Allevatori Fvg, proposte formative per aziende di successo in tre incontri. Il via a Codroipo con il veterinario Valenza

«Nei tempi recenti emerge con sempre maggiore evidenza come il vero motore del successo delle aziende zootecniche, oltre che nella tecnologia e nelle innovazioni produttive, risieda nella capacità di valorizzare le risorse umane e di gestire al meglio i dati di gestione disponibili. Tutto ciò può contribuire, in maniera decisiva, a influenzare le decisioni quotidiane dell’allevatore, aumentando l’efficacia, la produttività e la sostenibilità aziendale – afferma Marco Bassi, direttore dell’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia -. A questi temi, dunque, abbiamo rivolto la nostra attenzione formativa dei prossimi mesi organizzando una serie di momenti tecnici di aggiornamento rivolti a tutti gli allevatori regionali».
Si inizierà giovedì 19 febbraio, alle ore 10.30, nella sede di Codroipo, con un approfondimento sul tema: “Il valore dei dati in azienda. Dall’informazione alla decisione consapevole”. L’intervento principale sarà tenuto dal veterinario Alessio Valenza.
Mercoledì 4 marzo, sempre a Codroipo, sarà la volta dell’intervento dell’agronomo Michele Campiotti che, a partire dalle ore 10.30, relazionerà sul tema: “Gestione del personale nell’azienda zootecnica. Strumenti e strategie per l’efficienza produttiva”.
Infine, a Tolmezzo, nella sede della Comunità di montagna, mercoledì 15 aprile, Carlo Sgoifo Rossi, dell’Università di Milano, a partire dalle ore 10.30, proporrà un approfondimento su: “Criticità e opportunità dell’allevamento vacca-vitello”, una delle forme più naturali e sostenibili dell’allevamento bovino, ma anche una delle più complesse da gestire.

Info: 0432.824211, e-mail: segreteria@aafvg.it

Allevatori Fvg, possibili strategie per ridurre l’utilizzo di antibiotici nelle stalle: la fitoterapia può essere di grande aiuto

L’Italia, dopo la Polonia, è il Paese europeo con il più alto consumo di antibiotici a uso zootecnico, con una quantità doppia per animale rispetto alla media. Negli ultimi 10 anni, però, l’utilizzo di questi farmaci si è ridotto del 57,5%, in linea con quello degli altri Paesi del continente. Ma l’Ue ha fissato obiettivi più ambiziosi all’interno dell’approccio One Health con la richiesta (ai 27 Stati membri) di una riduzione della vendita del 50% entro il 2030, sulla base dei consumi del 2018. La richiesta è giustificata dal fatto che la resistenza agli antibiotici, negli animali e negli uomini, è salita a livelli preoccupanti rendendo pure infezioni comuni sempre più difficili da trattare anche a motivo della diffusione di batteri resistenti (trasferibili all’uomo) all’interno dei prodotti di origine zootecnica (latte, carne, uova). Dunque, gli allevatori e i veterinari, nel gestire la salute degli animali, sono chiamati a un percorso di prudenza di utilizzo, di rispetto delle regole sempre più stringenti e della ricerca di strategie di cura alternative. Tutte le norme sul benessere animale vanno in questa direzione ma anche, ad esempio, l’utilizzo dei principi attivi ricavati dalle piante come hanno illustrato i veterinari di GreenVet, Alice Caneschi e Maurizio Scozzoli, durante un recente incontro organizzato a Codroipo dall’Associazione Allevatori del Friuli Venezia Giulia.
«Il nostro impegno sulla formazione degli allevatori consapevoli è costante. Tanti progressi nella riduzione dell’uso degli antibiotici sono stati fatti rispetto agli ultimi dieci anni – spiega il direttore dell’Associazione, Marco Bassi -, ma forse dobbiamo imparare a raccontarci meglio al pubblico. Incontri come quello odierno (e altri sono in programma) aiutano noi e le aziende a essere più forti quando ci si rivolge al mercato».
«Da trent’anni ci occupiamo dell’impiego delle erbe officinali, in forma di miscele di piante, estratti e oli essenziali, in ambito zootecnico – sottolinea Scozzoli -. L’efficacia di questi prodotti è stata testata da molte Università italiane ed estere. Possiamo dire, perciò, che i prodotti botanici, se utilizzati correttamente, possono sostituire con efficacia dal 50 al 70% degli antibiotici somministrati in zootecnia. I costi dei trattamenti sono abbastanza simili, ma non bisogna dimenticare i tanti benefici collaterali generati dall’uso di prodotti vegetali. Perciò, gli allevatori (in particolare quelli biologici) sono molto sensibili verso le potenzialità delle cure zootecniche a base vegetale e la ricerca sta facendo notevoli passi avanti. Per aumentarne la diffusione, troviamo ancora un po’ carente l’aspetto legislativo europeo dove attualmente, su questi temi, ogni Paese si muove per conto suo senza un quadro di riferimento unico. Anche la formazione universitaria veterinaria, a mio avviso, dovrebbe dimostrare qualche apertura in più. Se abbiamo i prodotti che funzionano, ma non conosciamo bene le loro caratteristiche e non sappiamo come consigliarli e utilizzarli al momento giusto e con i corretti dosaggi, non facciamo alcun progresso», è la conclusione del veterinario.

