Il Friulano Doc Collio dei Muzic conquista il Platino (unico in Fvg) del Decanter Wine World Awards

Sono appena usciti i risultati del Decanter Wine World Awards, la 22ª edizione del famoso concorso mondiale, tenutosi a Londra. Con quasi 20 mila vini totali in assaggio, degustati e valutati da 248 esperti di fama planetaria. Con 50 Best in Show e 137 medaglie di platino a livello complessivo internazionale, emerge l’azienda Muzic di San Floriano del Collio, che ottiene l’unica Medaglia di Platino di tutta la regione Friuli Venezia Giulia. A vincerla, con ben 97 punti, è il Friulano Doc Collio “Valeris” 2023. “Di un eccezionale splendore, al naso ricorda il finocchio e il dragoncello, fiori di gelsomino e mela rossa matura. Al palato è raffinato, con una consistenza vellutata, una fine acidità e una intensa persistenza minerale”, si legge nelle note di degustazione. In questa edizione i Muzic portano a casa anche due medaglie d’argento: per il Collio da uve autoctone “Stare Brajde” (92 punti) e per il Sauvignon “Pàjze” (90 punti), entrambi Doc Collio, annata 2023.

L’azienda Muzic si conferma per la terza volta, di cui due consecutive, come la più premiata a livello regionale al concorso Decanter. «Dopo la Medaglia Best in Show (il massimo riconoscimento), ottenuta nel 2021 con il Collio Uve Autoctone 2019, e le due medaglie di platino già vinte con il Collio Uve Autoctone 2020 e con il Friulano Valeris 2022, questo è un ulteriore riconoscimento alla qualità dei nostri vini e al lavoro della nostra famiglia», ricordano soddisfatti i fratelli Fabijan ed Elija, assieme ai loro genitori. Fra i vini regionali non c’è stata alcuna medaglia d’oro, ma 73 medaglie d’argento, attestate tra 90 e 94 punti, e 91 medaglie di bronzo, tra 86 e 89 punti. Tutti i premi sono pubblicati online su awards.decanter.com

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In copertina, la famiglia Muzic di San Floriano del Collio produttrice del prestigioso Friulano premiato da Decanter.

Collio da uve autoctone, il punto all’Enoteca di Cormons: due nuove cantine aderiranno al progetto

Il successo del progetto del Collio da uve autoctone non si registra solamente con i premi delle guide e le ottime recensioni sui periodici di settore, ma anche dagli incontri organizzati per farlo conoscere. I sei produttori che portano avanti il progetto – Cantina Produttori Cormòns, Edi Keber, Muzic, Terre del Faet, cui si sono aggiunti Korsic e Maurizio Buzzinelli – hanno invitato numerosi viticoltori del Collio all’Enoteca di Cormòns. Una trentina i partecipanti, in rappresentanza di più di 25 aziende, che hanno ascoltato con interesse.


