“Gusti di Frontiera” fino a domenica, a Gorizia oltre 300 stand di quaranta Paesi

«Oggi possiamo rivivere Gusti di Frontiera in presenza in tutta la sua pienezza e un grande merito va agli organizzatori per aver tenuta viva la manifestazione anche durante la pandemia, capendo che bisognava in tutti i modi continuare. È una rassegna che ci accompagna nel modo migliore verso la prospettiva di Nova Gorica e Gorizia capitale della cultura 2025». È il pensiero espresso dal governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, all’inaugurazione di “Gusti di Frontiera 2022”, la manifestazione enogastronomica che propone a Gorizia fino a domenica prossima espositori provenienti da 40 Paesi del mondo dislocati su 327 stand.
«Tutte le grandi iniziative proposte dal nostro territorio regionale, da “Friuli Doc” a “pordenonelegge”, da “Gusti di Frontiera” alla “Barcolana” – ha rilevato Fedriga -, poggiano su gambe solide e possono proiettarsi in un futuro dal richiamo turistico sempre più consistente. Sono eventi che fanno seguito a una grande estate con le performance migliori d’Italia e un recupero prodigioso dopo la pandemia anche guardando all’anno record del 2019. La peculiarità del Friuli Venezia Giulia si conferma unica: in un fazzoletto di terra si può andare dalla montagna al mare passando per le città, vedendo cose e vivendo esperienze che rimangono impresse».
Secondo l’assessore regionale al Turismo Sergio Emidio Bini, «il Friuli Venezia Giulia, che è tornato in cima alle classifiche di gradimento dei turisti di tutto il mondo, ha dato grande dimostrazione di capacità. Gorizia in particolare è, dopo Trieste, la città che ha segnato la maggior crescita nel turismo dal 2019 a oggi, con un più 11 per cento». «E pensare che – ha osservato l’assessore regionale al Patrimonio, Sebastiano Callari – qualcuno anni fa aveva già suonato il “de profundis” di Gorizia considerandola in decadenza e nostalgica, mentre oggi Gusti di Frontiera la rappresenta nel mondo in attesa che nel 2025 diventi il simbolo di un’Europa votata ad opporsi a tutto ciò che di brutto sta succedendo in questi tempi difficili».
All’inaugurazione, ospitata dall’ingresso dell’hotel che si affaccia su piazza Sant’Antonio, sono intervenute numerose autorità civili e militari, a partire dal sindaco Rodolfo Ziberna che ha fatto gli onori di casa. Presenti, tra gli altri, anche il vicepresidente del Consiglio regionale Stefano Mazzolini, il prefetto di Gorizia Raffaele Ricciardi e Anna Maria Cisint, prima cittadina di Monfalcone.

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In copertina, piazza Vittoria il cuore del centro storico fulcro di “Gusti di Frontiera”.

Grande ritorno delle Feste del vino da Monfalcone a Corno di Rosazzo

(g.l.) Feste del vino grandi protagoniste in Friuli Venezia Giulia. Infatti, dopo la Fiera regionale di Buttrio, che si è appena conclusa con successo, e quelle precedenti di Casarsa della Delizia e di Bertiolo, arrivano le rassegne di Monfalcone e di Corno di Rosazzo.

MONFALCONE – Appuntamento da oggi, nella città dei cantieri, con la 65ma Festa del vino Monfalcone che si protrarrà fino a domenica 19 giugno, con una serie di invitanti proposte, che faranno da corollario alla degustazione dei vini proposti da una dozzina di aziende. Per l’atteso ritorno post-pandemico della rassegna, è stata pubblicato il numero unico della Pro Loco di Monfalcone “Bevendo La Cantada”. La pubblicazione è arricchita da alcune pagine curate dal dottor Claudio Fabbro dal titolo “Terrano e Teran, viti e vini di frontiera” che analizza la vitivinicoltura carsolina.

