Ducato dei vini friulani, una Dieta di Primavera che farà storia per il Premio Isi Benini a Giannola Nonino, i nuovi nobili (uno arrivato dalla California!) e la “lectio” sulla Ribolla di Attilio Scienza

di Giuseppe Longo

UDINE – «Il Ducato dei vini, autentico custode dell’eccellenza del Friuli, e Giannola Nonino, donna e imprenditrice visionaria che ha creato un’etichetta di grande successo, rappresentano la laboriosità, la caparbietà, l’attaccamento alla terra e l’arte della coltivazione della vite. Una somma di valori che si identificano con il territorio, in uno slancio fortemente radicato nel passato e proiettato verso il futuro». Una frase che riassume perfettamente la bellissima mattinata che ha vissuto il Ducato dei vini friulani in occasione della tradizionale Dieta di Primavera. Le parole sono dell’assessore regionale alle Finanze, Barbara Zilli, che le ha pronunciate durante la festosa cerimonia che ha visto anche la consegna del Premio “Ricordo Isi Benini” e il conferimento del titolo di Ambasciatrice del Friuli Venezia Giulia nel mondo alla stessa distillatrice di Percoto e l’investitura dei nuovi nobili: uno di essi ci teneva così tanto che è arrivato addirittura dalla California! L’evento ha avuto quale cornice, nel centro storico di Udine, il salone di rappresentanza di Palazzo Antonini Stringher nel quale ha la nuova sede la Fondazione Friuli, oltre allo stesso Ducato.


L’esponente della Giunta Fedriga – gratificata, oltreché piacevolmente sorpresa, per la nomina a “nobile onorario” – ha sottolineato che «grazie anche al lavoro fatto dall’Università di Udine nel campo della ricerca, la viticoltura regionale è saldamente legata a una visione in cui l’innovazione ricopre un ruolo strategico, a tutto vantaggio della qualità e della competitività del prodotto». Aggiungendo poi: «Dietro al lavoro, alla fatica e alla passione dei viticoltori c’è un sentimento di profondo amore per il territorio friulano, con le sue grandi potenzialità in parte ancora da valorizzare».

Regista dell’intera cerimonia il duca Alessandro I assieme alla giornalista Monica Bertarelli che ne ha presentato con proprietà i vari momenti. Per primo ha parlato, portando il saluto della città, il sindaco Felice De Toni, il quale ha sottolineato la vocazione di Udine a essere punto di riferimento per l’enogastronomia di qualità. Quindi, Alessandro Salvin – attorniato dalla Corte ducale che era entrata fra gli squilli di tromba dei “Brafs e vonde” – ha riassunto l’essenza della manifestazione, dedicata non solo agli importanti riconoscimenti di cui si è fatto cenno, ma anche all’approfondimento di un tema importante e che sta molto a cuore al Ducato, la Ribolla gialla, storica varietà autoctona friulana per la quale il benemerito sodalizio, che ha superato il mezzo secolo di vita, da lungo tempo ormai invoca tutela e valorizzazione. E pure lui ha sottolineato l’importanza che Udine possa meritare il riconoscimento di “capitale” della scienza dell’alimentazione e della gastronomia di pregio. Il duca ha avuto un grato pensiero anche per il “padrone di casa”, Giuseppe Morandini, al quale ha donato un’attestazione che dimostra la riconoscenza del Ducato per aver trovato, grazie proprio alla Fondazione Friuli, stabile ospitalità nel prestigioso palazzo di via Gemona.
Spazio quindi all’annunciata “lectio magistralis” del professor Attilio Scienza, agronomo e luminare della viticoltura italiana, che ha dispensato tutto il suo sapere all’Università di Milano. E l’argomento affidatogli non poteva essere che quello della Ribolla, vitigno del quale ha proposto un interessante profilo storico-ampelografico – il primo documento scritto risale a un documento del notaio Ermanno di Gemona che porta la data del 1299 – legandolo al concetto di “vocazione” e “autoctonia”, cioè il luogo, nel nostro caso il Friuli, in cui il vitigno esprime tutte le sue potenzialità qualitative. Quindi, si è riferito alla sua adattabilità agli ambienti, alle pratiche colturali, alle aspettative enologiche e di mercato, illustrando altresì le zone in cui la Ribolla gialla in Friuli Venezia Giulia è maggiormente diffusa, sottolineando l’importanza della sua coltivazione in collina per la presenza della “ponca” che offre al vitigno il terreno prediletto. Ed è proprio su questo binomio inscindibile – e cioè Ribolla gialla-ponca che equivale a dire Ribolla gialla-collina – che si gioca il futuro di questa preziosa varietà nella quale il Friuli si riconosce. E nella quale deve continuare a credere perché non tutte le regioni hanno terreni e condizioni ambientali che si prestano alla sua coltivazione con ripaganti risultati. Per saperne di più, Attilio Scienza ha invitato a consultare il libro “La Ribolla gialla, un viaggio alla scoperta della civiltà europea” che lui stesso ha scritto a quattro mani con Walter Filiputti (presente in sala) e che è stato dato alle stampe nel 2019 da Eugenio Collavini editore a Corno di Rosazzo.


