Storia delle caffettiere: domani a Trieste il racconto di Maltoni

di Gianni Pistrini

A Trieste nuovo piacevole appuntamento ai Cenacoli del caffè 2019-20 di aMDC, domani 11 febbraio, alle 18, nella sede dell’InCE di via Genova 9. In avvio di serata, l’Associazione Museo del Caffè nominerà un nuovo socio onorario, Nazario Polojaz, il quarto, così da rendere omaggio a chi nel corso della propria vita lavorativa si è totalmente speso nella professione. Noto imprenditore di origine croata che a Trieste ha fatto la propria fortuna, figlio di commercianti nel settore, ha poi sviluppato la propria esperienza, ritirandosi solo per raggiunti limiti di età. Il figlio Fabrizio attualmente presiede la ultracentenaria Associazione caffè Trieste.
Introdurrà Mariagrazia Stepan, che cura pure uno spazio nel quale vengono proposti dei brani di scrittori triestini: file-rouge l’aromatica bevanda. Alcuni versi verranno letti da Graziella Zotti, figlia di Guerrina Marcorin, tratti da “Adesso ve conto”, mentre Giorgio Micheli provvederà alla diretta Facebook dell’Associazione Museo del Caffè.
L’incontro sarà particolarmente ricco e prevede la partecipazione di un romagnolo d’eccezione: il collezionista di macchine da caffè Enrico Maltoni che racconterà l’affascinante storia di quella per espresso da bar attraverso il libro del Mumac, il Museo della macchina per caffè del Gruppo Cimbali. Un viaggio attraverso oltre cento anni di storia della macchina per caffè espresso. In questa occasione verranno presentate foto inedite dei caffè storici appartenenti all’archivio del museo. L’intera collezione si pregia di oltre 300 macchine, di cui esposte quasi un centinaio. Nella raccolta sono confluite due importanti raccolte private, la Collezione Enrico Maltoni e la Collezione Cimbali.
Il relatore Maltoni è un appassionato studioso e collezionista, in particolare, di macchine da caffè espresso d’epoca che, dopo oltre un ventennio di ricerche e recuperi, ha creato la prima mostra itinerante al mondo dedicata a questi affascinanti apparati.
Nel 2014 apre un laboratorio specializzato dedicato al restauro di queste attrezzature italiane da bar prodotte dal 1900 al 1960. A tale riguardo, la sua collezione intitolata “Espresso made in Italy 1901-2010” presenta rari e preziosi modelli, ed è stata allestita in quarantacinque diverse location su quattro continenti, anche a Trieste. Per questo progetto si è aggiudicato il primo e unico premio da parte di un organismo sovranazionale, quale “Eccellenza del caffè 2006”, nella categoria Young Entrerpreneur Award, sbaragliando cinque candidati provenienti da tutta Europa.
Enrico Maltoni possiede un archivio storico invidiabile, costituito da oltre venticinquemila referenze, fra documenti e brevetti. Nel 2001 ha pubblicato il libro Espresso made in Italy 1901-1962 (Collezione Enrico Maltoni Editore, 2001) che illustra oltre duecento splendidi esemplari di macchine da bar appartenenti alla sua raccolta, oggetti salvati dall’usura del tempo. Di questo volume ha dovuto effettuare ben tre ristampe, 9.000 copie vendute. E’ poi coautore de “Il libro completo del caffè” (De Agostini Editore, 2005) e, insieme a Mauro Carli e con il fattivo contributo di altri appassionati, del volume “Coffee makers” nel quale ben 2000 caffettiere storiche sono state fotografate direttamente nelle case dei più mportanti collezionisti mondiali. Da questo viaggio durato due anni in giro per il pianeta, gli autori hanno creato una vera e propria enciclopedia della caffettiera. E sarà proprio questo il libro che verrà presentato domani (ingresso libero fino esaurimento dei posti disponibili).

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In copertina Enrico Maltoni e qui sopra un angolo della sua collezione di macchine storiche da caffè.

Trieste, i cent’anni del “Caffè Torinese”: domani la sua storia

di Giuseppe Longo

Ah, il caffè! E’ praticamente irrinunciabile per coronare un pranzo o una cena, cha abbiano avuto quali protagonisti ottimi piatti accompagnati pure da vini di qualità. E a Trieste, città del caffè per eccellenza grazie agli storici traffici che furono incentivati dal Porto Franco istituito tre secoli fa da Carlo VI d’Asburgo, l’Associazione Museo del Caffè ha promosso il terzo “cenacolo” per l’anno 2019/20. Il ciclo, già iniziato con successo nelle scorse settimane, continuerà dunque domani, martedì 10 dicembre, alle 18, nella sede dell’Ince – Iniziativa Centro Europea (Cei), in via Genova 9, nel cosiddetto Borgo Teresiano voluto dalla figlia del citato imperatore per dare un nuovo assetto alla città che stava crescendo. Ci sarà pertanto una conferenza del ciclo “Il caffè in un libro e nel suo territorio: l’Italia” dal titolo “Caffè Torinese 1919-1920. I nostri primi 100 anni”. Relatori saranno Renzo Crivelli e Matteo Pizzolini, presentati da Gianni Pistrini, presidente dell’associazione organizzatrice. L’incontro sarà introdotto dalle letture a tema di Mariagrazia Stepan, mentre la serata sarà presentata da Diego Gianaroli. Al termine dell’incontro, seguirà come sempre una degustazione, ovviamente, di caffè.