CORNO DI ROSAZZO – Nel paese dei Colli orientali del Friuli (Città del vino Fvg), dove ha anche sede il Consorzio di tutela della Doc (villa Nachini Cabassi), la Fiera dei vini, giunta alla 51ma edizione, comincerà invece venerdì 17 giugno per poi svilupparsi in tutto il fine settimana, ma anche nelle giornate di lunedì e martedì. Dieci gli stand dei produttori della zona. Venerdì, in occasione della cerimonia inaugurale che si terrà alle 19, avverrà anche la consegna del 32° Premio Cornium d’Oro e del 35° Premio Mostra concorso del Formaggio Montasio. Ha concesso il suo contributo la Camera di Commercio Pordenone-Udine.

“Langoris”, vini e Cavalieri a Cormons: Premio in Puglia a Stefano Cosma

di Claudio Soranzo

Un altro meritato riconoscimento è arrivato al giornalista e scrittore Stefano Cosma, triestino di nascita ma goriziano d’adozione. L’ufficializzazione del premio arriverà oggi 25 settembre, nientemeno che in un castello, quello di Ugento, in provincia di Lecce. Un bel viaggetto al Sud quindi per Stefano, per ritirare il riconoscimento a Santa Maria di Leuca dalle mani degli ideatori del Premio Iolanda, Vera Slepoj e Davide Paolini, che hanno annunciato in anteprima la vincita del premio letterario a Cosma quale autore di “Langoris. Storie di vini e Cavalieri”, edito da Leg Edizioni di Gorizia. Il libro racconta la storia della Tenuta di Angoris, sita nel comune di Cormons, che ha vinto il premio nella sezione Letteratura del Vino.


Il Premio Iolanda, giunto quest’anno alla 4a edizione, è ora diventato non solo un’iniziativa per celebrare la letteratura enogastronomica collegata alla memoria e alla tradizione, ma soprattutto un particolare momento per gli esperti coinvolti nelle due giurie, per poter fare il punto della situazione nei due settori interessati e delineare eventuali scenari futuri. Così ha spiegato la nota psicologa e scrittrice Vera Slepoj: «Si sta aprendo una nuova era in fatto di cibo e vino: la pandemia ha in pochissimo tempo cambiato il mondo in cui vivevamo, facendoci riscoprire quanto profondo sia il nostro legame – sia individuale che collettivo – con il cibo».
Il giornalista gastronomo Davide Paolini ha aggiunto: «Il premio Iolanda ha sempre cercato di selezionare e stimolare l’uscita di libri che non siano solo ricettari, di cui ormai sono piene le librerie, ma testi che approfondiscono le problematiche intorno a cibo e vino. Ora vediamo che questa impostazione ha avuto successo, come dimostrato dai numerosi e qualificati partecipanti dell’edizione 2021».
Stefano Cosma si occupa di comunicazione e di enogastronomia, operando nel capoluogo isontino. Il suo primo libro risale al lontano 1992: “Dotato d’eccellentissimi vini è il contado di Goritia…”. La sua produzione letteraria è continuata nel 2001 con “Vitti di Toccai… 300“, nel 2005 assieme a Mario Busso e Walter Filiputti con “Collio. I volti di una terra” e nel 2008 con “Vitovska. Tra i vigneti, dal mare al Carso”. Ha già ricevuto altri riconoscimenti, tra i quali il “Premio Collio” nel 2010 e il “Premio Città Impresa” due anni dopo.
A scegliere il libro di Cosma, edito anche in lingua inglese e realizzato in audiobook da Top Voice, sono stati i giurati Alvaro De Anna, Paolo Mieli, Enrico Semprini, Giacomo Mojoli, Roberto Felluga, Piernicola Leone De Castris, Davide Zuin, Seby Costanzo, Rossana Bettini, Giordano Emo Capodilista, Massimo Bassani, Diego De Leo e Massimo Fasanella D’Amore.
La prefazione del libro di Stefano, scritta da Alessandro Marzo Magno, recita “quel che ha scritto Cosma non è un saggio, ma un libro dal rigoroso contenuto storico, che utilizza l’espediente narrativo del romanzo. Immagina che Carlotta, personaggio di fantasia, avesse prestato servizio come infermiera nella villa di Angoris durante la Grande Guerra e che ci fosse ritornata nel 1968 e che, muovendosi per la casa, ne ricostruisca le vicende. Lei è inventata, ma non lo è affatto tutto ciò che racconta: gli episodi sono reali, e ripercorrono le vicissitudini di questo angolo di mondo, un territorio di confine, dove da sempre si sono incrociati popoli e culture. La storia è passata di qui e non smette di scorrere. Il vino è un elisir di lunga vita”.
Proprio oggi, giorno di consegna del riconoscimento in Puglia, Stefano Cosma avrebbe dovuto presentare a Monfalcone, nell’ambito della rassegna “Geografie”, le sue ultime due pubblicazioni: “Il gusto dei saperi fra Carso e Isonzo”, dedicato alla cucina bisiaca, e “Castello di Spessa. Affascinanti intrecci di memorie ed esperienze di benessere”, già presentato in anteprima nel parco del maniero di Capriva – il 30 giugno scorso – in occasione del debutto dell’Amadeus Brut, nuovissimo prodotto con le bollicine della cantina di Barbara Borraccia e Loretto Pali.

