Nel Collio tra i colori post-vendemmia anche l’occasione di relax proposta dallo storico Castello di Spessa

Se i dolci panorami del Collio, ammantati da filari tra i colori sgargianti del foliage post-vendemmia, e i pregiati vini che ne derivano sono ben noti, e se sono sempre più gli ospiti che apprezzano il raffinato Castello di Spessa Golf Wine Resort & Spa di Capriva del Friuli che vi è incastonato, tutto da scoprire e vivere è l’ultimo tassello che arricchisce la sua proposta di ospitalità e leisure. Si tratta della Vinum Spa, fiore all’occhiello del resort di Loretto Pali, aperta l’anno scorso, cui a ottobre e novembre sono dedicati interessanti Open Day alla scoperta delle sue atmosfere di charme e naturalmente delle sue proposte wellness. Sono previste più date (sempre di venerdì) con tematiche diverse, in modo da dare la possibilità di provare un ampio ventaglio di proposte bellezza e benessere tutte improntate sulla naturalità. Un’occasione unica, insomma, per visitare la struttura, scoprirne le eccellenze e fare un pieno di relax, approfittando di percorsi-assaggio di alcuni trattamenti signature a prezzi promozionali e irripetibili. Ecco, dunque, il calendario proposto allo storico maniero frequentato da Giacomo Casanova.
Dopo il primo appuntamento di ieri, con Porte Aperte alla Vinum Spa, il 3 novembre, ci saranno tre ore intense e rilassanti nella zona umida della invitante struttura fra sauna, bagno turco, piscina, area relax con succhi e tisane. A corollario, la visita all’impianto con operatori specializzati, che illustreranno tra l’altro anche i benefici e i trattamenti della Vinoterapia (specialità della Spa e unica nel suo genere in Friuli Venezia Giulia) e daranno consigli su trattamenti mirati. A disposizione il Kit Spa.
L’Open Day Vinum Scrub del 13 ottobre prevede, invece, un trattamento scrub di 30 minuti a scelta tra quelli della Vinum Spa, come quello rivitalizzante all’olio di vinaccioli. L’Open Day Viso del 20 ottobre sarà, quindi, focalizzato sul check-up e su un trattamento del viso a scelta tra quelli proposti dalla Spa, il tutto accompagnato da consigli sulla beauty routine a cura di operatori specializzati. All’Open Day Vinum Spa Massage del 27 ottobre si potrà, infine, provare un massaggio parziale di 25 minuti tra i Classici della struttura castellana. Le prenotazioni vanno effettuate online: www.castellodispessa.it/vinum-spa/prenotazioni-vinum-spa/

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In copertina, vigneti al Castello di Spessa ormai tra i colori dell’autunno.

A fine ottobre la seconda asta dei grandi vini della Contea per la Pace: obiettivo un contributo al Monastero di Castagnevizza

I Cavalieri dell’Associazione dei Cru dell’Imperatrice Maria Teresa, soddisfatti dell’asta benefica organizzata l’anno scorso a favore del Monastero di Castagnevizza (Nova Gorica), che aveva fruttato ben 62.400 euro, ripetono l’iniziativa a fine ottobre. L’evento, già animato dallo spirito di GO!2025, aveva portato qui amanti del vino, collezionisti, importatori e giornalisti giapponesi, spagnoli, francesi, sloveni e italiani.

La seconda edizione dell’Asta dei Grandi Vini della Contea per la Pace si terrà la mattina di sabato 28 ottobre nelle antiche cantine del Monastero, fondato esattamente quattro secoli fa, e sarà battuta da Giulia Princivalli, direttore delle vendite della casa d’aste Stadion di Trieste. A presiederla saranno fra’ Niko Žvokelj, padre superiore del Monastero, e Riccardo Illy, console onorario di Francia. «Un’occasione che può diventare la borsa mondiale dei vini di quest’area vitivinicola transfrontaliera – spiegano gli organizzatori –, ma anche una vetrina gastronomica privilegiata, poichè venerdì 27 ottobre, alla cena di gala al Castello di Spessa a Capriva del Friuli, gli stessi vini dell’asta saranno abbinati ai piatti preparati da ben tre chef stellati Michelin: Raffaele Ros (ristorante “San Martino” di Scorzè), Tomaž Kavčič (“Pri Lojzetu” di Zemono) e Uroš Fakuč (“Dam” di Nova Gorica)».
Alle aziende che avevano aderito nel 2022 se ne sono aggiunte altre, fra cui due italiane del Collio, Conti Attems, che appartiene ai Marchesi Frescobaldi, e Castello di Spessa di Loretto Pali, nonché Nonino Distillatori e la slovena Burja della Valle del Vipacco. Inoltre, l’Associazione ha coordinato il Monastero francescano, che ha fatto da lead partner, con il Castello di Spessa per la presentazione del progetto transfrontaliero “Vina prijateljstva & miru” che rientra fra quelli finanziati dal Bando 1/2023 del Fondo per Piccoli Progetti GO! 2025.


«Chiuso in aprile, il bando europeo nasce per sostenere progettualità transfrontaliere in vista di Nova Gorica e Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025», ha detto in conferenza stampa la direttrice del Gect Go. Un’occasione per valorizzare i vini del Goriziano senza confini, come da alcuni anni stanno facendo due importanti guide, Gambero Rosso e Vinibuoni d’Italia, che dedicano un capitolo anche ai più prestigiosi produttori sloveni. Il programma prevede che giornalisti e ospiti possano scoprire il vasto territorio vitivinicolo coinvolto – da Aquileia fino al Brda – sia giovedì 26 che sabato 28, mentre venerdì 27 alle 15, nella cantina del Monastero, ci sarà la presentazione dei vini messi all’asta con possibilità di degustarli.

