“Friuli Doc” ha ritrovato la strada dell’eccellenza. Franz: ora avanti così

«Sono soddisfatto di quest’edizione, straordinaria sotto molteplici aspetti», dichiara l’assessore alle Attività produttive, turismo e grandi eventi del Comune di Udine, Maurizio Franz, alla chiusura di Friuli Doc 2020. «Straordinaria perché abbiamo dato un segnale di ripartenza in un momento difficile, lavorando a un evento che ha richiesto un notevole sforzo organizzativo dettato dall’emergenza sanitaria. Ma, soprattutto, perché abbiamo ridefinito il paradigma di Friuli Doc, facendolo ritornare a essere una manifestazione elegante, in totale sintonia con l’immagine e la bellezza del nostro centro storico, stretto in un unico abbraccio con Udine sotto le Stelle».

«Friuli Doc è tornato a essere il palcoscenico delle eccellenze del nostro territorio – prosegue Franz –, sia quelle enogastronomiche e artigianali che quelle culturali, scientifiche e sportive. In sintesi, con questa edizione ci siamo riavvicinati ai valori da cui Friuli Doc era nato, promuovendo insieme ai migliori prodotti, anche la conoscenza e la cultura. Lo abbiamo fatto con attori di eccellenza quali l’Università di Udine, PromoTurismoFvg, tutte le Associazioni di categoria, il Comitato Friulano Difesa Osterie, la Società Filologica Friulana, il Conservatorio “Jacopo Tomadini” e molti altri. Alla qualità del prodotto si è unita una grande qualità del servizio, aspetto quest’ultimo che il pubblico ha veramente apprezzato. Posso dire, quindi, che il nostro obiettivo è stato raggiunto, anche grazie al senso di responsabilità e di rispetto delle regole di tutti i suoi protagonisti, i visitatori e, naturalmente, gli operatori. È un evento che i friulani attendevano e che si sono ampiamente meritati. Li ringrazio tutti per aver dimostrato, insieme all’Amministrazione comunale, che Friuli Doc si poteva fare», conclude l’assessore comunale ai Grandi eventi.

L’assessore Maurizio Franz.


“Ed è grazie a tutte queste preziose e qualificate collaborazioni che, nei quattro giorni della manifestazione, il capoluogo del Friuli – si riferisce in una nota – ha accolto oltre 130.000 persone. Un numero elevato di visitatori (pandemia permettendo) che hanno confermato la bontà della nuova formula adottata (solo abbozzata in questa 26ma edizione, forzatamente ridotta), caratterizzata dalla serenità dello svolgimento come confermato anche dal ridotto numero di interventi richiesti alla Polizia Locale, dalla qualità del servizio e delle collaborazioni”. È così che la Coldiretti e l’Università di Udine hanno potuto presentare i loro lavori e le proposte legate alle opportunità della biodiversità; che le Botteghe Artigiane e delle Aziende agroalimentari del Fvg si sono presentate grazie a Confartigianato-Imprese Udine; che l’Apu Old Wild West ha scelto questo palcoscenico per presentare la squadra che parteciperà, per la quinta volta consecutiva, al campionato italiano di serie A2 di basket; che PromoTurismoFvg ha raccontato quanto fa per la promozione del nostro territorio; che grazie al Comitato Friulano Difesa Osterie, i locali udinesi si sono attrezzati per consentire di gustare i loro piatti tipici al giusto prezzo; che i Musei cittadini hanno predisposto un orario di apertura appositamente studiato per l’evento e che AgriFoodFvg ha illustrato il valore dei nostri prodotti a Km0. Dall’altro lato, la Società Filologica Friulana, con un bel concerto offerto a tutti i cittadini, ha ricordato il grande musicista friulano, Albino Perosa e la musica del Novecento, Udine Jazz Ensamble, costituito dagli studenti del “Tomadini”, ha allietato l’inaugurazione della manifestazione e non è mancato il divertimento proposto dall’Associazione Folcloristica Stelutis di Udin, con il suo simpatico gioco dell’oca rivisitato per l’occasione.


Non sono mancate, poi, le proposte esclusive e dedicate a Friuli Doc che, ancora una volta, ha dimostrato di rappresentare al meglio il catalizzatore regionale di quanto di buono si fa e si può fare nella nostra regione. Un’edizione, insomma, quella del 2020, che lascerà il segno e che, sicuramente, sarà la bussola organizzativa che orienterà gli appuntamenti futuri.

Friuli Doc 2020 è stato reso possibile grazie al sostegno della Regione Fvg, in collaborazione con PromoTurismoFVG, AgriFoodFvg, Camera di Commercio Pn-Ud, Confartigianato Udine, Confcommercio Udine, Confesercenti della provincia di Udine, CNA, Coldiretti Fvg, Conservatorio Statale di Musica “Jacopo Tomadini” Udine, Società Filologica Friulana, Università degli Studi di Udine. Grazie inoltre a: Comitato Friulano Difesa Osterie, Campeggio Club Udine, Elio-MdSystems-Eps, Goccia di Carnia, Innovactors, Mondialpol, Nico e ai media partner: Telefriuli, Il Friuli, Radio Punto Zero, Radio Gioconda, Vivaradio.

