Il maiale “di ca da l’aghe”, domenica un invito a Maniago con il progetto DiCa’: allevamento suino in Friuli e norcineria nella tradizione con i vini di Pinzano

Un tuffo nella memoria contadina. Un’immersione in un mondo rurale che profumava di saperi tramandati di generazione in generazione, di sapori legati alle stagioni, di sostenibilità nella produzione del cibo. Domenica prossima, 16 novembre, all’agriturismo Al Luogo del Giulio, a Maniago, è in programma l’evento “Una domenica con DiCa’. Il maiale di ca da l’aghe”, promosso dalla Comunità di Montagna delle Prealpi Friulane Orientali con il Comune di Castelnovo del Friuli e il patrocinio di Io sono Friuli Venezia Giulia.

Dai salumi tradizionali…

… ai vini tipici.

Nel mondo rurale del Friuli Venezia Giulia la stagione autunno-invernale era infatti caratterizzata dalla macellazione del maiale per la sua trasformazione in salumi, e altri derivati, che avrebbero garantito alle famiglie la disponibilità di cibo per un lungo periodo dell’anno. Il progetto DiCa’, nato per valorizzare l’agroalimentare locale e l’unione tra piccoli produttori del territorio, con questo evento (il terzo dopo quelli di agosto e di settembre dedicati rispettivamente a formaggi e mieli e a frutta, ortaggi e cereali) intende proprio far conoscere un patrimonio culturale ed enogastronomico da preservare.
Il programma prende il via alle 10 con il convegno “Il purcit in Friûl: storie di un onnivoro domestico”, a cura del professor Enos Costantini, profondo conoscitore della storia del mondo rurale del Friuli Venezia Giulia. Il suo racconto sarà arricchito da testimonianze e aneddoti di produttori e norcini locali. Alle 11, spazio alla pratica con “Salât e purcitârs”, una dimostrazione dal vivo di norcineria tradizionale friulana curata da Marco e Mario Sartor, dell’azienda agricola Lì dali Violis, custodi di antiche pratiche artigianali assieme agli altri produttori di progetto. Seguirà alle 12 la degustazione Salumi e vini d’autore guidata dall’esperto assaggiatore Stelio Smotlak. In assaggio i salumi d’eccellenza dell’ospitante Al Luogo del Giulio e delle aziende agricole Lì dali Violis di Cavasso Nuovo, Bertin Doriana e Fabrizia di Travesio, Tonelli Fabrizio di Castelnovo del Friuli, accompagnati dai vini Ronco Margherita di Pinzano al Tagliamento. A conclusione dell’evento, alle 13, ci sarà un brindisi conviviale in compagnia dei produttori Dica’ e, immancabile, l’assaggio di “musèt e brovade”, piatto simbolo della cucina friulana.
Durante la mattinata saranno attivi laboratori creativi a tema, dedicati ai bambini dai 6 ai 10 anni, che renderanno la giornata speciale anche per i piccoli. Un evento assolutamente da non perdere: il racconto vivo di un territorio che sa ancora emozionare attraverso le sue tradizioni.

Enos Costantini

Stelio Smotlak

La partecipazione è gratuita e limitata ai posti disponibili, previa iscrizione al link https://dica_purcitdicadalaghe.eventbrite.com
Chi desidera solo partecipare all’incontro con Enos Costantini può prenotarsi esclusivamente su info@di-ca.eu
Seguite la pagina Facebook e Instagram del progetto DiCa’.

Una nuova sede per la Pro Loco di Sauris che propone sapori friulani con Maniago, Pasian di Prato, Stevenà e Vissandone

A 1400 metri di altitudine ecco la nuova sede della Pro Loco di Sauris/Zahre: stamane è stato tagliato il nastro della struttura, collocata di fronte all’Albergo Bivera nel borgo di Sauris di Sopra. Contestualmente è stata inaugurata la nuova manifestazione “Geschmoch Dume Dume – Gusti e Dintorni”, che fino a domani proporrà sapori tipici e momenti conviviali assieme ad altre Pro Loco regionali: Maniago, Vissandone, Stevenà e Pasian di Prato.
Presente il presidente del Comitato regionale del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia Pietro De Marchi con il segretario Marco Specia che sono stati accolti dal sindaco Alessandro Colle e dalla presidente della Pro Loco Tania Rabassi.

