Ecco gli Oscar Green, il futuro agroalimentare è giovane e high tech

Il futuro dell’agroalimentare è nelle mani dei giovani agricoltori e operatori del settore che si affidano all’innovazione tecnologica e agronomica. Questo il concetto espresso dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, che a Udine, nella cornice di Friuli Doc, ha preso parte alla premiazione degli Oscar Green dell’agricoltura giovane Fvg. Dalla canapa ad uso terapeutico alle uova colorate, dall’orto robotico ai ragazzi dello Zanon che rilanciano Sutrio, sono sei i progetti regionali premiati nell’ambito del concorso Coldiretti. Per l’Amministrazione regionale – informa una nota Arc – lo sviluppo del settore si basa sulla capacità di fare scelte innovative sulle linee agronomiche e sulla diversificazione dei prodotti realizzata attraverso un supporto tecnologico all’avanguardia. Su questi temi si gioca il futuro dell’imprenditoria agroalimentare in Friuli Venezia Giulia.


La canapa ad uso terapeutico coltivata indoor, il birrificio agricolo che rilancia il territorio, le uova arcobaleno, la cartolina digitale per la promozione turistica, l’orto robotico, la simbiosi piante-pesci. Sono questi i progetti che Coldiretti Giovani Impresa Fvg ha premiato nell’edizione 2020 di Oscar Green, la quattordicesima del concorso promosso da Coldiretti Giovani Impresa nazionale e patrocinato dal ministero delle Politiche agricole che riconosce l’innovazione, valorizza i progetti dei giovani imprenditori e promuove l’agricoltura di qualità.
A ricevere il premio, nella Loggia del Lionello, in un evento aperto dalla relazione di Walter Filiputti, le aziende Green Innovation 4.0 di Rivignano Teor (Riccardo Zanazzo, categoria Impresa 5.Terra), Birrificio agricolo Àgro di Giais di Aviano (Dino Lorenzin, Campagna Amica), Riva Daniele di Majano (Ilenia Gomiero, Creatività), Il Giardino del Chiostro (Lorenzo Favia, Noi per il sociale, che sarà anche, a dicembre, finalista nazionale Oscar Green) e Montvert Acquaponica Fvg (Stefania Sarnataro, Sostenibilità). Nella categoria Fare Rete, invece, vince il progetto per la promozione di Sutrio che ha unito le quinte del settore turistico dell’istituto tecnico Zanon di Udine, il Comune di Sutrio e l’ufficio del turismo. I vincitori, emersi tra una trentina di partecipanti in regione, si sono distinti per slancio innovativo, green e multifunzionale impresso alle loro imprese, come ha evidenziato il presidente di Coldiretti, Michele Pavan.

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In copertina, l’intervento di Walter Filiputti alla premiazione degli Oscar Green nell’ambito di Friuli Doc.

(Foto Luca Simon Mattioli)

 

Colli orientali del Friuli, 50 anni di storia sulla strada della qualità

di Giuseppe Longo

Oggi è il 20 luglio. Ed esattamente in questa stessa giornata di 50 anni fa veniva approvato, con decreto del presidente della Repubblica – capo dello Stato era Giuseppe Saragat – il disciplinare della Doc Colli orientali del Friuli (la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale 247 del 30 settembre successivo), la seconda denominazione di origine controllata istituita nella nostra regione dopo quella del Collio Goriziano, che fu apripista nel mettere a frutto le disposizioni della famosa legge istitutiva, la 930 del 1963. Cinquant’anni di storia, dunque, per i vini tutelati dal Consorzio contraddistinto dal marchio con lo Spadone di Marquardo e che sovrintende un ampio territorio che va dal lembo più settentrionale di Nimis e Tarcento – dove è stata ritagliata pochi anni dopo la zona del Ramandolo, evoluta nella prima Docg del Friuli Venezia Giulia -, per continuare verso Attimis, Faedis e Povoletto, con le bellissime colline di Savorgnano del Torre e Ravosa. Quindi, Torreano, Cividale, San Pietro al Natisone, Prepotto, a due passi dal confine con la Slovenia, Corno di Rosazzo, Buttrio, Manzano, San Giovanni al Natisone e Premariacco, con Ipplis e Rocca Bernarda. Piccole porzioni vitate sono comprese anche nei Comuni di Magnano in Riviera, Moimacco, Reana del Rojale e Tricesimo. La sede consortile, fin dall’inizio ubicata nella città ducale, da qualche anno è stata trasferita nella storica cornice di villa Nachini Cabassi a Corno, paese i cui vigneti s’incrociano con quelli del Collio nel limitrofo Comune di Cormons. Il Consorzio di tutela Friuli Colli orientali e Ramandolo – oggi presieduto da Paolo Valle – riunisce circa 200 soci, la maggioranza dei quali vende i vini imbottigliati. I vigneti (2 mila ettari iscritti all’albo) producono oltre 80 mila ettolitri di vino Doc, dei quali almeno il 30 per cento viene commercializzato all’estero. Un’esportazione destinata prevalentemente all’Europa, ma che non esclude Paesi lontani, tra i quali soprattutto Stati Uniti d’America e Giappone.