Ad aprire la serata è stato Alessandro Dal Zovo, direttore generale della Cantina cormonese, il quale ha illustrato le regole che si sono dati, senza voler mettere in discussione né in secondo piano il Collio bianco fatto anche con altre varietà, come prevede il disciplinare. Stefano Cosma ha poi proiettato una serie di slide per raccontare la storia dell’uvaggio “Colliano” o “Bianco del Collio”, che già nell’800 veniva portato alle esposizioni. Nel 1888, alla prima Fiera dei Vini che si tenne a Trieste al Teatro Rossetti con espositori da tutta l’Austria-Ungheria, la Società agraria di Gorizia portò in assaggio un “Vino Bianco Collio 1887” e questo prodotto era uno dei principali e dei più apprezzati del “Giardino del Goriziano”. Dopo la Grande Guerra, con la ricostruzione della viticoltura, fu dato maggior spazio alla Malvasia istriana e al Tocai friulano, che divennero gli altri due componenti del Bianco del Collio, assieme alla Ribolla gialla. Perciò sono state le varietà previste nel disciplinare della Doc approvato nel 1968.
Sono quindi intervenuti Kristian Keber, per ricordare come questa via sia in linea con quanto si voleva fare nel 2017 creando il Collio Gran Selezione e utilizzando le varietà storiche, Fabjan Muzic che ha spiegato come la scelta di scrivere “da uve autoctone” sia coerente con quanto previsto dal Testo unico della vite e del vino, mentre Andrea Drius, membro del Cda del Consorzio, ha ricordato che la guida Vinibuoni d’Italia nell’edizione 2022 ha premiato con il massimo riconoscimento, la corona, tutti i quattro “Collio vino da uve autoctone” mandati in assaggio.
Lasciato spazio alle domande, è stato spiegato che si è scelto l’utilizzo della bottiglia Collio Collio, di uscire con il vino dopo almeno 18 mesi dalla vendemmia, la presenza delle sole varietà Ribolla gialla, Malvasia (istriana) e (Tocai) Friulano con prevalenza di quest’ultimo, e la possibilità di affinamento in legno. Al termine tutti sono scesi per assaggiare i vini, così i produttori ed enologi interessati ad aderire hanno potuto confrontarsi sulle altre regole di autodisciplina e sulle modalità di adesione. Già due nuove aziende sono pronte ad unirsi al progetto.

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In copertina, le bottiglie delle sei aziende del progetto; all’interno, immagini dell’incontro all’Enoteca di Cormons.

Friulano, Refosco e Guida Top 2023 oggi per dare il via ad autori e vini a Lignano

A Lignano Pineta, due grandi vini, da sempre simboli del Vigneto Fvg, vale a dire un Friulano (ex Tocai) e un Refosco dal peduncolo rosso, assieme alla nuova edizione della Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia, daranno oggi il via al 25° anno degli Incontri con l’autore e con il vino, la rassegna che a coniuga letteratura e gusto promossa dall’Associazione Lignano nel Terzo Millennio presieduta da Giorgio Ardito, e curata dallo scrittore Alberto Garlini, dal tecnologo alimentare Giovanni Munisso e dall’enologo Michele Bonelli.

Il primo appuntamento oggi, 15 giugno, alle 18.30 al PalaPineta nel Parco del Mare, con la presentazione di “Lignano: ti racconto” (la Nuova Base Editrice), una raccolta di racconti brevi ambientati nella città balneare frutto dell’estro narrativo dei partecipanti al corso di scrittura creativa organizzato dall’Associazione Lignano nel Terzo Millennio e curati da Alberto Garlini. Segue la presentazione di “Top Vini Friuli Venezia Giulia 2023” con l’ideatore Giovanni Cattaruzzi e l’editore Nicolò Gambarotto, una Guida nata per orientare i consumatori nella scelta tra i tanti vini prodotti da eccellenti aziende vitivinicole grandi e piccole del Friuli Venezia Giulia, per gli appassionati e i turisti nazionali e internazionali che visitano la nostra regione. Il lettore si immergerà nell’emozione di un viaggio tra i pregevoli vini del territorio e il suo ambiente, fatto di tantissime peculiarità, racconti e storie che meritano un approfondimento con visite e assaggi.
Come detto, due i vini in abbinamento, un bianco e un rosso. Il Collio Friulano dell’azienda agricola Muzic di San Floriano del Collio, dal color giallo paglierino con riflessi verdognoli, con un profumo fine, intenso, persistente e floreale. In bocca risulta secco, morbido con netto sapore di mandorla amara. E il Refosco dal peduncolo rosso dell’azienda agricola Petrucco di Buttrio. Dal colore rosso rubino vivace, ha un sapore asciutto e freschezza vivace. Ha un profumo intenso, di fragranze fruttate di frutti rossi come lampone e ribes, frutti neri come mirtilli e mora selvatica, che ben si fondono alle spezie come caffè, liquirizia, anice stellato.

E ora ecco tutti gli altri incontri dei vini Fvg con gli autori, da giugno a settembre.

