Forgaria, sull’altopiano di Monte Prat tra natura, storia e architettura rurale: domenica escursione fra i vecchi stavoli

“Verso Pie’ di Cuar”, domenica 21 settembre, alla scoperta delle ricchezze paesaggistiche, botaniche e storiche dell’altopiano del Monte Prat: la Coop Pavees, che gestisce la Riserva naturale regionale del lago di Cornino (sul quale l’altopiano, appunto, si affaccia), propone una nuova escursione nella splendida conca naturale, situata a un’altitudine di 800 metri e custode, come detto, di tanti tesori legati alla natura così come alle vicende antropiche, al continuo lavoro dell’uomo per poter sopravvivere in una terra aspra e dura.
Si potranno così scoprire gli stavoli, le antiche costruzioni di montagna tipiche del Friuli Venezia Giulia, un tempo utilizzate come ricovero per gli animali di allevamento; realizzate in legno o in pietra, sorgono nei pascoli delle quote inferiori, quelli che venivano utilizzati per il prealpeggio. In alcuni casi sono isolati, in altri compongono un agglomerato di più costruzioni, quasi dei piccoli villaggi d’altura, che disponevano di tutto il necessario per poter vivere in autosufficienza in un ambiente complesso anche per alcuni mesi. Ora queste suggestive strutture si presentano restaurate: i partecipanti all’escursione avranno modo di ammirarle da vicino, immergendosi nella storia rurale della nostra regione.
Il ritrovo è fissato alle 9, al Centro visite della Riserva; l’escursione durerà quattro ore. Consigliati una scorta d’acqua e un binocolo, per poter ammirare al meglio il paesaggio e il panorama che si spalanca da Monte Prat. Richiesta la prenotazione, effettuabile con mail all’indirizzo centrovisite@riservacornino.it

—^—

in copertina, uno dei vecchi stavoli che si incontrano sul Monte Prat sopra Forgaria.

Lago di Cornino, tre grifoni in volo: liberati un “veterano” spagnolo di 30 anni e un esemplare proveniente da Israele

Un “veterano” di 30 anni, nato in Spagna nel 1995 e poi importato, nel ’97, nella Riserva naturale regionale del Lago di Cornino, alla cui colonia di avvoltoi si è unito; un esemplare adulto (non inanellato: sulle sue origini non ci sono dunque certezze) catturato a fini di studio pochi giorni fa e uno, infine, nato nel 2020 (quasi certamente in Friuli o in Croazia) e marcato nel novembre dello stesso anno in Israele, dove si era evidentemente spinto a soli pochi mesi di vita: sono i tre grifoni liberati domenica scorsa alla Riserva forgarese nell’ambito della tradizionale manifestazione “Vivi e liberi di volare”, momento di punta della programmazione annuale curata dalla Coop Pavees, che sotto la presidenza di Luca Sicuro si fa carico della gestione del sito protetto. Alto, come nella miglior tradizione dell’evento, l’afflusso di pubblico, fin dall’apertura della giornata di studio e divulgazione, che ha offerto interessanti approfondimenti scientifici: il momento più atteso e dunque più partecipato è stato però proprio quello della reintroduzione in natura dei maestosi rapaci, liberati insieme a numerosi altri uccelli salvati dal Centro di recupero della fauna selvatica di Campoformido.

IL PUNTO SULLA NATALITÀ. Il calo degli alimenti forniti sul punto di alimentazione – conseguente al divieto di utilizzare carne suina, in conseguenza dei casi di peste suina registrati in altre regioni italiane – ha inciso in misura importante sul successo riproduttivo della specie, dopo i risultati record registrati fino al 2023, quando si contavano almeno 60 giovani involati ogni anno; nel 2024 si è assistito ad una notevole riduzione dei nuovi nati, scesi a circa 30, ma quest’anno i rifornimenti più regolari hanno permesso di invertire la tendenza, facendo salire a 40 il numero dei grifoni involati. Proprio in questi giorni si sta assistendo ai primi arrivi dei giovani nati nel 2025 in Croazia. Solo poche settimane dopo aver abbandonato il nido raggiungono in gran numero Cornino, seguendo gli adulti più esperti. Di solito rimangono per un breve periodo, per poi ripartire verso sud (spingendosi fino al Medio Oriente e al Nordafrica) insieme ai giovani nati in Friuli. In settembre, comunque, buona parte della colonia si trova ancora sugli Alti Tauri, nelle Alpi Centrali.

