Tagliamento un fiume europeo, oggi al via a Lignano un mese di manifestazioni

di Silvio Bini

Comincia oggi a Lignano Sabbiadoro il mese con “Tagliamento un fiume europeo“, che prevede una serie di incontri legati ad un tema ambientale che è nel cuore e nei pensieri dei cittadini rivieraschi, con tutti i problemi e tutte le meraviglie che il fiume offre. Il primo incontro del programma, organizzato dalla Riserva Naturale Foce del Tagliamento e dalla Città di Lignano Sabbiadoro, si terrà infatti alle ore 18.30 al Centro civico “Sandro Pertini”, con l’inaugurazione di una mostra fotografica, alla realizzazione della quale ha collaborato il Foto Cine Club.
Venerdì 11 marzo, alle ore 20.30, verrà presentato invece il libro di Anne Manuerum, “La Silva lupanica“, ovvero l’antica foresta planiziale che copriva l’entroterra lagunare. Venerdì 18, alle 20.30, una serata ad inviti, favorirà la discussione sul fiume Tagliamento, tra le varie associazioni e comitati che si occupano di ambiente, coordinato da Elisa Cozzarini. Infine martedì 22, alle ore 20.30, si parlerà, in un incontro pubblico, del “Tagliamento e i suoi abitanti, l’evoluzione del rapporto tra persone e fiume”, a cura di Anna e Chiara Scaini e Angelo Floramo, con la partecipazione di Elena Swirner. La mattina ci saranno dei laboratori dedicati ai ragazzi dell’Istituto Comprensivo Carducci di Lignano nel progetto “Tutor del fiume”. Al programma hanno collaborato il Wwf e i Lions. Per ulteriori informazioni rivolgersi a: Riserva naturale Foce del Tagliamento, focedeltagliamento@gmail.com, o cellulare 333.3947179. L’accesso è consentito secondo la normativa vigente in materia di contenimento Covid.

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In copertina, ecco la foce del Tagliamento tra Lignano Riviera e Bibione.

Dal Friuli quella pralina al “fondente” che ha conquistato il Mig di Longarone

Al Mig di Longarone, la Mostra internazionale del Gelato che quest’anno ha celebrato la sua 61ma edizione, il Friuli si è ritagliato uno spazio da protagonista grazie a Marco Battistutta, 32enne gelatiere/pasticciere di San Giovanni al Natisone, frazione di Dolegnano, che ha sbaragliato la concorrenza al primo concorso “Una pralina in gelateria”. In 80 minuti Battistutta ha realizzato una pralina di cioccolato fondente, ripiena di una ganache all’arancia e brandy, che ha conquistato la giuria.

Giorgio Venudo


Una bella soddisfazione per lui e per Confartigianato-Imprese Udine che saluta il premio con entusiasmo, a partire dal capocategoria del settore Giorgio Venudo, tra gli organizzatori dell’iniziativa, assieme al collega consigliere nazionale Cristiano Gagion: «Sono molto fiero – commenta il noto gelatiere di Lignano Sabbiadoro – che un nostro artigiano sia riuscito ad arrivare a un così alto livello dando lustro alla sua attività e in generale al comparto provinciale e regionale».
Un artigiano, Battistutta, che ha abbracciato giovanissimo la sfida dell’autoimprenditorialità: «Avevo 22 anni quando ho aperto Charlotte, la mia pasticceria. Non sono figlio d’arte, ho fatto tutto da me. Dopo aver finito il Civiform ho lavorato per alcuni anni come dipendente e poi ho aperto la mia attività. Nel 2019 ho ampliato il locale, oggi ho tre dipendenti, accosto pasticceria e gelateria, che vendo anche a terzi, e punto ad ampliare la parte legata al cioccolato». Fronte che consente ad attività come la sua di allungare la stagione, come sottolinea ancora Venudo: «Ed è per questo che la Fiera Mig di Longarone ha proposto a Confartigianato nazionale il primo progetto di formazione “La cioccolateria in gelateria” che ha visto due maestri cioccolatieri, Alessandro Del Trotti e Massimo Peruzzi, insegnare come si fanno un gianduiotto, un cremino e una monoporzione di bavarese alla vaniglia. La cioccolateria all’interno delle gelaterie – conclude Venudo – può essere l’ingrediente che fa la differenza: consente infatti di allungare la stagione di chi lavora con il gelato, alimento che ormai va tutto l’anno ma che vive il suo picco durante l’estate».

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In copertina,  Marco Battistutta al banco del Mig e in primo piano la prestigiosa coppa; qui sopra, il pasticciere di Dolegnano esulta per la sua vittoria con i dirigenti della Fiera.

