Arga Fvg ricorda Isi Benini: domani a Udine debutta il Premio

di Ida Donati

Omaggio al padre della comunicazione enogastronomica e agroalimentare a Nordest. Domani 14 ottobre, alle 17.30, sarà consegnato in sala Aiace a Udine il 1° Premio giornalistico “Isi Benini – Città di Udine”, che ricorda appunto quello che è stato in Friuli Venezia Giulia un autentito pioniere del giornalismo enogastronomico, cantore del territorio, nonché promotore di quello spirito innovativo che ha concorso a sviluppare e a far crescere l’economia, specialmente quella agroalimentare, non soltanto friulana e del Nordest. Professionalmente, Isi Benini – del quale ricorrono i trent’anni della morte – è stato direttore del Messaggero Veneto e per anni ha guidato la redazione di Udine della Rai. Ma ha anche lanciato assieme a Claudio Cojutti la fortunata rubrica radiofonica “Vita nei campi”, ancora la più longeva del settore, creando pure la bellissima rivista “Il Vino”, la prima in Italia dedicata al mondo enologico, e fondando quasi mezzo secolo fa il Ducato dei vini friulani. Ed è stato capofila di diverse iniziative volte a far conoscere, mettere in relazione, valorizzare le eccellenze, anche quelle potenziali, della sua terra, il Friuli.


Il Premio, ideato da Arga Fvg, l’Associazione regionale della Stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio, che pure Isi Benini ha presieduto, prende le mosse da un bando che doveva essere lanciato all’inizio del 2020 e poi slittato per i problemi legati alla pandemia. Ma non appena è stato possibile riprendere le attività sul territorio, è stato pubblicato. Prevedeva infatti, tra i temi da sviluppare, la valorizzazione delle realtà iconiche e di ritrovo della città di Udine e del Friuli. Buona la partecipazione visti i tempi ristretti. E nel contempo molto qualificata. Sarà svelata alla premiazione appunto in programma domani a Udine.
L’iniziativa, patrocinata dalla Presidenza del Consiglio regionale, dal Comune di Udine, dall’Unaga, l’Unione nazionale delle Arga, dalla Società scientifica e tecnologica per la lingua friulana, e in accordo con il Club per l’Unesco di Udine, è sostenuta da PromoturismoFvg. Nel corso della serata, dopo gli interventi delle autorità, il professor Enrico Peterlunger, docente di viticoltura alla Facoltà di Agraria dell‘Università di Udine, terrà una lectio magistralis sul tema: “Dagli anni ’70 a oggi il Vigneto Friuli dal vin di famée ai vini più blasonati”.

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In copertina, il giornalista Isi Benini (Moggio 1924 – Montevideo 1990).

“Lettera aperta” di Walter Filiputti ai giovani vignaioli

di Giuseppe Longo

UDINE – Durante l’impegnativo lavoro affrontato per realizzare il suo nuovo libro dedicato al futuro del Vigneto Fvg, Walter Filiputti ha avuto l’opportunità di dialogare anche con diversi giovani vignaioli. E agli stessi, nel concludere l’importante opera, l’esperto di vite e vino di casa nostra ha voluto rivolgersi con una “lettera aperta” al fine di spronarli a dare vita a una sorta di gruppo di riflessione e lavoro per i prossimi anni avente l’obiettivo di capire problemi e prospettive di un settore affascinante e strategico non solo per l’economia, ma anche per l’immagine complessiva della regione a Nordest, costituendo pure, assieme alle altre eccellenze agroalimentari, un irrinunciabile volano per la promozione turistica. «Se ai giovani dai, ricevi tanto di più; se trasmetti loro conoscenza, esperienza ed entusiasmo, loro ti ripagano con il rispetto, il coraggio, la voglia di mettersi in gioco e una nuova visione – dice Filiputti nelle prime pagine del volume –. Hanno determinazione e tanta voglia di fare, ma soprattutto sanno dialogare tra di loro e confrontarsi senza gelosie. Questa “lettera aperta” è dedicata a tutti i giovani vignaioli del Friuli Venezia Giulia, nessuno escluso».

La presentazione moderata da Cescon e l’intervento di Filiputti.

