Confagricoltura Fvg e il Goriziano devastato dal maltempo: segnale di fragilità del territorio, bisogna intervenire su argini e corsi d’acqua

Confagricoltura Fvg esprime profondo cordoglio e solidarietà alle famiglie colpite dalla tragedia che ha interessato in maniera drammatica il territorio provinciale di Gorizia nella notte tra il 16 e il 17 novembre. Una violenta ondata di maltempo, con precipitazioni eccezionali ha provocato, tra l’altro, il dissesto idrogeologico della Collina di Cormons, travolgendo almeno tre abitazioni e causando due vittime. L’esondazione dei torrenti Judrio, Torre e Versa ha aggravato ulteriormente la situazione, generando un bilancio pesantissimo: vasti terreni coltivati (per alcune centinaia di ettari) risultano completamente allagati; molte aziende vitivinicole denunciano frane e smottamenti e si registrano gravi blocchi della produzione.


Un caso emblematico è quello dell’azienda Borgo del Tiglio di Nicola Manferrari, a Brazzano di Cormons: l’intero comparto vendita risulta compromesso, la cantina, contenente le bottiglie già pronte per le commesse natalizie — per un valore stimato di 3 milioni di euro — è stata sigillata a causa delle operazioni urgenti di messa in sicurezza.
«Il dramma che ha colpito il Goriziano è una terribile fotografia della fragilità idrogeologica del nostro territorio a seguito di questi fenomeni metereologici improvvisi e di così forte entità – dice Stefano Visintin, direttore di Confagricoltura Gorizia-Trieste -. È un campanello d’allarme che non possiamo più ignorare: è tempo di agire con decisione, responsabilità e lungimiranza. I nostri agricoltori, le nostre comunità, le nostre famiglie meritano che la prevenzione diventi una priorità permanente, non solo un intervento emergenziale».
Confagricoltura sottolinea che almeno una parte di questa emergenza poteva essere evitata, se fosse stata garantita una manutenzione e sistemazione costante e puntuale dei corsi d’acqua e degli argini. Risulta necessario, dunque, intervenire ora con urgenza attraverso misure strutturali per la prevenzione del dissesto idrogeologico: non possono più bastare azioni emergenziali sporadiche. Serve un piano organico di difesa del suolo, sostenuto da risorse adeguate e da una continua operatività nel tempo. È fondamentale, adesso, un coordinamento efficace tra Enti territoriali, Regione Fvg, Consorzi di bonifica, Protezione Civile e Organizzazioni agricole, al fine di predisporre misure preventive realmente efficaci e durature.

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In copertina, vigneti allagati a Dolegnano; all’interno, devastazione nel cortile di Borgo del Tiglio a Brazzano di Cormons.

Come sarà la vendemmia? A Rauscedo domani il punto su un’annata difficile con gli esperti di Assoenologi Fvg

(g.l.) Il Vigneto Fvg si prepara alla vendemmia 2023, al termine di una stagione vitivinicola molto particolare, diciamo pure difficile, caratterizzata da fenomeni atmosferici “estremi”: dall’alta piovosità primaverile all’esplodere delle altissime temperature di luglio, al successivo “assaggio” di autunno anticipato, al ritorno proprio in questi giorni di caldo africano che ci mette tutti a disagio, ma che causa stress non trascurabili anche alla vite alle prese con la maturazione dei grappoli. Il tutto “incrociato” con due tornate di maltempo mai visto a queste latitudini che hanno causato danni immensi anche alle campagne di larga parte del Friuli Venezia Giulia. Che dolore vedere quei filari completamente distrutti dalla grandine, della quale ormai parlare di “chicchi” è totalmente inappropriato. Senza dimenticare poi le malattie che “assediano” la viticoltura regionale, come le stagionali Peronospora e Oidio – incentivate dalle favorevoli, per loro ovviamente, condizioni climatiche – e la devastante Flavescenza dorata, ma anche i danni provocati dalla fauna selvatica. Tirate le somme, il tutto comporterà, come appare evidente, anche una sensibile ripercussione soprattutto sui quantitativi di uva che potranno essere portati in cantina.

Matteo Lovo, Assoenologi Fvg.