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In copertina, Stefano Cosma con Loretto Pali al Castello di Spessa.

Alberi grandi protagonisti a Buttrio: dopo Mancuso oggi arriva Luca Mercalli

Cultura, arte, divulgazione scientifica e sostenibilità sono al centro dell’innovativo TreeArt Festival, in corso fino a domani nella suggestiva cornice della settecentesca Villa di Toppo Florio, a Buttrio. L’evento – organizzato dal Comune di Buttrio con i partner Giant Trees Foundation, per le iniziative scientifiche, e Opificio 330 per quelle artistico-culturali – riunisce artisti, scienziati e divulgatori che insieme celebrano una visione della natura come “strumento generativo” di incontro e di relazione, con dibattiti, incontri e performance e mostre d’arte, tutti nel segno dell’Albero.

Il climatologo Luca Mercalli.

Apertura della seconda edizione nella serata di giovedì con i saluti delle autorità – madrina dell’inaugurazione la Soprintendente del Friuli Venezia Giulia Simonetta Bonomi, con il sindaco di Buttrio Eliano Bassi, l’assessore alla Cultura Patrizia Minen, Andrea Maroè per il programma scientifico e Donatella Nonino con Amerita Moretti per quello artistico – seguiti dall’inaugurazione dell’esposizione dello scultore francese Christian Lapie con le sue gigantesche installazioni in legno, le sue opere pittoriche e in bronzo, visitabili fino al 24 di ottobre. L’artista d’Oltralpe ha anche posizionato nel parco di villa Florio una sua opera monumentale permanente, la prima mai realizzata per l’Italia: “Les secrets en équilibre”, è il titolo della scultura di oltre sei metri di altezza per 2,5 tonnellate di peso, che contribuirà alla creazione di un museo contemporaneo a cielo aperto. Come ha spiegato lo stesso Lapie – «si tratta di un’opera formata da due sculture dritte e protettrici, che chiamano a sé, hanno la forza dell’attrazione, generano aggregazione». L’artista ha iniziato a lavorare il legno in grande formato nella foresta amazzonica proseguendo nel tempo la produzione di questa tipologia di opere. La meravigliosa poesia delle sue creazioni nasce proprio dalla trasformazione dell’albero che Lapie rigenera, scolpisce, carbonizza fino a ottenere “personaggi” epici e magnetici.