«Questa nuova sede – ha commentato De Marchi – è un presidio della forza del volontariato, ancora più importante nel tenere unita la comunità in un contesto montano come quello di Sauris/Zahre. Complimenti alla presidente e a tutti i volontari per la grande energia con cui organizzano tanti eventi nel corso dell’anno, da ultimo la riuscitissima Festa del Prosciutto degli scorsi weekend e ora questa nuova manifestazione. Grazie anche al sindaco e all’amministrazione comunale per il rapporto sinergico che hanno con la Pro Loco: un grande lavoro di squadra per il bene di Sauris/Zahre».

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In copertina e all’interno, alcune immagini della cerimonia inaugurale presenti il presidente Unpli Fvg Pietro De Marchi, il sindaco Alessandro Colle e la presidente della Pro Loco Tania Rabassi.

Maniago, quando le api misurano la “salute” della zona industriale

Primi dati per il progetto Bee Nip (bee è il termine inglese per ape), con il quale il Nip – Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione della Provincia di Pordenone ha deciso, a partire dalla primavera 2022, di monitorare la qualità ambientale utilizzando questi utili insetti quali bioindicatori.  Le 10 arnie poste in vari punti della zona industriale di Maniago (otto in tutto, due in ognuno dei quattro siti) e in contesto non industriale a Cimolais (due arnie da utilizzare quale metro di paragone) hanno permesso di analizzare campioni di polline e miele che ora, a un anno di distanza dall’avvio in collaborazione con il Comune di Maniago (che ha anche sostenuto economicamente l’iniziativa), hanno raccontato di una situazione ambientale senza particolari criticità.

Renato Piazza


“Con questo progetto – ha commentato il presidente del Consorzio Nip, Renato Piazza – volevamo ricercare la presenza di contaminanti ambientali nel territorio: dati alla mano, il miele potrebbe essere destinato al consumo umano. Anche le analisi sul polline non hanno evidenziato particolari criticità. Ma continueremo le analisi nei prossimi anni in modo ancora più mirato. Delle api possiamo fidarci, tanto più che nei loro voli possono anche arrivare fino a 3 km dalla loro arnia, compiendo quindi una “mappatura” molto ampia del territorio maniaghese”.
Coinvolte nelle analisi 500 mila api. Sono state realizzate tre analisi di polline (aprile, maggio, giugno) per un totale di 24 campioni consegnati ai laboratori. Due invece le analisi sul miele, per 10 campioni. Le analisi sono state realizzate per verificare la presenza di 314 differenti elementi tra metalli, Ipa, Pcb, diossine e pesticidi organici e inorganici. Il progetto ha valenza triennale e ora si entra nel clou del suo sviluppo.
“Non abbiamo evidenziato criticità – ha concluso Piazza – confrontando polline e miele della zona industriale di Maniago con quelli di Cimolais. Ma le annate successive ci permetteranno di valutare un set di dati più consistente e di fare ulteriori ragionamenti, anche confrontando i dati rilevati col biomonitoraggio con quelli risultanti dalla modellazione degli inquinanti atmosferici, nonché coi dati dei campionamenti condotti dall’Arpa Fvg in altri contesti territoriali”.
Il Nip – Consorzio per il Nucleo di Industrializzazione della Provincia di Pordenone vede insediate nelle sue zone industriali (Maniago, Montereale Valcellina Valtellina, Meduno, Pinedo Claut-Cimolais ed Erto e Casso) oltre 165 aziende per circa 4 mila 500 persone occupate. Proprio alle aziende in questi anni segnati dalla siccità è stato lanciato l’appello di non falciare le aree verdi – ove possibile – per lasciare fiori spontanei utili per le api e quindi di conseguenza per il proseguimento del progetto Bee Nip. Lo stesso Nip sta eseguendo questi sfalci mirati nelle aree di sua competenza. Il progetto prosegue quanto realizzato nel 2021, quando il Consorzio aveva realizzato uno studio riguardante la modellazione delle emissioni inquinanti condotto con la collaborazione dell’Università di Udine. Da qui la scelta di puntare sulle api, bioindicatore attivo sul territorio gestibile dall’uomo e con un’alta copertura del territorio (basti pensare che per produrre 1 kg di miele sono richiesti più di 100 mila voli di foraggiamento in un raggio di circa 1.5 – 3 km dall’arnia).

