In Fvg la Borsa italiana legno valorizzerà la risorsa bosco

Dopo parecchi mesi di lavoro preparatorio, ha preso avvio a Tolmezzo la prima Asta telematica della Borsa italiana del Legno, all’interno della Borsa Merci Telematica Italiana (Bmti). «Siamo contenti di ospitare questo evento così importante – ha detto in apertura di presentazione Ermes De Crignis, presidente della Comunità di montagna della Carnia -. Confido che gli operatori della filiera bosco-legno regionale sappiano cogliere questa nuova opportunità che viene loro offerta e che il mettersi a sistema dia finalmente i suoi frutti, economici e sociali, per il nostro territorio».

L’intervento di Carlo Piemonte.


«Partecipare attivamente alla valorizzazione dei nostri boschi e creare le condizioni affinché le risorse boschive siano sempre più inserite nelle filiere territoriali rientra a pieno all’interno della nuova visione di Legno Servizi che, con il consiglio di amministrazione, abbiamo impostato – ha aggiunto il presidente di Legno Servizi, Carlo Piemonte -. È proprio per questo che ci siamo resi fin da subito disponibili nel supportare attivamente il progetto della Borsa italiana del legno che riteniamo possa essere uno strumento particolarmente utile per il comparto. Una piattaforma digitale su cui lavorare tutti insieme, con l’importante obiettivo di declinare e valorizzare le specifiche peculiarità regionali diventando i motori di questo sistema».
Stimolare l’incontro tra domanda e offerta, valorizzando le filiere locali e avvicinare i vari anelli della filiera del legno in maniera digitale, rapida ed efficiente, sono gli obiettivi della piattaforma digitale della Borsa italiana del Legno che ha preso l’avvio in Friuli Venezia Giulia, registrando già l’interesse di una trentina di aziende del comparto.
Anche Marco Vidoni, consigliere incaricato del Gruppo prime lavorazioni di Assolegno, associazione che ha ideato lo strumento della Borsa italiana del legno, esprime la sua soddisfazione: «Quello della Borsa è un percorso che parte da un grande lavoro dell’Associazione e che vuole mettere al centro le politiche di sviluppo della filiera. A questo punto è indispensabile riuscire a toccare più realtà territoriali possibili, raccogliendo spunti e riflessioni di tutte le imprese e professionisti coinvolti. Lo strumento della Borsa italiana del legno deve essere un elemento per riuscire a riunire industria con artigianato e facilitare la comunicazione tra settore forestale e quello delle prime e seconde lavorazioni. L’obiettivo dell’azione di Assolegno è, quindi, creare un sistema nazionale “legno”, che faccia tesoro delle esperienze dei singoli territori, valorizzandone i contenuti».

I relatori e gli operatori forestali.

 

A Tolmezzo domani al via la prima asta telematica della Borsa Legno

Al via la prima asta telematica della Borsa Italiana del Legno. Domani, 26 maggio, nella sede della Comunità di Montagna della Carnia, a Tolmezzo, Assolegno e Legno Servizi terranno una simulazione della prima sessione di mercato all’interno della citata piattaforma, coinvolgendo le aziende del territorio friulano. Stimolare l’incontro tra domanda e offerta, valorizzando le filiere locali e avvicinare i vari anelli della filiera del legno sono, infatti, gli obiettivi della piattaforma digitale della Borsa Italiana del Legno che, per la prima volta, vedrà la sua applicazione pratica tra gli operatori di settore grazie a una collaborazione tra Assolegno e Legno Servizi appunto domani, a partire dalle ore 17, nella sala conferenze dell’ente comprensoriale carnico.