Una situazione, dunque, del tutto particolare e che merita una “lettura” altrettanto particolare e specifica. Come quella che sa offrire ogni anno, nelle ultime settimane del solleone e della canicola, Assoenologi Fvg, l’organizzazione dei tecnici della vite e del vino da un paio d’anni affidata alla guida di Matteo Lovo, dopo la lunga gestione di Rodolfo Rizzi e prima ancora di altri illustri esponenti della vitienologia regionale, come Pietro Pittaro – tanto per fare un nome fra tutti – che è stato anche al vertice mondiale degli enologi, rivestendone oggi la presidenza onoraria. Una “lettura” che avverrà, con la partecipazione di uno stuolo di esperti altamente qualificati, domani, alle 17.30, nella sede del nuovo Centro di Ricerca dei Vivai Cooperativi di Rauscedo, in via Ruggero Forti – la strada dedicata all’indimenticato direttore Vcr -, nel Comune di San Giorgio della Richinvelda. «Tale incontro – afferma Lovo nell’invito – rappresenta il momento di maggior importanza tecnica, mediatica e di aggregazione per la nostra associazione, che in base all’andamento climatico della stagione in corso abbiamo ritenuto opportuno organizzare il giorno giovedì 24 agosto».
Alla Prevendemmiale Fvg 2023, oltre allo stesso Matteo Lovo e al presidente nazionale Assoenologi Riccardo Cotarella, interverranno il “padrone di casa” Eugenio Sartori, direttore generale Vcr; Sadro Bressan, Ersa Fvg, Flavescenza dorata; Valentina Gallina, Osmer Fvg, Andamento meteo della stagione 2023; Giovanni Bigot, Uniud, Francesco Degano, tecnico del Consorzio delle Doc Fvg, Aspetti fitosanitari e curve di maturazione; Roberto Zironi, Uniud, Aspetti e considerazioni enologiche sulla lavorazione in cantina; Denis Giorgiutti, Triveneta Certificazioni, Piano dei controlli e vendemmia. Infine, parleranno Stefano Trinco, presidente Doc Friuli; Adriano Gigante, presidente del Consorzio delle Doc Fvg; e Stefano Zannier, assessore all’agricoltura Regione Friuli Venezia Giulia. Un incontro, dunque, di alto profilo che, come dicevamo, saprà sicuramente dare una “lettura” scrupolosa e obiettiva della situazione in cui si dibatte il Vigneto Fvg, per cui la larga partecipazione di tecnici e operatori del settore è assicurata.

Cantina La Delizia in continua crescita: ora i vini di Casarsa (anche spumanti) sono affermati leader a livello nazionale

Una crescita caratterizzata dalla continuità, che pone La Delizia Viticoltori Friulani tra le maggiori realtà vitivinicole d’Italia e tra le più vocate all’export. Il fatturato è salito dai 47 milioni di euro del 2020/2021 ai 67,5 attuali (secondo i primi dati dell’esercizio 2022/2023 appena concluso), passando per i 63,102 del 2021/2022 (settimo posto a livello nazionale per incremento): ma questo è solo uno dei numeri che raccontano l’ascesa. Infatti, dati alla mano tratti dall’annuale ricerca del Corriere Economia, nel periodo 2021/2022 la Cantina di Casarsa della Delizia è risultata la migliore d’Italia per l’incremento del fatturato estero (+69,27%) e l’undicesima a livello nazionale per numero di bottiglie prodotte (26,4 milioni).

Vendemmia all’alba nel 2022.


“Questi numeri – sottolinea il presidente Flavio Bellomo – testimoniano come la nostra cooperativa abbia una crescita consolidata, frutto di un lavoro che ci ha visti puntare, nell’ultimo quadriennio, sul valore della sostenibilità ambientale, economica e sociale del prodotto, sull’innovazione e sulla qualità della filiera dalla vigna al bicchiere e sugli aspetti commerciali. In questo modo siamo tra le aziende leader in Italia per gli spumanti, con anche una significativa quota di vini fermi. Abbiamo colto, nella ripresa post-emergenza sanitaria, le opportunità derivanti dall’innovazione, valutando e introducendo concetti come performance, programmazione, informatizzazione e comunicazione in un settore come quello vitivinicolo che ha bisogno di questo sguardo al futuro. Risultati che insieme al consiglio d’amministrazione, voglio condividere con tutti i soci, dipendenti e forza vendita”.
Inoltre, sono pronti i primi numeri indicativi della chiusura dell’esercizio 2022/2023 (come noto nelle cooperative agricole l’annata fiscale segue quella dell’agricoltura, da luglio al giugno successivo). Se nel 2021/2022 i milioni di euro del fatturato erano stati 63,102 (+33,89 sull’annata precedente) ora hanno proseguito nella crescita fino a 67,5 attuali (un ulteriore +6,91%). Molto interessanti i dati dell’export: 2021/2022 +69,27, 2022/2023 un ulteriore +25,82%. In Italia dal +5,08 si è saliti al +7,26%. Nel dettaglio, riguardo il 2022/2023 l’aumento sui mercati esteri è trainato da Unione Europea (+142,51%) e a seguire Usa (+28,59%) e resto del mondo (+8,64%). In Italia il segno più è anche grazie al settore Horeca a +15,18%.