Al termine dell’applaudito intervento del cattedratico trentino – ha studiato molto la vite provenendo da una famiglia di vignaioli! -, è seguita l’investitura dei nuovi nobili: Giovanni D’Alì, commercialista; Mauro Di Bert, consigliere regionale; Andrea Proietti, microbiologo; Francesco Atzeni, generale dei Carabinieri; Marco Buzziolo, giornalista; Giuliano Pascoli, esperto potatore; Catia Coiutti, sommelier; Massimiliano Buiani, enologo/enotecnico arrivato appositamente, come detto, dagli Stati Uniti d’America; e Luigi Fonzi, assistente capo coordinatore Polizia postale.  A ognuno di loro il duca Alessandro I ha messo sulle spalle il caratteristico collare rosso con l’Aquila del Friuli storico, dopo che l’araldo Arrigo De Pauli ne aveva intessuto le lodi leggendone un breve curriculum. Tutti hanno brindato con il tradizionale sorso di Picolit, il re dei nostri vini, offerto loro dalla cerimoniera Mariaclara Forti, componente della Corte ducale, nonché sindaco di Prepotto e donna del vino Fvg.


Infine, dopo la nomina di “nobile onorario” dell’assessore Barbara Zilli, il momento clou della mattinata, con la consegna a Giannola Nonino del Premio intitolato alla memoria del grande giornalista Isi Benini, del quale ricorrono i cent’anni dalla nascita. Presente il figlio Marco, la più famosa “grappaiola” del mondo ha ricevuto il prestigioso riconoscimento non senza commozione e ringraziato il Ducato per la sensibilità dimostrata nei suoi confronti, con il tratto simpatico e diretto che da sempre la contraddistingue, ha detto di voler dedicare il Premio al “suo” Benito, impossibilitato a essere presente, al fine di condividere con lui questa gioia dopo aver condiviso per tanti decenni un impegno riconosciuto da tutti e che è stato determinante per la salvaguardia e il rilancio dei vecchi vitigni friulani, ma anche per la valorizzazione della grappa, sottraendola da una condizione di inferiorità fra gli altri superalcolici, e che ha avuto il massimo dell’esaltazione qualitativa con la distillazione delle “grappe monovitigno”, inventate proprio dagli imprenditori di Percoto. Piccola località che sorge nelle campagne alle porte di Udine, ma che è divenuta celebre a livello internazionale con l’istituzione dei Premi Risit d’Aur e Nonino, riconoscimenti alla vitivinicoltura di qualità del Friuli e alla cultura senza confini. E in tutto questo l’azione di Giannola è stata determinante!

