Al Cefap di Paluzza nuove opportunità con il corso agroforestale in quattro anni

Il Cefap presenta un rinnovato corso quadriennale nella sua sede di Paluzza, in ambito Agroforestale, per rispondere alle esigenze delle aree montane e alle nuove sfide del settore boschivo. Il corso si basa sull’esperienza ultraventennale nella formazione dopo le scuole medie di giovani in tale ambito ed è così strutturato: al termine dei primi tre anni gli studenti conseguono una qualifica professionale, mentre il quarto anno consente di ottenere il diploma professionale e di accedere all’esame di Stato per il Diploma di maturità o, in modo diretto, all’Its Academy. Il percorso forma una figura strategica per la gestione e la valorizzazione delle aree montane. Grazie a una solida formazione pratica e tecnica, l’operatore interviene nelle aree forestali nel rispetto dell’ambiente, contribuisce alla tutela del patrimonio boschivo, realizza interventi di recupero dei siti naturali, si occupa del taglio e del trasporto del legname e supporta la produzione e valorizzazione dei prodotti agricoli montani.
«La formazione è fondamentale a tutti i livelli e investire sui più giovani significa anche contrastare lo spopolamento delle aree montane – sottolinea Umberto Daneluzzi, direttore di Confagricoltura Fvg –. La gestione attiva e sostenibile del patrimonio forestale è centrale anche per la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici. L’esperienza della vicina Austria dimostra come investimenti strutturati in formazione e gestione forestale possano generare ricadute positive e modelli di sviluppo di qualità economicamente sostenibili».

Percorso professionalizzante – Il rinnovato percorso formativo si caratterizza per un forte orientamento pratico e professionalizzante. La durata complessiva di quattro anni è accompagnata da una rete di collaborazioni con il Servizio foreste regionali, il Cesfam – Centro Servizi per le Foreste e le Attività della Montagna -, scuole, imprese, Its Academy e Associazioni datoriali, oltre a stage professionalizzanti presso aziende del territorio regionale.
«Il percorso agroforestale si inserisce in un settore vivace e centrale nell’economia regionale, ma anche di grande rilevanza per i temi ambientali e per la gestione e il governo del territorio, in particolare montano – dichiara Andrea Pincin, responsabile del Cesfam della Regione Friuli Venezia Giulia –. La collaborazione ultradecennale tra la struttura del Cesfam e il Cefap si è ulteriormente rafforzata con il trasferimento di quest’ultimo a Paluzza, permettendo di garantire il servizio convittuale agli allievi e alle allieve del percorso nella prestigiosa foresteria regionale. La nuova sede del Cefap, inoltre, consente la piena fruizione dei laboratori didattici del Centro regionale: gli studenti possono così sperimentare l’intera filiera del legno, dalla gestione forestale sostenibile alle lavorazioni primarie di segagione, fino alla produzione di prodotti di falegnameria finiti».
Particolare attenzione è dedicata all’innovazione dei contenuti didattici, che spaziano dalla gestione moderna dell’azienda agricola montana alle applicazioni digitali in ambito agroforestale; dai laboratori integrati alla formazione outdoor e ai cantieri boschivi. Il percorso include, inoltre, l’utilizzo di un simulatore di guida per forwarder e trattore e approfondimenti legati alla filiera corta agromontana.
«La formazione è oggi fondamentale perché il settore ha vissuto una profonda evoluzione, sia nelle tecniche sia nel mercato – afferma Cesare Magalini, direttore regionale di Coldiretti –. Non si può restare indietro: servono competenze aggiornate e capacità di affrontare un mercato sempre più veloce e competitivo. La formazione continua, applicata e concreta, è una leva strategica per cogliere le sfide e le opportunità del mercato». Il valore del progetto è rafforzato da una visione di lungo periodo orientata allo sviluppo delle aree interne. «Nel corso delle mie precedenti esperienze professionali ho lavorato a lungo sui temi della montagna e dello sviluppo delle aree interne – aggiunge Luca Bulfone, direttore di Cia Fvg –. Questo percorso dimostra come la formazione mirata possa supportare concretamente la montagna e offrire ai giovani reali opportunità occupazionali».

Molte opportunità – Al termine del percorso gli studenti conseguono la qualifica triennale di Addetto alle attività ambientali montane e il diploma professionale di Tecnico della gestione di aree boscate e forestali. Il titolo apre numerose opportunità: dall’accesso all’esame di maturità presso la scuola statale, all’ingresso diretto nel mondo del lavoro. Il corso aderisce alla Filiera formativa Tecnologico Professionale Agroalimentare della Regione Friuli Venezia Giulia. Per informazioni: Cefap, Telefono 0433.41077, E-mail: info@cefap.fvg.it

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In copertina e all’interno due immagini di boschi e lavorazioni forestali in Carnia e della sede Cefap di Paluzza.

Cefap Fvg, nuovo Centro formativo a Paluzza: avviato anche il corso di addetto alle attività ambientali montane

«L’apertura del Centro di Formazione a Paluzza è, per Cefap, un bell’obiettivo raggiunto. Abbiamo portato la scuola in una sede funzionale e prestigiosa organizzando un indispensabile servizio formativo in montagna per la montagna». Lo ha detto Sergio Vello, presidente del Cefap, in occasione del taglio del nastro della nuova sede. «Il Centro è fornito di laboratori (in condivisione con il Cesfam) per approfondire varie manualità legate ai corsi e di convitto, per favorire l’iscrizione e la frequenza anche di studenti con una residenza distante e/o con difficoltà di trasporto. Questa apertura – ha aggiunto Vello – è il frutto di molte collaborazioni istituzionali; della disponibilità di tanti privati che hanno messo a disposizione le loro strutture aziendali per le lezioni pratiche dei ragazzi (attualmente sono 35 gli iscritti, ma abbiamo spazi per altrettanti studenti) e della nostra rete di organismi e organizzazioni con le quali collaboriamo da anni facendo perno sulla nostra sede di Codroipo». Complessivamente, nel 2024, il Cefap ha organizzato 380 nuovi corsi, erogando 20.900 ore di lezione a oltre 4.400 allievi.

Il tradizionale taglio del nastro.


