LA RICETTA DI COSETTI – “File e daspe” piatto tipico di Fielis

di Gi Elle

Oggi, per la consueta “Ricetta del sabato”, torneremo in montagna per proporvi un piatto tipico della zona di Fielis, una piccola frazione di Zuglio Carnico, località di origine romana – famosa per le sue rovine – che tutti conoscono per il “Bacio delle Croci” in occasione della festa dell’Ascensione. L’abbiamo tratto dal libro “Vecchia e nuova cucina di Carnia” che Gianni Cosetti pubblicò nel 2000, un anno prima di lasciarci prematuramente, per i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi per conto della Casa Editrice Leonardo di Pasian di Prato, con la collaborazione dell’allora Camera di Commercio di Udine nell’ambito dell’iniziativa promozionale Made in Friuli. Si tratta, dunque, del piatto

“File e daspe piatto tipico della zona di Fielis, presso Zuglio”

Cosa serve
(40 minuti)

4 tuorli d’uovo
300 g formaggio latteria fresco
4 cucchiai aceto di mele
8 patate piccole e ovali
1/2 bicchiere di latte
sale e pepe qb
12 steli di erba cipollina

Come fare

Lavate le patate e lessatele con la buccia.
In una ciotola mettete i tuorli, il formaggio a dadini, il sale ed il pepe; sbattete con una forchetta, quindi aggiungete l’aceto ed il latte e mescolate bene.
Versate il composto in una casseruola antiaderente e cuocete a fuoco basso continuando a mescolare finché otterrete una salsa liquida e cremosa.
Sbucciate le patate calde e tagliatele a metà.
In piatti piani singoli ben caldi sistemate quattro mezze patate, versatevi sopra un mestolino della crema di formaggio e guarnite con tre fili di erba cipollina disposti a ventaglio.

Cosa bere

Sauvignon Cof, Friuli Colli orientali.

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In copertina, ecco il piatto “File e daspe” di Gianni Cosetti.

LA RICETTA DI COSETTI – “Toc’ in Braide” intingolo del podere

di Gi Elle

Appuntamento con la consueta “Ricetta del sabato”. E, come annunciato la scorsa settimana, oggi diamo il via alla pubblicazione delle famose ricette di Gianni Cosetti, “anima” del Roma di Tolmezzo, e che lui stesso raccolse nel prezioso volume “Vecchia e nuova cucina di Carnia” che pubblicò nel 2000, un anno prima di lasciarci prematuramente, per i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi per conto della Casa Editrice Leonardo di Pasian di Prato, con la collaborazione dell’allora Camera di Commercio di Udine nell’ambito dell’iniziativa promozionale Made in Friuli. Apre la serie il piatto che, meglio di tutti gli altri, esprime attraverso una ricetta “tipica rinnovata” la cucina del grande chef tolmezzino con radici nella vicina Villa Santina, declinata in tre versioni stagionali:

“Toc’ in Braide”
intingolo del podere

Cosa serve
(40 minuti)

PREPARAZIONE DI BASE

per la polenta:
200 g farina di mais macinata sottile
2 dl acqua
2 dl latte
sale

per la salsa:
300 g tra formaggio di malga e ricotta fresca
e caprino
1 dl latte

per il condimento:
100 g burro
50 g farina di mais

COME FARE

In una casseruola fate bollire l’acqua e il latte, salate e versate a pioggia la farina mescolando energicamente con la frusta e badando di non formare grumi: cuocete per 30 minuti.
A cottura ultimata ne risulterà una polentina piuttosto tenera.
A parte fate fondere a bagnomaria i formaggi con il latte e frullate il tutto fino ad ottenere una crema piuttosto liquida.
In un tegame rosolate il burro e la farina di mais finché diventeranno color nocciola: otterrete così la “morchia”.
Servite in piatti singoli la polentina calda, versatevi sopra un mestolino di crema di formaggi e condite con qualche cucchiaio di morchia.
Ed ecco le varianti stagionali di Gianni Cosetti:

In Estate ed Inverno
Con una fettina di Torchon di foie gras e Malvasia.