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In copertina, ecco due delle arnie collocate nella zona industriale del Nip di Maniago.

Le mele di Pantianicco pronte al via: sabato si conosceranno le vincitrici

Al via dal 23 settembre il primo weekend della manifestazione dedicata alla mela più grande del Friuli Venezia Giulia. Organizzata dalla Pro Loco di Pantianicco con il sostegno di Regione-Promoturismo Fvg, Ersa e Unpli con il patrocinio del Comune di Mereto di Tomba, l’annuale festa “Mostra regionale della Mela”, giunta alla sua 51ma edizione. Si parte alle 18.30 di venerdì prossimo con l’annuncio della classifica delle cassette di mele in concorso, delle oltre 50 aziende partecipanti, mentre alle 19 apriranno i chioschi ricchi di gustose prelibatezze per il palato e poi via alle danze dalle 21 assieme a DJ Ufone e i suoi vinili originali per una serata dalle note revival per coloro che un tempo frequentavano la famosa discoteca Dancing Scarpandibus.

Si terrà invece sabato 24 settembre, alle 17.30, l’inaugurazione ufficiale della 51ma Mostra regionale della Mela alla presenza dell’assessore alle risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna del Friuli Venezia Giulia, del sindaco di Mereto di Tomba, dei sindaci dei paesi limitrofi e della vicina Carinzia; farà gli onori di casa la pesidente della Pro Loco Monica Zinutti. A seguire il convegno tecnico organizzato dall’ Ersa dal titolo “Gestione delle acque reflue di lavaggio delle attrezzature per la distribuzione dei prodotti fitosanitari e della miscela residua: problematiche e possibili soluzioni” sul tema dell’inquinamento delle acque dopo la pulizia dell’attrezzatura utilizzata per la distribuzione dei prodotti fitosanitari che, se mal condotto, può generare forme di inquinamento ambientale. È importante dunque adottare soluzioni tecniche per evitarlo. Molte aziende infatti negli ultimi anni hanno fatto importanti investimenti in questa direzione per adeguarsi a quanto indicato dal DLgs 150/2014 e dal DLgs 152/06 anche supportate dai finanziamenti previsti dai Fondi del Programma di Sviluppo Rurale Fvg. L’incontro, moderato da Lucio Cisilino, vedrà l’introduzione di Paolo Tonello dell’Ersa, gli interventi dei dottori Pierbruno Mutton e Sandro Bressan del Servizio fitosanitario e chimico, ricerca, sperimentazione e assistenza tecnica dell’Ersa, e dei professori Nicola Zucchiatti e Rino Gubiani dell’Università di Udine.