«Il bosco italiano e la filiera industriale a esso collegata, oggi, possono essere il vero volano per arrivare a mettere a terra un processo di transizione ecologica e di decarbonizzazione del nostro settore edile – spiega Angelo Marchetti, presidente di Assolegno -. In questo quadro di nuova sostenibilità e di nuovo modello dell’abitare è indispensabile creare sinergia tra tutti gli anelli della nostra filiera. Potenzialmente la digitalizzazione rende più vicini gli operatori, evidenzia le proprie potenzialità di sviluppo all’interno del mercato e conforma il comparto forestale con quello industriale, armonizzandone il linguaggio e creando le basi per la definizione di un cluster a livello nazionale».
Anche Marco Vidoni, presidente del Gruppo Legno di Confindustria Udine, si mostra dello stesso avviso: «Con il progetto della Borsa Italiana del Legno sono stati codificati più di 400 assortimenti a base legno destinati al comparto edile, ma che un domani non tanto lontano potrebbe essere esteso al settore degli imballaggi e delle finiture di interno, raggruppando un numero di aziende superiore alle 13.500, con un turnover di oltre 9 miliardi di euro e 42.000 addetti impiegati. Se riuscissimo a diminuire solo della metà le importazioni di legnami dall’estero si potrebbero dirottare circa 600 milioni di euro provenienti da risorse private verso gli stessi territori montani che, a loro volta, potrebbero generare ulteriori economie di scala valorizzando le imprese e l’utilizzo di legname nazionale».

Un elemento questo che il presidente di Legno Servizi, Carlo Piemonte, riprende sottolineando l’importanza di fare sinergia e del progetto della Borsa Italiana del Legno: «Partecipare attivamente alla valorizzazione dei nostri boschi, creare le condizioni affinché le utilizzazioni boschive siano sempre più espressione di un’identità regionale, e che sappiano intercettare i bisogni del mercato guardando al futuro in un’ottica di sostenibilità e innovazione, rientra a pieno all’interno della nuova visione di Legno Servizi che con il Consiglio di amministrazione stiamo impostando. È proprio per questo che ci siamo resi fin da subito disponibili nel supportare attivamente il progetto della Borsa Italiana del legno, al fine di dare un ulteriore strumento alle filiere artigianali e industriali che insistono sul nostro territorio e che vedono nel bosco legno Fvg un volano di sviluppo e crescita delle comunità. Il tutto inserito in un’ottica di sistema nazionale che è chiamato ad affrontare sfide sempre maggiori, vista la carenza di materie prime e dei grandi mutamenti di scenario in atto a livello internazionale».

Per partecipare all’incontro e prendere parte alla simulazione della prima asta digitale, si invita a consultare il sito di Assolegno.it e di Legnoservizi.it

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In copertina, immagine di un bellissimo bosco di conifere in Friuli Venezia Giulia.

 

Il legno friulano (con l’abete rosso) testimonial all’Expo Dubai 2020

«Una delle ricchezze del Friuli Venezia Giulia è indubbiamente quella dell’abete rosso da cui nasce anche il legno di risonanza, patrimonio prezioso dei boschi regionali. Questo è uno dei motivi per i quali abbiamo lavorato sul tema e abbiamo prodotto un piacevole oggetto d’arredo che ne rappresenta, a mio avviso, una bella e utile sintesi – spiega la giovane designer friulana, Marta Caldana, -. Così è nato il Woo-d-fer, una cassa acustica naturale, in legno di abete rosso che, sulla scrivania, sostiene elegantemente il cellulare e ne amplifica i suoni durante le videoconferenze e le chiamate. È il frutto di uno studio specifico sul concept, il design, la forma “acustica” e la stabilità, divenuto un simbolo rappresentativo del bosco-legno regionale, tanto che l’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier, l’ha scelto come omaggio per gli ospiti presenti alla giornata del Fvg all’Expo Dubai 2020 riscuotendo un fortissimo apprezzamento».
Il progetto è stato ideato e realizzato dalla cooperativa Legno Servizi di Tolmezzo, realtà di riferimento per lo sviluppo del settore bosco-legno regionale, utilizzando legno certificato Pefc proveniente dai boschi dell’Alta Carnia fornito dall’impresa boschiva Del Fabbro Maurizio a cui sono seguite le lavorazioni di Domini Legnami di San Pier d’Isonzo, Arredo Italiana di San Giovanni al Natisone e di Antonia Cardin di UnostudioX (Pordenone) per la comunicazione grafica. A dimostrazione di come possano nascere dei magnifici prodotti “100 per cento Fvg” grazie alla valorizzazione delle filiere regionali.
«È per noi particolarmente importante – spiega Carlo Piemonte, presidente di Legno Servizi – dare valore al bosco e al legno della nostra regione iniziando dal coinvolgimento attivo delle diverse filiere che partono dalle imprese boschive per arrivare alle aziende del legno strutturale, dell’imballaggio, della carta e dei pannelli, così come quelle dell’artigianato artistico che, proprio utilizzando l’abete rosso, è capace di creare dei fantastici strumenti musicali conosciuti in tutto il mondo. Non dimentichiamo, inoltre, che per lo sviluppo sostenibile dei boschi sia per noi fondamentale dare valore sia alla materia prima che al territorio, ponendo in evidenza eventi legati al bosco come ad esempio “Risonanze” di Malborghetto che valorizza tale tipologia di legno e che attrae ogni anno centinaia di persone alla scoperta delle bellezze forestali della nostra regione».

