Con il Prosecco Rosè delle grave del Meduna si brinderà alla moda fiorentina

Dai vigneti delle alte grave pordenonesi, “disegnate” dal Meduna e  dal Tagliamento, al palcoscenico della grande moda a Firenze. Albino Armani, azienda vitivinicola a conduzione familiare con oltre quattrocento anni di storia, sarà infatti presente all’imminente edizione di Pitti Immagine Uomo, alla Fortezza da Basso, in collaborazione con Bikkembergs, celebre maison fondata nel 1986 dall’omonimo designer che trova ispirazione nell’unione tra la creatività della moda e la funzionalità dello sport.Durante la seconda giornata della manifestazione, domani 11 gennaio, lo stand di Bikkembergs – uno spazio espositivo di circa 290 metri quadrati allestito nella Sala della Volta – ospiterà un evento esclusivo per la presentazione delle nuove collezioni Autunno/Inverno 2023 del brand. Qui giornalisti, clienti e visitatori avranno modo di degustare il Prosecco Rosè Millesimato 2021 firmato Albino Armani.
Perlage fine, complessità aromatica, grande freschezza, eleganza e persistenza caratterizzano questo Prosecco Rosé extra dry – fermentato naturalmente con oltre 60 giorni di sosta sui lieviti – che unisce in maniera perfetta lo slancio fruttato della Glera alla struttura decisa conferita dal 10 per cento di Pinot nero. Le uve, certificate Sqnpi, sono prodotte tra Sequals e Lestans, in provincia di Pordenone, nell’altipiano “disegnato” appunto dai fiumi Meduna e Tagliamento: protette dall’antico sguardo delle Alpi Carniche, crescono in un clima pedemontano, dove troviamo condizioni quasi estreme per la viticoltura – con forti venti e sbalzi termici -, ideali per la coltivazione di vitigni da base spumante.
Una collaborazione tra due eccellenze produttive che, seppur appartenenti a settori merceologici molto diversi, fanno da sempre della ricerca e della cura dei dettagli la propria forza.

www.albinoarmani.com

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In copertina, uno scorcio dei vigneti Armani del Prosecco Rosè nelle grave pordenonesi.

 

Riecco “Prowein”: Pinot grigio Venezie con il Sauvignon e le rarità delle Grave

Il Consorzio delle Venezie – la Doc che unisce gli operatori del Pinot grigio della filiera produttiva di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia Autonoma di Trento – torna finalmente in scena al “Prowein”, la Fiera Internazionale di settore in programma a Düsseldorf da oggi a martedì. Come nelle ultime edizioni, la denominazione di origine triveneta sarà presente nello spazio di Unione Consorzi Vini Veneti, dove ha allestito uno strategico punto di incontro in cui il pubblico tedesco di buyer, sommelier e media potrà scoprire i Pinot grigio 2021 delle aziende associate presenti in fierate, ottenere informazioni sulla posizione e approfondire il confronto nei loro stand.
Per il suo richiamo internazionale la fiera di Düsseldorf resta uno dei palcoscenici più importanti per il Pinot grigio delle Venezie, vista la sua quasi totale vocazione all’export che oggi sfiora il 96%. E proprio la Germania, superata solo dal Nord America (44%) e dal Regno Unito (27%), assorbendo il 10% dell’export totale, si posiziona al terzo posto del podio in termini di importazioni di Pinot grigio Doc delle Venezie. Da sottolineare l’importanza del canale distributivo della Gdo, così come la vendita online, che, in questi ultimi anni soprattutto, hanno supportato i grandi numeri attuali della DOC e la disponibilità del prodotto sul mercato.
Rappresentante degli oltre 27mila ettari di Pinot grigio del Nordest, la Doc delle Venezie, la più estesa Denominazione a livello nazionale, nel 2021 ha imbottigliato +5,11% di Pinot grigio per un totale di circa 245milioni di bottiglie da 0,75 litri, seconda in Italia per volumi. Un bilancio positivo degli ultimi anni ottenuto anche grazie al dinamismo degli imbottigliatori esteri, che credono negli alti standard qualitativi della Doc e contribuiscono al suo successo in termini sia di imbottigliato sia di valore. E con un totale di più di 67 mila ettolitri messi in bottiglia nel 2021, la Germania è in testa nella classifica di imbottigliatori esteri di Pinot grigio delle Venezie.
Una crescita che sarà certamente coadiuvata dalla nuova campagna di comunicazione volta a migliorare la reputation del brand a livello internazionale e ad aumentarne la riconoscibilità di prodotto e di qualità da parte del consumatore globale. “Al Vinitaly abbiamo finalmente presentato la nostra nuova immagine che ci seguirà in tutte le attività del Consorzio” dice Nazareno Vicenzi, Area tecnica e Coordinamento delle attività consortili. “Uno strumento chiave – aggiunge – che arricchirà ulteriormente un racconto che parte dal Territorio con focus il Pinot grigio e che proprio in questo Territorio trova la sua naturale collocazione. Prowein sarà l’occasione perfetta, accompagnati da questi valori, per poterci nuovamente sedere con un pubblico di interlocutori esteri preparati, interessati ad approfondire tutte le caratteristiche tecniche, i valori ed il lavoro che il Consorzio sta portando avanti per valorizzare una delle varietà più interessanti del panorama internazionale”.