In Primavera
Con punte di asparagi e Tocai (oggi chiamato Friulano), oppure frittura di capretto e Chardonnay affinato in barrique.

In Autunno
Con funghi trifolati e Pinot bianco o fette sottili di tartufo bianco e Sauvignon.

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In copertina, il piatto “Toc’ in Braide”; in alto, lo chef Gianni Cosetti.

Omaggio alla cucina di Gianni Cosetti “cantore” della Carnia

di Giuseppe Longo

Se c’è un cuoco che ha scritto una indelebile pagina nella storia della cucina friulana, e prima ancora carnica, non ci sono dubbi: è Gianni Cosetti, anima per tanti anni del mitico “Roma” di Tolmezzo, dove per Luigi Veronelli – grande amico del Friuli – i suoi menù erano «immensi, inarrivabili, superiori». Per l’indimenticabile giornalista enogastronomico, Cosetti era «il cuoco più moderno che l’Italia abbia mai avuto, perché ha intuito primo fra tutti il valore assoluto delle sue erbe, dei suoi funghi, dei prodotti delle sue malghe». Nato a Villa Santina nel 1939 e spentosi, ancora in giovane età, nella cittadina che, appunto, l’ha visto dare il meglio di sè, aveva infatti capito l’importanza di rimanere legato alla sua montagna, ai suoi prodotti, alle sue tradizioni. Lo spiega lui stesso nel bellissimo libro “Vecchia e nuova cucina di Carnia” che già nel titolo riassume il senso della sua missione tra i fornelli: al passato, sempre portatore di saggezza, innestare la fantasia e lo spirito di iniziativa che in uno chef che si rispetti non devono mai mancare. «Anche per me, l'”orso” di Carnia, sono d’obbligo – scriveva lo stesso Gianni Cosetti – alcune righe di prefazione per presentare questo libro che non vuol essere un trattato di cucina ma una raccolta di ricette della mia terra. Ognuna di queste trova le sue origini nell’ingegnosa cucina delle donne carniche di un tempo che, facendo di necessità virtù, riuscivano con amore e fantasia ad inventare numerose pietanze nonostante la scarsa varietà degli ingredienti di base. Solo grazie all’insostituibile aiuto e sostegno da parte di tutta la mia famiglia sono però riuscito, dai numerosi appunti raccolti disordinatamente negli ultimi 20 anni, a giungere alla stesura di questa raccolta».
Ebbene, proprio attingendo a questo prezioso volume, vi proporremo di volta in volta un piatto nella settimanale rubrica enogastronomica “La ricetta del sabato” che riprenderà il 4 aprile prossimo. Il libro fu pubblicato da Gianni Cosetti nel 2000, appena un anno prima della sua prematura, dolorosa scomparsa: lo dedicò alla mamma Gabriella, fonte di tanti insegnamenti, estendendo, nel contempo, “un ringraziamento particolare al mio collaboratore Daniele Cortiula e alle mie figlie Gabriella, Anna, Silvia”. Alla stampa provvide l’Editrice Leonardo di Pasian di Prato in collaborazione con l’allora Camera di Commercio di Udine, nell’ambito della sua iniziativa promozionale Made in Friuli, per i tipi della Società Editoriale Ergon di Ronchi. Il progetto grafico è di Federica Plazzotta e l’immagine di copertina è di Raffaele Larice. Vi sono pubblicate anche tre splendide fotografie di Ulderica Da Pozzo, impareggiabile con il suo obiettivo nel descrivere la sua Carnia.
Una proposta, quindi, che vuole essere sì un omaggio a Gianni Cosetti alla vigilia del ventesimo anniversario della morte, ma anche alla sua terra, difficile ma indubbiamente affascinante. Cominceremo con un piatto fra i più famosi e imitati, il “Toc’ in braide”, per continuare, settimanalmente o quasi, con le ricette più attinenti al momento stagionale, ripescandoli fra antipasti, primi, secondi, verdure, salse e dolci. Un vero peccato che non tutti siano accompagnati da una foto, ma in questi casi lasceremo libertà alla immaginazione dei lettori.
Tutte ricette, insomma, che attingono a quella fonte inesauribile di aromi e sapori che è la «cucina carnica, la sola che gli piacesse – scriveva Gianni Mura, che ci ha lasciato appena una settimana fa -, che gli uscisse da dentro, dai ricordi d’infanzia, dalle facce di casa”». «Il nostro “cuocosauro” – così simpaticamente lo chiamava il grande giornalista – rifiuta il progresso delle microonde e le seduzioni degli astici e dei branzini: solo fuochi di legna, solo ingredienti del posto. La cucina carnica è povera per definizione e antica fame, ma ricca nei sapori che il formaggio affumicato sottolinea, le erbe di campo ingentiliscono». Caratteristiche sulle quali era d’accordo lo stesso Veronelli. Della Carnia infatti diceva: «… mi conquista, mi affascina, mi assorbe la sua cucina. Una cucina maschia, lineare, senza tentennamenti da che si misura sulla fiamma odorosa dei legni e sui frutti senza mediazione, carichi di millenari afrori e sapori, della terra alpina, difficile sino ad asprezza». Concludendo con un elogio a Cosetti: «Gianni ha percorso strada via strada, sentiero per sentiero, pietra per pietra, alla ricerca e alla raccolta prima, poi alla catalogazione e alla stesura della ricetta dell’immenso patrinonio cucinario della sua terra». E, allora, arrivederci con “La ricetta del sabato” del 4 aprile. Con Gianni Cosetti vi insegneremo a fare il suo “Toc’ in braide”.

