Civiltà del vino, Buttrio inaugura il Museo rendendo omaggio a Isi Benini “cantore” inimitabile dell’enogastronomia friulana

di Giuseppe Longo

Quella di domani, 25 novembre, è una data che Buttrio dovrà inserire nell’Albo d’oro dei suoi ricordi. Città del vino di lungo corso e area fra le più prestigiose dei Colli orientali del Friuli, vivrà infatti il suo momento senza dubbio più qualificante per quanto riguarda la storia e la cultura vitivinicola con l’inaugurazione del Museo della civiltà del vino del Friuli Venezia Giulia, allestito a Villa di Toppo-Florio che già di per sè è un “tempio” della vite e del vino, visto che proprio qui si tiene ogni anno, alla fine della primavera, la più antica Fiera enologica di casa nostra, se non addirittura, come pare, dell’Italia intera.
Ma c’è anche un altro particolare a rendere speciale questa giornata: l’intitolazione della sala polifunzionale del Museo stesso alla memoria di Isi Benini, il giornalista nato a Moggio Udinese nel 1924 e morto prematuramente a Montevideo nel 1990, giustamente ricordato come il “cantore”, inimitabile, delle eccellenze enogastronomiche della nostra terra, che seppe promuovere con tenacia, competenza ed efficacia attraverso uno stile di informare coinvolgente e appassionato che si espresse in modo sublime soprattutto attraverso quella meravigliosa rivista in carta patinata chiamata “Il vino” che, ancora ragazzo, sfogliavo e leggevo con grande avidità. Il direttore Benini sapeva, infatti, “dosare” gli argomenti in modo che suscitassero nel lettore curiosità e interesse, voglia di imparare qualcosa di nuovo attorno all’affascinante mondo dell’enologia friulana che in quegli anni di boom economico cominciava a dare i suoi frutti migliori, grazie al rinnovo dei vigneti e all’applicazione di tecniche innovative in cantina, pur senza perdere di vista la tradizione e i vecchi insegnamenti. Ma anche grazie alla nascita delle denominazioni di origine, come appunto i Colli orientali istituiti, per secondi in regione dopo il Collio, nel 1970.
Una grande giornata, dunque, per rendere omaggio anche a questo indimenticabile giornalista, vulcanico ed estroverso, simpatico e di grande compagnia (il sangue romagnolo!), al quale si deve anche la creazione e il lancio del Ducato dei vini friulani – proprio da lui, alla fine degli anni Ottanta, ebbi il privilegio di ricevere il collare rosso di nobile onorario, con il classico sorso di Picolit – e delle iniziative allo stesso collegate, come il fortunatissimo tour di Asparagus. Per cui ha fatto proprio bene, anzi di più, Buttrio a ricordarsi di Isi Benini intitolandogli la sala principale di un Museo pubblico, perché voluto e creato, dopo anni di lavoro e di impegno, dal Comune collinare, che da domani soltanto questo paese potrà vantare. Possono, senza ombra di dubbio, farne motivo di orgoglio il sindaco Eliano Bassi e l’assessore alle attività produttive e turismo, Tiziano Venturini, che è anche leader delle 37 Città del vino del Friuli Venezia Giulia, a cominciare appunto da Buttrio. E con loro anche la Pro Buri di Emilio Bardus che ha assicurato la sua preziosa collaborazione.
La cerimonia di domani mattina comincerà alle 10.15, appunto a villa di Toppo-Florio, e questa sarà il momento focale di un insieme di iniziative e di proposte che hanno fatto e faranno da “corollario” all’apertura del Museo della civiltà del vino del Friuli Venezia Giulia. L’ultima delle quali ha preso forma appena ieri sera con la seconda tappa delle Grandi Verticali delle Città del vino che ha visto, con grande successo, la degustazione, guidata da Matteo Bellotto, dei Merlot di viticoltori famosi di Buttrio che rispondono ai nomi di Conte d’Attimis-Maniago, Croatto Piero, Meroi e Petrucco. Ma prima di questa serata era avvenuta la presentazione del bel libro che Stefano Cosma e Angelo Costacurta hanno dedicato al Tazzelenghe, grande rosso autoctono salvato dall’oblio. Prossimi appuntamenti giovedì 30 novembre e mercoledì 13 dicembre, riservati rispettivamente al ricordo di Girolamo Dorigo, uno dei protagonisti del rilancio della vitivinicoltura friulana, e alla “ponca”, la preziosa terra che ci regala i meravigliosi vini dei Colli orientali. Ma di questi nuovi appuntamenti parleremo al momento opportuno. Per ora assaporiamo questo felicissimo momento per il Vigneto Fvg che vede inaugurare la “casa” della sua cultura. Della sua civiltà!

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In copertina, Isi Benini il giornalista scomparso nel 1990 che sarà ricordato domani a Buttrio all’inaugurazione del Museo della civiltà del vino.

Dalle dorsali di Porzus alla Val Alba e alla Rocca di Monrupino sul Carso

Dalle Valli del Torre alla Val Alba sopra Moggio Udinese e al Carso Triestino: ecco tre proposte naturalistiche molto invitanti, per sabato e domenica prossimi, che offrono la possibilità di scoprire meravigliosi e suggestivi angoli del Friuli Venezia Giulia.

