Otto etichette superstar delle Donne del Vino Fvg saranno protagoniste al Vinitaly

Sotto o riflettori otto etichette tra le più premiate a livello nazionale ed internazionale di altrettante Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia che rendono illustre e sempre più conosciuto nel mondo il nostro territorio con i suoi prodotti d’eccellenza. Questa l’idea alla base della degustazione in programma martedì 4 aprile alle 16, al Vinitaly di Verona, nello stand istituzionale della Regione Fvg curato dall’Ersa al Padiglione 6.
Il titolo della manifestazione, riservata alla stampa e agli operatori del settore, è “Medal Winning-wines: i vini di eccellenza nazionale ed internazionale delle Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia”, e proporrà appunto otto vini di alcune delle socie produttrici premiati da Concorsi e Guide fra i più autorevoli. La degustazione, unica nel suo genere, sarà guidata  vicedelegata Donne del Vino Fvg e sommelier di Sorsi e Percorsi, Maria Teresa Gasparet, e dall’enologa e brand ambassador internazionale, Lorenza Scollo.
I vini in degustazione, 4 bianchi e 4 rossi, sono Ronco delle Cime Friulano Doc Collio 2021 di Ornella Venica (Venica & Venica), Sauvignon Segrè 2021 del Castello di Spessa rappresentato da Eleonora Beviglia, Myo Pinot Bianco 2020 di Annalisa Zorzettig (Zorzettig Vini), Pinot grigio Case Sugan 2019 di Anna Brisotto (San Simone), Pinot nero Terre Magre 2022 di Piera Martellozzo, Terrano 2020 di Mirella della Valle (Castelvecchio), Schioppettino di Prepotto Riserva 2018 di Hilde Petrussa (Vigna Petrussa), Pignolo Arbis Ros 2017 di Alessandra Mauri (Borgo San Daniele).
“Questa edizione del Vinitaly ci vede presenti, grazie alla Regione Friuli Venezia Giulia e all’Ersa, per sostenere il prestigio del nostro comparto vitivinicolo – spiega Elena Roppa, delegata regionale dell’Associazione -. La degustazione che abbiamo organizzato, grazie alle nostre socie produttrici, è un vero e proprio omaggio all’eccellenza dei vini friulani, che conquistano sempre più spazio e valore a livello internazionale”.
Nell’area del Friuli Venezia Giulia al Padiglione 6 saranno, inoltre, presenti gli stand di nove cantine delle socie e diverse Donne del Vino produttrici; inoltre, sommelier e giornaliste saranno in fiera proprio in quei giorni. La cena di gala di chiusura dell’evento a Palazzo della Gran Guardia, in programma mercoledì 5 aprile, è organizzata dall’Associazione Nazionale Le Donne del Vino e proporrà in assaggio, oltre ad alcuni vini friulani, anche il Prosciutto di San Daniele Dop e il frico da Formaggio Montasio Dop grazie alla collaborazione con il Consorzio del Prosciutto di San Daniele e con la Latteria di Aviano.

Le Donne del Vino Fvg.

@Pierluigi Bumbaca fotografo

Info:
Associazione Nazionale Le Donne del Vino – delegazione Friuli Venezia Giulia
friuliveneziagiulia@ledonnedelvino.com
FB: donnedelvinofvg
Sito web nazionale: ledonnedelvino.com

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In copertina, Elena Roppa delegata regionale delle Donne del Vino del Friuli Venezia Giulia.

Nuova stagione record sul Montasio: ora in malga c’è anche un totem digitale

Volge al termine la stagione dell’alpeggio in malga Montasio. Ennesima estate di successo dopo un 2020 da record che aveva visto arrivare in quota, nell’arco dei tre mesi di apertura, oltre 15mila persone. Numeri che quest’anno si vanno confermando – già oltre 14mila, per la chiusura della malga i primi di ottobre le presenze raggiungeranno e forse supereranno quelle dello scorso anno – e che dimostrano come la malga gestita dall’Associazione Allevatori Fvg sia meta sempre più gettonata, più che mai oggi, sull’onda della riscoperta degli spazi aperti indotta dalla pandemia.


