Collio vino da uve autoctone, quando il territorio vale più delle varietà. Cresce il progetto per valorizzare lo storico uvaggio simbolo della prima Doc friulana

di Giuseppe Longo

GORIZIA – Il Collio ha celebrato da poco i sessant’anni dalla sua nascita, come prima denominazione di origine controllata del Friuli Venezia Giulia. E di strada in questo lungo periodo, cominciato quasi l’indomani della pubblicazione della legge 930 del 1963 istitutiva delle Doc nel Vigneto Italia, ne ha fatto davvero tanta attraverso il Consorzio di tutela che ancora ricorda con riconoscenza la lunga e illuminata presidenza del conte Douglas Attems e che da pochi mesi è affidato alla giovane guida di Luca Raccaro. Ma, tra i tanti vitigni storicamente autoctoni e internazionali, peraltro perfettamente adattati al nostro habitat tanto da diventarne parte integrante, i vignaioli isontini hanno sempre avuto un punto fermo: l’uvaggio Collio. Che ora si vuole rilanciare e valorizzare, sapendo quanto sia importante il nome del territorio più di quello delle varietà. Il “terroir”, per dirla alla francese, fatto non solo dalla fisicità del luogo vocato alla coltivazione della vite, ma anche di tutti quei fattori ambientali, climatici e umani che fanno di una specifica area davvero un “unicum” che, proprio nel caso del vino, è in grado di donare prodotti inimitabili.


E con questi intendimenti si è dato vita a un singolare progetto dal titolo eloquente: “Collio vino da uve autoctone”. Nel quale i vitigni base utilizzati sono quelli di sempre, vale a dire Tocai friulano, Malvasia istriana e Ribolla gialla, fra i quali il primo – “offeso” dalla perdita del nome dopo il nostro grave insuccesso nella vertenza con l’Ungheria – ha la parte preponderante. E quale migliore location di Casa Krainer, in via Rastello a Gorizia, per presentare i nuovi arrivati nel gruppo? «Un progetto recente – spiega Stefano Cosma che, con la consueta bravura, ne ha coordinato la presentazione -, ma che affonda le sue radici nello storico uvaggio del Collio, come l’ex Ferramenta Krainer, aperta agli inizi del ‘900 in un edificio preesistente riprogettato in stile Liberty. Così l’etichetta dei primi del ‘900 del “Coglianer-Görzer weisswein”, il vino bianco del Collio amato da sempre dai consumatori austriaci». Un’etichetta storica proiettata durante la presentazione in quella bellissima strada del centro storico nella Città europea della cultura – con la contermine Nova Gorica – che si cerca in tutti i modi di rilanciare. «All’epoca – riprende l’esperto – era un vero e proprio uvaggio, perché nei vigneti c’erano varietà miste, in cui prevaleva la Ribolla gialla che venivano raccolte assieme e concorrevano a produrre un bianco tipico. Già nel 1888, alla prima Fiera dei Vini che si tenne a Trieste con espositori da tutta l’Austria-Ungheria, la Società agraria di Gorizia portò in assaggio un “Vino Bianco Collio 1887”, uno dei principali e dei più apprezzati prodotti vitivinicoli del “Giardino del Goriziano”».

«Dopo la Grande Guerra – ha aggiunto Stefano Cosma, appassionato conoscitore anche della storia del Collio, ma pure di tutto il Vigneto Fvg -, con la ricostruzione della viticoltura, fu dato maggior spazio alla Malvasia istriana e al Tocai friulano, che divennero gli altri due componenti del Bianco del Collio, assieme alla Ribolla gialla. Perciò Ribolla, Malvasia e Tocai sono state le varietà previste nel disciplinare della Doc Collio approvato nel 1968. Le percentuali sono state cambiate ad inizio Anni ’90, mantenendo le tre varietà; un’ulteriore modifica consente tutt’ora di utilizzare a piacimento altre varietà a bacca bianca».
Ma veniamo al progetto attuale. «Quattro produttori iniziali, poi diventati sette, hanno così deciso – continua la spiegazione del dottor Cosma – di proporre il “Collio Doc Vino da uve autoctone”: con l’utilizzo della bottiglia Collio Collio, l’etichetta uguale per tutti, uscendo con il vino dopo almeno 18 mesi dalla vendemmia, con la presenza delle sole varietà Ribolla gialla, Malvasia (istriana) e (Tocai) Friulano con prevalenza di quest’ultimo, la possibilità di affinamento in legno ed altre regole di autodisciplina. All’evento qui in Casa Krainer sono già in 11: Kristian Keber, Fabjan Muzic, Andrea Drius di Terre del Faet, Alessandro Dal Zovo della Cantina Produttori Cormons, Fabijan Korsic, Maurizio Buzzinelli, La Rajade, Marcuzzi, Vigne della Cerva, Ronco Blanchis e Manià. Un progetto nato dal basso, tra produttori che credono nella forza di un’identità territoriale autentica». «Abbiamo fatto un passo indietro come azienda per farne uno in avanti come gruppo», dicono gli stessi produttori. E Cosma riprende: «Il progetto del Collio da uve autoctone, che non serve chiamare “Collio bianco”, perché Collio è già sinonimo di miglior bianco d’Italia, dimostra che eleganza, complessità e capacità evolutiva possono convivere in un calice». «Un vino corale, dove il territorio viene prima del brand, l’identità prima del marketing», è la conclusione emersa durante l’incontro in Casa Krainer, attraverso gli interventi dei produttori e di alcuni ospiti, tra i quali Gianni Ottogalli e un giovane enologo trevigiano che su questo progetto ha basato addirittura la propria tesi di laurea. Veramente bravi i produttori di “Collio vino da uve autoctone” tanto che meritano i migliori auguri. Anche perché la qualità che tutti abbiamo potuto accertare – bottiglie del 2023 ma anche del 2022 – dopo le parole, pur necessarie, è davvero alta, oltre che valorizzata dai finger food di Chiara Canzoneri. Ma nel contempo pur suscettibile di ulteriori miglioramenti. Cosa che in oltre sessant’anni il Collio ha sempre dimostrato di saper fare con grande professionalità. E che continuerà a fare!