 

 

 

La tutela del gelato artigianale parte dal Fvg grazie all’iniziativa di Giorgio Venudo

di Carlo Morandini

Dalla Regione Friuli Venezia Giulia è arrivato il tanto atteso riconoscimento per il gelato artigianale, quel prodotto di alta qualità preparato da un “artigiano del gusto” utilizzando le materie prime atte a realizzare un alimento sano e nutriente, capace anche di assicurare al palato dei degustatori, siano grandi o bambini, la piacevolezza dei sapori naturali. La nostra è infatti la prima Regione d’Italia a codificare e certificare un prodotto dell’arte dolciaria realizzato già dagli antichi Romani, che qui vanta diverse eccellenze perché ha potuto contare sulla “palestra” dei sapori delle importanti realtà balneari di Lignano Sabbiadoro e Grado, ma anche sullo spirito imprenditoriale e innovativo, sempre senza perdere di vista il gusto della tradizione e i prodotti locali e tipici, di alcuni artigiani illuminati.

Maddalena Spagnolo


Per esempio a Udine, già negli anni ’70, facevano scuola le gelaterie Pancera, Sommariva, dell’Orso di Pravisani, a Lignano i fratelli Giorgio Arturo De Pellegrin e i De Filippis, a Grado Pancera. La norma – la proposta era stata sottoscritta da 17 consiglieri – è stata illustrata al Consiglio regionale, che l’ha approvata, dalla latisanese Maddalena Spagnolo, sensibile all’argomento della qualità, non solo rivierasca, artefice della condivisione con le rappresentanze del mondo economico.
L’iniziativa è del presidente nazionale dei gelatieri per Confartigianato, Giorgio Venudo, artigiano del gusto che ha legato la storia della sua famiglia alla produzione del gelato artigianale servito, direttamente in spiaggia a Lignano Sabbiadoro, a centinaia di migliaia di turisti e degustatori di ogni età e provenienza. Un percorso di sensibilizzazione durato alcuni anni, quello di Venudo, sempre supportato anche dall’Arga Fvg e dall’Associazione culturale La Riviera friulana, che ha coinvolto categorie e produttori. Fino ad arrivare alla formulazione dell’articolato varato dalla Regione Fvg, che conferma così la sua leadership nelle iniziative volte alla salvaguardia dei prodotti, alla tutela della genuinità e alla valorizzazione del gusto della tradizione. Mentre per i consumatori si tratta di un risultato importante perché consente loro di scegliere tra i prodotti realizzati secondo le ricette di un tempo e con gli ingredienti dell’area, la nuova legge si tradurrà in una opportunità per gli artigiani del gusto del settore, i gelatieri appunto, che nel Friuli Venezia Giulia, secondo Confartigianato, sono complessivamente 332, un dato che comprende anche le imprese artigiane di pasticceria, mentre quelle del gelato, rispetto a questo valore, sono circa 250.

Giorgio Venudo con Carlo Morandini.


Un settore, che come aveva evidenziato di recente Venudo a un evento svoltosi all’Enaip di Udine, soffre della carenza di personale specializzato, alla quale gli Istituti professionali Fvg cercano di sopperire. Anche per questo, ma per buona parte per motivi anagrafici, tra il 2014 e il 2019 sono state chiuse 17 attività. Mentre la pandemia ha causato la chiusura di altre dieci tra il 2019 e il 2020.
La nuova legge otterrà risultati positivi anche nel settore turistico, specialmente tra gli ospiti della nostra realtà appassionati della scoperta del territorio e delle sue peculiarità e proposte: i protagonisti del cosiddetto “turismo lento”, che rappresentano ormai una fetta importante del flusso vacanziero, specialmente fuori stagione, quando è possibile gustare con maggiore serenità i prodotti del luogo. Per esempio, sono decine gli austriaci, e non solo, confini ed emergenza sanitaria permettendo, che anche nella trascorsa stagione estiva hanno valicato le Alpi o scelto i trasporti intermodali favoriti dalla Regione, per scendere lungo la ciclovia Alpe Adria che corre sul sedime della vecchia ferrovia Pontebbana, e hanno raggiunto Venzone, dove un altro maestro gelatiere, Vincenzo Aiello, tra l’altro allievo dei De Pellegrin, propone e ripropone loro i gusti che hanno fatto la storia dell’arte del gelato friulana. Poi, i cicloturisti, grazie ai collegamenti quasi interamente completati, e ai trasporti intermodali, bici-bus, treno, anche motonave, raggiungono la Riviera friulana e si spostano verso Grado, Lignano Sabbiadoro, oppure oltre, verso il Veneto orientale e il resto della Riviera adriatica.