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In copertina e qui sopra degustazioni sotto la Loggia; all’interno, altre immagini di Friuli Doc 2020.

(Foto Luca Simon Mattioli)

Un “Friuli Doc” senza grandi numeri e che ora dovrà essere ripensato

di Giuseppe Longo

E’ calato a Udine il sipario su un “Friuli Doc” singolare – da ricordare, come scrivevamo ieri -, perché del tutto lontano da quanto eravamo abituati a vedere nei venticinque anni che hanno preceduto questa edizione contrassegnata, purtroppo, dall’emergenza sanitaria da Coronavirus. E che proprio per il rispetto delle stringenti norme anti-contagio ha dovuto rinunciare ai grandi numeri, privilegiando però la qualità. E questo è senza dubbio un aspetto positivo, da non sottovalutare anche per il futuro della manifestazione.

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Il bel tempo, anzi quasi un ritorno dell’estate, ha accompagnato tutti i giorni di questa 26ma edizione della rassegna enogastronomica. E, al meteo favorevole si aggiunge – come sottolineano, a consuntivo, gli organizzatori – il buon andamento delle presenze (alle piazze, ai borghi, alla Loggia del Lionello, al Castello…), nonostante la necessità di osservare precise regole anti-assembramento, che fa vedere un sorriso di soddisfazione sui volti degli operatori intervenuti e su quelli dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Pietro Fontanini, con Maurizio Franz assessore ai Grandi eventi, che ha fortemente voluto la ormai tradizionale manifestazione settembrina, intravvedendo in essa un importante segnale di ripartenza e di positività. Protagoniste di “Friuli Doc” sono state come sempre le eccellenze del territorio, ma non solo. I quattro giorni sono stati animati anche da tante presentazioni, incontri, dibattiti e concerti.
La manifestazione, cominciata giovedì e conclusasi appunto ieri, è stata lo specchio di una città ospitale e accogliente, ma attenta ai regolamenti e alle doverose misure di sicurezza sanitaria e di distanziamento interpersonale. Le parole d’ordine dell’evento sono state dunque tutte rispettate: sicurezza delle relazioni; qualità dell’offerta gastronomica, agroalimentare e artigianale; eleganza del servizio. E, probabilmente, dopo attenta riflessione, questi accorgimenti – che stavolta sono stati richiesti da severe norme di legge – serviranno a tracciare la strada per un’edizione di “Friuli Doc 2021”, speriamo fuori dalla pandemia, con nuovi schemi e proposte. Evidentemente quest’anno la manifestazione si è rivelata troppo penalizzante per molti visitatori tanto che vi hanno rinunciato, scoraggiati dalle tante norme da rispettare, ma anche le folle disordinate, caotiche, degli anni passati non andavano bene e si traducevano in un boomerang nella efficacia della promozione della qualità dei prodotti Made in Friuli. E’ chiaro che le indicazioni emerse da “Friuli Doc 2020” dovranno aiutare a trovare una via mediana per il rilancio della rassegna sotto il profilo qualitativo, facendo così risaltare l’eccellenza della nostra terra soprattutto in fatto di vini e di agroalimentare. Sarà un po’ come tornare alle origini, quando la manifestazione era molto più piccola degli ultimi anni e la qualità ne segnava la rotta. Quindi, tempo di bilanci, certamente, ma anche di riflessioni sul “Friuli Doc” che verrà e che andrebbero estese, ci permettiamo di aggiungere, pure alla goriziana “Gusti di Frontiera”, quest’anno  opportunamente accantonata. Chissà che, fra tanti disastri, dal Covid-19 non sia venuto anche un insegnamento positivo? Speriamo di sì, perché non sono i grandi numeri che fanno grandi gli eventi, bensì la loro qualità.

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In copertina e all’interno ecco alcune immagini emblematiche di Friuli Doc.

(Foto Luca Simon Mattioli)

Da Friuli Doc, festa dell’agroalimentare di qualità un segnale di fiducia

Secondo giorno, a Udine, per Friuli Doc ai tempi di Coronavirus. E, al momento della cerimonia inaugurale, un segnale di fiducia e un grazie a chi ha combattuto la pandemia in prima linea si erano levati da piazza Libertà aprendo la ventiseiesima edizione della rassegna agroalimentare ed enogastronomica, e non solo. Il taglio del nastro è stato affidato al governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, presente assieme agli assessori regionali alle Attività produttive, alle Infrastrutture e territorio, Sergio Emidio Bini, e alle Finanze, Barbara Zilli, accanto al sindaco Pietro Fontanini, agli amministratori di Udine – fra cui il responsabile di Turismo e Grandi eventi, Maurizio Franz – e ai primi cittadini di Trieste e Gorizia, Roberto Dipiazza e Rodolfo Ziberna. Il tema dell’emergenza sanitaria e della ripartenza, nel rispetto delle regole che segnano le diverse modalità con cui si svolge l’evento (con Covid box per il rilevamento della temperatura e obbligo di registrazione all’ingresso), ha avuto eco nei vari interventi. Friuli Doc ambisce a confermare la qualità dei prodotti friulani in un contesto cittadino rinnovato ed elegante che ha il suo simbolo nella nuova veste di via Mercatovecchio.