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In copertina e all’interno immagini della prima edizione dell’Asta dei Grandi Vini della Contea per la Pace a Castagnevizza.

Casanova il miglior Pinot nero del Vigneto Fvg. Loretto Pali: il Collio gli dà una grande personalità

(g.l.) Sapete qual è il miglior Pinot nero del Vigneto Fvg? È il Casanova del Castello di Spessa, premiato al Concorso nazionale Pinot nero di Egna e Montagna dedicato all’annata 2020. Un riconoscimento di assoluto prestigio in questa importante selezione che ha visto in lizza le più significative e blasonate etichette della penisola e per la prima volta ha introdotto la classifica per zone vinicole per sottolineare il carattere nazionale che lo anima e per valorizzare quanto più possibile le diverse tradizioni e stili di produzione del Pinot nero in Italia. La cerimonia di proclamazione è avvenuta nell’ambito della 25ma edizione delle Giornate altoatesine del Pinot nero che si sono concluse lunedì.


«Siamo veramente orgogliosi di questo riconoscimento, che ci sprona a continuare lungo la via intrapresa di valorizzazione del Pinot nero, un vino in cui crediamo molto e nella cui produzione abbiamo messo, e continuiamo a mettere, cuore, testa, passione», dice Loretto Pali, proprietario della storica azienda vinicola di Capriva del Friuli, che di questo pregiato vitigno è un grande estimatore. «Molti sostengono che sia una varietà difficile – continua -. Lo è indubbiamente, ma per noi non è una sfida produrre questo vino e dare un’opportunità al nostro generoso Collio di dimostrare che può essere un territorio in cui il Pinot nero si esprime egregiamente e con grande personalità. Un vino che è un omaggio all’amore per la nostra terra, dunque, al quale abbiamo voluto dare il nome di un personaggio che da sempre impersona passione ed amore, Giacomo Casanova, che fu ospite del Castello di Spessa e ne apprezzò i vini, definendoli di qualità eccellentissima».
Di un profondo colore rubino intenso, il Pinot Nero Casanova presenta al naso note ammalianti di frutti rossi con piacevoli sentori speziati. Al palato è vellutato ed elegante, con lungo e ampio finale di lampone e spezie. Si abbina egregiamente a carni d’agnello e formaggi di media stagionatura, ma anche con primi piatti di pesce saporito.
Il Casanova proviene dai bellissimi vigneti che abbracciano il Castello di Spessa (fra cui la Vigna di 3 Pinot, dove sono coltivati anche Pinot bianco e Pinot grigio) ed è il risultato di un attento ed appassionato percorso di sperimentazione e di ricerca della qualità, nel pieno rispetto della varietà e del terroir. Ad attribuirgli l’inconfondibile carattere contribuisce in maniera determinante il sapiente apporto dell’enologo trentino Enrico Paternoster. Si affina poi nelle cantine medievali scavate sotto il Castello, le più antiche e scenografiche del Collio. Una curiosità: dai cenni storici sul Castello di Spessa emerge che già all’inizio del Novecento il direttore della tenuta Rudolf Wilhelm Gareis (enologo tedesco di chiara fama) si dedicava con successo alla produzione del Pinot nero, che vinse la Medaglia di bronzo dello Stato (fra le più alte onorificenze) all’assaggio interprovinciale di vini di Vienna del 1909, a cui presero parte numerose aziende della Contea di Gorizia, che furono nel complesso giudicate le migliori a testimonianza della vocazione del terroir verso questa tipologia di vino. Un prezioso lascito del passato, che viene oggi conservato e valorizzato dalla prestigiosa cantina di Loretto Pali.


www.castellodispessa.it/vini

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In copertina, Loretto Pali osserva il suo Pinot nero; all’interno, l’elegante etichetta e vigneti che circondano il Castello di Spessa a Capriva.

Su e giù per il Collio a vendemmiare con la compatta che ricorda il giallo Ribolla

di Claudio Soranzo

Autunno, tempo di vendemmie. Uva bianca, uva nera, filari stretti e larghi, su in collina, su irti pendii. Così siamo andati a raccogliere l’uva, naturalmente con un’auto che non sia ingombrante, ma piccola e discreta, nonché agile e potente per sgusciare fra i filari colmi del nettare degli Dei. Per questa nuova esperienza abbiamo scelto la vettura più adatta allo scopo e cioè la compatta Mini Cooper S, del colore più appropriato, un verde scuro che non desse fastidio all’ambiente circostante, impreziosito da sottilissime righe “giallo Ribolla” sul cofano. Un abbinamento perfetto che ci ha acconsentito di fare bellissima figura, in un ambiente agricolo tranquillo e pacato.

Al Castello di Spessa.


Con la sprintosa vettura di Casa Bmw ci siamo addentrati nel Collio goriziano, partendo dal lato sloveno (denominato Brda) e più precisamente dalla stazione di servizio di Vipolze, dopo aver fatto benzina a un prezzo davvero conveniente: 1,354 euro al litro. E via prima in modalità Eco e poi in Sport sulla impegnative curve collinari, piccole “S” e tornanti semiaperti, per mettere a fuoco le possibilità corsaiole della Cooper S, stabile e manovrabile come un go-kart, con uno sterzo forse un po’ troppo diretto, ma che basta farci la mano per domarlo a dovere.

Vigneti e vini della cantina castellana.


