Gemona “Città del Formaggio” che difende la storia e la tradizione delle eccellenti latterie turnarie

«La Festa del formaggio di Gemona è un evento che mette assieme non solo i valori di una produzione casearia, ma il valore complessivo di un intero territorio. Lo dimostra la tradizione delle latterie turnarie che continuano il proprio lavoro con eccellenza». Lo ha sottolineato l’assessore regionale Barbara Zilli che ha preso parte, su delega del governatore Massimiliano Fedriga, all’inaugurazione della 24ma edizione di “Gemona, formaggio e… dintorni”, la fiera dedicata ai prodotti caseari che si svolge fino a domani coinvolgendo tutto il centro cittadino. «Se pensiamo al legame che questa festa ha anche con l’origine del Montasio – che fu prodotto per la prima volta dai monaci di Moggio – ci rendiamo conto che quello che stiamo salvaguardando è anche un emblema di benessere, di buon cibo e di sana alimentazione», ha aggiunto la concittadina amministratrice regionale.


Oltre alla titolare delle Finanze, era presente l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier che ha definito l’evento «parte della tradizione e momento che valorizza le produzioni tipiche in un contesto, qual è Gemona, in cui c’è sempre stata una forte e identitaria produzione casearia». Secondo Zannier, «più parliamo di questi prodotti e più consentiamo a questo mondo di generare economia nonchè di conservare il territorio».
L’inaugurazione, sotto la loggia dello storico palazzo municipale, è coincisa anche con la premiazione dei tre migliori caseifici in gara: la latteria sociale di Marsure di Aviano, la latteria sociale di Brazzacco, il caseificio Della Savia di Basiliano. Lo scorso giugno l’Onaf (Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di Formaggi), che vanta 35 anni di attività nel settore, promotrice in Italia della tecnica dell’assaggio come strumento di promozione dei formaggi di qualità, ha conferito a Gemona – primo Comune in Friuli Venezia Giulia – il titolo di “Città del Formaggio”. Un riconoscimento importante che mette in evidenza il ruolo economico e culturale che il Comune ha assunto nel tempo, quale sede di produzioni casearie identitarie nel contesto sociale, grazie alla presenza attuale sul territorio di tre aziende diversificate (Latteria turnaria di Campolessi, Latteria di Moseanda e Malga Cuarnan), all’organizzazione della manifestazione “Gemona, formaggio e… dintorni” e al progetto di valorizzazione delle latterie turnarie.
La manifestazione, promossa dalla Pro Glemona con l’Amministrazione comunale, gode del marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia” e del supporto dell’Ersa, di Coldiretti, dell’Ecomuseo delle acque del Gemonese oltre che di numerosi partner di categoria e privati.

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In copertina e all’interno ecco due immagini della cerimonia inaugurale a Palazzo Boton.

(Foto Regione Fvg)

Festa a Malga Montasio che ha celebrato un formaggio valore aggiunto per il Friuli

«Una produzione al cento per cento sostenibile, interamente a “chilometro zero”, e un valore aggiunto unico e irripetibile di questa regione. È importante che eccellenze così peculiari e di qualità del territorio come il Montasio vengano promosse e valorizzate, con l’intento di trasmettere al consumatore il messaggio che dietro al prodotto finito c’è molto di più che un sapore e un profumo: c’è un intero ecosistema fatto di animali, persone e un ambiente conservato da una gestione attenta e costante». Con queste parole l’assessore alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ha portato il saluto della Regione Fvg all’evento “Mmmuu!!! Festival”, svoltosi ieri nella Malga del Montasio (Chiusaforte) per celebrare i 250 anni dalla nascita del formaggio Montasio. L’evento è stato organizzato dall’Associazione allevatori del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Consorzio di tutela del formaggio Montasio Dop e con il contributo di PromoTurismo Fvg.

«Affinché le attività legate a questi prodotti artigianali di pregio possano essere portate avanti – ha ribadito l’esponente della Giunta Fedriga – diventa indispensabile spiegare quali sono le difficoltà che gli allevatori continuano a sostenere per avere un latte sempre di qualità. Da un lato, è il consumatore l’unico soggetto che può determinare se questo mondo può sopravvivere, dall’altro la promozione delle nostre tipicità è la strada da seguire per permettere al nostro sistema produttivo di continuare a gestire territori, produrre ad alti standard qualitativi e innovare i processi di produzione. In questo scenario, l’Amministrazione regionale continuerà a supportare il comparto attraverso specifiche linee finanziarie».
Dopo aver portato i saluti del governatore Massimiliano Fedriga, l’assessore Zannier ha consegnato ai presidenti dell’Associazione allevatori e del Consorzio di tutela del Montasio, Renzo Livon e Valentino Pivetta, una targa celebrativa a nome della Giunta regionale. Successivamente, l’assessore ha partecipato all’inaugurazione del nuovo caseificio realizzato con i fondi regionali della Direzione risorse agroalimentari ed entrato da poco in funzione sulla Malga del Montasio.

