“A cena con il mais”, oggi a Mortegliano il nuovo libro di Germano Pontoni: un’occasione anche per festeggiare la Cucina italiana Patrimonio Unesco

(g.l.) “A cena con il mais – A Mortegliano un itinerario di sapori della tradizione lungo 30 anni” è il titolo del nuovo libro di enogastronomia – ne ha fatti veramente tanti! – curato da Germano Pontoni, maestro della cucina italiana. L’opera verrà presentata questa sera, 11 dicembre, alle 18.30, nella sala consiliare del Comune di Mortegliano. Con il sindaco Roberto Zuliani, che farà gli onori di casa, interverranno il presidente di “Blave i Mortean” Edi Gomboso, il ristoratore concittadino Ivan Andrea Uanetto del famoso ristorante Da Nando e, ovviamente, il curatore del volume. Nell’occasione, verrà proiettato un cortometraggio dal titolo “Blave di Mortean” a cura di Sergio Negro. Modererà l’incontro la giornalista Ria Bragagnolo.


L’incontro è stato organizzato dal Comune di Mortegliano e da Quattro Stagioni Aps e avviene in un momento particolare, davvero molto importante. Appena ieri, infatti, la Cucina italiana è stata proclamata ufficialmente dall’Unesco Patrimonio mondiale dell’Umanità, premiando così gli sforzi e l’impegno di quanti lavorano in questo affascinante settore. Come, appunto, Germano Pontoni la cui vita è stata spesa tutta a vantaggio della nostra cucina che, sapientemente e con efficacia, coniuga la tradizione, e quindi i preziosi insegnamenti del passato, con l’innovazione. Come dire che questo non è un settore statico, bensì in continua evoluzione. E l’impegno di Pontoni continua incessantemente, anche con la pubblicazione di questi preziosi testi che esaltano e valorizzano la cucina del nostro Friuli. Tutti gli dobbiamo essere grati!

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In copertina, il maestro di cucina Germano Pontoni; all’interno, la coltivazione del mais “oro” di Mortegliano.

“Asparagus” oggi in trasferta a Milano e per domani dà appuntamento a Grado

(g.l.) Doppio incontro questa settimana con “Asparagus”, la fortunata rassegna enogastronomica del Ducato dei vini friulani guidato da Alessandro Salvin. La manifestazione, infatti, esce per la prima volta dai confini regionali per approdare addirittura a Milano. Nella “capitale” economica del Paese l’appuntamento è fissato per questa sera all’Osteria della Stazione l’Originale, in via Popoli Uniti 26.
Domani, invece, una classica serata in Friuli Venezia Giulia. Il convivio dedicato al re degli ortaggi sarà infatti ospitato al ristorante La Dinette di Porto San Vito (telefono 388.9418882 – info@ristoranteladinettegrado.it), a Grado, dove si è appena conclusa con successo la rinomata festa con mostra di Fossalon.
Poi, ci saranno due altre uscite per chiudere il ricco programma di “Asparagus 2025” – ben nove appuntamenti con la buona tavola e sempre tutti sold out! -, la prima delle quali, il 23 maggio, sarà in Veneto, ma appena fuori dai confini Fvg, a Giai di Gruaro. Il 30, invece, gran finale a Corno di Rosazzo. La manifestazione, come si ricorderà, era cominciata il 4 aprile a Tavagnacco, continuando a Cormons, Mortegliano, Udine e San Michele del Carso.

Buongustai, ora è il magico momento degli asparagi: sono oltre 200 gli ettari coltivati in Friuli Venezia Giulia

Ultima domenica di aprile con gli asparagi del Friuli Venezia Giulia grandi protagonisti. Feste e mostre invitano, infatti, a Tavagnacco, Fossalon di Grado, Gorgo di Latisana e Cordenons alle porte di Pordenone. Ma ecco alcune note sulla pregiata coltivazione orticola della nostra regione.