Al termine della galoppata siamo “atterrati” fra i vigneti del Castello di Spessa, belli, rigogliosi e pronti a farsi vendemmiare. E così, osservati dai giocatori di golf impegnati sull’adiacente campo in un torneo internazionale, abbiamo ammirato le uve a bacca bianca e a bacca nera dai nomi importanti, dalle quali si ricavano splendidi vini come la Ribolla gialla, il Friulano, lo Chardonnay, i Pinot bianco e grigio, il Sauvignon tra i bianchi, e i Cabernet franc e sauvignon, il Merlot e il Pinot nero tra i rossi. Senza contare le specialità dell’azienda vinicola castellana che rispondono ai nomi originali di Segré (Sauvignon Cru), Torriani (Merlot) e Casanova (Pinot nero). Nonché due Perté (Verduzzo il primo e Ribolla gialla spumantizzata il secondo), senza dimenticarci dell’ultimo gioiello dell’owner Loretto Pali e dell’enologo Enrico Paternoster, l’ormai affermato, fragrante ed elegante Amadeus, un Vsq (vino spumante di qualità) brut millesimato di recentissima produzione.
Un percorso che ha attraversato tutti i vigneti dell’azienda dai nomi specifici per le coltivazioni, tipo Torriani, Rassauer, Joy Casanova Santarosa, i più a nord, e quindi Segré e Yellow Hills in basso, che circondano bellissimi casali e case di caccia. Insomma, un tragitto sensoriale che ci ha fatto respirare l’aria della vendemmia e fatta venire l’acquolina in bocca pensando al vino che ne uscirà. Un percorso che si può fare un paio di volte l’anno durante le manifestazioni dei “Castelli Aperti”, con relativa visita anche alle cantine, al percorso Casanova e ad alcune sontuose stanze dell’antico maniero. Ma anche alloggiando al Golf Wine Resort, oppure rilassandosi alla Vinum Spa, un’oasi di salute e serenità davvero da non perdere.

Tra Collio goriziano e Brda slovena.

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In copertina, grappoli perfettamente maturi pronti a regalare i prestigiosi bianchi Collio.

Uve e vini del Collio sono anche fonte di benessere al Castello di Spessa

Nei vigneti del Collio i grappoli sono sempre più maturi, per cui la vedemmia si avvicina. E le proprietà benefiche dei principi attivi delle uve e del vino sono alla base dei trattamenti e dei cosmetici della Vinum Spa del Castello di Spessa Golf Wine Resort & Spa di Capriva del Friuli, interamente dedicata alla Vinoterapia. Ricavata nella zona delle antiche scuderie all’entrata del Castello, la struttura ha al suo interno una piscina con idromassaggio e all’esterno una seconda piscina e un grande idromassaggio esagonale panoramici. Aperta a tutti gli amanti del benessere, va ad arricchire l’offerta del resort immerso fra le vigne del Collio, tutelate dalla prima Doc del Vigneto Fvg. «L’esperienza multisensoriale nella Vinum Spa fa scoprire lo spirito più autentico e profondo della nostra terra, le straordinarie colline del Collio», commenta Loretto Pali, proprietario del resort, che ha voluto realizzare la Spa per completarne l’offerta, convinto che «nel vino ci sono gioia, salute e bellezza».

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Tutto, nella Spa, riconduce all’uva e al vino: gli affreschi sulle pareti, i grandi tini per la vinoterapia, i massaggi con pietre calde ricavate dalla marna (il terroir del Collio ricco di sali e microelementi, da cui i vini traggono carattere, profumi, mineralità e freschezza unici), i nomi dei trattamenti, le essenze all’aroma di uva e mosto, le tisane benefiche derivate dalle foglie di vite e il succo d’uva depurativo. I trattamenti sono effettuati con cosmetici naturali agli estratti di uva e di vite creati appositamente per il Castello di Spessa Golf Wine Resort & SPA, così come l’olio di vinaccioli e al mosto d’uva per i massaggi, lo scrub corpo ai semi di vinaccioli, il fango antiage al mosto d’uva, il profumo d’ambiente. Un percorso è dedicato anche alla Grappaterapia, con trattamenti dall’azione antiossidante, antinfiammatoria e tonificante che si concludono con la degustazione di una delle grappe della tenuta.

­Al piano terra il percorso inizia con un’ampia Sauna finlandese con stufa di maiolica, Bagno turco, Docce emozionali con cromoterapia, Percorso Kneipp con pietre dell’Isonzo (il fiume simbolo di queste terre), Showerbucket, Cascata del ghiaccio, Suite privè con tini per bagni al vino. Qui si trovano anche la piscina con idromassaggio e la zona relax con la Tisaneria, che si aprono con grandi vetrate sulle colline.
Al primo piano l’emozione continua in spazi preziosi dedicati ai massaggi, fino ad arrivare all’area VinumTherapia, cuore pulsante della Spa. Qui la vinoterapia si declina in ogni sua sfaccettatura, iniziando dalla suite panoramica I Tini con gli idromassaggi cromoterapici in grandi tini e continuando nella sala dedicata alla VinumTherapia, dove – dopo un bagno nel vino – si possono ricevere benefici e confortevoli trattamenti su lettini sensoriali a base di uva fresca e con cosmetici prodotti dalla lavorazione di uve del Castello. Infine ci si rilassa, sorseggiando un calice di vino, nella sala Le Botti, i cui arredi sono stati ricavati dal recupero di antiche botti.