Dopo i saluti del sindaco Luca Scrignaro, il quale ha sottolineato il fatto che, dopo 25 anni di assenza, la formazione torna a Paluzza, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, ha aggiunto come il risultato ottenuto con questa apertura rappresenti un modello di collaborazione tra vari assessorati, enti e organizzazioni del territorio. «La gestione forestale è indispensabile – ha detto ancora – e su di essa serve investire. Inoltre, c’è assoluta necessità di aziende strutturate sul territorio che operino in rete e utilizzino operatori formati».
Gli ha fatto eco l’assessore al Lavoro, Formazione, Istruzione, Ricerca, Università e Famiglia del Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen: «Per essere competitivi oggi, servono capitale umano e innovazione tecnologica. Perciò, reti e sistemi sono condizioni necessarie. La Regione, in questi anni, ha investito fortemente sulla formazione e sugli Enti che la erogano, ma da qui in avanti è necessario impegnarsi per costruire le filiere mettendo insieme tutti i passaggi necessari e, anche su tale costruzione, la Regione sta camminando con decisione prendendo pure spunto da questa nuova apertura del Cefap».
In merito alle attività formative di Paluzza, il corso di riferimento è il percorso di Istruzione e Formazione Professionale rivolto ai ragazzi in uscita dalla scuola media, ovvero la Qualifica triennale di Addetto alle attività ambientali montane con collegato il Quarto anno per il Diploma professionale di Tecnico delle aree boscate e forestali. Il corso è, infatti, un unicum in regione e, per caratteristiche curricolari, in Nord Italia, orientato a formare le professionalità richieste dalla filiera bosco-legno, fornendo competenze per operazioni di lavorazioni boschive e, grazie al diploma, anche di gestione dei cantieri di lavoro. Inoltre, fornisce conoscenze nella gestione delle attività agricole montane.

Vello con Rosolen e Zannier.

La parola d’ordine è multicompetenza, in un’ottica di collaborazione con le diverse aziende del territorio, da quelle boschive a quelle prettamente agricole, ma anche con realtà come il Cai, la Riserva di Cornino e La Polse di Cougne, per le manutenzioni sentieristiche e ambientali. L’obiettivo è, da un lato, cercare di dare risposte diverse al territorio per valorizzare tutto ciò che ruota attorno all’agricoltura di montagna; dall’altro, far fare esperienze diversificate agli allievi. Si parla, quindi, di moderna selvicoltura, interventi forestali, sistemazioni idraulico-forestali, recupero di aree degradate, tutela e valorizzazione delle aree protette, servizi ambientali, coltivazione di specie adeguate alla montagna, trasformazione dei prodotti, gestione di allevamenti e delle attività di alpeggio. È, inoltre, caratterizzato da numerose attività sportive: i ragazzi, ad esempio, vengono addestrati nell’arrampicata e nello sci affinché siano in grado di intervenire, se necessario, in opere di ingegneria naturalistica e gestire in sicurezza lavori in forte esposizione.
I curricula formativi di Paluzza sono implementati sulle nuove forme di produzione agricola sostenibile, sull’innovazione introdotta nelle lavorazioni boschive e forestali grazie anche allo smart farming, con uno sguardo all’agricoltura e selvicoltura del futuro. Nella sede locale sono stati anche attivati vari corsi, di diversa durata, per imprese e adulti. Le prossime sfide mirano a continuare sulla strada dell’agricoltura e forestazione 4.0 e ad allargare le sinergie con realtà formative omologhe di altre regioni italiane e di Austria e Slovenia.

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In copertina, il presidente Sergio Vello durante la cerimonia inaugurale a Paluzza.

Dalla Regione Fvg quasi 120 milioni a sostegno di agricoltura e montagna

Le risorse complessive stanziate nel bilancio regionale per il 2024 a favore del settore agroalimentare, ittico, delle foreste e della montagna ammontano a oltre 119 milioni di euro. “Questa legge di Stabilità contiene misure di prospettiva estremamente importanti, tra cui l’incentivo alla costituzione di un’unica comunità energetica agricola regionale che sfrutta la deroga prevista dalla normativa nazionale per l’agricoltura, che consente di non essere vincolati all’allacciamento a una cabina primaria. Di fatto, quindi, potremo costituire una vera e propria rete di tutti gli operatori regionali”, ha commentato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, illustrando in Aula i contenuti di sua competenza della legge di Stabilità.
L’esponente della Giunta Fedriga è poi entrato nel dettaglio di alcune delle principali misure messe in atto: “A sostegno delle imprese agricole e agroalimentari ci sono 19 milioni di euro per il Fondo di rotazione in agricoltura; in continuità con gli interventi del 2023, sono previsti 5 milioni per scorrere le graduatorie dei contributi per gli impianti fotovoltaici delle aziende agricole e si attestano a 12 milioni le risorse destinate a opere di irrigazione e relative manutenzioni realizzate dai consorzi di bonifica. All’Ersa vanno 4 milioni di euro per la promozione dell’agroalimentare, 2 milioni di euro gli aiuti per i servizi di consulenza alle aziende zootecniche e 1,5 milioni per il Fondo emergenze in agricoltura”.
“Prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico e della sicurezza in montagna sono altri due obiettivi fondamentali che la Giunta si è posta e che trovano in queste misure molteplici canali di finanziamento”, ha ribadito Zannier. Tra questi, la valorizzazione e salvaguardia del territorio può contare su 15 milioni per la realizzazione di sistemazioni idraulico-forestali; 5,1 milioni per le aree naturali regionali, riserve, parchi e biotopi; 2,5 milioni per la viabilità forestale e 1,8 milioni per azioni di antincendio boschivo. Le politiche per il territorio montano possono contare su 6 milioni di euro dedicati agli investimenti dei Comuni montani e ai contributi ai piccoli esercizi commerciali per il disagio localizzativo; mentre 2,6 milioni vengono stanziati per gli indennizzi e la prevenzione dei danni provocati dalla fauna selvatica”.
Tra i principali interventi legislativi si segnala poi che, con un insieme di norme tra loro coordinate, si potenzia il funzionamento del Fondo di rotazione in agricoltura chiarendo e semplificando le relative procedure, estendendone l’operatività ai finanziamenti per le attività di ospitalità e ricettività delle aziende agricole, nonché prevedendo la prosecuzione del cosiddetto Programma anticrisi conflitto russo-ucraino. In quest’ultimo ambito, si fissa infatti a 5 milioni di euro il limite di capitale che il Fondo può impiegare per consentire la conversione in sovvenzione dei finanziamenti erogati rinunciando a parte delle quote di ammortamento e si fissa a 3 milioni il limite per l’erogazione dei finanziamenti in deroga alla previsione secondo cui i rischi di ciascuna operazione creditizia del Fondo sono esclusivamente a carico delle banche convenzionate.
Si aggiorna la normativa che premia le mense biologiche, ampliando i prodotti ammessi a contributo alla categoria dei “prodotti agricoli e alimentari a chilometro zero”, di recente riconosciuti a livello statale da apposita normativa. Nell’ambito degli interventi finalizzati alla razionalizzazione della risorsa acqua in agricoltura, si segnalano le norme che consentono di finanziare, sia gli impianti di micro irrigazione e fertirrigazione realizzati dalle imprese, estendendoli ai frutteti, sia la sostituzione degli impianti irrigui aziendali vetusti, con una dotazione complessiva di oltre 9 milioni di euro sul triennio.
Si segnalano inoltre le norme che estendono, anche per il prossimo anno, sia la linea contributiva per la realizzazione di nuovi impianti arborei, in particolare frutteti, con una dotazione finanziaria di un milione di euro, sia la linea contributiva per gli investimenti da realizzare nelle malghe che svolgono attività di produzione e trasformazione di latte, con una dotazione finanziaria di 1,5 milioni. Sempre per quanto riguarda il territorio montano, proseguirà anche nel 2024 la concessione di aiuti alle famiglie che si avvalgono del servizio di distribuzione di Gpl e di aria propanata, a sollievo degli oneri sostenuti per i consumi riferiti all’anno 2023.