Bollicine del marchio Naonis.

L’analisi del direttore Mirko Bellini si concentra sul perché i vini La Delizia sono richiesti dal mercato. “Qualità dei nostri prodotti – sottolinea -, serietà e trasparenza dell’azienda e un plus significativo dato dall’immagine aziendale che abbiamo costruito in primis sul mercato Horeca Italia attorno al marchio Naonis: questi i punti di forza che ora ci rendono riconoscibili e richiesti sui mercati, a fronte di un “mare” di proposte vinicole che però non hanno saputo o non hanno avuto il coraggio di compiere le scelte, anche comunicative e di strategia, che noi abbiamo voluto fare. Basti pensare al caso del Prosecco, un driver che naturalmente traina le vendite per tutte le aziende. Ma non tutti hanno saputo fare le scelte giuste e hanno saputo cavalcarne l’onda, finendo schiacciati a volte dalle dinamiche dei prezzi. Noi sì, grazie all’innovazione, progettualità, visione futura, trasparenza e passione”.
Ora è già tempo di guardare alla prossima vendemmia. “Partiremo poco dopo Ferragosto – conclude Bellini -, l’estate è stata sicuramente diversa da quella siccitosa del 2022 anche se abbiamo dovuto far fronte alle ondate di maltempo che hanno colpito il Friuli Venezia Giulia. Ci stiamo preparando per la raccolta 2023”.

Vigneti tra le ghiaie delle Grave.

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In copertina, il direttore della Cantina Mirko Bellini con il presidente Flavio Bellomo.

Finalmente il sole! Domani a Grado l’attesa cena spettacolo sulla spiaggia con Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori

(g.l.) Finalmente in Friuli Venezia Giulia è ritornato il sole in questa estate travagliata da un maltempo senza precedenti che ha causato danni gravissimi all’agricoltura di mezza regione. E le previsioni meteo sembrano favorevoli almeno fino a metà settimana, per cui stavolta non dovrebbero esserci problemi per la cena spettacolo programmata a Grado da Fvg Via dei Sapori. Come già annunciato, l’appuntamento è pertanto fissato per domani sulla spiaggia principale della Git, dove la manifestazione si doveva tenere già il 25 luglio, poi rinviata per la pioggia al giorno successivo e quindi ancora più avanti, cioè a domani 8 agosto.


