Agricoltura Fvg, è allarme: nel 2100 la regione potrebbe trasformarsi in… Sicilia

(g.l.) Allarme clima! Nel 2100 il Friuli Venezia Giulia potrebbe essere come la Sicilia. I rapporti tra i cambiamenti climatici, l’agricoltura e la sostenibilità sono stati, infatti, al centro del convegno annuale organizzato dal Collegio dei Periti agrari e Periti agrari laureati del Friuli Venezia Giulia. I relatori intervenuti hanno tracciato un quadro esaustivo e preoccupante sulla situazione del clima, sulle cause delle sue alterazioni e sulle possibili misure di adattamento e mitigazione attuabili in questo territorio.

Giovanni Cattaruzzi e Luigi Pravisani.

Dirigenti con i premiati.


Dopo gli interventi di Enos Costantini, divulgatore di cultura agraria, e di Fabrizio Goffredi, della Fondazione Agrifood e Bioeconomy Fvg, Andrea Cicogna, esperto di monitoraggio del clima di Arpa Fvg, ha descritto l’andamento dei principali parametri e fenomeni climatici (temperatura, piovosità, gelate e grandinate), nei vari periodi storici e le previsioni nel breve, medio e lungo periodo, sottolineando che, in caso di inerzia termica, la nostra regione potrebbe presentare, appunto entro il 2100, un clima analogo a quello attuale della Sicilia, con tutte le conseguenze facilmente immaginabili per l’agricoltura della nostra regione.
Stefano Bongiovanni, direttore dell’area tecnica del Consorzio di Bonifica della Pianura Friulana, ha descritto le strategie finalizzate alla razionalizzazione dell’uso della risorsa idrica su scala comprensoriale, citando i numerosi progetti di ammodernamento della rete irrigua, volti a convertire il sistema di distribuzione da scorrimento superficiale a “pluvirriguo”. Quest’ultimo sistema presente attualmente in misura del 67 per cento delle superfici agricole regionali, determina un risparmio idrico del 50 per cento.
Durante l’incontro si è pure ricordata l’elezione di Giovanni Cattaruzzi (presidente del Collegio Fvg per 11 anni) a componente del consiglio del Collegio nazionale, con il sostegno dei Collegi del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, e presentato ai membri del Collegio regionale (che conta 380 iscritti) il nuovo presidente, Luigi Pravisani, eletto alla carica nel settembre scorso. Pravisani, proveniente dal mondo della scuola e dell’Università, è un libero professionista esperto in tematiche ambientali.
L’appuntamento svoltosi a Udine, infine, ha rappresentato l’occasione per consegnare due targhe per meriti professionali e didattici al perito agrario Paolo Del Zotto e a Marco Fragiacomo, dirigente scolastico dell’Istituto Tecnico Agrario “Brignoli” di Gradisca d’Isonzo. Ai lavori hanno partecipato anche Bernardino Lattarulo, coordinatore della Gestione separata della Cassa di previdenza Enpaia e il presidente del Consiglio nazionale, Mario Braga.

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In copertina e qui sopra colture in terreni aridi: quello che potrebbe avvenire in Fvg.

 

Gradisca e la “Rosa dell’Isonzo” radicchio pregiato da far conoscere e valorizzare

di Claudio Fabbro

Città del Vino, Gradisca d’Isonzo in Provincia di Gorizia, ricca di storia, di cultura ed arte. Doveva essere molto importante anche nei secoli passati se riuscì a scomodare persino Leonardo da Vinci, cui venne affidata la progettazione d’opere finalizzate a difenderla dagli attacchi dei Turchi e che tuttora fanno da cornice, con castello e cinte murarie. È sede di una storica Enoteca Regionale (“La Serenissima”, di cui si attende ansiosamente la riapertura) e di un benemerito Istituto Tecnico Agrario, il “Brignoli”, che – presieduto da un professore appassionato e carismatico al contempo, Marco Fragiacomo, nel 2018 insignito del Premio Foglia d’Oro a Dolegna del Collio – sta formando da anni tecnici preparatissimi sia in settore vitivinicolo (vini fermi, ma anche spumanti) che in altre specializzazioni. Fra questi troviamo anche giovani attratti da realtà agricole di nicchia fra cui, in particolare, l’ortofloricoltura. Presso l’Istituto ha sede, infatti, l’Associazione Produttori “Rosa dell’Isonzo”, le cui aziende si trovano a cavallo dello storico fiume Isonzo, in diverse Città del Vino: fra queste anche le new entry Moraro e Mariano del Friuli.

Fragiacomo con Fabbro a Dolegna.