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In copertina, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier.

Dalla Regione Fvg oltre 80 milioni per agroalimentare, ittico e montagna

«Le risorse complessive stanziate nel bilancio regionale per il 2023 a favore del settore agroalimentare, ittico, delle foreste e della montagna ammontano a oltre 81 milioni di euro. Particolare rilievo in questa manovra assumono gli ulteriori 50 milioni per gli interventi nell’ambito del Piano strategico nazionale della Pac 2023-2027 (Psn Pac) e i 20 per la programmazione in chiusura. Destineremo, inoltre, 7 milioni in tre anni ai Consorzi di bonifica e 4 milioni al settore zootecnico per compensare i maggiori costi derivanti dal conflitto russo-ucraino». Questo il commento dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, in merito alle poste riservate dalla legge finanziaria alla Direzione di sua competenza.
La Stabilità di fine anno sosterrà anche le attività per le imprese agricole e agroalimentari, con il trasferimento di 14,5 milioni di euro al Fondo di rotazione in agricoltura, lo stanziamento di 9,5 milioni per opere di irrigazione e relative manutenzioni realizzate dai Consorzi di bonifica, 4,3 milioni di trasferimenti all’Ersa e per la promozione dell’agroalimentare, oltre 1 milione per aiuti per servizi consulenza aziende zootecniche, 1 milione per contributi destinati alla realizzazione di impianti arborei e 1 milione per il Fondo emergenze in agricoltura.
“Altri fondi – ha spiegato Zannier – saranno destinati alla valorizzazione e la salvaguardia del territorio: 10 milioni per la realizzazione delle sistemazioni idraulico forestali, 5 milioni per le aree naturali regionali, riserve parchi e biotopi, 2,3 milioni per la viabilità forestale e 1 milione per azioni di antincendio boschivo. Previsti inoltre 3 milioni per gli investimenti dei Comuni montani e per contributi ai piccoli esercizi commerciali per il disagio localizzativo, 1,5 milioni per la riqualificazione del patrimonio malghivo e 2,2 milioni per gli indennizzi e la prevenzione dei danni provocati dalla fauna selvatica”.
Per quanto riguarda, infine, la riduzione del consumo idrico a fini agricoli, saranno riconosciuti contributi pari a 7 milioni complessivi sul triennio a beneficio delle imprese agricole per impianti di micro-irrigazione e fertirrigazione. Finanziamenti anche per progetti di ripristino danni alle foreste da calamità naturali (4,6 milioni), per compensare l’aumento dei costi di produzione del latte (4 milioni) e per la partecipazione al Vinitaly delle aziende agricole (250 mila euro). L’assessore ha concluso la sua relazione ringraziando l’Aula e le strutture regionali della Direzione Risorse agroalimentari, forestali e ittiche per il lavoro svolto nel corso della legislatura che sta per concludersi.

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In copertina, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier.

Agriflash.FVG – E non solo

Da mezzo secolo alfiere del Vigneto Fvg “Il Ducato dei Vini Friulani ha il grande merito di promuovere la cultura delle radici del nostro territorio contribuendo con la sua attività a valorizzare le eccellenze della nostra regione, la quale viene sempre più scelta dai turisti in questi ultimi anni per la qualità della sua offerta enogastronomica”. Lo ha detto sabato a Udine il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga, nel corso della celebrazione del 50° anniversario del Ducato dei Vini Friulani alla quale, tra gli altri, ha partecipato anche il sindaco Pietro Fontanini. Durante il suo intervento il governatore, a cui è stato conferito il titolo di “Nobile onorario del Ducato dei Vini Friulani”, ha ricordato come proprio il vino sia un prodotto fortemente legato al territorio di appartenenza, le cui peculiarità connotano il gusto e il colore del vitigno. La capacità del Ducato, come ha sottolineato Fedriga, è stata anche quella di aggiornarsi nel tempo aprendosi ai giovani, sostenendo un consumo sostenibile che guarda principalmente alla qualità del prodotto. Nell’occasione, il governatore ha ricordato l’esempio virtuoso sul piano sociale dell’Azienda vinicola di Villa Russiz, dove alla produzione del vino è stata associata una meritoria finalità improntata alla solidarietà e all’assistenza a favore dei bambini svantaggiati. Infine, Fedriga ha ribadito la scelta intrapresa dall’Amministrazione regionale di armonizzare l’offerta ricettiva e turistica alle eccellenze enogastronomiche del territorio, “per una crescita economica – ha concluso – che esalti e valorizzi le radici culturali del Friuli Venezia Giulia”.