Proseguono anche gli appuntamenti di divulgazione scientifica nel segno delle provocazioni “dantesche” con relatori di fama internazionale. Dopo il neurobiologo vegetale Stefano Mancuso, protagonista dell’incontro di ieri – e che oggi è atteso a Geografie Festival a Monfalcone -, questo pomeriggio, alle 17.30, sarà la volta di uno dei massimi esperti di clima, il noto meteorologo e climatologo Luca Mercalli, nell’appuntamento “L’Inferno (climatico)” in dialogo col giornalista e divulgatore scientifico Marco Virgilio. Domani 26 settembre, infine, sarà la volta dell’incontro “…E quindi uscimmo a rimirar le stelle” con l’astrofisico Ferdinando Patat, che spiegherà cosa hanno a che fare le stelle con le nostre foreste.

L’installazione di Christian Lapie.

Al festival anche laboratori, escursioni, treeclimbing, spettacoli ed enogastronomia. “Dall’albero alla carta, il fascino della trasformazione” è l’incontro (stamane, ore 11) dove si racconteranno due storiche cartiere italiane, Cartiere Burgo ed Ermolli. Sempre nella giornata odierna il pubblico del TreeArt potrà provare un’emozione unica grazie alla possibilità di salire sul grande cedro di Villa Florio con i migliori tree-climber della Giant Trees Foundation. In programma anche una serie di laboratori per bambini ideati da “Creare ConTatto” di Carolina Zanier, come l’atelier di poesia con la luce “Nel blu dipinto di blu” o “I semi ci insegnano che”. Domani, alle 10.30, in programma l’incontro a cura dell’Associazione Gli Stelliniani “… E colsi un ramicel da un gran pruno”, protagonista il regista, critico teatrale e docente alla Civica Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine, Gianni Cianchi, che spiegherà la simbologia dantesca degli alberi. Sempre domani, alle 11.30, anche l’Itinerario “Tesori e bellezze del Parco, tra arte del paesaggio, archeologia, botanica” con Francesca Venuto e Andrea Maroè.

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In copertina, la “scalata” al grande cedro di Villa Florio a Buttrio.

I grandi vini del Carso per rivitalizzare il “cuore” di Monfalcone

di Gi Elle

Il profondo amore per il Carso, un territorio senza confini, e la smisurata passione per i suoi prodotti di qualità sono i punti fermi di questa nuova avventura che sta per cominciare a Monfalcone, dove il Carso goriziano finisce, ai piedi del colle con la storica Rocca, per lasciare il posto a quello triestino, dopo il Timavo, il famoso fiume sotterraneo – fenomeno carsico di rara suggestione – che emerge a cielo aperto a pochi passi dalla foce, sul mare Adriatico. Ma il Carso non è soltanto bellezze naturali e quindi ambientali, ancora pressoché intatte, ma anche una terra aspra e nel contempo fertile, ricca di ferro e sali minerali, che regala prodotti di grande pregio, a cominciare dai vini protetti proprio dalla Doc Carso, sia nell’area giuliana che isontina: basti citare Malvasia e Vitovska, fra i grandi bianchi, e Terrano (famiglia Refoschi) fra gli inimitabili rossi. E in questo angolo del Vigneto Fvg eccelle l’azienda vitivinicola Castello di Rubbia Grad Rubije (perché siamo proprio sulla linea di confine con la Slovenia, a San Michele del Carso), la cui “anima” è una donna del vino, Nataša Černic, la quale ora si rende protagonista di una nuova, importante e coraggiosa avventura, considerati i tempi che stiamo attraversando fra problemi e difficoltà che hanno come denominatore comune il famigerato Covid-19 o Coronavirus che dir si voglia.

Le cantine del Castello di Rubbia e il locale che riapre a Monfalcone.

