Pozze e stagni preziose fonti di vita da salvaguardare e anche “creare”: un focus domani alla Riserva del Lago di Cornino

“Pozze e stagni, piccoli universi racchiusi in qualche secchio d’acqua”: verterà su questo argomento la conferenza in programma per domani 22 giugno, alle 16, al Centro visite della Riserva naturale regionale del lago di Cornino, dove partendo dall’area privilegiata di studio di Konrad Lorenz ci si addentrerà in un excursus che arriverà fino all’attuale necessità di diffondere gli specchi d’acqua per la salvaguardia delle specie di invertebrati e piccoli vertebrati.
Durante il focus ci si soffermerà, in particolare, su quelle presenti nel Nord Est d’Italia, lanciando anche un appello a realizzare stagni nelle proprietà private. Per quanto, infatti, le pozze d’acqua stagnante vengano spesso percepite come un fastidio, soprattutto per la proliferazione di insetti considerati molesti e inutili, è proprio in esse che si sviluppa una biodiversità senza eguali, spaziando dalle alghe a microrganismi unicellulari visibili solamente al microscopio, per arrivare ad una miriade di insetti acquatici; lo specifico contesto è, inoltre, luogo d’elezione per la riproduzione degli anfibi e rappresenta una risorsa preziosa anche per gli uccelli, che vi si possono dissetare. Le pozze sono dunque qualcosa di unico, da preservare e anche da creare ovunque sia possibile, per mantenere e incrementare la biodiversità e con essa la stabilità degli ecosistemi.
Nel corso dell’evento di Cornino si traccerà anche una panoramica su ciò che è stato fatto e ciò che ancora si può fare in Friuli Venezia Giulia, dalla tutela degli stagni carsici a quella delle piccole pozze a Plan de Tapou (Lusevera), fino al recupero delle pozze d’alpeggio di Malga Ungarina (Venzone).

—^—

In copertina, la palude Coccoli e qui sopra i magredi di San Quirino in due immagini scattate da Tiziano Fiorenza.

Domenica sulle colline di Nimis e Tarcento la decima Vignalonga tra i “ronchi” del Ramandolo. E nella Bernadia Trail Area Maglianera invita a prendersi cura dei suggestivi sentieri

(g.l.) La Vignalonga sulle colline di Nimis e Tarcento è ormai un classico appuntamento podistico di primavera. La manifestazione, organizzata dall’Atletica Dolce Nord Est, compie infatti dieci anni e invita tutti coloro che desiderano sgranchirsi le gambe, in uno scenario paesaggistico e ambientale fra i più belli del Friuli, a partecipare alla camminata che si terrà domenica prossima, 18 maggio, con punto di riferimento, per la partenza e l’arrivo, il Prato delle Pianelle che in settembre ospita la plurisecolare sagra. Alla bellissima manifestazione collabora anche la Pro Loco del Comune di Nimis. «Vi aspettiamo domenica 18 maggio al Parco Madonna delle Pianelle: noi saremo lì fin dal mattino – ha fatto sapere il sodalizio attraverso i social – con una colazione pronta per tutti, e vi aspettiamo di nuovo a fine camminata con il pranzo per chiudere la giornata in compagnia».
La Vignalonga – così chiamata perché il suo suggestivo itinerario si sviluppa per larga parte fra i “ronchi” che danno i rinomati vini di Nimis, fra cui il pregiato Ramandolo Docg – è una camminiata non competitiva aperta a tutti, con percorsi di 6,5, 8, 12 e 16 chilometri tra i paesaggi verdi di Nimis e Tarcento, in «panorami mozzafiato». La partenza avverrà dalle 8 alle 10, appunto, dal Parco delle Pianelle, situato alle porte di Nimis per chi arriva da Tarcento. Ci saranno punti di ristoro durante tutto il cammino che dovrà essere coperto, in ogni caso, entro le 13.30. Sono previsti premi per i gruppi più numerosi. «Non serve correre – sottolineano gli organizzatori -, basta aver voglia di camminare e godersi la natura!».

E per domenica prossima è annunciato anche un altro appuntamento a stretto contatto con la natura che circonda Nimis, in pieno rigoglio primaverile. Dopo la riuscita edizione di “Sentieri aperti” durante i recenti festeggiamenti pasquali di Torlano, Maglianera, il sodalizio sportivo-naturalistico presieduto da Massimiliano Misdaris e che ha come suo punto di riferimento la Bernadia Trail Area, ha infatti organizzato “Take care of your trails 2025”. «Un’iniziativa europea – si sottolinea in una comunicazione social – che unisce rider, volontari e comunità per prendersi cura dei sentieri. Pulizia, manutenzione e condivisione per rendere la Bernadia Trail Area ancora più bella, sicura e sostenibile». L’appuntamento è pertanto fissato per domenica 18 maggio, alle ore 8, al bar Al Posto Giusto, in borgo Centa a Nimis. «L’evento – ricorda Misdaris – è patrocinato dalla Comunità di Montagna Natisone e Torre e dai Comuni di Nimis, Lusevera e Tarcento».