LA PRODUZIONE IN FRIULI – In questi anni, dopo un periodo di declino, la produzione dell’asparago bianco friulano, pur con un limitato periodo di produzione che in regione è di circa due mesi (da metà aprile ai primi di giugno), sta avendo un lieve incremento quantitativo e qualitativo: si tratta ormai della coltura orticola più diffusa in regione con oltre 200 ettari coltivati, 170 aziende produttrici, oltre 12 mila quintali annualmente raccolti e commercializzati e un fatturato annuo complessivo di oltre sette milioni di euro, anche se il totale della produzione regionale non basta a soddisfare le esigenze del consumo in Friuli Venezia Giulia. A Tavagnacco, la sempre minore disponibilità di territorio agricolo utilizzabile e il limitato ricambio generazionale degli operatori, non consentono un aumento delle quantità di asparagi prodotte che, anzi, a fatica riescono a mantenersi sui livelli degli anni scorsi.

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E a Udine riprende “Asparagus”

E dopo la pausa pasquale, riprende anche il fortunato circuito enogastronomico di “Asparagus”, la brillante manifestazione organizzata per la venticinquesima volta dal Ducato dei vini friulani. Dopo le serate di Tavagnacco, Cormons e Mortegliano, il prossimo appuntamento è fissato per il 2 maggio al ristorante Là di Moret a Udine. Quindi seguiranno altre cinque serate – due quelle fuori regione, a Milano e in Veneto – che accompagneranno i buongustai fino al 30 del mese. Nella foto, il bellissimo piatto realizzato dall’artista Giorgio Celiberti proprio per festeggiare le 25 edizioni della manifestazione della buona tavola.

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L’ASPARAGO BIANCO  – Sebbene molte parti d’Italia conoscano esclusivamente l’asparago verde, il primato della produzione in Friuli spetta all’asparago bianco, diffusamente coltivato anche a livello familiare. L’assenza di colorazione, caratteristica fondamentale dell’asparago bianco, deriva dal particolare metodo di coltivazione della pianta, dalla quale l’asparago viene raccolto quando ancora si trova sotto il cumulo di terra con cui gli agricoltori hanno ricoperto all’inizio della primavera le asparagiaie. Questa tecnica consente all’asparago bianco di mantenere quel delicato sapore che lo contraddistingue, mentre gli amanti dei gusti più marcati sanno di trovare negli asparagi verdi quei sapori decisi che solo la luce del sole riesce a infondere ai germogli raccolti dopo la loro fuoriuscita dal terreno.
La specie coltivata è l’”Asparagus officinalis”, pianta erbacea vivace con molte radici e un corto rizoma sotterraneo. Dal rizoma in primavera sorgono i germogli, detti turioni (cioè gli asparagi commestibili) contenenti sostanze dalle apprezzabili proprietà diuretiche e depurative, oltre a fosforo, ferro e vitamine. In Friuli, attualmente, le aree di produzione sono concentrate nell’anfiteatro morenico, lungo il corso del Torrente Torre, nella bassa pianura, in prossimità del litorale, nel Medio Friuli e nella piana pordenonese. La zona più nota, anche se ormai non è la più produttiva, è certamente Tavagnacco, ove viene organizzata fin dal 1935 una celebre Festa degli Asparagi, che, giunta alla sua 87ma edizione (nei weekend dal 25 aprile all’11 maggio), unisce sapori e tradizione in onore dell’Asparago bianco friulano, leader della primavera gastronomica di casa nostra.

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In copertina, gli asparagi bianchi e qui sopra quelli verdi che pure piacciono molto.

“Asparagus” alla terza tappa, stasera con il Ducato dei vini friulani a Mortegliano

(g.l.) Venerdì Santo con “Asparagus”. Il famoso circuito enogastronomico del Ducato dei vini friulani, dedicato al pregiato ortaggio primaverile, fa tappa proprio questa sera Da Nando a Mortegliano, un autentico “tempio” della buona tavola che sicuramente avrà pensato a un menù in linea con la particolare giornata. Siamo, così, arrivati alla terza tappa della rassegna che proseguirà fino al 30 maggio, con due appuntamenti anche fuori regione, ai Giai di Gruaro nella provincia di Venezia e a Milano. La prossima settimana, però, “Asparagus” osserverà una settimana di pausa post-pasquale, per riprendere il suo cammino il 2 maggio Là di Moret, a Udine.