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L’avventura si chiama “Il Carso in Corso” che, proprio nel centro storico di Monfalcone, ha annunciato la sua riapertura per domani 27 giugno – inaugurazione dalle 18 con la musica del duo Laura Clemente, voce, e Gaetano Valli, chitarrista di fama nazionale – con una nuova gestione che vede coinvolta appunto Nataša Černic, leader della storica cantina che sorge in quei paesetti del Carso che, durante la Grande Guerra, videro dispiegarsi il genio poetico di Giuseppe Ungaretti. Questa riapertura, importante segnale di rivitalizzazione del centro di Monfalcone, dopo il lungo stop dovuto proprio alla pandemia, nasce dalla condivisione di valori tra diverse realtà che vedono nel “Carso in Corso” l’inizio di una nuova, grande storia. Oltre all’Associazione Culturale Nuovo Corso (con Manlio Comar, Sonia Bacicchi e Mauro Bertossi), da sempre al fianco dell’attività monfalconese, entrano “in famiglia” appunto l’azienda agricola Castello di Rubbia, l’Associazione culturale Euritmica e la casa editrice Kappa Vu, insieme per una sinergica organizzazione di iniziative culturali che coinvolgono la musica, la letteratura, l’enogastronomia, con eventi mirati a ridare al locale quel ruolo di punto di riferimento culturale che negli anni ha richiamato un pubblico proveniente da tutta la regione e per dare la giusta valorizzazione alle peculiarità del territorio carsico, selvaggio e affascinante, che domina la città dei Cantieri, l’Isontino e la vicina Slovenia.

Grappolo di Vitovska.


Le proposte gastronomiche, curate dallo chef Andrej Marini, si potranno consumare nel locale o acquistare per asporto. Chef Andrej, storico cuoco legato proprio ai ricordi del Poeta di San Martino del Carso, porterà nel locale a due passi dal Teatro Comunale e dalla piazza del Municipio anche la sua esperienza maturata in Grecia. Ed è proprio nel Paese ellenico che nel Medioevo nasceva la Malvasia, vino autoctono che grazie ai Veneziani si diffuse nel corso dei secoli in tutto il Mediterraneo. Oltre ai pilastri dei vini carsici, Vitovska e Teran (per chiamarli in sloveno, del Castello di Rubbia e di altre etichette), al “Carso in Corso” si potranno degustare diverse Malvasie dell’area mediterranea. Nataša Černic è, infatti, la principale promotrice del progetto europeo “Malvasia, Ambasciatrice del Mediterraneo”.

La musica è da sempre al centro delle attività del locale, che si distingue per l’acustica curata nei minimi particolari ed è noto per la rassegna Jazz in Progress, che ha portato a Monfalcone molti jazzisti, anche di livello internazionale, oltre a dare spazio ai molti talenti del Friuli Venezia Giulia; sono di casa al Carso in Corso: Giorgio Pacorig, Giovanni Maier, Claudio Cojaniz, Daniele d’Agaro, Francesco De Luisa. Da quest’anno gli eventi musicali avranno una nuova forza motrice: si tratta dell’associazione culturale Euritmica, che festeggia i 30 anni del Festival Internazionale Udin&Jazz, da un biennio trasferitosi a Grado, dove si terrà dal 28 luglio al primo agosto. In quei giorni il “Carso in Corso” si sposterà nella località marina dove curerà l’area food&drink e dove presenterà due vini firmati Castello di Rubbia, con etichetta dedicata al festival. Infine, per gli amanti della lettura è disponibile un angolo adibito a libreria ben rifornito di volumi in italiano, friulano e sloveno.

Anche la musica protagonista.

Orari Carso in Corso: da martedì a venerdì dalle 17 alle 24 – Sabato e domenica dalle 10 alle 24 – Lunedi chiuso
Info e prenotazioni: +39 349 7957889 – info@castellodirubbia.it

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In copertina, Nataša Černic, donna del vino, orgogliosa per il Terrano.

