Lago di Cornino, tre grifoni in volo: liberati un “veterano” spagnolo di 30 anni e un esemplare proveniente da Israele

Un “veterano” di 30 anni, nato in Spagna nel 1995 e poi importato, nel ’97, nella Riserva naturale regionale del Lago di Cornino, alla cui colonia di avvoltoi si è unito; un esemplare adulto (non inanellato: sulle sue origini non ci sono dunque certezze) catturato a fini di studio pochi giorni fa e uno, infine, nato nel 2020 (quasi certamente in Friuli o in Croazia) e marcato nel novembre dello stesso anno in Israele, dove si era evidentemente spinto a soli pochi mesi di vita: sono i tre grifoni liberati domenica scorsa alla Riserva forgarese nell’ambito della tradizionale manifestazione “Vivi e liberi di volare”, momento di punta della programmazione annuale curata dalla Coop Pavees, che sotto la presidenza di Luca Sicuro si fa carico della gestione del sito protetto. Alto, come nella miglior tradizione dell’evento, l’afflusso di pubblico, fin dall’apertura della giornata di studio e divulgazione, che ha offerto interessanti approfondimenti scientifici: il momento più atteso e dunque più partecipato è stato però proprio quello della reintroduzione in natura dei maestosi rapaci, liberati insieme a numerosi altri uccelli salvati dal Centro di recupero della fauna selvatica di Campoformido.

IL PUNTO SULLA NATALITÀ. Il calo degli alimenti forniti sul punto di alimentazione – conseguente al divieto di utilizzare carne suina, in conseguenza dei casi di peste suina registrati in altre regioni italiane – ha inciso in misura importante sul successo riproduttivo della specie, dopo i risultati record registrati fino al 2023, quando si contavano almeno 60 giovani involati ogni anno; nel 2024 si è assistito ad una notevole riduzione dei nuovi nati, scesi a circa 30, ma quest’anno i rifornimenti più regolari hanno permesso di invertire la tendenza, facendo salire a 40 il numero dei grifoni involati. Proprio in questi giorni si sta assistendo ai primi arrivi dei giovani nati nel 2025 in Croazia. Solo poche settimane dopo aver abbandonato il nido raggiungono in gran numero Cornino, seguendo gli adulti più esperti. Di solito rimangono per un breve periodo, per poi ripartire verso sud (spingendosi fino al Medio Oriente e al Nordafrica) insieme ai giovani nati in Friuli. In settembre, comunque, buona parte della colonia si trova ancora sugli Alti Tauri, nelle Alpi Centrali.

LE DIFFICOLTÀ NELL’ALIMENTAZIONE. «Le difficoltà operative in cui la Riserva si è trovata nell’agosto 2023, per l’obbligato passaggio all’utilizzo di carne bovina – ha spiegato nel corso del suo intervento il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero -, sono state notevoli, per questioni di carattere sanitario e burocratico e anche per l’esigenza di adeguare le strutture in dotazione della Riserva. Lo staff della Coop Pavees, guidata da Luca Sicuro, è stato chiamato ad un impegno enorme, che solo da qualche mese è sfociato in una normalizzazione della situazione. Il punto di alimentazione, adesso, viene regolarmente rifornito, anche con le carcasse di ungulati selvatici recuperati dal Corpo Forestale Regionale». All’intervento di Genero si sono uniti quelli, di estremo interesse, degli esperti Tiziano Fiorenza e Francesco Barberini.

IL PLAUSO DEL COMUNE. A introduzione della giornata il vicesindaco di Forgaria Luigino Ingrassi, titolare della delega alla Riserva, ha evidenziato «l’importante lavoro quotidiano» che si rende necessario per gestire il sito protetto e per assicurare la miglior prosecuzione possibile al Progetto Grifone. Fondamentale, ha sottolineato al riguardo, la fitta rete di relazioni e di contatti internazionali intessuta dalla Coop Pavees. Presenti alla liberazione dei rapaci anche i sindaci di Forgaria, Pierluigi Molinaro, e Trasaghis, Stefania Pisu, e Marco Chiapolino, in rappresentanza della Comunità Collinare del Friuli.

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In copertina e all’interno le immagini della liberazione dei tre grifoni a Cornino.

