Ecco i migliori vigneti 2023 in Italia: l’Indice Bigot ne premia 62 dopo aver monitorato 1400 terreni vitati

In occasione di Vinitaly 2024, Giovanni Bigot, fondatore e titolare della società Perleuve, ha premiato per il quarto anno consecutivo le aziende le cui vigne hanno raggiunto o superato i 90 punti secondo l’Indice Bigot, metodo scientifico di valutazione del potenziale qualitativo del vigneto ideato dallo stesso agronomo friulano. Dopo aver analizzato 1.400 appezzamenti totali, distribuiti in diverse regioni italiane, Slovenia, Cipro e Macedonia, il team di Perleuve ha selezionato 62 vigneti che nel 2023 hanno raggiunto altissime valutazioni sui 9 parametri monitorati e valutati dall’Indice Bigot, messo a punto in oltre vent’anni di ricerca sul campo, in Italia e a livello internazionale. Tali indicatori, capaci di influenzare in modo specifico le caratteristiche del vino, sono: produzione, superficie fogliare, rapporto tra foglie e produzione, sanità delle uve, tipologia del grappolo, stress idrico, vigore, biodiversità e microrganismi ed età del vigneto.


«L’Indice Bigot si conferma un ottimo strumento per identificare le vigne con una vocazione naturale distintiva – commenta lo stesso agronomo –. È interessante notare come alcuni vigneti si riconfermino negli anni, delineando così le aree viticole che in futuro potremmo definire, alla francese, cru». ​La combinazione ottimale dei 9 fattori agronomici è rara, tanto che solo il 5% dei vigneti esaminati la scorsa annata è riuscito a ottenere un punteggio uguale o superiore ai 90 punti, anche a causa delle difficili condizioni meteorologiche che hanno colpito l’intero territorio italiano e il Mediterraneo, mettendo alla prova le capacità dei viticoltori nel mantenere alti standard qualitativi. «Anche nelle annate difficili ogni regione viticola presenta delle zone vocate che l’Indice Bigot è in grado di evidenziare – continua Bigot –. I vigneti in grado di distinguersi testimoniano la capacità dell’essere umano, dell’agricoltore, di adattarsi nel trovare soluzioni agronomiche e produrre grandi vini nonostante le avversità».
Nella classifica ritroviamo sei vigneti, tutti vinificati come single vineyards, premiati anche nel 2022: il vigneto Nebbiolo La Rosa di Casa E. Mirafiore (da cui nasce Langhe Nebbiolo Doc), il vigneto Pignolo Rosazzo di Le Vigne di Zamò (Pignolo Rosazzo Doc), il vigneto Merlot Trobno di Marjan Simčič (Merlot Opoka Trobno Cru), il Sangiovese Colombole di Tenuta del Cabreo (Il Borgo Toscana Igt) e il Nebbiolo Apostoli di Rainoldi (Vigna Degli Apostoli Sassella Docg).
Complessivamente, nel 2023 ben 44 aziende vantano vigneti con punteggi pari o superiori ai 90 punti, quasi il doppio rispetto alle 25 dell’anno precedente. Tra queste, le aziende Radikon e Tikveš spiccano come le più premiate, con quattro vigneti ciascuna dall’elevato potenziale qualitativo. Ecco, dunque, la lista dei principali vigneti premiati a Verona con i relativi punteggi:

Albiana – Laški Rizling Zameje – 90

Bentu Luna – Atzara Burdaga – 91
Blasi Mauro – Riesling Lisetti – 90
Blasi Mauro – Cabernet franc Cantina – 90

Cantina Dionigi – Sangiovese Montefalco Rosso Madonna della Pia – 91
Casa di Sala – Sangiovese Grande – 90
Casa E. Mirafiore – Nebbiolo La Rosa – 90
Castello di Cigognola – La Maga Pinot Nero Sottocastello – 90
Conterno Fantino – Sorì Ginestra – 90

Di Filippo – Sangiovese Fondata Cantalupo – 90

Ermacora – Tocai Friulano Fantin Nodar – 90

Ferdinand – Rebula Zavrt – 91
Ferdinand – Pinot grigio Trojica – 90
Ferlat – Pinot grigio Canale – 90
Fradiles – Mandrolisai Santa Maria – 90
Fradiles – Creccheria 1994 – 90