Al termine, si conosceranno le aziende vincitrici – tra le oltre 50 aziende partecipanti e provenienti da Spilimbergo, Budoia, San Quirino, Maniago, Barcis, Montereale Valcellina, Gemona, San Lorenzo, Beano, Bertiolo, Pocenia, Tolmezzo, San Pietro al Natisone, Pulfero, Pozzuolo, Rive d’Arcano, Latisana, Sequals, Cordenons, Chiopris, Chiasellis-Mortegliano, Grions di Sedegliano, San Vito al Tagliamento – per le migliori cassette di mele in esposizione: il Premio Mela Friuli 2022 consisterà in 200 piante di melo resistenti alla ticchiolatura con la possibilità per l’azienda di sceglierne la varietà; per le altre categorie molti altri premi in palio. Il riconoscimento viene conferito alla migliore azienda agricola produttrice di mele attraverso una valutazione complessiva del management aziendale fatta da una commissione di esperti e tecnici – che hanno visitato ogni singola azienda –, composta da Emilio Beltrame e Leonardo Barberio (Regione Fvg), Barbara Oian, Michele Fabro, Marco Stocco (Ersa), Daniele Della Toffola e Marco Gani (Arpa), Severino Del Giudice e David Pascolo (Confagricoltura), Paolo Ermacora (Università di Udine), Gigi Fabro, tecnico e storico componente. Per non penalizzare le aziende che hanno raggiunto risultati ottimi ma solo per certi aspetti della conduzione aziendale, sono stati creati diversi riconoscimenti (migliore azienda fra quelle di piccole dimensioni e migliore azienda montana e a conduzione biologica). Per concludere la giornata di sabato, dalle 21, si balla il liscio con l’orchestra Novanta.
Molto ricco, poi, il programma di domenica 25 settembre che concluderà il primo weekend della manifestazione.rocinio della disciplina di Trasformazione dei prodotti dell’Istituto “Il Tagliamento” di Spilimbergo).

Pro Loco Pantianicco – www.prolocopantianicco.it
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In copertina e all’interno mele in esposizione a Pantianicco e dolci preparati con le stesse.

Come colorare lane e tessuti con le erbe: l’arte tintoria spiegata da Ennia Visentin

(g.l.) Non tutti sanno, ma esistono numerose piante e possibilità naturali per colorare lane e tessuti, senza ricorrere ai prodotti chimici: una opportunità, peraltro, che può offrire anche una interessante prospettiva economica e sociale. Tanto che il prossimo giovedì l’artista Ennia Visentin ci farà conoscere queste opportunità nell’ambito della interessante iniziativa mediatica “Natura & Colore, nuove prospettive dell’arte tintoria”. L’appuntamento è pertanto su Zoom l’8 aprile, alle ore 20.30. L’incontro, come sempre, è stato organizzato dall’Ecomuseo delle Dolomiti Friulane “Lis Aganis”, che ha sede a Maniago. Nell’occasione, l’esperta ci racconterà come è possibile tingere con l’utilizzo di alcune erbe particolari, addirittura con gli scarti delle potature, nonché con frutta e verdura, all’insegna della “sostenibilità”, una parola, quest’ultima, sempre più diffusa e che fa riferimento all’impegno corale che tutti siamo chiamati ad avere affinché, ognuno nel suo piccolo, possa concorrere alla salvaguardia del pianeta, sempre più minacciato dall’inquinamento con le sostanze di sinsesi. La ricerca di Ennia Visentin è pluriennale ed è bello e interessante che tutti possano conoscere la possibilità di ottenere una produzione di colori al 100% naturale e una serie di tecniche innovative nei processi tintori.


Ennia Visentin su questa affascinante tematica ha pubblicato anche un libro dal titolo “Natura & Colore – Nuove prospettive dell’arte tintoria”, proprio per evidenziare le potenzialità di questo settore. «Questo libro – spiega l’esperta – nasce dal percorso di lavoro e di studio sulle sostanze coloranti naturali sviluppato dall’autrice nel corso degli anni, collegando idealmente la tradizione antica ai nuovi orientamenti del settore. Da una breve descrizione della storia dell’arte tintoria, fino all’analisi di testi antichi e contemporanei sul tema, vengono offerte le riproduzioni di prove di tintura effettuate da esperti nazionali e stranieri oltre alle sperimentazioni personali. I testi sono strutturati in modo da fornire un ventaglio di informazioni pratiche per comprendere e mettere in atto l’intero processo tintorio, offrendo una carrellata che va dalle sostanze presenti negli antichi ricettari fino ai testi contemporanei».
«Per le ricette di tintura proposte – prosegue Ennia Visentin -, si pone fede a un modello di tintura eco-dermo-compatibile, sulla scia delle nuove richieste di mercato di prodotti che possano garantire caratteristiche di salubrità. L’intento generale è quello di diffondere l’utilizzo di sostanze naturali, atossiche e sicure per le persone e per l’ambiente sulla base di un approccio etico ed eco-sostenibile. Delineando un quadro generale della realtà locale, Friuli Occidentale, viene evidenziato come l’utilizzo dei colori naturali può contribuire a una nuova visione economica e sociale sul territorio. Particolare attenzione è rivolta verso materiali e pratiche che rispettino, oltre i principi di eco-compatibilità, anche il minimo impatto ambientale e utilizzino fonti rinnovabili. Gran parte delle ricette proposte riconducono all’utilizzo di materiali di scarto agricolo o sottoprodotti agroalimentari che opportunamente utilizzati possono essere una risorsa preziosissima».

