Sipario a Feletto sulla Festa della Verza ideata da Giannino Angeli già sindaco di Tavagnacco e memoria storica premiato dal Comune come “cittadino benemerito”

di Giuseppe Longo

TAVAGNACCO – Con le odierne, ultime proposte cala il sipario sulla ormai tradizionale Festa della Verza di Feletto Umberto che era cominciata venerdì. Tre giorni tutti speciali perché, oltre al celebrare l’umile ma importante ortaggio invernale, hanno segnato il primo quarto di secolo della manifestazione, ma anche la premiazione di quello che, agli albori del Terzo millennio, ne era stato l’ideatore: Giannino Angeli, già sindaco di Tavagnacco e attento custode e valorizzatore delle peculiarità di questo lembo di Friuli alle porte di Udine, siano esse storiche, culturali o economico-produttive. Proprio per questo il suo Comune ha voluto premiarlo con l’ambito diploma di “cittadino benemerito”, festeggiandolo ieri mattina in apertura dell’annuale momento di riflessione, al Teatro Maurensig, proprio sulla verza “regina” dell’inverno.

«Riconoscere l’impegno di chi ha dedicato tempo e passione alla comunità significa rafforzare il senso di appartenenza e trasmettere alle nuove generazioni i valori della partecipazione civica, della solidarietà e della responsabilità verso il bene comune», ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale Fvg, Mauro Bordin, intervenendo alla significativa cerimonia, presenti anche i colleghi consiglieri Moreno Lirutti e Serena Pellegrino. Ma fra gli altri ospiti e il folto pubblico giunto a festeggiare Angeli c’erano anche Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine,  l’ingegner Giorgio Arpino, leader della Lilt udinese, e il presidente della Società Filologica Friulana Federico Vicario. Gli onori di casa sono stati fatti dal sindaco Giovanni Cucci e dall’assessore comunale alla cultura Ornella Comuzzi; coordinatore dell’incontro, invece, il giornalista Bepi Pucciarelli che da sempre segue la manifestazione proposta in occasione della ricorrenza di Sant’Antonio Abate, patrono di Feletto (onorato stamane con una Messa solenne celebrata in lingua friulana) e protettore degli animali allevati, siano essi destinati alla produzione o domestici e quindi d’affezione. Proprio per questa sua dedizione, Pucciarelli – che da 23 anni cura anche la pubblicazione dell’originale “Verzino” – ha ricevuto dalle mani dell’assessore Comuzzi un simpatico segno di riconoscenza.
Tradizione agricola e identità locali si sono, dunque, incontrate nella popolosa frazione di Tavagnacco – peraltro anche sede municipale – in occasione dell’appunto ormai tradizionale Festa della Verza, che ha ospitato il convegno “Ortaggi invernali in un clima che cambia”. Un appuntamento di rilievo per il settore, che, come detto, ha visto la partecipazione del presidente Bordin. Il massimo esponente dell’Assemblea legislativa regionale ha sottolineato il valore di iniziative capaci di coniugare tradizione, identità territoriale e attualità. «Questa manifestazione – ha evidenziato – è un esempio concreto di come le comunità locali sappiano valorizzare la propria storia affrontando al tempo stesso le sfide del presente, a partire dagli effetti del cambiamento climatico sul mondo agricolo».