Nell‘area esterna della Vinum Spa, incastonata fra il parco storico del Castello e il campo da golf, la bellezza della natura si fonde con dettagli esclusivi: la sauna finlandese, il piacere della piscina, i lettini a baldacchino, la vista panoramica dalla Relax Lounge, il rilassante idromassaggio circolare con vista sospeso tra l’azzurro del cielo e il verde dei prati, il bar bordo piscina dove sorseggiare succhi d’uva e i freschi e minerali vini del Castello, o concedersi un piacevole aperitivo. Con la bella stagione, il Summer Club è un piccolo eden nel verde e nella frescura per chi vuole trascorrere qualche ora, o l’intera giornata, di assoluto relax lontano dalla folla fra nuotate, bagni di sole, idromassaggi.
Il percorso della Vinoterapia continua volendo anche a tavola, al ristorante gourmet La Tavernetta al Castello, dove accanto ai tradizionali piatti d’alta cucina creati dallo chef Antonino Venica, si possono richiedere anche salutari e golosi piatti vegetariani.­ ­ ­
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­ ­ Castello di Spessa Golf Wine Resort& Spa – Legato a nobili casate e illustri ospiti come Giacomo Casanova, il Castello di Spessa si trova nel cuore del Collio Goriziano, a Capriva del Friuli, ed è completamente circondato dalle vigne della tenuta a cui dà il nome, fra cui si snodano le 18 buche del Golf Country Club Castello di Spessa. Le sue origini risalgono al 1200. Oggi elegante Resort, ha una quindicina di suites arredate con mobili del’700 e dell’800 italiano e mitteleuropeo e, scavata nella collina sottostante il maniero, la più antica e scenografica cantina del Collio, dove invecchiano i pregiati vini della tenuta. Nel Gusto di Casanova, il Bistrot del Castello, si degusta una straordinaria selezione di prodotti del Friuli Venezia Giulia. Dal restauro di una vecchia cascina ai piedi del castello è stata ricavata la Tavernetta al Castello, con un rinomato Ristorante Gourmand e 10 camere dall’atmosfera country. La Club House del Golf Country Club è ospitata in un antico rustico, con ampio dehors e un’ombreggiata terrazza: nel suo ristorante, l’Hosteria del Castello (aperta anche a chi non gioca a golf), la cucina rincorre la stagionalità e ricalca i sapori del territorio. In un casale affacciato sul green sono stati ricavati 8 Appartamenti nelle Vigne riservati al Digital Detox, arredati con caldo stile rustico e dedicati soprattutto ai golfisti e alle famiglie, e nel Casale in collina, il più appartato della tenuta, 10 stanze arredate in stile shabby chic che si affacciano su uno splendido paesaggio di vigneti e sul campo da golf.

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In copertina e all’interno alcune immagini della “vinoterapia” al Castello di Spessa.

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Vini “senzatempo” al Castello di Spessa. E per le festività c’è anche “Amadeus”

(g.l.) Sulle tavole di Natale e Capodanno il Vigneto Fvg propone anche un nuovo spumante con cui brindare a un 2022 che ci liberi finalmente dall’oppressivo Coronavirus: è “Amadeus”, l’ultimo nato al Castello di Spessa, presentato ancora in estate, ma che proprio con queste festività vivrà il suo momento di gloria. Un debutto che corona un anno importante per la storica tenuta legata anche al ricordo di Giacomo Casanova, che ha visto non solo la presentazione di queste “bollicine” di gran classe che Loretto Pali propone con orgoglio, ma anche l’apertura di un centro benessere che fa leva sulla “vinoterapia” e la presentazione di un bel libro celebrativo dei fasti del maniero che sorge tra suggestive colline di Capriva ricoperte di vigneti. E per ultima una nuova dimostrazione – perché in realtà si tratta di una felice conferma – del grande valore dei vini invecchiati di questa meravigliosa realtà produttiva. Veramente dei vini “senzatempo”.

La degustazione al Castello.

La degustazione – Vini che non temono il tempo, tanto da poter essere considerati l’espressione stessa della longevità delle pregiate etichette del Collio: questo il giudizio emerso dalla degustazione di diverse annate storiche del Castello di Spessa, selezionate direttamente dal caveau della cantina scavata molti metri sotto il maniero. A degustarli, Giulio Colomba, Walter Filiputti e Josko Sirk invitati da Loretto Pali ad assaggiare vecchie annate selezionate dall’enologo Enrico Paternoster e dal cantiniere Domenico Lovat, pure presenti all’incontro. «L’invecchiamento dei nostri vini nelle annate scelte da Paternoster e Lovat è risultato eccellente sia per i rossi che per i bianchi, il che conferma che la strada che abbiamo intrapreso con l’impostazione del nostro lavoro sia in vigna che in cantina è quella giusta. Ne sono veramente contento ed orgoglioso», ha detto Pali. L’incontro – avvenuto alla Tavernetta Al Castello – è stato un piacevole momento pre-natalizio di confronto tra questo gruppo di amici legati da anni e tutti fortemente dediti a far conoscere e valorizzare al meglio il Friuli Venezia Giulia e le sue ricchezze turistiche ed enogastronomiche. Al termine, Loretto Pali ha premiato Walter Filiputti con una Magnum di Santarosa vendemmia 1991, in ringraziamento per la sua collaborazione storica col Castello di Spessa.

Pali con Walter Filiputti.

Le nuove bollicine – Dicevamo del debutto alle feste di fine anno di “Amadeus”, il nuovo Metodo classico del Castello di Spessa. Ma da dove deriva il suo nome, che ci riporta subito con la mente al Genio di Salisburgo? «I nostri vini – spiega infatti Loretto Pali – richiamano personaggi importanti le cui vicende nei secoli li hanno portati al Castello di Spessa: Giacomo Casanova, Luigi Torriani, Salvatore Segrè, Giorgio Stavro di Santarosa e molti altri. Per questo motivo abbiamo voluto dare al nostro Metodo classico il nome “Amadeus”, omaggiando il famoso compositore e musicista austriaco Wolfgang Amadeus Mozart, di cui Lorenzo da Ponte fu librettista. E proprio quest’ultimo tra il 1779 e il 1780 soggiornò al Castello di Spessa, ospite del Conte Luigi della Torre. Questo Metodo classico, dunque, è dedicato ad Amadeus Mozart: le sue bollicine finissime e persistenti fanno sognare come la musica del grande compositore». Il nuovo spumante classico – cioè con fermentazione in bottiglia, sui lieviti, che dà dunque il prodotto più pregiato – è stato ottenuto nel 2016, per cui compie cinque anni tondi tondi, assemblando uve di Chardonnay (87 per cento) e Pinot nero (13). La scheda tecnica: «Con il perlage finissimo ed elegante, il colore giallo leggermente dorato con brillanti riflessi verdognoli, al naso risulta suadente ed articolato, dal floreale all’agrumato su fondo minerale. Al gusto si impone per la pienezza e la ricchezza della struttura, unite a un fine bocca sapido-salato con piacevole nervo acidico. Sposa perfettamente crudi di mare, crostacei, raffinati finger food, formaggi di media stagionatura e delicate carni bianche».