 E’ obbligatoria la preiscrizione compilando il modulo su www.ecomuseolisaganis.it  sezione EVENTI: https://www.ecomuseolisaganis.it/it/c/f9pck6/naturacolorenuoveprospettivedellartetintori.html gli interessati riceveranno il link di accesso alla conferenza.

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In copertina e all’interno, tessuti colorati con tinture del tutto naturali.

 

Pitina, ecco i piatti superstar del “Premio Mattia Trivelli” che invita al decennale

«La vostra adesione a questa edizione del Premio Trivelli, data a settembre e riconfermata poco più di un mese fa, ha per noi un valore immenso. Testimonia il vostro attaccamento al vostro lavoro, al territorio, alla Pitina e alle altre eccellenze dell’agroalimentare di queste valli. Una testimonianza che ci impegna a fare sempre di più e meglio per la promozione, soprattutto quando – speriamo presto – inizierà il post-pandemia». E ancora: «Già dalle prossime settimane inizieremo a lavorare per il Mattia Trivelli del decennale, in calendario per l’autunno di quest’anno. Nel ricordo di Mattia Trivelli e con i produttori di Pitina vogliamo sostenere il rilancio (e, ci auguriamo, il ritorno alla normalità) dei ristoratori del territorio, che hanno dato e stanno dando una grande prova di professionalità, resistenza, e resilienza».  Con queste parole il presidente dell’Ecomuseo delle Dolomiti Friulane Lis Aganis, Giampaolo Bidoli, ha concluso a Maniago, nella sede del Museo dell’arte fabbrile e coltellerie, la cerimonia per la consegna dei riconoscimenti del “Premio Mattia Trivelli”, il concorso tra i ristoratori per il miglior piatto a base di Pitina, giunto alla IX edizione. Una cerimonia che non ha visto il tradizionale convegno itinerante (ospitato tutti gli anni in un diverso Comune del territorio di produzione) e neppure la presenza del pubblico, che ha invece potuto seguire l’evento sui canali social dell’Ecomuseo. Il Premio Mattia Trivelli 2020 è andato all’Albergo ristorante Belvedere di Sequals.


Hanno portato il loro saluto “in presenza” l’assessore al turismo di Maniago Cristina Querin ed il presidente dei produttori di Pitina, Filippo Bier, che assieme all’Ecomuseo (ed ai partner Uti delle Valli e Dolomiti Friulane e Accademia Italiana della Cucina) organizza dal 2012 la manifestazione, con il supporto dell’Amministrazione regionale. Supporto che ci sarà anche per il futuro, come ha assicurato il direttore marketing di PromoTurismo Fvg Bruno Bertero che ha inviato il suo saluto attraverso un video. Come pure la responsabile del settore alberghiero Ial, Anna Gandini, che ha commentato positivamente l’esperienza (novità dell’edizione appena conclusa) di portare ad Aviano le degustazioni dei piatti in concorso.