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In copertina e all’interno ecco tre immagini della festa presente l’assessore Zannier.

“Cibo a Regola d’Arte” a Milano protagonisti Alto Tagliamento e Montasio

Si terrà da oggi a domenica, 29 maggio, alla Fabbrica del Vapore di Milano, la tredicesima edizione di “Cibo a Regola d’Arte”, il food festival del Corriere della Sera curato dalla redazione di Cook che ogni anno porta all’attenzione del grande pubblico tematiche importanti legate al mondo dell’alimentazione offrendo al tempo stesso un’occasione unica di convivialità e divertimento. Una tre giorni di performance, discussioni e dibattiti guidati dai più noti protagonisti del mondo gastronomico italiano ed internazionale, che quest’anno vede tra le sue presenze più qualificate anche il vitivinicoltore veneto-friulano Albino Armani – appena riconfermato alla guida del Consorzio Doc delle Venezie (che riunisce i produttori di Pinot grigio di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia di Trento) -, il quale stamane ha dato vita a una masterclass dal titolo “Dall’Alto Tagliamento all’Altopiano del Montasio”, suscitando grande interesse.
Coordinato da PromoTurismoFvg, l’ente di sviluppo e promozione turistica del Friuli Venezia Giulia, e condotto da Gunnar Cautero – resident oste de L’Osteria della Stazione, punto di riferimento del capoluogo lombardo per tutti gli affezionati di enogastronomia friulana – il seminario ha fornito l’occasione per parlare di Terre di Plovia, il nuovo progetto dell’Alta Grave Friulana per la valorizzazione dei vitigni autoctoni già presentato da Albino Armani a Vinitaly. In particolare, è stato il bianco “Flum” (cioè fiume, in lingua friulana, e quindi Tagliamento) – con il suo straordinario equilibrio tra Chardonnay, bacca bianca internazionale per antonomasia, e Friulano (ex Tocai) e Sciaglin, vitigni di profonda matrice locale – ad essere proposto in abbinamento al formaggio Montasio Dop, co-partner dell’evento. Un connubio perfetto tra due eccellenze della regione friulana che da sempre fanno del legame con il territorio e dell’esaltazione delle tradizioni la propria forza.

Il bianco “Flum” dedicato al Tagliamento.

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In copertina, ecco un’immagine dei vigneti di Terre di Plovia nelle Grave del Friuli.

LA RICETTA DI GIANNI COSETTI – “Frìco di Cjàrgne”

(g.l.) Il “frico” è senza dubbio uno dei piatti più amati della cucina tradizionale friulana e carnica, avente come base l’inconfondibile Montasio sia nella declinazione, classica, con le patate, sia in quella friabile che non le prevede, ma che è ottenuto soltanto con il formaggio grattugiato. Così, oggi, nel quindicinale appuntamento con “La ricetta del sabato”, vi proponiamo il gustoso Frico di Carnia di Gianni Cosetti. L’abbiamo tratta, come le altre finora pubblicate su questo sito che si occupa anche di enogastronomia, dal libro “Vecchia e nuova cucina di Carnia” che il grande cuoco pubblicò nel 2000, con i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi per conto della Casa Editrice Leonardo di Pasian di Prato, con la collaborazione dell’allora Camera di Commercio di Udine nell’ambito dell’iniziativa promozionale Made in Friuli. Si tratta di una ricetta tipica originale che l’indimenticato chef nato a Villa Santina aveva valorizzato: una preparazione facile facile, alla portata di tutti. Eccola, dunque:

“Frìco di Cjàrgne”

Cosa serve
(40 minuti)
400 g di Montasio stagionato da 16 a 18 mesi, grattugiato
1 tegamino antiaderente da 16 cm di diametro

Come fare
Scaldare il tegamino sopra la piastra e non a fiamma diretta.
Quando è ben caldo versate a pioggia 1/4 del formaggio e lasciatelo sciogliere lentamente; con l’aiuto di una forchetta, premete sopra il frico, giratelo dall’altra parte ed eliminate la parte grassa.
Girate e rigirate per 10 minuti facendo attenzione che non diventi di colore rosso.
Modellatelo su una bottiglia perché prenda una forma cilindrica.
Quando sarà freddo, se è stato fatto bene, risulterà friabile.