Il nuovo spumante classico.

La “vinoterapia” – Le proprietà benefiche dei principi attivi delle uve e del vino sono alla base dei trattamenti e dei cosmetici della Vinum Spa, aperta all’inizio dell’estate 2021 al Castello di Spessa Golf Wine Resort, e interamente dedicata alla “vinoterapia”. Ricavata nella zona delle antiche scuderie, si articola su 2 mila metri quadrati con piscine (interna con idromassaggio ed esterna riscaldata) ed idromassaggio circolare panoramico esterno con vista sui vigneti. Qui tutto riconduce all’uva e al vino: gli affreschi sulle pareti, i grandi tini appunto per la “vinoterapia”, i massaggi con pietre calde ricavate dalla ponca del Collio (impasto di marna e arenaria stratificatesi nel corso dei millenni, ricco di sali e microelementi), i nomi dei trattamenti, le essenze nelle saune all’aroma di uva e mosto, le tisane derivate dalle foglie di vite e succo d’uva. I trattamenti sono effettuati con cosmetici naturali agli estratti di uva e di vite creati appositamente per il Castello di Spessa Golf Wine Resort & Spa, così come l’olio di vinaccioli e al mosto d’uva per i massaggi, lo scrub corpo ai semi di vinaccioli, il fango antiage al mosto d’uva, il profumo d’ambiente. Un corner è dedicato anche alla “grappaterapia”, con trattamenti dall’azione antiossidante, antinfiammatoria e tonificante, che si concludono con una degustazione di grappa, prodotta con le vinacce della Tenuta.

Una sala per la “vinoterapia”.

Il libro – La prefazione del volume “Castello di Spessa – Affascinanti intrecci di memorie ed esperienze di benessere”, scritto da Stefano Cosma, è di Antonio Trampus, professore ordinario di Storia moderna all’Università Ca’ Foscari di Venezia, che scrive: «La passione e la sapienza di Stefano Cosma sono riuscite a restituire, attraverso queste pagine, gli intrecci affascinanti di queste vicende, simili quasi a tralci di vite ai quali si annodano storie di uomini, di paesi, di castelli. (…) Come noto a tanti lettori, Spessa trovò un ambasciatore straordinario del suo castello nel mondo attraverso la figura di Giacomo Casanova, che racconta del suo soggiorno nelle memorie così come fa un altro eccezionale protagonista dell’Europa del Settecento come Lorenzo Da Ponte, il librettista di Wolfgang Amadeus Mozart». Il libro, edito da Nuove Edizioni della Laguna, in italiano ed inglese, riprende ed amplia una precedente pubblicazione del 2004 per approfondire la storia del territorio, delle famiglie che ne furono proprietarie – dai Rassauer ai Torriani al marchese Voelkl, dagli Economo ai Segrè Sartorio, per finire con gli Stavro Santarosa e Loretto Pali, che ne è l’attuale proprietario – e degli ospiti illustri. Un ruolo fondamentale lo ebbe Rodolfo Voelkl, che affidò nel 1880 a Ruggero Berlam il restauro e l’ampliamento. L’attuale proprietario Loretto Pali, appunto, negli ultimi trent’anni ha proseguito con lavori di miglioramento ed ampliamento, arricchendo il complesso – ora elegante Country Resort – con un campo da golf a 18 buche, con il ristorante gourmet La Tavernetta e l’Hosteria nella Club house, con camere ed appartamenti anche in rustici ristrutturati fra le vigne, nonché con la ricordata struttura dedicata alla “vinoterapia”.

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In copertina, una splendida immagine del Castello di Spessa in una foto di Fabio Pappalettera.

“Langoris”, vini e Cavalieri a Cormons: Premio in Puglia a Stefano Cosma

di Claudio Soranzo

Un altro meritato riconoscimento è arrivato al giornalista e scrittore Stefano Cosma, triestino di nascita ma goriziano d’adozione. L’ufficializzazione del premio arriverà oggi 25 settembre, nientemeno che in un castello, quello di Ugento, in provincia di Lecce. Un bel viaggetto al Sud quindi per Stefano, per ritirare il riconoscimento a Santa Maria di Leuca dalle mani degli ideatori del Premio Iolanda, Vera Slepoj e Davide Paolini, che hanno annunciato in anteprima la vincita del premio letterario a Cosma quale autore di “Langoris. Storie di vini e Cavalieri”, edito da Leg Edizioni di Gorizia. Il libro racconta la storia della Tenuta di Angoris, sita nel comune di Cormons, che ha vinto il premio nella sezione Letteratura del Vino.