Dopo gli interventi di saluto, è seguita la presentazione in video dei piatti in concorso con la lettura del verbale della Giuria. Questi, dunque, i ristoranti migliori: i premi speciali – quattro, “secondi a pari merito”- sono andati a:
– Trattoria Ai Cacciatori di Cavasso Nuovo con il piatto Arancino con Pitina e porcini, dorato con farina di mais;
– Albergo Ristorante Costantini di Collalto di Tarcento con i Ravioli ripieni al mais con Pitina croccante;
– Trattoria La Santissima di Polcenigo con la Fantasia di trota con Pitina caramellata;
– Antica Trattoria Vigna di Castelnuovo del Friuli per il Risotto mantecato con zucca, noci di Castelnovo, provola affumicata e chips di Pitina.

Come detto, il Premio Mattia Trivelli 2020 è andato all’Albergo ristorante Belvedere di Sequals, che ha stupito la Giuria con i Biscotti alla Pitina: non si tratta di un dessert, ma di morbidi frollini salati che, accompagnati da una pallina di gelato al Montasio ed una quenelle di “formai tal cit”, si trasformano in un antipasto da ricordare.
Le degustazioni della Giuria sono state effettuate come si è detto nella sede della Scuola alberghiera Ial di Aviano. La commissione era composta da Giuseppe Damiani, esperto di turismo sostenibile, Bepi Pucciarelli giornalista enogastronomo e dal direttore del Centro studi regionale dell’Accademia Italiana della Cucina, Giorgio Viel.

La Fantasia della Santissima.

Inizialmente programmato per il consueto periodo autunnale e poi rinviato causa pandemia, il concorso 2020 ha visto l’adesione di 26 esercizi (numero che è anche la media storica di nove edizioni): considerata la situazione contingente, un numero di tutto rispetto che testimonia e premia gli sforzi degli organizzatori. I piatti degustati sono stati 23, in quanto tre iscritti sono stati costretti a rinunciare per ragioni contingenti; ma riceveranno ugualmente l’attestato di partecipazione. Complessivamente, dal 2012 a oggi, sono ben 74 i pubblici esercizi che hanno partecipato almeno una volta al premio.
Archiviata, dunque, la sofferta edizione 2020, fin d’ora si pensa al futuro. Per cui dalle prossime settimane partiranno i lavori per il Mattia Trivelli del decennale, in calendario per l’autunno. E sarà una manifestazione degna appunto dei primi dieci anni finora collezionati dalla bella iniziativa volta a valorizzare e a far conoscere un prodotto, la Pitina appunto, orgoglio delle Valli pordenonesi.

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In copertina, il presidente dell’Ecomuseo Lis Aganis , Giampaolo Bidoli, consegna il premio Trivelli 2020 a Silva Delle Case, titolare del ristorante “Belvedere” di Sequals.

 

Premio Mattia Trivelli: domani si conoscerà il miglior piatto con la Pitina

Al Museo dell’arte fabbrile e coltellerie di Maniago, appuntamento domani, 28 febbraio, con la cerimonia conclusiva del Premio Mattia Trivelli, il concorso tra i ristoratori per il miglior piatto a base di Pitina, giunto alla IX edizione. Nel rispetto delle normative in vigore, saranno presenti, opportunamente distanziati, i rappresentanti degli Enti organizzatori (l’Ecomuseo Lis Aganis e l’Associazione Produttori Pitina) e la Giuria; i ristoratori in gara ed il pubblico potranno partecipare virtualmente, assistendo alla diretta che sarà trasmessa a partire dalle 10 sui canali Facebook e YouTube dell’Ecomuseo.
«Con la proclamazione dei vincitori archivieremo l’edizione 2020 – spiega il presidente dell’Ecomuseo, Giampaolo Bidoli – che non si è potuta svolgere in autunno come di consueto a causa della seconda ondata del Covid-19. Siamo soddisfatti e orgogliosi della risposta dei ristoratori che, nonostante le difficoltà di questo periodo si sono messi come sempre in gioco ed hanno aderito con entusiasmo».
Soddisfazione anche da parte dello Ial Friuli Venezia Giulia, che ha ospitato nella Scuola Alberghiera di Aviano i ristoratori in concorso, trasformando i lavori della Giuria in un entusiasmante momento didattico che ha coinvolto docenti e allievi. Per testimoniare il positivo avvio di un nuovo capitolo nella storia del Premio Trivelli, parteciperà alla cerimonia di premiazione la responsabile del settore alberghiero Ial, Anna Gandini. Porteranno il loro saluto il presidente dei produttori di Pitina, Filippo Bier, il sindaco di Maniago Andrea Carli ed il direttore marketing di PromoTurismo Fvg Bruno Bertero.
Annullato (causa Covid) il tradizionale convegno, si pensa fin d’ora alla prossima edizione:  «Già dalle prossime settimane – conferma Bidoli – inizieremo a lavorare per il Mattia Trivelli del decennale, in calendario per l’autunno di quest’anno. Nel ricordo di Mattia Trivelli e con i produttori di Pitina vogliamo sostenere il rilancio (e, ci auguriamo, il ritorno alla normalità) dei ristoratori del territorio, che hanno dato e stanno dando una grande prova di professionalità, resistenza e resilienza».

