Agriflash.FVG

Aiuti per il maltempo nel Pordenonese E’ stato avviato dalla Regione Fvg l’iter affinché le imprese agricole del Pordenonese colpite dal maltempo dello scorso luglio abbiano la possibilità di richiedere un indennizzo per i danni subiti. La Giunta regionale ha deliberato, infatti, in tal senso su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e montagna, in ordine alla richiesta – da inviare al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali – finalizzata alla dichiarazione dell’esistenza di eccezionale calamità naturale per gli eventi “forti venti e grandinate” avvenuti il 25 e 26 luglio. Nella fattispecie, infatti, come ha illustrato l’esponente dell’Esecutivo regionale, le imprese danneggiate possono accedere agli interventi previsti per favorire la ripresa dell’attività economica e produttiva, come da legge. Da una prima di stima i danni sono stati valutati a quasi 700mila euro. Come ha spiegato l’assessore, infine, per accedere all’erogazione delle provvidenze le imprese agricole che hanno subito danni oltre il 30 per cento della propria produzione lorda vendibile dovranno presentare la domanda entro il termine di 45 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale di declaratoria dell’esistenza di eccezionalità dell’evento.

La ripresa dalla tempesta VaiaGrazie a fondi derivati dai ribassi degli interventi dell’annualità del 2021 assegnati all’interno del budget dei fondi Vaia dalla Protezione civile nazionale, per un ammontare di 8,8 milioni di euro, la Protezione civile del Friuli Venezia Giulia andrà a intervenire ulteriormente nelle aree colpite dal tremendo evento emergenziale di fine ottobre 2018. A comunicarlo il vicegovernatore con delega alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia che ha spiegato come, grazie a questi fondi, sarà possibile andare a completare la messa in sicurezza del territorio colpito da Vaia, con 50 nuovi interventi, in 38 Comuni della nostra regione. L’esponente della Giunta ha sottolineato che si tratta di interventi importanti, che vanno a completare l’impiego integrale dei fondi messi a disposizione della Protezione civile Fvg per l’emergenza Vaia, per rendere il territorio sicuro e resiliente. I fondi complessivi messi a disposizione dal Dipartimento nazionale di Pcr per far fronte ai danni causati da Vaia in Fvg sono stati pari a a 387 milioni di euro che hanno consentito di realizzare più di 1200 interventi.

Passeggiando nei boschi con l’Irse “Una salutare camminata nel bosco” non è solo un modo di dire: adesso è anche una ricerca scientifica sul campo, effettuata in piena pandemia – l’estate/autunno 2020 – da due attivi ricercatori dell’Istituto per la BioEconomia Cnr, Federica Zabini e Francesco Meneguzzo, quest’ultimo referente tecnico nazionale del Comitato Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano. Obiettivo del test era la verifica delle possibilità terapeutiche del contatto con la natura, passeggiando nei boschi. I risultati, eloquenti, sono parte integrante del volume “Terapia forestale”, che raccoglie l’esperienza di 200 persone di età compresa tra i 18 e i 79 anni e l’effetto benefico delle loro passeggiate nel verde, in rapporto allo stato d’ansia, alla depressione, alla difficoltà di concentrazione. “Terapia verde. Il benessere mentale lontano dalla città” è appunto il titolo del secondo incontro programmato nell’ambito di “Affascinati dal Cervello” 2022, il cartellone di appuntamenti dedicati alle neuroscienze a cura dall’Istituto Regionale di Studi Europei, per il coordinamento del neuroscienziato Marcello Turconi. Giovedì 29 settembre, alle 17.30 nell’Auditorium della Casa dello Studente Antonio Zanussi di Pordenone, le “neuroscienze della bellezza” ci porteranno a tu per tu con Federica Zabini e Francesco Meneguzzo, per approfondire il loro studio che dimostra, una volta di più, i benefici dell’immersione in foresta: effetti diretti e misurabili con un’azione ad ampio spettro che investe, tra le altre, le sfere psicologica, neurologica, cardiocircolatoria e immunitaria.

