Torricella, dai cereali anche energia “verde”, economia circolare e solidarietà

(g.l.) Davvero brillante, nonostante questi difficilissimi momenti di emergenza sanitaria, il bilancio della Cooperativa intercomunale cereali Torricella, con un raccolto in crescita del 18 per cento nella campagna che si conclude oggi assieme a quest’anno tutto particolare che passerà alla storia.  E che proprio dalla coltivazione dei cereali ha ottenuto non solo risultati in ambito agricolo, ma anche nella produzione di energia “verde”, con anche un occhio alla solidarietà in questi tempi segnati dal Covid-19. Il rendiconto è stato infatti approvato all’unanimità dai 260 soci della importante realtà  di San Vito al Tagliamento (associata a Confcooperative Pordenone), durante l’assemblea che ha visto anche ricordare i 45 anni di esperienza nel settore e i 9 anni (tre mandati) del presidente Tomaso Pietro Fabris, riconfermato nella carica. In particolare, proprio l’esercizio 2019/20 ha permesso di raggiungere due obiettivi fondamentali: il primo è di avere realizzato il sogno di produrre energia elettrica dai sottoprodotti della lavorazione del mais, il secondo di avere raggiunto un equilibrio finanziario nel corso di questo mandato come da progetto industriale.

Tomaso Pietro Fabris

Infatti, l’impianto biogas della cooperativa produce 999 watt/ora utilizzando sottoprodotti della lavorazione del mais e liquami suini e bovini: tutti materiali forniti dai soci stessi, per un’economia veramente circolare. “Siamo riusciti – ha spiegato Fabris, che è anche vicepresidente di Confcooperative Pordenone – dove nessuno era arrivato prima di noi a livello nazionale, cioè realizzare a pieno regime tutto l’anno ottimo biogas per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili come spezzati di mais, pule o mais non adatto alla commercializzazione. Una scommessa vinta con caparbietà e determinazione, che è valsa ai soci della cooperativa vantaggi unici come una redditività di 2-3 euro al quintale in più rispetto al normale prezzo di mercato del mais, la possibilità di utilizzare il digestato che è risultato un valido concime naturale e un ammendante per i terreni, nonché la possibilità di non trattare contro piralide le proprie coltivazioni, in quanto il deterioramento del mais non costituisce a questo punto, grazie all’utilizzo per biogas, un problema economico per i soci”.
Il più recente asset strategico che la cooperativa ha portato avanti è quello della consulenza con Ersa Fvg per sostenere il miglior uso di diserbanti e una particolare attenzione alla lotta agli insetti terricoli, a piralide e diabrotica nel mais. “Inoltre – ha aggiunto il presidente -, la futura Pac (Politica agricola comune dell’Unione Europea, ndr) insisterà molto sugli aspetti di sostenibilità ambientale e di carbon bank del terreno (compensazione della C02 emessa per la produzione, ndr): due obiettivi che la cooperativa vorrà portare avanti con energia insieme ai propri associati”.
Da non dimenticare, poi, la solidarietà: quest’anno la cooperativa, che ha lavorato anche nel periodo del lockdown di primavera, ha voluto sostenere il territorio con un’importante elargizione all’associazione Somsi di San Vito al Tagliamento per l’acquisto di attrezzature ospedaliere utili nella lotta al Coronavirus.

Granella dopo l’essiccazione.

Il nuovo consiglio di amministrazione eletto in assemblea e composto da Paolo Bagnarol, Giuseppe Bozzetto, Sandro Scodeller, Mauro Sorgi, Tomas Sovran, Leonardo Nimis e lo stesso Tomaso Pietro Fabris sarà ora chiamato a portare avanti nuovi investimenti volti a migliorare l’efficienza dell’attività caratteristica dell’essiccazione, ma anche quella rivolta a trovare nuove possibili innovazioni nel campo delle energie rinnovabili e della sostenibilità e valorizzazione anche del digestato o di altre fonti.
“Quello della cooperativa sanvitese – ha commentato il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – è il chiaro esempio di come si possa fare agricoltura di qualità rispettando l’ambiente e sostenendo le comunità del territorio in cui si opera. La sfida dell’economia circolare è ormai non solo il futuro, ma anche il presente della nostra società, a cui come cooperative aggiungiamo il valore della solidarietà”.
Il presidente Fabris ha riconosciuto tutta la validità di aver investito in strategie tipicamente industriali lungo questi anni, prima con il dottor Davide Da Pieve e poi con i preziosi consigli del ragionier Lorenzo Galante revisore contabile, per sostenere gli ingenti investimenti della cooperativa con un’analisi dei flussi di cassa e la capitalizzazione della cooperativa. Continuando, ha rimarcato l’importante risultato conseguito nei primi anni dall’avvio dell’impianto biogas grazie alla competenza del dott Daniel Zovi della ditta Ies Biogas e del dottor Massimiliano Pilosio che opera nella cooperativa.
Fabris ha, inoltre, ringraziato per questi suoi nove anni alla guida della cooperativa i dipendenti Claudio, Giuliano e Massimiliano, la banca Bcc Pordenonese Monsile e il suo direttore generale Pilosio, la citata Ies Biogas e i collaboratori, ma non ultimi i soci che hanno riposto la fiducia nel consiglio di amministrazione. Nel corso di questi nove anni sono stati sviluppati rapporti di collaborazione fra cooperative friulane per meglio disporre di sottoprodotti per l’impianto biogas e soprattutto con la Cooperativa Vieris di Castions di Strada con una fidejussione per un mutuo, rivolgendo al presidente Castagneviz e ai soci di quella cooperativa il riconoscimento per il prezioso aiuto.