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In copertina, l’originale Woo-d-fer e qui sopra un bosco di abete rosso.

 

Studenti universitari da tutt’Italia per il sistema bosco-legno in Fvg

Si terrà dal 29 al 31 ottobre, nella sede del Centro servizi per le foreste e le attività della montagna, a Paluzza, il workshop di approfondimento per gli studenti universitari di scienze forestali e ambientali di tutta Italia, dedicato al sistema bosco-legno del Friuli Venezia Giulia. «La formazione e la cultura del bosco-legno verso i giovani è fondamentale per poter garantire la sostenibilità futura del comparto – afferma l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, Stefano Zannier -. Dopo esserci presentati come un unico sistema in Cansiglio durante il Festival delle Foreste, il Friuli Venezia Giulia collabora nuovamente per poter organizzare una tre giorni di altissimo livello che vedrà coinvolti i giovani, i futuri professionisti forestali, nella gestione della risorsa legno e dove verranno sottolineate le potenzialità del patrimonio boschivo regionale ma anche le sfide del comparto».

Stefano Zannier

L’evento, primo appuntamento di questo genere programmato in regione, si svolgerà – come informa Arc – in tre sessioni a partire appunto dal 29 ottobre a partire dalle ore 18.30 quando sarà affrontato il tema della sostenibilità. Il giorno successivo dalle 8.30 sarà la volta della sicurezza e dell’innovazione con, nel pomeriggio, la visita ad alcuni cantieri forestali. Il 31 ottobre si parlerà, invece, della bellezza e della multifunzionalità delle foreste. Il workshop vedrà gli interventi dei protagonisti regionali del sistema bosco-legno e di autorevoli relatori ministeriali come Alessandra Stefani, direttore generale delle foreste italiane del ministero delle Politiche agricole agroalimentari forestali. Un programma che si snoda tra boschi e vallate dell’area montana friulana e che vede il fulcro delle attività nel Cesfam della Regione Fvg che ha riavviato, fra gli altri, i percorsi formativi legati all’ottenimento del patentino forestale essenziale per operare in sicurezza all’interno dei cantieri boschivi.
«E’ stato raggiunto il numero massimo di adesioni degli studenti provenienti da tutta Italia per questo primo esperimento di workshop – sottolinea Carlo Piemonte, presidente di Legno Servizi -. Dopo questa prima esperienza vorremmo che l’appuntamento fosse a cadenza annuale coinvolgendo nel progetto anche altri partner regionali e nazionali per una tre giorni in cui proseguire a discutere del futuro del bosco-legno insieme a quelli che saranno i futuri dirigenti e dottori del sistema forestale italiano».
L’evento vede coinvolta la Regione in collaborazione con Legno Servizi, Aibo Fvg, Consorzio Boschi Carnici e Cluster Fvg Legno Arredo Casa, con il diretto coinvolgimento della Confederazione delle associazioni universitarie degli studenti forestali italiani (Ausf Italia) e degli studenti di Scienze per l’ambiente e la natura dell’Università di Udine.