Come è noto, la manifestazione che festeggia venticinque edizioni – tanto che a ogni ristoratore il Duca Alessandro I, da poco riconfermato tra gli applausi, dona un bellissimo piatto celebrativo di Giorgio Celiberti -, era partita il 4 aprile scorso, come è tradizione, Al Grop di Tavagnacco, dove era peraltro nata nel secolo scorso, ed era proseguita alla Locanda Alle Vigne di Cormons. In entrambi i locali, grande il successo delle serate con i rinomati turioni, bianchi e verdi, del nostro Friuli. E stasera i consensi si ripeteranno a Mortegliano: Da Nando ogni convivio è un vero successo. Figuriamoci con “Asparagus”!

Pomis-Despar, dalla spremuta delle mele danneggiate nel 2023 dal maltempo un aiuto alla Casa di riposo di Mortegliano

«Un’iniziativa che ha il grande merito di aver contribuito, attraverso un progetto di concreta solidarietà, al lavoro e all’impegno di una comunità che ha saputo rialzarsi, ricostruire e guardare avanti con coraggio e speranza dopo la devastante grandinata che un anno fa aveva messo in ginocchio il paese di Mortegliano e l’area circostante. Si è saputo unire lo spirito di un imprenditore che ha immediatamente trasformato il danno in opportunità, con l’impegno verso gli altri. È così nata un’occasione di solidarietà per l’intera comunità, sentendo il dovere di pensare in particolare agli anziani e alle persone più fragili della comunità che hanno subito un evento eccezionale senza precedenti». Sono le parole che l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha pronunciato ieri sera, nell’ambito della “Festa della mela” di Tolmezzo, alla cerimonia per la consegna dei fondi raccolti con la vendita della “Spremuta integrale di mela Julia” (realizzata dall’azienda Pomis di Chiasiellis con le mele danneggiate dalla disastrosa grandinata del luglio 2023 che ha avuto come epicentro l’area morteglianese) donati alla Casa di riposo proprio di Mortegliano che aveva subito ingenti danni.


Alla cerimonia, voluta dall’azienda Pomis e da Despar (Aspiag Service), oltre al titolare dell’impresa agricola Peter Larcher erano presenti i sindaci dei Comuni di Tolmezzo e di Mortegliano. Parte del ricavato della vendita della produzione speciale, avviata esattamente un anno fa negli 80 punti vendita Despar in Friuli Venezia Giulia e nei 50 negozi affiliati, per una somma di oltre quattromila euro è stata consegnata alla Casa di riposo e rappresenta la più importante tra le diverse donazioni private giunte al centro per anziani.
«Le proporzioni di ciò che è accaduto nell’estate del 2023 – ha ricordato l’esponente della Giunta Fedriga – nell’area di Mortegliano e in buona parte della pianura friulana sono state immani. La Regione era intervenuta subito con contributi straordinari per il ripristino del patrimonio pubblico danneggiato. Al contempo ci si mosse per garantire alle imprese di avere la liquidità necessaria a consentire di andare avanti, per salvaguardare l’intero sistema. Dopo un anno, molto è stato fatto. Iniziative come questa – ha concluso Zannier – sono gesti importanti che aiutano a rafforzare la volontà di una comunità che non si è mai fiaccata e che sta con determinazione e caparbietà tornando alla normalità».

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In copertina e all’interno tre immagini della consegna del contributo dell’azienda Pomis alla Casa di riposo di Mortegliano durante la Festa della mela di Tolmezzo.

Ducato dei vini friulani, dalla chiusura di “Asparagus” alla Dieta di primavera: lezione di Attilio Scienza, nuovi nobili e Premio Isi Benini a Giannola Nonino

(g.l.) Chiusura in grande stile oggi per “Asparagus”, il famoso e fortunato circuito enogastronomico promosso e organizzato dal Ducato dei vini friulani guidato da Alessandro Salvin. L’appuntamento è, infatti, al ristorante Da Nando a Mortegliano.
E una volta concluso questo tour con il più pregiato prodotto primaverile del nostro Friuli, per l’ormai storico sodalizio ecco pronto un altro importantissimo appuntamento: la Dieta di primavera. La festa-cerimonia si terrà domani mattina, 1° giugno, con inizio alle 10.30 nel salone di rappresentanza di Palazzo Antonini-Stringher, in via Gemona a Udine, nuova sede della Fondazione Friuli. Nell’occasione, dopo i saluti del duca Alessandro I, ci sarà la lectio magistralis del professor Attilio Scienza, grande luminare in materia vitivinicola, seguita dall’investitura dei nuovi nobili.
Al termine, omaggio a uno dei più convinti e appassionati fondatori del Ducato dei vini friulani: sarà infatti consegnato il Premio ricordo Isi Benini. Il riconoscimento andrà a Giannola Nonino, l’imprenditrice della distillazione da tutti conosciuta non solo per avere rilanciato, in una cornice qualitativa, la grappa friulana, ma anche e soprattutto per aver contribuito a salvare e rilanciare vecchi vitigni autoctoni – come lo Schioppettino di Prepotto e di Cialla – che correvano il serio rischio di scomparire, ottenendo dalle vinacce delle loro uve pregiate grappe di monovitigno.