L’avvocato Bordin ha, inoltre, richiamato l’attenzione sull’importanza delle scelte dei consumatori: “Quando acquistiamo i prodotti, prestiamo attenzione alla loro origine: è proprio questo l’elemento che garantisce qualità e tutela il lavoro delle nostre comunità agricole”. Ma non è mancato un suo riferimento al ruolo fondamentale del volontariato, espresso, in questo caso, attraverso la Pro Feletto e i suoi collaboratori: «Manifestazioni come questa esistono e crescono grazie all’impegno silenzioso ma prezioso dei volontari. Il loro lavoro è un patrimonio sociale che rafforza la coesione delle comunità e rende vivo il territorio».
I lavori del convegno sono stati animati dalle interessanti relazioni di tre esperti: il dottor Massimo Percotto, delegato onorario della Accademia Italiana della Cucina di Udine, l’agronomo Costantino Cattivello, appena rientrato da un importante soggiorno di studio e lavoro in Cina, e Luisa Dalla Costa, ricercatrice dell’Università di Udine. Tutti, ovviamente con accenti diversi, si sono soffermati sugli effetti dei cambiamenti climatici di questi ultimi anni sulle verze e sulle brassicacee in genere che, come è noto, per essere buone e digeribili devono subire un “colpo di freddo” attraverso le prime gelate di fine autunno-inizio inverno. Per questo, si è focalizzata la loro presenza sulle nostre tavole, anche alla luce del recentissimo pronunciamento dell’Unesco che ha eletto la Cucina italiana a Patrimonio immateriale dell’Umanità. Infine, una simpaticissima chiusura da parte di Dino Persello, attore, regista e narratore, sandanielese di residenza ma originario di Dignano, da sempre attento alla storia e alle tradizioni del nostro Friuli, che, non senza un velo di commozione, ha ricordato la sua difficile infanzia  di orfano di madre e quelle “quattro verze cotte dal gelo di gennaio” – quando faceva molto più freddo di oggi – mentre con il padre, sul ghiacciato ferro della bicicletta, era in ansiosa ricerca di quell’irraggiungibile e, purtroppo, inesistente “paese dei balocchi”.
Le verze hanno offerto, come sempre anche la possibilità di gustosi assaggi. Il ricavato delle libere offerte, come nelle precedenti edizioni, andrà alla Lega italiana per la lotta contro i tumori, sezione di Udine, guidata, come detto, dall’ingegner Arpino. Da ricordare, infine, che in questi tre giorni dedicati alla popolare crucifera nei locali pubblici di Feletto e Tavagnacco è stato possibile degustare assaggi, piatti o menù completi con protagonista proprio la verza o altri ortaggi della medesima famiglia. Arrivederci al 2027!

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In copertina, il sindaco Giovanni Cucci e il presidente Mauro Bordin premiano Giannino Angeli “cittadino benemerito” di Tavagnacco; all’interno, immagini del convegno, con la partecipazione di Massimo Percotto, Costantino Cattivello, Luisa Dalla Costa e Dino Persello; e la premiazione di Bepi Pucciarelli;  infine, Angeli festeggiato dall’assessore Ornella Comuzzi, dalla moglie e dalla figlia, oltre che dal presidente della Filologica Federico Vicario.

La verza regina dell’inverno ritorna alla sagra di Sant’Antonio Abate a Feletto con un focus sugli effetti dei cambiamenti climatici. Sarà “cittadino benemerito” il sindaco emerito Giannino Angeli

Riecco la verza regina dell’inverno! L’umile ma delizioso (e importante) ortaggio sarà infatti di nuovo protagonista a Feletto Umberto dove sabato prossimo, 17 gennaio, giorno di Sant’Antonio Abate, al quale la popolosa frazione di Tavagnacco è devota, si terrà dalle 10.30, al Teatro Paolo Maurensig, il convegno che dall’inizio del secolo è parte di rilievo della tradizionale “Festa della Verza”, che la comunità felettana celebra appunto in concomitanza con la ricorrenza del Patrono.


Il tema di quest’anno è di stretta attualità: anche se le condizioni meteo decisamente rigide di queste ultime settimane fanno pensare agli inverni del Novecento, il “nuovo” clima influisce in maniera significativa sulle coltivazioni. Nel corso del convegno, intitolato appunto “Ortaggi invernali e cambiamenti climatici” l’agronomo Costantino Cattivello (reduce da un recente viaggio di studio e lavoro in Cina) parlerà di “Orticole invernali in un clima che cambia”, mentre Massimo Percotto, delegato onorario della Accademia Italiana della Cucina di Udine, analizzerà l’influenza dei cambiamenti climatici sulle proposte gastronomiche a base di ortaggi invernali nella nostra cucina. A completare la rosa dei relatori ci saranno Luisa Dalla Costa, ricercatrice dell’Università di Udine, e Dino Persello, narratore e regista friulano. Sarà presente e porterà il saluto della Regione Fvg il presidente del Consiglio avvocato Mauro Bordin. I lavori saranno coordinati dal giornalista Bepi Pucciarelli.
Nel corso del convegno verrà attribuito il riconoscimento di “Cittadino benemerito”, una apprezzata novità avviata lo scorso anno a seguito di una delibera proposta dalla Giunta ed approvata dal Consiglio comunale. Il premiato di quest’anno sarà Giannino Angeli, già sindaco di Tavagnacco e custode della memoria storica della Comunità. Promotore delle tradizioni locali, ha contribuito con i suoi libri, le sue iniziative e il suo impegno costante, a trasmettere alle nuove generazioni il valore della solidarietà, della libertà e della partecipazione civica. Sua anche l’idea – un quarto di secolo fa – della Festa della Verza e del “verzino”, il libriccino che viene stampato ogni anno in occasione della festa e che non mancherà neppure per questa 23ma edizione.
La serata di sabato prevede alle ore 20.45, nella Chiesa di Sant’Antonio Abate, un concerto d’organo in onore del Patrono. Alle tastiere del pregiato strumento settecentesco, opera del maestro organaro Francesco Antonio Dacci, l’organista Luca Sartore. La festa religiosa proseguirà domenica, alle 10.30, con la Messa solenne in lingua friulana, cui seguirà la distribuzione del pane benedetto, con il saluto del sindaco e l’esibizione del gruppo “Scampanotadôrs furlans”; al termine, negli spazi antistanti la villa Tinin, la tradizionale degustazione di “vergis e luianie” a cura delle Pro Loco di Feletto Umberto e Tavagnacco e la distribuzione di verze in collaborazione con Udine Mercati.
Assaggi e verze saranno “a offerta libera” ed il ricavato, come nelle precedenti edizioni, andrà alla Lilt udinese guidata dall’ingegner Giorgio Arpino. Ricordiamo, infine, che da domani a domenica, nei locali pubblici di Feletto e Tavagnacco sarà possibile degustare assaggi, piatti o menù completi con protagonista la verza o altri ortaggi della medesima famiglia; l’elenco completo degli aderenti all’iniziativa “La Verza in osteria” è disponibile sui siti social del Comune e della Pro Loco.