Conto alla rovescia, quindi, per l’attesissimo e ormai tradizionale appuntamento di stile e mondanità del calendario estivo di Grado, firmato dall’apprezzato gruppo delle 21 star della ristorazione che mettono in scena in luoghi di grande suggestione quanto di più raffinato propone in tavola il Friuli Venezia Giulia. Sarà una piacevole occasione per godersi la grande cucina d’Autore in riva al mare, in un’atmosfera glam ed elegantemente informale. Quest’anno, dopo tante edizioni ospitate sul Lungomare Nazario Sario, davanti al palazzo municipale, la manifestazione cambia location e verrà allestita per la prima volta in spiaggia, quella conosciuta come “Imperiale”, perché creata all’epoca in cui l’Isola d’Oro ricadeva nel territorio governato dalla Casa d’Austria, testimoniato ancora oggi dalle bellissime e suggestive Ville Bianchi tra i viali Dante Alighieri e Regina Elena.
Come è noto, la cena spettacolo – che segue quella, bellissima, avvenuta al Castello di Spessa, a Capriva del Friuli – avrà 21 tappe e il menu sarà un omaggio alla cucina dell’estate, con i suoi sapori e i suoi profumi, liberamente interpretata dagli chef dei ristoranti del gruppo, che cucineranno in diretta davanti al pubblico piatti di alta creatività creati appositamente per la serata. A proporre l’abbinamento cibo-vino perfetto, altrettanti vignaioli delle più prestigiose aziende vinicole friulane. Con l’Androna, il famoso ristorante del centro storico di Grado, ad esibirsi saranno gli chef di AB Osteria Contemporanea di Lavariano di Mortegliano, Ai Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Pocenia, Al Ponte di Gradisca D’Isonzo, Caffetteria Torinese di Palmanova, Campiello di San Giovanni Al Natisone, Carnia di Venzone, Costantini di Collalto di Tarcento, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta di Varmo, Enoteca di Buttrio, La Subida di Cormòns, La Taverna di Colloredo Monte Albano, La Torre di Spilimbergo, Lokanda Devetak di Savogna d’Isonzo, Mondschein di Sappada, San Michele di Fagagna, Vitello d’Oro di Udine. Con loro, saranno presenti anche i Ristoranti Amici del Consorzio: Casa Valcellina di Montereale Valcellina, Da Alvise di Sutrio, Tre Merli di Trieste.
L’ouverture – così come la chiusura con i dolci, i gelati, il caffè e i distillati – sarà affidata a 7 artigiani del gusto, produttori agroalimentari di livello assoluto, uniti a ristoratori e vignaioli attorno ad uno stesso progetto: la valorizzazione del cibo, dei prodotti e del territorio del Friuli Venezia Giulia. Da 23 anni portabandiera delle eccellenze enogastronomiche di questa regione del Nord Est, straordinario melting pot di genti, culture, cibi, il Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori – guidato da sempre da Walter Filiputti – è un affiatatissimo gruppo composto da 60 aziende top-quality: 21 ristoratori che – dal mare Adriatico alle Alpi – sono portabandiera delle molteplici anime della cucina regionale, pensata e rielaborata da ciascuno secondo il proprio personalissimo percorso di ricerca; 22 tra vignaioli e distillatori e 17 artigiani del gusto. Insieme rappresentano quanto di meglio offre questa terra in fatto di cibi e vini.

La Cena spettacolo inizierà alle 19.30. I dettagli del menu sono consultabili sul sito www.friuliviadeisapori.it

info@friuliviadeisapori.it
telefono 0432.530052

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In copertina e all’interno immagini dell’ultima edizione della serata enogastronomica a Grado.

Maltempo, aziende agricole devastate. Zannier: subito le prime misure urgenti

«La conta dei danni anche per i settori dell’agricoltura e dell’allevamento, nelle aree maggiormente colpite dalle ultime devastanti ondate di maltempo in Friuli Venezia Giulia, si sta rilevando davvero disastrosa con condizioni estremamente critiche. Danni importanti sia alle produzioni, ma anche alle strutture e ai mezzi delle aziende agricole. Pesantissima la situazione in alcuni allevamenti e stalle completamente scoperchiate e all’interno delle quali è inevitabile mantenere la presenza dei capi di bestiame. In queste ore è necessario che gli operatori mantengano la calma ed effettuino il più rapidamente possibile le stime dei danni». Lo ha detto ieri mattina l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, che ha compiuto un sopralluogo visitando alcune aziende agricole e alcuni impianti zootecnici che hanno registrato ingentissimi danni nelle aree maggiormente colpite dal maltempo.

«Già oggi pomeriggio – ha annunciato l’assessore Zannier – in Consiglio regionale attiveremo le prime misure urgenti. È anche necessario che a livello nazionale vengano attivati gli strumenti adeguati per poter affrontare una situazione davvero pesantissima e complicata che gli operatori del settore non possono certamente affrontare soltanto con i loro mezzi. In queste ore la Regione appronterà urgentemente – ha ribadito l’esponente della Giunta Fedriga – tutti gli strumenti possibili per essere vicina alle aziende dell’agroalimentare e del comparto zootecnico attendendo di avere rapide risposte rispetto all’attivazione delle procedure di intervento e di aiuto anche da parte del governo nazionale».
Nella giornata di martedì l’assessore Zannier aveva già annunciato l’attivazione delle procedure per richiedere il riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento dannoso al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, oltre alle altre possibili forme di intervento a sostegno delle aziende agricole della regione. «Siamo di fronte – ha sottolineato ancora l’assessore – a eventi atmosferici e grandinate senza precedenti accompagnate da venti straordinari e piogge torrenziali che in molti casi hanno distrutto anche gli stessi impianti anti-grandine. I danni sono di proporzioni enormi. Risultano devastate, non solo le coltivazioni che vedono i raccolti compromessi, ma anche moltissime strutture e coperture delle stalle, serre e dei capannoni agricoli».