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In copertina, il duca Alessandro Salvin regista della cerimonia di domani a Udine.

Maltempo, dalla Regione sostegno agli allevamenti zootecnici colpiti in Fvg

«Gli eccezionali eventi atmosferici che hanno recentemente colpito diverse zone del Friuli Venezia Giulia dal 13 luglio al 7 agosto hanno provocato gravi disagi e problemi di carattere finanziario alle imprese agricole di allevamento del settore zootecnico già alle prese con le perduranti criticità derivanti dal conflitto fra Russia e Ucraina. Nel rispetto delle regole vigenti sugli aiuti di Stato e sugli interventi a favore del sistema economico in conseguenza della guerra ancora in corso, abbiamo pertanto deciso di applicare la parziale conversione in sovvenzione dei finanziamenti accesi da queste aziende nei soli casi dove risulti indispensabile garantire la loro continuità produttiva». Lo afferma l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, dopo che la Giunta regionale ha approvato una delibera per adeguare le misure di aiuto concedibili nell’ambito del programma Anticrisi conflitto russo-ucraino. «Questi interventi rivolti alle imprese di allevamento del settore zootecnico – specifica Zannier – sono consentiti esclusivamente per la rimozione, lo smaltimento e il rifacimento delle coperture in amianto, fibrocemento e vetroresina andate distrutte nei Comuni di Bicinicco, Castions di Strada, Lestizza, Mortegliano, Pozzuolo del Friuli, Talmassons, Azzano Decimo, Brugnera, Chions, Porcia, Pasiano di Pordenone, Prata di Pordenone, Sacile e San Vito al Tagliamento».
Questa misura, attivata ai sensi dell’articolo 12 della legge regionale 5 del 2020 per l’applicazione della Comunicazione della Commissione europea del 23 marzo 2022 intitolata “Quadro temporaneo di crisi per misure di aiuto di stato a sostegno dell’economia a seguito dell’aggressione della Russia contro l’Ucraina”, consente infatti agli Stati membri di porre in essere iniziative di sostegno straordinarie nei limiti e alle condizioni prescritte dalla stessa Comunicazione. «Il Fondo di rotazione per interventi nel settore agricolo – spiega Zannier – ha attivato nell’ambito di questo Programma Anticrisi specifiche tipologie di finanziamenti agevolati finalizzati prioritariamente all’anticipazione delle spese di conduzione aziendale. Per alcune di queste – aggiunge l’assessore – la Giunta regionale con sue precedenti deliberazioni ha già previsto, sempre in applicazione della medesima Comunicazione della Commissione europea, la parziale conversione in sovvenzione. Con iniziative di questa portata vogliamo affrontare le problematiche legate alle ondate di maltempo che si sono abbattute sul Friuli Venezia Giulia, contrastando con decisione – conclude Zannier – ogni fenomeno speculativo che rischia di penalizzare proprio gli imprenditori maggiormente colpiti».
Intanto, sul fronte del maltempo – che ieri è putroppo tornato a colpire anche in Friuli Venezia Giulia – ricordiamo anche un intervento del presidente della Regione Fvg. «Oggi abbiamo avuto un momento di importante condivisione con le categorie produttive regionali per affrontare le problematiche conseguenti all’ondata di maltempo dei giorni scorsi individuando, tra le priorità, la necessità di contrastare quegli inaccettabili fenomeni speculativi che penalizzano proprio chi è stato danneggiato», ha detto a Trieste il governatore Massimiliano Fedriga nel corso dell’incontro con i massimi rappresentanti delle categorie produttive regionali sul tema delle problematiche derivate dai danni del maltempo. Presenti, tra gli altri, anche gli assessori regionali Fabio Scoccimarro (Difesa dell’ambiente), Cristina Amirante (Infrastrutture e territorio), Sergio Emidio Bini (Attività produttive), Riccardo Riccardi (Protezione civile e salute), Pierpaolo Roberti (Autonomie locali) e Stefano Zannier (Risorse agroalimentari).
Come ha spiegato il più alto rappresentante della Giunta regionale, proprio per effettuare una costante operazione di monitoraggio sui prezzi dei materiali e dei servizi, verrà costituito e convocato a breve un tavolo tecnico anche per intervenire in maniera tempestiva su eventuali distorsioni del mercato che possano incidere negativamente sulla ripartenza delle imprese e sulla riparazione dei danni subiti dai cittadini e dalle strutture pubbliche. «Ogni parte della filiera – ha aggiunto Fedriga – deve essere presidiata, in particolar modo dagli organismi di rappresentanza delle categorie al fine di prevenire qualsiasi aumento ingiustificato dei prezzi».
Altro tema affrontato quello dei materiali usati in particolare per la copertura dei tetti, con la necessità di reperire nuove tecniche che garantiscano una maggiore resistenza, anche in considerazione della costanza di questi fenomeni atmosferici legati al cambiamento climatico. «A tal riguardo – ha sottolineato Fedriga – da parte nostra c’è la massima disponibilità a fare tutti gli approfondimenti su un’eventuale modifica della normativa di competenza regionale per consentire l’uso di materiali più adeguati a resistere a questo tipo di intemperie che ormai non si possono più definire eventi eccezionali».