—^—

In copertina, partecipanti a una passata edizione della Vignalonga sulle colline del Ramandolo Docg ai piedi del monte Bernadia: all’interno, un gruppo di volontari di Maglianera con il presidente Massimiliano Misdaris.

Il Museo del vino e del territorio un’iniziativa per Nimis e il suo Ramandolo in sintonia con gli obiettivi del progetto turistico “Benecia”

di Giuseppe Longo

NIMIS – Nella storica Osteria di Ramandolo, classico ed inconfondibile punto di riferimento del prezioso vino che porta lo stesso nome della borgata adagiata sulle pendici della Bernadia – e che da quasi un quarto di secolo beneficia della denominazione di origine controllata e garantita, massimo riconoscimento per un vino di qualità primo ad essere riconosciuto nella nostra regione -, si è parlato l’altra sera anche del bellissimo progetto volto a creare a Nimis – rinomata Città del vino del Friuli Venezia Giulia – un Museo del vino e del territorio. Un’iniziativa partita, come si ricorderà, dalla Biblioteca civica e subito sostenuta dal Comune pedemontano attraverso il commissario straordinario, Giuseppe Mareschi, che regge la pubblica amministrazione in attesa del voto del 13 aprile, in vista del quale è in piena attività la formazione delle liste – si parla addirittura di quattro! – dalle quali dovranno emergere i nuovi amministratori che avranno il compito, fra tanti altri, di assecondare pure questo progetto che avrebbe un grosso significato per la promozione della zona e delle sue peculiarità. Nelle scorse settimane, infatti, c’era stato anche un sopralluogo a Casa Comello, in piazza 29 Settembre, con lo stesso dottor Mareschi al fine di verificare la sua idoneità a ospitare la struttura museale, oltre alla esposizione permanente delle opere di Tita Gori, salvate dopo il terremoto e che che erano state proposte nella magnifica mostra allestita l’anno scorso, con grande successo, nell’antica Pieve.

L’occasione per parlare del Museo del vino e del territorio – quindi con il Ramandolo Docg al centro della originale iniziativa – è stata offerta dalla presentazione di “Benecia”, il progetto di valorizzazione turistica della fascia confinaria del Friuli Venezia Giulia con la Repubblica di Slovenia, della quale fa parte anche Nimis assieme ai vicini Comuni di Attimis, Taipana e Lusevera, ma anche, partendo da nord, Tarvisio, Malborghetto-Valbruna, Resia, Faedis, Torreano, Pulfero, San Pietro al Natisone,  Savogna, San Leonardo, e quindi Grimacco, Drenchia, Stregna, Prepotto e Cividale. Tanto per restare nella provincia di Udine, perché poi la linea di confine prosegue nel Goriziano e nel Triestino, dal Collio al Carso fino a Muggia. Si tratta, in pratica, delle località ai piedi del Canin e del Mangart, dei Musi, del Gran Monte e del Matajur, dove si conservano le radici e la parlata slovena, che nelle vallate del Cornappo e del Torre si esprime nel caratteristico dialetto “po nasen”. Per queste Valli, oltre e soprattutto per quelle del Natisone, si usa – come ha fatto osservare il resiano Sandro Quaglia, dirigente dell’Istituto per la cultura slovena – anche il termine “Benečija” (nella declinazione d’oltreconfine), che però non ha valenza geografico-territoriale, bensì espressione di una entità culturale con un evidente riferimento al periodo del dominio, anche in queste aree, della Repubblica di Venezia, mentre nelle zone di Gorizia e Trieste, da Dolegna del Collio al mare, regnava l’Impero Asburgico.
Quaglia – intervenuto con alcuni collaboratori – ha spiegato, nel contempo, che l’Istituto per la cultura slovena è stato costituito nel 2006 con l’intento di coordinare e affrontare con maggiore efficacia ed incisività la questione del consolidamento e della promozione della lingua e della cultura storicamente tipiche dell’area confinaria. Copre, con la sua attività, tutto il territorio di questa fascia a contatto con la Slovenia, dalla Valcanale e Resia (sebbene quest’area abbia una particolarità tutta sua: ricordate le parole della famosa villotta di Arturo Zardini “Da la Russie l’antenât stabilît sot il Cjanin…”) alle Valli del Torre, e quindi anche Nimis, e del Natisone. Proprio per quanto riguarda la “Benecia” sono stati presentati, anche attraverso una dettagliata proiezione di diapositive, gli obiettivi turistici del comprensorio e le manifestazioni che lo caratterizzano, come l’imminente Carnevale di Nimis. E fra questi obiettivi rientra, a buon diritto, proprio il progettato Museo del vino del quale hanno parlato la responsabile della Biblioteca comunale, Angelika Pfister, e Mauro Tubetti – più noto come dg Tubet -, anche con riferimento ai bandi attraverso i quali attingere ad adeguati finanziamenti per poter affrontare le prevedibili spese di allestimento, promozione e gestione, tutte attività che potrebbero fare riferimento alla già esistente associazione “Oro di Ramandolo” che organizza l’annuale e sempre riuscitissima manifestazione enologica di San Martino. Nell’occasione, è intervenuto anche Massimiliano Misdaris, presidente di Maglia Nera, il molto attivo sodalizio sportivo che si occupa, lodevolmente, della sistemazione e valorizzazione dei sentieri nel comprensorio montano che ha al centro proprio la Bernadia con la diffusione della pratica, sempre più popolare, della mountain bike. All’incontro c’erano anche vignaioli di Sedilis, visto che la zona del Ramandolo Docg si estende pure nel Comune di Tarcento.
Insomma, un incontro molto interessante che è servito, come detto, a mettere l’accento su iniziative che potrebbero decollare a Nimis, come appunto il Museo del vino e del territorio a Casa Comello, dove già funziona l’ufficio Iat che assicura un utile servizio di informazione turistica. Logicamente si tratta, per ora, dei classici “ferri in acqua” perché il tutto dovrà necessariamente fare capo, anche per una ovvia questione di tempi, alla nuova amministrazione comunale che, come detto, uscirà dalle elezioni amministrative convocate per la ormai sempre più vicina Domenica delle Palme.