LE DIFFICOLTÀ NELL’ALIMENTAZIONE. «Le difficoltà operative in cui la Riserva si è trovata nell’agosto 2023, per l’obbligato passaggio all’utilizzo di carne bovina – ha spiegato nel corso del suo intervento il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero -, sono state notevoli, per questioni di carattere sanitario e burocratico e anche per l’esigenza di adeguare le strutture in dotazione della Riserva. Lo staff della Coop Pavees, guidata da Luca Sicuro, è stato chiamato ad un impegno enorme, che solo da qualche mese è sfociato in una normalizzazione della situazione. Il punto di alimentazione, adesso, viene regolarmente rifornito, anche con le carcasse di ungulati selvatici recuperati dal Corpo Forestale Regionale». All’intervento di Genero si sono uniti quelli, di estremo interesse, degli esperti Tiziano Fiorenza e Francesco Barberini.

IL PLAUSO DEL COMUNE. A introduzione della giornata il vicesindaco di Forgaria Luigino Ingrassi, titolare della delega alla Riserva, ha evidenziato «l’importante lavoro quotidiano» che si rende necessario per gestire il sito protetto e per assicurare la miglior prosecuzione possibile al Progetto Grifone. Fondamentale, ha sottolineato al riguardo, la fitta rete di relazioni e di contatti internazionali intessuta dalla Coop Pavees. Presenti alla liberazione dei rapaci anche i sindaci di Forgaria, Pierluigi Molinaro, e Trasaghis, Stefania Pisu, e Marco Chiapolino, in rappresentanza della Comunità Collinare del Friuli.

—^—

In copertina e all’interno le immagini della liberazione dei tre grifoni a Cornino.

Alla scoperta degli antichi pascoli del Monte Prat che si specchiano nelle acque blu cobalto del lago di Cornino

Alla scoperta degli antichi pascoli dell’altipiano del Monte Prat, che sovrasta il lago blu cobalto di Cornino, specchio d’acqua di origine glaciale noto proprio per il suo intensissimo colore: domani 10 agosto la Riserva naturale regionale del lago di Cornino propone, infatti, una suggestiva escursione in una conca naturale che si sviluppa a un’altitudine di 800 metri e che è scrigno di tesori naturalistici e storici e di preziose testimonianze etnografiche. Fra di esse gli stavoli, costruzioni di montagna – tipiche del Friuli Venezia Giulia – utilizzate un tempo come ricovero per gli animali domestici: in legno e pietra, queste strutture si trovavano nei pascoli delle quote inferiori, quelli usati per il prealpeggio; alcune erano isolate, altre agglomerate, a comporre dei piccoli villaggi d’altura, dotati di tutto il necessario per vivere in autosufficienza per parecchi mesi.
La camminata sui sentieri Cai che si snodano nella parte meridionale del Monte Prat permetterà di osservare questi antichi edifici, molti dei quali recuperati e restaurati, approfondendo la conoscenza delle tradizioni degli abitanti di Forgaria e dintorni. Il ritrovo è fissato al Centro visite della Riserva, alle 9; da lì ci si sposterà in macchina verso l’altopiano. L’uscita prevede un dislivello di circa 600 metri e richiederà circa 4 ore. Prenotazione obbligatoria, con mail all’indirizzo centrovisite@riservacornino.it

—^—

In copertina, una suggestiva immagine del Monte Prat sopra il lago di Cornino.

Sul lago di Cornino la colonia di grifoni più grande d’Italia: la Regione Fvg amplierà il suo appoggio alla Riserva

In volo, di nuovo liberi: sei imponenti grifoni hanno ritrovato la libertà, nella giornata di ieri, nell’ambito della tradizionale manifestazione “Vivi e liberi di volare”, librandosi nei cieli della Riserva naturale regionale del lago di Cornino, dov’erano stati trattenuti per un periodo ai fini dell’inanellamento e dello svolgimento di analisi sanitarie per verificarne lo stato di salute, raccogliendo una serie di parametri biologici e valutando il tasso di piombo, uno dei principali fattori di mortalità degli avvoltoi.

Novità dell’edizione 2023 di “Vivi e liberi di volare”, che come nella miglior tradizione dell’evento ha richiamato in Riserva un pubblico foltissimo, è stato lo sdoppiamento delle liberazioni dei rapaci, voluta dalla Coop Pavees – che gestisce il sito protetto, sotto la guida del presidente Luca Sicuro – e dall’amministrazione comunale per offrire alla platea più ampia possibile l’opportunità di assaporare la magia di un momento che regala sempre forti emozioni: al mattino si sono librati Helen e Nathan, nel pomeriggio ulteriori quattro grifoni e una ventina di altri esemplari (tra cui due gheppi, un lodolaio, una poiana, un astore, un nibbio bruno, una civetta, tortore e colombacci), salvati e curati dai Centri recupero animali selvatici di Udine e Pordenone.