Imprese Fvg in vetrina a Genova Ci sarà anche una quindicina di imprese dei settori turismo e agroalimentare a rappresentare il Friuli Venezia Giulia alla Borsa Internazionale del Turismo Culturale e alla concomitante Mirabilia Food&Drink, un doppio evento B2B ideato e organizzato dall’associazione Mirabilia Network a Genova oggi, domani e mercoledì. L’Associazione Mirabilia è costituita da Unioncamere e 19 Camere di commercio italiane in rappresentanza di territori su cui insistono beni patrimonio mondiale dell’Umanità Unesco: tra esse, fin dall’avvio del network, c’è anche la Camera di Commercio Pordenone-Udine, che sarà presente a Genova al fianco della delegazione imprenditoriale friulana, guidata dal presidente Giovanni Da Pozzo. La Borsa riunisce anche quest’anno il meglio dell’offerta territoriale richiamando quasi 200 imprese da tutta Italia, che saranno impegnate a proporre i loro prodotti e servizi nei due comparti ad altrettanti “buyer” internazionali del settore, che arriveranno a Genova grazie alla collaborazione con Ice-Agenzia e ad Assocamereestero, l’Associazione delle Camere di commercio italiane all’estero. Ma per le imprese friulane sarà anche un’occasione più ampia. Nel pomeriggio odierno, infatti, con la presenza del project manager Walter Filiputti, di fronte all’intero circuito di Cciaa Mirabilia sarà presentato ufficialmente l’originale progetto Opus Loci, che proprio la Cciaa Pn-Ud ha avviato riunendo una vemtina di aziende produttrici di eccellenze friulane di tanti settori (cibo e bevande, ma anche abbigliamento, coltellerie, servizi turistici e ricettivi…) per ciascuno dei suoi cinque siti Unesco: Aquileia, Cividale, Palmanova, Dolomiti Friulane e Palù di Livenza. Con Opus Loci, per ciascun sito, sono stati realizzati speciali percorsi da fare in bici o camminando, che toccano non solo le bellezze storico-culturali tutelate come Patrimonio dell’Umanità ma anche le aziende coinvolte, per proporre al visitatore un tour completo del meglio che il nostro territorio offre. E in modo sostenibile. «Sarà un’occasione importantissima – spiega il presidente Da Pozzo –, perché abbiamo costruito Opus Loci in modo che possa essere “esportato” e ovviamente declinato e personalizzato, anche in tutte le altre aree d’Italia di Mirabilia. In questo senso, ci porremo come capofila nazionale, punto di riferimento per gli altri territori che vorranno “customizzarlo” e replicarlo». Inoltre, ha evidenziato il presidente, «ci troveremo nel contesto privilegiato della Borsa del turismo culturale, evento itinerante che in passato abbiamo ospitato anche a Udine: è l’occasione ideale per mettere in connessione imprese e istituzioni, realtà locali, nazionali e internazionali. Una preziosa opportunità di networking, ma anche, concretamente, di export e internazionalizzazione». Oltre agli eventi B2b, la Borsa a Genova propone incontri e approfondimenti sulle ultime tendenze del turismo a livello internazionale, «valorizzando – conclude il presidente Da Pozzo –: un turismo smart e sostenibile, sempre a misura di persona e in grado di portare sviluppo tanto all’ambiente economico quanto a quello culturale, in un’integrazione che è sempre più richiesta dal visitatore di oggi e di domani». Le realtà friulane presenti a Genova saranno, per i B2b (tra turismo e food&drink): la Rete di impresa Sauris Zahre, Gigante Adriano, Real estate 2010, Prosciutterie srl, Ma Invest, Hotel ai Dogi, Azienda agricola Venchiarezza, Opificio Fred, Azienda agricola Corte Tomasin, Opificio Tds, Panificio Follador e, per Opus Loci, anche Mada temporary lab & Co. Ci saranno anche i rappresentanti di PromoTurismofvg Consorzio e Pordenone Turismo Provincia Ospitale.

Vite, vino e innovazione con il Miva “La vitivinicoltura è un comparto propenso all’innovazione tecnica e tecnologica, capace di sviluppare conoscenze che poi vengono estese a tutto il settore agricolo. Questa tendenza è particolarmente percepita in Friuli Venezia Giulia dove la superficie vitata rappresenta il 13 per cento dell’intera superficie agricola, quasi il doppio della media nazionale in cui il rapporto è del 7 per cento. È evidente quindi che l’innovazione parte da qui”. Questo il concetto espresso dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, nel saluto di apertura al convegno “Alle radici di un valore condiviso” promosso da Moltiplicatori italiani viticoli associati nell’auditorium della Regione a Udine. “La vitivinicoltura ha il pregio di farsi portatrice di processi di disseminazione della conoscenza” ha detto ancora Zannier, aggiungendo che “un ostacolo crescente è rappresentato dai limiti imposti dalle normative, soprattutto in tema di fitopatie, lotta ai parassiti, tutela delle colture: in questo caso gli approcci ideologici da parte del legislatore non sono utili e vanno a discapito di quelle soluzioni pragmatiche di cui necessitano gli imprenditori agricoli”. Zannier ha infine fatto, con gli operatori del Miva, una riflessione sull’attuale situazione geopolitica mettendo in rilievo che “le conseguenze energetiche e di rincaro dei prezzi stanno mettendo a rischio la tenuta dell’intero sistema economico e sociale, con pressioni che potranno essere risolte solo a livello internazionale”.

Jazze & Wine al via a CormònsDopo la recente anteprima oggi, è pronto ai nastri di partenza il festival “Jazz & Wine of Peace” di Cormòns, la collaudata manifestazione che ha la capacità di coniugare due elementi, la musica jazz e il vino del Collio, impossibili da non apprezzare con la loro amplissima gamma di suoni e sapori. La rassegna enologico-musicale si terrà da mercoledì 19 a domenica 23 ottobre e coinvolgerà oltre al Comune ospitante numerose località tra Collio friulano e sloveno: 25 in totale gli spettacoli sul territorio, che vedranno protagonisti le grandi stelle del jazz e i musicisti della nuova scena nazionale e internazionale. A questi si aggiungeranno otto appuntamenti enogastronomici di “Jazz & Taste”.