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In copertina, autunno tra le conifere e qui sopra un bosco di latifoglie.

Sicurezza, gli operatori forestali Fvg a lezione per conseguire i patentini

«Il Cesfam, grazie anche alla forte collaborazione con Legno Servizi, ha ripreso in pieno la propria attività formativa per il rilascio e il mantenimento dei patentini forestali, strumento di professionalizzazione molto atteso dagli operatori del settore e assolutamente indispensabile per operare in sicurezza all’interno di boschi e foreste. Iniziati a ottobre, i corsi proseguiranno anche durante il mese di novembre, a partire dal giorno 2». Lo ha reso noto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier.
«In ogni attività operativa – ha sottolineato l’esponente della Giunta Fedriga – la prima regola è la sicurezza, che richiede in primis adeguata formazione. Un concetto importantissimo anche per le aziende delle utilizzazioni boschive che da alcuni anni reclamavano i corsi e alle quali diamo risposta».
Il Cesfam (Centro servizi per le foreste e le attività della montagna), che ha sede a Paluzza, agisce in stretta intesa con la cooperativa Legno Servizi, il cui presidente Carlo Piemonte ha evidenziato la progressiva integrazione e il rafforzamento del Sistema Bosco Legno Fvg e Innovazione, basato sui pilastri della sicurezza e sostenibilità. La presentazione di un sistema compatto e unitario, molto apprezzato al Festival delle Foreste tenutosi recentemente sul Cansiglio e alla fiera udinese della Casa Moderna, appena conclusa, nonché, ora, la riattivazione dei corsi Cesfam, secondo Piemonte, sono solo alcuni dei passi avanti del comparto realizzati grazie alla collaborazione costante tra il sistema delle imprese forestali, rappresentato in primis dall’Aibo Fvg, e gli organi regionali e territoriali con competenze sulle filiere del bosco legno.
«Le sfide che ci attendono sono ancora molte, ma indubbiamente la strada intrapresa, basata sulla realizzazione di progettualità condivise, sarà quella che permetterà al comparto bosco legno del Friuli Venezia Giulia di crescere», ha osservato in conclusione l’assessore Zannier.

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In copertina, un operatore forestale mentre lavora in piena sicurezza.

 

Festival delle foreste in Cansiglio: il racconto in diretta degli studenti

Alla Fiera & Festival delle foreste, ospitata sull’altopiano del Cansiglio da ieri fino a domani 12 settembre, la novità è rappresentata dalla collaborazione tra il Sistema Bosco-Legno del Friuli Venezia Giulia e Longarone Fiere Dolomiti che dà modo di ospitare una dozzina di studenti di Ausf Italia – Confederazione delle Associazioni Universitarie degli Studenti Forestali. I futuri forestali racconterranno in diretta backstage e curiosità attraverso l’ausilio dei social network: un dettagliato reportage di tutte le innovazioni e le iniziative programmate nelle tre giornate veneto-friulane.
«La formazione e la cultura del bosco-legno verso i giovani è fondamentale per poter garantire la sostenibilità futura del nostro comparto – commenta Carlo Piemonte, presidente di Legno Servizi -. Collaborando con gli amici di Longarone abbiamo deciso di ospitare sul territorio gli studenti di Ausf Italia e organizzare una prima visita. Stiamo lavorando per organizzarne un’altra a ottobre, in Friuli Venezia Giulia, per far scoprire loro i cantieri boschivi locali e le innovazioni sviluppate nella nostra regione. Dobbiamo guardare al futuro attraverso gli occhi di chi, nei prossimi anni, sarà chiamato a sviluppare il comparto e gli studenti forestali sono indubbiamente un elemento imprescindibile con cui collaborare».
«L’Europa, con il suo Green Deal, è sempre più attenta alle questioni ambientali e, dunque, del legno e delle foreste – sottolinea Gian Angelo Bellati, presidente di Longarone Fiere Dolomiti -. Perciò, accogliamo assai volentieri gli studenti forestali che rappresentano le prospettive dei nostri boschi i quali, in questo momento, stanno scatenando nuovo interesse e nuove opportunità di lavoro. L’esperienza pratica in Cansiglio rappresenta anche il segno di una collaborazione operativa e positiva tra le istituzioni agro-forestali del Veneto e del Friuli Venezia Giulia».
«Siamo particolarmente soddisfatti dell’invito rivoltoci a partecipare attivamente alla Fiera – aggiunge Elisabetta Candeago, presidente di Ausf Italia, con 10 sedi sparse nella Penisola -. È una bella occasione per me e per i mei colleghi di affrontare argomenti e tematiche di senso pratico nell’occasione della nostra XII Assemblea che ha per tema la biodiversità ambientale, le politiche europee e il cambiamento climatico. Siamo decisamente convinti che una buona formazione forestale sia figlia di un giusto mix tra attività didattica teorica e pratica».