Era partito subito con il piede giusto il Progetto di valorizzazione della “Rosa dell’Isonzo”, che fu anche protagonista prima dello scoppio della pandemia di tre giornate dedicate all’orticoltura, alla storia ed ovviamente alla degustazione, anche in abbinamento con diversi vini Doc Friuli Isonzo. Il progetto per la selezione di un nuovo radicchio ha quale capofila, appunto, l’Istituto Tecnico Agrario “Brignoli” e 25 produttori situati fra Gorizia e Fiumicello.
È stato registrato il marchio “Rosa dell’Isonzo”, si sono create le cassette ed i sacchetti per il confezionamento, si è costituito un Consorzio (www.rosadellisonzo.it), redatto un disciplinare e soprattutto sviluppato, in collaborazione con l’Ersa, un lavoro di selezione genetica degli ecotipi per giungere a definire una o due varietà standard, caratterizzate da caratteristiche estetiche e organolettiche ben definite. Il progetto ha una valenza sia didattica, volta a formare gli studenti nell’ambito della filiera orticola specializzata che imprenditoriale, in quanto si stanno aggregando e coordinando i produttori, creando massa critica di uno specifico prodotto.
In questo contesto, nel 2019 si era tenuta a Gradisca d’Isonzo una festa dedicata proprio alla Rosa dell’Isonzo nel parco della città. Tra chef che sperimentavano curiosità culinarie e una mostra dei produttori, il coordinatore dell’evento, perito agrario Giovanni Cattaruzzi, assieme agli organizzatori gradiscani Lucio Vittor e Paolo Mucchiut, aveva voluto inserire alcuni interventi tecnici volti a presentare compiutamente lo stato dell’arte del progetto.
Nell’occasione, era stato presentato il libro “La Rosa dell’Isonzo – Colori e sapori di una squisita storia del Friuli Venezia Giulia”. Quindi, in una successiva ed affollata tavola rotonda, che ho avuto il piacere di coordinare, erano intervenuti, con relazioni di apprezzato spessore, oltre al preside Marco Fragiacomo, l’assessore del Comune di Gradisca, David Cernic, i periti agrari Paolo Cappelli (Coldiretti – Campagna Amica ) e Giovanni Cattaruzzi (coordinatore del Progetto). Le conclusioni erano state affidate al presidente del Consorzio, Franco Baiutti, orticoltore e frutticoltore in Fiumicello, il quale aveva voluto rimarcare come ”l’intelligenza , disponibilità e lungimiranza imprenditoriali e l’eccellente rapporto fra Istituzioni (“Brignoli” in primis) ed organizzazioni professionali (Coldiretti, Campagna amica) siano riuscito, nel breve periodo, a superare divisioni e presunte classificazioni territoriali attivando un sistema da portare ad esempio”.
A seguire le degustazioni guidate di interpretazioni gastronomiche diversificate dal noto chef Giorgio Dal Forno (Antica Trattoria “Alle Viole” di Gradisca), intervistato dalla brillante Lisa Rossi, ed incontri diretti da parte di centinaia d’enogastronomi con gli allora 23 produttori della Rosa in un territorio felice ed altamente vocato che unisce l’Isontino alla “Capitale della Pesca” Fiumicello, in un significativo e molto gradito esempio di “Km Zero“.
L’occasione era stata propizia – per chi scrive – per illustrare ai partecipanti il ruolo importante che l’Associazione nazionale Città del Vino riveste e che da una trentina d’anni ha dato (e dà) molto per valorizzare le produzioni vitivinicole del cosiddetto “Vigneto Friuli”. Amministrazioni ed organizzazioni professionali, produttori singoli ed associati, oggi in Friuli Venezia Giulia – con il coordinamento apprezzato e puntuale di Tiziano Venturini – si ritrovano in un progetto condiviso e molto utile per dare visibilità e consolidare l’immagine di realtà in crescita, in un positivo ricambio generazionale che unisce le colline (Collio e Colli orientali) all’Isonzo, alle Grave ed Riviera friulana.

Il convegno del 2019.

CAMPAGNA DI PRODUZIONE
2021/2022

Andamento stagionale

La campagna di produzione del radicchio invernale Rosa dell’Isonzo si è svolta in condizioni climatiche favorevoli. Le gelate (con temperature mai al di sotto di -2/-3 °C) hanno consentito di ottenere un’ottima materia prima già in campo, pronta per la forzatura. Il prodotto è risultato infatti caratterizzato da un’accesa colorazione rosso rubino brillante e bianco avorio, organoletticamente caratteristico ed una qualità complessiva superiore alla media. L’annata si è protratta fra fine dicembre 2021 e metà marzo 2022 e può essere considerata fra le migliori degli ultimi anni.

Dati statistici socio-economici

Hanno partecipato alla campagna di produzione 22 soci le cui aziende sono collocate in 11 Comuni con un indotto occupazionale stimato di 60 unità lavorative fra familiari e dipendenti. La produzione commercializzata di prodotto fresco ha toccato i 25.400 chili per un fatturato che sfiora i 350.000 euro. La produzione di conserve e prodotti trasformati (radicchio in agrodolce e creme) è ancora limitata, ma in via di progressivo aumento.

Canali commerciali

Nella campagna 2021/2022 la Rosa dell’Isonzo ha contribuito in modo decisivo a sostenere l’economia delle piccole aziende a conduzione familiare che hanno commercializzato il radicchio tramite vendita diretta in azienda (oltre 8.900 chili), mentre i produttori più strutturati hanno utilizzato canali commerciali specializzati come i mercati generali (10.900 chili), Gdo – Grande Distribuzione Organizzata (1.900 chili), Horeca – Ristoranti e gastronomie (1.300 chili) e dettaglianti (2.400 chili).

Destinazione del prodotto
Gran parte della produzione è stata commercializzata in Friuli Venezia Giulia (21.500 chili) ed anche sul restante territorio nazionale, in particolar modo in Veneto, Trentino, Lombardia, Campania e Toscana; stanno assumendo un significativo peso economico le esportazioni caratterizzate da una domanda progressivamente sempre maggiore proveniente dall’Austria e dalla sua capitale Vienna.

Conclusioni

La Rosa dell’Isonzo costituisce una filiera agroalimentare fortemente orientata allo sviluppo di collaborazioni fra produttori con l’obiettivo di migliorare le ricadute economiche e sociali sul Friuli Venezia Giulia 86%, altre regioni italiane 7% territorio, Estero 7%. Dall’analisi dei dati della terza annata produttiva si può evincere l’importanza dell’idea progettuale a scopo didattico ed imprenditoriale partita dall’Istituto Tecnico Agrario “Brignoli” di Gradisca d’Isonzo e proseguita grazie all’impegno dei 25 soci effettivi del Consorzio.

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In copertina e qui sopra la “Rosa dell’Isonzo” un radicchio pregiato con ottime prospettive.