Il Wilbacher dalla Stiria asburgica ai colli trevigiani, a Vittorio Veneto oggi un libro

Si conclude “Sensi. Una Collezione, una Collana, una Cantina”, la rassegna dedicata all’arte e al vino promossa da Kellermann Editore e dal Comune di Vittorio Veneto. Dopo il successo dei primi due appuntamenti, oggi, alle ore 18.30, nella Galleria civica “Vittorio Emanuele II” di Vittorio Veneto, si terrà l’ultimo incontro “I gusti dei nobili” dedicato al “Wildbacher: dalla Stiria asburgica ad eccellenza trevigiana”, con la presentazione del volume pubblicato dalla locale casa editrice, all’interno della collana Grado Babo, assieme agli autori Sergio Tazzer, già direttore della sede Rai per il Veneto, studioso di storia contemporanea dei Paesi dell’Europa centrale e balcanica, autore di numerosi saggi di storia, ed Enzo Michelet, enologo e presidente dell’Unione ex Allievi della Scuola di Viticoltura e di Enologia di Conegliano, autore di pubblicazioni scientifiche e di opere divulgative, entrambi soci dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino.

Si parlerà di questo vitigno a bacca nera originario della Stiria, in Austria, da dove giunse in Italia trovando ospitalità in una sola area, ristrettissima, in Veneto, sui colli trevigiani. La storia del Wildbacher trova le sue origini nel lontano XVIII secolo, quando il conte Antonio Rambaldo di Collalto fece impiantare questo particolare vitigno nei propri possedimenti. Oggi, sono soltanto tre le aziende che ne mantengono la coltivazione e lo vinificano: un prodotto estremamente rappresentativo di un territorio affascinante, caratterizzato dal paesaggio collinare e da una tradizione enologica di importanza internazionale. Questa sarà anche l’occasione per scoprire alcune curiosità dei gusti dei nobili traendo spunto da un ritratto attribuito a Philippe De Champaigne, che sarà sapientemente illustrato dal Conservatore del museo Francesca Costaperaria. Infine, l’esperienza del gusto con gli assaggi dei vini Wildbacher, Verdiso e Manzoni Moscato spumante, presentati dalla principessa Isabella di Collalto, produttrice a Susegana, proposti con abbinamenti dolci e salati. Un vero e proprio percorso sensoriale che accosta l’arte al piacere del vino attraverso la collana Grado Babo, che racconta storie di viti, di vini e di comunità che si riconoscono nel lavoro dei campi, nata proprio per promuovere la conoscenza vitivinicola di diversi territori.

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In copertina, bellissimi grappoli perfettamente maturi di Wildbacher; all’interno, Francesca Costaperaria durante un incontro con Sergio Tazzer ed Enzo Michelet.

Tazzelenghe, il vino “taglia-lingua” oggi dal Friuli a Vittorio Veneto con il libro di Stefano Cosma e Angelo Costacurta

Proseguono gli appuntamenti della rassegna “Sensi. Una Collezione, una Collana, una Cantina”, incontri dedicati all’arte e al vino promossi da Kellermann Editore e dal Comune di Vittorio Veneto. Oggi, alle ore 18.30, nella Galleria Civica “Vittorio Emanuele II” si terrà il secondo incontro “Friuli, terra madre” dedicato al Tazzelenghe, il vino “taglia-lingua” nato in terra longobarda, con la presentazione del volume pubblicato dalla casa editrice, all’interno della collana Grado Babo, assieme agli autori Angelo Costacurta, ricercatore vitivinicolo a livello internazionale e vicepresidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, e Stefano Cosma, scrittore e direttore di “Bubble’s Italia” e del mensile “Fuocolento”.

Il pittore friulano Renzo Tubaro.

Oltre al racconto del Tazzelenghe, un vino rosso friulano dalla personalità molto forte, dimenticato per molto tempo e ora riscoperto grazie ad alcuni tenaci e saggi produttori che hanno deciso di promuoverlo, si parlerà anche dell’artista friulano Renzo Tubaro, di cui la Collezione Paludetti custodisce diverse opere, collegate anche alla storia di questo raro vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli, citato per la prima volta nel 1823, che saranno illustrate dal Conservatore del museo Francesca Costaperaria. Un vero e proprio percorso sensoriale che accosta l’arte al piacere del vino attraverso la collana Grado Babo di Kellermann, la quale racconta storie di viti, di vini e di comunità che si riconoscono nel lavoro dei campi, nata proprio per promuovere la conoscenza vitivinicola di diversi territori. Infine, l’esperienza del gusto con gli assaggi dei vini offerti dalle aziende del Tazzelenghe Team, proposti con abbinamenti dolci e salati. La prenotazione è obbligatoria. La quota di adesione a serata è di 15 euro a persona. Info e prenotazioni: 388.4741241 – info.vittorioveneto@aqualab.it

Cosma con Roberto Da Re Giustiniani.