 

Fiera & Festival delle foreste – È il progetto che Longarone Fiere Dolomiti, in collaborazione con Veneto Agricoltura, propone per la valorizzazione, secondo i principi della green economy, delle risorse boschive e del legno. L’evento è composto da due tipologie di iniziative in programma dal 10 al 12 settembre, interamente in Cansiglio:
Fiera & Festival delle foreste, mostra-convegno con un nutrito programma di eventi culturali indirizzati al mondo istituzionale, associativo, della formazione, della ricerca e agli aspetti più innovativi del settore;
Boster Nord Est, con il meglio della meccanizzazione forestale e dimostrazioni dinamiche in lotti veneti e friulani. Con la collaborazione della Regione Friuli Venezia Giulia e di Veneto Agricoltura.
La foresta del Cansiglio, territorio che coinvolge due regioni e tre province, si sta riprendendo dopo la dura esperienza della tempesta Vaia e fa da cornice a questo evento, tutto all’aperto, che mette assieme la migliore espressione della meccanizzazione agroforestale, le tecnologie per l’energia da biomassa legnosa, le soluzioni per l’edilizia sostenibile e l’artigianato.

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In copertina un operatore forestale al lavoro; all’interno, una macchina per la movimentazione dei tronchi.

 

Ecco la nuova “piazza” digitale del sistema bosco-legno Fvg

Una piazza virtuale di contatto, una vetrina, un punto informativo sul comparto bosco-legno del Friuli Venezia Giulia. Sono solo alcune delle novità contenute nel nuovo portale di Legno Servizi (www.legnoservizi.it), completamente rinnovato e, ora, online. Tanti i punti di interesse per gli operatori del settore e molte nuove funzionalità per creare utili contatti. Come nel caso de “La Piazza del Legno Fvg”, uno spazio coerente con i tempi della pandemia che, purtroppo, ha limitato i rapporti diretti, creando un punto di incontro virtuale tra domanda e offerta relativi al legno Fvg, aperto sia alle aziende che ai privati, al fine di favorire il dialogo tra operatori alla ricerca di materiale della nostra regione e il mercato che offre tali prodotti.