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In copertina e all’interno danni subiti dalle aziende agricole esposti all’assessore Zannier.

Maltempo, il Fvg ora conta i danni. Zannier: “Aiuteremo gli agricoltori”

«Anche in Friuli Venezia Giulia sono ingenti i danni alle strutture e alle produzioni agricole a seguito dell’ondata di maltempo che ha colpito vaste aree del territorio regionale. Le prime stime contano già danni per diversi milioni di euro». Lo ha affermato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche, Stefano Zannier, il quale ha reso noto che «i funzionari della Direzione centrale stanno quantificando i danni che si riferiscono non solo agli eventi atmosferici tra il 24 e il 25 luglio, ma anche a quelli dal 13 luglio scorso e poi ancora tra il 18 e il 19 luglio ed è in corso la perimetrazione delle aree maggiormente colpite. Si stanno inoltre prontamente attivando le procedure per richiedere il riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento dannoso al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste oltre alle altre possibili forme di intervento a sostegno delle aziende agricole della regione».

Stefano Zannier


Come ha ricordato l’esponente della Giunta Fedriga, «si è trattato di grandinate senza precedenti accompagnate da venti straordinari e piogge torrenziali che hanno provocato enormi danni devastando le coperture delle stalle, delle serre e dei capannoni agricoli, distruggendo le reti antigrandine a protezione delle colture che non hanno potuto reggere l’impatto di chicchi di grandine di dimensioni straordinariamente rilevanti. Ingenti anche i danni alle colture agricole, così come – ha concluso l’assessore Zannier – vengono segnalati pesanti danni anche agli impianti di irrigazione che sono stati rovesciati dalla furia degli agenti atmosferici».

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In copertina, mais distrutto dalla grandine e dal forte vento nel Medio Friuli.

Agricoltura Fvg devastata da grandine e vento: cosa chiedono le organizzazioni

Gran parte del territorio rurale del Friuli Venezia Giulia è stato devastato da una impressionante ondata di maltempo che non ha precedenti in termini di vastità così elevata, con danni incalcolabili alle produzioni di ogni tipo e alle strutture. Ecco, pertanto, cosa chiedono alla pubblica amministrazione le organizzazioni agricole.

CIA – Gli eventi meteoclimatici delle giornate del 24 e del 25 luglio sono stati davvero catastrofici per l’agricoltura. È la considerazione fatta, a caldo, dai presidenti di Cia Fvg – Agricoltori Italiani, Franco Clementin, e da Franc Fabec, presidente della Kmecka Zveza. Si consideri che i fenomeni hanno colpito in maniera estesa l’intero territorio del Friuli Venezia Giulia, dalla provincia di Gorizia, passando per il Medio Friuli e la Bassa Friulana, giungendo fino alla Bassa Pordenonese e considerando, soprattutto, che in numerose aziende è stato distrutto fino al 70% dei raccolti, con punte dell’80% in alcune aziende vitivinicole e cerealicole, oltrechè vi sono stati ingenti danni alle infrastrutture aziendali. Clementin e Fabec, inoltre, rilevano che ciò compromette gravemente la capacità produttiva nonché, nei casi più gravi, la sopravvivenza stessa delle aziende agricole e, dunque, rivolgono alcune richieste all’Amministrazione regionale e, in particolare, alla Direzione delle Risorse agroalimentari chiedendo, inoltre, un incontro urgente con l’assessore Stefano Zannier, competente per materia al quale, i due presidenti, anticipano le loro proposte di intervento e ristoro chiedendo di farsi parte attiva al fine di: richiedere ai competenti organi la dichiarazione dello stato di calamità sui territori colpiti; procedere nella quantificazione dei danni semplificando la raccolta delle informazioni peritali; adottare uno stanziamento straordinario al fine di soccorrere economicamente le imprese colpite e permettere la continuità aziendale; convocare gli Istituti bancari operanti sul territorio regionale al fine di farli partecipi della grave situazione complessiva e, soprattutto, richiedere al Governo nazionale l’adozione, tramite Decreto, di una moratoria sul pagamento dei prestiti e mutui per le aziende agricole insediate nelle zone interessate dai fenomeni temporaleschi.