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In copertina, un giovane ceppo di Tazzelenghe con i suoi grappoli.

 

“Sensi”, in attesa del friulano Tazzelenghe a Vittorio Veneto ci sono i vini sabaudi

Da domani, 17 maggio, nella Galleria civica “Vittorio Emanuele II” di Vittorio Veneto (Treviso) ritorna la rassegna “Sensi. Una Collezione, una Collana, una Cantina”, un ciclo di tre incontri dedicati all’arte e al vino promosso da Kellermann Editore e dal Comune di Vittorio Veneto. Si tratta di un percorso sensoriale che accosta l’arte al piacere del vino attraverso la collana Grado Babo di Kellermann Editore, che racconta storie di viti, vini e comunità che si riconoscono nel lavoro dei campi, nata proprio per promuovere la conoscenza vitivinicola di diversi territori. Nella prestigiosa sede della Galleria, che nel centro cittadino ospita una raffinata raccolta di opere d’arte collezionate in lunghi anni di ricerche dal professor Giovanni Paludetti che poi ha voluto farne dono alla sua città, sarà possibile scoprire alcuni dipinti della Collezione Maria Fioretti Paludetti, illustrati dal Conservatore del museo Francesca Costaperaria, collegati alle storie raccontate nei libri della Collana Grado Babo di Kellermann, presentati dai loro autori: Sergio Tazzer, Enzo Michelet, Stefano Cosma e Angelo Costacurta. Infine, l’esperienza del gusto con gli assaggi dei vini offerti da alcune Cantine, proposti con abbinamenti dolci e salati.
Il primo appuntamento della rassegna si terrà, dunque, domani alle 18.30: il Vermouth e il Donnas, vini dei territori sabaudi, saranno il giusto inizio di questo percorso per l’immediato collegamento con Vittorio Emanuele II, figura cui è fortemente legata sia la Collezione Paludetti sia la Galleria civica alla quale è dedicata e la stessa città che le ospita. Il secondo incontro, che si terrà venerdì 24 maggio, sempre alle 18.30, parlerà invece del Tazzelenghe, il vino “taglia-lingua” nato in terra longobarda, e con lui dell’artista friulano Renzo Tubaro, di cui la Collezione Paludetti custodisce diverse opere.
Il ciclo di “Sensi” terminerà il 31 maggio, alle 18.30, con il Wildbacher, che sarà l’occasione per scoprire alcune curiosità dei gusti dei nobili traendo spunto da un ritratto attribuito a Philippe De Champaigne. La prenotazione è obbligatoria. La quota di adesione a serata è di 15 euro a persona. Info e prenotazioni: telefono 388.4741241 – info.vittorioveneto@aqualab.it

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In copertina, i vigneti “eroici” del Donnas sui monti della Valle d’Aosta.

(Dal sito Andar per sassi)

Quei grandi vini francesi della Borgogna che “portano” anche tra le vigne del Friuli