Vivi e liberi di volare, domani l’appuntamento con i maestosi grifoni in riva al lago di Cornino

L’evento di punta della programmazione annuale della Riserva naturale regionale del lago di Cornino, “Vivi e Liberi di Volare”, torna domani 7 settembre con una ricca programmazione scientifica e divulgativa, che promette di richiamare – come nella miglior tradizione della manifestazione – un pubblico folto e diversificato. Il momento clou della giornata, il più atteso, consisterà come sempre nella liberazione (prevista a partire dalle 16.30) di alcuni maestosi grifoni trattenuti per un periodo nelle voliere della Riserva a fini di cura o di studio e di numerosi altri esemplari di fauna selvatica, salvati dal Centro di recupero specializzato di Campoformido: e sarà, ancora una volta, spettacolo, con l’emozionante riconquista della libertà da parte dei rapaci, che spiccheranno di nuovo il volo.


Di alto interesse la proposta che precederà la liberazione dei signori dell’aria: promosso in occasione della Giornata mondiale dedicata agli avvoltoi e alla loro conservazione, “Vivi e liberi di volare” si aprirà alle 14.30 con un focus su “Andamento e risultati del Progetto Grifone e degli altri progetti in corso nella riserva. Problemi gestionali legati alle recenti normative e aspetti operativi”, a cura di Fulvio Genero, direttore scientifico della Riserva di Cornino. Seguiranno i contributi di Tiziano Fiorenza (“Il Volo: un desiderio non solo dell’uomo, ma di tutte le specie viventi”) e del divulgatore Francesco Barberini, che racconterà come “I dinosauri che ce l’hanno fatta”. La relazione di Genero, in particolare, fornirà dettagli sull’evoluzione della colonia di grifoni che gravita attorno a Cornino e divulgherà i risultati del monitoraggio della biologia riproduttiva dell’ultimo anno: l’analisi è stata condotta su scala internazionale (considerati gli spostamenti degli uccelli e le loro interazioni con le altre popolazioni presenti in Europa) e include aggiornamenti sulla comparsa in Riserva, nel 2025, di ulteriori specie rare di avvoltoi e sull’andamento del Progetto Gipeto sulle Alpi orientali; verranno forniti dati anche sul progetto di ripopolamento relativo all’allocco degli Urali, condotto in collaborazione con l’Università di Vienna. Genero porrà infine in evidenza il grande lavoro che recenti normative veterinarie e sanitarie hanno imposto per l’utilizzo delle carcasse nel punto di alimentazione, con conseguenti variazioni nella gestione dello stesso e notevoli difficoltà operative: si sono infatti resi necessari adattamenti delle procedure e delle attrezzature utilizzate.
Coinvolgente si annuncia anche il contributo di Barberini: «Molti – spiega – pensano che i dinosauri siano estinti, ma in realtà sono sempre stati fra noi. Gli uccelli sono i dinosauri che ce l’hanno fatta e gli avvoltoi sono uno degli esempi più emblematici di questa evoluzione. E’ interessante, inoltre, scoprire i significati delle relazioni tra questi animali e le varie culture umane nella storia, per capire come proteggere i “dinosauri di oggi”».
«Anche quest’anno – afferma il vicesindaco di Forgaria nel Friuli, Luigino Ingrassi – aspettiamo un folto pubblico all’evento più iconico della Riserva di Cornino, un momento che unisce la divulgazione scientifica all’emozione del ritorno in natura di maestosi rapaci. Vivi e Liberi di Volare rappresenta la tappa più attesa di una stagione ricca di appuntamenti, che proseguiranno nei prossimi mesi per concludersi, come da tradizione, con il suggestivo Natale subacqueo al lago».

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In copertina e all’interno l’annuale liberazione dei grifoni alla Riserva di Cornino.

Liberato nei boschi di Vienna un allocco degli Urali nato in maggio nella Riserva naturale che circonda il lago di Cornino

Liberato nei boschi che attorniano Vienna l’allocco degli Urali nato all’inizio di maggio – evento eccezionale, atteso per anni – nelle voliere della Riserva naturale del lago di Cornino: si tratta dell’unica nascita avvenuta in Italia nell’ambito di un progetto internazionale che impegna vari partner – in collaborazione con prestigiose strutture, tra zoo e centri di allevamento – sotto il coordinamento dell’Università di Veterinaria di Vienna e della Vogelwarte (stazione ornitologica) austriaca. Tutto era partito 15 anni fa, con l’immissione in natura di giovani nati in condizioni controllate: l’operazione aveva avuto successo, stimolando la formazione di diverse coppie, che ormai si riproducono regolarmente. «I rilasci – spiega il direttore scientifico della Riserva di Cornino, Fulvio Genero – continuano per assicurare una buona variabilità genetica alla popolazione e coinvolgono aree in Austria, Germania e Repubblica Ceca. In questo modo si cerca di riportare la specie in alcune zone dell’Europa centrale, da dove gli allocchi sono scomparsi da circa un secolo a causa delle persecuzioni umane, provando a ricollegare i pochi ambiti in cui è rimasto nel centro del vecchio continente con il vasto areale nordico, che dalla Scandinavia arriva alla taiga asiatica e al Giappone».