COLDIRETTI – Abbiamo chiesto al Governo il riconoscimento dello stato di calamità per l’agricoltura devastata dal maltempo che ha colpito il Nord Italia. È quanto annuncia il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, che ha scritto una lettera al Governo per sottolineare la necessità di una immediata moratoria sugli impegni economico finanziari e la sospensione degli oneri contributi. Il nord Italia è stato segnato da ben 44 tempeste di vento e grandine in un solo giorno che hanno colpito città e campagne con danni incalcolabili, secondo l’analisi della Coldiretti su dati Eswd (European sever weather database) dalla quale si evidenzia che l’ondata di maltempo ha colpito dal Piemonte al Veneto fino al Friuli Venezia Giulia con il concentrarsi di numerosi eventi estremi in particolare in Lombardia.
Le forti grandinate con vere e proprie palle di ghiaccio hanno colpito irrimediabilmente le produzioni di grano, ortaggi, barbabietole, frutta e vigneti ma anche alberi divelti, serre distrutte e strutture agricole con tetti rovinati. La grandine è l’evento climatico avverso più temuto dall’agricoltura in questa fase stagionale per i danni irreversibili che provoca alle coltivazioni in campo che lo scorso anno hanno raggiunto la cifra record di oltre mezzo miliardo di euro solo nelle aziende assicurate secondo l’Asnacodi.
I chicchi colpiscono i frutti in modo da provocarne la caduta o danneggiandoli così da impedirne la crescita o lasciando deformazioni tali da renderli non adatti alla commercializzazione. Un evento climatico avverso che si ripete sempre con maggiore frequenza ma a cambiare è anche la dimensione dei chicchi che risulta essere aumentata considerevolmente negli ultimi anni con la caduta di veri e propri blocchi di ghiaccio anche più grandi di una palla da tennis.

CONFAGRICOLTURA – «Le grandinate della scorsa notta non solo sono state catastrofiche in alcune zone, ma anche abbastanza rare in quanto hanno colpito un territorio ampio, in un raggio di oltre 50 chilometri», dice Fabio d’Attimis Maniago, viticoltore di Buttrio e referente dei giovani agricoltori di Confagricoltura Fvg. «Mi hanno chiamato molti colleghi e amici di Mortegliano, Codroipo, Bertiolo, dei Colli Orientali, segnalandomi dei danni ai vigneti che, a seconda della zona, vanno dal 10% fino all’80% a causa della grandezza dei chicchi della grandine e della violenza del vento. Un collega aveva anche un appezzamento a luppolo, completamente distrutto».
«Nel Codroipese, del mais sono rimasti in piedi solo gli steli – sottolinea Alberto Vendrame -. Anche le pannocchie sono state danneggiate e, nella fase di crescita, potranno produrre muffe indesiderate mettendo a repentaglio la qualità del (poco) raccolto. Di converso, il mancato raccolto anche delle piante fresche, creerà contraccolpi alla zootecnia. Da una prima ricognizione si può dire che il danno sul mais è stimabile attorno al 70-80%. Pure la soia è stata completamente defogliata e, se si riprenderà, sarà sicuramente meno produttiva. Infine, i danni sulle vigne e sui grappoli, molto elevati, saranno probabilmente aggravati dalle infezioni che, da qui alla vendemmia, attaccheranno gli acini, peggiorando la qualità del raccolto». «A Pasiano di Pordenone – aggiunge Giacomo Proietto – siamo stati interessati dai fenomeni grandinigeni in maniera marginale. Segnalo però che, ieri sera, in pochi minuti di temporale, sono piovuti 10 mm di acqua».
A Remanzacco non c’è stata la grandine, ma vento forte che ha causato danni alle piante e a tante strutture agricole. «Questi eventi estremi ci colgono impreparati – è il pensiero di Philip Thurn Valsassina, presidente di Confagricoltura Fvg -. C’è da riflettere sul fatto che, soprattutto, vengono danneggiate le colture pluriennali e le strutture aziendali, con conseguenze che interessano più annualità produttive. Confidiamo nel sostegno della Regione, che non è mai mancato, per fare in modo che i nostri imprenditori agricoli possano rimettersi in piedi, con le proprie aziende, nel più breve tempo possibile».