Kellermann Editore sarà presente anche quest’anno al Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma fino al 13 maggio, nella cornice del Lingotto Fiere. Un’importante occasione per presentare tutte le novità editoriali, con particolare attenzione alle pubblicazioni della collana “Grado Babo”, nata per promuovere la conoscenza di vini che hanno fatto la storia vitivinicola di diversi territori. Domani, sarà la volta di “Borgogna. Storie di grandi vini francesi”, il libro di Francesco Piccat, con prefazione di Alicia Dorey, giornalista di Le Figaro, che sarà presentato dallo stesso autore alle 18.30, nello stand dell’Associazione Editori Veneti (padiglione Oval V125-U126), assieme a Elisabetta Tiveron.
I Borgogna sono i grandi vini, bianchi e rossi, prodotti nella regione francese da cui prendono il nome. La loro è una storia appassionante che si sviluppa nel corso di duemila anni: il vino in Borgogna appare nell’epoca preromana, con gli scambi commerciali tra celti e greci. Si sviluppa con la colonizzazione romana e viene normato dalla legge dei Burgundi. Con l’avvento del monachesimo, specialmente con Cluny e Citeaux, la vigna si struttura e nascono vigneti ancora esistenti, dal clos de Vougeot al clos de Tart. Partendo dalla storia, la pubblicazione evidenzia come i vini di Borgogna abbiano raggiunto la fama mondiale, fino ad arrivare alle denominazioni d’origine controllata di oggi. Nell’800 alcune varietà introdotte in Italia venivano chiamate proprio Blauburgunder e Weissburgunder, anzichè Pinot nero e Pinot bianco. L’autore ricorda pure che nel 1224 un poeta francese mise in risalto la maggior bontà di un vino dolce di Aquileia, rispetto a quelli della Borgogna, e cita un libro dal titolo “Le vigne ed il vino di Borgogna in Friuli” pubblicato a Venezia nel 1747 dal conte Ludovico Bertoli, proprietario di vigne a Biauzzo, piccolo paesino sulla riva sinistra del Tagliamento, che applicò al suo Refosco gli stessi procedimenti di viticoltura e vinificazione della Borgogna. Infine, non manca un approfondimento sul territorio e sulle eccellenze gastronomiche locali.
Francesco Piccat, attualmente analista di mercato per l’Ufficio dell’Istituto del Commercio Estero di Parigi, si è avvicinato al mondo del vino nel 2015 con una collaborazione con il portale romano “Gusto, Fine Living and Fare”, è referente per la Francia dell’Accademia Internazionale Epulae per cui pubblica articoli e interviste, ed organizza corsi di degustazione e seminari al Museo del Vino di Parigi e tour enogastronomici. A conclusione della presentazione, seguirà una degustazione di Pommard Domaine Coste-Caumartin, curata da Davide Debernardi, della delegazione di Torino dell’Associazione Italiana Sommelier. Al Salone, nello stand di Kellermann, sarà possibile scoprire anche gli ultimi due volumi della collana: “Vini dei monasteri. I monaci che salvarono la cultura della vite” di Sergio Tazzer, che spiega la rinascita della viticoltura nell’Alto Medioevo grazie ai monasteri e al Cristianesimo; e “Ribeira Sacra. Viticoltura eroica tra monasteri e nobili dinastie nella Galizia del Cammino di Santiago” degli autori Vicente Sotés, Angel Arnáiz e Alfonso Losada, che raccontano di un territorio straordinario, vertiginoso, in cui si intrecciano storie di nobiltà e di devozione, e una sapienza ineguagliabile nel coltivare la vite e fare grandi vini.

Tazzelenghe, oggi a Casarsa il libro di Cosma e Costacurta con degustazione del vino che “taglia” la lingua

Nell’ambito della Sagra del Vino di Casarsa della Delizia, oggi 2 maggio si terrà la presentazione del libro “Tazzelenghe. Il vino friulano «taglia lingua» nato in terra longobarda”, pubblicato da Kellermann Editore all’interno della collana Grado Babo, nata per parlare di vini peculiari che hanno fatto la storia. Alle 19 al ristorante Al Posta, in via Valvasone a Casarsa, gli autori Angelo Costacurta, ricercatore vitivinicolo a livello internazionale e vicepresidente dell’Accademia Italiana della Vite e del Vino, e Stefano Cosma, giornalista e direttore di “Bubble’s Italia” e del mensile “Fuocolento”, racconteranno le vicende di questo vino dalla personalità molto forte, dimenticato per molto tempo e ora riscoperto grazie ad alcuni tenaci e saggi produttori che hanno deciso di promuovere questo raro vitigno autoctono a bacca rossa del Friuli, contribuendo alla sua salvaguardia e alla valorizzazione territoriale.