Carlo Piemonte


«Creare contatti tra le imprese delle diverse filiere del legno Fvg e il mercato – conferma il presidente della cooperativa, Carlo Piemonte –: è uno dei primari obiettivi che ci siamo posti assieme a quello di valorizzare i nostri territori e gli operatori del comparto bosco-legno regionale. Il nuovo portale, perciò, è pensato per essere uno strumento di facile utilizzo in grado di dare visibilità alle diverse realtà che vi fanno parte, nonché all’identità e qualità del bosco e del legno “Made in Fvg”». Di particolare interesse è la “vetrina dei soci”, un punto di contatto digitale a disposizione degli aderenti alla cooperativa (imprese o Comuni) raggruppati per tipologia, in grado di presentare ai diversi mercati un punto di riferimento unitario del sistema bosco-legno Fvg, permettendo così di scoprire nuove realtà ed entrare in rapporto diretto con i principali operatori del settore che compongono le diverse filiere. Una iniziativa particolarmente apprezzata in particolare dalle microimprese per le quali Legno Servizi sta sviluppando materiale informativo appositamente dedicato al fine di sopperire all’eventuale assenza di un sito internet aziendale.
Ampiamente apprezzata dagli operatori è la sezione “Le ultime dal Bosco”, uno spazio news interamente dedicato al mondo del bosco-legno Fvg che vuole diventare il punto di riferimento per scoprire eventi, novità e iniziative volte a valorizzare il nostro bosco-legno e coprire, almeno in parte, un “buco informativo” spesso lamentato dalle imprese del settore e dagli appassionati del comparto. «Il sito è in costante aggiornamento da parte dei nostri uffici e speriamo di completarlo entro Natale – conclude Piemonte -. Invitiamo, pertanto, tutte le imprese e realtà territoriali a scriverci per arricchire ulteriormente i contenuti e valorizzare così, al meglio, la ricchezza e il valore che il sistema bosco–legno Fvg rappresenta per la regione».

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In copertina e qui sopra due immagini del nuovo portale di Legno Servizi.

Indennizzi del dopo-Vaia prorogati: fondamentali per l’economia del bosco

«La possibilità di proroga degli indennizzi regionali per un valore di oltre mezzo milione di euro, come ristoro agli schianti boschivi conseguenti alla tempesta Vaia dell’ottobre 2018, rappresentano una vera e propria boccata d’ossigeno per il comparto bosco-legno Fvg e i suoi operatori – dice Carlo Piemonte, nuovo presidente di Legno Servizi – e, di questa sensibilità, ringraziamo l’Amministrazione regionale, l’assessorato e gli Uffici competenti».
Per i boschi del Friuli Venezia Giulia, il passaggio di Vaia ha significato l’abbattimento di oltre 700mila metri cubi di legname, in 3.700 ettari di bosco (più dell’1 per cento dell’intera superficie forestale regionale), in oltre 20 Comuni della Carnia. Con un proprio provvedimento, la Regione Fvg aveva messo a disposizione degli indennizzi per i proprietari forestali danneggiati i quali, in molti casi, non erano riusciti ad estrarre tutto il legno abbattuto nei limiti prestabiliti dalle precedenti disposizioni. Una situazione causata da molteplici e oggettive problematiche tecniche, su cui hanno anche influito le condizioni della “vecchia” viabilità che, a ogni acquazzone o tempesta, veniva distrutta o fortemente danneggiata obbligando le imprese a ricostruirla per garantire la sicurezza dell’operato. Problema che si sta superando grazie alle tecniche nuove di costruzione con cui le strade, anche soggette a delle intemperie eccezionali, si mantengono. A tutti questi problemi, si aggiunge la pandemia che ha, di fatto, sconvolto e ritardato numerose attività già pianificate. Da qui l’appello alla Regione Fvg da parte delle ditte del legno aderenti alla cooperativa, e non solo, per la proroga che è stata accordata a valere per 12 mesi, un periodo per permetterà di superare l’inverno e concludere i lavori con la bella stagione.
«Senza la possibilità di proroga – aggiunge il vicepresidente della cooperativa di Tolmezzo, Mirco Cigliani – non ci sarebbe stato modo di estrarre il legname danneggiato, il quale ha ormai un valore economico molto basso restando così abbandonato nel bosco, diventando un potenziale focolaio di parassiti e rischio di incendi. Il lavoro di squadra è stato premiato nel vedere accolta la nostra richiesta di proroga che ci consente ancora un anno di lavoro per recuperare una parte significativa del legname abbattuto mancante».
«Questo è il primo risultato concreto del nuovo percorso intrapreso da Legno Servizi che ha, alla sua base, la volontà di voler operare fianco a fianco con tutti i principali attori del comparto bosco-legno Fvg: l’ente regionale, il Consorzio Boschi Carnici, le associazioni boschive e di categoria, dottori forestali e ogni impresa dell’economia del legno regionale», conclude Piemonte.