Il giovane allocco degli Urali di Cornino è cresciuto rapidamente con i genitori, rimanendo sempre assieme agli adulti, che lo hanno seguito e alimentato con estrema attenzione. «A inizio luglio, dunque a circa due mesi di età – documenta Genero -, ha iniziato a nutrirsi da solo, manifestando una grande curiosità verso tutto quello che si muoveva intorno a lui: un insetto o una foglia venivano seguiti con sguardo curioso. E’ una fase in cui i giovani imparano molto e diventano indipendenti dai genitori. Quando l’esemplare ha acquisito anche una buona abilità nel volo, è stato organizzato il suo trasporto verso una foresta in cui potesse vivere in libertà. Grazie alla collaborazione con il team austriaco è stato condotto a Vienna, dove il responsabile del progetto, dottor Richard Zink, lo ha inserito in un’ampia voliera nel bosco, assieme ad altri giovani da reimmettere in natura. Dopo alcuni giorni di ambientamento la voliera è stata aperta, la sera del 6 agosto. Lo sponsor austriaco ha scelto il nome Gianni per il primo allocco degli Urali friulano liberato in Austria».
Grazie alle webcam è possibile seguire il processo di reinserimento e i movimenti dei giovani rapaci. Su alcune piccole piattaforme viene sistemato del cibo, in modo che gli allocchi abbiano un sicuro punto di riferimento, che frequentano fino a quando imparano a cacciare da soli e dunque a diventare del tutto autonomi. Dopo un breve periodo si allontanano e cercano un nuovo territorio, nel quale potrebbero presto formare una coppia e riprodursi. Il monitoraggio effettuato in Austria è molto preciso e prevede l’uso di marcature, trasmittenti satellitari, webcam, appunto, e analisi genetiche sulla popolazione reintrodotta.
«Speriamo – conclude il direttore scientifico della Riserva – che il prossimo anno la coppia che ospitiamo a Cornino si riproduca ancora. Sono animali particolarmente sensibili e il successo riproduttivo può variare molto negli anni, probabilmente per motivi climatici, comunque non ancora ben conosciuti». Certamente la prima nascita ha premiato il grande impegno della Coop Pavees, che sotto il coordinamento del presidente Luca Sicuro garantisce una strategia di alimentazione adeguata, cibo a disposizione, minimo disturbo e la gestione di tutti problemi che inevitabilmente richiede la conduzione di un delicato progetto scientifico. «Siamo entusiasti – commenta il vicesindaco di Forgaria con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi – di questi significativi sviluppi, che dimostrano, una volta di più, l’alta valenza del Progetto Grifone, delle collaborazioni internazionali ad esso collegate e di tutte le attività condotte nell’area protetta di Cornino».

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In copertina e all’interno giovani allocchi in voliera e una piattaforma di alimentazione.

(Foto Fulvio Genero)

Un avvoltoio monaco e un capovaccaio: due nuovi rarissimi avvistamenti a Cornino. Lago sempre più polo internazionale con il Progetto Grifone

Nuove entusiasmanti sorprese nella Riserva naturale regionale del lago di Cornino, che in questo periodo di forti spostamenti per i grandi veleggiatori del cielo attira specie rare da altri areali. Le telecamere del sito protetto hanno appena inquadrato un maestoso esemplare di avvoltoio monaco, mentre si stava alimentando assieme a circa 200 grifoni, e un capovaccaio subadulto: in Italia la specie è presente con appena una decina di coppie.