Un angolo di Friuli Doc.

Fontanini premia Brusaferro.

IL SIGILLO DI UDINE – Dopo i primi mesi che hanno imposto la chiusura, l’Amministrazione regionale – come riferisce una nota Arc – ripunta ora a combattere definitivamente la pandemia con norme certe che assicurino posti di lavoro, ripresa economica e turistica, quest’ultima già visibile nel sold out registrato durante l’estate in montagna e nel buon andamento della stagione balneare degli ultimi due mesi. Per questo l’evento rappresenta un esempio del Friuli Venezia Giulia che non si ferma. Ma è “grazie” la parola che ha avuto più eco nella cerimonia di apertura: grazie alla comunità dei cittadini del Friuli Venezia Giulia per aver espresso un grande senso di responsabilità e di rispetto per la salute altrui nei mesi più difficili, grazie ai professionisti della sanità e alla Protezione civile per la gestione dell’emergenza e grazie al professor Silvio Brusaferro, insignito del Sigillo della Città di Udine per aver portato con onore ed orgoglio il Friuli Venezia Giulia ai vertici dell’Istituto superiore della sanità da cui ha diretto quella che egli stesso ha definito “una sfida totale” per l’Italia, primo tra i Paesi occidentali a dover affrontare l’impatto del Coronavirus. L’Amministrazione regionale ha riconosciuto in Brusaferro un uomo di grande valore scientifico che ha cercato sempre di garantire risposte nei momenti più difficili.

Le altre premiazioni.

I BENEMERITI – Dal canto suo, Brusaferro ha attribuito i risultati della propria lunga carriera e della sua più recente e difficile prova professionale all’eccellenza del sistema sanitario regionale in cui ha lavorato per anni e al valore accademico dell’Università di Udine nel panorama nazionale e internazionale. Ha quindi richiamato le figure di Marino Tremonti, recentemente scomparso, di Tarcisio Petracco, di Ardito Desio e di monsignor Alfredo Battisti quali punti di riferimento dei più alti valori civici e professionali della terra friulana. Un grazie che si è tradotto anche nei riconoscimenti andati a Luca Lattuada, direttore medico del Santa Maria della Misericordia di Udine, Stefano Giglio, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Udine, Stefania Marzinotto, coordinatrice dell’Area biologia molecolare dell’Asufc, Alessia Del Canto, della Clinica malattie infettive dell’ospedale di Udine, e Amedeo Aristei ,direttore della Protezione civile regionale.

Ancora riconoscimenti.

LA SICUREZZA – Ma dicevamo d ella seconda giornata di Friuli Doc. Sono già tanti i friulani, e non solo, che hanno deciso di viverne l’edizione 2020 in diretta e, perciò,si sono comodamente seduti ai tavolini ben “apparecchiati” nelle piazze e nelle vie della città coinvolte nella manifestazione. E sono oltre 10 mila le persone che hanno già scaricato l’app Eilo che consente di accedere ai luoghi della festa in tutta sicurezza e rapidità. Per agevolare gli ingressi che si succederanno anche nei prossimi due giorni, si segnala che gli stessi sono geolocalizzati all’interno dell’applicazione e che, comunque, sono otto e si trovano così posizionati:
piazza Duomo, su via Stringher;
piazza Duomo, su via Vittorio Veneto;
piazza XX Settembre (di fronte al Bar Savio);
piazza Venerio, su via Savorgnana;
Largo Ospedale Vecchio (zona ingresso Tribunale);
via Aquileia (lato nord)
via Aquileia (a sud, ingresso da Porta Stazione);
via Aquileia, su laterale di via Zoletti.
In queste otto postazioni, si scarica il QRcode dall’applicazione, si misura la temperatura corporea (che deve essere inferiore ai 37,5 °C) e, poi, si può godere in tutta tranquillità delle bontà proposte nei vari stand dell’agroalimentare e di quelle artigianali esposte in piazza Venerio.

Le misure di sicurezza.

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In copertina, Friuli Doc nella centralissima Piazza Duomo.