Ilaria Addis – Sa Neula Vermentino 1992 – 90

Korenika & Moškon – Malvazija Bankina 1952 – 93
Korenika & Moškon – Malvazija Kalcinar – 92
Kyperounda Winery – Mandarì Chardonnay Yerolatzia – 90

La Tosa – Cabernet Sauvginon Morello – 91
La Castellada – Merlot Hrib – 90
La Sclusa – Sauvignon Gramogliano – 90
La Tosa – Sauvignon Morello – 90
Le Vigne di Zamò – Cabernet sauvignon Rosazzo Sud – 90
Le Vigne di Zamò – Pignolo Rosazzo – 90
Loredan Gasparini – Venegazzù 008 Cabernet sauvignon – 92
Loredan Gasparini – Venegazzù 052 Cabernet franc – 90

Marjan Simčič – Merlot Trobno – 91
Mauro Veglio – Nebbiolo Gattera – 90
Mazzaporro – Nerello Mascalese Case Vecchie – 90
Michele Satta – Cabernet sauvignon I Castagni – 90
Michele Satta – Sangiovese I Castagni – 90
Michele Satta – Sauvignon Coste di Giulia – 90
Monsupello ​ – Redavalle Chardonnay – 90
Monsupello ​ – Montagnera Pinot nero – 90
Mustilli – Pozzillo Vigna Segreta – 91

Radikon – Sauvignon Tre Buchi – 91
Radikon – Sauvignon Ceno – 91
Radikon – Pinot grigio Genkerjevo – 90
Radikon – Ribolla gialla Ceno – 90
Rainoldi – Nebbiolo Apostoli – 90
Rainoldi – Nebbiolo 1970 Cartello – 90
Rainoldi – Sauvignon 2021 Campione – 90
Russiz Superiore – Sauvignon Relais – 90

Sgubin Ferruccio – Tocai Friulano Restocina – 90
Sgubin Ferruccio – Pinot Bianco Lonzano Alto – 90
Subida di Monte – Friulano Vigna Alta – 90

Tenuta del Cabreo – Sangiovese Colombole – 90
Tenuta del Cabreo – Sangiovese Fonte – 90
Tenuta di Nozzole – Cabernet sauvignon La Costa – 90
Tenuta la Fuga – Sangiovese Le due Sorelle – 90
Terre Margaritelli – Laghetto – Sangiovese Freccia degli Scacchi – 93
Tikveš – Barovo – Vranec Barovo Mečkovec – 90
Tikveš – Demir Kapija – Cabernet Sauvignon Demir Kapija – 92
Tikveš – Lepovo – Cabernet Sauvignon Lepovo – 90
Tikveš – Manastirec – Vranec Manastirec Šumka – 90

Verstovšek Estate – Blaufränkisch Silnica ​ – 90
Viviano Luigia – Nero D’avola 2006 Cannamasca Rossi – 90

Perleuve – ​La società Perleuve nasce nel 2012 per volontà di Giovanni Bigot, agronomo, ricercatore e consulente di alcune delle migliori cantine d’Italia ed estere. Fanno parte del gruppo esperti agronomi e tecnici che si occupano di consulenza tecnica e gestionale del settore vitivinicolo con l’obiettivo di porre il vigneto al centro della produzione di vini di qualità, attraverso un approccio multidisciplinare e olistico, con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale e alla salute delle persone. Tra i progetti di Perleuve, si annoverano l’Indice Bigot, metodo di valutazione oggettivo del potenziale qualitativo del vigneto che prende in considerazione i nove parametri agronomici più importanti, e l’app 4Grapes®, strumento di lavoro che permette di monitorare, riconoscere e rilevare le condizioni del vigneto, oltre che archiviare i dati raccolti. Nel 2020 nasce inoltre l’Academy 4Grapes, la prima scuola italiana dedicata agli Ampelonauti, professionisti che vogliono imparare a monitorare il vigneto aumentandone il potenziale qualitativo e riducendone l’impatto ambientale.

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In copertina e all’interno immagini di Giovanni Bigot nelle rilevazioni in vigneto.