—^—

In copertina, la zona di produzione del Ramandolo Docg durante la vendemmia; all’interno, gli interventi di Sandro Quaglia, Massimiliano Misdaris, Angelika Pfister e Mauro Tubetti;  infine, Nimis e l’osteria frazionale visti dalla storica chiesetta.

A Nimis domani ritorna la “Vignalonga”: in marcia nei ronchi del Ramandolo Docg

(g.l.) Finalmente è tornato il sole e il bel tempo nel weekend dovrebbe reggere, anche se domani pomeriggio si potrebbe anche vedere il ritorno della pioggia. Speriamo bene, per cui a Nimis si alza il sipario su “Libero Sport Emozione e Natura”. Un grande ritorno con una vera e propria immersione nello sport e nel verde di queste colline e montagne, organizzata dalla Pro Loco del Comune di Nimis assieme ad Atletica Dolce Nord Est e a Maglianera, con i patrocini dei Comuni di Nimis, Lusevera e Tarcento, nonché dell’Unpli, l’Unione delle Pro Loco d’Italia delegazione regionale. Il maltempo, comunque, ha consigliato il rinvio al 7 settembre – nell’ambito della plurisecolare “Sagre des Campanelis” – della RandoBike Bernadia Trail Area prevista per la giornata odierna, mentre per domani mattina è confermata la “Vignalonga”, l’amata camminata tra i ronchi del Ramandolo Docg giunta alla nova edizione. Si tratta, infatti, di un evento ludico motorio Fiasp organizzato dall’associazione Atletica Dolce Nord Est aperto a tutti sul percorso permanente dedicato di 6,5 – 8 – 12 e 16 chilometri, per cui ogni partecipante sceglierà il tragitto che ritiene più adatto alle proprie possibilità e lo porterà a termine con il passo a lui più opportuno. Un’occasione unica per ammirare le bellezze dei territori collinari dei Comuni di Nimis e Tarcento nell’esplosione della primavera.

—^—

In copertina, una passata edizione della Vignalonga e qui sopra la zona del Ramandolo Docg ai piedi del monte Bernadia.