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In copertina, la consegna del Premio “Ricordo Isi Benini” a Giannola Nonino presenti il sindaco Felice De Toni, l’assessore regionale Barbara Zilli, il figlio del giornalista commemorato, Marco, Mariaclara Forti  e il duca Alessandro I; all’interno, foto ricordo con i nuovi nobili e premiati, l’investitura di Barbara Zilli e il riconoscimento a Giuseppe Morandini, la “lectio” del professor Attilio Scienza, i “Brafs e vonde” e una parte della platea.

Addio a Licio Damiani e a Gigi Valle autentiche “voci” dell’agricoltura Fvg

di Giuseppe Longo

Prima Gigi Valle, adesso Licio Damiani. In un paio di settimane l’agricoltura del Friuli Venezia Giulia ha perso due “voci” importanti, che hanno segnato la storia rurale di queste contrade: la prima (95 anni) nel settore produttivo, nella fattispecie vitivinicolo; la seconda (87) nell’informazione, quella radiofonica legata alla seguitissima rubrica domenicale di “Vita nei campi”.
Da molti anni ormai in pensione, la sua voce non si diffondeva più nell’etere, ma chi seguiva, e segue, la popolare trasmissione della Rai, ricorda benissimo l’appassionata e competente conduzione che Damiani ha fatto per molti anni. «Era riuscito – ha scritto Carlo Morandini, appena riconfermato presidente di Arga Fvg, l’associazione della stampa agricola della nostra regione – a trasformare in poesia una trasmissione legata alla nostra attività, che è strutturata per gran parte da notizie di carattere tecnico, scientifico, divulgativo. Rendendo l’appuntamento imperdibile per centinaia di migliaia di ascoltatori e ascoltatrici, del Friuli Venezia Giulia e non solo». Gli ha fatto eco il collega Marco Buzziolo, neo vicepresidente per la provincia di Udine dello stesso sodalizio dei giornalisti agricoli, aggiungendo: «Mi piace ricordare gli editorialini con cui faceva iniziare la rubrica radiofonica domenicale “Vita nei campi”. Trasformava così il tradizionale e seguitissimo appuntamento dedicato alla campagna e all’agricoltura, nei suoi molteplici aspetti tecnici e politici, in un momento di autentica poesia, gravido di reminiscenze classiche e di accenni letterari ed artistici in generale».


Per questa sua sincera e affettuosa vicinanza al mondo dell’agricoltura, Arga Fvg aveva attribuito a Licio Damiani il Premio Carati d’Autore – destinato a coloro che nei vari campi hanno inciso con la loro attività a favore del settore primario – e proprio in quella stessa occasione il medesimo riconoscimento era stato consegnato anche a Gigi Valle, enologo della prim’ora, uscito dalla gloriosa scuola di Conegliano, tolmezzino di nascita ma trapiantato a Buttrio dove ha fondato e fatto crescere un’azienda vitivinicola fra le più affermate del Vigneto Fvg, per la cui tutela si è sempre prodigato volendo anche la nascita del Consorzio dei Colli orientali del Friuli, oltre mezzo secolo fa. Damiani, inoltre, nel 2020 era stato insignito del Premio Isi Benini, sottolineando ancora una volta quanto preziosa sia stata la sua penna a favore della vite e del vino. E lo stesso anno era stato insignito a Tarcento del Premio Epifania che sottolinea il particolare legame con la friulanità.
Ho desiderato ricordare insieme questi due autentici ed esemplari personaggi della nostra terra – sebbene Damiani fosse originario della oggi croata Lussinpiccolo, isola adriatica che dovette lasciare giovanissimo – proprio per quello che hanno significato entrambi, nei rispettivi ruoli, nello sviluppo dell’agricoltura friulana, perché se è fondamentale e strategico quello dell’imprenditore, prezioso e irrinunciabile è quello del divulgatore, non solo per valorizzare quanto viene prodotto, ma anche per mettere a fuoco problemi e prospettive, luci e ombre, suscitando occasioni di riflessione e dibattito.
Nel cinquantesimo anniversario della morte di Tita Gori, era l’ormai lontano 1991, il Comune di Nimis aveva affidato proprio a Licio Damiani, che era anche un grande e riconosciuto esperto d’arte oltre che dotato di una vasta cultura generale, la realizzazione di un libro che ricordasse il “suo” pittore. Il giornalista-scrittore dette alle stampe un’opera bellissima che opportunamente intitolò “Tita Gori e i giardini del Paradiso”. E adesso mi piace immaginare lui a passeggiare in quei “giardini” assieme a Gigi Valle e a parlare ancora dell’agricoltura friulana e dei suoi meravigliosi prodotti, a cominciare proprio dai vini.