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Albino Armani – Viticoltori dal 1607 non può certo mancare all’appuntamento tedesco, il più significativo in termini di operazioni commerciali, consolidamento di partnership internazionali e creazione di nuovi network. Al padiglione 16 Stand E71, Albino Armani – che è anche presidente del Consorzio delle Venezie – darà nuovamente il benvenuto a un pubblico di operatori, media e wine lover, a cui proporrà in assaggio le nuove annate (e non solo) dei suoi vini tutti certificati Sqnpi e prodotti nelle sue cinque tenute dislocate tra la Valdadige e la Vallagarina, la Valpolicella Classica, la Marca Trevigiana e la Grave Friulana.
La tenuta di Sequals (Alta Grave Friulana), in particolare, sarà protagonista di un assaggio completamente nuovo per il mercato tedesco. Qui crescono le uve del nuovo Sauvignon Superiore “Tenuta di Sequals” Doc Friuli Grave 2020, sotto l’antico sguardo delle Alpi Carniche dove si respira un clima pedemontano con forti venti e sbalzi termici. Siamo nell’altopiano disegnato dai fiumi Meduna e Tagliamento, dove regnano suoli notoriamente pietrosi – con i “claps” in prima linea, i tipici sassi bianchi in lingua friulana – ghiaiosi e calcarei. La vite qui deve fare i conti da sempre con un contesto a tratti aspro, che concede rese naturalmente contenute ma dalla qualità molto elevata. Qui prendono vita vini dall’inconfondibile tipicità, piacevolmente freschi, sapidi, eleganti e minerali.
Il Sauvignon Superiore 2020 – sorso di struttura e complessità – è il meraviglioso risultato di una sperimentazione iniziata qualche anno fa, che prevede parte di affinamento in acciaio sui lieviti (60%), un’altra in botte da 25 ettolitri (35%) e il resto in barrique di secondo passaggio. In degustazione per il pubblico tedesco anche il nuovo progetto di valorizzazione delle uve indigene dell’Alta Grave Friulana, “Terre di Plovia”, appena presentato a Vinitaly 2022: un bianco e un rosso, entrambi composti da varietà internazionali – Chardonnay e Merlot – affiancate sensibilmente da due varietà locali tanto sconosciute quanto promettenti. Si tratta dello Sciaglin e del Piculit neri, rispettivamente attori del bianco “Flum” 2020 e del rosso “Piligrin” 2019.

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In copertina, i caratteristici grappoli del Pinot grigio grande bianco protagonista da oggi al Prowein in Germania.

Debuttano tre nuovi vini Doc Friuli per le finali del Golf Club Trieste

(c.s.) Saranno i tre vini de “il Tasso” – lo spumante Metodo Charmat “1836”, il Friulano “Alef” e il Rosso “Omega” – ad accompagnare le portate della cena che seguirà alle premiazioni del torneo di golf a Padriciano, un circuito di quattro gare con finale al Golf Club di Trieste. La competizione conclusiva de “il Tasso wines” si terrà oggi 30 luglio, sponsorizzata da Paola Tacoli, golfista professionista, che ha giocato nella Squadra nazionale ed è anche produttrice di vini nell’azienda di famiglia a Bicinicco. Al suo fianco Maria Chiou, sommelier degustatore, con cui ha creato la nuova linea “il Tasso”.
L’azienda agricola Tacoli Asquini è situata nella zona delle Grave del Friuli, con una proprietà di 23 ettari adibiti alla coltivazione della vite, che generano vini Doc “Friuli“. La proprietà si sviluppa attorno all’antica villa di famiglia, caratterizzata da una torre risalente al XVI secolo. Parte integrante del corpo aziendale è la cantina, inaugurata nel 1836, quindi ben 185 anni fa. La coltivazione della vite in questa zona – tra le province di Udine e Pordenone – risale all’Età del bronzo e conobbe uno sviluppo particolare in epoca romana. Le montagne che riparano dalle correnti fredde del Nord e la vicinanza al mare Adriatico, rendono il clima molto mite e quindi adatto alla coltivazione della vite.
La particolare caratteristica del territorio è la presenza di materiale calcareo depositato nei millenni dai fiumi Meduna, Cellina e Tagliamento. I sassi, infatti, trattenendo il calore del sole, mantengono la temperatura costante sia di giorno che di notte, contribuendo così a dar vita a vini bianchi profumati e a vini rossi dal gusto inconfondibile.
Così ora, dopo la Ribolla gialla, il Prosecco Doc e anche Rosè, diverse etichette di vini bianchi e rossi, l’azienda di Bicinicco lancia la nuova linea “Il Tasso” con, appunto, lo spumante “1836”, il Friulano “Alef” e il rosso “Omega”, tutti da scoprire.
Il circuito è articolato in 4 gare, valide anche per l’handicap: il 18 giugno, il 2 e il 23 luglio scorsi, con finale appunto questo pomeriggio a Padriciano. La formula di gioco è a 9 buche Stableford, categoria unica, handicap 0-54. I premi sono riservati ai primi tre netti per tappa e al primo e al secondo netto sulla classifica complessiva del circuito. Per partecipare, la tariffa a gara, comprensiva di green fee, è di 10 euro per i soci e 30 per i non soci. A conclusione – come accennato in apertura – una cena aperta anche al pubblico (costo 25 euro a persona). Per info www.golfclubtrieste.net

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In copertina, la produttrice Paola Tacoli con la sommelier Maria Chiou.