Castagne e Sapori nelle Valli La Fiera di San Pietro al Natisone, fino al 30 ottobre, propone altri due weekend all’insegna dei sapori con i prodotti tipici del territorio valligiano: inoltre, ogni sabato mattina visite guidate nelle aziende e ogni domenica a pranzo uno showcooking a cura dell’Associazione cuochi. E nell’ambito di questo tradizionale contenitore c’è anche la sesta edizione di “Sapori nelle Valli”: dopo la Tradizione dolciaria, vale a dire dagli strucchi alla gubana, ieri è stata protagonista la Castagna nelle Valli, parlando di storia, tradizioni e utilizzo del prodotto. Poi il 22 e 23 ottobre sarà, invece, la volta di Mele e miele, dall’impollinazione alla frutta, per concludere nei giorni 29 e 30 con Farine e formaggi e gli abbinamenti della tradizione. Ricordiamo che “Sapori nelle Valli” è un’associazione di 17 produttori della filiera agroalimentare delle Valli del Natisone che ha lo scopo di creare una sinergia sul territorio per promuoverne i prodotti, i paesaggi, le attività sportive e tutti i servizi che offre quest’area del Friuli che comprende sette Comuni. A Valle di Soffumbergo, invece, dopo i riuscitissimi primi due fine settimana, la Pro Loco è pronta anche nel prossimo weekend ad accogliere i visitatori nella sua “Festa delle castagne e del miele di castagno”, uno degli appuntamenti tradizionali dell’autunno in Friuli Venezia Giulia giunto alla 41ma edizione. Appuntamento, dunque, il 22 e 23 ottobre.

Le priorità Fvg e la Pac Il Consiglio delle Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia, riunito in modalità mista tra la sede della Regione di Udine e la forma telematica, ha espresso all’unanimità parere favorevole alla deliberazione della Giunta regionale sulle priorità regionali nell’ambito del Piano strategico nazionale della Pac (Politica agricola comune) 2023-2027, illustrato dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier. “Si è trattato di un lavoro reso molto complesso dall’anomalia di una Pac che è diventata quinquennale, anziché settennale, e di transizione e che viene redatto a livello nazionale a fronte di competenze che erano sempre state regionali”, ha osservato l’esponente della Giunta Fedriga. L’assessore ha ricostruito le tappe di “un percorso partecipativo importante che ha permesso di sintetizzare le esigenze e gli obiettivi del Friuli Venezia Giulia”, evidenziando però che “i limiti posti dal regolamento comunitario ha ridotto sensibilmente gli spazi per le azioni di partenariato pubblico privato, fatto salvo il progetto Leader per favorire la vitalità delle zone rurali e combattere il fenomeno dello spopolamento con il coinvolgimento dei gruppi di azione locali”, i Gal. “In generale – ha aggiunto – gli spazi di manovra autonomi delle Regioni sul Pac sono state fortemente limitati, riducendoli a pochi punti percentuali del budget. In quest’ottica, la politica del Friuli Venezia Giulia è stata quella di concentrare i volumi finanziari su un numero ridotto di interventi per massimizzarne l’efficacia. Il mondo agricolo regionale ha ben chiaro che la priorità strategica è rappresentata dagli investimenti per l’innovazione tecnologica”. Per quanto riguarda la dotazione finanziaria della Pac, “è vero che è aumentata salendo a 227 milioni per il quinquennio a fronte dei 292 dell’arco temporale di sette anni 2014-2020, ma è altrettanto vero che di pari passo le risorse del Feasr, il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, sono in proporzione diminuite. Nella riunione del Cal è stato affrontato anche il tema del caro energia. “In questi giorni è in via di chiusura il bando nazionale del Pnrr sull’agrivoltaico – ha riferito Zannier -, ma non ne conosciamo i risultati per il Friuli Venezia Giulia e soprattutto è difficile comprendere perché sia impossibilità di sfruttare gli impianti non solo per l’autoconsumo ma anche per la cessione a terzi, in conseguenza di disposizioni europee sulla concorrenza, in una fase in cui ogni singolo watt di energia diventerebbe prezioso”.

Come rilanciare i territori montani“La montagna va vista nelle sue diverse prospettive, ognuna delle quali è però soltanto una parte della realtà, che devono rappresentare un punto di partenza per far rivivere un patrimonio di grande valore per il Friuli Venezia Giulia”. Lo ha detto l’assessore regionale Stefano Zannier intervenendo a Spilimbergo al convegno dal titolo “Rigenerazioni: il futuro possibile della montagna”, organizzato dal Cai di Pordenone e Spilimbergo e dal Teatro Verdi di Pordenone. Alla presenza del presidente nazionale del Cai Antonio Montani, del sindaco di Spilimbergo Enrico Sarcinelli e del presidente del Verdi Giovanni Lessio, l’esponente dell’Esecutivo regionale ha ricordato l’importanza del progetto che la Regione Fvg ha avviato assieme all’istituzione culturale pordenonese. “Questa singolare collaborazione – ha detto Zannier – proseguirà e si rafforzerà perché è in grado di dare un importante contributo alla vita della montagna. Portare la cultura musicale e teatrale in quei luoghi è un modo intelligente non solo per dare un servizio a chi vuole continuare a vivere in montagna, ma anche un modo non usuale per riporre l’attenzione sulla bellezza di molte nostre località”. Zannier ha infine lanciato un’esortazione affinché si dia vita a iniziative sinergiche in grado di valorizzare i territori montani del Friuli Venezia Giulia “ognuno dei quali – ha evidenziato l’assessore – ha una sua specifica peculiarità. Non va compiuto lo sbaglio di pensare che la montagna sia una sola; se si procedesse in questa direzione si commetterebbe un grande errore portando soluzioni standardizzate, quindi prive di efficacia, in ogni singolo luogo. Questo territorio – ha concluso Zannier – lo si conosce in tutte le sue sfaccettature solo vivendoci e in questo modo capendo quali sono le condizioni e le prospettive corrette in cui guardare per mettere in atto quegli interventi che possono servire realmente alle varie comunità”.