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In copertina, la verza tipico ortaggio invernale; all’interno, gli intervenuti alla conferanza stampa di ieri: da destra, il sindaco Giovanni Cucci, l’assessore Ornella Comuzzo e il presidente della Lilt Udine ingegner Giorgio Arpino.

Il sistema delle latterie turnarie nell’arco alpino raccontato agli accademici della Cucina. Mostra a Udine fino a domenica

Resterà aperta fino a domenica 2 giugno la mostra documentaria “Latte, Mleko, Milk. Il sistema turnario nell’arco alpino”, allestita nel Museo Etnografico del Friuli di Udine e curata dall’Ecomuseo delle Acque del Gemonese, che da oltre 15 anni è impegnato per salvaguardare ciò che resta dell’esperienza delle latterie turnarie. Una specie (quasi) in via di estinzione: in Friuli nel 1960 erano 652, vent’anni dopo meno della metà (298), oggi ne restano solo otto. Se può essere una consolazione – magra – in Veneto e in Trentino ne sono rimaste solo una per regione. Sono quelle di Valmorel, provincia di Belluno, e di Peio (Trento), protagoniste della mostra (fotografie di Graziano Soravito) assieme al sistema di piccoli alpeggi del Monte Nero in Slovenia, dove pure è ancora in uso il modello turnario, basato sulla cooperazione e condivisione.


Un gruppo di soci della Delegazione di Udine dell’Accademia Italiana della Cucina, guidati dalla delegata Annalisa Sandri e dal suo predecessore Massimo Percotto (da pochi giorni eletto nella Consulta nazionale dell’Accademia) ha visitato la mostra, che era stata inaugurata il 15 marzo scorso. A far gli onori di casa, il direttore dell’Ecomuseo delle Acque Maurizio Tondolo ed il fotografo Soravito. Prima di guidare gli accademici (ai quali si è aggregato un gruppo di soci dell’Onaf, Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi) nella visita alla mostra, Tondolo ha illustrato il modello ecomuseale (“l’Ecomuseo è un museo eretico”, ha affermato) ed il progetto turnarie partito da Campolessi (il formaggio della frazione di Gemona è oggi un Presidio Slow Food) e poi allargato alle altre realtà dell’arco alpino.
Al termine della visita, il gruppo si è spostato nelle sale poco distanti della Trattoria All’Allegria, dove gli assaggiatori Onaf Roberto Zottar (del Centro Studi Nazionale dell’Accademia) e Antonio Lodedo (giornalista e sommelier Ais) hanno guidato una degustazione di sei formaggi prodotti nelle latterie del progetto turnarie. A conclusione dell’impegnativo pomeriggio, sempre l’Allegria ha ospitato una cena accademica squisitamente friulana: cjarcions, frico con polenta ed un inedito tiramisu con i biscotti Esse di Raveo in luogo dei tradizionali savoiardi.
Ricordiamo, infine, che la mostra “Latte, Mleko, Milk. Il sistema turnario nell’arco alpino” sarà ancora visitabile dalle 10 alle 18 nelle giornate di domani 31 maggio, sabato 1 e domenica 2 giugno.

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In copertina, Annalisa Sandri (a sinistra) consegna il gagliardetto dell’Accademia ad Angela e Emilio Innocente, titolari dell’Allegria. All’interno,  Maurizio Tondolo durante la sua introduzione; Roberto Zottar (a sinistra) e Antonio Lodedo guidano la degustazione dei formaggi di turnaria.