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In copertina, la copertura di una stalla friulana distrutto dal maltempo.

Con Pomis mele da 40 anni a Mortegliano. E ora avanti nel segno dell’innovazione

A Chiasellis di Mortegliano, la famiglia Larcher ha voluto festeggiare il suo quarantesimo raccolto di mele assieme a collaboratori, rappresentanti istituzionali, clienti, partner produttivi e finanziari. Un evento, mancato per due anni a causa della pandemia, che è tornato carico di novità.


«Nel 2019 ci eravamo lasciati con il problema della cimice asiatica – ha spiegato il titolare Peter Larcher, assieme alla moglie Denise Cicuto – negli ultimi due anni però abbiamo dovuto affrontare sfide ancora più importanti a cui abbiamo reagito innovando il nostro modello imprenditoriale su tutti i fronti». Larcher ha così snocciolato una lunga serie di cambiamenti e investimenti. Il lockdown, per esempio, ha spinto Pomis a “inventarsi” il canale di vendita online, diventato oggi strutturale e che consente la consegna a domicilio in Italia e presto anche all’estero non solo dei prodotti trasformati (succhi e aceti in primis), ma anche delle mele fresche nel giro di due giorni. Consistente è stato poi l’investimento sulla sede di Chiasiellis, a Mortegliano, che entro febbraio sarà energeticamente autosufficiente per il 90% grazie a un impianto fotovoltaico e un sistema di accumulo termico. Non da ultimo la gestione della grande siccità, che Pomis ha affrontato grazie a un impianto irriguo 4.0 che ha consentito una riduzione del consumo di acqua del 70 per cento. Innovazione anche sul fronte degli impianti produttivi: è stato realizzata una linea per trasformati da oltre 3 mila litri all’ora a controllo completamente digitalizzato.
«Tutto questo l’abbiamo realizzato senza mandare a casa nessuno e anzi con il contributo determinante di tutto il nostro personale», ha sottolineato Larcher.
All’incontro, che ha visto la partecipazione di un centinaio di persone, erano presenti anche l’assessore regionale alle Risorse agricole Stefano Zannier e il presidente del Consiglio regionale Piero Mauro Zanin, assieme a numerosi altri componenti dell’assise, che hanno consegnato alla famiglia Larcher il sigillo di rappresentanza. «In agricoltura è necessario evolvere la cultura e non solo le colture» ha detto Zannier, mentre Zanin ha voluto ringraziare Pomis perché «ha saputo fare impresa in maniera etica».