(Foto di Luca Simon Mattioli)

Udine apre Friuli Doc ringraziando i benemeriti dell’emergenza sanitaria

Oggi, alle 17.30, in piazza Libertà, a Udine, con la cerimonia dell’inaugurazione, prenderà avvio ufficialmente la 26ª edizione di Friuli Doc, rassegna delle eccellenze enogastronomiche e non solo della nostra regione. Una manifestazione che avverrà all’insegna della qualità, della convivialità, ma anche della sicurezza, nel rispetto di tutte le norme previste per la prevenzione sanitaria, con un occhio ben attento al passato e un altro al futuro caratterizzato dalla ripartenza da vivere “con la testa sulle spalle”. E alla grande serietà dei friulani dimostrata nella gestione della pandemia nella vita di tutti i giorni, durante le difficili settimane del confinamento, sono dedicati i premi che l’Amministrazione comunale ha deciso di assegnare, in questa occasione, agli operatori sanitari e a quelli della Protezione Civile, per il gran lavoro svolto a tutela della comunità regionale.
I riconoscimenti, in rappresentanza delle varie categorie di operatori, “per l’elevata professionalità, competenza, umanità, senso del dovere e spirito di servizio dimostrati in occasione dell’emergenza Covid-19”, saranno assegnati a: Luca Lattuada, direttore medico del Presidio ospedaliero Santa Maria della Misericordia di Udine, in rappresentanza dei medici; Stefano Giglio, presidente dell’Ordine delle Professioni infermieristiche della provincia di Udine, in rappresentanza degli infermieri; Stefania Marzinotto, coordinatrice dell’Area biologia molecolare dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, in rappresentanza dei tecnici di laboratorio; Alessia Del Canto, della Clinica malattie infettive dell’Ospedale di Udine, in rappresentanza degli operatori socio-sanitari, e Amedeo Aristei, direttore della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia.


Inoltre, verrà consegnato il sigillo della Città di Udine all’illustre concittadino Silvio Brusaferro, “per la competenza, professionalità, senso del dovere, con i quali durante l’emergenza sanitaria, si è particolarmente distinto a livello locale, nazionale e internazionale, in qualità di presidente dell’Istituto Superiore di Sanità”.
Oltre al sindaco Pietro Fontanini, agli assessori comunali Maurizio Franz e Giovanni Barillari, saranno presenti il presidente della Regione Fvg, Massimiliano Fedriga e l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini.
Il momento inaugurale, inoltre, rappresenterà anche l’occasione per diffondere l’invito ai cittadini che non vorranno mancare all’appuntamento con le eccellenze di Friuli Doc, di scaricare gratuitamente (dagli store ufficiali di Apple e Google), la app Eilo per agevolare il flusso degli ingressi nei luoghi della festa che sarà contingentato in base alla capienza delle piazze e delle vie di svolgimento della manifestazione.
Al taglio del nastro farà seguito un vivace concerto proposto dagli studenti dell’Udine Jazz Ensemble del Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine, nato da un’idea del maestro e capo del Dipartimento jazz, Glauco Venier.

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In copertina e all’interno vini (foto Petrussi), formaggi e prosciutti sono i prodotti leader di Friuli Doc.

Udine crede nella ripresa e non rinuncia a Friuli Doc: quattro piazze tematiche

Friuli Doc non si ferma e, alla sua 26ª edizione (a Udine da giovedì 10 a domenica 13 settembre), punta sulla qualità. Complice il Coronavirus, ma anche figlio di un progetto preciso dell’amministrazione comunale che mette al centro gli ospiti e la loro sicurezza rispetto all’inseguimento continuo di un nuovo record di presenze. Naturalmente, Friuli Doc rimane soprattutto la festa del gusto e dello stare insieme, ma con la “testa sulle spalle”. Un Friuli Doc con le sue tante eccellenze da incontrare in quattro piazze della città: piazza Duomo (Sapori di Carnia), piazza Venerio (Mestieri Artigiani), piazza XX Settembre (Gusto goriziano), Largo Ospedale Vecchio (Tarvisiano, sapori di confine) e in via Aquileia (Pro Loco, esercizi e laboratori artigianali del borgo) alle quali si potrà accedere previo controllo della temperatura. Sarà inoltre possibile e assai utile utilizzare una specifica app: Eilo (scaricabile dagli store ufficiali di Apple e Google), che consentirà l’ingresso alle rispettive aree in maniera semplice e sicura, garantendo la tracciabilità e, contestualmente, la privacy di ognuno. Nei luoghi della festa saranno aperti i vari stand organizzati in maniera tale da poter effettuare esclusivamente il servizio al tavolo. Una scelta di prudenza, certo, ma anche di eleganza del consumo, parte integrante della nuova formula che si intende dare alla manifestazione, considerata irrinunciabile dall’amministrazione comunale anche per non far mancare ai friulani quello che viene comunemente considerato come l’evento enogastronomico più importante della regione. Tante le partecipazioni e collaborazioni di rilievo di questa edizione: Regione Fvg, PromoTurismoFvg, Università di Udine, Camera di Commercio Pn-Ud, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Società Filologica Friulana (organizzatrice di un concerto nella corte di Palazzo Mantica), Coldiretti (con uno spazio degustazione allestito presso Palazzo Florio), Associazione Pro Loco Fvg, Comitato Friulano Difesa Osterie (22 i locali partecipanti), Campeggio Club Udine (con un punto informativo presso il parcheggio di via Chiusaforte) e Gruppo Folcloristico “Stelutis” di Udine (che proporrà un divertente gioco dell’oca rivisitato).

Qui e sotto si presenta Friuli Doc.