Paolo Valle

Oltre a quella del Ramandolo, negli anni hanno visto la luce anche le Docg Picolit e Rosazzo, oltre ad alcune prestigiose sottozone – “cru” per dirla con i francesi – che vanno sotto i nomi di Cialla (Ribolla gialla, Verduzzo friulano, Refosco dal peduncolo rosso, Schioppettino, Bianco e Rosso), Refosco di Faedis, Ribolla gialla di Rosazzo, Pignolo di Rosazzo e Schioppettino di Prepotto. La denominazione “Friuli” Colli Orientali – è questa attualmente la qualificazione corretta dopo l’ultima modifica del disciplinare di produzione – con la specificazione di una delle seguenti indicazioni varietali – Chardonnay, Malvasia (da Malvasia istriana), Pinot bianco, Pinot grigio, Ribolla gialla, Riesling (da Riesling renano), Sauvignon, Friulano (da Tocai friulano), Traminer aromatico, Verduzzo friulano, per quanto riguarda i vini bianchi; Cabernet (da Cabernet franc e/o Cabernet sauvignon e/o Carmenere), Cabernet franc, Cabernet sauvignon, Merlot, Pignolo, Pinot nero, Refosco dal peduncolo rosso, Refosco (da Refosco nostrano), Schioppettino e Tazzelenghe, fra rossi – è riservata ai vini ottenuti da uve di vigneti costituiti dai corrispondenti vitigni ed aventi una composizione ampelografica monovarietale minima dell’85% in ambito aziendale. Sono ammesse anche le specificazioni “Friuli” Colli Orientali “Rosso”, “Bianco” e “Dolce”, mentre la menzione “Riserva” è ammessa qualora i vini siano stati invecchiati almeno due anni a decorrere dai primo novembre dell’annata di produzione delle uve.

La zona Doc nella storica cartina.

Il territorio – recita ancora il disciplinare – si estrinseca in una variegata alternanza di colline e pianure che si sviluppano ininterrottamente lungo le direttrici nord-ovest e sud-est, creando delle ampie superfici che possono godere di un’esposizione ottimale per la coltivazione della vite, la quale beneficia di microclimi che rendono queste zone molto vocate. I terreni dei Colli Orientali appartengono al così detto “Flysch di Cormòns” che è costituito da un’alternanza di strati di marne (argille calcaree) e arenarie (sabbie calcificate) dall’aspetto molto tipico. Questo insieme è chiamato in friulano “ponca” ed è facilmente alterabile in presenza di agenti atmosferici (soprattutto pioggia, ghiaccio e sole) e si sgretola velocemente in frammenti scagliosi, i quali in seguito si decalcificano e mutano in giallastro l’originario colore grigioazzurognolo o grigio-plumbeo, fino a dissolversi in terreno argilloso. Queste marne sono solitamente ricche di calcare (ne contengono dal 40 al 60%) e di potassio, leggermente meno di fosforo. I vigneti si collocano tra i 100 ed i 400 metri sul livello del mare, che si trova a una quarantina di chilometri: la maggior parte dei terreni vitati si trova su colline terrazzate, mentre alcuni occupano delle porzioni pianeggianti o con un leggera pendenza.