Come ogni anno a fine stagione, in questi giorni si sta completando la discesa a valle delle 230 bovine che hanno alpeggiato in malga per tutta l’estate. Seguiranno la chiusura del caseificio e dell’agriturismo, non senza un’ultima sorpresa, inaugurata ieri mattina e a disposizione di tutti coloro che da qui in avanti raggiungeranno l’altopiano. Si tratta di un totem digitale, collocato appena fuori dall’agriturismo, che consentirà di accedere a tutta una serie di contenuti informativi e multimediali, acquistato dall’Associazione Allevatori Fvg con il sostegno della Fondazione Friuli e la collaborazione del Parco Naturale Prealpi Giulie. «Il progetto – spiega il presidente Renzo Livoni – è rivolto alle migliaia di visitatori che ogni anno raggiungono la malga e che, grazie alla tecnologia touch, consente di visitare virtualmente gli ambienti dell’agriturismo, del caseificio, dello spaccio per la vendita e una serie di itinerari e percorsi circostanti, situati sull’altopiano del Montasio».
L’utilizzo del totem è intuitivo e consente di scegliere tra molti contenuti, foto, schede tecniche, video e siti web che descrivono le caratteristiche del territorio e offrono riferimenti storici precisi, ad esempio sulla posizione delle trincee risalenti alla Grande Guerra, ancora visibili in prossimità della malga. «Si tratta – aggiunge dal canto suo il direttore dell’AaFvg, Andrea Lugo – di un utile strumento messo a disposizione di quanti vorranno andare alla scoperta della malga e dell’altipiano. In ragione degli spazi molto ristretti e delle stringenti normative non ci è possibile far entrare fisicamente le persone al caseificio, un ostacolo che abbiamo voluto superare con questo totem, che regala una panoramica completa e suggestiva di questo piccolo mondo antico».
Oltre ai vertici dell’associazione, all’inaugurazione del totem ieri mattina sono intervenuti, chiudendo simbolicamente la stagione in malga, anche l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, e il presidente e il direttore della Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini e Luciano Nonis. Nell’occasione, il direttore Lugo ha tirato le somme di un’altra stagione di grandi soddisfazioni, che nell’arco di soli tre mesi ha portato alla produzione di 353 forme di Montasio Dop, 1.783 forme di formaggio di malga, 614 caciotte, 530 chili di burro e 4.560 litri di yogurt.

«La collaborazione e la sinergia aiutano a raggiungere traguardi che per il singolo ente pubblico sarebbero difficili da perseguire e la realizzazione  inaugurata sull’Altipiano del Montasio è un esempio concreto di questo tipo di percorso virtuoso», ha detto Zannier. Partendo da una visione d’insieme, ha aggiunto l’assessore, è possibile fare in modo che ogni soggetto coinvolto nel progetto faccia la sua parte in modo da accelerare processi spesso semplicemente frenati dalla burocrazia. Il sistema forestale, la filiera, l’intero sistema regionale sono composti da una molteplicità di soggetti che devono essere in grado di connettersi tra loro. Per esempio, il sistema degli allevatori, così come quello degli operatori forestali, rappresenta – ha osservato – già di per sé un tassello fondamentale per la promozione del territorio, perché consente di realizzare prodotti capaci di attrarre e fidelizzare gli utenti, in questo caso dell’intera montagna. Non solo, ma entrambi i soggetti citati, come gli altri presenti nell’area, sono in grado di fornire informazioni utili a chi frequenta il territorio montano, per farlo meglio conoscere e apprezzare.
«Compito della Regione – ha proseguito l’esponente della Giunta Fedriga – è anche quello di assecondare i progetti che agevolano i visitatori del territorio, perché essi fanno parte di un volano economico capace di rendere sostenibili anche le attività di montagna. Per questo, ben vengano i progetti che mirano a favorire la diffusione di informazioni attraverso gli operatori, ma anche, per esempio, tramite il punto di reperimento delle biciclette elettriche. L’obiettivo principale che ci dobbiamo porre – ha concluso l’assessore – deve piuttosto essere quello di fare in modo che in tutti i punti di riferimento dei turisti che compongono quel moderno modo di visitare con attenzione il territorio chiamato “turismo lento” ottengano le stesse, corrette, adeguate e immediate informazioni in qualsiasi punto della nostra montagna essi si trovino e si stiano muovendo. Informazioni che consentano di orientare rapidamente gli ospiti del nostro splendido territorio».