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In copertina, coppa di gelato al cioccolato uno dei gusti più gettonati.

La “Mappa del sapore” di Lignano: ecco la proposta enogastronomica

Un progetto che si rinnova da diciassette anni e che si è consolidato nel tempo, divenendo uno strumento utile di consultazione che mette a disposizione dei turisti e dei curiosi del gusto l’offerta di operatori dell’enogastronomia che perseguono, sul territorio, la qualità. È così che può essere definita la “Mappa del sapore”, la quale costituisce un elemento di promozione capace di invogliare i visitatori del Friuli Venezia Giulia a conoscere e assaggiare i sapori che cuochi e ristoratori sanno proporre, fidelizzando attraverso il gusto locale sia i turisti occasionali sia quelli che scelgono di soggiornare in regione. Un modello che si rivela particolarmente significativo in una stagione non facile, a causa degli effetti della pandemia, come quella 2020.

Sono questi i concetti emersi nel corso della presentazione del volume della monografia “Mappa del sapore” dedicata a Lignano Sabbiadoro, avvenuta sulla Terrazza Mare, alla quale hanno partecipato, come informa Arc, l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo, Sergio Emidio Bini, e il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin. Durante l’illustrazione del volume, una guida ai luoghi della ristorazione che intende agevolare nella scelta i visitatori della città balneare, è stato evidenziato che l’obiettivo degli operatori turistici, non soltanto nel 2020 ma anche in futuro, deve essere quello della qualità.

Nello specifico è stato spiegato che in un anno difficile come quello attuale, con un bilancio dell’andamento della stagione estiva meno confortante rispetto alle previsioni, in particolare a causa dell’assenza di molti turisti stranieri, occorre compiere un ulteriore sforzo per mantenere vive le località turistiche regionali, continuando a proporre un’offerta di qualità agli ospiti e ai potenziali visitatori. Un impegno che deve vedere uniti operatori e istituzioni, le quali si stanno adoperando per innovare, sburocratizzare e snellire l’apparato e le procedure amministrative, come dimostra la ricostruzione in soli 60 giorni del pontile del faro rosso di Lignano Sabbiadoro.
La Regione Fvg ha seguito l’evolversi dell’emergenza Coronavirus e i suoi effetti sull’economia locale fin dalle prime fasi, predisponendo interventi tampone a sostegno delle situazioni meno facili e ora guarda con fiducia ai nuovi finanziamenti ottenuti dall’Unione europea, auspicando che il loro utilizzo sia mirato a interventi e opere che assecondino e garantiscano la ripresa e lo sviluppo anche in Friuli Venezia Giulia.

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In copertina, prosciutto di San Daniele tagliato a mano e qui sopra la Terrazza Mare simbolo di Lignano.

San Michele al Tagliamento “friulana”, un polo che lancia il turismo lento

di Ida Donati

SAN MICHELE – Turismo lento? E’ quello fatto di bellezze ambientali e paesaggistiche, strutture ricreative e per la ospitalità, offerta enogastronomica di qualità. Quello che, cioè, si promuove a San Michele al Tagliamento che, pur essendo un Comune veneto, aderisce alla Riviera Friulana. San Michele è il capoluogo della civica amministrazione cui fa capo anche Bibione, la più grande realtà balneare della Serenissima. Come Latisana, fino alla fine degli anni ’50, era il Comune che comprendeva anche Lignano Sabbiadoro già lanciata verso il “boom” economico. A San Michele, nella sua frazione di San Filippo e in altre località si parla friulano. Così come a Portogruaro, ma in particolare a Concordia Sagittaria, già sede patriarcale. E pure oggi del Vescovado cui fa riferimento Pordenone assieme alla Destra Tagliamento. E quindi? Non è per tediarvi con una ridondante disquisizione etnico-linguistica, né per sostenere la causa di una friulanità che comunque è sentita anche a San Michele al Tagliamento, visto che, seppur perdendo di poco, buona parte degli abitanti aveva richiesto tramite referendum l’annessione al Friuli Venezia Giulia. Com’è accaduto con Sappada, dove si parla una lingua ladin-germanica che non è certo diffusa in tutto il Friuli storico. Ma per esporre come la pensano gli operatori di una delle realtà di pregio che animano il territorio retrostante la città balneare.