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In copertina legname estratto dai boschi Vaia e qui sopra il presidente di Legno Servizi Carlo Piemonte.

Legno Servizi si affida a Carlo Piemonte: ora un sistema unitario

Nuovi vertici e nuove strategie economiche, commerciali e produttive per Legno Servizi. Carlo Piemonte è stato infatti eletto presidente della cooperativa che rappresenta uno dei più importanti operatori delle filiere del legno del Friuli Venezia Giulia. È stato votato all’unanimità dal nuovo consiglio di amministrazione, formato anche da Mirco Cigliani, Marco Clama, Vittorio Di Marco, Adriano Domini e Michele Simonitti. Piemonte, che è anche l’attuale direttore del Cluster regionale Legno Arredo Casa e amministratore unico di Icide (International Center of Italian Design) società del Cluster per l’internazionalizzazione, succede a Emilio Gottardo alla guida della società.

Carlo Piemonte


«Ringrazio i consiglieri per la disponibilità nell’accettare questo onere e onore, in particolare, ringrazio Mirco Cigliani che rivestirà il ruolo di vicepresidente vicario nell’affrontare questa sfida che solo se combattuta insieme potrà permettere al settore “Legno Fvg” di esprimere tutte le sue potenzialità – spiega Piemonte -. La nuova visione che l’assemblea ha approvato con coraggio è un cambio di marcia rispetto al passato poiché getta le basi affinché Legno Servizi diventi una realtà capace di stare a fianco delle imprese con servizi specializzati, e a fianco della Regione Friuli Venezia Giulia per affrontare le sfide attuali e future come un unico sistema, insieme agli altri attori dell’economia del “Legno Fvg”: le Associazioni di categoria, il Consorzio Boschi Carnici e i proprietari di boschi e foreste dell’intero territorio regionale».
La nomina di Piemonte è stata l’atto finale dell’assemblea dei soci che ha eletto il nuovo Cda e ha approvato, all’unanimità, un progetto di cambiamento contenente l’indicazione a lavorare per costruire un sistema unitario del “Legno Fvg”. Quindi, una Legno Servizi che guardi a tutte le filiere del legno e capace di focalizzare l’attenzione sulla valorizzazione della materia prima regionale, primario obiettivo della cooperativa rinnovata, in tutte le sue diverse caratteristiche: dal legno di montagna al Cividalese; dalla pioppicoltura alla pedemontana pordenonese. Quindi, un grande passo avanti il quale, finalmente, pone la tanto attesa pietra miliare per un autentico progetto di messa a sistema del “Legno Fvg”, nella consapevolezza che le sfide saranno molteplici ma anche che il nuovo Cda ha le competenze specialistiche tali per accettarle e lavorare per il futuro del comparto come sistema unitario.
«Il nostro sguardo è proiettato al futuro – conclude il neo presidente – e punta a nuove sinergie imprenditoriali e professionali capaci di ridare slancio, forza e fiducia a un comparto che sta attraversando una notevole difficoltà, per tutta una serie di motivi ben noti, ma che vedrà sempre nel “Legno Fvg” una risorsa preziosa da valorizzare».

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In copertina, un’immagine di boschi sulle montagne della Carnia. (www.sauris.org)