Gusto sulle colline del ProseccoTre appuntamenti all’insegna del gusto tra le colline del Prosecco di Vittorio Veneto: giovedì 29 settembre, martedì 4 e giovedì 6 ottobre arriva Fuori di Blend, il triplice evento aperto al pubblico che accompagna la rassegna enoculturale Blend, organizzata da Bellenda e dedicata agli operatori di settore e alla stampa. Semprequeo, Trattoria alla Cerva e Bar Lux saranno le location che ospiteranno le tre serate a base di vini d’importazione e prelibatezze gastronomiche. All’osteria wine bar Semprequeo, giovedì 29 settembre, dalle ore 20, andrà in scena Perle Incognite: un appuntamento con Paolo Grando, l’ostricaro di montagna, dedicato alle ostriche e ai vini francesi importati da Bellenda, dallo Champagne al Pouilly Fumé. Un viaggio alla scoperta di cinque abbinamenti tra mare e vigna. Martedì 4 ottobre, dalle 20, sarà la volta di Lentamente: nel centro storico di Serravalle (Vittorio Veneto) da Trattoria alla Cerva, l’elicicoltrice Alessia Dei Cont racconterà le potenzialità di condurre un allevamento sostenibile di chiocciole. Attraverso la cucina dello chef Jacques Cesaro, gli avventori potranno apprezzare produzioni biodinamiche e denominazioni inesplorate abbinate a vini provenienti dalla Slavonia e dalla Francia. ¡Cuchillos y salud! sarà l’ultimo appuntamento di Fuori di Blend: al Bar Lux giovedì 6 ottobre, dalle ore 18.30, gli ospiti vivranno il Cortador di Monte Nevado, una verticale di tre differenti prosciutti spagnoli – jamòn Bellota, jamòn Serrano e jamòn Mangalica – tagliati al momento per accompagnare il carattere e il pregio dei vini della Rueda e della Rioja importati da Bellenda. Per partecipare agli eventi sarà sufficiente contattare i locali coinvolti e prenotare un’esperienza in cui vino eccellente e buon cibo saranno esaltati dalla cordialità, dalla passione e dalla maestria di esperti del settore enogastronomico. Fuori di Blend è lo spin-off di Blend, rassegna enoculturale ideata e realizzata da Bellenda, in programma lunedì 10 ottobre. L’evento, riservato a produttori, professionisti e opinion leader, riunisce le diverse anime del mondo enoico italiano ed estero con l’obiettivo di stimolare un dibattito vivo e costruttivo su specifici argomenti. Il tema che accompagnerà quest’anno la quarta edizione sarà l’agroforestazione, evidenziando come questa pratica sia essenziale per promuovere una viticoltura responsabile e sostenibile. Agroforestazione intesa non come un ritorno acritico al passato ma come consapevolezza che la sinergia tra animali e vegetali, la stabilizzazione microclimatica, l’aumento di biodiversità, la segregazione del carbonio in eccesso e la qualificazione del paesaggio sono fattori imprescindibili per un’agricoltura realmente sostenibile.