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In copertina e all’interno immagini della illustrazione del progetto: alcune delle bottiglie presentate, il gruppo di vignaioli con Stefano Cosma (primo a sinistra), interventi di produttori e Gianni Ottogalli, la degustazione a Casa Krainer.

“Sabato del Vignaiolo”, ad Aquileia oggi anche vini sloveni con il Vigneto Fvg

Oggi, 14 maggio, Piazza Capitolo, ad Aquileia, ospiterà il “Sabato del Vignaiolo”, l’evento pensato dalla Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti per incontrare operatori e winelovers. Nella città romana i produttori saranno 36 provenienti da tutta la regione oltre a un’azienda di Pordenone e a una slovena. Per tutta la durata della manifestazione, dalle 11 alle 19, il pubblico potrà muoversi tra le postazioni realizzate per l’occasione dall’artigiano Mastro Bottaio per curiosare, scoprire e gustare le storie e i vini dei vignaioli espositori.
A tutti i partecipanti verrà offerto gratuitamente il pane del Patto della farina del Friuli Orientale prodotto con farine di alta qualità, ottenuto con metodi sostenibili e prezzi corretti dal Panificio Iordan e il Pane romano del Panificio Sandrigo. Oltre ai Vignaioli Indipendenti, in piazza saranno presenti anche alcuni produttori agroalimentari amici di Fivi. Il “Sabato del Vignaiolo” è organizzato in collaborazione con il Comune di Aquileia, i commercianti locali di Aquileia te salutat e l’associazione Curatores composta da cittadini che hanno a cuore la cura del proprio territorio.
Diciotto gli appuntamenti organizzati in diverse parti d’Italia per raccontare le realtà territoriali degli oltre 1400 soci dell’associazione. Fivi promuove e tutela il mestiere del Vignaiolo, raggruppa uomini e donne che curano personalmente l’intero ciclo di produzione, coltivando le proprie vigne e imbottigliando il vino sotto la propria responsabilità.

I Vignaioli Indipendenti:

Brumat – Medea
Raccaro – Cormons
Murva – Moraro
Bolzicco – Cormons
Vosca – Cormons
San Lurins – San Lorenzo Isontino
Kocjancic – San Dorligo della Valle
Ballaminut – Terzo d’Aquileia
Tuzzi – Manzano
Blazic – Cormons
Orzan – Capriva del Friuli
Cadibon – Corno di Rosazzo
Ronco Blanchis – Mossa
Il Carpino – San Floriano
Keber Edi – Cormons
Korsic – San Floriano del Collio
Terre Del Faet – Cormons
Borgo Delle Oche – Valvasone Arzene
Rive Col De Fer – Caneva
Bessich – Roveredo in Piano
Ferlat Silvano – Cormons
Anna Berra – Nimis
Stroppolatini – Cividale
Aquila Del Torre – Savorgnano del Torre
Borgo Dei Sapori – Cividale
Flaibani – Cividale
Cecchini Marco – Faedis
Lis Fadis – Cividale
Tarlao Vignis In Aquileia – Aquileia
Feudo dei Gelsi – Nimis
Ronc Dai Luchis – Faedis
Donda – Aquileia
Gabi – Trieste
Lupinc – Duino Aurisina
Vintinove – Portogruaro
Mrak – Slovenia