«Anche quest’anno Udine avrà Friuli Doc – ha affermato il sindaco Pietro Fontanini -. Si tratta di una vera e propria vittoria per la città che ha saputo reagire alla pandemia in maniera esemplare, grazie al senso di responsabilità degli udinesi e allo spirito di sacrificio dei medici e dei volontari della Protezione civile, diventando già in aprile una delle prime città italiane pronte per il ritorno alla normalità. Per questo motivo – ha proseguito Fontanini – abbiamo ritenuto che organizzare davvero anche quest’anno la manifestazione non fosse utopia, ma una possibilità concreta. Non abbiamo mai smesso di crederci e oggi, nonostante tutte le difficoltà e le critiche di chi non voleva crederci, siamo a presentare ufficialmente il raggiungimento di questo traguardo».
«Con la decisione, che rivendico con orgoglio, di organizzare anche quest’anno Friuli Doc – ha aggiunto l’assessore alle Attività produttive, Turismo e Grandi eventi, Maurizio Franz – abbiamo voluto dare un segnale forte della volontà della città di ripartire e dire grazie agli udinesi per il senso di responsabilità con cui hanno affrontato questi difficili mesi di pandemia. Ovviamente si tratterà di un’edizione straordinaria – simbolicamente abbracciata da Udine sotto le Stelle – di questa manifestazione che da venticinque anni segna l’ingresso nella stagione autunnale all’insegna della degustazione delle eccellenze enogastronomiche friulane. Ma sarà anche un Friuli Doc capace di rappresentare un nuovo inizio, un punto di svolta, un’occasione per ridefinire il paradigma stesso dell’evento puntando sempre più sulla qualità dei prodotti offerti e meno sui grandissimi numeri degli anni scorsi, a partire dall’obbligo di servizio e consumo al tavolo. Non posso poi non ringraziare la Regione Fvg, PromoTurismoFvg, le Associazioni di categoria, l’Università di Udine, il Conservatorio, il Comitato Friulano Difesa Osterie, i borghi storici e tutti coloro che ci hanno creduto. Non mi rimane che augurare agli udinesi un buon Friuli Doc invitando tutti a rispettare le regole».

«Un evento fortemente voluto anche dalla Regione, per trasmettere alla comunità e non solo un segnale della ripresa dal confinamento avvenuta non senza difficoltà, ma che a Udine come nel resto del Friuli Venezia Giulia, sta dando risultati positivi anche al di sopra delle aspettative. Friuli Doc – è stato il pensiero dell’assessore regionale alle Attività produttive e turismo, Sergio Emidio Bini – è una delle tappe che l’amministrazione comunale di Udine ha voluto e saputo affrontare con efficacia, per rianimare la città e farne scoprire potenzialità e peculiarità a lungo sopite. Una città che il Comune ha contribuito a rendere nuovamente attrattiva e che è visitata da numerosi turisti, per ora per gran parte italiani come nel resto della regione. Friuli Doc si prospetta con un’edizione diversa, ma assolutamente importante, che valorizzerà ancor di più le eccellenze del Friuli Venezia Giulia dal punto di vista enogastronomico, paesaggistico e culturale».
Come da tradizione, è stata confermata la proposta degli incontri culturali e divulgativi che avranno il loro punto di svolgimento principale sotto la Loggia del Lionello (sempre rispettando scrupolosamente le norme di prevenzione e di distanziamento sociale, con posti disponibili sino al raggiungimento della capienza massima di 45 posti). Quattro momenti di approfondimento sulle tematiche del cibo e del vino saranno proposti dall’Università di Udine, affiancati dagli incontri organizzati da PromoTurismoFvg, da AgriFoodFvg e da Coldiretti.

L’inaugurazione è prevista per giovedì, alle 17.30, in piazza Libertà. In occasione del taglio del nastro, le autorità consegneranno cinque riconoscimenti ai rappresentanti delle categorie sanitarie (medici, infermieri, Oss, tecnici di laboratorio) e della Protezione civile, simbolo della resistenza all’emergenza pandemica, dello spirito di servizio alle comunità locali e della gestione della sicurezza sociale, indispensabili presìdi di riferimento e operatività nelle lunghe settimane del confinamento. Al termine, un vivace concerto proposto dai ragazzi dell’Udine Jazz Ensemble del Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine.

Sotto la Loggia del Lionello.

Friuli Doc 2020, è resa possibile grazie al sostegno della Regione FVG, in collaborazione con PromoTurismoFVG, AgrifoodFVG, Camera di Commercio Pn-Ud, Confartigianato Udine, Confcommercio Udine, Confesercenti della provincia di Udine, CNA, Coldiretti FVG, Conservatorio Statale di Musica “Jacopo Tomadini” Udine, Società Filologica Friulana, Università degli Studi di Udine. Grazie inoltre a: Comitato Friulano Difesa Osterie, Campeggio Club Udine, Elio-MdSystems-Eps, Goccia di Carnia, Innovactors, Mondialpol, Nico e ai media partner Telefriuli, Il Friuli, Radio Punto Zero, Radio Gioconda, Vivaradio.

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In copertina, nel weekend Friuli Doc torna a Udine e brinda alla ripresa.