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In copertina, Peter Larcher e la moglie Denise Cicuto con l’assessore regionale Stefano Zannier e il presidente Piero Mauro Zanin; all’interno, prodotti Pomis e lo stabilimento di Chiasellis.

Finalmente riecco “Asparagus” vanto da 40 anni del Ducato dei vini friulani

(g.l.) Ma dove poteva nascere una manifestazione come “Asparagus” se non a Tavagnacco, la capitale friulana del celeberrimo asparago bianco? Proprio in questo paesotto alle porte di Udine vide infatti la luce, all’inizio degli anni Ottanta, la importante rassegna della buona tavola, promotori Elio Del Fabbro, titolare del ristorante Al Grop, il “tempio” della cucina dei gustosi turioni, e Isi Benini, giornalista e fondatore del Ducato dei vini friulani – sodalizio da mezzo secolo alfiere del Vigneto Fvg e dei suoi meravigliosi prodotti – che della promozione delle eccellenze dell’agricoltura Fvg e della loro valorizzazione in cucina fece una vera e propria missione professionale, tanto da dare vita anche a una rivista mensile, “Il Vino”, bellissima, in carta patinata, ricca di contenuti e di immagini efficaci, della quale ancora oggi si sente la mancanza.

Elio Del Fabbro e Isi Benini


E oggi, dopo due anni di black-out, finalmente si torna a parla di “Asparagus”, ricordando che l’edizione 2019, ultima ad andare in scena prima del Covid, aveva portato nei sette ristoranti protagonisti la bellezza di 1350 persone. E c’è tutta l’intenzione di ripetere e magari superare quel grande successo in questa nuova edizione, pronta a siglare la ripartenza dopo un biennio quanto mai complesso e ad animare per sette venerdì consecutivi, tra il 22 aprile e il 3 giugno, altrettanti “top restaurants” della regione Friuli Venezia Giulia. “Asparagus 2022” è stato presentato ieri mattina da Alessandro Salvin o, meglio, il duca Alessandro I, leader del Ducato dei vini friulani che è l’ideatore e promotore, fin dal 1981, di questa manifestazione – un vero e proprio fiore all’occhiello della benemerita confraternita -, sostenuta anche da Promoturismo Fvg e dalla Camera di Commercio Pordenone-Udine, che ha ospitato l’appuntamento con i giornalisti.

Giovanni Da Pozzo e Alessandro Salvin

(Foto Walter Menegaldo)

Il presidente camerale Giovanni Da Pozzo ha fatto gli onori di casa, in Sala dell’Economia, di rientro dalla cerimonia per i 170 anni della Polizia, in cui, ha riferito, «è stato espresso un concetto perfetto per darci speranza dopo questi due anni di pandemia: la forza della normalità. Nonostante ci troviamo con una situazione geopolitica internazionale preoccupante – ha evidenziato Da Pozzo –, stiamo lentamente vedendo la luce per quanto riguarda il Covid e finalmente si comincia a parlare di nuovo di eventi del territorio, una vera ricchezza per la vitalità delle nostre comunità e della nostra economia. “Asparagus” è ormai un grande classico tra gli eventi di qualità: ha il pregio di ruotare attorno a un prodotto tipico fortemente rappresentativo della nostra regione, abbinato ai vini del territorio e all’alta ristorazione, richiamo turistico di assoluta eccellenza. Come Cciaa – ha concluso il presidente – siamo stati, siamo e sicuramente saremo al fianco di “Asparagus” e come noi ci sono tanti altri enti che sostengono questo evento, bel simbolo di ripartenza, così come tanti altri eventi che via via confidiamo torneranno a vivacizzare le nostre giornate e la nostra produttività».
Il duca Alessandro I ne è convinto. «Per questa 21ma edizione – ha rimarcato – abbiamo grandi aspettative: c’è una squadra di sette tra i migliori ristoranti della regione pronta a mettersi all’opera per proporre l’asparago, rigorosamente friulano, declinato in svariate portate. I menù sono tutti diversi, ma abbiamo voluto mantenere un piatto comune, cioè il più semplice ma classico e goloso, “uova e asparagi”, che però sarà rivisitato dalla fantasia degli chef dei singoli ristoranti».

Spuntano gli asparagi bianchi.