Cosa bere
Collio Friulano (ex Tocai)

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In copertina, ecco il frico friabile secondo la ricetta di Gianni Cosetti.

“Cucinare”, a Pordenone con le Pro Loco Fvg in scena i sapori tipici

Dai Cjarsons carnici alla Pitina, dagli asparagi alla zucca, i gusti tipici del Fruli Venezia Giulia grazie alle Pro Loco approdano anche quest’anno a “Cucinare”, il salone di riferimento per gli appassionati di cucina e i professionisti della ristorazione del Nordest in programma in Fiera a Pordenone dal 15 al 17 febbraio. Le aderenti al Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia saranno ospiti dello stand di PromoTurismoFvg (padiglione 8), dove proporranno al pubblico degli showcooking nei quali saranno utilizzati come materie prime i migliori prodotti locali certificati del Friuli Venezia Giulia.
“Saremo presenti – ha commentato il presidente del Comitato regionale, Valter Pezzarini – per il quarto anno consecutivo a questa fiera gastronomica così importante nel panorama del Nordest. Con entusiasmo siamo pronti a far conoscere, tramite i volontari delle nostre attive Pro Loco, alcuni tra i prodotti tipici più gustosi della regione declinati in imperdibili ricette tradizionali. I visitatori potranno assaggiarle e ci auguriamo possano poi ricercarle poi lungo l’anno nelle varie manifestazioni organizzate dalle nostre aderenti le quali hanno nell’aspetto enogastronomico di qualità uno dei loro punti di forza”.

Ecco il calendario degli showcooking. Sabato 15 febbraio si parte con la Pro Loco Sutrio che darà vita a due piatti tradizionali: alle 10.30 e alle 13.30 cucinerà i tipici “Cjarsons”, il primo piatto tipico della Carnia in cui emerge la ricotta affumicata, e poi alle ore 12 “La Pite”, la torta di mele carnica realizzata con una varietà di pomi antichi dell’Alto Friuli. Sarà poi il turno della Pro Loco Alta Val Malina di Attimis che, in tre momenti, alle 15, alle 16.30 e alle 18 proporrà il suo risotto alle fragole, preparato con riso friulano coltivato a Pocenia.
Nella giornata di domenica 16 febbraio si terrà, invece, una vera e propria staffetta culinaria tra tre Pro Loco: Pro Cordenons, Pro Porcia e Pro Venzone. La prima, quella cordenonese, si presenterà alle 10.30 con un “roestli” di patate con Pitina e formaggio latteria stagionato e poi alle 12 con un sandwich fritto con crema di asparagi e trota affumicata. Mentre la Pro Porcia darà vita, alle 13.30, ad un cestino di Montasio croccante con orzotto alla zucca e granella di mandorle e alle 15 a rotolini dolci di mascarpone e arance caramellate e rotolini salati con ricotta e radicchio rosso. A chiudere, la Pro Venzone preparerà alle 16.30 e alle 18 la torta “Il borgo dei borghi”, ovvero un dolce a base di zucca ispirato al territorio da cui proviene.
Lunedì 17 febbraio è, infine, la volta della Pro Loco Nediške Doline-Valli del Natisone (di San Pietro) che alle 10.30 e alle 13.30 darà dimostrazione di come si preparano gli “Žličnjaki” ovveri gli gnocchi di acqua e farina con formaggio delle Valli. Mentre alle 12 e alle 15 cucinerà lo “Štakanje”, il pestato di patate con verdure di stagione e “ocvjerki” (lardo). Alle 16.30 e alle 18 è, poi, la volta della Pro Loco di Sacile che preparerà gli gnocchi della nonna Anna con patate di Ovoledo e sugo d’anatra e le crespelle della tradizione a base di zucca.

Assieme agli chef delle Pro Loco anche i visitatori della fiera avranno la possibilità di cucinare: come lo scorso anno, sono otto le postazioni a disposizione – per un totale di 16 posti – che permetteranno a pubblico e appassionati di partecipare attivamente alle lezioni preparando le ricette proposte dai cuochi in cattedra (per prendere parte all’iniziativa è necessario accreditarsi al punto informativo dello stand di PromoTurismoFvg, fino a esaurimento posti).

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In copertina, i “Cjarsons”, tipico piatto della Carnia in scena alla Fiera di Pordenone.