Al Palmanova Village la cucina di Natale fra tradizione friulana e innovazione

Non è Natale senza i piatti della tradizione sulla tavola delle Feste: per questo, Palmanova Village ha organizzato un evento speciale per far conoscere le ricette della tradizione regionale legate al Natale e i mutamenti delle pietanze simbolo delle Feste, con una deliziosa degustazione finale. Appuntamento, pertanto, domenica 4 dicembre dalle ore 11 al civico 87 con la tavola rotonda “La cucina friulana del Natale tra tradizione e innovazione”, in collaborazione con l’Accademia Italiana della Cucina, che dal 1953 tutela le tradizioni culinarie italiane, e la blogger friulana Annalisa Sandri. Un’occasione unica per gli appassionati della buona tavola per scoprire le pietanze regionali simbolo delle Feste e le nuove proposte: il territorio del Friuli Venezia Giulia, infatti, spaziando dalle vette delle Dolomiti e delle Alpi al Mare Adriatico, è uno scrigno di biodiversità e di multietnicità, un patrimonio che trova una delle sue espressioni più̀ evidenti nella cucina e nella produzione agroalimentare.
Interverranno Massimo Percotto, delegato di Udine e coordinatore regionale dell’Accademia Italiana della Cucina, che parlerà de “Le minestre e le paste asciutte: da pietanze di magro della vigilia, a simbolo di opulenza del giorno di festa”; Annalisa Sandri, friulana, accademica e consultrice della delegazione di Udine dell’Accademia Italiana della Cucina, curatrice del blog “Manca il sale” e dell’omonimo libro di ricette che illustrerà “Il pesce della Vigilia e le carni dei pranzi delle Feste: dal baccalà ai salumi tradizionali, al cappone friulano”, e infine Roberto Zottar, delegato di Gorizia e membro del Centro Studi “ Marenghi” dell’Accademia Italiana della Cucina che chiuderà con la parte più golosa e “L’evoluzione dei dolci della tradizione natalizia dalla Contea di Gorizia ad oggi: dal Kugelhupf al Presnitz, al panettone artigianale friulano”.
Al termine degustazione gratuita di alcuni piatti tipici del Natale a cura del ristorante prosciutteria Dok Dall’Ava, di Aiello, con prodotti della Dall’Ava Bakery. Palmanova Village fa parte di Land of Fashion, il gruppo che gestisce i cinque Village posizionati in alcune fra le più belle zone d’Italia e che ha nel proprio dna la volontà di esaltare i territori in cui è presente: non solo diventando destinazione sempre più bella e coinvolgente nella sua archiettura, ma anche attraverso eventi ed attività capaci di enfatizzare cultura e tradizione locale.

L’evento è gratuito con prenotazione obbligatoria: tutte le informazioni su www.palmanovavillage.it

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In copertina, il Kugelhupf dolce natalizio di Gorizia con origini d’Oltralpe.

Vecchie ricette di cucina friulane che oggi meritano di essere rivalutate

Quando la gastronomia incontra la storia l’esito si fa cultura. È il caso del volume “La cucina nelle dimore storiche friulane” edito dalla Società filologica friulana nel 2021 e presentato ad un folto pubblico a villa Nachini Cabassi, a Corno di Rosazzo, su iniziativa del locale Circolo culturale presieduto da Sergio Paroni.


È stato il curatore del libro, Carlo del Torre, in dialogo con Massimo Percotto, delegato udinese dell’Accademia della cucina italiana, a illustrare il grande “giacimento” di ricettari forniti dalle famiglie nobili o possidenti friulane che rappresenta un prezioso scrigno di conoscenza socio-antropologica che bene ha fatto la Filologica a valorizzare in vista di un auspicabile recupero in chiave moderna. Ben 22 dimore storiche hanno fornito al curatore i propri ricettari: dimore di città e di campagna del Friuli e della Carnia, con l’innesto di un ricettario ebraico proveniente da casa Ascoli, oggi sede della Filologica a Gorizia, per un totale di 184 ricette. Il tutto premesso da un’interessante descrizione del palazzo di provenienza che conferisce il contesto dove questa cucina d’antan trovava la sua espressione.
Ricette sobrie si alternano a quelle più prestigiose dove compaiono impensabilmente sulle tavole di un Friuli arcaico tartarughe, aragoste e caviale. Ricettari inediti custoditi e aggiornati dai proprietari delle dimore storiche che l’omomima associazione friulana oggi presieduta da Raffaele Perrotta ha consentito di far riemergere anche in prospettiva di un loro recupero da parte della moderna ristorazione locale che potrebbe ottenere positive ricadute ai fini turistici.
Nella circostanza, il Circolo culturale Corno, sempre in collaborazione con il Comune e il Comitato fiera vini, ha annunciato per il prossimo 15 dicembre alle ore 18.30, ancora a villa Nachini Cabassi, la presentazione del libro di Lucia Pertoldi “Mama moja – Cent ricetis plui une”, ovvero la cucina di ieri e di oggi per la trasmissione radiofonica della Rai regionale “Vita nei campi” edito anch’esso dalla Società filologica friulana.