Il Tazzelenghe (taglia-lingua in friulano) è un vino particolare che, come suggerisce lo stesso nome, è tagliente ed estremamente tannico, che permette un grande invecchiamento, adatto a bersi anche nell’arco di 20-30 anni. Dotato di fortissima personalità, richiede grande capacità enologica e condizioni di partenza – terroir e clima – molto specifiche, come si trovano nella provincia di Udine, in particolare nell’area di Buttrio e Cividale, ma anche nella pianura friulana: nel 1877 era presente a Latisana e nel 1923 a Palazzolo dello Stella. Attestato dal tardo medioevo, il Tazzelenghe è espressione di un territorio di enorme rilevanza storica. Cividale, città patrimonio dell’umanità Unesco, già strategica per i Romani, fu la prima capitale del ducato longobardo in Italia, successivamente capitale della Patria del Friuli e incrociò per lungo tempo la storia della Repubblica di Venezia. Un vino e un territorio in grado di appassionare proprio alla Sagra del vino alla sua 76ma edizione.
Dopo la presentazione del libro si terrà una degustazione, a cura del gruppo di produttori del “Tazzelenghe Team”. I posti sono limitati, la prenotazione è obbligatoria via WhatsApp al 338.7874972. Quota di partecipazione 15 euro.

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In copertina, i grappoli del Tazzelenghe antica varietà autoctona friulana.

Il Tazzelenghe con Cosma e d’Attimis Maniago oggi protagonista a Cortina che annuncia “The Queen of Taste”

(g.l.) Dopo i riuscitissimi appuntamenti a Grado e al Consorzio tutela vini Friuli Colli orientali e Ramandolo, oggi un altro importante impegno per Stefano Cosma, però fuori regione. Il giornalista e scrittore, riconosciuto esperto di enogastronomia e di storia della vite e del vino in Friuli Venezia Giulia, presenterà infatti il suo ultimo libro Tazzelenghe, il vino friulano “taglia lingua” nato in terra longobarda (Kellermann Editore), che ha scritto a quattro mani con il professor Angelo Costacurta, illustre esponente della vitivinicoltura nazionale. L’incontro si terrà alle 17.30, alla Cooperativa di Cortina. Nell’occasione, sarà possibile assaggiare il Tazzelenghe 2015 della Tenuta Conte d’Attimis-Maniago, di Buttrio, che dedica particolare attenzione anche ai vecchi vitigni autoctoni friulani.


Intanto, la regina delle Dolomiti si prepara a un altro grande appuntamento enogastronomico. Il 9 e 10 settembre Cortina d’Ampezzo ospiterà, infatti, “The Queen of Taste”, il festival del gusto organizzato dall’associazione Cortina For Us e Chef Team Cortina in collaborazione con Globetrotter Gourmet. La manifestazione, che giunge quest’anno alla settima edizione, vuole mettere al centro della riflessione il ruolo della ristorazione di montagna, che diventa interlocutore privilegiato di coloro che si approcciano a vivere l’esperienza del territorio. Un’analisi che supera i confini regionali e che vedrà quest’anno la partecipazione di territori montani di altre regioni italiane ospiti.
Lo Chef Team Cortina, professionisti ampezzani del gusto e anima della manifestazione, è composto oggi da nove realtà: Fabio Pompanin del Ristorante Al Camin, Luca Menardi di Baita Fraina, Luigi Dariz del Ristorante Da Aurelio, Michel Oberhammer di Ristorante Baita Piè Tofana, Carlo Festini di Lago Scin, Massimo Alverà della Pasticceria Alverà, Nicola Bellodis di Rio Gere, Graziano Prest del Ristorante Tivoli e Famiglia Bocus di Villa Oretta.
Il programma della due giorni gourmet si aprirà sabato 9 con StrEat Chef, la formula serale pensata per vivere cinque location esclusive del territorio ampezzano – i ristoranti Baita Fraina, Villa Oretta, Al Camin, Lago Scin e la Pasticceria Alverá – dove in un viaggio itinerante tra cibi e sapori i commensali avranno la possibilità di degustare le specialità preparate da tre chef diversi in ogni luogo. Domenica 10 settembre al mattino ci sarà, invece, il convegno che porterà all’attenzione dei partecipanti alcune problematiche e punti di forza del settore della ristorazione. Tre i temi fondamentali che verranno affrontati: Le declinazioni dell’accoglienza, La scuola e l’accoglienza, L’incontro tra diversità montane. Nel frattempo piazza Dibona, nel centro di Cortina, sarà allestita per ospitare StrEat Lunch, il pranzo unico ed esclusivo dove Chef Team Cortina, colleghi stellati e giovani promettenti, prepareranno ricercate ricette legate al territorio.