 

“E ora la nostra cucina, innovando, riparta dal suo territorio”

di Giuseppe Longo

UDINE – Teresa Covaceuszach, come dire “Sale e Pepe” di Stregna nelle Valli del Natisone, non ha dubbi: «La nostra cucina deve ripartire dal territorio, facendo conoscere le nostre eccellenze enogastronomiche, avendo il coraggio di innovare, non senza perdere di vista, però, storia e tradizioni». Come darle torto? Tutt’altro, è questa l’essenza della nuova cucina di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori che raccoglie tutte le sue energie per uscire dalla lunga emergenza sanitaria che le ha assestato un colpo durissimo e che richiederà tempo e idee per ritrovare, finalmente, il passo giusto, quello dei tempi migliori. Energie e idee innovative che, fortunatamente, non mancano, a giudicare dall’originale progetto presentato alla stampa ieri mattina a Udine, nel cortiletto del “Vitello d’Oro”, ospiti di Massimiliano Sabinot. Un locale dal passato glorioso che ora, grazie anche a un pregevole restauro, si è incamminato, come gli altri diciannove ristoranti del Consorzio, sulla impegnativa strada della ripresa.

Parlano Filiputti e Sabinot…

Ed è un cerchio il simbolo di questa tanto auspicata ripartenza. Un simbolo dai tanti significati: un piatto che aspetta di essere riempito di buone cose, un segno tondo, perfetto – come quello tracciato da Giotto per Bonifacio VIII davanti a Cimabue – che attende contenuti di qualità, ma che rappresenta anche il punto focale colpito dalla freccia. E che fa centro. E così farà sicuramente centro anche questa nuova iniziativa messa a punto dall’instancabile Walter Filiputti e dai suoi fedelissimi ristoratori, molti dei quali sono quelli della prima ora, da quando cioè, vent’anni fa, è cominciata quest’avventura volta a promuovere la buona tavola. E questi ristoranti – che nei due decenni trascorsi si sono messi in evidenza con le famose cene-spettacolo in location prestigiose, con la partecipazione di vignaioli e artigiani del gusto di prim’ordine – ora danno vita appunto a questo progetto innovativo che sposa proprio il territorio e la tradizione con la volontà di innovare. Al motto: «Facciamo qualcosa di nuovo. Lo facciamo da 20 anni». Così, per festeggiare questo importante compleanno, Fvg Via dei Sapori ha sviluppato un progetto ambizioso: “La Nuova Cucina”, un punto di partenza (e una riflessione) che vuole condividere con l’intera ristorazione del Friuli Venezia Giulia e, più in generale, italiana. Il periodo forzato di pausa determinato dal Covid – causando una serie innumerevole di problemi, riguardanti anche la effettiva possibilità di riaprire i locali –  ha, infatti, indotto gli chef associati ad interrogarsi sul proprio lavoro e li ha portati a confrontarsi su aspettative, paure e speranze, a condividere sensazioni e progetti. «L’abbiamo chiamata La Nuova Cucina, perché oggi più che mai è arrivato il momento di stabilire un nuovo canone di qualità nella ristorazione – ha spiegato il presidente del consorzio, Walter Filiputti, che aveva accanto l’assessore regionale alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, e l’assessore ai Grandi Eventi, come Friuli Doc, del Comune di Udine, Maurizio Franz -. E questo non può che venire dalla nostra terra, da sempre esempio di ripartenza e ricostruzione». E di una nuova crescita. Infatti,  è curioso osservare come la cucina della nostra regione produca decisi progressi a cadenza pressoché ventennale. Verso il 1980 inizia la storia dell’indimenticabile Gianni Cosetti con la sua “Nuova Cucina di Carnia”. Nel 2000, venti ristoratori danno vita – fatto veramente storico! – a Friuli Via dei Sapori (più tardi con il nome completo della regione): nel 2003 pubblicano il primo libro che sarà tradotto in addirittura sei lingue. E ora siamo al 2020, dopo altri vent’anni. E oggi è ormai imprescindibile dare maggior forza ai rapporti di interscambio tra allevatori, pescatori, coltivatori, vignaioli, cuochi per realizzare collaborazioni virtuose. Che non possono che dare frutti positivi, di cui tutti hanno reciprocamente bisogno.

… Teresa Covaceuszach e Sergio Bini.