La distanza dai luoghi di nidificazione e il fatto che il Friuli Venezia Giulia non rappresenti una zona tradizionalmente frequentata da questi rapaci rendono la loro presenza a Cornino un fatto straordinario, che «equipara il progetto di conservazione in atto nella nostra Riserva – commenta il direttore scientifico della stessa, Fulvio Genero – ai più importanti attivati in Europa». «Evidentemente – aggiunge – la colonia di grifoni esercita una forte attrazione su una vasta area, attirando anche altri avvoltoi. Quasi ogni anno qualche avvoltoio monaco, specie estinta in Italia e molto rara in Europa, arriva a Cornino. Dall’inizio del progetto di salvaguardia del grifone sono una quindicina le osservazioni registrate (due risalgono all’8 febbraio scorso): circa la metà degli esemplari giunti fin qui erano marcati, circostanza che ha permesso di capire che provenivano da Francia e Bulgaria. Quello appena osservato aveva un anello bianco in plastica con la sigla KEH: è nato in Provenza nel 2024. In Francia – precisa il direttore scientifico – la specie è stata reintrodotta a partire dagli anni Novanta sul Massiccio Centrale e in due siti in Provenza e attualmente la popolazione è in aumento, con oltre 50 coppie. Ulteriori reintroduzioni sono in corso in Bulgaria, Portogallo e Spagna. In Italia sono in fase di studio progetti per reinserire l’avvoltoio monaco in Abruzzo e in Sardegna».
Il capovaccaio, l’avvoltoio attualmente più a rischio in Europa, era invece privo di marcature. A Cornino è già stato osservato oltre 20 volte, ma solo due individui erano marcati (arrivavano dalla Francia e dalla Spagna): sull’origine e sugli spostamenti degli altri non ci sono dunque certezze. Forte entusiasmo per i nuovi arrivi viene espresso dal presidente della Coop Pavees (che gestisce il sito naturalistico protetto), Luca Sicuro, e dal vicesindaco di Forgaria con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi: «L’ennesima dimostrazione – afferma quest’ultimo – del grande valore scientifico del Progetto Grifone, che ha reso Cornino un punto di riferimento su scala internazionale».

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In copertina, l’esemplare di capovaccaio e all’interno l’avvoltoio monaco.

Viaggio di oltre mille chilometri per due grifoni dalla Germania al lago di Cornino ora già liberati con le radio satellitari

Hanno viaggiato per oltre mille chilometri, su un mezzo appositamente attrezzato per il lungo trasferimento: due grifoni recuperati nella Germania Centrale nel mese di giugno, a un paio di giorni di distanza l’uno dall’altro, sono arrivati alla Riserva naturale regionale del lago di Cornino, dove hanno potuto recuperare pienamente le forze. Le condizioni dei rapaci risultavano complessivamente buone, ma apparivano piuttosto deboli ed è così parso opportuno un loro “soggiorno” nell’oasi specializzata gestita dalla Coop Pavees, presieduta da Luca Sicuro, che ha provveduto all’applicazione delle radio satellitari su un maschio e su una femmina, entrambi dal peso superiore agli 8 kg.


«L’operazione – informa il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero – è stata condotta in collaborazione con vari istituti e associazioni, in particolare il Parco Nazionale di Kellerwald Edersee, la clinica veterinaria di Giessen Ludger Kluthausen, l’ufficio veterinario di Waldeck-Frankenberg e il Centro Edersee Griffon Vulture Observatory. Tutte queste realtà si sono preoccupate di reinserire al più presto in natura i due individui, in un’area sicura e controllata, nella quale fossero già presenti colonie della loro specie». E la scelta è appunto ricaduta sulla Riserva di Cornino, grazie alle garanzie fornite per la stessa dal Centro di Vienna per la conservazione degli avvoltoi. I tedeschi hanno organizzato il trasporto, impegnativo e costoso.
Nel pomeriggio di mercoledì 18 settembre la liberazione: dal punto di alimentazione gli esemplari si sono involati, prendendo rapidamente quota e dimostrando ottima forma. I loro spostamenti saranno seguiti tramite i monitoraggi effettuati in Riserva e con i dati forniti dalle radio satellitari. L’importanza dell’intervento viene sottolineata dal vicesindaco di Forgaria con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi, che evidenzia come il sito sia «ormai diventato un punto di riferimento scientifico su scala europea».

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In copertina, uno dei grifoni arrivati dalla Germania; all’interno, l’applicazione delle radio satellitari.

A Cornino un grifone di 36 anni domenica sarà libero di volare

Un grifone di ben 36 anni, uno dei “veterani” della colonia fondata alla Riserva naturale regionale del Lago di Cornino grazie al Progetto Grifone, sarà reintrodotto in natura – domenica 1 settembre, nell’ambito della manifestazione “Vivi e liberi di volare” – dopo essere stato soccorso dal personale della Coop Pavees, che gestisce il sito protetto, dove l’esemplare era arrivato in precarie condizioni fisiche.