“Con The Queen of Taste Cortina si candida a diventare il luogo per eccellenza di confronto per la ristorazione di montagna – sottolinea Franco Sovilla, presidente di Cortina For Us –. Per il secondo anno accanto ai momenti in cui i veri protagonisti saranno i piatti realizzati dagli chef tornerà anche il convegno dedicato alla condivisione delle tematiche sostenibili tra economia della ristorazione, accoglienza e prodotto tipico, che affronteremo insieme ai due territori montani ospiti, così da avere una visione ancora più ampia. Una riflessione necessaria e doverosa che si inserisce in una serie di progetti che stiamo portando avanti come associazione, anche in vista di un appuntamento importante come quello delle Olimpiadi, che torneranno a Cortina dopo settant’anni”.
L’attenzione al futuro della ristorazione, concetto fondamentale per gli organizzatori dell’evento, emerge anche dalla volontà di coinvolgere sempre più giovani chef emergenti tra gli ospiti e dalle attività proposte da Cortina For Us e da Chef Team alle scuole del territorio. L’anno scolastico conclusosi in giugno ha visto infatti gli studenti dell’istituto alberghiero e del liceo artistico Val Boite di Cortina coinvolti nel workshop GustArte, insolita storia d’amore tra un tavolo e una tavolozza tenuto dallo chef Roberto Piccolin del Ristorante Ariston, che ha offerto una grande opportunità di crescita e confronto ai giovani coinvolti. In occasione di The Queen of Taste sarà presentato il nuovo progetto pensato per il prossimo anno di studi.

Per info e prenotazioni:
https://thequeenoftaste.cortinaforus.it/

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In copertina, i grappoli del Tazzelenghe storico vitigno autoctono friulano.

Tazzelenghe e Vitovska due perle del Vigneto Fvg: i libri di Stefano Cosma domani saranno protagonisti a Grado

(g.l.) Si parlerà di vini – e che vini! – domani pomeriggio nell’ambito di Libri & autori a Grado. Al Velarium della Git, alle 18, il giornalista ed esperto del settore vitivinicolo, Stefano Cosma, presenterà infatti i suoi libri Vitovska. Frutto del Carso e Tazzelenghe. Il vino friulano “taglia-lingua” nato in terra longobarda. L’autore – dalla cui penna sono usciti numerosi e interessanti libri dedicati al Vigneto Fvg – sarà intervistato da Leonardo Tognon e, nell’occasione, Tullio Svettini di Grado Teatro leggerà poesie di Biagio Marin. Al termine seguirà una degustazione di rinomate etichette ovviamente dei due vini.

La Vitovska…

…e il Tazzelenghe.

Mentre della Vitovska, grande bianco del Carso (assieme alla Malvasia), si sa tutto o quasi, del Tazzelenghe si sa invece sicuramente un po’ di meno. Si tratta infatti di un vino, cosiddetto di nicchia, ottenuto da un vecchio vitigno autoctono friulano, fortunatamente salvato, al quale hanno dedicato un libro scritto a quattro mani proprio Stefano Cosma e Angelo Costacurta – vera autorità in materia -, colmando così le lacune di conoscenza esistenti. “Tazzelenghe. Il vino friulano “taglia-lingua” nato in terra longobarda” è appunto il titolo del volume pubblicato da Kellermann Editore, proprio da oggi in libreria.
Ricordiamo che il vitigno, appartenente alla famiglia dei Refoschi, è originario dell’area più meridionale dei Colli orientali del Friuli – che proprio in questi giorni festeggerà i primi cinquant’anni di vita del Consorzio di tutela, nel quale si riconosce anche la Docg Ramandolo -, con particolare riguardo agli storici vigneti dell’Abbazia di Rosazzo, della vicina Buttrio, ma anche del Cividalese. Il volume di Cosma e Costacurta si apre con l’introduzione di Ian D’Agata e riporta testi anche di Enos Costantini e Francesca Costaperaria. Fa parte della collana Grado Babo, diretta dallo stesso Angelo Costacurta e da Sergio Tazzer. Un importante contributo, insomma, alla conoscenza della vitivinicoltura del Friuli Venezia Giulia, famosa in tutto il mondo per i suoi grandi e inimitabili vini bianchi, ma che pure con i rossi sa dire una parola autorevole. E il Tazzelenghe ne è un esempio, per cui si tratta di una varietà che sicuramente merita di essere maggiormente coltivata. Dopotutto il nome è così suggestivo che di certo non mancherà di suscitare interesse fra un numero sempre maggiore di consumatori affezionati ai vini del Vigneto Fvg.

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In copertina, Stefano Cosma autore dei due libri che saranno presentati a Grado.