FEDAGRIPESCA – «È tutta la mattina che sono al telefono con i soci delle nostre cooperative – dice Venanzio Francescutti, presidente di FedAgriPesca -. La zona colpita dal maltempo degli ultimi due giorni è veramente vasta e abbraccia parecchi chilometri quadrati di territorio regionale: dal Pordenonese al Medio Friuli e alla bassa pianura goriziana. Difficile, ancora, fare stime precise dei danni anche perché alcune zone sono state più martoriate altre, fortunatamente, meno. Sui vigneti, sul kiwi e sui vivai di barbatelle, sicuramente, si segnalano i danni più importanti che, in alcuni casi, si ripercuoteranno sulle stagioni successive. Purtroppo – prosegue Francescutti – ci segnalano anche molte stalle con i tetti danneggiati e le vacche senza protezione. In alcuni luoghi è venuta meno la corrente elettrica con difficoltà o impossibilità di eseguire per tempo la mungitura degli animali. In positivo si può dire – conclude Francescutti – che siamo certi che la Regione, come sempre, sarà vicina ai nostri produttori; dall’altra parte, non possiamo più negare che tutti noi, collettivamente, abbiamo un ruolo nella crisi climatica e ne subiamo le conseguenze (in primis i produttori agricoli) e dobbiamo urgentemente capire il da farsi e intervenire per bloccare la spirale peggiorativa, con politiche adeguate e pure con modifiche quotidiane sui nostri stili di vita».

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In copertina e all’interno immagini della devastazione causate in Fvg dalla grandine.

Maltempo, sospesa la cena-spettacolo di Fvg Via dei Sapori di questa sera a Grado

«I danni provocati dagli eccezionali episodi di maltempo che si sono abbattuti sul nostro territorio – e che hanno coinvolto anche alcuni dei nostri ristoranti – ci impongono di sospendere l’organizzazione dell’evento di mercoledì 26 luglio a Grado. In questi giorni valuteremo la situazione al meglio ed entro venerdì pomeriggio ci impegniamo a comunicarvi le prossime decisioni. Grazie a tutti di cuore della comprensione e della pazienza! E tutta la nostra solidarietà ai tanti che, purtroppo, si sono trovati colpiti da questi eventi». Questa la comunicazione da parte di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, che aveva organizzato appunto per oggi, sulla spiaggia principale della Git di Grado, la tradizionale cena-spettacolo estiva.
Da 23 anni portabandiera delle eccellenze enogastronomiche del Friuli Venezia Giulia, straordinario melting pot di genti, culture, cibi, il Consorzio Fvg Giulia Via dei Sapori è un affiatatissimo gruppo composto da 60 aziende top-quality: 21 ristoratori che – dal mare Adriatico alle Alpi – sono portabandiera delle molteplici anime della cucina regionale, pensata e rielaborata da ciascuno secondo il proprio personalissimo percorso di ricerca; 22 tra vignaioli e distillatori e 17 artigiani del gusto. Insieme rappresentano quanto di meglio offre questa terra in fatto di cibi e vini.

Per informazioni: Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori
www.friuliviadeisapori.it – info@friuliviadeisapori.it – Tel. 0432. 530052

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In copertina, un’immagine dell’ultima edizione della cena-spettacolo a Grado.

Maltempo, prestiti agevolati di CiviBank per le aziende agricole del Nordest

Prestiti agevolati alle aziende agricole colpite dal maltempo nel Nordest. Li ha messi a disposizione CiviBank a fronte dei danni causati alle colture dal maltempo eccezionale di luglio e agosto, che hanno visto temporali e grandine abbattersi su Friuli Venezia Giulia e Veneto. Tali danni – informa un comunicato – sono stati particolarmente ingenti nel Pordenonese (in particolare nei Comuni di Azzano Decimo, Fiume Veneto, San Vito al Tagliamento e Chions) e nelle province di Vicenza e Padova. Si stima che ci saranno gravi ricadute sui raccolti e sulla vendemmia con inevitabili conseguenze economiche per le aziende produttrici.
Come già avvenuto in passato in caso di eventi calamitosi, CiviBank, istituto leader nel credito agrario in Friuli Venezia Giulia, ha subito messo a disposizione delle aziende colpite un finanziamento a tasso agevolato della durata di 12 mesi finalizzato al sostegno delle aziende stesse. L’importo finanziabile è stato quantificato forfettariamente in: 10 mila euro per ettaro coltivato a vigneto o frutteto e 2 mila per ettaro per seminativi, fino ad un importo massimo di 100 mila euro.
La somma – precisa al riguardo il comunicato – potrà essere ottenuta nella forma tecnica della cambiale agraria con rimborso in un’unica soluzione alla scadenza del prestito. La scadenza per presentare domanda di finanziamento è il 30 settembre prossimo, nei limiti del plafond complessivo di 10 milioni di euro. Particolarmente semplificata è anche la documentazione richiesta dalla banca per agevolare il più possibile l’accesso al credito. L’operazione è attivabile in tutte le filiali CiviBank. Nel contempo, Civibank è anche al fianco dei privati che hanno visto danneggiate le proprie abitazioni o condomini, grazie al finanziamento Ecoprestito per i lavori di riparazione e ristrutturazione: nel caso di abitazioni private, Ecoprestito copre il 100% della spesa; nel caso di complessi condominiali, copre fino a 250.000 euro.
“I provvedimenti – conclude la nota – rappresentano il rinnovato impegno di CiviBank nei confronti del territorio in cui opera verso il quale, anche in passato, è intervenuta efficacemente e prontamente durante tutti i casi di emergenza che si sono verificati”.