Biodiversità, un invito a celebrare l’Anno nella Foresta di Ampezzo

A conclusione del progetto europeo BioΔ4 (Nuovi strumenti per la valorizzazione della biodiversità degli ecosistemi forestali transfrontalieri), sono iniziate da alcuni giorni le previste attività turistiche tramite le quali i Comuni di Ampezzo e Sauris desiderano valorizzare la ricchezza della biodiversità della Foresta di Ampezzo. Sono tre le declinazioni proposte alla fruizione di tutti: biodiversità e arte con 3 laboratori di Land Art (26 luglio, 2 e 6 agosto, in Piano Flobia); biodiversità e benessere con 10 esperienze di forest bathing (bagno di foresta e yoga nella foresta, nelle vicinanze della casera Titina); biodiversità e gestione del bosco, con 16 escursioni organizzate, tra giugno e ottobre (le prenotazioni vanno effettuate agli Uffici Turistici di Sauris e di Ampezzo).
Il progetto Interreg Italia-Austria, prevede di “studiare, progettare e sperimentare un set di modelli operativi di Pagamento dei Servizi Ecosistemici (PES) delle foreste, contribuendo sia a supportare l’azione normativa sia a migliorare la biodiversità del bosco”. Infatti, “preservare e ripristinare gli ecosistemi e i loro servizi, implica che il valore economico dei servizi ecosistemici sia riconosciuto e la sua valutazione sia integrata nei processi decisionali sia a livello pubblico che privato”.
Oltre ai Comuni citati, anche la cooperativa Legno Servizi, assieme alla rete d’imprese FriûlDane, la rete d’imprese Sauris/Zahre, Federconsumatori Fvg, Consorzio Boschi Carnici e PromoTurismoFvg, sostengono le attività turistiche programmate e la ricerca di nuovi modelli promozionali per la Foresta di Ampezzo che, con il progetto BioΔ4, ha dimostrato di possedere un elevato contenuto di biodiversità.
Tra i partner di progetto figurano: Veneto Agricoltura (capofila), l’Università di Padova (tramite il proprio Dipartimento Territorio e Sistemi Agro-Forestali) e Landwirtschaftskammer Tirol.

Il 2020 è l’anno conclusivo del decennio 2011-2020 che le Nazioni Unite hanno voluto dedicare alla biodiversità, fortemente ripreso dal Ministero per l’Ambiente italiano, ed è all’interno di questa riflessione mondiale che si colloca il corposo programma di iniziative che ruotano attorno alla Foresta di Ampezzo situata nell’alta Val Lumiei e comprendente alcuni tra i boschi più belli della Carnia: il bosco Bernon, il bosco della Stua, il bosco Cavallo, il bosco Flobia, il bosco Colmajer. Dalla sponda meridionale del Lago di Sauris e dal margine della selvaggia gola del torrente Lumiei, questi boschi, di notevole pregio naturalistico, si estendono fino al Passo del Pura (1.428 mslm) e alla base del Monte Tinisa. Proprio per questa sua ricchezza, la Foresta di Ampezzo è stata individuata dai partner del progetto quale luogo speciale di indagine e studio per metterne a fuoco i particolari elementi in grado di stimarne il grado di biodiversità e, quindi, di “spendibilità” quale forte strumento di promozione territoriale.

I boschi di Ampezzo, inoltre, sono dotati di diverse aree adatte allo sviluppo di attività legate all’educazione ambientale. La presenza di un biotopo importante per gli alti livelli di biodiversità, sia floristica che faunistica, presso Cima Corso; il sentiero naturalistico Tiziana Weiss; le aree schiantate da “Vaia” (che offrono la possibilità di uscite dedicate alla spiegazione dell’importanza della gestione forestale); il sentiero didattico del Pian del Cjavai e il sentiero didattico Bosco Flobia, attrezzato anche per non vedenti, creano diverse possibilità legate alla promozione e alla conoscenza dell’importanza della gestione umana per la conservazione della biodiversità. Da queste realtà, è emersa la possibilità di creare un’offerta turistica organizzata abbinata a un programma di educazione ambientale tramite visite naturalistiche guidate per l’estate 2020. Trattasi di 16 escursioni (l’ultima, il 31 ottobre) condotte da guide professionali iscritte ad Aigae dotate di particolare conoscenza dei luoghi di accompagnamento. Le visite saranno fondamentalmente orientate a far conoscere la biodiversità esistente nella foresta di Ampezzo così come studiata, quantificata e certificata con il progetto BioΔ4.

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In copertina e qui sopra suggestivi angoli della Foresta di Ampezzo; in alto, i boschi sul lago di Sauris.