I vini di Ramuscello grandi protagonisti in Carnia: a Paluzza nel punto vendita affidato a Federica Lalli e a Sutrio nelle degustazioni con la trota affumicata

Scrivere di Paluzza e di donne significa scrivere di sacrificio e coraggio se solo si pensa alla “portatrice carnica” Maria Plozner Mentil che, proprio qui, perse la vita nel 1916. E di carattere Federica Lalli ne ha da vendere, visto che tre anni fa ha lasciato un posto fisso a Gorizia trasferendosi a Rivo di Paluzza per gestire, in prima persona, il nuovo punto vendita della Cantina di Ramuscello e San Vito conosciuto come la “Bottega del Vino”.

«Federica ha compiuto un passo significativo – ha sottolineato il presidente della Cantina, Gianluca Trevisan, in occasione del primo importante evento organizzato in Carnia dalla Cooperativa pordenonese – integrandosi magnificamente nella comunità e creando, in breve tempo, una splendida famiglia. Grazie al carattere gioviale di Federica – ha proseguito Trevisan -, il punto vendita di Ramuscello a Paluzza è cresciuto, diventando sempre più un luogo di riferimento, non solo per l’acquisto dei vini della cooperativa, ma anche per creare nuove sinergie con il territorio».
In quest’ottica di apertura e collaborazione, si è tenuta recentemente a Sutrio anche un’interessante degustazione dei vini di Ramuscello, aperta a residenti e turisti. Nella splendida sala Kaiser, con Federica Lalli che ha introdotto i lavori, il sindaco Manlio Mattia e il presidente del consorzio “Visit Zoncolan”, Silvio Ortis, hanno fatto gli onori di casa, sottolineando entrambi l’importanza di questi eventi come motori propulsori per il turismo e le attività commerciali locali. È stata un’occasione unica per degustare i vini della Cantina di Ramuscello, sapientemente abbinati alle trote affumicate di Nojaris, creando un’esperienza enogastronomica coinvolgente per i numerosi ospiti. A Nojaris di Sutrio, la famiglia Vidotti alleva trote fin dal 1962, sfruttando le purissime sorgenti del luogo. Cresciute in modo naturale nelle fresche acque correnti, le specie salmerino, iridea e salmonata vengono poi lavorate artigianalmente e commercializzate nello stesso allevamento. Questo è stato il filo conduttore della degustazione, guidata dal direttore della Cantina di Ramuscello, Rodolfo Rizzi, e da Selene Vidotti, proprietaria dell’azienda “La Trute”, con un focus sulla valorizzazione dei prodotti del territorio. In degustazione: la Ribolla Gialla spumante, il Friulano Doc “Friuli”, il Pinot Grigio Doc “Delle Venezie” e, per finire, un Prosecco Doc Rosè, tutti vini della vendemmia 2023.

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In copertina, il presidente Gianluigi Trevisan con il direttore Rodolfo Rizzi; all’interno, due immagini della degustazione a Sutrio con la trota di Nojaris e la Bottega del vino di Paluzza gestita da Federica Lalli.

Ribolla e Prosecco Rosè d’oro a Casarsa ma preoccupano continui rialzi e clima

Le bollicine di Casarsa applaudite a livello internazionale. Doppia medaglia d’oro, infatti, per La Delizia Viticoltori Friulani: la più importante cooperativa vitivinicola del Friuli Venezia Giulia ha ricevuto la comunicazione ufficiale del primo posto per i suoi spumanti in due rinomati concorsi enologici europei. Al Berliner Wine Trophy, più grande concorso al mondo che si tiene nella capitale tedesca con oltre 14 mila vini registrati, la Ribolla gialla Spumante Brut Naonis ha ricevuto la medaglia d’oro. Stesso risultato per il nuovo La Delizia Prosecco Doc Rosè Spumante Extra Dry al Concours mondial de Bruxelles, tenutosi quest’anno a Valladolid in Spagna e che ha visto in gara oltre 1170 vini.

«In un solo giorno – ha commentato il direttore della Delizia, Mirko Bellini – le nostre bollicine hanno ricevuto due medaglie d’oro: un doppio riconoscimento che ci dà grande soddisfazione perché ottenuto in concorsi mondiali sia con la Ribolla gialla, vitigno autoctono del Vigneto Fvg, che con il nuovo Prosecco Doc Rosè, al suo primo successo internazionale. L’azienda sta lavorando nella maniera corretta, grazie al grande impegno di tutti, dai soci ai dipendenti in produzione fino al settore commerciale».
C’è ora da lavorare per il futuro, anche a fronte di una situazione internazionale e climatica che pone diverse sfide. «La situazione per il comparto vinicolo del Friuli Venezia Giulia è pesante – aggiunge Bellini -: mancano materie prime congiuntamente a un aumento spropositato dei costi di produzione. Attenzione che però questo aumento dei costi non è dato tanto, in questa fase, dal conflitto in corso in Ucraina, ma è una speculazione partita diversi mesi fa, già dalla primavera scorsa e che non si è mai fermata. Si creano così degli attriti tra cantine, fornitori e clienti del prodotto finale. Chi come noi, già nella fase post Covid-19, si è adattato avviando un processo di cambiamento aziendale orientato alla sostenibilità sicuramente in questa fase è un passo avanti agli altri che magari sono rimasti fermi e ora si trovano ad affrontare grossi problemi. I costi, a partire da quelli energetici, sono alti da sostenere e quindi, per non lasciare sole le aziende, ci vuole un intervento comune, nel quale potrebbe svolgere una parte fondamentale il Pnrr. Fondi, quest’ultimi, che potrebbero essere una marcia in più per la nostra regione».
Intanto, nel vigneto si attende l’arrivo della pioggia, dopo un inverno molto secco. «Vediamo cosa succederà – conclude il direttore Bellini -, sperando che dopo il ritorno della pioggia e i primi germogliamenti delle piante non ci siano delle ricadute di freddo. Speriamo sia un’annata positiva senza troppi problemi, perché se mancasse anche l’uva si andrebbe ad appesantire una situazione già difficile per le nostre aziende».

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In copertina, ecco gli spumanti premiati con la medaglia d’oro a livello internazionale.