“La memoria della terra” interpretata dagli ecomusei del Friuli Venezia Giulia

«Il legame con la propria terra è un filo invisibile, fatto di memoria, ricordi, emozioni, sensazioni, immagini che ci riportano a un vissuto più remoto o vicino, e ci consentono di percepire il senso della identità, il senso della comunità: quel legame che va al di là dei rapporti familiari e ci offre l’opportunità di sentire l’appartenenza a una comunità dalla quale possiamo trasmettere, qui come nel mondo, a nostra volta i valori e i tesori caratterizzanti e frutto del territorio, delle sue tradizioni; di una vita secolare nella quale si sono sapute tramandare le ricchezze e i simboli di un’area come delle piccole comunità che la compongono, elementi di attrazione di una realtà dalle innumerevoli peculiarità qual è il Friuli Venezia Giulia». È il messaggio – come evidenzia l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier – che il documentario “La memoria della terra” intende trasmettere.


Realizzato dalla regista friulana, Roberta Cortella, protagonista della trasmissione televisiva Geo, promosso dall’Ente Friuli nel mondo per ricollegare le comunità di corregionali all’estero, è stato presentato da Cinemazero a Pordenone, presente lo stesso esponente della Giunta Fedriga. Il filmato interpreta gli ecomusei come insieme di attrattive delle quali è ricco il nostro territorio. Tratta infatti del Maniaghese, delle acque tra il Tagliamento e il lago dei Tre Comuni, del Gemonese, della Val Resia, dei mestieri della Carnia, dei territori di Ronchi dei Legionari, delle tradizioni agrarie a Fagagna, oltre che delle Dolomiti Friulane.
«Un messaggio – prosegue Zannier – quello de “La memoria della terra”, che vuole evocare le ricchezze e le risorse delle quali il Friuli Venezia Giulia si può fregiare, veicolato attraverso la individuazione degli “ecomusei” intesi come un insieme di caratteristiche identificative e identitarie dei luoghi, delle carature ambientali, naturali e paesaggistiche, delle attività tradizionali della nostra terra che suggeriscono un legame con la stessa. Il plauso della Regione – conclude l’assessore Zannier – è rivolto all’iniziativa e all’autrice, in particolare perché si propone di ricollegare e riaccendere quel filo della memoria che ha tenuto connesse le comunità di nostri corregionali sparse nel mondo con le proprie radici, e diviene nel contempo un elemento di promozione delle nostre specificità».

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In copertina e all’interno tre immagini di Cjase Cocel, il famoso Museo della vita contadina di Fagagna.

 

Coltelli e Pitina protagonisti a Maniago: anche un convegno

Coltelli e Pitina in scena durante un weekend tutto dedicato a due espressioni trainanti dell’economia del Maniaghese. I due prodotti saranno infatti protagonisti a Maniago, sabato 5 e domenica 6 settembre, in una manifestazione organizzata dall’Associazione Produttori della Pitina Igp, nell’ambito di un progetto di promozione finanziato dal Psr 2014-20 per il tramite del Gal Montagna Leader. L’iniziativa si avvale del supporto organizzativo dell’Ecomuseo Lis Aganis, a conferma di una ormai storica collaborazione avviata nel 2012 con l’istituzione congiunta del Premio Trivelli.
Con il claim “La Pitina prodotto culturale”, il premio intitolato al tramontino Mattia Trivelli (cui va l’indiscusso merito di aver salvato dall’oblio un prodotto dalle caratteristiche uniche) nell’arco di otto edizioni (dal 2012 al 2019) è riuscito a coinvolgere ben 72 pubblici esercizi (ristoranti, trattorie, agriturismi, ma anche pasticcerie) con una partecipazione media che negli ultimi anni si è stabilizzata intorno ai 30 locali. Da questo “sodalizio virtuoso” è nata l’idea di un progetto di co-marketing finalizzato a consolidare e a rendere operativa lungo tutto l’arco dell’anno la collaborazione, allargandola al mondo della coltelleria e agli altri prodotti di eccellenza della gastronomia del territorio. L’obiettivo è quello di creare attorno alla Pitina Igp un “club” che promuova in modo integrato il prodotto, i ristoratori, il territorio con le sue risorse enogastronomiche, culturali, ambientali.
Il progetto e il “logo” della nuova iniziativa verranno presentati sabato pomeriggio, alle 16.30, in piazza Nicolò di Maniago, nel corso di un convegno che avrà come punto centrale la “lectio magistralis” sul tema “Lame e Pitine” del professor Angelo Floramo.
Densa, poi, di iniziative la giornata di domenica, che inizierà alle 9.30 con l’apertura, nello spazio verde attiguo al Museo dell’Arte Fabbrile e delle Coltellerie, del Mercatino con i prodotti del Territorio: Pitina, coltelli e molto altro verranno proposti dagli oltre 50 espositori aderenti. Il programma della giornata prevede inoltre una passeggiata in Val Piccola, laboratori per grandi e bambini, visite guidate al Museo e (con trasferimento in minibus a cura dell’organizzazione) a una coltelleria artigianale e a un laboratorio di produzione della Pitina Igp. La colonna sonora del Mercatino sarà a cura della Filarmonica di Maniago.
E’ stata invece annullato – e rinviato a data da destinarsi – il “percorso enogastronomico” con i ristoratori del Premio Trivelli che avrebbe dovuto aver luogo lunedì sera nei saloni di Palazzo d’Attimis Maniago. Un rinvio legato all’incertezza sull’evoluzione, negli ultimi giorni, a livello nazionale, dei dati Covid: “Di questi tempi – ha sottolineato il presidente dell’Associazione Produttori PItina Igp, Filippo Bier – la prudenza e il buon senso devono avere la precedenza”.

L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Maniago, della Camera di Commercio di Pordenone – Udine, di Promoturismo Fvg e del Consorzio Coltellinai di Maniago. Il programma completo delle iniziative è disponibile su www.ecomuseolisaganis.it sezione eventi oppure sulla pagina Facebook Pitina Igp.
Per la partecipazione al convegno di sabato, alle visite guidate e ai laboratori di domenica è obbligatoria la prenotazione, che può essere fatta direttamente dal sito dell’Ecomuseo.