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In copertina, Licio Damiani; all’interno (secondo a destra accanto a Carlo Morandini) è con Gigi Valle (secondo a sinistra) alla consegna del Premio Carati d’Autore di Arga Fvg.

Stampa agricola Fvg, Morandini resta leader. Amos D’Antoni acclamato presidente onorario

L’impegno, infaticabile, di Carlo Morandini a favore della corretta informazione in agricoltura ha avuto il meritato riconoscimento. Il giornalista, della testata Arc dell’Amministrazione regionale, è stato infatti riconfermato alla presidenza dell’Arga Fvg, l’Associazione regionale della stampa agricola, agroalimentare, ambiente e territorio del Friuli Venezia Giulia. La rielezione, con voto unanime, è avvenuta durante il Congresso regionale riunitosi a Silvella di San Vito di Fagagna, a Villa Micoli D’Orlandi, presente il segretario generale Unaga, Gian Paolo Girelli. Nel direttivo regionale è stato riconfermato anche Claudio Soranzo, alla vicepresidenza per la provincia di Gorizia, mentre vicepresidente per quella di Trieste è risultato Furio Baldassi. Nel contempo, Marco Buzziolo, già responsabile della sezione Cultura del sodalizio giornalistico, è stato eletto vicepresidente per la provincia di Udine. Mentre per quella di Pordenone si è registrata la new entry Gigi Di Meo. Ida Donati, invece, stata confermata nel ruolo di segretario-tesoriere, mentre Enrico Leoncini è stato nominato revisore unico e Giorgio Bellini responsabile del collegio dei probiviri. Acclamato, infine, all’unanimità presidente onorario Amos D’Antoni, già segretario generale di Arga Fvg e vicepresidente dell’Ordine dei giornalisti Fvg. Da molti anni, D’Antoni cura l’ufficio di rappresentanza udinese dell’Ordine dei giornalisti e dell’associazionismo di categoria e tuttora fa parte dello staff che si occupa della popolare trasmissione “Vita nei campi”, su Rai Radio 1.
Nel contempo, Morandini ha ringraziato i componenti uscenti del direttivo, Giuseppe Longo e Antonio Buso, rispettivamente per le province di Udine e di Pordenone, per l’impegno profuso, evidenziando il disegno di valorizzare le professionalità esistenti sul territorio con l’apporto di vicepresidenti ai quali sono stati assegnati compiti di animazione locale. Ha sottolineato che il ruolo della stampa specializzata – ma anche di Arga Fvg e di Unaga, che è l’organizzazione nazionale – è quello di favorire la corretta informazione dei cittadini. Un compito sempre più difficile – ha sottolineato – a causa delle particolari dinamiche della società e della situazione contingente, che può essere perseguito con maggiore efficacia da professionisti preparati e in grado di trasmettere informazioni e notizie sulla realtà del territorio con consapevolezza e nel rispetto delle fonti. Per questo, Arga Fvg ha organizzato, e continua a organizzare, corsi di formazione anche mirati, riguardanti i vari aspetti del settore primario. Pertanto, sono già allo studio eventi formativi, anche con i crediti professionali riconosciuti dall’Ordine dei giornalisti, che avranno per tema l’arte e il giornalismo, le false notizie nel mondo faunistico-venatorio, nell’agricoltura in generale, le tematiche ambientali e forestali. In quest’ottica, Arga Fvg – ha ricordato infine il presidente Morandini – proseguirà nella collaborazione con Assoenologi Fvg e Unione cuochi Fvg, oltre che con il Club per l’Unesco di Udine e la sezione friulana di Italia Nostra, tanto per citare alcuni enti e sodalizi. Nel contempo, Arga Fvg continuerà a organizzare i Premi giornalistici Isi Benini-Città di Udine, Carati d’autore, Valerio Ghin e Voce dell’Adriatico, mentre è allo studio l’organizzazione del Premio giornalistico Piero Villotta, dedicato al compianto presidente onorario di Arga Fvg scomparso due anni fa.