Vendemmia ’23 tra previsioni e analisi secondo i parametri dell’Indice Bigot

Una vendemmia dal potenziale qualitativo medio-alto, sinora pari a 76/100, nonostante la difficile situazione sanitaria delle uve: il friulano Giovanni Bigot, agronomo fondatore della società Perleuve, ha analizzato l’annata 2023 attraverso l’Indice Bigot, metodo di valutazione oggettivo del potenziale qualitativo del vigneto che prende in considerazione i nove parametri agronomici più importanti, incrociando i dati rilevati durante la stagione. Il potenziale, ancora parziale, è elevato in particolare per i vitigni a bacca bianca e per i cru di quelli a bacca nera. Si prospetta inoltre, nella maggior parte dei casi, un’ottima annata per le basi spumante.
Relativamente al meteo, il periodo compreso tra il 28 luglio e il 28 agosto in Italia è stato più piovoso della media dal 50 al 100%, comportando un aumento del peso medio degli acini e una riduzione degli zuccheri. In merito alle temperature, sono state rilevate minime inferiori rispetto alla media storica (19,2 °C) in tutte le aree viticole monitorate: si tratta di un ottimo indicatore della qualità della vendemmia. Le massime, invece, sono risultate leggermente superiori, ma sono raddoppiati i giorni in cui si sono superati i 35 °C rispetto alla media degli ultimi dieci anni (+122%). L’escursione termica è stata tra le maggiori registrate negli ultimi trentanove anni, con temperature medie non troppo alte a garanzia di uve con un grande potenziale viticolo per quel che riguarda l’aromaticità e la longevità dei vini.
I dati esaminati durante la stagione 2023 attraverso l’Indice Bigot descrivono chiaramente la situazione, nonostante la varietà delle zone viticole considerate. In particolare, il deficit idrico nell’annata 2023 è stato di media intensità e ha favorito lo sviluppo di una maggior superficie fogliare, oltre che un’importante vigoria delle viti. Queste condizioni hanno quindi aumentato in particolar modo la produzione per ceppo. La biodiversità, in netto aumento, ha dato il suo contributo a mantenere i vigneti in equilibrio e a prolungarne la vita.
“La qualità delle uve – spiega Giovanni Bigot – è fortemente influenzata dai suoli, dall’andamento meteorologico e, soprattutto, dalle pratiche agronomiche. I suoli però non mutano nel tempo, mentre il meteo, al contrario, cambia molto. L’uomo fa il resto: modifica, adatta e cerca di plasmare la vite alle sue idee, alle sue esigenze e alle tecniche a disposizione. Per questo è centrale il lavoro umano: adottando un rigoroso metodo olistico si può fare molto per migliorare la gestione del vigneto. Investire nella sua applicazione è fondamentale per garantire una produzione vitivinicola sostenibile e di alta qualità in qualunque situazione”.
Delicata invece la sanità delle uve: “Nella mia esperienza – continua Bigot – l’annata 2023 è stata una delle più difficili, vista la variabilità di casi e le problematicità oggettive da affrontare. La pressione fitosanitaria è stata indubbiamente importante, ma chi ha adottato un approccio attento e preciso nella conduzione del vigneto ha avuto un danno trascurabile”.
Un’altra interessante ricerca di Bigot riguarda la comparazione dell’annata in corso con le precedenti stagioni relative alla stessa zona. L’agronomo ha utilizzato un approccio statistico di clustering per associare e confrontare i dati meteo e le medie storiche degli ultimi trentanove anni in Italia, sempre nel periodo compreso tra il 28 luglio e il 28 agosto. In particolare, è stato rilevato che il meteo di quest’anno, dall’invaiatura all’inizio della vendemmia, è stato simile a quello del 1985 per quel che riguarda il Nord Est, al 2021 e al 2003 per il Centro, al 2000 per il Nord Ovest. In tutti i casi si tratta di annate caratterizzate da buona piovosità, da escursioni termiche elevate e temperature minime inferiori alla media.