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In copertina, il totem inaugurato ieri; all’interno, il direttore di Fondazione Friuli, Luciano Nonis, il presidente dell’Associazione Allevatori Fvg, Renzo Livoni, l’assessore regionale alle Risorse agricole, Stefano Zannier, il presidente di Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini, e il direttore di AaFvg, Andrea Lugo.

 

Da Brazzacco il miglior formaggio a latte crudo: tipicità che va difesa

di Gi Elle

Il formaggio di latteria a latte crudo? Un’autentica tipicità del Friuli, frutto di antichi saperi, che va preservata. E sapete qual’è la regina di questo prodotto, vanto dell’offerta casearia della nostra regione?. E’ la Latteria di Brazzacco che a Gemona, al nono concorso dedicato dall’Associazione allevatori Fvg al più tipico dei prodotti lattiero-caseari di casa nostra, ha letteralmente sbancato, piazzandosi al primo posto nella categoria dei freschi e al terzo in quella degli stagionati. Secondo posto, invece, all’azienda agricola Renato Gortani, di Mereto di Capitolo, e terzo alla Latteria di Borgo Riolo, a Fagagna. Come dire che la collina friulana è la protagonista nella produzione di formaggi tipici e di alta qualità. Un vanto non da poco!
Un successo, dunque, per la latteria del Comune di Moruzzo, ma anche per la stessa Associazione allevatori che ha visto crescere questo concorso, nato in sordina nove anni or sono nella città pedemontana proprio con l’intento di salvare dall’oblio i formaggi a latte crudo, veri portabandiera delle latterie friulane, che li producono dall’inizio del secolo scorso, ma che oggi sono messi a rischio dall’innovazione tecnologica e dalle nuove normative sanitarie.

La solida collaborazione con la festa “Gemona, formaggio e… dintorni” ha dato agli allevatori lo spunto per rilanciare questo prodotto e i numeri dei partecipanti al concorso sembrano dare loro ragione. Ben 27 tra caseifici aziendali e tradizionali provenienti da tutto il Friuli Venezia Giulia hanno infatti partecipato al concorso presentando ognuno un formaggio fresco e uno stagionato, segno di quanta vivacità e ricchezza produttiva sia ancora custodita nei laboratori di trasformazione, siano essi di tipo aziendale o cooperativo.
La commissione di assaggi ha decretato che il miglior formaggio a latte crudo nella categoria freschi è, come detto, quello della Latteria di Brazzacco, secondo posto appunto all’azienda agricola Gortani, in Comune di Santa Maria La Longa (famosa anche per i formaggi di Malga Pozof, sul monte Zoncolan), terzo alla Latteria di Borgo Riolo di Fagagna. Il primo posto per gli stagionati è andato invece alla Latteria di Trivignano Udinese, seguita dalla Latteria di Mortegliano e ancora da quella di Brazzacco.

Che l’appuntamento gemonese stia diventando di anno in anno più importante per la valorizzazione delle produzioni lattiero-casearie regionali lo dice il fatto che da quest’edizione, al concorso dei formaggi a latte crudo, se ne siano aggiunti altri due. Uno dedicato ai formaggi di solo latte di Pezzata rossa, l’altro al Montasio Dop di un anno, che ha visto primeggiare la Latteria di Castions di Strada (secondo posto a Latterie friulane, terzo a Latteria di Coderno).
Concorsi, degustazioni, presentazioni di razze bovine sul ring in piazza del Ferro: nel fine settimana della manifestazione gli allevatori hanno animato il centro storico di Gemona mostrando al pubblico, particolarmente numeroso nella giornata domenicale, uno spaccato della filiera zootecnica, partendo dalle bovine in mostra – per la gioia dei più piccoli – fino ad arrivare al casaro che sulla piazza faceva vedere in diretta come il latte diventa formaggio.

