imprese che utilizzano metodi di acquacoltura compatibili con le esigenze ambientali e con la salvaguardia dell’ecosistema nel sito Natura 2000 della laguna. Si tratta di imprese che operano in presenza di ambienti naturali autoctoni e sono tenute alla gestione dei livelli idrici per la tutela della fauna nidificante. In queste valli da pesca, le aziende che operano nell’acquacoltura sono infatti obbligate a evitare la gestione della vegetazione nei periodi di nidificazione, e si debbono attenere alla regolamentazione specifica delle attività di caccia. Il calcolo della compensazione del mancato reddito, prevede un massimale del 30 per cento del fatturato 2019 di ciascuna impresa, parametrato, caso per caso, rispetto agli elementi ambientali presenti e confermati dal Servizio biodiversità. I parametri ambientali incidono direttamente sull’entità della compensazione, sono legati alla presenza e nidificazione delle specie di avifauna prestabilite e sono già calcolati nella predisposizione del bando per le diverse aree e valli da pesca della laguna. Come detto, le domande delle imprese interessate dovranno pervenire alla Regione entro l’1 luglio 2020.

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In copertina e qui sopra immagini della laguna e del porto di Grado.