«Si tratta – informa Luca Sicuro, presidente della Pavees – di uno dei primi rapaci reimmessi in natura nell’ambito del Progetto Grifone, il 20 aprile del 1993. Nel mese di luglio il soggetto, che si presentava in difficoltà, a causa di una scarsa nutrizione, era stato recuperato in Riserva, nei pressi del Centro visite. Le analisi sanitarie effettuate dal dottor Stefano Pesaro avevano permesso di appurare che la salute del rapace era complessivamente buona e che la precarietà delle sue condizioni fisiche derivava appunto da carenza di cibo». Il grifone aveva perso l’anello plastico, ma aveva ancora quello metallico ufficiale dell’Infs (Istituto nazionale per la fauna selvatica), che ha consentito di identificarlo. «Si tratta – conferma il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero – di uno dei primi grifoni liberati dopo l’avvio del piano di reintroduzione della specie nella Riserva naturale di Cornino, partito nel 1992, con il rilascio di 4 soggetti; altri 5 erano stati reimmessi in natura l’anno successivo e l’esemplare in questione faceva parte di quel gruppetto». Si parla di uno dei fondatori della colonia, dunque, che da ben 31 anni vola sui cieli delle Alpi orientali. Nato in Spagna nel 1988, era stato portato a Cornino un lustro più tardi: ha quindi 36 anni. «Una dimostrazione – commenta il vicesindaco di Forgaria con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi – del valore di un progetto scientifico che ha reso la Riserva di Cornino, e con essa il Comune di Forgaria, un punto di riferimento su scala internazionale».
“Vivi e liberi di volare”, l’appuntamento più atteso della programmazione annuale della Riserva (proposto in occasione della Giornata internazionale di sensibilizzazione sugli avvoltoi), offrirà nel pomeriggio di domenica 1 settembre un ricco programma divulgativo affidato ad ospiti di fama internazionale, tra ricercatori, responsabili di giardini zoologici ed ornitologi, che esporranno le novità sui progetti di conservazione dei re dell’aria.


Il ritrovo è fissato per le 14, quando si terranno – alla presenza delle autorità del Comune di Forgaria – i saluti di benvenuto. Si aprirà quindi un programma molto fitto, che sarà introdotto – alle 14.20 – dall’intervento “Grifoni e allevamento, una simbiosi mutualistica”, a cura di Thomas Cargnelutti, zootecnico ed operatore della Riserva; seguiranno gli apporti di Tiziano Fiorenza, divulgatore e naturalista (“Il volo, il sogno dell’uomo”), Fulvio Genero (“Storia e conquiste del Progetto Grifone”), Andrè Stadler, direttore dell’Alpenzoo di Innsbruck (“Vulture news from the Alpenzoo”), e Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo, che parlerà della “Situazione degli avvoltoi nei circuiti europei di conservazione Eaza”.
Dopo i saluti delle autorità arriverà il momento più atteso, quello della liberazione dei volatili, che avrà inizio alle 17 e coinvolgerà numerosi esemplari, alcuni grifoni recuperati durante le ultime campagne di ricerca e inanellamento e parecchi rapaci curati dal Cras di Campoformido. In mattinata, verranno inoltre proposte visite guidate al Centro visite, con partenza alle ore 10.30, 11.30 e 12.30: la partecipazione è gratuita, ma è richiesta la prenotazione, effettuabile inviando una mail all’indirizzo centrovisite@riservacornino.it

centrovisite@riservacornino.it

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In copertina e all’interno tre immagini del grifone di 36 anni che domenica sarà liberato nel cielo del lago di Cornino a Forgaria.

“Griffonday” domenica al Lago di Cornino con obiettivo la tutela della biodiversità del Friuli collinare

Sarà “Griffonday”, domenica 23 giugno, alla Riserva naturale regionale del Lago di Cornino, dove si celebrerà la ricchezza ambientale, faunistica e culturale del Friuli collinare con una giornata-evento dedicata appunto ai grifoni – simbolo dell’area protetta – e scandita da un ricco programma di attività ludiche e didattiche, promosse in collaborazione con enti pubblici e privati votati alla valorizzazione del territorio. Previste anche la liberazione di esemplari di avifauna selvatica salvati dal Centro di Recupero di Campoformido e di alcuni grifoni curati dallo staff della Riserva e la possibilità di seguire gli esperti della Coop Pavees, che gestisce la Riserva, nel loro quotidiano lavoro con gli animali.

Tiziano Fiorenza fotografa un rettile.