ATTIMIS – Scoprire, assieme a guide esperte, le Valli del Torre e del Natisone, tra vette, acque, foreste e storia: prosegue il progetto turistico I Sentieri della ProLoco, all’interno di Montagna 365 di PromoTurismoFvg, che trova in questa parte del territorio regionale la collaborazione di 13 Pro Loco che, coordinate dal Consorzio Pro LocoTorre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža, sono pronte a offrire agli escursionisti emozioni uniche in angoli più o meno conosciuti del territorio. Coorganizzatori Wild Routes e ForEst.
Prossimo appuntamento il 3 settembre con l’Escursione sulle dorsali di Porzus. Si camminerà sui sentieri curati e mantenuti dalle Pro Loco di Porzus per scoprire tradizioni ed angoli nascosti del territorio. Da Porzus, vero balcone sulla pianura friulana, ci si addentrerà nei boschi che circondano il paese per raggiungere la mistica Sorgente Očena, lungo un sentiero riscoperto da pochi anni. Si risalirà poi il versante occidentale del Merzli Uorch per osservare il bel panorama e quindi rientrare in paese per un meritato ristoro. Al termine dell’escursione ci sarà la possibilità di riprendere le forze assaporando i prodotti locali presso un ristoro organizzato dalla Pro Loco.
Guida: Marco Pascolino
Difficoltà: Media (7km per 350m di dislivello), adatto a bambini dagli 8 anni in sù.
Durata: 4 ore
Ritrovo: ore 8:30 a Porzus di Attimis, in piazza (https://goo.gl/maps/v3H9T1gdBbRcDcsx7); partenza ore 9. Equipaggiamento: vestiti adatti alla stagione, scarpe da trekking, giacca a vento, acqua, snack, crema solare, cappello/foulard, bastoncini da trekking (consigliati).
Prezzo: 15€ intero / 7,50€ ragazzi 12-18 anni accompagnati / gratis <12 anni accompagnati / Gratis FVG Card. Prenotazione obbligatoria entro le 18 di domani al cellulare 333.4564933 o torrenatisone@virgilio.it

MOGGIO UDINESE – Domenica 4 settembre, attraversata in quota che permette uno sguardo d’insieme sulla Riserva naturale regionale della val Alba. Ci si immerge in diversi ambienti: dalla faggeta alla mugheta, dalle praterie di quota alle formazioni rocciose. Scoprendo vestigia del passato utilizzo delle malghe e di fortificazioni militari risalenti alla Grande Guerra.
Itinerario: dal parcheggio (1050 metri) si segue la strada carreggiabile sino a scollinare e trovare sulla destra una pista forestale che, attraversando il bosco di abeti bianchi, intercetta il sentiero Cai 450/a. Si prosegue sul “450/a” sino ad immettersi sul “428” che porta al bivacco G. Bianchi (1730 metri). Si lascia il Bivacco e la conca del monte Cjavâlz seguendo il sentiero “425” che percorre panoramico il versante sud-occidentale del monte. Seguendo sempre il segnavia “425” si giunge ai resti del ricovero militare della Cengle da la Vacje (1870m), quindi in discesa sino al ricovero militare del Vuâlt, all’omonimo Rifugio e infine al parcheggio.
Ritrovo: Municipio di Moggio Udinese, ore 7. Partenza con mezzi propri sino al parcheggio del Vuâlt.
Durata: 4h 30’ – 5 h (tempo di percorrenza indicativo, escluse le soste)
Dislivello: 1096 metri in salita e in discesa, complessivo di andata e rientro al parcheggio Vuâlt
Difficoltà: “ EE” – Escursionisti Esperti, allenati
Guida: Cai sezione “Creta Grauzaria” di Moggio Udinese
Note: equipaggiamento adatto al periodo e calzature adatte ai percorsi di montagna.

TRIESTE – Domenica 4 settembre la cooperativa Curiosi di natura propone dalle 17.30 alle 21.30 l’uscita speciale: “Da Repen alla Rocca di Monrupino – Tabor, tra natura e poesia”. Una passeggiata naturalistica con letture poetiche e letterarie e, in chiusura, assaggini-omaggio di specialità gastronomiche e vino del Carso al ristorante Krizman. L’uscita è l’ultimo appuntamento di “Piacevolmente Carso – estate”.
Ritrovo alle 17.10 nella piazza di Repen. Termine serata alle 21.30 circa. In programma un facile percorso tra i boschi, da Repen fino alla Rocca, parlando di geologia e ambiente con la guida naturalistica Barbara Bassi. Dalla cima della Rocca di Monrupino-Tabor, con il panorama sul Carso al tramonto, letture commentate di poesie e prose con il giornalista Maurizio Bekar. Segue il ritorno a Repen lungo le strade del paese, e in chiusura assaggini-omaggio di specialità carsiche presso il ristorante Križman.
Un facile percorso di ca. 6,5 km, per persone in normali condizioni fisiche.
I partecipanti riceveranno anche un buono per pasti presso i ristoratori di “Sapori del Carso” con uno sconto del 10%, valido fino al 30 settembre.
È richiesta la prenotazione a: curiosidinatura@gmail.com o al cell. 340.5569374. Costo: interi 15 euro; 8 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6.
Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.
“Piacevolmente Carso” ha il patrocinio di PromoTurismoFvg e di Aitr (Associazione Italiana Turismo Responsabile), Banca Etica, Ue.Coop (Unione Europea delle cooperative), in collaborazione con l’Ures-Sdgz (Unione Regionale Economica Slovena), Sapori del Carso, e i Git (Gruppi di Iniziativa Territoriale) di Banca Etica di Trieste-Gorizia e Udine.

Carso e Rocca a Monrupino.

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In copertina, bella immagine di Porzus, sopra Attimis, con i caratteristici terrazzamenti sostenuti da muri a secco.