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In copertina, Gianni Cosetti e qui sopra il suo “Toc’ in braide”.

A “Melaverde” il Fvg con gli spumanti Pittaro e i piatti di Morassutti

di Silvio Bini

Domenica in Tv. La pianura friulana mostrerà oggi alcune sue peculiarità produttive, attraverso la trasmissione di Canale 5, “Melaverde”, e l’attesa è, in particolare, per la presenza sullo schermo, poco prima delle 12, della Cantina Vigneti Pittaro di Codroipo e della Trattoria Da Toni a Gradiscutta di Varmo. Nella puntata si ripercorrerà la storia di Piero Pittaro, un giovane enologo figlio di contadini, che decise di sfruttare questa terra apparentemente inospitale per coltivare la vigna e mettere le basi, assieme ad altri pionieri, della grande produzione vitivinicola friulana. La sua voglia di fare non si fermò e presto riuscì a realizzare un grande sogno: produrre il suo champagne/spumante diventando uno dei primi produttori di bollicine metodo classico Made in Friuli.
Ma fin dai primi anni Pittaro iniziò una raccolta di oggetti legati al mondo del vino che in breve tempo divenne una collezione privata dal valore inestimabile, oggi un vero e proprio museo.

Il museo del vino di Piero Pittaro.


Il ristorante Da Toni è invece un accogliente locale tipico situato in Comune di Varmo, capace di offrire un’esperienza enogastronomica nel rispetto della tradizione friulana. Immerso nel verde della campagna e circondato dalla natura, la storica trattoria è una vera e propria istituzione della zona, grazie ai suoi 90 anni di storia ed esperienza in cucina. L’ambiente è rustico, autentico ed estremamente accogliente. Lo staff di Aldo Morassutti svelerà i segreti della cucina, che hanno reso famoso il ristorante, rinomato per le ricette genuine e semplici, cucinate come vuole la tradizione e rivisitate nel corso del tempo per accontentare anche i palati più esigenti. Formaggi e salumi freschissimi, carne scelta e selezionata, verdure dell’orto dello stesso locale, pesce di fiume, pasta fatta in casa, confetture artigianali. Nella trasmissione, interverrà anche Valentino Targato, presidente della Copagri Friuli Venezia Giulia, organizzazione di rappresentanza di coltivatori diretti, con sede a Codroipo.