La cena a 4 mani di Stefano e Simone davanti al Fogolar

di Claudio Soranzo

Hanno deciso di ritrovarsi e di condividere ancora una volta, reciprocamente, la propria esperienza, con un menu che ha già raccolto numerosissimi consensi. Sono Stefano Basello e Simone Gottardello, i due giovani chef rispettivamente de Il Fogolar, il ristorante dell’Hotel Là di Moret di Udine, e di Evo, il ristorante dell’Aqualux Hotel SPA Suite & Terme di Bardolino, in provincia di Verona. Insieme stanno organizzando una cena a 4 mani che li vedrà protagonisti a Udine il 15 novembre, per condividere un concetto di territorio inteso come bagaglio di storia e di cultura.
Dopo il successo ottenuto all’inizio dell’estate sul Lago di Garda, sarà questa volta Stefano a “giocare in casa” e, assieme a Simone, animerà una serata che senza alcun dubbio non lascerà insoddisfatti neanche i palati più esigenti. Questi due chef, entrambi schivi e lontani da una concezione di cucina secondo elaborazioni e presentazioni fine a se stesse, sono portatori di un concetto di cucina gourmet, ma profondamente legata alle proprie origini e al proprio territorio, inteso come bagaglio di storia e di cultura in funzione di un arricchimento personale e professionale.
Il risultato di questa collaborazione vedrà come teatro “Il Fogolar”, da oltre un secolo una vera e propria finestra sul Friuli, il simbolo dei valori della tradizione e dell’ospitalità di questa ancor poco conosciuta regione, che ha raccolto il timone del precedente evento da Evo, il ristorante del design hotel dall’anima green che sorge in uno degli angoli più suggestivi della sponda veronese del Lago di Garda, e che permette di vivere un’esperienza di gusto, tradizione e creatività, immersi in un ambiente raffinato e al contempo accogliente.

Stefano Basello 

Simone Gottardello

Le anticipazioni del menu dal titolo “Quando tradizione fa rima con emozione” fanno pregustare sapori riscoperti, classiche suggestioni riviste in termini di interpretazione personale e inedite preparazioni, che aprono le danze dell’immaginazione e della curiosità. Ecco allora, proposta dallo chef Stefano Basello, una croccante Blave di Mortean (una polenta fatta con una farina ottenuta da varietà autoctona di mais, coltivata in terreni del Comune di Mortegliano) accompagnata da Caffè di mais, un originalissimo aperitivo che si ritrova nei racconti dei contadini, mentre lo chef veneto ha pensato al Baccalà mantecato, fagiolo gialèt della Val Belluna (un fagiolo di pregio, tenerissimo, dalla buccia pressoché inconsistente dopo la cottura, la cui coltivazione è documentata fin dall’inizio del ‘900) e sorbetto di cipolla in saor (letteralmente “sapore”, condimento tipico veneziano a base di cipolle, aceto, uvette e pinoli).
Simone proseguirà poi con un immancabile Vialone nano veronese mantecato con un formaggio stagionato 48 mesi della riserva Corrado Benedetti, marroni di San Zeno, maialino e verze, a cui Stefano risponderà con un classico dell’autunno, Ravioli di zucca, brodo di Montasio e pitina (la famosa “polpetta” del Friuli Venezia Giulia che da poco più di un anno ha ottenuto il riconoscimento Igp).
Sempre a cura di Stefano un’inedita Faraona in Tre Servizi (per primo viene servito il brodo di faraona chiarificato, poi il petto farcito con noci e prugne e avvolto con il bacon, e da ultimo la coscia). In chiusura un dessert a firma Gottardello: Limone, cioccolato Orelys e olio Garda Dop “Viola”.

E i vini in abbinamento quali sono? Tutti della nota cantina Sant’Antonio dei fratelli Castegnedi di Colognola ai Colli, una zona vocata alla coltivazione della vite in provincia di Verona: per l’aperitivo lo Scaia Bianco, per l’antipasto il Soave Vigne Vecchie, per il primo un Valpolicella Superiore Ripasso Monte Garbi, per il secondo un Amarone Selezione Antonio Castegnedi e per il dessert il Recioto della Valpolicella. Conclusione con il caffè e la grappa affinata all’Amarone.
Vi è venuta l’acquolina in bocca? Per placarla, almeno temporaneamente, non rimane altro che…passare alla prenotazione. E Bon Apetit!

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In copertina e qui sopra l’accogliente sala del Fogolar all’hotel Là di Moret.