Produttori Agroalimentari:
Panificio Iordan – Capriva
Panificio Sandrigo – Aquileia
La Gubana Della Nonna – San Pietro al Natisone
Miele Bosc Di Sot – Cormons
Conserve Faleschini – Pontebba
Formaggi Gortani – Mereto di Capitolo
Le Uova Di Cocoa – Moruzzo
In Cortile Salumeria Agricola – Palmanova

Per info e prenotazioni: mercato.fivi.fvg@gmail.com

 

Ad Aquileia il “Sabato del Vignaiolo” con una quarantina di cantine friulane

Il 14 maggio Piazza Capitolo, ad Aquileia, ospiterà il “Sabato del Vignaiolo”, l’evento pensato dalla Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti per incontrare operatori e winelovers. Diciotto gli appuntamenti organizzati in diverse parti d’Italia per raccontare le realtà territoriali degli oltre 1400 soci dell’associazione. Fivi promuove e tutela il mestiere del Vignaiolo, raggruppa uomini e donne che curano personalmente l’intero ciclo di produzione, coltivando le proprie vigne e imbottigliando il vino sotto la propria responsabilità.
Ad Aquileia i produttori saranno 36 provenienti da tutta la regione oltre a un’azienda di Pordenone e a una slovena. Per tutta la durata della manifestazione, dalle 11 alle 19, il pubblico potrà muoversi tra le postazioni realizzate per l’occasione dall’artigiano Mastro Bottaio per curiosare, scoprire e gustare le storie e i vini dei Vignaioli presenti.
«Il “Sabato del Vignaiolo” è un evento nazionale aperto a tutti coloro che hanno voglia di godere di un’esperienza di vita e non di un atto di consumo – afferma Luca Raccaro, delegato Fivi per il Friuli –, l’ingresso è libero e, per chi lo desidera, è possibile assaggiare e comprare direttamente dalle mani del produttore tutti i vini proposti, acquistando il calice Fivi. Per noi friulani non è la prima esperienza collettiva, ma un gradito ritorno: siamo stati i primi negli anni passati a organizzare, sull’esempio di quello nazionale che si svolge annualmente a Piacenza, un Mercato locale in collaborazione con l’associazione culturale Arci Hybrida Space e Arci Bar Sport».
A tutti i partecipanti verrà offerto gratuitamente il pane del Patto della farina del Friuli Orientale prodotto con farine di alta qualità, ottenuto con metodi sostenibili e prezzi corretti dal Panificio Iordan e il Pane romano del Panificio Sandrigo. Oltre ai Vignaioli Indipendenti, in piazza saranno presenti anche alcuni produttori agroalimentari amici di Fivi. Il “Sabato del Vignaiolo” è organizzato in collaborazione con il Comune di Aquileia, i commercianti locali di Aquileia te salutat e l’associazione Curatores composta da cittadini che hanno a cuore la cura del proprio territorio.
Per info e prenotazioni: mercato.fivi.fvg@gmail.com

Vignaioli Indipendenti:
Brumat – Medea
Raccaro – Cormons
Murva – Moraro
Bolzicco – Cormons
Vosca – Cormons
San Lurins – San Lorenzo Isontino
Kocjancic – San Dorligo Della Valle
Ballaminut – Terzo d’Aquileia
Tuzzi – Manzano
Blazic – Cormons
Orzan – Capriva Del Friuli
Cadibon – Corno Di Rosazzo
Ronco Blanchis – Mossa
Il Carpino – San Floriano
Keber Edi – Cormons
Korsic – San Floriano Del Collio
Terre Del Faet – Cormons
Borgo Delle Oche – Valvasone Arzene
Rive Col De Fer – Caneva
Bessich – Roveredo in Piano
Ferlat Silvano – Cormons
Anna Berra – Nimis
Stroppolatini – Cividale Del Friuli
Aquila Del Torre – Savorgnano Del Torre
Borgo Dei Sapori – Cividale Del Friuli
Flaibani – Cividale Del Friuli
Cecchini Marco – Faedis
Lis Fadis – Cividale Del Friuli
Tarlao Vignis In Aquileia – Aquileia
Feudo dei Gelsi – Nimis
Ronc Dai Luchis – Faedis
Donda – Aquileia
Gabi – Trieste
Lupinc – Duino Aurisina
Vintinove – Portogruaro
Mrak – Slovenia

Produttori Agroalimentari:
Panificio Iordan – Capriva ael Friuli
Panificio Sandrigo – Aquileia
La Gubana Della Nonna – San Pietro al Natisone
Miele Bosc Di Sot – Cormons
Conserve Faleschini – Pontebba
Formaggi Gortani – Mereto di Capitolo
Le Uova Di Cocoa – Moruzzo
In Cortile Salumeria Agricola – Palmanova

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In copertina, il risveglio vegetativo della vite nei vigneti del Friuli Venezia Giulia.