I vini a Monfalcone: via col vivaismo viticolo nel “Friuli austriaco”

di Giuseppe Longo

“Il vivaismo viticolo nel ‘Friuli austriaco’, nel Goriziano e Bisiacaria”: questo il titolo del convegno, molto interessante, che darà il via questo pomeriggio, alle 17.30, nella sala del consiglio comunale, in municipio, alle manifestazioni annunciate nel ricco programma della “Festa del vino” di Monfalcone. Parleranno l’agronomo e giornalista Claudio Fabbro e l’enologo Rodolfo Rizzi, che da poco è stato confermato alla guida della sezione Fvg di Assoenologi. I due esperti, che sono ormai una presenza fissa e apprezzata nella importante rassegna della città cantierina, metteranno l’accento su una espressione dell’attività vitivinicola molto sviluppata nell’Isontino già nell’epoca imperiale: basti pensare ai famosi vivaisti di Ruda e Perteole, come i Toppani e i Pinat, dove oggi Mario Pinat, 88 anni, “patriarca” dei vivaisti friulani e padre di Bruno, già presidente dell’Ersa, tiene alto il vessillo del settore. Ma ovviamente anche altri che hanno segnato la storia del Vigneto Fvg.

Barbatelle in vivaio a Perteole. 

Un contenuto tecnico importante, dunque, per dare avvio alla tradizionale “Festa del vino” giunta alla 62a edizione e che sarà aperta, nella stessa sala consiliare, alle 17: nell’occasione, la rassegna sarà presentata in tutte le sue proposte dalla Pro Loco che l’ha organizzata. Ma la vera cerimonia inaugurale seguirà alle 18.30 in piazza della Repubblica dove ci sarà il tradizionale taglio del nastro alla presenza delle autorità, con la partecipazione della Banda Civica Città di Monfalcone e dell’Associazione Gruppo Costumi tradizionali Bisiachi di Turriaco. Al termine, è previsto l’arrivo della staffetta con la fiaccola a cura del Marathon Club di Monfalcone. Quindi, via alle degustazioni  nell’area Kolin (zona campanile) con i vini delle aziende San Lurins, Piedimont, Primosic, Fiegl, Il Carpino, Korsic, Muzic, Edi Keber, Picech, Sturm, Blazic, Kristian Keber e del Consorzio Collio di Cormons.
Altro appuntamento di riflessione con il vino sarà venerdì, alle 19, in piazza della Repubblica. Tema: “Salute, movimento e… vino: il piacere di sentirsi bene” con Annalisa Dorbolò e Roberto Travan, autori di “Domani mi muovo”, un libro, un metodo, uno stile di vita.

E buon vino significa anche buon pesce, con il quale specialmente i grandi bianchi Fvg hanno un’intesa perfetta. La pesca sarà infatti protagonista di un altro convegno che si terrà sabato, alle 10, sempre in municipio. Tema: “Il patrimonio culturale delle zone di pesca nell’Alto Adriatico; Il ruolo dei pescatori nella nuova società: turismo, cultura, ambiente; La pesca nell’Alto Adriatico”. Dopo i saluti del sindaco Anna Cisint, tra gli altri interventi è previsto quello dell’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier.

L’assessore Zannier con gli enologi Rizzi e Fabbro.


Diverse poi le occasioni per abbinare i vini ai cibi di qualità, come quelle offerte dagli show cooking: il primo è annunciato per domani, alle 19, in piazza della Repubblica con Agnese Russo de “La cucina di Agnese”. Altro appuntamento sabato alle 18.30, sempre in piazza,  con “Dal mare alla tavola, pulire e preparare il pesce”, a cura di Sei di Monfalcone se…, Cooperativa Pescatori e Rione Centro. Seguirà uno show cooking con il noto volto televisivo e chef Andy Luotto, che si tornerà a esibire domenica, alle 19. In precedenza, avverrà invece la presentazione del libro di enogastronomia “I nostri magnari”, a cura di Giada Polimeno. Ce n’è abbastanza, vero? Ma abbiamo parlato soltanto delle iniziative legate alla vite, al vino, alla pesca e alla buona tavola…

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In copertina, Mario Pinat di Perteole, “patriarca” dei vivaisti friulani.