Casa Gioconda, il B&B della famiglia Toniatti Giacometti, ha rinnovato anche quest’anno l’adesione all’associazione culturale La Riviera Friulana. Per promuovere un’attività qualificata che è sinergica a quella svolta in località Bevazzana che, pochi ricordano, è il toponimo di due distinte frazioni, dei Comuni di San Michele al Tagliamento (Casa Gioconda) e di Latisana (Casa Allegra), separate dal fiume Tagliamento. In questo caso, unite da un’attività che si svolgeva già nell’antichità tra terre, sabbie e paludi. Che è quella dei cavalli. All’epoca, da tiro. Oggi da trotto e da dressage.

In diverse occasioni, Casa Gioconda ha ospitato incontri, anche del sodalizio rivierasco, volti a valorizzare la cultura del territorio. Ospitando artisti, musicisti, scrittori, giornalisti, artigiani del gusto e dell’arte dei mestieri. Come, di recente, l’annuale sfilata con la stilista Axia e il musicista Gianni Sax, che ha voluto segnare la ripartenza dell’attività e degli incontri culturali dopo il lockdown. Un’occasione per parlare anche della sinergia tra le grandi spiagge, ribadita dall’assessore al Turismo del Comune di Lignano Sabbiadoro, Massimo Brini, pochi giorni dopo l’accordo per la promozione unica dell’Alto Adriatico sui media tedeschi siglato dai presidenti delle Regioni Friuli Venezia Giulia, del Veneto e dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini. E tra le realtà del retroterra complementari a esse, evidenziata dalla presidente del Club per l’Unesco di Udine, Renata Capria d’Aronco. E dal presidente della Riviera Friulana, Carlo Morandini.
L’evento, avvenuto proprio nella cornice di Casa Gioconda, ha permesso di degustare i vini dell’Azienda Toniatti Giacometti, assieme ai fratelli Giovanni, Livia e Roberto. Il B&B è stato realizzato di recente ristrutturando un fabbricato rurale. Dispone di tutti i servizi di pregio, compresa una bella piscina, rivolti a ospiti, soprattutto stranieri, che ne fanno la base privilegiata per le escursioni a cavallo, in bicicletta, a piedi, lungo le terre e i percorsi rivieraschi. Ma anche le vie d’acqua visto che Casa Gioconda si trova a poca distanza dal fiume Tagliamento e dalla Litoranea Veneta. La possibilità di degustare i prodotti del territorio rappresenta un’altra delle possibilità che ne fanno un ritrovo richiesto dai turisti più attenti. Quelli che appunto amano un turismo lento, “slow” come si preferisce dire oggi.

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In copertina e qui sopra ecco due belle immagini di Casa Gioconda.

Bollicine di Prosecco Fvg per festeggiare a Lignano l’Hemingway Fotografia

di Gi Elle

Appuntamento speciale oggi a Lignano Sabbiadoro nell’ambito degli “Incontri con l’autore e con il vino 2019”, per la serata al Centro Kursaal che offrirà l’opportunità di conoscere il Premio Hemingway per la Fotografia. Alle 18.30, Riccardo Zipoli dialogherà infatti con Italo Zannier e con il presidente di Giuria, Alberto Garlini.
Il vino che accompagnerà la serata, raccontato dal tecnologo alimentare Giovanni Munisso, sarà il Perlae Naonis – Millesimato Prosecco Doc Brut dell’azienda San Simone. Una curiosità: questo Millesimato nasce per celebrare i 35 anni di produzione di Prosecco della cantina di Porcia e per ricordare, come testimoniato già in epoca romana da Plinio, le origini friulgiuliane, o meglio carsiche, del vitigno Glera: nel Comune di Prosecco, nei pressi di Trieste, da dove si è diffuso in larga parte della regione e soprattutto in Veneto, dando vita appunto al “fenomeno Prosecco”, bollicine che hanno conquistato il mondo e che da alcuni anni sono tutelate dalla Doc interregionale istituita tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, facendo leva appunto sul nome geografico del paese sito sul Carso, a ridosso del Golfo di Trieste.
Dal gusto rotondo, cremoso, persistente, moderatamente alcolico, dotato di freschezza e briosità, di una morbida sapidità e di un’acidità vivace, questo Prosecco ha una complessità di profumi fruttati invitanti e ampi, dalla mela alla pera, dall’albicocca agli agrumi, e floreali dai fiori di glicine e di acacia alla rosa, con una piacevole nota di mandorla glassata al retrogusto.
Le aziende scelte per coronare la presentazione dei libri sono Modeano, San Simone, De Lorenzi Vini, Podere Marcello, Grillo Iole, Tonutti Vini e Vigneti, Principi di Porcia e Brugnera, Alessio Dorigo, Cà Ronesca e Tenuta Cà Bolani, con la partecipazione anche della Strada del Vino e dei Sapori Fvg.
Ricordiamo che il fotoartista Riccardo Zipoli è autore del volume “In Domo Foscari” (Marsilio) che, con grande eleganza e qualità tecnica, ha celebrato i 150 anni dell’Università di Venezia: un suggestivo esempio di come i fotografi possono raccontare con poetica sensibilità, e non solo banalmente elencare e illustrare il soggetto. L’architettura dello storico Palazzo sul Canal Grande viene esaminata e filtrata anche nei dettagli, cogliendone i silenzi e le atmosfere, facendo infine emergere in questo saggio visivo la storia di un luogo e di un’attività culturale di rilievo mondiale qual è l’Università Cà Foscari.