Giovedì 22 giugno Enea Fabris presenta “Storie… che raccontano la storia”, dove l’autore va a ruota libera con ricordi della sua giovinezza vissuta a Ronchis, per poi raccontare le origini di Lignano fino ai tempi nostri, un completamento del precedente libro “Dalla sabbia … all’Oro”. Il vino in abbinamento è offerto dalla Tenuta Pribus di Bagnaria Arsa.

Con l’intreccio di due storie – largamente autobiografiche e ad alto tasso thrilling – Natasha Stefanenko racconta nel libro “Ritorno nella città senza nome” (Mondadori) l’anima di un paese grande, inquieto e disorientato, l’Urss degli anni Novanta, che vive la fine di consolidate certezze e anche la dirompente irruzione di nuove libertà. Lo presenta al PalaPineta giovedì 29 giugno, con in abbinamento un vino dell’azienda agricola Scarbolo Sergio di Cividale.

Giovedì 6 luglio “Un buon posto in cui fermarsi” (Einaudi), il nuovo commovente romanzo di Matteo Bussola. A volte la vita ci colpisce fino ad abbatterci. E se invece di rialzarci, provassimo a guardare il mondo con gli occhi di chi è a terra? Forse proprio la resa può regalare un’inaspettata felicità. La Società agricola Colutta Giorgio di Manzano propone alla fine un brindisi un suo vino.

Siamo tutti abituati all’esperienza di premere un tasto e vedere qualcosa accadere. Il verbo della scienza è provare, quello di tecnologia e religione è credere. La religione si interessa della salvezza dell’anima nei cieli e la tecnologia della conservazione dei dati nel cloud. Giovedì 13 luglio Chiara Valerio lo spiega al pubblico presentando il suo libro “La tecnologia è religione” (Einaudi), accompagnata dal vino della Società agricola Principi di Porcia e Brugnera di Porcia e Azzano Decimo.

Giovedì 20 luglio torna a Lignano Antonio Caprarica con il suo “Carlo III”. Il destino della corona (Sperling & Kupfer). Uscito in occasione dell’incoronazione di Carlo III e della consorte Camilla, il 6 maggio scorso, il nuovo libro di Antonio Caprarica ci mostra un sovrano a due facce: il culto del passato e la lungimiranza sull’ambiente, una vita tra i lussi e l’attenzione ai più deboli, la determinazione di un uomo che ha ottenuto il lieto fine salendo al trono al fianco della donna che ha sempre voluto come sua regina. Propone il vino l’azienda vinicola Marco Felluga di Gradisca d’Isonzo.

Chi non conosce il vicequestore Rocco Schiavone? Giovedì 27 luglio lo ritroveremo nelle pagine di Elp (Sellerio), l’ultimo giallo di Antonio Manzini, che ruota attorno all’”Esercito di Liberazione del Pianeta”. Schiavone si interessa a questo gruppo che compie azioni audaci per difendere gli animali, ma presto si trova coinvolto in un misterioso omicidio legato al gruppo. Dopo la presentazione, l’assaggio di un vino dell’azienda agricola Elio di Cividale.

Venerdì 28 luglio il Teatri Stabil Furlan propone la lettura scenica in friulano “La Stilo di Hemingway”. Dall’omonimo testo originale di Pietro Spirito, la pièce in “marilenghe” nella traduzione di Stefano Montello, prende voce con gli attori Massimo Somaglino, Fabiano Fantini e gli accompagnamenti alla chitarra di Leo Virgili. Si brinda poi con l’azienda vini Paolo De Lorenzi di Pravisdomini.

Scontenti non vuol dire infelici, malinconici o inquieti. Esistono trattati e una vasta letteratura sull’infelicità, mentre poco o nulla si è scritto dello scontento. Per comprendere da dove nasce e dove conduce, indagandone ragioni, forme e sbocchi, Marcello Veneziani nel suo libro “Scontenti. Perché non ci piace il mondo in cui viviamo” (Marsilio) compie un viaggio nel malessere che ci corrode, ci fa sentire continuamente inappagati. Lo presenta a Lignano giovedì 3 agosto e al termine i vini della Cantina I Magredi di Domanins.