L’apertura dell’evento è in programma per le 9.30, con i saluti istituzionali; seguirà – alle 10 – il laboratorio “Una mattina per piccoli keeper”, nel corso del quale i bambini potranno appunto affiancare il personale della Pavees nelle principali mansioni di ogni giorno: una rara, inedita opportunità di scoprire come si accudisce la fauna protetta. Alle 11 si potrà assistere alla conferenza “Il volo, il sogno dell’uomo”, a cura dell’esperto Tiziano Fiorenza, che focalizzerà l’attenzione sui tanti misteri del volo animale, alle 12 alla presentazione di un libro speciale, “Alla scoperta degli animali”, scritto dai giovanissimi Giorgio e Giulia Archetti, piccoli naturalisti innamorati del mondo a penne e piume. Lunch break alle 13, alle 14 orienteering per i più piccoli, con una caccia al tesoro sul tema dei volatili, e visita guidata alla Riserva.
Alle 15, poi, il momento più spettacolare, “Liberi come l’aria”: numerosi esemplari potranno spiccare di nuovo il volo dopo un periodo trascorso – a fini di cura – al Centro di Recupero della fauna selvatica e alla Riserva di Cornino. Di alto interesse pure l’ultima proposta (in scaletta per le 16), “Dalle Ande alla Prealpi”, attività naturalistica condotta da FriulAlpaca, con i simpatici alpaca ovviamente. La chiusura ufficiale delle attività è prevista per le 17.
«Sono orgoglioso – afferma il presidente della Coop Pavees, Luca Sicuro – di proporre una giornata dedicata alla salvaguardia della natura e rivolta soprattutto ai bambini, per sensibilizzare le nuove generazioni, che saranno custodi della biodiversità nel futuro, sull’importanza della tutela dell’ambiente e del mondo animale. E’ la nostra mission, alla quale ci dedichiamo con convinzione e passione». «Una giornata ricchissima di occasioni, dunque, che ci auguriamo – auspica il vicesindaco di Forgaria Luigino Ingrassi, titolare della delega alla Riserva – richiami a Cornino un pubblico folto, confermando e consolidando un trend di presenze che ha già dato, dall’apertura della stagione, grandi soddisfazioni».

Un grifone della Riserva naturale.

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In copertina, FriulAlpaca protagonista al Griffonday sul lago di Cornino.

Rari rapaci alla Riserva di Cornino: in riva al lago avvistata l’aquila di mare

La Riserva naturale regionale del lago di Cornino continua a offrire sorprese nell’ambito internazionale di studio e monitoraggio dei grandi rapaci: sono stati avvistati uno splendido gipeto, specie rara in Friuli Venezia Giulia (ed è la prima volta che un esemplare si trattiene sulle Prealpi friulane, seguendo i grifoni nei loro spostamenti e utilizzando le stesse aree per la sosta e il riposo), e un’aquila di mare, notata fra la Riserva e i laghetti Pakar, e certamente attratta dalla disponibilità di cibo e dalla presenza di altri rapaci e corvidi.

In entrambi i casi, si tratta di indizi importanti, che per il gipeto, in particolare, documentano una ricolonizzazione in atto sulle Alpi. Le grandi aquile, inoltre, ormai si notano con frequenza: è il risultato della presenza dell’ormai folta colonia di grifoni che popola il contesto – unica su tutto l’arco alpino – e che esercita una notevole attrazione anche su altri veleggiatori del cielo nei loro spostamenti tra l’Europa occidentale e orientale e tra le Alpi e i Balcani. Quest’ultimo corridoio si sta dimostrando sempre più frequentato da grandi aquile e avvoltoi, grazie ai progetti di conservazione e reintroduzione in atto in vari Paesi, che stanno incrementando le popolazioni di queste specie e favorendo un intenso flusso di esemplari, per i quali la Riserva rappresenta un punto di riferimento fondamentale.
In Bulgaria, in particolare, è in corso un piano di reintroduzione dell’avvoltoio monaco che in pochi anni ha consentito di raggiungere una popolazione di 20 coppie nidificanti: una consistenza ancora limitata, ma i cui effetti sono già visibili a Cornino, dove ogni anno arriva qualche avvoltoio “ospite”. Fra loro l’imponente Tewes, avvoltoio monaco spagnolo liberato in Bulgaria nel 2020, già passato per la Riserva lo scorso anno e ora ritornato, dopo aver girovagato parecchio tra i Balcani e l’Europa centrale: il 19 aprile è stato notato nel punto di alimentazione (evidentemente strategico nei suoi spostamenti), lasciandosi osservare a lungo.
«Presenze estremamente significative – commenta il vicesindaco di Forgaria, Luigino Ingrassi, titolare della delega alla Riserva – che consentono osservazioni di altissimo interesse per birdwatcher e fotografi, oltre a contribuire al successo dei progetti in atto in Europa (nel caso di Cornino sostenuto dalla Regione e dal Comune di Forgaria, ente gestore della Riserva) grazie al monitoraggio degli esemplari: determinante, nella Riserva naturale regionale del lago di Cornino, il lavoro di coordinamento svolto dalla Cooperativa Pavees e dal suo direttore scientifico, Fulvio Genero».