Ambiente da tutelare a Vittorio VenetoParte da Blend, rassegna enoculturale ideata e realizzata dall’azienda agricola Bellenda di Vittorio Veneto, la richiesta di una certificazione ambientale di territorio. La proposta è uscita a margine del convegno dedicato al tema dell’agroforestazione declinata nella viticoltura, nell’ospitalità e nella distribuzione dagli ospiti presenti. L’agroforestazione è l’insieme dei sistemi agricoli che vedono la coltivazione di specie arboree o arbustive perenni, consociate a seminativi o pascoli, nella stessa unità di superficie. Il confronto ha evidenziato la consapevolezza da tutte le parti che questa pratica sia fondamentale per promuovere una viticoltura responsabile e sostenibile, ma ha visto emergere da più fronti la necessità di creare un sistema di ambientale a basso costo a cui possano accedere anche le piccole aziende. Il segreto per una buona riuscita dell’agroforestazione sta infatti nell’equilibrio tra le parti e nel fatto che deve essere una scelta condivisa nel territorio. Il padrone di casa, Umberto Cosmo, ha lanciato la proposta che siano nello specifico i Consorzi di Tutela a farsi promotori di questa iniziativa, a cominciare da quello del Conegliano Valdobbiadene, da sempre all’avanguardia nell’attenzione all’ambiente. La tutela del territorio e dei diversi elementi che lo compongono non può più essere differita anche perché è un requisito sempre più richiesto per accedere a moltissimi mercati, soprattutto quelli del Nord Europa, da sempre più sensibili a questi temi. Attualmente le certificazioni sono fornite da società private e l’alto costo per ottenerle non è sostenibile da aziende di medie-piccole dimensioni che il più delle volte, pur facendo un prodotto di qualità e altamente sostenibile, devono rinunciare a esportare. “È necessario che le giuste pratiche vengano normate e rese accessibili a tutti – ha sottolineato Cosmo – e che a tutti i produttori, indipendentemente dalle dimensioni e dal portafoglio, sia data la possibilità di certificare il loro operato. I Consorzi sono il soggetto che deve prendersi in carico questo compito perché devono tutelare tutti i loro soci e metterli nelle condizioni di agire al meglio e di farsi testimoni e custodi di una viticoltura rispettosa, sostenibile e a misura d’uomo”.

Tollo e il Montepulciano d’AbruzzoCantina Tollo celebra i trent’anni di Cagiòlo con una confezione speciale in edizione limitata: l’esclusivo cofanetto racconta il luogo in cui nasce il Montepulciano d’Abruzzo Dop Riserva, mentre la scatola segue le linee del territorio in cui ha origine il vino, evocandone la magia. Fiore all’occhiello della produzione del gruppo teatino, Cagiòlo è un prodotto d’eccellenza che racconta la storia dell’Abruzzo e che fin dalla sua nascita, nel 1992, ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti riscuotendo un successo di pubblico e critica. “Questo Montepulciano d’Abruzzo Dop Riserva racchiude lo spirito di Cantina Tollo e del territorio di cui ci facciamo ambasciatori – spiega il presidente Luciano Gagliardi –. Da trent’anni racconta al mondo questo luogo straordinario, dove il mare incontra le montagne e dove le uve Montepulciano danno vita a un vino che, nel corso della sua storia, ha superato la prova del tempo, regalandoci emozioni uniche”. Cagiòlo prende il nome da casciòle, termine che in dialetto abruzzese indica la terra calcarea delle colline dove nasce questo vino straordinario. I vigneti più longevi e dalle radici profonde, quindi più stabili ed equilibrati, e il terreno su cui sorgono fanno sì che la maturazione avvenga in maniera armoniosa e che i tannini siano più bilanciati ed eleganti. Profondo, complesso e persistente, questo vino colpisce fin dal primo sorso per il perfetto equilibrio tra struttura e morbidezza. Dopo la raccolta delle uve, che avviene nella seconda metà di ottobre, seguono la fermentazione con lunga macerazione delle bucce a temperatura controllata in serbatoi di acciaio inox, la fermentazione malolattica in vasca e l’affinamento in legno per minimo nove mesi. Il risultato è un rosso di colore rubino intenso, con sfumature violacee, che al naso rivela frutti rossi maturi, con note di amarena e mora, insieme a fini sentori speziati di cacao, vaniglia, liquirizia e cannella. Il sapore è pieno e di lunga persistenza, con tannini dolci e vellutati. La special edition celebrativa dell’anniversario sarà in vendita al costo di 28 euro nello shop online di Cantina Tollo.

Cinquant’anni di Morellino Cantina Vignaioli Morellino di Scansano compie cinquant’anni e per festeggiare l’importante traguardo ha realizzato assieme alla Fondazione il Sole un’etichetta speciale, dedicata proprio all’anniversario della cooperativa. Si tratta di una limited edition di 3000 bottiglie di Morellino di Scansano Docg Roggiano, il cui ricavato delle vendite andrà a favore del progetto Dopo di Noi, che mira a garantire alle persone con disabilità una vita piena e dignitosa una volta che le famiglie non potranno più farsene carico. L’immagine riportata in etichetta è stata scelta tra le opere create dopo la visita in cantina dei ragazzi con disabilità della Onlus, che hanno dato forma all’esperienza realizzando degli elaborati per raccontare la giornata e rappresentare quei valori di cooperazione e condivisione che uniscono le due realtà. Si potranno vedere i disegni realizzati nel sito della cantina o scansionando il Qr Code presente sull’etichetta della bottiglia. “Siamo molto felici – spiega Benedetto Grechi, presidente della Cantina Vignaioli del Morellino di Scansano – di inserire il progetto tra le iniziative per celebrare i cinquant’anni della nostra realtà. Pur avendo tolto da tempo la parola ‘sociale’ dallo statuto della Cantina, in quanto rischiava di essere associata a standard qualitativi che non ci rispecchiano, la nostra azienda ha sempre avuto tale vocazione e occasioni come questa ne sono una prova ulteriore”. “Da oltre dieci anni – continua il direttore della Cantina Sergio Bucci – diamo supporto alla Fondazione il Sole: con l’anniversario abbiamo deciso di fare qualcosa di più, attraverso un progetto mirato e con un’etichetta dedicata che, oltre alla donazione, ci ha permesso di accogliere in cantina alcuni dei ragazzi seguiti dalla Onlus. Confidiamo inoltre che questo sia anche un modo per sensibilizzare il nostro pubblico e i clienti sull’attività della Fondazione”. “La scelta fatta dalla Cantina dei Vignaioli di Scansano – conclude Massimiliano Frascino, presidente della Fondazione il Sole – ci ha sinceramente emozionati perché si tratta di un riconoscimento implicito per il lavoro che quotidianamente facciamo a sostegno delle persone con disabilità psichica, intellettiva, relazionale e multi-disabilità, oltre che delle loro famiglie. Il progetto dell’etichetta ha un grande valore educativo, che genera legami umani ed esperienze formative che contribuiscono ad aumentare l’autostima e la motivazione di chi è coinvolto”. L’obiettivo della Fondazione il Sole per i prossimi anni è realizzare una rete di appartamenti diffusa nella città di Grosseto, dove più persone con disabilità possano vivere autonomamente all’insegna dell’autodeterminazione e della scoperta delle proprie capacità, inserite in un sistema che le tuteli e le metta in condizione di poter avere una buona qualità della vita, nel segno della dignità e dell’auto-realizzazione. La limited edition del Morellino di Scansano Docg Roggiano sarà in vendita a 10 euro in esclusiva nel wine shop della Cantina e nello store online www.thewinenet.com