Ecco quindi, l’unicità del Friuli Venezia Giulia (cioè i sapori del suo futuro) raccontati da 20 ristoranti, 21 artigiani del gusto, 22 produttori di vino e 20 giovani chef, nuovi “amici” in cui il gruppo crede, che sono stati invitati a collaborare al progetto. «La Nuova Cucina è un ritorno all’alfabeto della cucina stessa, un modo per stringere un patto nuovo con il territorio di cui facciamo parte – ha continuato Filiputti -. Infatti, si ripartirà dagli ingredienti del Friuli Venezia Giulia e non dalle ricette tradizionali. Si deve avere il coraggio di sperimentare in campi nuovi, dare vita a nuove suggestioni, ritrovando un equilibrio diverso con la natura e con l’ambiente, anche per un rinnovato modello di turismo sostenibile. Ripartire da 0 non significa buttare tutto il lavoro che fino a oggi è stato fatto, ma riorganizzare il sapere secondo nuove strutture. È importante avere memoria del nostro passato, ma non rimanerne ancorati. Il bisogno di liberarsi da schemi preconcetti per poter stupire e stupirci è un motore eccezionale».
Già il territorio. Un tasto su cui ha pigiato anche l’assessore Bini, il quale ha osservato che «per la Regione, impegnata a rilanciare con la collaborazione di PromoTurismoFvg il settore della ricettività e della ristorazione, fortemente colpito dalla pandemia, si tratta di un’iniziativa che mette a denominatore comune le eccellenze del territorio superando gli individualismi e contribuendo a realizzare concretamente il concetto di filiera dell’agroalimentare e dell’enogastronomia che sono una delle prime leve di attrazione di una meta turistica».

Maurizio Franz…

La Nuova Cucina vuole ripartire, dunque, dall’essenzialità del gusto e ritrovare la semplicità anche nei gesti, nell’accoglienza, nello stare insieme. Vuole piegare la maestria, la tecnica e l’audacia dei ristoratori al racconto del piatto, rinunciando a inutili spettacolarizzazioni della forma per ritrovare sostanza. E vuole creare un rapporto con il cliente sempre più intenso e profondo, coinvolgendolo e facendolo diventare attore, perché la nuova cucina è di tutti e la si costruisce insieme. Come? Con un ciclo di Cene-laboratorio a partire dai primi giorni di settembre. La Nuova Cucina durerà un anno: sarà sperimentazione di innovativi modelli di collaborazione per moltiplicare le energie, un cantiere aperto al pubblico, nel quale i commensali sono chiamati ad essere protagonisti, assieme ai ristoratori, ai vignaioli e agli artigiani del gusto, di questo cambiamento. In ognuno dei 20 ristoranti di Fvg Via dei Sapori si allestirà una cena sperimentale firmata da due chef del consorzio e da un giovane chef “amico”. Ognuno presenterà un piatto inedito cui avrà a lungo lavorato confrontandosi coi colleghi. Le cene, tutte con prenotazioni per un massimo di sei partecipanti per tavolo, avranno un prezzo unico, un investimento del gruppo di ristoratori per far vivere – anche a chi solitamente non la frequenta – l’alta cucina, in una nuova dimensione. L’innovazione coinvolgerà non solo la maniera di pensare il cibo, ma anche il come proporlo, in totale libertà creativa, con location inedite e modi insoliti e anticonvenzionali di gustarlo. «Sarà un’esperienza unica – ha concluso Filiputti -, ispirata ai grandi trend internazionali che verranno calati nella nostra realtà, fatta di biodiversità e tradizione innovativa. Ma soprattutto, la sperimentazione sarà per tutta la filiera. Ogni ristoratore, ogni chef, ogni vignaiolo e artigiano del gusto presenterà la sua novità. Allora davvero La Cucina sarà Nuova per e con tutti».

… e il pubblico.

Ma le cene-spettacolo continueranno o, dopo la esaltante esperienza ventennale, saranno superate da questa iniziativa pronta ai nastri di partenza? Una legittima osservazione subito soddisfatta da Walter Filiputti: sì, certamente, quando si tornerà alla tanto auspicata normalità, intrecciandosi con le proposte della “Nuova cucina” – che, come detto, per ora la durata di un anno, ma che potrebbe anche continuare – e riempiendo quel simbolico cerchio, forma perfetta e conclusa. Come il contorno di un piatto da colmare con la passione e il talento degli 83 protagonisti, i quali hanno deciso di fare ora un decisivo passo avanti, tutti insieme. Un cerchio nel quale sicuramente Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori farà centro anche con questa coraggiosa scommessa. Tanti auguri!

Il calendario

SETTEMBRE

3

Ilija – Golf club (Tarvisio)
che ospita gli chef dei ristoranti: Al Paradiso, Darsena

La Subida (Cormons)
che ospita gli chef dei ristoranti: Costantini, Al Torinese

10

Sale e Pepe (Stregna)
che ospita gli chef dei ristoranti: Al Ponte, Barcaneta

Ai Fiori (Trieste)
che ospita gli chef dei ristoranti: La Taverna, 1883 Restaurant & Rooms

17

All’Androna (Grado)
che ospita gli chef dei ristoranti: Mondschein, Da Valeria

La Torre (Spilimbergo)
che ospita gli chef dei ristoranti: Da Nando, Antica Ghiacceretta

Da Toni (Varmo)
che ospita gli chef dei ristoranti: La Primula, La Pigna

24

Vitello d’Oro (Udine)
che ospita gli chef dei ristoranti: Devetak, Altro Gusto

Al Gallo (Pordenone)
che ospita gli chef dei ristoranti: Carnia, La Tavernetta del Castello

