Il Collio (con San Floriano) incontra la Valdelsa al fuori salone del Wine&Siena

I vini Komjanc Alessio di San Floriano del Collio protagonisti al fuori salone del Wine&Siena. Venerdì 24 gennaio, al ristorante “Alcide” di Poggibonsi, si terrà infatti l’evento “La Valdelsa incontra il Collio”, una cena esclusiva con piatti e prodotti tipici senesi abbinati ai vini del Collio goriziano, prodotti proprio dell’azienda in questione. Il wine festival – con degustazioni, masterclass ed eventi del fuori salone – ritorna dal 25 al 27 gennaio, nella cornice del complesso di Santa Maria della Scala, nel cuore della città di Siena, grazie all’impegno di Helmuth Kӧcher.

Komjanc sarà presente fra gli espositori di questa decima edizione dell’evento di gusto che celebra il vino e le eccellenze gastronomiche con una selezione di vini italiani premiati con il The WineHunter Award. Appassionati, curiosi, sommelier e operatori del settore potranno scoprire i dieci vini firmati Komjanc Alessio che hanno ricevuto il prestigioso premio (tre Awards Oro e sette Awards Rosso), vini Doc Collio di qualità, sapientemente realizzati dal noto enologo goriziano Gianni Menotti, caratterizzati da freschezza e piacevolezza.
Durante la cena di venerdì, invece, in abbinamento al menù proposto dal ristornate di Poggibonsi si inizierà con la Ribolla gialla spumante brut e la Malvasia Doc Collio; quindi, il Pinot bianco Doc Collio sarà servito in abbinamento alla prima portata, un vino che mantiene sempre le prime posizioni nelle guide più importanti, oltre ad aggiudicarsi l’Award Rosso di Wine Hunter; poi ancora il Pinot nero Dedica Doc Collio, un rosso fine ed elegante per accompagnare il secondo; per concludere con il nostro famoso passito, il Picolit Doc Collio.
La cantina vanta una lunga storia vitivinicola di famiglia che attraversa con successo tre secoli. Negli Anni Settanta, Alessio Komjanc crea la sua nuova azienda a Giasbana e nel 2000 un ulteriore slancio viene dato dall’entrata definitiva dei quattro figli: Benjamin, Roberto, Patrik e Ivan. Una famiglia unita dai valori della tradizione con l’obiettivo di produrre vini esemplari, che guarda al futuro con entusiasmo. Con il recente rinnovo dell’immagine e le nuove etichette dal design distintivo, migliora ulteriormente la sua visibilità aziendale. Per coloro che desiderano visitare la manifestazione, l’hotel ristorante “Alcide” di Poggibonsi riserva un’offerta comprendente la cena gourmet con degustazione dei vini dell’azienda Komjanc Alessio (venerdì 24 gennaio), pernottamento con colazione e biglietto giornaliero per Wine&Siena. Per partecipare alla serata di venerdì: info@ristorantealcide.com oppure 0577.937501.

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In copertina, Alessio Komjanc con i suo figli a Giasbana di San Floriano del Collio.

Collio, quando la “Secessione viennese” ispira le etichette di grandi vini: l’esperienza dei Komjanc a San Floriano

di Giuseppe Longo

SAN FLORIANO – Ma cosa hanno in comune i vini del Collio con la Secessione viennese, quel movimento artistico-culturale di “rottura” che si formò in Austria e Germania tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo? Nulla, evidentemente. Eccettuate, però, le pregiate bottiglie della Komjanc Alessio, la rinomata azienda di Giasbana tutta viti e ulivi. E in una mattinata uggiosa, che non rendeva giustizia alla bellezza dei luoghi, questo è stato dimostrato e dettagliatamente illustrato. La cantina di San Floriano del Collio, Città del vino, che pure quest’anno è stata premiata da molte Guide di prestigio, si è dotata, infatti, di un nuovo progetto grafico che vede un rinnovo delle etichette e del packaging, per un’immagine distintiva, più attuale e moderna, ma sempre in sintonia con l’identità aziendale. Se ne è fatta carico l’agenzia Mumble Design di Cormons che ha ideato e realizzato la grafica proprio in stile Secessione, attraverso un processo creativo con le radici appunto nella Wiener Secession e lo sguardo al nuovo e al mondo che ci circonda. Come dire, un intreccio fra storia-tradizione e attualità, tanto da dare al progetto il suggestivo, e nel contempo evocativo, titolo di “Wein Secession”.