Emerge, dunque, in tutto il suo valore questo originale messaggio alle nuove leve del Vigneto Fvg – che tanta responsabilità hanno nel continuare e potenziare il lavoro avviato con lungimiranza e competenza dai loro genitori, accreditando la qualità dei nostri vini in tutto il mondo – nell’affollata presentazione del volume “Il futuro della viticoltura e del mercato enologico in Friuli Venezia Giulia” avvenuta ieri pomeriggio nella sala che ricorda l’indimenticato presidente Adalberto Valduga, nella sede della Camera di commercio di Pordenone-Udine. Infatti, dopo le collane dedicate al mondo del gusto e a quello dell’artigianato, l’ente economico – guidato da tanti anni da Giovanni Da Pozzo – prosegue il suo viaggio alla scoperta dei comparti produttivi della sua terra, prendendo “appunti”, questa volta, sui “Quaderni di agricoltura. Questo è il titolo della nuova collana edita da Vinibuoni – Gustosì, il cui primo volume va ad approfondire proprio l’articolata ed esuberante realtà del vino, uno dei fiori all’occhiello del territorio, che, come dicevamo, permette di far conoscere il Friuli Venezia Giulia a livello planetario. Protagonisti proprio quei giovani vignaioli – come amava chiamarli il grande Luigi Veronelli – cui questa importante fatica editoriale si rivolge.

A raccontare questa realtà e ad anticiparne gli sviluppi, con sguardo preparatissimo, è appunto Walter Filiputti, un narratore d’eccezione,  giornalista e scrittore che conosce la viticoltura, si può dire, dalla nascita tanto da farne una delle specializzazioni della sua vita professionale. Durante la  quale ha dato alle stampe volumi e pubblicazioni di prestigio che hanno contribuito in maniera significativa a dare lustro al settore produttivo.
«Alle sue parole, ai suoi racconti sempre originali, alle sue chiacchierate con i vignaioli, alle sue analisi puntuali è stata affidata la trama di queste pagine – commenta il presidente Da Pozzo –. In esse, oltre a tante luci, emergono anche minacce e rischi a cui il comparto sta andando incontro. È però un volume di speranza, che guarda con enorme fiducia ai giovani produttori, ma anche di critica costruttiva a un sistema Vigneto Fvg, perché vuole dare un contributo scientifico serio al dibattito che ruota attorno al vino regionale, e soprattutto dare uno stimolo a superare ostacoli e imboccare strade nuove, per non rischiare di rovinare uno dei patrimoni di maggior ricchezza della nostra identità territoriale. Confidiamo dunque che i suggerimenti di Filiputti possano essere raccolti da imprese e istituzioni, perché la nostra viticoltura non perda occasioni preziose per difendere la sua qualità e sappia costruire con intelligenza e lungimiranza il suo futuro e il suo sviluppo».

L’intervento del presidente Da Pozzo e due settori della sala gremita.

Proprio al futuro guarda, dunque, la curata pubblicazione anche nella forma, com’è stato evidenziato anche nel corso della presentazione di fronte a un foltissimo e preparato “parterre” – ovviamente per larga parte viticoltori, tecnici, winelovers -, moderata dal giornalista del Messaggero Veneto Maurizio Cescon, il quale segue con attenzione e puntualità sulle pagine economiche anche il Vigneto Fvg, e che ha visto l’intervento, oltre a Da Pozzo e Filiputti, anche dell’editore Francesco Busso. Snello e pratico nel formato, il  volume è compendiato per la prima volta anche da un sito Internet, che va ad ampliare e completare l’edizione cartacea con informazioni aggiuntive, immagini e videointerviste, rendendo il progetto crossmediale, come questi tempi di comunicazione e innovazione tecnologica richiedono. Il libro, acquistabile nelle migliori librerie friulane fin dai prossimi giorni, tanto da rappresentare una ottima strenna da mettere sotto l’Albero di Natale, è accompagnato dal portale www.quadernidiagricoltura.it. Ricordiamo, al riguardo, che la collana “Quaderni di Agricoltura” segue una prima collana dedicata alle imprese del gusto delle diverse aree geografiche del Friuli, che ha censito 195 produttori e 178 ristoratori, tutto in cinque volumi,  e la collana, in quattro volumi, dedicata agli artigiani del fare, con le storie di 228 operatori.