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In copertina e qui sopra la Pitina che si fregia del marchio Igp.

LA RICETTA – Risotto con la Pituccia (o Pitina) di Maniago

di Gi Elle

Tra oggi e domani, Maniago vive un intenso weekend dedicato a due prodotti trainanti dell’economia del suo territorio: i Coltelli e la Pitina. E proprio al tipico salume di queste valli pordenonesi oggi dedichiamo la consueta rubrica quindicinale “La ricetta del sabato” per proporvi un bel piatto, di facile preparazione, elaborato dalla macelleria Polesel che si trova proprio nel centro storico della città dei coltellinai, in via Umberto I, quasi in piazza Italia, quella della caratteristica fontana. In realtà, la ricetta è fatta con la Pituccia. Infatti, la Pitina viene declinata in nomi diversi, all’interno della stessa zona di produzione, a seconda della composizione del suo impasto. Ecco, dunque, il gustoso primo piatto:

“Risotto con Pituccia”

Ingredienti:
mezza cipolla
aglio
burro
Pituccia
mezzo bicchiere di vino bianco

Preparazione:
Rosolate mezza cipolla, precedentemente sminuzzata, in un tegame con aglio e burro.
Aggiungete la Pituccia tagliata a dadini e annaffiate questo soffritto con mezzo bicchiere di vino bianco delle Grave del Friuli. Quando il vino è evaporato versate il riso e del brodo di carne caldo. Quando il riso è quasi cotto spegnete il fuoco ed aggiungete a quest’ultimo delle noci di burro. Servitelo caldo.

Vino:
Un fresco Friulano (ex Tocai) delle Grave o se preferite un leggero Merlot della stessa Doc.

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Ma torniamo alla festa in corso a Maniago. E’ stata organizzata dall’Associazione Produttori della Pitina Igp, nell’ambito di un progetto di promozione finanziato dal Psr 2014-20 per il tramite del Gal Montagna Leader. L’iniziativa si avvale del supporto organizzativo dell’Ecomuseo Lis Aganis, a conferma di una ormai storica collaborazione avviata nel 2012 con l’istituzione congiunta del Premio Trivelli. Con il claim “La Pitina prodotto culturale”, il riconoscimento intitolato al tramontino Mattia Trivelli (cui va l’indiscusso merito di aver salvato dall’oblio un prodotto dalle caratteristiche uniche), nell’arco di otto edizioni (dal 2012 al 2019), è riuscito a coinvolgere ben 72 pubblici esercizi (ristoranti, trattorie, agriturismi, ma anche pasticcerie) con una partecipazione media che negli ultimi anni si è stabilizzata intorno ai 30 locali. Da questo “sodalizio virtuoso” è nata l’idea di un progetto di co-marketing finalizzato a consolidare e a rendere operativa lungo tutto l’arco dell’anno la collaborazione, allargandola al mondo della coltelleria e agli altri prodotti di eccellenza della gastronomia del territorio. L’obiettivo è quello di creare attorno alla Pitina Igp un “club” che promuova in modo integrato il prodotto, i ristoratori, il territorio con le sue risorse enogastronomiche, culturali e ambientali. Il progetto e il “logo” della nuova iniziativa verranno presentati, in piazza Nicolò di Maniago, nel corso di un convegno che sta per cominciare proprio in questi minuti e che avrà come punto centrale la lectio magistralis sul tema “Lame e Pitine” del professor Angelo Floramo.