Al Grop (Tavagnacco)
che ospita gli chef dei ristoranti: Campiello, Sal de Mar

OTTOBRE

1

Lokanda Devetak (Savogna d’Isonzo)
che ospita gli chef dei ristoranti: La Primula, Da Alvise

La Taverna (Colloredo di Monte Albano)
che ospita gli chef dei ristoranti: Sale e Pepe, AB Osteria Contemporanea

8

Al Ponte (Gradisca d’Isonzo)
che ospita gli chef dei ristoranti: Vitello d’Oro, Il Piron dal Re

Mondschein (Sappada)
che ospita gli chef dei ristoranti: All’Androna, La Buteghe di Pierute

15

Da Nando (Mortegliano)
che ospita gli chef dei ristoranti: Ilija -Golf club, Pura Follia

Carnia (Venzone)
che ospita gli chef dei ristoranti: Al Grop, Alla Luna

22

Campiello (San Giovanni al Natisone)
che ospita gli chef dei ristoranti: Al Gallo, Hostaria La Tavernetta

La Torre (Spilimbergo)
che ospita gli chef dei ristoranti: Ai Fiori, San Michele

29
Costantini (Collalto di Tarcento)
che ospita gli chef dei ristoranti: Da Toni, Tre Merli

Al Paradiso (Paradiso di Pocenia)
che ospita gli chef dei ristoranti: La Subida, Enoteca di Buttrio

 

 

I ristoranti

Ai Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Paradiso, Al Ponte di Gradisca d’Isonzo, All’Androna di Grado, Campiello di S. Giovanni al Natisone, Carnia di Venzone, Costantini di Tarcento, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta, Ilija Tarvisio, La Primula di San Quirino, La Subida di Cormòns, La Taverna di Colloredo di M.Albano, La Torre di Spilimbergo, Lokanda Devetak di San Michele del Carso, Mondschein di Sappada, Sale e Pepe di Stregna, Vitello d’Oro di Udine.
Al percorso gastronomico di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori si affiancano anche vignaioli e distillerie, eccellenze nel settore agroalimentare e artigiani del gusto: insieme, il gruppo è il portabandiera di quanto di meglio offre a tavola il Friuli Venezia Giulia.

I vignaioli e i distillatori:

Bastianich, Castello di Spessa, Dario Coos, Di Lenardo, Edi Keber, Ermacora, Eugenio Collavini, Forchir, Gradis’ciutta, Jermann, Livio Felluga, Livon, Marco Felluga, Nero Magis, Petrussa, Picech, Ronco delle Betulle, Sirch, Venica&Venica, Vistorta, Zidarich, Nonino Distillatori.

Gli artigiani del gusto:

Il Consorzio Montasio, l’Aceto di Sirk; i conigli allevati all’aperto di Coniglionatura di Precenicco; le confetture e i salumi dell’azienda agricola Devetak Sara; il prosciutto crudo di San Daniele di DOK Dall’Ava; il prosciutto cotto e gli insaccati di Dentesano; le golosità a base di trota di FriulTrota di San Daniele; i salumi d’oca e i prodotti di Jolanda de Colò di Palmanova; i formaggi e i prodotti della Latteria di Cividale; le farine e il baccalà del Mulino Zoratto di Codroipo; l’alga Spirulina dell’azienda agricola Spiruline di Cormòns; i tartufi di Muzzana Amatori Tartufi; il pregiato pesce della vallicoltura Valle del Lovo di Carlino; i pani e i dolci del Forno di Rizzo di Tarcento; la Bonteca di Cordenons; la gubana de L’Antica ricetta di Cormòns; il panettone di Maria Vittoria di Dall’Ava Bakery; i dolci della Pasticceria Simeoni di Udine; il caffè di Oro Caffè di Udine.

I Partner tecnici:

Lis Lavanderia per tovaglie di qualità; Globus noleggio attrezzature per catering; Monaco Ristorazione con le sue stoviglie monouso bio&compostabile; Bliz Concessionaria Peugeot, Publicad centro stampa.

I 20 giovani chef:

1883 Restaurant & Rooms a Cervignano del Friuli, AB Osteria Contemporanea a Lavariano di Mortegliano, Al Torinese a Palmanova, Alla Luna a Gorizia, Altro Gusto a Tarvisio, Antica Ghiacceretta a Trieste, Barcaneta a Marano Lagunare, Da Alvise a Sutrio, Da Valeria a Opicina, Darsena a San Giorgio di Nogaro, Enoteca di Buttrio, Hostaria La Tavernetta a Udine, Il Piron Dal Re a Codroipo, La Buteghe Di Pierute a Illegio di Tolmezzo, La Pigna a Lignano Sabbiadoro, La Tavernetta del Castello a Capriva del Friuli, Pura Follia a Paluzza, Sal De Mar a Muggia, San Michele a Fagagna, Tre Merli a Trieste.

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Il progetto La Nuova Cucina vede la collaborazione di PromoTurismo FVG, Camera di Commercio di Pordenone – Udine, Confcommercio Udine e il patrocinio dei Comuni di Trieste, Gorizia, Pordenone, Udine.