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In copertina, il gipeto fotografato dal direttore scientifico Fulvio Genero; all’interno, l’avvoltoio monaco Tewes e l’aquila di mare colta dall’obiettivo di Stefano Zago.

Sul lago di Cornino la colonia di grifoni più grande d’Italia: la Regione Fvg amplierà il suo appoggio alla Riserva

In volo, di nuovo liberi: sei imponenti grifoni hanno ritrovato la libertà, nella giornata di ieri, nell’ambito della tradizionale manifestazione “Vivi e liberi di volare”, librandosi nei cieli della Riserva naturale regionale del lago di Cornino, dov’erano stati trattenuti per un periodo ai fini dell’inanellamento e dello svolgimento di analisi sanitarie per verificarne lo stato di salute, raccogliendo una serie di parametri biologici e valutando il tasso di piombo, uno dei principali fattori di mortalità degli avvoltoi.

Novità dell’edizione 2023 di “Vivi e liberi di volare”, che come nella miglior tradizione dell’evento ha richiamato in Riserva un pubblico foltissimo, è stato lo sdoppiamento delle liberazioni dei rapaci, voluta dalla Coop Pavees – che gestisce il sito protetto, sotto la guida del presidente Luca Sicuro – e dall’amministrazione comunale per offrire alla platea più ampia possibile l’opportunità di assaporare la magia di un momento che regala sempre forti emozioni: al mattino si sono librati Helen e Nathan, nel pomeriggio ulteriori quattro grifoni e una ventina di altri esemplari (tra cui due gheppi, un lodolaio, una poiana, un astore, un nibbio bruno, una civetta, tortore e colombacci), salvati e curati dai Centri recupero animali selvatici di Udine e Pordenone.


Il grifone più giovane fra quelli liberati è un nato 2023; due hanno circa 3 anni, gli altri – apertura alare 2,80 metri, peso fra gli 8 e i 9 chilogrammi – fra i 4 e i 5. Due erano già inanellati, dunque è stato possibile stabilirne la provenienza: uno è arrivato alla Riserva dalla Croazia, l’altro dalla Spagna. «Oltre 90, almeno 10 in più rispetto al 2022 – ha reso noto nel suo intervento il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero -, le coppie censite quest’anno; una sessantina i giovani involati (erano 50 l’anno passato): e il numero è certamente per difetto. La Riserva di Cornino, così, è ormai fulcro della colonia di grifoni più grande d’Italia. L’areale di nidificazione si è ulteriormente ampliato, soprattutto in direzione della Carnia e delle Prealpi Carniche. Insieme all’Università di Udine – ha spiegato il direttore – negli ultimi mesi abbiamo catturato e marcato, in tre fasi, ben 67 grifoni, sottoposti ad analisi e controlli sanitari. Prosegue, intanto, la nostra proficua collaborazione con la Croazia: un paio di settimane fa a Cherso sono stati marcati e dotati di radio satellitare cinque soggetti, due dei quali già arrivati in Italia; in Riserva sono stati avvistati, di recente, anche esemplari provenienti dalla Spagna, dalla Francia, da Serbia, Grecia e perfino Israele».
Sono i frutti del Progetto Grifone, che ha conferito a Cornino una notorietà internazionale: «Continua a crescere e a produrre risultati eccellenti – commenta il sindaco di Forgaria, Pierluigi Molinaro -, richiamando l’attenzione di prestigiosi partner nazionali e internazionali e di studiosi da tutta Europa. Grazie al costante appoggio della Regione e all’impegno della Coop Pavees, la Riserva rappresenta un traino delle politiche di sviluppo turistico del territorio. Determinante, quindi, continuare a investire su questa progettualità dalle enormi potenzialità».

E la continuità dell’appoggio della Regione Fvg è garantita, ha assicurato l’assessore alle risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, che ha concluso gli interventi istituzionali in apertura della giornata (presenti anche il sindaco di Trasaghis, Stefania Pisu, e il presidente della Comunità Collinare del Friuli, Luigino Bottoni): «Il Progetto Grifone – ha affermato l’esponente della Giunta Fedriga – sta procedendo nel migliore dei modi, all’insegna della capacità di innovazione. La Riserva rappresenta un modello di come si possono evolvere le aree protette. In considerazione degli ottimi risultati raggiunti la Regione intende ampliare ulteriormente la collaborazione in essere con il Comune e con i gestori della Riserva: ne definiremo le modalità non appena presa visione delle nuove progettualità».
La giornata è stata scandita da una ricca serie di contributi scientifici, affidati ai massimi esperti del settore: fra gli ospiti di quest’anno anche l’ornitologo e divulgatore scientifico Francesco Petretti, figura familiare al grande pubblico per le sue numerose partecipazioni al programma Rai Geo. Compiacimento per l’ottimo esito dell’evento viene espressa dal vicesindaco di Forgaria, con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi: «Ringraziamo la Regione – ha detto – per l’annunciata decisione di riservare al Progetto Grifone un finanziamento costante su scala pluriennale, in modo tale da consentire una pianificazione delle attività sul lungo periodo, sempre all’insegna dell’attenzione al rigore scientifico».