Il caffè mentre sgorga al bar…


Per il terzo anno consecutivo, l’Associazione Museo del Caffè di Trieste (aMDC) presenta, dunque, al pubblico i propri “cenacoli” – curati da Giorgio Micheli – preziose occasioni di incontro e di approfondimento dell’affascinante tematica legata appunto al caffè, alle sue origini e produzione, nonché al suo consumo declinato in un numero svariato di modi. E in questo Trieste è maestra, proponendo peraltro le denominazioni delle tazzine in modo del tutto originale: “capo”, per esempio, sta per macchiato, come si dice invece nel resto d’Italia. In particolare, questa serie di appuntamenti è dedicata alla letteratura che in qualche modo include il mondo “caffeinico”. In Italia “la pausa caffè”, da sempre, rappresenta trasversalmente convivialità e socializzazione.
In particolare, la città di Trieste ha, come dicevamo, una specifica affinità con la nera, aromatica, calda bevanda, grazie alle sue originarie tradizioni, alla sua storia commerciale e socio-culturale che l’hanno resa universalmente nota; merito anche della posizione geografica centrale e dell’importanza dei propri traffici portuali (di cui ricorrono, appunto, i 300 anni dalla costituzione del già ricordato Porto Franco). In esso, costantemente arrivano enormi quantità di sacchi del pregiato “seme di Aleppo”. Tutto questo è un volano per la vitalità imprenditoriale di questa parte d’Europa, cerniera fra Est e Ovest. Ciò ha portato all’insediamento di parecchie aziende del settore, che sono diventate leader nel mondo del verde prodotto mercantile e dell’aromatico torrefatto. Questa prerogativa rende la città adriatica, capoluogo del Friuli Venezia Giulia, nota universalmente per la peculiarità riferita al nero estratto.

… ed eccolo pronto in tazzina.

“Nel corso degli incontri programmati – spiega Gianni Pistrini – conosceremo le origini della corroborante bevanda, gli aspetti antropologici e sociali, letterari, fotografici, tecnici e scientifici a essa legata, alla sua produzione, trasformazione e l’offerta alla clientela del vero espresso o cappuccino italiano. La scelta di aMDC è quella di proporre alcuni autori che hanno scritto riguardo al caffè, raccontandone i vari aspetti e diffondendo la conoscenza della materia. Ognuno di essi sono dei momenti intensi rivolti ad esperti e a carattere divulgativo ad amanti dell’aromatico estratto, utili per ampliare la conoscenza di uno dei prodotti agroalimentari più consumati al mondo. Per chi ne fosse interessato, sappia che si svolgeranno uno ogni secondo martedì del mese (fino a maggio 2020), nella prestigiosa sede triestina dell’Iniziativa Centro Europea di via Genova 9, alle ore 18, accesso libero fino esaurimento dei posti disponibili”.
All’inizio di ogni “Cenacolo del caffè” vi sarà la lettura di qualche brano letterario a tema di scrittori triestini curato dalla socia aMDC Mariagrazia Stepan, che evidenziano la centralità della città in questo specifico settore e verrà messo in diretta streaming Facebook, social dell’Associazione Museo del Caffè di Trieste, curato dal socio Giorgio Micheli, che ha curato la rassegna.

Appuntamento, quindi, a domani 10 dicembre con la presentazione del libro “Caffè Torinese 1919-2019 i nostri primi 100 anni”. Come detto, saranno presenti il docente Renzo Crivelli e il titolare dello storico locale Matteo Pizzolini, presentati dal presidente aMDC Gianni Pistrini che dialogherà con loro. Si tratterà, dunque, del terzo incontro della nuova stagione che nei giorni scorsi ha visto anche una importante uscita a San Vito al Tagliamento, nel Pordenonese, dove l’associazione ha curato la regia di un ricco fine settimane dedicato al caffè e al cioccolato. Una proposta di grande successo e che ha ricevuto il plauso di tutti, ma in particolare dei veri amanti dei due prodotti che ci provengono dalle lontane terre d’oltremare.

Ecco i relatori dei primi due incontri con il presidente Gianni Pistrini.

Il ciclo dei “Cenacoli del caffè” è reso possibile grazie ad appoggi istituzionali e di varia natura. Fra essi si annoverano la disponibilità dell’Iniziativa Centro Europea e l’appoggio di Admo, Antico Caffè Torinese, Associazione Caffè Trieste, Associazione Giuliani nel Mondo, Demus, Grafiche Villa, Iniziativa Centro Europea, La San Marco, Lega per la Difesa dei Caffè Storico-Letterari, LETS, Lions Club Duino Aurisina, Mediolanum, Trieste BookFest, Trieste Altruista, Trieste Caffè.

In copertina, i chicchi di caffè tostati, pronti per dare l’aromatica bevanda.