Ed eccoli, i ristoratori in calendario: il 22 aprile Al Grop di Tavagnacco (dove “Asparagus” appunto è nato), il 29 aprile a La Dinette di Grado, il 6 maggio a Là di Moret di Udine, il 13 maggio alla Taverna di Colloredo di Monte Albano, il 20 maggio alla Lokanda Devetak di San Michele del Carso, il 27 maggio Da Nando a Mortegliano, infine il 3 giugno Da Toni a Gradiscutta di Varmo. Ogni menù sarà ovviamente abbinato «ai nostri meravigliosi vini friulani», ha chiosato Salvin, che ha anticipato l’intenzione, per l’edizione 2023, di ampliare la proposta di “Asparagus” a un territorio più ampio, coinvolgendo anche la montagna friulana.
“Asparagus”, come detto, è nata nel 1981 per volontà di Isi Benini, fondatore del Ducato dei vini friulani, e di Elio Del Fabbro, patron del ristorante Al Grop. L’appuntamento non solo valorizza un prodotto come l’Asparago bianco di Tavagnacco, ma anche l’asparago di Fossalon e di altre località della regione dove questo ortaggio viene tradizionalmente coltivato, con soddisfazione dei produttori per l’ottima qualità del raccolto, ma anche dei consumatori buongustai per i quali i bianchi turioni che spuntano dal terreno risvegliatosi dal gelo dell’inverno sono una vera e propria delizia, una festa per il palato.

La confezione dei mazzi.

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In copertina, il logo che tradizionalmente annuncia il ritorno di “Asparagus”.

“Quant’è bello lo Zero”, oggi a Chiasiellis ortofrutta, enogastronomia e artigianato

Il Cantiere di Mortegliano ricomincia da Zero, tra cultura, musica ed ecologia. Per la giornata di oggi 13 giugno, nell’Area festeggiamenti Festintenda di Chiasiellis, il circolo culturale, che da molti anni costituisce un punto di riferimento per l’aggregazione, la socialità e la creatività in tutto il Medio Friuli e la Bassa Friulana, ha organizzato la seconda edizione di “Quant’è bello lo Zero”, evento dedicato alla produzione ortofrutticola, enogastronomica e artigianale a chilometro zero.
Dalle 9 alle 18 nell’area ex demaniale di via Ferraria si tiene, infatti, la mostra mercato dei prodotti locali e dell’usato: per il pubblico è un occasione per scoprire ed acquistare, mentre gli espositori, oltre a poter mostrare ed eventualmente vendere la propria produzione, hanno altresì la possibilità di incontrarsi e confrontarsi in merito alle rispettive attività.

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Sono più di trenta gli artigiani e i produttori locali che hanno confermato la loro partecipazione all’iniziativa. L’appuntamento odierno, dopo il lungo periodo di restrizioni alla mobilità e all’organizzazione di eventi per effetto delle regole finalizzate a prevenire e contrastare la diffusione della pandemia, diventa dunque una particolare occasione di incontro e socialità.
A “Quant’è bello lo Zero” è prevista anche la presenza di Radio Onde Furlane, con i suoi dj set. Nella postazione della “radio libare dai furlans”, da sempre partner delle attività circolo Il Cantiere, a partire dalle rassegne Festintenda e Cormôr Salvadi, saranno realizzate le interviste con espositori, organizzatori e pubblico, che verranno successivamente proposte nella programmazione dell’emittente.
Sarà una festa, con tanto di chioschi aperti durante l’intera giornata, all’insegna della sostenibilità economica e ambientale e dell’impegno civico e sociale. Durante la mattinata, con inizio alle 9.30, si svolgerà anche la quinta edizione di Tutti X Lei, la Marcia di sensibilizzazione per dire No alla violenza sulle donne, promossa dal gruppo Ambito Donna: preiscrizione online (forms.gle/XoTHNNVZMdfT8n5S8) e iscrizione prima della partenza (dalle 8.15 alle 9.15) direttamente a Chiasiellis; doppio percorso (di 5 e 10 Km); punti di ristoro e pastasciutta finale; quota d’iscrizione 10 euro.  Ulteriori informazioni su entrambe le iniziative sono disponibili in rete, sulla pagina Facebook de Il Cantiere: https://www.facebook.com/Festintenda

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In copertina, le ciliegie frutta tipica di questa stagione; all’interno, immagini della prima edizione.