Aldo Morassutti a Grado e la trattoria Da Toni a Gradiscutta.

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In copertina, l’enologo Piero Pittaro nel suo museo del vino a Codroipo.

Il blog compie un anno. Ora nasce Vigneto.FriuliVG.com

Cari Lettori,
oggi comincia il secondo anno di vita per FriuliVG.com. Era infatti il 18 maggio 2018 quando, quasi per gioco, nasceva questo blog dedicato all’Agroalimentare e all’Enogastronomia. Dopo poche settimane, si era aggiunto il Turismo nella consapevolezza di come quest’ultimo settore fosse intimamente legato con i primi due che, anzi, ne sono un traino e un arricchimento formidabile. E ora, come potete vedere, anche la Cultura ha un ruolo importante, viste le tante e qualificate manifestazioni di cui il sito riferisce quasi quotidianamente.

Così oggi, spenta idealmente la prima candelina, è opportuno trarre un seppure rapido bilancio. E questo mi permette di dire che gli argomenti via via trattati, senza però alcuna pretesa di essere esaustivi, hanno incontrato l’interesse di Voi Lettori, ma anche dei “produttori” di iniziative che rapidamente si sono avvicinati a questa pubblicazione online per chiederne la divulgazione.
I tre settori enunciati nella testata di FriuliVG.com hanno visto approfondire i principali temi ad essi legati, sia per quanto riguarda la stagionalità come nel caso dell’agroalimentare – in particolare della vite e del vino -, sia la ricorrenza delle principali manifestazioni enogastronomiche, come quella di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori e quella che il Ducato dei vini friulani, ormai alle ultime battute, dedica al celebre asparago friulano. Per non parlare, poi, dei principali avvenimenti che punteggiano la nostra regione durante tutto l’anno, ma soprattutto in estate, essendo legati alle tradizioni più sentite di queste terre.
E lo sforzo per raccontare e proporre tutto questo è stato premiato da un crescente apprezzamento testimoniato dai “clic” di accesso al blog – o magazine, fate voi – nel suo insieme o a ogni singolo articolo. Tanto che questi consensi hanno consigliato di aprire, d’ora in poi, il sito anche a messaggi e iniziative promozionali, come potete vedere anche quanto riportato da qualche giorno in via sperimentale qui a destra (sul computer) o in fondo a ogni servizio (sullo smartphone).

Cari Lettori, proprio sull’onda di questo successo e con il pieno appoggio dell’Editore, il dottor Giorgio Alt, che ringrazio anche per il suo competente e appassionato supporto tecnico, ho ritenuto opportuno ritagliare uno spazio specifico interamente riservato all’affascinante settore della vite e del vino che si è fatto conoscere in tutto il mondo, soprattutto per i grandi e inimitabili bianchi. E così in coincidenza con Cantine Aperte 2019 – la più grande espressione dell’enoturismo di casa nostra – debutterà sabato 25 maggio Vigneto.FriuliVG.com dedicato proprio alla prestigiosa vitivinicoltura Made in Friuli Venezia Giulia. Con la speranza che pure questo nuovo impegno editoriale via web incontri l’apprezzamento di Voi Lettori, in generale, ma prima ancora di quanti operano nella vigna, in cantina e nei settori collegati. E sono davvero tanti!
Buona lettura.

Giuseppe Longo

– 18 maggio 2018 –

Giuseppe Longo (a destra) ed il Dr. Giorgio Alt brindano all’Enoteca di Cormons in auspicio alla nascita di FriuliVG.com