La sede centrale di CiviBank.

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In copertina, violentissime le grandinate che hanno colpito il Pordenonese.

Pescatori di Grado e Marano in crisi: già all’attacco le “noci di mare”

di Gi Elle

Proprio senza pace questo disastroso 2020 (bisestile a tutti gli effetti)! La durissima batosta sull’economia assestataci dal Coronavirus, il maltempo che non ci molla – con altri gravi effetti su agricoltura e turismo – e ora anche le “noci di mare”. Come se non bastassero le meduse… Nuova grana, infatti, per i pescatori del Friuli Venezia Giulia perché, in anticipo sulla stagione, anche quest’anno sono arrivate le “bufole”, nomignolo dato agli ctenofori o appunto “noci di mare”, organismi gelatinosi predatori che da alcuni anni invadono, in estate, anche le nostre acque, in particolare quelle della Laguna di Grado e Marano, distruggendo latterini e gamberetti, che sono alla base delle nostre gustose fritture.

Le voracissime “noci di mare”.

Gli ctenofori sono organismi alieni, arrivati dal Mar Nero (ne hanno fatta di strada, anzi di acqua…), dove hanno messo in ginocchio proprio l’attività dei pescatori. I dati in possesso di Fedagripesca Fvg, confermati anche dall’Ogs (Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale) di Trieste, indicano la loro presenza nel nostro territorio, in modo massivo, almeno dal 2016. Si tratta di esseri altamente dannosi per la pesca per due motivi: galleggiano nell’acqua e sono voracissimi, predando tutto quello che è alla loro portata (plancton, uova e larve di pesce e di molluschi) creando un grave problema ecologico che si ripercuote su tutto il comparto ittico.
Inoltre, facendosi portare dalle correnti, finiscono nelle reti, in particolare nei cogolli dove, con la loro consistenza gelatinosa, ostruiscono i fori e riempiono il cogollo rendendolo inservibile. Questo succede in particolare con i “cogoi fissi”, a maglie molto strette, che servono per la cattura del latterino e del gambero di laguna, ingredienti tipici, come si diceva, del delizioso fritto di mare e che rappresentano oltre l’80 per cento del pescato nella Laguna di Marano e Grado.

La cattura con i “grasiui” è fra le più tradizionali della pesca lagunare, ricca di storia e adattatasi all’ambiente, tanto da essere a impatto ambientale nullo o quasi. Proprio i pescatori che la praticano sono i più colpiti dall’invasione degli ctenofori: negli anni hanno visto ridursi il reddito da latterino di circa il 60 per cento, raggiungendo, per il gambero, un taglio di oltre il 70. Normalmente, le “noci di mare” diventano numerose con il caldo, a luglio-agosto – sono favorite, proprio come le meduse, dalle alte temperature del mare -, ma quest’anno sono già presenti in maniera massiccia, essendo stato un inverno molto mite, tanto che i pescatori stanno pensando di riportare a casa le reti, essendo praticamente impossibile lavorare. Il mondo scientifico, in particolare l’Ogs, è allertato e sta studiando il fenomeno, ma le imprese del settore – sottolinea Fedagripesca Fvg – hanno bisogno di un sostegno immediato, in attesa di capire cosa si possa fare per far sì che una pesca e un prodotto tipico delle nostre marinerie possano continuare a sopravvivere.

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In copertina e qui sopra pescatori al lavoro nel Porto di Grado.