Il ruolo dell’ente camerale
nel settore vitivinicolo

La pubblicazione del libro di Walter Filiputti “Il futuro della viticoltura e del mercato enologico in Friuli Venezia Giulia” si inserisce nel solco dell’intensa attività dell’ente camerale a supporto delle sue imprese, in questo caso del mondo vitivinicolo, comparto in un cui la Camera di commercio si distingue particolarmente, grazie al suo operato e alla vivacità delle aziende che si relazionano a essa. Uno dei progetti di maggior notorietà e successo è quello che permette alle pmi di settore di concorrere ai bandi regionali per l’Ocm Vino. In attesa di approvazione definitiva del progetto 2020, fin dal 2010 la Cciaa è stata capofila negli anni di ben 10 associazioni temporanee di impresa (Ati) siglate con 444 partecipazioni aziendali, di cui 32 quelle accreditate per il 2020. I finanziamenti attratti dal progetto, che ha preso il nome di “Friuli Future Wines”, sono stati in tutte le annualità oltre 9 milioni 230 mila euro, di cui metà finanziati dalle imprese partecipanti e metà contributi comunitari erogati tramite il Ministero delle risorse agricole e la Regione. I fondi vengono espressamente riservati all’attività di promozione delle aziende vitivinicole sui principali mercati extraeuropei, definiti di anno in anno. «La forza del progetto sta nella flessibilità e potenza del lavoro di rete – conferma il presidente Da Pozzo –. Le aziende possono scegliere a quali iniziative promozionali partecipare, ciascuna in base alle proprie esigenze e aspirazioni, ma con il “peso specifico” di un raggruppamento riconoscibile e con il coordinamento e l’accompagnamento dell’ente camerale».
Il  59% dei fondi, in questi anni, è stato destinato alle principali iniziative promozionali sul mercato degli Stati Uniti, primo paese di destinazione dell’export dei vini friulani. Gli altri Paesi coinvolti nel corso degli anni sono stati Russia, Cina, Giappone, Canada e Area Sud Est Asiatica (dove figurano Singapore, Vietnam, Taiwan, Malesia, Thailandia) .
Oltre all’Ocm vino, la Camera offre opportunità internazionali per tutte le imprese: più servizi, più informazioni e un maggiore supporto per l’export. Dal 1° febbraio 2019 l’attività a supporto delle imprese impegnate verso l’estero viene svolta dalla sede di Udine di Promos Italia, la nuova struttura nazionale del sistema camerale a supporto dell’internazionalizzazione. In generale le attività a favore del comparto vitivinicolo sono quelle riservate alle aziende potenziali e neo-esportatrici, quali seminari e business forum (22 quelli proposti nel 2019), incontri individuali con gli esperti Paese (check up) e servizi desk per i mercati strategici (20 gli eventi del 2019), formazione specifica, missioni con diversi modelli, tra visite studio, eventi promozionali abbinati a workshop, incontri B2B, partecipazione a fiere (58 gli eventi proposti nel 2019). Già a calendario per il 2020 la Borsa Vini a Londra il 23 gennaio, sempre nella capitale britannica “Real Food & Wine” a luglio, ma anche le borse vini in ottobre in Canada, Russia, Giappone, cui seguiranno le iniziative specifiche nel Sud Est Asiatico (Singapore e Taiwan, Vietnam).

Ecco il nuovo volume su vite e vino.

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In copertina, il presidente Da Pozzo con Walter Filiputti, autore del libro.

(Fotoservizio Diego Petrussi)

Viaggio tra vini e sapori, scoprendo le Alpi Giulie riserva mondiale Unesco

Le Alpi Giulie, gioiello naturalistico del Friuli Venezia Giulia, sono state inserite dall’Unesco tra le sue riserve mondiali solamente di recente, lungo quest’estate: neanche il tempo alla notizia di diffondersi che alle magnifiche vette è stato dedicato un intero itinerario della nuova “Guida de la Repubblica ai Sapori e ai Piaceri del Friuli Venezia Giulia 2020″, già in edicola e che sarà presentata dal direttore de Le Guide, Giuseppe Cerasa, a pordenonelegge, festival che anch’esso trova spazio nelle pagine del volume tra i tanti itinerari suggeriti al turista assieme a oltre 800 recensioni tra ristoranti, tipiche osterie friulane, botteghe del gusto, latterie e malghe di qualità, dimore di charme, cantine, birrifici e distillerie.
Come già annunciato, l’appuntamento è in programma per stasera a Pordenone nell’incontro “Quando il turista ricerca nuovi gusti”, all’ex convento di San Francesco, alle 20.30. Insieme a Cerasa il giornalista enogastronomico Stefano Cosma, che ha collaborato alla Guida, nonché Nicola Manfè, presidente Consorzio FigoMoro da Caneva, Silvano Carpenedo (produttore ed ex presidente) e Michela Spigolon (presidente attuale) dell’Associazione produttori Cipolla Rossa Cavasso Nuovo, due eccellenze del Friuli occidentale che saranno degustate in abbinamento a una bollicina del territorio proposta dal sommelier Pier Dal Mas (La Primula di San Quirino), mentre lo chef Andrea Spina (Al Gallo di Pordenone) suggerirà come preparare in maniera creativa i due ingredienti. Modera il giornalista Davide Francescutti. La Guida sarà acquistabile in loco, nonché in edicola con La Repubblica, Messaggero Veneto e Il Piccolo, quindi nelle librerie e on line.

Le Alpi Giulie ai laghi di Fusine.