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In copertina, la liberazione del grifone Helen il primo a spiccare il volo; all’interno, un momento della giornata, l’assessore regionale Stefano Zannier e due altri esemplari di avvoltoi restituiti al loro volo in libertà su lago di Cornino.

Sei grifoni oggi saranno liberi di volare dalla Riserva naturale del lago di Cornino

Riconquisteranno la libertà, dopo essere stati curati e inanellati ai fini del monitoraggio scientifico: oggi, 30 settembre, ben sei maestosi esemplari di grifone (il doppio rispetto al consueto) spiccheranno di nuovo il volo dalla Riserva naturale regionale del lago di Cornino in occasione della tradizionale e sempre partecipatissima manifestazione “Vivi e liberi di volare”, evento di punta della programmazione annuale della Riserva, le cui proposte hanno richiamato in questa stagione un pubblico molto folto. Assieme ai rapaci saranno reintrodotti in natura anche altri esemplari di fauna selvatica, una ventina, accolti e curati dai Centri di recupero di Udine e Pordenone. E una novità dell’edizione 2023 di “Vivi e liberi di volare” è lo sdoppiamento delle liberazioni: la prima è prevista per le 11, la seconda per il pomeriggio, verso le 16.

Francesco Petretti

IL SABATO – Lievemente posticipata nella data rispetto alla consuetudine e programmata (altro cambiamento) per la giornata di sabato anziché di domenica, la manifestazione offrirà una “scaletta” molto ricca, predisposta come sempre dalla Coop Pavees, che gestisce il sito protetto. L’evento si aprirà alle ore 10, con l’ufficiale benvenuto agli ospiti; seguirà, alle 10.30, un intervento del direttore scientifico della Riserva di Cornino, Fulvio Genero, che ripercorrerà “Storia e conquiste del Progetto Grifone”. Alle 11 il momento clou, con la liberazione (alla presenza di autorità locali e regionali: atteso l’assessore regionale alle risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier) dei primi grifoni. Successivamente l’Associazione Astore Fvg parlerà de “Gli uccelli nidificanti del Friuli Venezia Giulia”.

ARRIVA PETRETTI – Intenso pure il programma scientifico del pomeriggio, che si aprirà alle ore 14 con il contributo di Enrico Albertini, direttore del Centro di riproduzione e conservazione Monticello (Lecco), il quale disserterà sulla “Riproduzione in ambiente controllato finalizzato a progetti di conservazione”; alle 14.30 il biologo, ornitologo e divulgatore scientifico Francesco Petretti (noto al grande pubblico per le sue numerose partecipazioni al programma Rai Geo) spiegherà come “Conservare la vita selvatica: una sfida per tutti”, mentre per le 15 è previsto un collegamento con Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo (“L’importanza dei parchi zoologici nell’ambito degli Eaza per la conservazione delle specie a rischio estinzione”). Alle 15.30 operatori dei Cras di Udine e Pordenone spiegheranno “L’importanza dei centri di recupero per il territorio del Friuli Venezia Giulia”: seguirà la liberazione di altri avvoltoi e di esemplari salvati e riabilitati nei due centri.

IL VICESINDACO – «Un evento ricco e articolato, grazie alla sempre più fitta rete di collaborazioni intrecciata dalla Riserva di Cornino – afferma il vicesindaco di Forgaria nel Friuli, Luigino Ingrassi, titolare della delega alla Riserva -, e contraddistinto, quest’anno, dalla novità della doppia liberazione degli esemplari da reintrodurre in natura, voluta per offrire a quante più persone possibile l’occasione di assaporare la magia di un momento sempre molto coinvolgente».
«Siamo giunti all’appuntamento più importante della stagione – commenta poi Luca Sicuro, presidente della Coop Pavees -: per noi questo momento rappresenta sempre un traguardo significativo, concludendo un anno di lavoro, di ricerca e di studio. “Vivi e liberi di volare” è un’occasione di condivisione con il pubblico, ma anche di confronto scientifico, considerata la presenza dei maggiori esperti e ricercatori a livello mondiale». La partecipazione è libera e gratuita.

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In copertina, uno splendido esemplare di grifone in volo sopra il lago di Cornino.