Ne ha spiegato il senso – fedeltà al passato e alla tradizione di queste terre di confine, ma con spirito di iniziativa e quindi di innovazione – il grafico dell’azienda cormonese, Davide Bevilacqua, che aveva accanto il famoso enologo Gianni Menotti – figlio dell’ultranovantenne Edino, “anima” per tantissimi anni della vicina Villa Russiz -, il quale si è soffermato sulla “filosofia” produttiva dei Komjanc che hanno organizzato l’incontro con la stampa di settore, numerosi ospiti ed estimatori. Stefano Cosma, coordinatore dell’incontro e collaudato esperto enogastronomico, oltre che amante della ricerca storica, si è soffermato invece su alcuni dati che illustrano come è nata ed evoluta questa bella realtà collinare.
L’azienda vanta, infatti, una lunga storia di famiglia, che attraversa con successo tre secoli. Partiamo da quando Francesco (Franc) Komjanc (1849-1928) acquista i primi terreni a San Floriano. Dai registi parrocchiali del 1878 risulta che la località era chiamata “Mocvir”. Qui, assieme alla moglie Elisabetta Jakin, Franc costruisce la prima casa, in cui nascono sette figli. Solo Giuseppe Floriano (Florjan) rimane, però, a condurre l’azienda agricola e i suoi figli crescono tra vigneti ed alberi da frutto. «Domenica 26 agosto 1888 – si legge nel Gospodarski list – l’Associazione dei viticoltori e dei frutticoltori del Collio organizzò una mostra di frutta e vino a San Floriano e una commissione venuta da Gorizia, per scegliere quali vini inviare alla Fiera della frutta di Vienna organizzata per celebrare il 40° anniversario dell’imperatore, selezionò un unico vino: quello di Florjan Komjanc, apprezzato “per le qualità di un vino buono e perfetto”». Questo avveniva a fine Ottocento. Ma nel 1913 i Komjanc risultano anche commercianti di frutta e verdura (Früchte und Gemüse); nel 1935, e poi nel 1942 hanno una sede anche in città, a Gorizia, ed esportano frutta ed ortaggi perfino in Slovacchia, Germania, Svizzera e Boemia. Poi, negli Anni Settanta, Alessio Komjanc crea la nuova azienda a Giasbana e nel 2000 un ulteriore slancio viene dato dall’entrata definitiva di tutti e quattro i suoi figli: Benjamin, Roberto, Patrik e Ivan. Quindi, nel 1973 arriva nella località collinare la Strada del vino e delle ciliegie, toccando anche la nuova azienda di Alessio che, nel frattempo, si era separato dal fratello. E arrivano i primi riconoscimenti di merito: su Panorama del 1975 ecco la citazione del Pinot bianco 1974 cru Križenca di San Floriano e del Pinot grigio 1974 cru Podvanevi di San Floriano del vignaiolo Giuseppe Komjanc (papà di Alessio), mentre su una rivista americana viene citato anche il Pinot grigio 1989. Infine, dicevamo degli uliveti che punteggiano queste colline: dal 2005, i Komjanc commercializzano anche il proprio olio d’oliva “Oče Aš” (Nonno Aleš).


Ma torniamo alle importanti citazioni che per l’azienda, da tempo, sono diventati una costante. Anche quest’anno, infatti, i vini Komjanc sono stati osannati da molte Guide. Berebene 2024, edita dal Gambero Rosso, ha premiato i migliori vini per il rapporto qualità/prezzo: hanno ricevuto il premio regionale 21 vini. Per il Vigneto Fvg, tra le 50 aziende selezionate, è stato premiato il Pinot bianco 2022 Doc Collio che si è aggiudicato 93/100 punti: un vino ricercato e profondo, dai profumi fruttati e ben strutturato al palato, che per quattro anni consecutivi mantiene le prime posizioni nelle Guide più importanti, ricevendo anche i Due Bicchieri Rossi di Vini d’Italia 2024, sempre del Gambero, oltre all’Award Rosso di Wine Hunter e il massimo riconoscimento delle Quattro Viti della Guida Vitae 2024, edita dall’Associazione Italiana Sommelier, e al riconoscimento di vino top da Winesurf di Carlo Macchi. Ma Vini d’Italia quest’anno ha premiato con i Due Bicchieri anche il Collio Bianco “Bratje” 2021 e il Friulano 2022, quest’ultimo già insignito della Corona della Guida Vinibuoni d’Italia 2024 del Touring Club, dell’Award Oro di Wine Hunter e di quello d’argento di Decanter, oltre ad essersi aggiudicato 91/100 punti dalla rinomata guida Falstaff e il titolo di vino top da Winesurf. Uno dei vini più rappresentativi dell’azienda, il bianco “Bratje” si è aggiudicato anche il prestigioso Award Rosso di Wine Hunter e 4 Stelle da Vinibuoni d’Italia 2024, che ha premiato inoltre, sempre con le 4 Stelle, gli autoctoni Ribolla gialla e Malvasia, annata 2022, entrambi riconosciuti anche da Carlo Macchi nella citata Winesurf. Infine, fra i vini da vitigni internazionali, particolarmente apprezzati risultano il Sauvignon 2022 Doc Collio e lo Chardonnay Dedica, a conferma della varietà di tipologie e qualità dei vini che offre questo meraviglioso territorio collinare che, superato il confine con la Slovenia, diventa Brda. Un comprensorio vitivinicolo da anni candidato, con fondate e riconosciute motivazioni, al riconoscimento Unesco quale Patrimonio dell’Umanità.