Le Guide di Repubblica si confermano attente a tutto quello che succede nel mondo dell’offerta turistica della Penisola, attestandosi così tra le prime a ufficializzare il prestigioso traguardo delle Alpi Giulie che si unisce agli altri raggiunti dal Friuli Venezia Giulia, piccolo territorio che però ha un elevato numero di patrimoni dell’Umanità dell’Unesco rispetto alla sua superficie. Infatti, come raccontato nella Guida, il turista può scegliere tra le aree archeologiche romane e paleocristiane di Aquileia, le testimonianze artistiche longobarde di Cividale, la città-fortezza a forma di stella di Palmanova, la bellezza selvaggia delle Dolomiti friulane e i resti preistorici delle palafitte del Palù di Livenza. In più un bene culturale condiviso con il resto d’Italia, ovvero l’arte di costruire i muretti a secco e le citate riserve: oltre alle Alpi Giulie, c’è infatti pure quella di Miramare.
Eccellenze alle quali la Guida di Repubblica ha aggiunto quest’anno per la prima volta suggerimenti per visitare i maggiori castelli regionali, a partire da quello di Udine sull’omonimo colle di fronte alla Loggia del Lionello, per proseguire poi con quello citato di Miramare, vicino a Trieste e perla degli Asburgo, quello di Gorizia conteso lungo i secoli e quello di Spilimbergo, vicino a Pordenone, con il suo magnifico Palazzo dipinto.
E poi tante altre particolarità che rendono unica questa regione posta sì al Nordest d’Italia ma contemporaneamente anche protagonista nel cuore dell’Europa: le origini friulane, nel borgo di Ariis, della storia d’amore immortale di Romeo e Giulietta, la visita a Gradisca d’Isonzo di Leonardo da Vinci per studiarne le fortificazioni, l’arte del Pordenone, maestro rinascimentale che dalla sua città prese il nome e la Trieste da cui trasse ispirazione Italo Svevo. I grandi eventi che uniscono cultura, sport ed enogastronomia (FriuliDoc, Pordenonelegge, Gusti di Frontiera, Barcolana, Ein Prosit e Sapori Pro Loco), le bellezze naturali di parchi e laghi e tante idee per chi ama vacanze “doc” all’insegna della vita all’aria aperta (camminando, di corsa, in bicicletta o giocando a golf), con attività per famiglie o con consigli per i propri amici a 4 zampe, al mare o in montagna, d’estate o d’inverno.

Giuseppe Cerasa

Altra novità di questa edizione l’attenzione per una nicchia turistica in fase di grande sviluppo, quella dei camperisti, che in Friuli Venezia Giulia trovano tante aree loro dedicate: c’è un intero capitolo per loro e il viaggio en plein air.
Bellezze che sono raccontate da personaggi noti legati al Friuli Venezia Giulia in quattro speciali itinerari d’autore raccolti per i lettori intervistando Chiara Cainero (campionessa olimpica udinese nel tiro a volo), Dalila Di Lazzaro (attrice e cantante udinese), Maria Giovanna Elmi (presentatrice televisiva innamoratasi della montagna friulana dove vive) e Remo Anzovino (compositore pordenonese vincitore del Nastro d’Argento).
Il tutto senza dimenticare il “piatto forte” delle Guide di Repubblica, ovvero il saper abbinare le scoperte turistiche dei suoi itinerari ai piaceri della tavola, con consigli su cosa e come scegliere tra centinaia di selezionati ristoranti, botteghe del gusto, latterie e malghe fino alle tipiche osterie (in Friuli) ed osmize e buffet (a Trieste). Cantine, distillerie e birrifici artigianali arricchiscono l’offerta di recensioni della guida, alla pari delle dimore di charme dove alloggiare.
Il Friuli Venezia Giulia è un territorio “sempre ricco di emozioni, di sapori, di scoperte, di luoghi affascinanti e irripetibili. Pieno di volti e di storie, di personaggi che hanno vite entusiasmanti da raccontare e da far conoscere” scrive il direttore Giuseppe Cerasa, nell’introduzione. “Ecco, a noi di Repubblica questo Friuli Venezia Giulia piace perché riuscirà a sopravvivere sempre e comunque – prosegue -. È questa la ragione che ci ha spinto a lavorare e costruire una nuova edizione della Guida ai sapori e ai piaceri e la dedichiamo a chi crede profondamente in questo territorio che ha dato origine a grandissimi uomini di cultura, a straordinari imprenditori, che ha ancora una storia lunghissima da raccontare e far vivere e che arricchisce sempre più la qualificata schiera di contadini, di produttori di vino, di ristoratori eccellenti, di artigiani, di distillatori, di creatori di gusti ed e emozioni sofisticate. Terra di grande accoglienza e di relax, con un patrimonio culturale immenso. Terra che nonostante tutto non finirà mai di essere al centro delle aspirazioni e dei desideri di chi non si stanca di amarla e frequentarla”. Hanno collaborato alla Guida Giulia Zanello, Luciana Idelfonso, Stefano Cosma, Gianluca Pascutti, Furio Baldassi, Francesca Romaldo, Paolo Boccacci e Davide Francescutti.

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In copertina, l’enogastronomia Made in Fvg resta il piatto forte della Guida.