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In copertina, la Pitina tipico prodotto della montagna pordenonese.

Coltelli e Pitina protagonisti a Maniago: anche un convegno

Coltelli e Pitina in scena durante un weekend tutto dedicato a due espressioni trainanti dell’economia del Maniaghese. I due prodotti saranno infatti protagonisti a Maniago, sabato 5 e domenica 6 settembre, in una manifestazione organizzata dall’Associazione Produttori della Pitina Igp, nell’ambito di un progetto di promozione finanziato dal Psr 2014-20 per il tramite del Gal Montagna Leader. L’iniziativa si avvale del supporto organizzativo dell’Ecomuseo Lis Aganis, a conferma di una ormai storica collaborazione avviata nel 2012 con l’istituzione congiunta del Premio Trivelli.
Con il claim “La Pitina prodotto culturale”, il premio intitolato al tramontino Mattia Trivelli (cui va l’indiscusso merito di aver salvato dall’oblio un prodotto dalle caratteristiche uniche) nell’arco di otto edizioni (dal 2012 al 2019) è riuscito a coinvolgere ben 72 pubblici esercizi (ristoranti, trattorie, agriturismi, ma anche pasticcerie) con una partecipazione media che negli ultimi anni si è stabilizzata intorno ai 30 locali. Da questo “sodalizio virtuoso” è nata l’idea di un progetto di co-marketing finalizzato a consolidare e a rendere operativa lungo tutto l’arco dell’anno la collaborazione, allargandola al mondo della coltelleria e agli altri prodotti di eccellenza della gastronomia del territorio. L’obiettivo è quello di creare attorno alla Pitina Igp un “club” che promuova in modo integrato il prodotto, i ristoratori, il territorio con le sue risorse enogastronomiche, culturali, ambientali.
Il progetto e il “logo” della nuova iniziativa verranno presentati sabato pomeriggio, alle 16.30, in piazza Nicolò di Maniago, nel corso di un convegno che avrà come punto centrale la “lectio magistralis” sul tema “Lame e Pitine” del professor Angelo Floramo.
Densa, poi, di iniziative la giornata di domenica, che inizierà alle 9.30 con l’apertura, nello spazio verde attiguo al Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie, del Mercatino con i prodotti del Territorio: Pitina, coltelli e molto altro verranno proposti dagli oltre 50 espositori aderenti. Il programma della giornata prevede inoltre una passeggiata in Val Piccola, laboratori per grandi e bambini, visite guidate al Museo e (con trasferimento in minibus a cura dell’organizzazione) a una coltelleria artigianale e a un laboratorio di produzione della Pitina Igp. La colonna sonora del Mercatino sarà a cura della Filarmonica di Maniago.
E’ stata invece annullato – e rinviato a data da destinarsi – il “percorso enogastronomico” con i ristoratori del Premio Trivelli che avrebbe dovuto aver luogo lunedì sera nei saloni di Palazzo d’Attimis Maniago. Un rinvio legato all’incertezza sull’evoluzione, negli ultimi giorni, a livello nazionale, dei dati Covid: “Di questi tempi – ha sottolineato il presidente dell’Associazione Produttori PItina Igp, Filippo Bier – la prudenza e il buon senso devono avere la precedenza”.

L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Maniago, della Camera di Commercio di Pordenone – Udine, di Promoturismo Fvg e del Consorzio Coltellinai di Maniago. Il programma completo delle iniziative è disponibile su www.ecomuseolisaganis.it sezione eventi oppure sulla pagina Facebook Pitina Igp.
Per la partecipazione al convegno di sabato, alle visite guidate e ai laboratori di domenica è obbligatoria la prenotazione, che può essere fatta direttamente dal sito dell’Ecomuseo.