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In copertina e qui sopra due immagini della presentazione del libro a villa Nachini.

 

Tra le 101 ricette di Lucia Pertoldi e i piatti con lo Schioppettino di Prepotto

(g.l.) Due gustosi appuntamenti con la buona tavola, il primo “cartaceo” e il secolo reale, tra oggi e domani a pochi chilometri di distanza, entrambi nel Cividalese, a Bottenicco di Moimacco e a Prepotto.

MOIMACCO – Stamane, infatti, con inizio alle 10, a villa de Claricini a Bottenicco di Moimacco, sarà presentato il volume di Lucia Pertoldi “Mama Moja – Cent ricetis plui une”. Con la moderazione di Massimo Percotto, delegato di Udine per l’Accademia Italiana della Cucina, presente l’autrice, i lavori saranno introdotti dal presidente della Fondazione de Claricini Dornpacher, Oldino Cernoia; quindi, seguiranno gli interventi di Cristina Micheloni, Associazione italiana agricoltura biologica, Armando Mucchino, giornalista Rai, e Roberto Zottar, Accademia Italiana della Cucina – Centro Studi Nazionale. L’iniziativa beneficia di patrocini e sostegni di Ministero della cultura, Regione Fvg, Io sono Friuli Venezia Giulia, Fondazione Friuli ed Ente Friuli nel mondo.

PREPOTTO – Organizzato dal Consorzio fra le Pro Loco Torre Natisone, con il sostegno dell’Unione nazionale delle Pro Loco d’Italia, appuntamento domani con “Degustando Prepotto… Terra dello Schioppettino”. Si tratta di una Passeggiata tra le vigne con pranzo “itinerante” degustando lo Schioppettino di Prepotto e di Cialla. In sostanza, una camminata naturalistica guidata o libera di circa 6 chilometri a tappe dove si gusteranno dei piatti accompagnandoli con il famoso vino – Ribolla nera – protagonista nei giorni scorsi di una importante e riuscitissima manifestazione a Cividale. Ritrovo presso l’azienda Ronc Soreli.

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In copertina, i caratteristici grappoli dello Schioppettino di Prepotto e di Cialla.

 

Ecco il tartufo nero del Friuli, protagonista domani a Palazzolo

di Silvio Bini

PALAZZOLO – L’ associazione Muzzana Amatori Tartufiha organizzato per domani, 27 settembre,  alle ore 18.15, a Palazzolo dello Stella, al Complesso ricreativo comunale, una serata di divulgazione con degustazione dedicata al Tartufo nero in Friuli Venezia Giulia.
Alle 18.30 è in programma un convegno che verificherà lo stato reale e le potenzialità produttive del tartufo nero (relatore Gianluigi Gregori, dell’Agenzia servizi settore agroalimentare delle Marche). Seguirà l’ intervento di Massimo Percotto, dell’Accademia italiana della cucina, sul tema L’emergente tartufo nero, esempio di cultura: realtà e proposte in cucina e a tavola. Alle 19.40, ci sarà l’aperitivo con degustazione a tema: Formaggio caprino con tartufo nero friulano e bollicine, a cura dell’Azienda Reguta dei Fratelli Anselmi di Pocenia.
La cena che seguirà promette faville: antipasti e bollicine (tartare di manzo con tartufo nero estivo, tris di formaggi con tartufo nero, arrosto di coniglio alla birra, filetto di maiale affumicato su letto di verdurine); quindi due primi: fagottini ripieni con cinghiale e tartufo nero, orzotto con salsiccia e tartufo nero friulano; poi due proposte per secondo piatto: rollè di coniglio al forno con tartufo nero friulano e cappello del prete arrosto con tartufo estivo. E infine una fantasia di dolci, vini debitamente accostati, acqua, caffè e anche il “resentìn”, che metterà il sigillo ad una cena in perfetto stile gourmet, che “parla” molto bene il friulano.

Un cane per la ricerca dei tartufi.

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In copertina, il pregiato tartufo nero del Friuli: domani convegno e cena a Palazzolo dello Stella.