Giovedì 10 agosto la vicenda semiseria di un giovane nobile nato povero per colpa della Storia: Gian Paolo Polesini presenta “Polle. Il figlio unico” (Orto della Cultura). Il libro è perlopiù un’esplorazione ironica sull’ingessato mondo dei titolati che inizia dalla metà del Novecento e risale i decenni fino al Terzo Millennio in un continuo flashback temporale. Brindisi finale con la Società agricola I Comelli di Nimis.

Due nipoti e un nonno sui sentieri dei boschi: è “Le cinque porte” (Mondadori), l’ultimo romanzo di Mauro Corona che si rivolge a un pubblico di tutte le età. L’immancabile appuntamento agli incontri con l’autore e con il vino è giovedì 17 agosto. Il vino è offerto dalla Società agricola Lorenzonetto Cav. Guido di Latisana.

Giovedì 24 agosto torna a Lignano Enrico Galiano con “Geografia di un dolore perfetto” (Garzanti). Con la sua inconfondibile delicatezza, l’autore ci regala una prova di narratore maturo con una storia avvincente e coinvolgente. Una storia che, pagina dopo pagina, diventa sempre più la storia di tutti noi. Il vino in abbinamento è dell’azienda agricola Bracco di Brazzano di Cormons.

Venerdì 25 agosto ritorna il Teatri Stabil Furlan che presenta la lettura scenica in friulano “Tito Maria al viôt il mâr”, tratta dal racconto di Tito Maniacco di una delle prime edizioni di Lignano: ti racconto. Traduzione in lingua friulana di Tarcisio Mizzau, con la voce di Massimo Somaglino e la chitarra di Denis Biason. Il vino è di Diamo un taglio alla sete di Nimis.

Sette grandi sogni. E altrettanti fallimenti. Idee visionarie che avevano lo scopo di migliorare il mondo, ma si sono dimostrate chimere. Che cosa è andato storto? Carlo Cottarelli spiega quali sono le potenti forze economiche che governano la nostra vita di tutti i giorni. Dobbiamo conoscerle, se vogliamo governarle. Appuntamento, dunque, con Cottarelli e il suo “Chimere. Sogni e fallimenti dell’economia” (Feltrinelli) giovedì 31 agosto, assieme all’azienda agricola Obiz di Cervignano.

Il finale della 25ma edizione degli Incontri con l’autore e con il vino giovedì 7 settembre: Cristina Cassar Scalia presenta “La banda dei carusi” (Einaudi). Un romanzo poliziesco coinvolgente, scritto dalle mani di un’autrice definita “la migliore scrittrice di storie di poliziotte in circolazione”. Si chiude in bellezza con il vino dell’azienda agricola Colmello di Grotta di Farra d’Isonzo.

Gli Incontri con l’autore e con il vino sono organizzati dall’Associazione Culturale Lignano nel Terzo Millennio presieduta da Giorgio Ardito e curati da Alberto Garlini, Giovanni Munisso e Michele Bonelli. La manifestazione e le iniziative collegate (corso di scrittura creativa, cene con l’autore) hanno il sostegno della Città di Lignano Sabbiadoro – Assessorato alla Cultura, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG, Assoenologi, Società Lignano Pineta, Porto Turistico Marina Uno Resort, Hotel President Lignano, CiviBank, Ramberti, Ma.in.cart., Officine Zamarian, Dersut Caffè, Lignano Banda Larga, Nosella Dante, T.KOM, Repower, Lazzarini Impianti, Aedificare, Adriastrade, Applicatori società cooperativa, Artesegno, BlueSpeace, Costruzioni Cicuttin, Omnia Energy 3, Stenal, Neri Maurizio, Koki, Legnolandia.