Goppion Caffè e il tiramisùIl caffè perfetto per il tiramisù? È Dolce, la storica miscela di Goppion Caffè. A decretarlo l’Accademia del Tiramisù, associazione culturale ed enogastronomica che, ispirandosi ai principi di divulgazione storico-culturale-gastronomica, ha lo scopo di informare sulle vere origini geografiche e sugli ingredienti autentici della ricetta tradizionale di uno dei dessert più conosciuti e amati al mondo. Composto da tre origini Arabica scelte tra Honduras, Brasile ed Etiopia e una piccola percentuale di caffè Robusta dell’isola indonesiana di Flores, Dolce si sposa alla perfezione con i sapori del tiramisù grazie a un gusto intenso e vellutato, un corpo pieno e una leggerissima acidità. Il suo retrogusto gradevole di cacao e frutta matura e la sua permanenza prolungata con note di cioccolato al latte lo rendono infine la miscela giusta per un tiramisù fatto a regola d’arte. “Siamo orgogliosi di questa scelta – afferma Paola Goppion, responsabile comunicazione e marketing della storica torrefazione di Preganziol – e del fatto che sia proprio il nostro Dolce il caffè ideale per il tiramisù. Quello tra il dessert e la nostra miscela è un matrimonio perfetto, tutto trevigiano: è infatti nel capoluogo della Marca che, nell’Ottocento, nasce il dolce celebrato in tutto il mondo. Ed è sempre a Treviso che inizia la storia della nostra torrefazione, quando i due fratelli Angelo e Giovanni nel 1948 acquistano la piccola Torrefazione Trevigiana Caffè, marchio al quale verrà aggiunto in seguito il nome Fratelli Goppion”. “La nostra associazione – continua Tiziano Taffarello, presidente dell’Accademia del Tiramisù – è fiera e orgogliosa della collaborazione con Goppion, azienda intimamente legata al territorio trevigiano. Cultura d’impresa e qualità sono sinergie che portano avanti il progresso e le eccellenze di questo luogo nel mondo. Dopo un’attenta valutazione, abbiamo stabilito che il gusto morbido e vellutato di Dolce ne fanno il caffè perfetto per il tiramisù secondo la ricetta tradizionale di Treviso”. L’annuncio è stato dato durante la serata L’Aroma della Città, durante la quale il pubblico ha potuto visitare la torrefazione e assaggiare il tiramisù preparato proprio con Dolce. L’evento è stato organizzato nell’ambito del progetto Capitale della Cultura d’Impresa 2022 – Assindustria di Padova, Treviso, Venezia, Rovigo. La lattina di Dolce, la prima miscela nata in casa Goppion nel 1948, è un omaggio a Venezia, luogo che più di ogni altro testimonia il passaggio del caffè dall’Oriente all’Occidente. Fu proprio a partire da questa città che il caffè si diffuse in tutto il mondo: i chicchi profumati arrivarono nella capitale della Serenissima alla fine del Cinquecento grazie ai mercanti di spezie provenienti dall’Oriente. L’accordo stretto con la Direzione Regionale Musei Veneto permette a Goppion di utilizzare nella confezione di Dolce due dipinti del pittore vedutista Francesco Guardi, raccontando così un pezzo di storia del caffè. Nei dipinti del Guardi si trovano i ritratti di Venezia, città dei primi grandi Caffè di Piazza San Marco, ai quali si deve molto per la diffusione di questa bevanda nel mondo.

Comportamenti alimentari anomali domani in una diretta streaming

Anoressia, bulimia, binge eating, ortoressia, bigoressia, picacismo, sindrome da alimentazione notturna: la “prigione” del cibo è claustrofobica, ma abbastanza ampia da includere questi e altri disturbi legati ad un anomalo rapporto con l’atto che dovrebbe esserci naturale – e che ci accompagna per tutta la vita – quello dell’alimentazione. Secondo la Società Italiana per lo Studio dei Disturbi del Comportamento Alimentare, in Italia ogni anno 8/9 donne su 100 mila si ammalano di anoressia e 12 di bulimia. I dati ufficiali stimano complessivamente oltre tre milioni di cittadini affetti da questi diturbi, ma potrebbero essere di più, dal momento che circa il 40% non riceve una diagnosi dal sistema nazionale. E durante il lockdown si stima che ci sia stato un aggravamento nel 30% dei casi. “Mens sana in cibo sano” titola la 13ma edizione della storica rassegna “Affascinati dal cervello”, ideata e promossa dall’Istituto Regionale di Studi Europei: domani 29 ottobre, dalle 15.30, l’ultimo appuntamento sarà appunto dedicato ai “Fattori psicologici nell’insorgenza dei comportamenti alimentari anomali”, relatrice la psicologa e psicoterapeuta Valentina Cardi, ricercatrice al King’s College di Londra e all’Università di Padova.
L’incontro, seguendo l’ultimo decreto, sarà in diretta streaming e in seguito in differita nel sito dell’Irse. Per l’iscrizione gratuita, ma obbligatoria, alla diretta streaming compilare il modulo al al bit.ly/IRSE_AffascinatiCervello2020 dove si possono vedere anche tutti i precedenti incontri e videointerviste ai relatori, tutti intervenuti “in presenza” a Pordenone.
Valentina Cardi, dopo la laurea magistrale in Scienze e Psicologia a Parma, ha iniziato nel 2012 la sua attività di ricercatrice a Londra presso il King’s College. Impegnata con equipes internazionali nello studio dei comportamenti alimentari anormali, e’ autrice di saggi sul tema in pubblicazioni internazionali ed è attualmente coordinatrice di nuove ricerche e studi clinici. Dal 2020 e’ inserita anche nel Dipartimento di Psicologia generale dell’Universita di Padova. Intervistata dal giornalista scientifico Gianluca Liva, relazionera’ sugli ultimi passi avanti nella analisi delle cause dei disturbi alimentari, che offrono spunti significativi intorno ad approcci terapeutici innovativi. Col tempo, i comportamenti alimentari anormali diventano abitudini consolidate, difficili da modificare. Molti i fattori psicologici che possono determinare questi disturbi: una scarsa regolazione delle emozioni, un controllo cognitivo troppo basso (o eccessivo), la paura di essere valutati negativamente dagli altri, l’umore negativo e l’ansia.

