Scende il sipario sul Gran Premio Noè: un premio a Giovanni Dri storico produttore del Ramandolo e ai Colli orientali del Friuli unica area con Docg

di Giuseppe Longo

GRADISCA – Il Ramandolo Docg sarà oggi il grande protagonista della terza e ultima giornata del Gran Premio Noè 2024, a Gradisca d’Isonzo, che ieri ha ospitato l’attesa cerimonia di premiazione, alla quale è intervenuto, nella splendida cornice del Teatro Comunale, anche l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier. Come è noto, l’edizione di quest’anno è dedicata ai vini passiti e dolci, tra cui Picolit, appunto Ramandolo, Verduzzo, Traminer, Moscato e molti altri, prodotti in Friuli Venezia Giulia, Alto Adige, Slovenia e Istria croata. «Una premiazione che guarda all’eccellenza dei nostri prodotti e, in particolare, di alcune tipologie di vini che sono importanti per comprendere come la capacità produttiva del Friuli Venezia Giulia riesca ad avere un forte impatto sul mercato anche nel settore dei vini dolci e passiti», ha detto al riguardo l’esponente della Giunta Fedriga. «Si tratta – ha aggiunto – di vini che raggiungono livelli di qualità altissimi e un altrettanto elevato numero di estimatori dentro e fuori i confini regionali e nazionali. È giusto valorizzare anche queste tipologie per avere una panoramica completa delle produzioni vitivinicole del nostro territorio». Con l’assessore regionale sul palco anche il sindaco Alessandro Pagotto, orgoglioso che la bellissima cittadina, fortezza della Serenissima, possa esprimere una così qualificata manifestazione affidata alla competente regia di Stefano Cosma.


Ma torniamo alle proposte conclusive di oggi. Alle 11.30, nella cornice dell’Enoteca regionale “La Serenissima” – un autentico gioiello, nello storico palazzo dei Provveditori Veneti, che è ancora in attesa di essere adeguatamente rilanciato e valorizzato -, sarà proprio il dottor Cosma a guidare una originale e quanto mai interessante degustazione di Ramandolo Docg abbinato ai rinomati Esse di Raveo. Biscotti che, in questa occasione, sostituiscono quelli classici – i tradizionali “uessuz” – che a Nimis venivano prodotti dalla famiglia di Luigi Grassi, all’ombra dell’antica Pieve dei Santi Gervasio e Protasio. Ma il loro forno, purtroppo, è ormai chiuso da anni e anche per i famosi biscotti da bagnare in un calice di biondo Ramandolo è calato il sipario. E a proposito di questo grande vino dolce-non dolce, per la sua rilevante consistenza tannica, che nell’ormai lontano 2001 è stato il primo in Friuli Venezia Giulia a beneficiare proprio della Docg, la denominazione di origine controllata e garantita, fra i vignaioli premiati ieri a Gradisca c’era anche Giovanni Dri (Il Roncat), storico produttore di Nimis, autentico pioniere nella valorizzazione di questo inimitabile vino protetto, appunto, da ventitré anni dal massimo riconoscimento di qualità. Nell’occasione, un riconoscimento è andato anche a Paolo Valle, presidente del Consorzio per la tutela dei vini Doc Friuli Colli orientali e Ramandolo, l’unica area che nella nostra regione esprime Docg, per cui accanto al Ramandolo ci sono Picolit e Rosazzo.

Il produttore Giovanni Dri

Paolo Valli (Friuli Colli orientali)

Nel pomeriggio, alle 16, il programma conclusivo proseguirà con la presentazione del libro “Sentieri e cibi locali” realizzato da Gal Carso-Kras e Torre-Natisone, con una delle autrici, Isabella Franco, e degustazione di gubane e vini dolci. Ricordiamo, infine, che la manifestazione sarà aperta oggi dalle 11 alle 20. E con questo appuntamento scenderà, dunque, il sipario sulla storica rassegna gradiscana che riveste un importante significato per la promozione dell’intero Vigneto Fvg. Ricordiamo al riguardo che la manifestazione, beneficiante del sostegno della Regione Fvg, è nata nel 1965 con l’intento di costituire una vetrina dei migliori vini e delle migliori aziende vitivinicole regionali, nonché per premiare viticoltori della regione e personaggi di respiro internazionale. Arrivederci, allora, alla prossima edizione, quando il Gran Premio Noè festeggerà i suoi 60 anni!

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In copertina e all’interno la cerimonia di premiazione presenti l’assessore regionale Stefano Zannier, il sindaco Alessandro Pagotto e il regista della rassegna gradiscana Stefano Cosma.

“Sentieri e cibi locali” dal Carso alle valli del Torre e del Natisone: domani il libro sarà presentato al Castello di Duino

“Sentieri e cibi locali” è il titolo di un originale progetto editoriale realizzato dai due Gruppi di Azione Locale, Gal Carso-Las Kras e Torre Natisone Gal, nell’ambito del Programma di sviluppo rurale della Regione Fvg per raccontare i rispettivi territori. La potenza dell’espressione letteraria e della rappresentazione fotografica si è rivelata ideale veicolo per la promozione del binomio “cibo-sentieri”, con immagini e racconti che corrono lungo il confine tra Italia e Slovenia, tra storia, cultura, tradizioni gastronomiche e paesaggi mozzafiato. Il cofanetto contiene due volumi, un libro composto da 12 racconti inediti, a firma di 10 autori di origine regionale, e un libro fotografico a cura di fotografi locali che sono entrati in intima connessione con la memoria collettiva di queste terre attraverso le loro personali esperienze e ricordi: di un cibo, una ricetta, un sentiero, un paesaggio, un cammino, fisico, ma anche emotivo. Ne scaturisce un percorso tra parole e immagini per scoprire in modo inusuale le tradizioni culinarie e i sentieri mappati del Carso triestino e delle Valli del Torre e del Natisone.

La Ocikana.


Il volume di racconti è suddiviso in sei brani incentrati sugli itinerari e altrettanti sui cibi, in un equilibrato connubio tra paesaggio e gastronomia locale. Sei gli scritti dedicati al Carso: “Rincorrere il mare” di Matteo Bellotto, “Unico, ribelle, Marasca” di Alice Noel Fabi, “Maiale felice al finocchietto” di Stefano Cosma, “Ogni giorno un nuovo giorno” e “La grande estinzione” di Nicolò Giraldi, “Strucolo in straza” di Furio Baldassi e altrettanti delle Valli del Torre e del Natisone (quello di Angelo Floramo “Ocikana”, Renzo Brollo con il racconto “Molte stampelle ma nessuna gamba di legno”, Matteo Bellotto con “Dove il sole va a dormire”, Toni Gomišček autore di “Le marve di primavera”, Francesca Cerno con “No kill” e Isabella Franco “Viola e la gubana”). Il volume fotografico con le immagini realizzate da Camilla Bach e Nicola Tomasi Muttar celebra la meraviglia naturale e la ricchezza gastronomica, sempre nei territori di riferimento: il Carso, fino a Muggia, e le Valli del Torre e Natisone. Ogni pagina cattura l’essenza di paesaggi mozzafiato e piatti tradizionali. Dopo la loro presentazione al rifugio Pelizzo sul monte Matajur, i volumi saranno presentati al pubblico domani, 17 luglio, alle 18.30 al Castello di Duino in un appuntamento ad ingresso libero. Nell’occasione, sarà disponibile per i partecipanti il ritiro del cofanetto con i due volumi, che andrà poi in distribuzione gratuita presso i Gal.

Il monte Kolovrat.

 

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In copertina, suggestivo scorcio della Napoleonica sul Golfo di Trieste.