Il Premio Iolanda, giunto quest’anno alla 4a edizione, è ora diventato non solo un’iniziativa per celebrare la letteratura enogastronomica collegata alla memoria e alla tradizione, ma soprattutto un particolare momento per gli esperti coinvolti nelle due giurie, per poter fare il punto della situazione nei due settori interessati e delineare eventuali scenari futuri. Così ha spiegato la nota psicologa e scrittrice Vera Slepoj: «Si sta aprendo una nuova era in fatto di cibo e vino: la pandemia ha in pochissimo tempo cambiato il mondo in cui vivevamo, facendoci riscoprire quanto profondo sia il nostro legame – sia individuale che collettivo – con il cibo».
Il giornalista gastronomo Davide Paolini ha aggiunto: «Il premio Iolanda ha sempre cercato di selezionare e stimolare l’uscita di libri che non siano solo ricettari, di cui ormai sono piene le librerie, ma testi che approfondiscono le problematiche intorno a cibo e vino. Ora vediamo che questa impostazione ha avuto successo, come dimostrato dai numerosi e qualificati partecipanti dell’edizione 2021».
Stefano Cosma si occupa di comunicazione e di enogastronomia, operando nel capoluogo isontino. Il suo primo libro risale al lontano 1992: “Dotato d’eccellentissimi vini è il contado di Goritia…”. La sua produzione letteraria è continuata nel 2001 con “Vitti di Toccai… 300“, nel 2005 assieme a Mario Busso e Walter Filiputti con “Collio. I volti di una terra” e nel 2008 con “Vitovska. Tra i vigneti, dal mare al Carso”. Ha già ricevuto altri riconoscimenti, tra i quali il “Premio Collio” nel 2010 e il “Premio Città Impresa” due anni dopo.
A scegliere il libro di Cosma, edito anche in lingua inglese e realizzato in audiobook da Top Voice, sono stati i giurati Alvaro De Anna, Paolo Mieli, Enrico Semprini, Giacomo Mojoli, Roberto Felluga, Piernicola Leone De Castris, Davide Zuin, Seby Costanzo, Rossana Bettini, Giordano Emo Capodilista, Massimo Bassani, Diego De Leo e Massimo Fasanella D’Amore.
La prefazione del libro di Stefano, scritta da Alessandro Marzo Magno, recita “quel che ha scritto Cosma non è un saggio, ma un libro dal rigoroso contenuto storico, che utilizza l’espediente narrativo del romanzo. Immagina che Carlotta, personaggio di fantasia, avesse prestato servizio come infermiera nella villa di Angoris durante la Grande Guerra e che ci fosse ritornata nel 1968 e che, muovendosi per la casa, ne ricostruisca le vicende. Lei è inventata, ma non lo è affatto tutto ciò che racconta: gli episodi sono reali, e ripercorrono le vicissitudini di questo angolo di mondo, un territorio di confine, dove da sempre si sono incrociati popoli e culture. La storia è passata di qui e non smette di scorrere. Il vino è un elisir di lunga vita”.
Proprio oggi, giorno di consegna del riconoscimento in Puglia, Stefano Cosma avrebbe dovuto presentare a Monfalcone, nell’ambito della rassegna “Geografie”, le sue ultime due pubblicazioni: “Il gusto dei saperi fra Carso e Isonzo”, dedicato alla cucina bisiaca, e “Castello di Spessa. Affascinanti intrecci di memorie ed esperienze di benessere”, già presentato in anteprima nel parco del maniero di Capriva – il 30 giugno scorso – in occasione del debutto dell’Amadeus Brut, nuovissimo prodotto con le bollicine della cantina di Barbara Borraccia e Loretto Pali.

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In copertina, Stefano Cosma con Loretto Pali al Castello di Spessa.

Cambio d’abito per i grandi vini lodati da Casanova

I vini del Castello di Spessa, prestigiosa azienda agricola del Collio Goriziano, cambiano abito. Nuovo logo e nuove etichette, infatti, per la cantina di Capriva guidata dall’imprenditore friulano Loretto Pali. Lo storico logo aziendale è stato pertanto rielaborato e reso contemporaneo, senza alterarne il fascino del passato, ma solo togliendone aulicità e dettagli superflui. Essenziale, pulito, romantico, l’attuale mette in risalto l’alta torre merlata, simbolo del castello, e interpreta con la grafia leggera ma non leziosa il romanticismo che è il “genius loci” del maniero, totalmente immerso nelle vigne della tenuta da cui provengono pregiati vini, che si affinano nelle scenografiche cantine storiche scavate nel suo sottosuolo.

Loretto Pali e Barbara Borraccia.

Romance is in our nature

E proprio “Romance is in our nature” è il nuovo claim che connota l’intero romantico mondo del Castello di Spessa Golf&WineResort, icona di raffinata ospitalità italian style, con oltre una novantina di posti letto, tre ristoranti, un campo da golf a 18 buche, una Wellness Spa con vinoterapia che utilizzerà in trattamenti e prodotti uve e vini della tenuta. Un’offerta impareggiabile e unica – di cui l’azienda vinicola è il fiore all’occhiello -, fatta di naturalità, territorio, gusto, valori di tradizione interpretati in maniera fresca e contemporanea, da scoprire e vivere con semplicità ed immediatezza.

Le nuove etichette

La storia del Castello di Spessa si intreccia da secoli con la viticoltura, dato che dai suoi vigneti si produceva vino sin dal XIII secolo e nel XVI secolo si coltivava già la Ribolla gialla (il primo documento che attesta una vendita di questo vino risale infatti al 1559). Nel 1773 anche Giacomo Casanova, ospite a Spessa, ne apprezzò i vini, definendoli nelle sue Memorie “di qualità eccellente”. Oggi l’Azienda vinicola si estende su circa 90 ettari di vigne di proprietà, allevate con una filosofia eco-friendly, e produce circa 400 mila bottiglie all’anno. Le sue cantine sono le più antiche e scenografiche del Collio e si sviluppano sotto il castello su due livelli: quello superiore risale al periodo medievale, il secondo, che si trova a 18 metri di profondità, è un bunker militare realizzato nel 1939, ideale per temperatura e umidità a custodire le barriques.
La sagoma del castello (in oro per i bianchi e in bordeaux per i rossi) connota tutte le etichette, dalla carta pregiata e dalla grafica fresca ed essenziale, ed è diversamente declinata nelle tre linee dei vini: L’Eccellenza del Conte (i San Serf Bianco e Rosso, vini preziosi che invecchiano rispettivamente 7 e 10 anni), la Linea Collio (non più di 100.000 bottiglie annue, da uve di collina raccolte a mano), la Linea Isonzo (la pulizia e verticalità dei cui vini è ben espressa dall’etichetta sobria e pacata).