I boschi devastati da Vaia: dai cantieri in arrivo liquidità per l’economia Fvg

“L’operazione su Vaia con le risorse ottenute, i cantieri avviati e gli investimenti sui prossimi lavori rappresenta un volano economico per la piccola e media impresa, un’ulteriore iniezione di liquidità nel sistema economico regionale”. Lo ha sottolineato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Protezione Civile regionale, Riccardo Riccardi, nell’incontro in videoconferenza con la presidente di Ance Udine, l’associazione nazionale delle costruzioni edili, Angela Martina assieme alla presidente di Confindustria Udine, Anna Mareschi Danieli, con riferimento ai gravissimi danni arrecati al patrimonio forestale dalla tempesta che si era abbattuta alla fine di ottobre di tre anni fa. Riccardi ha informato, assieme al direttore generale della Protezione civile del Friuli Venezia Giulia Amedeo Aristei, sui 198 lavori di quest’anno che vedono coinvolti 62 Comuni, 5 direzioni regionali centrali e 6 soggetti attuatori. L’iter prevede entro il 31 luglio la consegna del progetto da parte dei soggetti ausiliari per raccogliere le autorizzazioni e procedere all’approvazione. Una volta che i progetti sono approvati vengono inviati gli inviti alle imprese che hanno la specializzazione per lavori di messa in sicurezza previsti dal piano. Nell’ambito dei cantieri Vaia, il ricorso a imprese regionali è stato ampio: 658 lavori nel 2019 sui quali hanno ruotato 253 imprese per un totale di 166 milioni di euro, nel 2020 sono stati 221 i lavori effettuati e 131 le imprese della regione coinvolte. Per ogni impresa, è stato spiegato, non vi è stato alcun caso con doppio incarico assegnato ad un’azienda nello stesso Comune. Se ci sono stati più affidamenti sono stati comunque assegnati da responsabili unici del procedimento (Rup) diversi.

Nel corso della riunione – informa una nota Arc – è stato illustrato come, per utilizzare le risorse nazionali ed evitare che vadano sprecate, sia necessario che l’iter di aggiudicazione si concluda, con la stipula del contratto, entro settembre. Per l’attuazione degli interventi verrà quindi adottato lo stesso modello organizzativo utilizzato finora: la struttura commissariale delegherà al Comune l’incarico di responsabile unico del procedimento per avviare l’opera, ma si occuperà direttamente dei pagamenti e dei pareri sull’opera mediante la conferenza dei servizi. Nel sottolineare l’impegno dell’Amministrazione regionale a porre in essere tutti gli sforzi, nel rispetto delle regole vigenti, affinché i lavori possano aver ricadute sul sistema imprenditoriale e professionale del territorio, Riccardi ha affrontato anche il tema della semplificazione della burocrazia e la necessità di attivare percorsi formativi per sviluppare specifiche competenze legate alla gestione delle procedure.

“Grazie agli oltre 9,2 milioni di euro risparmiati con i ribassi di gara degli interventi inseriti nel piano degli interventi 2020 per il ristoro dei danni provocati della tempesta Vaia, puntiamo a realizzare ulteriori 52 interventi in 36 Comuni della montagna friulana”, ha detto ancora Riccardi, spiegando che “la Protezione civile regionale ha sottoposto al Dipartimento nazionale della Protezione civile l’elenco degli interventi individuati sulla base delle indicazioni giunte dai Comuni, ai quali è stato richiesto di segnalare i progetti immediatamente realizzabili. Riccardi ha quindi evidenziato che “è stato individuato almeno un progetto per ognuno dei Comuni che hanno presentato domanda, ai quali si aggiungono due interventi del Consorzio boschi carnici, con un valore medio di 300mila euro per intervento. Una volta confermato il via libera dal Dipartimento dell Protezione civile nazionale daremo quindi il via alle opere, consentendo un’ulteriore iniezione di liquidità nel sistema economico regionale”.
Nello specifico sono previsti interventi nei Comuni di Pordenone, Arta Terme, Castelnovo del Friuli, Cavazzo Carnico, Cercivento, Clauzetto, Comeglians, Enemonzo, Faedis, Forni Avoltri, Forni di Sopra, Forni di Sotto, Frisanco, Lauco, Lusevera, Malborghetto Valbruna, Ovaro, Paluzza, Paularo, Polcenigo, Prata di Pordenone, Ravascletto, Rigolato, San Pietro al Natisone, Sappada, Sauris, Socchieve, Stregna, Sutrio, Taipana, Tarvisio, Tolmezzo, Torreano, Tramonti di Sopra, Villa Santina e Zuglio.

—^—

In copertina, un bosco distrutto da Vaia; all’interno il vicegovernatore Riccardo Riccardi, in una foto Arc, con il direttore generale della Protezione civile, Amedeo Aristei, in videoconferenza con la presidente di Ance Udine, Angela Martina, e la presidente di Confindustria Udine, Anna Mareschi Danieli.