La presentazione della nuova veste aziendale in stile “secessionistico” è stata coronata dall’assaggio di alcuni prestigiosi vini, bianchi e rossi, accompagnata da una “raffica” di squisitezze gastronomiche preparate da Cristian Nardulli, chef di origine pontebbana ma felicemente trapiantato da un paio d’anni proprio a San Floriano, località che appena vista l’ha fatto innamorare, tanto da dare vita alla Taverna sul Collio e alla già ben affermata attività di “home restaurant”: con spirito innovativo ma fedele alla tradizione, propone infatti una cucina che coccola quanti siedono alla sua tavola. Anche perché nei suoi piatti si esprimono appieno le esperienze maturate, in una ormai lunga e apprezzata attività professionale, a Lignano Sabbiadoro e in Austria, in prestigiosi locali di spicco, alla Taverna di Colloredo di Monte Albano dalla doppia Stella Michelin. E non sono mancati i riconoscimenti: dai Mondiali 2009 della ristorazione di Lucerna, in Svizzera, porta a casa la medaglia d’oro, e a Montecatini riceve la Stella d’Oro per meriti di servizio. Poi a Parigi ottiene la Stella Michelin, quindi approda al ristorante Paradiso di Pocenia e infine alla sua Taverna sul Collio. E ora il nome di Cristian Nardulli si è intrecciato con quello dell’azienda Komjanc, come dire grandi vini “sposati” a una tavola raffinata, ricercata dai gourmet. Tanti auguri a entrambi, altre soddisfazioni sicuramente non mancheranno!

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In copertina, i “Wein Secession” dell’azienda Komjanc; all’interno, alcune immagini dell’incontro a Giasbana: l’intervento di Gianni Menotti che ha accanto Stefano Cosma e Davide Bevilacqua, il pubblico, ancora un primo piano di etichette, lo chef Cristian Nardulli con i titolari e infine una bella foto ricordo.

Quanti riconoscimenti per i vini Doc Collio di Alessio Komjanc!

Nella cornice di Palazzo Brancaccio a Roma, è avvenuta la presentazione della guida Berebene 2024 edita da Gambero Rosso con la premiazione dei migliori vini per rapporto qualità/prezzo. Totalmente rinnovata, quest’anno la Guida è stata pensata come una carta dei vini ideale che include le migliori etichette a prezzi accessibili. Infatti, i vini sono stati selezionati tra le fasce più basse di prezzo per ciascuna categoria, ma restando sempre ad alti livelli in termini di bontà e piacevolezza. Hanno ricevuto il premio regionale per rapporto qualità/prezzo 21 vini. Per il Friuli Venezia Giulia, tra le 50 aziende selezionate, è stato premiato il Pinot bianco 2022 Doc Collio di Komjanc Alessio, Giasbana di San Floriano, che si è aggiudicato 93/100 punti. Un vino ricercato e profondo, dai profumi fruttati e ben strutturato al palato.

“Siamo onorati di ricevere questo riconoscimento – sottolinea Roberto Komjanc – e accogliamo con grande soddisfazione le congratulazioni che sono arrivate dai curatori della Guida Lorenzo Ruggeri e William Pregentelli. Il nostro Pinot bianco è uno dei vini che ci dà maggiore soddisfazione, per quattro anni consecutivi mantiene le prime posizioni nelle Guide più importanti, ricevendo infatti anche i Due Bicchieri Rossi nella guida Vini d’Italia 2024 del Gambero Rosso, oltre all’Award Rosso di Wine Hunter e il massimo riconoscimento delle Quattro Viti della Guida Vitae 2024, nonché considerato vino top da Winesurf di Carlo Macchi. I nostri prodotti rappresentano l’espressione della cura e dell’impegno che quotidianamente dedichiamo alle vigne”.
A conferma della bontà e qualità dei vini dell’azienda Komjanc, che da poco ha completamente rinnovato le etichette delle sue bottiglie e il packaging, la guida Vini d’Italia del Gambero Rosso quest’anno ha premiato con i Due Bicchieri anche il Collio Bianco “Bratje” 2021 e il Friulano 2022, quest’ultimo già insignito della Corona della guida Vinibuoni d’Italia 2024, dell’Award Oro di Wine Hunter, quello d’argento di Decanter, oltre ad essersi aggiudicato 91/100 punti dalla rinomata guida Falstaff e il titolo di vino top da Winesurf.
Uno dei vini più rappresentativi dell’azienda, il bianco “Bratje” si è aggiudicato anche il prestigioso Award Rosso di Wine Hunter e 4 Stelle dalla guida Vinibuoni d’Italia 2024, che ha premiato inoltre, sempre con le 4 Stelle, gli autoctoni Ribolla gialla 2022 e Malvasia 2022, entrambi riconosciuti anche da Carlo Macchi nella guida Winesurf. Infine, fra i vini da vitigni internazionali prodotti dall’azienda, particolarmente apprezzati risultano il Sauvignon 2022 Doc Collio e il Chardonnay Dedica, a conferma della varietà di tipologie e qualità dei vini che offre il territorio del Collio.

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In copertina, un momento della premiazione del produttore del Collio Alessio Komjanc.