Ecco le nuove etichette.

La Linea Collio

Sui dolci rilievi collinari che circondano il castello sono coltivati i più antichi e nobili vitigni locali e internazionali. I terreni della Doc Collio – la prima a essere istituita nel Vigneto Fvg oltre mezzo secolo fa – sono formati dalla ponca, un impasto di marna e arenaria stratificatosi nel corso dei millenni, ricco di sali e microelementi, che dona ai vini (in particolare ai bianchi, per i quali la zona è conosciuta a livello internazionale) un carattere unico: cremosi, di ottima struttura, longevi, hanno un bouquet ampio e intenso. Dalle uve coltivate con maestria e grandissima cura nei 28 ettari di vigneti di proprietà nascono i Cru aziendali, a cui si scelto di dare il nome delle nobili famiglie che negli anni sono state proprietarie del Castello. Le nuove etichette interpretano il nuovo stile dei vini del Collio, lanciato nel 2014 da Loretto Pali, consapevolei che la tendenza internazionale era focalizzata su vini freschi e sapidi. Nacque così la collaborazione con l’enologo trentino Enrico Paternoster, che ha saputo unire eleganza e freschezza a struttura e longevità, ottenendo vini eleganti, minerali, persistenti, di notevole freschezza e grande bevibilità.

I vini
Bianchi: Pinot bianco Santarosa, Pinot grigio Ramato Joy, Sauvignon Segrè, Ribolla gialla Yellow Hills, Friulano Rassauer, Bianco Collio Riserva San Serff.
Rossi: Merlot Torriani, Pinot nero Casanova, Rosso Collio Riserva San Serff.

La Linea Isonzo

Nella DOC Friuli Isonzo, dove l’azienda possiede 60 ettari di vigneti, il terreno si contraddistingue per un primo strato ricco di minerali (fra cui ferro ed alluminio), a cui seguono un substrato di argilla e circa 6 metri di ghiaia, che accumula calore durante il giorno e lo rilascia la notte. Ne derivano vini dalla spiccata mineralità, eleganti, verticali e particolarmente longevi.

I vini
Bianchi: Ribolla gialla, Friulano, Chardonnay, Pinot grigio, Sauvignon
Rossi: Cabernet sauvignon, Merlot
Spumanti: Pertè – Ribolla gialla
Vini dolci: Perle Igt

Wine Shop Casanova

Le cantine di invecchiamento del castello accolgono i visitatori per visite e degustazioni. Le visite guidate, su appuntamento, iniziano dalla sala video e conducono tramite una galleria alla barriquerie con pietre a vista. Si scende poi, con una ripida scala di 70 scalini, al secondo livello, ricavato in un ex bunker militare. Su prenotazione è possibile partecipare a degustazioni guidate di varie tipologie di vini e di grappe distillate con le vinacce delle uve di Spessa.
Nel Wine Shop Casanova, allestito nelle ex scuderie del Castello, si possono acquistare i vini, le grappe, l’olio e i mieli aziendali, oltre ad una raffinata selezione di prodotti tipici del Friuli Venezia Giulia.

Una foto di Fabio Pappalettera.

Castello di Spessa Golf & Wine Resort
Via Spessa 1 – Capriva del Friuli (GO)
Tel/Fax: + 39 0481.808124 – www.castellodispessa.it – info@castellodispessa.it

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In copertina, le cantine-bunker del Castello di Spessa a Capriva.

 

Un grande Pinot bianco da vigne allevate come in Champagne

di Gi Elle

Non solo i Tre Bicchieri del Gambero Rosso 2020, ma anche i 95 punti della Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2020 di DoctorWine by Daniele Cernilli e le 4 viti di Vitae 2020 dell’Ais, l’Associazione italiana sommelier. Prestigiosi riconoscimenti a raffica, insomma, per il Pinot bianco Santarosa 2018 del Castello di Spessa che, ottenuto da vigne allevate come in Francia, si conferma così il vino più premiato della storica azienda vitivinicola di Capriva del Friuli, ma anche dell’intero Vigneto Fvg. Questo grande bianco prende il nome dalla famiglia nobile che fu proprietaria del Castello di Spessa nel corso dei secoli. È un vino di estrema raffinatezza e nella microzona caprivese, nel cuore del Collio Goriziano, esprime il meglio della sua eleganza, grazie al terroir unico. Il suo segreto è l’immediata separazione delle bucce dal mosto per preservare nel giovane vino freschezza, armonia e fragranza. Si abbina a pesce, primi piatti a base di verdure e secondi di carne bianca.

Il Santarosa, assieme al Pinot grigio Joy e al Pinot nero Casanova, proviene da uve raccolte nella “Vigna dei 3 Pinot”, sulle rinomate colline che circondano il Castello di Spessa. Questo speciale vigneto è affidato alla maestria di Marco Simonit, master pruner di fama internazionale, che ha predisposto una forma di allevamento originale, poco utilizzata in Friuli, ma tipica delle zone più rinomate per i Pinot di qualità, come la Borgogna e lo Champagne. L’obiettivo è quello di preservare l’ambiente, facendo vivere le viti molto a lungo, per ben 50 o 60 anni. Pertanto vengono allevate con grande rispetto, senza sfruttarle al massimo e attendendo i tempi della natura, che spesso oggi vengono dimenticati.