Valentina Cardi

Per partecipare all’incontro gratuitamente in diretta streaming è necessaria una prenotazione sul sito IRSE:
bit.ly/IRSE_AffascinatiCervello2020

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Disturbi alimentari: come nascono e come si curano

Disturbi alimentari: in Italia si contano oltre 8.500 nuovi casi ogni anno, e si stima ne soffra il 10 per cento degli adolescenti. In provincia di Pordenone si registrano circa 160 nuovi casi l’anno e dal 2008 al 2019 nel reparto di pediatria all’ospedale cittadino sono state ricoverate 60 persone, che rappresentano solo il 20 per cento dei pazienti seguiti. Rilevante anche l’età di coloro che soffrono di questi disturbi: si tratta di giovanissimi che in media hanno 15 anni. Proprio alla difficoltà di rapportarsi con equilibrio all’alimentazione, ed ai risvolti psicologici e psichiatrici che le relazioni col cibo nascondono o implicano è dedicato il convegno a più voci promosso dall’Istituto Regionale di Studi Europei per domani 22 ottobre, in programma dalle 15.30 nell’auditorium del Centro culturale Casa Zanussi di Pordenone: “Quando il cibo è un problema: a partire dai più piccoli. Come nascono, e come si possono curare, i disturbi alimentari più comuni” titola il forum che punta i riflettori sull’impegno a livello territoriale di pediatri, psicologi, operatori sanitari sui disturbi in età precoce, con il coinvolgimento di famiglie e mondo della scuola. Interverranno Roberto Dall’Amico, direttore Dipartimento materno infantile Ospedale “Santa Maria degli Angeli” di Pordenone e direttore ad interim Sc Pediatria San Vito-Spilimbergo; Gianluigi Luxardi, psicoterapeuta e psicologo, direttore del Centro disturbi alimentari di San Vito al Tagliamento; Liliana Giust, presidente di Adao Friuli onlus Associazione Disturbi Alimentarie Obesità. L’evento rientra nel cartellone 2020 della rassegna Irse “Affascinati dal cervello”, dedicata quest’anno a “Mens sana in cibo sano”. La partecipazione è gratuita sia “in presenza”, nel totale rispetto delle norme di sicurezza, che in diretta streaming sul sito Irse. I relatori saranno introdotti dal divulgatore scientifico Gianluca Liva, con formazione in neuroscienze, storia della scienza e comunicazione alla Sissa di Trieste.

Gianluigi Luxardi

Roberto Dall’Amico

I disordini alimentari sono gravi patologie con complicazioni fisiche e psichiche, possono colpire bambini, adolescenti e adulti, prevalentemente di sesso femminile anche se negli ultimi anni si riscontra un’incidenza del 10 per cento circa nella popolazione maschile. I fattori psicologici contribuiscono all’insorgenza di comportamenti alimentari anormali, che includono sia l’estremamente scarso, sia l’eccessiva assunzione di cibo. Curare un individuo, quindi, significa considerare tutti i possibili ambiti della sua vita, compresi quelli sociali: chi ne è affetto non riesce ad alimentarsi con sufficiente serenità ed ha una percezione alterata del proprio corpo.