—^—

In copertina e qui sopra ecco la raccolta meccanica del mais.

Da Brazzacco il miglior formaggio a latte crudo: tipicità che va difesa

di Gi Elle

Il formaggio di latteria a latte crudo? Un’autentica tipicità del Friuli, frutto di antichi saperi, che va preservata. E sapete qual’è la regina di questo prodotto, vanto dell’offerta casearia della nostra regione?. E’ la Latteria di Brazzacco che a Gemona, al nono concorso dedicato dall’Associazione allevatori Fvg al più tipico dei prodotti lattiero-caseari di casa nostra, ha letteralmente sbancato, piazzandosi al primo posto nella categoria dei freschi e al terzo in quella degli stagionati. Secondo posto, invece, all’azienda agricola Renato Gortani, di Mereto di Capitolo, e terzo alla Latteria di Borgo Riolo, a Fagagna. Come dire che la collina friulana è la protagonista nella produzione di formaggi tipici e di alta qualità. Un vanto non da poco!
Un successo, dunque, per la latteria del Comune di Moruzzo, ma anche per la stessa Associazione allevatori che ha visto crescere questo concorso, nato in sordina nove anni or sono nella città pedemontana proprio con l’intento di salvare dall’oblio i formaggi a latte crudo, veri portabandiera delle latterie friulane, che li producono dall’inizio del secolo scorso, ma che oggi sono messi a rischio dall’innovazione tecnologica e dalle nuove normative sanitarie.

La solida collaborazione con la festa “Gemona, formaggio e… dintorni” ha dato agli allevatori lo spunto per rilanciare questo prodotto e i numeri dei partecipanti al concorso sembrano dare loro ragione. Ben 27 tra caseifici aziendali e tradizionali provenienti da tutto il Friuli Venezia Giulia hanno infatti partecipato al concorso presentando ognuno un formaggio fresco e uno stagionato, segno di quanta vivacità e ricchezza produttiva sia ancora custodita nei laboratori di trasformazione, siano essi di tipo aziendale o cooperativo.
La commissione di assaggi ha decretato che il miglior formaggio a latte crudo nella categoria freschi è, come detto, quello della Latteria di Brazzacco, secondo posto appunto all’azienda agricola Gortani, in Comune di Santa Maria La Longa (famosa anche per i formaggi di Malga Pozof, sul monte Zoncolan), terzo alla Latteria di Borgo Riolo di Fagagna. Il primo posto per gli stagionati è andato invece alla Latteria di Trivignano Udinese, seguita dalla Latteria di Mortegliano e ancora da quella di Brazzacco.

Che l’appuntamento gemonese stia diventando di anno in anno più importante per la valorizzazione delle produzioni lattiero-casearie regionali lo dice il fatto che da quest’edizione, al concorso dei formaggi a latte crudo, se ne siano aggiunti altri due. Uno dedicato ai formaggi di solo latte di Pezzata rossa, l’altro al Montasio Dop di un anno, che ha visto primeggiare la Latteria di Castions di Strada (secondo posto a Latterie friulane, terzo a Latteria di Coderno).
Concorsi, degustazioni, presentazioni di razze bovine sul ring in piazza del Ferro: nel fine settimana della manifestazione gli allevatori hanno animato il centro storico di Gemona mostrando al pubblico, particolarmente numeroso nella giornata domenicale, uno spaccato della filiera zootecnica, partendo dalle bovine in mostra – per la gioia dei più piccoli – fino ad arrivare al casaro che sulla piazza faceva vedere in diretta come il latte diventa formaggio.

Bovine di Pezzata rossa.

—^—

In copertina, la lavorazione del formaggio alla Latteria di Borgo Riolo. (Foto dal sito ufficiale)