Proprietaria della cantina Castello di Spessa è la famiglia Pali che, perpetuando la tradizione vitivinicola e di ospitalità del luogo, ha fatto del maniero il cuore di un raffinato Golf&Wine Resort, ma anche il punto di riferimento ogni anno per prestigiose manifestazioni culturali ed enogastronomiche come il Premio Casanova e la cena-spettacolo di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori.
“Il Friuli è la terra in cui sono nato – racconta Loretto Pali -, ne conosco gli incantevoli luoghi, l’ospitalità della gente, la storia, l’arte e il patrimonio enogastronomico che la fanno apprezzare nel mondo”. Erede di un’importante famiglia di imprenditori nel settore del mobile, decide di seguire la sua grande passione, quella per la terra friulana e per il vino che ne è la massima espressione. Uomo del territorio, sensibile alla sua crescita e al suo sviluppo, Pali ha il vino nel cuore e, con cuore e passione, fa il suo primo investimento acquistando negli anni Settanta i primi vigneti alla Boatina di Cormòns. Qualche anno dopo acquisisce il Castello di Spessa a Capriva, storica tenuta del Collio. In un decennio diventa uno dei protagonisti dell’alta enologia friulana. Ed è sempre l’attaccamento alla tradizione e ai più antichi valori territoriali, che lo spingono successivamente a produrre anche grappe e distillati. Oggi l’azienda si estende per circa 90 ettari di vigneti di proprietà (di cui 28 nella Doc Collio e i restanti nella ghiaiosa pianura della Friuli Isonzo) allevati con una filosofia “eco-friendly”, con un apparato produttivo dotato delle più avanzate tecnologie e una scenografica cantina storica di affinamento, scavata nel sottosuolo del castello. Un lavoro condotto con grande passione, sostenuto dalla competenza di bravissimi tecnici e operatori, sia in vigna che in cantina. E i risultati continuano a non mancare, come dimostrano anche gli importanti premi conseguiti dal Pinot bianco Santarosa.

Azienda Vinicola Castello di Spessa
Via Spessa 1 –  Capriva del Friuli (Go)
Tel +39 048160445
www.castellodispessa.it/vini

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In copertina, la “Vigna dei 3 Pinot” e all’interno il vino premiato con immagini di cantina e azienda.

Collio, a Buzzinelli il testimone di Princic nel ricordo di Attems

di Giuseppe Longo

Chiusa la stagione di Robert Princic, si apre quella di David Buzzinelli alla guida del Collio, la zona Doc più longeva del Friuli Venezia Giulia, quella che fu istituita per prima agli inizi degli anni Sessanta e che avrebbe aperto la strada a una serie di altre denominazioni di origine che hanno praticamente “coperto” tutte le aree più vocate alla vitivinicoltura di qualità della regione.
Archiviata la bella manifestazione Enjoy Collio Experience, con tanto di Premio nel ricordo dell’indimenticato – e indimenticabile – Conte Sigismondo Douglas Attems, per il Consorzio di tutela, che ormai da parecchi anni ha sede a Cormons, è infatti giunto il momento di mettere a punto il suo assetto istituzionale. Ieri è stato dunque eletto dal consiglio di amministrazione, da poco rinnovato dall’assemblea dei soci, il nuovo presidente del Consorzio Collio.

David Buzzinelli, dell’azienda vitivinicola “Carlo di Pradis”, guiderà, come detto, l’ente per il prossimo mandato. Nominati anche i due vicepresidenti, Paolo Corso e Giordano Figheli, mentre Elisabetta Bracco ricoprirà il ruolo di segretario.
Il consiglio è invece composto da Alessandro Pascolo, Marko Primosig, Robert Princic, Piero Bertè, Giovanni Muzic, Gianni Napolitano, Michelangelo Tombacco, Loretto Pali e Matteo Livon. Il revisore dei conti, già nominato dall’assemblea, è infine il dottor Caprara.

L’intero consiglio del Collio brinda col nuovo presidente Buzzinelli.

Cambio della guardia, dunque, al timone del più vecchio Consorzio Doc del Vigneto Fvg, in quanto a Robert Princic (che però continua a rimanere in consiglio) succede appunto David Buzzinelli. Ricordiamo che il Consorzio Collio ha superato di gran lunga il mezzo secolo di storia, in quanto nella nostra regione fu il primo ad essere costituito all’indomani (era il 1964) della famosa legge 930 del 1963 che istituiva in Italia le denominazioni di origine controllata (e garantita). E tenace assertore della necessità di tutelare i prestigiosi vini di queste splendide colline che vanno da Cormons a Gorizia, a ridosso del confine con la Slovenia, tanto da essere la continuazione geomorfologica della Brda – che con il nostro Collio aspira al riconoscimento Unesco di Patrimonio mondiale dell’Umanità -, fu proprio il Conte Attems, che divenne anche il primo presidente della realtà consortile, mantenendo poi la stessa carica per decenni.

Douglas Attems con Giuseppe Pascolini e Claudio Fabbro, allora direttore del Consorzio.

E ora la parola passa a David Buzzinelli, un giovane produttore cormonese – di Pradis, come abbiamo visto -, animato da tanta buona volontà di lavorare a favore dell’associazione che riunisce i nomi più famosi, accanto a quelli di tanti piccoli appassionati produttori, del Collio. Il lavoro che lo attende è molto, perché deve puntare a una nuova stagione di crescita della zona Doc che si è fatta conoscere e apprezzare in tutto il mondo. Ma potrà beneficiare di un team di collaboratori di livello che hanno a cuore le sorti del Collio. Tanti auguri!

Una bella immagine del Collio.

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In copertina, David Buzzinelli (al centro) nuovo presidente del Collio.