Questo, dunque, un rapido ritratto dei Colli orientali del Friuli come li conosciamo oggi, dopo un’evoluzione durata appunto mezzo secolo da quel Dpr che li istituì. Cinquant’anni che hanno segnato una crescita qualitativa notevolissima, grazie a produttori appassionati e capaci, assecondati da tecnici preparati e guidati da presidenti consortili lungimiranti – dai primissimi Pietro Rubini e Luigi Rodaro, per arrivare ai più recenti Adriano Gigante, Michele Pavan e, appunto, Paolo Valle – che hanno saputo trasformare questa zona Doc in una delle aree più prestigiose del Vigneto Fvg, producendo vini che hanno conquistato il mondo. Un impegno che sicuramente non mancherà nei prossimi 50 anni, perché i Colli orientali sono attesi da altri importanti traguardi. Sempre sotto l’insegna dello storico Spadone di Marquardo che vide il suo debutto a Cividale in occasione delle tradizionali feste epifaniche di 44 anni fa, dunque pochi mesi prima di quel terremoto che devastò mezzo Friuli e che segnò una svolta per la vita in questa meravigliosa terra friulana. Anche per la sua viticoltura di qualità.

La sede e il marchio.

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In copertina, maturazione dei grappoli al via sui Colli orientali: foto scattata ieri nel Cividalese.

Montagna, incentivi della Regione Fvg per giovani imprenditori

Da ieri, 1 febbraio, i giovani imprenditori che avviano un’attività in montagna potranno presentare progettualità e richieste di contributo alla Regione Friuli Venezia Giulia. Le modalità di accesso agli incentivi, contenuti nella legge di Stabilità 2020, sono state illustrate a Tolmezzo dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e alla Montagna, Stefano Zannier, nel corso di un incontro pubblico organizzato da Coldiretti a cui hanno preso parte – come informa una nota Arc – anche i vertici della organizzazione a livello regionale, Michele Pavan, e provinciale di Udine, Gino Vendrame.
“Abbiamo scelto di investire sui giovani – ha affermato Zannier, sintetizzando gli obiettivi principali della norma – per garantire una prospettiva di sviluppo al territorio montano, dando loro la possibilità di ricevere finanziamenti per un ventaglio quanto più ampio possibile di attività proprio con l’intento di raccogliere le idee più innovative, senza ingabbiare gli imprenditori in definizioni precostituite, ma dando loro piena fiducia”. L’altra caratteristica dei canali contributivi indicata dall’esponente della Giunta Fedriga è la semplicità delle modalità di presentazione delle domande. “Abbiamo fatto in modo – ha detto – che le procedure di presentazione, che avverranno a sportello, richiedano il minor numero possibile di documenti e la massima semplicità nella compilazione, così che un giovane possa gestire da solo la pratica e non desista davanti ad un eccesso di burocrazia”.
Il canale contributivo conta attualmente su un budget di 800mila euro “che potrà essere incrementato successivamente in base al volume delle domande che perverranno in Regione” ha specificato Zannier, aggiungendo che “in ogni caso questi canali contributivi sono destinati a restare aperti nei prossimi anni per rispondere ad una strategia specifica che la Regione ha inteso attivare sul rilancio della montagna”.
Gli incentivi – spiega ancora la Regione Fvg – sono riservati ai giovani di età compresa tra 18 e 41 anni non compiuti che si impegnano a costituire nuove imprese o sviluppare imprese esistenti in zona montana (zone B o C) con l’obbligo di mantenere la residenza per almeno 5 anni. Le attività finanziabili sono la produzione di prodotti agricoli, l’allevamento, la loro trasformazione e commercializzazione, ma anche la gestione forestale e la trasformazione del legno. I contributi sono concessi in regime de minimis con massimali diversi a seconda del tipo di investimento (20mila euro per investimenti nella produzione primaria e 200mila euro per investimenti nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti, anche non agricoli). Come è stato sottolineato nel corso dell’incontro, l’intensità di aiuto è molto elevata e va dall’80 per cento sulla spesa ammessa, fino al 100 per cento per l’acquisto di terreni.
“L’acquisto dei terreni è stato inserito al fine di contrastare la parcellizzazione delle proprietà – ha concluso l’assessore Zannier – incentivando così, attraverso i giovani, la ricongiunzione di terreni spesso divisi in microproprietà familiari. Dopo la prima fase, considerata sperimentale, ci prenderemo lo spazio per studiare eventuali correttivi, ma certamente terremo le linee finanziarie aperte”.