Bovine di Pezzata rossa.

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In copertina, la lavorazione del formaggio alla Latteria di Borgo Riolo. (Foto dal sito ufficiale)

“Bene vino e prosciutto in Canada: ora si faccia avanti anche il Montasio”

di Gi Elle

In Canada va molto bene il vino, a cominciare da quello con le bollicine, e pure il prosciutto di San Daniele e altri prodotti agroalimentari, ma nell’elenco manca il Montasio, per cui sarebbe opportuno che anche il rinomato formaggio friulano vi si aggiungesse quanto prima. E’ quanto auspica Confagricoltura Fvg, rilevando che, a due anni dall’applicazione dell’accordo commerciale (Ceta) con il grande Paese nordamericano, le esportazioni del San Daniele Dop sono cresciute del 35 per cento in quantità. E anche l’export degli spumanti (Prosecco compreso) è aumentato dell’11 per cento. Sono questi alcuni dati elaborati dalla Commissione europea in occasione della scadenza del primo biennio della sottoscrizione dell’accordo e sottolineati dalla Organizzazione agricola, presieduta da Philip Thurn Valsassina, come «molto postivi». La Commissione ha evidenziato, inoltre, che le esportazioni del settore agricolo europeo verso il Canada, nel suo insieme, sono aumentate del 7,4 per cento. Il mercato canadese rappresenta il 2 per cento del valore dell’export agroalimentare italiano. I dati del 2018 confermano che più di un quinto dell’export totale, in valore, dell’Italia verso il Canada è composto da prodotti agricoli e agroalimentari e, di questi, quasi il 40 per cento è costituto da prodotti vitivinicoli.

Bene l’export dei vini.

Dall’entrata in vigore del Ceta, nel territorio canadese sono tutelate 143 Indicazioni geografiche europee agroalimentari, con la possibilità di aggiungerne altre. Tra queste ve ne sono 42 italiane comprendenti le 10 Denominazioni che rappresentano il 90 per cento dell’export di tutte le Denominazioni agroalimentari del nostro Paese. E, tra queste, quella del Prosciutto San Daniele che non poteva essere utilizzata in Canada da oltre vent’anni. La tutela delle Denominazioni non comprese nella lista inserita nel Ceta risulta molto semplice da ottenere. Infatti, il governo canadese ha previsto che se ne possa fare richiesta tramite il sito già esistente per il riconoscimento delle Denominazioni di vini e spiriti che ha aperto anche al comparto agroalimentare.

Philip Thurn Valsassina

«Quindi, chiunque può fare richiesta di riconoscimento di una nuova Denominazione e speriamo che, tra queste, presto si aggiunga anche il formaggio Montasio Dop – dice il presidente Thurn Valsassina -. Noi, da sempre, abbiamo espresso una posizione favorevole ai negoziati bilaterali tra Ue e Paesi terzi sia considerato l’evolvere lento e frammentario della trattativa multilaterale al Wto, sia perché il libero scambio delle merci anche a livello internazionale è condizione fondamentale per lo sviluppo economico delle imprese e anche perché, all’interno degli accordi, si mettono delle regole precise sulla qualità dei prodotti importati (cereali, leguminose, carne). La Confederazione, al contempo, sostiene che le intese bilaterali devono essere basate su principi di reciprocità ed equilibrio tra le parti; devono prevedere concessioni che siano mutualmente vantaggiose sia sul fronte del taglio delle barriere tariffarie, sia per quello degli ostacoli non tariffari che, è ampiamente dimostrato, sono anche molto più rilevanti per i rapporti commerciali».

In Canada il 35% in più di prosciutto.

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In copertina, formaggio Montasio: Confagricoltura Fvg auspica che pure questo Dop decolli per il Canada.