Il grifone più giovane fra quelli liberati è un nato 2023; due hanno circa 3 anni, gli altri – apertura alare 2,80 metri, peso fra gli 8 e i 9 chilogrammi – fra i 4 e i 5. Due erano già inanellati, dunque è stato possibile stabilirne la provenienza: uno è arrivato alla Riserva dalla Croazia, l’altro dalla Spagna. «Oltre 90, almeno 10 in più rispetto al 2022 – ha reso noto nel suo intervento il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero -, le coppie censite quest’anno; una sessantina i giovani involati (erano 50 l’anno passato): e il numero è certamente per difetto. La Riserva di Cornino, così, è ormai fulcro della colonia di grifoni più grande d’Italia. L’areale di nidificazione si è ulteriormente ampliato, soprattutto in direzione della Carnia e delle Prealpi Carniche. Insieme all’Università di Udine – ha spiegato il direttore – negli ultimi mesi abbiamo catturato e marcato, in tre fasi, ben 67 grifoni, sottoposti ad analisi e controlli sanitari. Prosegue, intanto, la nostra proficua collaborazione con la Croazia: un paio di settimane fa a Cherso sono stati marcati e dotati di radio satellitare cinque soggetti, due dei quali già arrivati in Italia; in Riserva sono stati avvistati, di recente, anche esemplari provenienti dalla Spagna, dalla Francia, da Serbia, Grecia e perfino Israele».
Sono i frutti del Progetto Grifone, che ha conferito a Cornino una notorietà internazionale: «Continua a crescere e a produrre risultati eccellenti – commenta il sindaco di Forgaria, Pierluigi Molinaro -, richiamando l’attenzione di prestigiosi partner nazionali e internazionali e di studiosi da tutta Europa. Grazie al costante appoggio della Regione e all’impegno della Coop Pavees, la Riserva rappresenta un traino delle politiche di sviluppo turistico del territorio. Determinante, quindi, continuare a investire su questa progettualità dalle enormi potenzialità».

E la continuità dell’appoggio della Regione Fvg è garantita, ha assicurato l’assessore alle risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, che ha concluso gli interventi istituzionali in apertura della giornata (presenti anche il sindaco di Trasaghis, Stefania Pisu, e il presidente della Comunità Collinare del Friuli, Luigino Bottoni): «Il Progetto Grifone – ha affermato l’esponente della Giunta Fedriga – sta procedendo nel migliore dei modi, all’insegna della capacità di innovazione. La Riserva rappresenta un modello di come si possono evolvere le aree protette. In considerazione degli ottimi risultati raggiunti la Regione intende ampliare ulteriormente la collaborazione in essere con il Comune e con i gestori della Riserva: ne definiremo le modalità non appena presa visione delle nuove progettualità».
La giornata è stata scandita da una ricca serie di contributi scientifici, affidati ai massimi esperti del settore: fra gli ospiti di quest’anno anche l’ornitologo e divulgatore scientifico Francesco Petretti, figura familiare al grande pubblico per le sue numerose partecipazioni al programma Rai Geo. Compiacimento per l’ottimo esito dell’evento viene espressa dal vicesindaco di Forgaria, con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi: «Ringraziamo la Regione – ha detto – per l’annunciata decisione di riservare al Progetto Grifone un finanziamento costante su scala pluriennale, in modo tale da consentire una pianificazione delle attività sul lungo periodo, sempre all’insegna dell’attenzione al rigore scientifico».

—^—

In copertina, la liberazione del grifone Helen il primo a spiccare il volo; all’interno, un momento della giornata, l’assessore regionale Stefano Zannier e due altri esemplari di avvoltoi restituiti al loro volo in libertà su lago di Cornino.

Gli ultraleggeri sopra il lago di Cornino spaventano i grifoni: più di 80 in fuga

(g.l.) Grifoni spaventati dagli ultraleggeri: più di 80 sono fuggiti dal lago di Cornino. La ripetuta violazione dello spazio aereo sovrastante la Riserva naturale regionale, frequentemente attraversato appunto da velivoli ultraleggeri di ogni genere e parapendii, che sorvolano il sito ad appena una trentina di metri dal suolo, infatti sta mettendo in serio pericolo la popolazione di grifoni che gravita sull’area: il sindaco di Forgaria nel Friuli, Marco Chiapolino, e l’assessore alla Riserva Pierluigi, Molinaro, hanno così inviato una comunicazione urgente al governatore Massimiliano Fedriga, all’assessore regionale alle Risorse forestali e alla montagna Stefano Zannier, a Pierpaolo Zanchetta, responsabile della Direzione centrale Risorse agroalimentari, forestali e ittiche – Servizio biodiversità della Regione Fvg, all’Ente nazionale aviazione civile, all’Aviosuperficie Rivoli Avro di Osoppo, all’Asd Volo Libero Friuli di Gemona e all’Aereo Club Friulano di Pasian di Prato.