L’assessore Zannier con Vendrame e Pavan. (Foto Regione Fvg)

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In copertina, bovine nelle malghe del Friuli Venezia Giulia. (Foto Ersa)

Friuli Colli orientali e Ramandolo: Paolo Valle il nuovo presidente

di Giuseppe Longo

Cambio della guardia al Consorzio per la tutela dei vini Doc e Docg Friuli Colli Orientali e Ramandolo. Paolo Valle è infatti il nuovo presidente che subentra a Michele Pavan. “Lavorerò per migliorare la qualità dei nostri vini, la sostenibilità e la redditività delle aziende” con ” la voglia di aprirsi e collaborare con gli altri Consorzi di tutela della regione, per ottenere, insieme, sempre nuovi risultati che devono portare, certamente, ad aumentare la qualità dei nostri vini”: questo il suo “manifesto” a favore della prestigiosa zona che va dall’area più settentrionale con Nimis e Tarcento fino a Cividale, Corno di Rosazzo (dove ha sede l’organismo associativo) e Buttrio, dove come appena visto si scaldano i motori per la 87ma edizione della Fiera regionale dei vini.
Una nomina, quella di Valle, che avviene proprio nel bel mezzo di importanti manifestazioni enologiche hanno quali protagonisti d’eccellenza proprio i vini dei Colli orientali, a cominciare dalla grande festa con lo Schioppettino di Prepotto al via domani in riva al Judrio e alla imminente mostra-degustazione di Villa de Claricini, a Bottenicco, che si incrocerà la prossima settimana proprio con la Fiera di Buttrio. Appena sceso invece il sipario sulla cividalese Borderwine e su Cantine Aperte 2019 che pure in questa zona Doc-Docg ha registrato domenica scorsa un pienone, grazie a una “finestra” di bel tempo. Che ora pare sia finalmente ritornato, con la speranza che duri a lungo consentendo ai vigneti di recuperare il consistente ritardo vegetativo accumulato in queste settimane a causa di tanta pioggia e basse temperature.

Vigneti nel Cividalese…

Paolo Valle, dell’azienda Valle di Buttrio, è dunque il nuovo leader del Consorzio per la tutela dei vini Doc e Docg Friuli Colli Orientali e Ramandolo. A coadiuvarlo, nelle sua attività di gestione della importante compagine associativa la cui origine risale a quasi mezzo secolo fa, per i prossimi tre anni, saranno i vicepresidenti Demis Ermacora, di Ipplis, e Maurizio Zaccomer, di Nimis. Valle, che appunto succede a Michele Pavan, ha 54 anni e gestisce l’azienda vitivinicola di famiglia che ha appunto sede alle porte di Buttrio, con una storia importante alle spalle iniziata nel 1954 dal conosciutissimo papà Gigi, con 42 ettari dedicati alla coltivazione della vite.

«Lo spirito con cui mi appresto ad affrontare questo nuovo ruolo – spiega Valle – è quello della continuità, innanzitutto, con l’impegno svolto dal presidente e dal consiglio precedenti, con un occhio attento a mantenere ben saldo l’equilibrio di bilancio del Consorzio. Di sicuro, fin da subito, c’è la voglia di aprirsi e collaborare con gli altri Consorzi di tutela della regione, per ottenere, insieme, sempre nuovi risultati che devono portare, certamente, ad aumentare la qualità dei nostri vini, la sostenibilità, ma anche la redditività per le aziende che li producono, in particolare quelle collinari, più “difficili”».
Il nuovo consiglio di amministrazione, per buona parte rinnovato, ha dato ampio spazio ai giovani vignaioli del territorio con l’elezione di Filippo Butussi, Federico De Luca, Alessio Dorigo, Filippo Felluga, Matteo Lovo, Claudio Novello, Michele Pace Perusini, Michele Pavan, Federico Stroppolatini e Alessio Zorzettig.

Ricordiamo che la superficie rivendicata a Doc Friuli Colli Orientali e Ramandolo è pari a 1.774 ettari. Il vitigno più coltivato è il Tocai friulano (16,7 per cento), con una forte crescita della Ribolla gialla (+4 sull’anno precedente). La produzione di vino Doc supera i 77.700 ettolitri: 65 per cento da uve a bacca bianca, 35 a bacca rossa. Vini di grande prestigio, perché proprio in quest’area si trovano tutte le Docg – il marchio più ambito – del Vigneto Fvg, a cominciare da  quella del Ramandolo, la prima in regione ad avere ottenuto il riconoscimento, cui si sono aggiunte quelle del Picolit e di Rosazzo assieme alle famosissime sottozone – o “cru” per dirla con i francesi – di Cialla e del citato Schioppettino di Prepotto. Vini che sono una “bandiera” da difendere e da valorizzare. Tanti auguri, presidente Valle!

… e nella zona di Ramandolo.

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In copertina, Paolo Valle, 54 anni, nuovo leader dei Colli orientali.