Il fotoartista Riccardo Zipoli.

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In copertina, bollicine di Prosecco oggi protagoniste a Lignano.

Ribolla? Ottima a Corno, ma anche a “Easy Fish”

di Gi Elle

Ultima giornata oggi a Corno di Rosazzo con la prima edizione di “Ribolla & Ribolla“, manifestazione con cui si vuole porre l’accento e ulteriormente valorizzare uno fra i più rinomati vitigni autoctoni del Friuli Venezia Giulia e in particolare dei Colli orientali, prestigiosa zona Doc di cui fa parte anche la cittadina a due passi da Cividale. L’appuntamento è nuovamente a villa Nachini Cabassi, bellissimo edificio storico sempre più punto di riferimento per il Vigneto Fvg. Dove alle 18.30 (ma inizialmente era fissato alle 11) ci sarà anche l’annunciato talk show intitolato “Ribolla & Ribolla”, che metterà viticoltori, giornalisti e sommelier a confronto. Modererà il dibattito il dottor Claudio Fabbro. A mezzogiorno, invece, “La Ribolla gialla a tavola”, uno show cooking a cura dell’Associazione cuochi di Udine. Oltre alla possibilità di degustare le “migliori 40 Ribolle”, si potrà visitare anche la mostra “788 anni di storia (1231-20199 La Ribolla gialla: il vino più moderno perché il più antico – Vini e vitigni che hanno sfidato i secoli”.

Grappoli di Ribolla gialla.

Un’occasione importante, dunque, per discutere del futuro di questo prezioso vitigno che, come dicevamo ieri, ha uno storico riferimento nelle antiche vigne abbaziali della vicina Rosazzo. Ma anche per degustare il suo vino a tavola, dove è ottimo sia come fermo – o “tranquillo” – sia come spumante, una forma quest’ultima che si sta sempre più affermando, soprattutto fra un pubblico giovane, e che si pone come una interessante alternativa al dilagante Prosecco. In entrambi i casi, si tratta di un vino fresco, invitante, ideale abbinamento per piatti leggeri soprattutto a base di pesce, crostacei o frutti di mare, come quelli che si possono degustare anche oggi a Lignano Sabbiadoro dove c’è la bella manifestazione “Easy Fish”, il Festival del pesce dell’Alto Adriatico.

A mezzogiorno, nella piazza della Terrazza a Mare, ci sarà una nuova puntata della Festa della Paella Adriatica con David Povedilla e di Cocktail Exhibition a cura di Palagurmè. Nel pomeriggio alle 18, ancora di scena i cocktail, mentre dalle 19 Gala Dinner Easy Fish nel corso del quale si potranno gustare cinque piatti realizzati da: “Dalle Malghe al Mare” con Veronica De Filippis; Alessandro Businaro, chef del ristorante “Da Boschet”, a Gorgo di Latisana, e Gloria Clama, finalista seconda classificata nell’edizione 2019 di Masterchef Italia; Giancarlo Perbellini, chef 2 stelle Michelin del ristorante “Casa Perbellini” di Verona; Bobo Cerea, chef 3 stelle Michelin del ristorante “Da Vittorio” di Brusaporto (Bergamo).  Ospiti d’eccezione Federico Quaranta, conduttore radiofonico e televisivo specializzato nella presentazione e moderazione di eventi legati al mondo del food, wine e turismo.
Piatti che, indubbiamente, si completano e si valorizzano se accompagnati con i grandi vini bianchi del Vigneto Fvg. E la Ribolla gialla, anche oggi “regina” a Corno di Rosazzo, è proprio uno di questi.

Un bel risotto con gamberi e Ribolla.

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In copertina, calici di Ribolla spumantizzata: vino che piace molto.