—^—

In copertina, i bellissimi fiori dell’arnica coltivata sul Piancavallo nel Pordenonese.

Allevatori Fvg: prezzo del latte buono e stabile nel 2024 (bene anche l’anno nuovo). Marco Bassi è il nuovo direttore

«Il 2024 rimarrà certamente nei ricordi di molti di noi per essere stato un anno finalmente remunerativo per gli allevatori di bovine da latte. È il primo anno nella storia della zootecnica italiana che si raggiungono prezzi del latte così importanti e soprattutto una sua certa stabilità nel tempo – ha detto durante l’assemblea dei soci il presidente dell’Associazione Allevatori Fvg, Renzo Livoni -. È pur vero che le materie prime non sono rimaste ai livelli dei prezzi di qualche anno fa, ma dopo l’ascesa terrificante che hanno avuto un paio d’anni or sono, ora, seppure non siano ritornati ai costi dell’epoca, restano comunque a un livello più coerente con l’andamento del mercato del latte.

Andrea Lugo col presidente Livoni.

Nel corso del 2024, dopo un primo semestre con prezzi in crescita costante culminati a giugno con un prezzo medio del latte alla stalla di 0,53 euro/litro, si è confermato il trend di crescita anche nel secondo semestre raggiungendo, a dicembre, 0,58 euro/litro e, attualmente, assistiamo a un prezzo attorno a 0,60 euro/litro che viene mantenuto per tutto il primo semestre 2025. Riguardo alle consegne di latte – ha proseguito Livoni -, dopo un calo registrato nel 2023 del 7,57%, nel corso del 2024 abbiamo recuperato qualcosa: registriamo, infatti, un aumento dell’1,20% per un totale di 243.653 t di latte consegnato. I dati dei primi mesi dell’anno 2025 (gennaio-aprile) registrano, invece, una stabilità rispetto allo stesso periodo del 2024».


«La piattaforma web per il commercio elettronico denominata “Fattorie Friulane”, che attualmente conta più di 60 imprese aderenti, ha implementato con continuità le vendite dei prodotti inseriti raggiungendo, in due anni, più di 50.000 follower – ha sottolineato il direttore uscente, Andrea Lugo -. Da un’analisi dei siti Internet di e-commerce di prodotti agroalimentari italiani, la piattaforma “Fattorie Friulane” in termini di gradimento riscontrato presso i visitatori mantiene saldamente il secondo posto dietro al Pur Sudtirol e davanti ad altre realtà ben più storiche. L’andamento delle vendite, nel corso del 2024, è stato piuttosto importante se raffrontato all’anno precedente (124.400 euro le vendite lorde, contro i 48.058 euro del 2023 che valgono un +158%). Questi e altri parametri indicano che ci sono prospettive di crescita ulteriore dell’e-commerce realizzato dall’Associazione», ha concluso Lugo salutando l’assemblea per pensionamento, dopo 13 anni di direzione. Da luglio, il nuovo direttore sarà Marco Bassi, 43 anni, già responsabile del Settore Suinicolo e del Servizio Ambiente dell’Associazione.

—^—

In copertina, Marco Bassi nuovo direttore dell’Associazione Allevatori Fvg.