Come valorizzare le aree montane Fvg? Aperta fino a venerdì la call giovani

Valorizzare e promuovere attraverso i più innovativi linguaggi digitali – dalla comunicazione allo storytelling – l’operato di piccole e tenaci realtà imprenditoriali della montagna del Friuli Venezia Giulia attraverso il coinvolgimento attivo di un gruppo di ragazze e ragazzi dai 18 ai 30 anni provenienti da Trieste, dal resto della regione e da tutta Italia. È questo l’obiettivo dell’inedito progetto “Percorsi Spericolati” – call di selezione attiva fino a venerdì 14 gennaio su www.percorsispericolati.it – nato per portare ad emersione le esperienze e le storie di coloro che hanno scelto di vivere e lavorare nelle Terre Alte della nostra regione, un progetto ideato e promosso dalla Fondazione Pietro Pittini di Trieste, onlus che mette al centro delle sue azioni il futuro delle giovani generazioni, in un mix di filantropia e innovazione sociale.

Marina Pittini


“Percorsi Spericolati” è un viaggio immersivo per conoscere e supportare alcune realtà imprenditoriali locali particolarmente innovative che operano principalmente nei settori dell’agricoltura, dell’hospitality, del turismo ma anche dell’artigianato. Il programma, rivolto ai giovani selezionati dalla call, prevede l’utilizzo di nuovi strumenti della comunicazione digitale applicata alla rigenerazione territoriale delle aree cosiddette al margine. «La nostra Regione è racchiusa da aree montane caratterizzate dai problemi tipici delle zone interne: impoverimento sociale, spopolamento e abbandono», spiega Marina Pittini, presidente della Fondazione: «Questo progetto nasce proprio per valorizzare nuove forme del “fare impresa” supportandole nello storytelling e nella comunicazione grazie alla produzione di contenuti realizzati da giovani nativi digitali».
Nella prima fase del progetto, un training residenziale sarà proposto a Valbruna a fine marzo per l’acquisizione di competenze sui linguaggi digitali (film-making, fotografia, storytelling), la progettazione e il service design. I partecipanti potranno quindi scegliere le realtà locali da affiancare per svilupparne i singoli progetti di promozione nel corso di due “camp immersivi” nelle sedi degli imprenditori. L’idea di costruire un progetto con questi obiettivi nasce dalla ricerca realizzata a inizio 2021 dalla Fondazione PP in collaborazione con la Coop. Cramars di Tolmezzo che ha portato alla creazione di un censimento sugli innovatori resilienti della montagna regionale.

 

Ulteriori informazioni e indicazioni relative al bando di partecipazione sul sito www.percorsispericolati.it

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In copertina e all’interno tre belle foto di ambienti montani o collinari del Friuli Venezia Giulia scattate, nell’ordine, da Ales Krivec, Gabriele Tirelli e Tommaso Urli.

 

Oltre 112 milioni per l’agroalimentare. Torre-Natisone e Prepotto candidati Snai

«Per il comparto dell’agroalimentare del Friuli Venezia Giulia la Regione nel 2021 ha impegnato oltre 112 milioni di euro, a cui vanno sommati i 9 milioni di euro per la montagna e i quasi 8 milioni per la caccia e pesca. Un impegno che dimostra l’attenzione per dei settori strategici dello sviluppo economico della regione«». Lo ha detto a Trieste, come informa Arc, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, nel corso della conferenza stampa di fine anno.
Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, sul fronte della crisi dovuta alla pandemia «non abbiamo mai mancato di dare il nostro sostegno alle imprese del comparto attraverso 50 milioni di euro per la liquidità delle aziende e altri 25 per gli investimenti a favore della ripresa». Ottimi risultati, ha sottolineato poi l’assessore, anche per quel che riguarda il marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia”: le aziende che hanno aderito sono arrivate a 190, a 300 i prodotti e a 240 i punti vendita. «In relazione al settore vitivinicolo – ha quindi detto Zannier -, grazie ad un anticipo delle risorse che ha consentito alle imprese di stipulare le fideiussioni necessarie per rendere cantierabili gli interventi, dal 2013 sono stati recuperati 13 milioni di finanziamenti inutilizzati assegnati alle altre regioni».
Infine, in chiave prospettica che guarda al 2022, tra le priorità della Regione Fvg c’è la candidatura dei Comuni delle Valli del Torre e Natisone, oltre che del Comune di Prepotto (attualmente esclusi dai fondi statali), nella Strategia nazionale per le aree interne. La Snai rappresenta una politica nazionale innovativa di sviluppo e coesione territoriale che mira a contrastare la marginalizzazione ed i fenomeni di declino demografico propri di territori caratterizzati da importanti svantaggi di natura geografica o demografica. Su tali luoghi la Strategia nazionale punta ad intervenire, investendo sulla promozione e sulla tutela della ricchezza del territorio e delle comunità locali, valorizzandone le risorse naturali e culturali, e creando nuovi circuiti occupazionali e nuove opportunità. In definitiva, contrastandone l’“emorragia demografica”.

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In copertina, l’assessore regionale Stefano Zannier durante la conferenza stampa di fine anno.

“Alpenfood”, in tavola i sapori della Foresta millenaria di Tarvisio

Dal carpaccio di cervo con germogli di pino in salamoia, e l’uovo cotto a bassa temperatura con goulasch di verdure, alla tagliata di bavarese affumicata all’abete e alla crostata alle nocciole con marmellata di ribes dell’orto, passando per i paccheri al ragù di capriolo e all’ossocollo di maialino cotto a bassa temperatura con porcini: ecco alcune stuzzicanti proposte di “2.3.4. – 100% Alpenfood”, la nuova iniziativa ideata e lanciata da qualche giorno dal Comune di Tarvisio in collaborazione con il Consorzio di promozione turistica del Tarvisiano, nell’ambito de “Il Tuo Spazio è Qui”, l’importante campagna di comunicazione lanciata alcuni mesi fa che ha rilanciato il territorio a fronte della crisi Covid-19 e ha ridisegnato il profilo turistico del comprensorio.