L’ultimo episodio, risalente a pochi giorni fa, ha provocato, come si diceva, la fuga di oltre 80 avvoltoi, alcuni dei quali in fase di alimentazione nel carnaio della Riserva, rifornito dagli operatori della Coop Pavees, che gestisce il sito.
«Il volo sopra lo spazio protetto – ribadiscono primo cittadino e assessore, sollecitando la Regione a un tempestivo intervento – è vietato, e la violazione assume termini di ulteriore gravità considerato il contesto stagionale nella quale si è verificata, ovvero il periodo di accrescimento, da parte dei genitori, dei pulli di grifone. La situazione determina una grave minaccia per una specie già messa fortemente a rischio da altre attività antropiche. Il nostro timore è che il peso di ulteriori insidie legate alla pressione umana possa divenire insostenibile per le centinaia di rapaci che in questo periodo frequentano stabilmente la Riserva, compromettendo un progetto nel quale sia il nostro Comune che la Regione hanno investito, negli anni, importanti risorse. Segnaliamo, inoltre, che i sorvoli vengono effettuati ad altitudini non consentite anche sopra gli abitati di San Rocco e Cornino, creando disturbo alla quiete pubblica e soprattutto condizioni di estrema pericolosità per gli abitanti».

—^—

In copertina e all’interno grifoni sul lago di Cornino, un parapendio e un ultraleggero in volo.

La cura del verde in Fvg dal parco di Miramare alla Fortezza di Osoppo

Siamo già alla fine di gennaio, ma con l’arrivo del nuovo anno e dopo le abbondanti nevicate in montagna, peraltro continuate anche i questi giorni, ha avuto inizio la nuova stagione di attività degli operai della Regione Fvg – Servizio gestione territorio montano bonifica e irrigazione – Direzione centrale risorse agroalimentari forestali e ittiche – che da un paio di settimane sono operativi in diversi siti di interesse storico e di pregio ambientale e paesaggistico del Friuli Venezia Giulia.
Infatti, sulla base delle specifiche convenzioni stipulate tra gli enti proprietari e il dirigente del competente Servizio e dei progetti predisposti dagli stessi enti, preventivamente approvati dai Comuni e dalla Soprintendenza, hanno preso avvio – come informa l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche e alla Montagna, Stefano Zannier – le attività di manutenzione delle alberature per la sicurezza dei visitatori e delle stesse strutture architettoniche di interesse storico in relazione ai possibili danni da sviluppo incontrollato di piante arboree e arbustive.

Parco di Miramare a Trieste.

Stefano Zannier

Per la sistemazione di parchi, giardini e aree verdi si utilizzano le consuete tecniche silvo-colturali, all’occorrenza quelle dell’ingegneria naturalistica, e, grazie alle competenze botaniche degli operatori, si procede al riconoscimento e all’eliminazione mirata di piante infestanti, malate o deperienti.
Otto le squadre che hanno iniziato ad operare dall’11 gennaio per complessivi 40 uomini chiamati per preparare in vista della primavera-estate cinque tra i siti di maggior richiamo turistico della nostra regione: il Parco del Castello di Miramare a Trieste, il Parco di Villa Coronini Cronberg a Gorizia, le Mura del Castello di Gradisca d’Isonzo, i Bastioni e le mura della città fortezza di Palmanova, nonché il Colle e la Fortezza di Osoppo. Ma l’impegno e la capacità delle maestranze della Regione riguardano anche altri siti già avviati come il parco di Villa Moretti di proprietà del Comune di Tarcento e altri siti che saranno a breve interessati dagli interventi come il Parco di Villa Varda a Brugnera, la ex Caserma Pasubio ora di proprietà del Comune di Cervignano e il centro visite del Lago di Cornino di proprietà del Comune di Forgaria.

“Si lavora dunque senza sosta dai monti al mare per conservare al meglio questi e altri luoghi – ha commentato l’assessore Zannier -, confidando che sia di buon auspicio per la prossima bella stagione, pensando alle visite dei corregionali e dei molti turisti di fuori regione che amano frequentarli”. La possibilità d’impiego delle squadre regionali, i cui compiti d’istituto riguardano ordinariamente la realizzazione e conservazione delle opere di sistemazione idrogeologica del territorio montano, è prevista espressamente dalla LR 9/2007 all’articolo 87, previa informativa alla Giunta regionale, per interventi da realizzare su beni di proprietà pubblica o di fondazioni con finalità pubbliche, dichiarati di rilevante interesse storico o rilevanti dal punto di vista naturalistico.

—^—

In copertina e qui sopra ecco i bastioni della città-fortezza di Palmanova.

(Foto Regione Fvg)