I vini a Monfalcone: via col vivaismo viticolo nel “Friuli austriaco”

di Giuseppe Longo

“Il vivaismo viticolo nel ‘Friuli austriaco’, nel Goriziano e Bisiacaria”: questo il titolo del convegno, molto interessante, che darà il via questo pomeriggio, alle 17.30, nella sala del consiglio comunale, in municipio, alle manifestazioni annunciate nel ricco programma della “Festa del vino” di Monfalcone. Parleranno l’agronomo e giornalista Claudio Fabbro e l’enologo Rodolfo Rizzi, che da poco è stato confermato alla guida della sezione Fvg di Assoenologi. I due esperti, che sono ormai una presenza fissa e apprezzata nella importante rassegna della città cantierina, metteranno l’accento su una espressione dell’attività vitivinicola molto sviluppata nell’Isontino già nell’epoca imperiale: basti pensare ai famosi vivaisti di Ruda e Perteole, come i Toppani e i Pinat, dove oggi Mario Pinat, 88 anni, “patriarca” dei vivaisti friulani e padre di Bruno, già presidente dell’Ersa, tiene alto il vessillo del settore. Ma ovviamente anche altri che hanno segnato la storia del Vigneto Fvg.

Barbatelle in vivaio a Perteole. 

Un contenuto tecnico importante, dunque, per dare avvio alla tradizionale “Festa del vino” giunta alla 62a edizione e che sarà aperta, nella stessa sala consiliare, alle 17: nell’occasione, la rassegna sarà presentata in tutte le sue proposte dalla Pro Loco che l’ha organizzata. Ma la vera cerimonia inaugurale seguirà alle 18.30 in piazza della Repubblica dove ci sarà il tradizionale taglio del nastro alla presenza delle autorità, con la partecipazione della Banda Civica Città di Monfalcone e dell’Associazione Gruppo Costumi tradizionali Bisiachi di Turriaco. Al termine, è previsto l’arrivo della staffetta con la fiaccola a cura del Marathon Club di Monfalcone. Quindi, via alle degustazioni  nell’area Kolin (zona campanile) con i vini delle aziende San Lurins, Piedimont, Primosic, Fiegl, Il Carpino, Korsic, Muzic, Edi Keber, Picech, Sturm, Blazic, Kristian Keber e del Consorzio Collio di Cormons.
Altro appuntamento di riflessione con il vino sarà venerdì, alle 19, in piazza della Repubblica. Tema: “Salute, movimento e… vino: il piacere di sentirsi bene” con Annalisa Dorbolò e Roberto Travan, autori di “Domani mi muovo”, un libro, un metodo, uno stile di vita.

E buon vino significa anche buon pesce, con il quale specialmente i grandi bianchi Fvg hanno un’intesa perfetta. La pesca sarà infatti protagonista di un altro convegno che si terrà sabato, alle 10, sempre in municipio. Tema: “Il patrimonio culturale delle zone di pesca nell’Alto Adriatico; Il ruolo dei pescatori nella nuova società: turismo, cultura, ambiente; La pesca nell’Alto Adriatico”. Dopo i saluti del sindaco Anna Cisint, tra gli altri interventi è previsto quello dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier.

L’assessore Zannier con gli enologi Rizzi e Fabbro.


Diverse poi le occasioni per abbinare i vini ai cibi di qualità, come quelle offerte dagli show cooking: il primo è annunciato per domani, alle 19, in piazza della Repubblica con Agnese Russo de “La cucina di Agnese”. Altro appuntamento sabato alle 18.30, sempre in piazza,  con “Dal mare alla tavola, pulire e preparare il pesce”, a cura di Sei di Monfalcone se…, Cooperativa Pescatori e Rione Centro. Seguirà uno show cooking con il noto volto televisivo e chef Andy Luotto, che si tornerà a esibire domenica, alle 19. In precedenza, avverrà invece la presentazione del libro di enogastronomia “I nostri magnari”, a cura di Giada Polimeno. Ce n’è abbastanza, vero? Ma abbiamo parlato soltanto delle iniziative legate alla vite, al vino, alla pesca e alla buona tavola…

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In copertina, Mario Pinat di Perteole, “patriarca” dei vivaisti friulani.