Gli ingredienti tipici della montagna e della Foresta millenaria di Tarvisio sono, dunque, al centro della nuova attività che coinvolge i ristoranti del territorio con la proposta di una serie di menù degustazione speciali (disponibili fino al prossimo 30 settembre) con piatti che raccontano storie legate alla quotidianità delle famiglie del Tarvisiano, da sempre uno dei motori portanti della località posta al confine tra Italia, Austria e Slovenia. “È stata predisposta questa nuova iniziativa – spiega il sindaco Renzo Zanette – che intende rafforzare da un lato la visibilità della Foresta di Tarvisio e di proporre, dall’altro, un nuovo modo di presentare i prodotti enogastronomici e i menù della ristorazione”.
L’iniziativa gastronomica è strutturata su dei menù che si caratterizzano per l’utilizzo di materie prime e/o prodotti che abbiano un richiamo e un collegamento con il territorio alpino e con la Foresta di Tarvisio: le proposte prevedono la possibilità di assaggiare in degustazione due, tre o quattro piatti, dando una risposta sia a chi, dopo avere fatto visita al territorio, preferisce assaggiare solo un paio di proposte, sia a chi invece approfitta di una visita nella Foresta e intende poi approfondire la proposta enogastronomica del territorio. “L’amministrazione comunale – aggiunge l’assessore comunale alla Cultura e agli Eventi, Antonio Petterin – intende promuovere un progetto di promozione del comparto enogastronomico valorizzando le specificità di Tarvisio quale territorio alpino, ma anche di contaminazione: la nostra gastronomia si caratterizza per temi articolati che spaziano dal pesce alla tradizione alpina in un mix coerente e che caratterizza il territorio quale unico in campo nazionale”.

Questa nuova attività mirata impreziosisce dunque la campagna di comunicazione che sta raccontando, anche attraverso video e foto, il valore e il significato dello spazio all’interno della Foresta di Tarvisio, quello spazio e quel silenzio della natura che oggi sono un valore e un patrimonio straordinario (video ufficiale https://bit.ly/2YD8NwS). “Tarvisio, nel cuore delle Alpi Giulie, vizia l’ospite come meta d’eccellenza – conclude l’assessore comunale al Turismo, Barbara Lagger – per bellezze ambientali, specchi d’acqua, paesaggi incontaminati ed esperienze culinarie nel segno della tradizione. I ristoranti aderenti all’iniziativa hanno un legame molto forte con il territorio, i piatti raccontano storie legate alla quotidianità delle famiglie del Tarvisiano, per fare conoscere al turista ancora di più la vita di ogni giorno della nostra valle”.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: Consorzio Tarvisiano – www.tarvisiano.org – consorzio@tarvisiano.org – tel. +39 0428 2392.

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In copertina, la Foresta millenaria di Tarvisio al centro della invitante proposta gastronomica in Valcanale.

(Photo Nicola Brollo)

 

Montagna, incentivi della Regione Fvg per giovani imprenditori

Da ieri, 1 febbraio, i giovani imprenditori che avviano un’attività in montagna potranno presentare progettualità e richieste di contributo alla Regione Friuli Venezia Giulia. Le modalità di accesso agli incentivi, contenuti nella legge di Stabilità 2020, sono state illustrate a Tolmezzo dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e alla Montagna, Stefano Zannier, nel corso di un incontro pubblico organizzato da Coldiretti a cui hanno preso parte – come informa una nota Arc – anche i vertici della organizzazione a livello regionale, Michele Pavan, e provinciale di Udine, Gino Vendrame.
“Abbiamo scelto di investire sui giovani – ha affermato Zannier, sintetizzando gli obiettivi principali della norma – per garantire una prospettiva di sviluppo al territorio montano, dando loro la possibilità di ricevere finanziamenti per un ventaglio quanto più ampio possibile di attività proprio con l’intento di raccogliere le idee più innovative, senza ingabbiare gli imprenditori in definizioni precostituite, ma dando loro piena fiducia”. L’altra caratteristica dei canali contributivi indicata dall’esponente della Giunta Fedriga è la semplicità delle modalità di presentazione delle domande. “Abbiamo fatto in modo – ha detto – che le procedure di presentazione, che avverranno a sportello, richiedano il minor numero possibile di documenti e la massima semplicità nella compilazione, così che un giovane possa gestire da solo la pratica e non desista davanti ad un eccesso di burocrazia”.
Il canale contributivo conta attualmente su un budget di 800mila euro “che potrà essere incrementato successivamente in base al volume delle domande che perverranno in Regione” ha specificato Zannier, aggiungendo che “in ogni caso questi canali contributivi sono destinati a restare aperti nei prossimi anni per rispondere ad una strategia specifica che la Regione ha inteso attivare sul rilancio della montagna”.
Gli incentivi – spiega ancora la Regione Fvg – sono riservati ai giovani di età compresa tra 18 e 41 anni non compiuti che si impegnano a costituire nuove imprese o sviluppare imprese esistenti in zona montana (zone B o C) con l’obbligo di mantenere la residenza per almeno 5 anni. Le attività finanziabili sono la produzione di prodotti agricoli, l’allevamento, la loro trasformazione e commercializzazione, ma anche la gestione forestale e la trasformazione del legno. I contributi sono concessi in regime de minimis con massimali diversi a seconda del tipo di investimento (20mila euro per investimenti nella produzione primaria e 200mila euro per investimenti nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti, anche non agricoli). Come è stato sottolineato nel corso dell’incontro, l’intensità di aiuto è molto elevata e va dall’80 per cento sulla spesa ammessa, fino al 100 per cento per l’acquisto di terreni.
“L’acquisto dei terreni è stato inserito al fine di contrastare la parcellizzazione delle proprietà – ha concluso l’assessore Zannier – incentivando così, attraverso i giovani, la ricongiunzione di terreni spesso divisi in microproprietà familiari. Dopo la prima fase, considerata sperimentale, ci prenderemo lo spazio per studiare eventuali correttivi, ma certamente terremo le linee finanziarie aperte”.

L’assessore Zannier con Vendrame e Pavan. (Foto Regione Fvg)

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In copertina, bovine nelle malghe del Friuli Venezia Giulia. (Foto Ersa)