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In copertina, il riconfermato presidente di Arga Fvg Carlo Morandini.

Latisana, i danni della fauna selvatica domani sotto la lente di Arga Fvg

di Ida Donati

I problemi legati alla presenza della fauna selvatica nelle nostre campagne domani saranno sotto la lente dei giornalisti agricoli del Friuli Venezia Giulia. Prosegue, infatti, l’attività formativa e divulgativa di Arga Fvg, in collaborazione con l’Associazione culturale La Riviera Friulana, con un nuovo evento in programma appunto domani 14 maggio, alle ore 10.30, a Latisana nella sede dell’azienda agricola Cavalier Guido Lorenzonetto. Al centro dell’incontro la “Gestione della fauna selvatica e i danni che essa arreca sulle terre coltivate e sui terreni vitati“. Un argomento importante – questo sito ne ha riferito anche in questi giorni a proposito dei danni causati dalla enorme presenza dei cinghiali – che sarà sviluppato dal responsabile della Sezione cultura di Arga Fvg, Marco Buzziolo, già responsabile della sede Rai di Udine, appassionato del mondo della natura e delle problematiche faunistico-venatorie.

Carlo Morandini

Marco Buzziolo


L’iniziativa organizzata dall’attivo sodalizio – Gruppo di specializzazione della Federazione nazionale della stampa italiana -, che riunisce la stampa specializzata nei settori agricolo, agroalimentare, ambientale e del territorio, e che è presieduto da Carlo Morandini , è rivolta questa volta, oltre che ai giornalisti, anche a operatori agricoli, viticoltori, enologi ed esponenti del mondo rurale. Collabora infatti all’evento anche l’Assoenologi Fvg presieduta da Matteo Lovo.
L’incontro segue un corso con crediti formativi per operatori dell’informazione che era aperto anche ai rappresentanti dei sodalizi di volontariato che promuovono la cultura del territorio, svoltosi tre settimane fa, sempre a Latisana – Città del vino Fvg -, all’agriturismo Casa Allegra di Giovanni Toniatti Giacometti. Relatore era stato lo stesso Buzziolo assieme al presidente Morandini. Buzziolo, che si è specializzato sull’argomento, ha tenuto corsi per giornalisti in varie sedi, anche fuori regione.
Ma torniamo all’incontro di domani. All’azienda Lorenzonetto, ospite di Guido e Ornella, e dei figli Marco con Chiara, e Mara Lorenzonetto, Marco Buzziolo, preceduto da Carlo Morandini e con la partecipazione appunto di Assoenologi, approfondirà dunque il problema delle specie aliene che in forma incontrollata stanno invadendo il territorio rurale arrecando seri problemi alle colture, all’ambiente e alle opere dell’uomo. L’azienda Lorenzonetto, fondata oltre cinquant’anni fa dal cavalier Guido, è una delle realtà che nella Riviera friulana hanno saputo precorrere i tempi e cavalcare sempre l’innovazione perseguendo traguardi di crescita qualitativa e quantitativa. Oggi con Guido, uno dei pionieri dello sviluppo del mondo rurale nell’area, sempre presente in campagna assieme ai figli, l’azienda produce anche birre con i cereali della Riviera friulana e altri prodotti realizzati con le materie prime delle terre rivierasche, e ha realizzato nuove strutture per poter consolidare ulteriormente i traguardi di qualità raggiunti.

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In copertina, una “famiglia” di cinghiali: gravi i danni arrecati da questa specie alle campagne del Friuli Venezia Giulia.