«Non si ha esempio di malattia psichiatrica con una simile propagazione, una vera e propria epidemia sociale – commenta Liliana Giust -. Si parla di tre milioni di ragazzi, in Italia, che soffrono oggi di questi disturbi, non a caso seconda causa di morte in età adolescenziale, dopo gli incidenti stradali». Adao Friuli Odv è un’Associazione di genitori e familiari di pazienti affetti da Disturbi del Comportamento Alimentare attiva dal 2003, impegnata nella prevenzione e nella diagnosi precoce di questi gravi patologie: l’ultimo progetto sul territorio, “Sana Alimentazione”, si è svolto con otto classi di due scuole medie della provincia di Pordenone nel 2019 e attraverso corsi di formazione per insegnanti ed educatori (2018), ma anche per allenatori, tecnici, istruttori e insegnanti di scienze motorie (2020).
Osserva il direttore del Centro Disturbi Alimentari di San Vito al Tagliamento, Gianluigi Luxardi, che i disturbi alimentari colpiscono sempre più bambini e possono iniziare già intorno ai cinque anni. Nelle bambine delle Scuole primarie sono stati trovati i disturbi più comuni, dall’anoressia alla bulimia, assieme a disordini alimentari più difficili da interpretare, come la disfagia – la difficoltà a deglutire – il selective eating (alimentazione selettiva), il food avoidance emotional disorder (disturbo emotivo da avversione per il cibo) e l’ortoressia (ossessione di un’alimentazione sana). «La percentuale di guarigione – ha spiegato Luxardi- è pari al 70%. Solitamente nel giro di due anni i pazienti, soprattutto quelli più giovani, riescono a guarire».

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In copertina, salumi tipici della tradizione agroalimentare friulana.

 

La dieta mediterranea esempio virtuoso di uno stile alimentare

Mangiare correttamente produce salute e benessere: sul piano fisico, psicologico e sociale. Questa affermazione è scientificamente provata, tanto che sul piano della salute fisica la scienza è giunta a conclusioni che mettono in relazione cibo e prevenzione. «È stato infatti identificato uno stile alimentare – spiega la biologa nutrizionista Elena Dogliotti – del quale è un esempio virtuoso la dieta mediterranea, in grado di influire positivamente sul nostro organismo dal concepimento fino all’età avanzata, diminuendo così il rischio di ammalarsi». Non solo: la giusta alimentazione, nelle fasi diverse della vita, sostiene lo sviluppo cognitivo e aiuta a mantenere attivo il cervello. E proprio di “Cibo e cervello” si parlerà domani, dalle 15.30 alle 17.30, nell’auditorium del Centro culturale Casa Zanussi di Pordenone, per la 13ma edizione della storica rassegna “Affascinati dal cervello” dedicata quest’anno a “Mens sana in cibo sano”, promossa dall’Istituto Regionale di Studi Europei a cura della presidente Laura Zuzzi con il coordinamento dei divulgatori scientifici Marcello Turconi e Gianluca Liva.
Protagonista del secondo appuntamento sarà appunto Elena Dogliotti, membro della supervisione scientifica per Fondazione Umberto Veronesi, che anticipa: «Il ruolo centrale dell’alimentazione sulla salute umana è noto da secoli, ultimamente sempre più chiarito dal progresso scientifico. Sulle risposte alle molecole assunte attraverso il cibo influiscono le differenze genetiche individuali. La genomica e l’epigenomica – ovvero la scienza che studia come le cellule “leggono” il Dna e come questa lettura possa essere modificata da fattori come l’alimentazione – ci permettono oggi di comprendere i meccanismi attraverso i quali la nutrizione e i geni interagiscono. La struttura e la funzione cerebrale sono influenzate dalla nutrizione per l’intero ciclo della vita, con profonde implicazioni per la salute e la malattia. Particolarmente interessante è lo studio del microbiota intestinale e l’interazione bidirezionale tra il sistema nervoso centrale e il sistema nervoso enterico. Studi hanno infatti scoperto che esistono vari meccanismi che permettono ai batteri di comunicare col cervello e influenzare diversi processi di neurotrasmissione, neurogenesi e persino del comportamento».
Nel corso dell’incontro si approfondiranno le implicazioni del rapporto fra alimentazione e stile di vita – per esempio fra alimentazione e movimento – sullo sviluppo e la salute del cervello, per acquisire elementi utili di epigenetica e microbiomica. Approfondiremo poi l’influenza del cibo sul benessere psicologico, gli effetti delle scelte a tavola sul declino cognitivo e sulla depressione negli anziani e come queste scelte vengano, a tutte le età, condizionate dal cervello. La partecipazione è gratuita sia “in presenza”, nel totale rispetto delle norme di sicurezza, che in diretta streaming sul sito Irse.

Info IRSE bit.ly/IRSE_AffascinatiCervello2020

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In copertina, la biologa nutrizionista Elena Dogliotti che domani parlerà a Casa Zanussi, a Pordenone.