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La società Perleuve nasce nel 2012 per volontà di Giovanni Bigot, agronomo, ricercatore e consulente di alcune delle migliori cantine d’Italia ed estere. Fanno parte del gruppo esperti agronomi e tecnici che si occupano di consulenza tecnica e gestionale del settore vitivinicolo con l’obiettivo di porre il vigneto al centro della produzione di vini di qualità, attraverso un approccio multidisciplinare e olistico, con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale e alla salute delle persone. Tra i progetti di Perleuve, si annoverano l’Indice Bigot, metodo di valutazione oggettivo del potenziale qualitativo del vigneto che prende in considerazione i nove parametri agronomici più importanti, e l’app 4Grapes®, strumento di lavoro che permette di monitorare, riconoscere e rilevare le condizioni del vigneto, oltre che archiviare i dati raccolti. Nel 2020 nasce inoltre, l’Academy 4Grapes, la prima scuola italiana dedicata agli Ampelonauti, professionisti che vogliono imparare a monitorare il vigneto aumentandone il potenziale qualitativo e riducendone l’impatto ambientale.

Domenica a Verona l’Indice Bigot premierà oltre 70 vigneti superstar

L’Indice Bigot premia la viticoltura italiana. Si terrà infatti domenica prossima, al Vinitaly di Verona, la premiazione dei vigneti che hanno superato i 90 punti secondo il metodo di valutazione scientifico del potenziale qualitativo di un terreno vitato ideato dall’agronomo friulano Giovanni Bigot e dal suo team Perleuve. Sono più di 70 i vigneti che quest’anno hanno superato i 90 centesimi, quasi il doppio rispetto al 2021, tra 1215 considerati, 481 in più rispetto alla scorsa edizione. Frutto di vent’anni di ricerca sul campo in Italia e a livello internazionale, il metodo si basa su nove parametri di valutazione: produzione, chioma, rapporto tra foglie e produzione, sanità delle uve, tipo di grappolo, stress idrico, vigore, biodiversità e microrganismi, età del vigneto. Ogni parametro considerato va a influire su una precisa caratteristica del vino.
Nonostante l’annata 2022 abbia registrato per prolungati periodi di tempo temperature medie superiori a 35 °C (un dato in aumento in Italia del +75% rispetto alla media degli ultimi 10 anni, causando in alcune zone della penisola gravi problemi di deficit idrico), l’Indice ha calcolato una sanità dei vigneti particolarmente significativa, determinando potenziali qualitativi elevati in diverse zone d’Italia, note e meno note.
“I risultati ottenuti sono frutto dell’impegno e dei metodi messi in atto dai viticoltori – commenta Giovanni Bigot –. L’uomo, al centro del vigneto, ha il potere di prendere le decisioni giuste anche quando il clima sta cambiando e l’Indice Bigot, utilizzato durante tutto l’anno, è uno strumento di guida efficace per individuare l’obiettivo e percorrere la strada migliore per raggiungerlo. Solo monitorando i dati disponibili e attraverso scelte agronomiche specifiche è possibile ottenere una qualità dei vigneti e dei vini molto elevata. Gli assaggi dei vini a pochi mesi dalla vendemmia, infatti, confermano in anteprima i risultati”.
Il punteggio più alto, di 94/100, è stato ottenuto dal vigneto Inferno – Nebbiolo Cartello dell’azienda Aldo Rainoldi, in Valtellina, grazie alla cura della chioma in equilibrio con la produzione, una sanità assoluta e un’attenta gestione del suolo anche verso la biodiversità. Sono 25 in totale le aziende che registrano vigneti con punteggi sopra i 90 centesimi. Tra queste, la più premiata è la Ferruccio Sgubin, sul Collio, che conta sei vigneti dall’elevato potenziale qualitativo.

 I vigneti premiati

Albiana – Chardonnay Zameje – 90
Aldo Rainoldi – Inferno – Nebbiolo Cartello – 94
Aldo Rainoldi – Nebbiolo Campione – 90
Aldo Rainoldi – Sassella – Nebbiolo Apostoli – 93
Antico Broilo – Malvasia fiume – 91
Bentu Luna – Angraris – Pisano 110 anni – 91
Bentu Luna – Canales Crobe – 90
Casa E. Mirafiore – Merlot Raimondo – 90
Casa E. Mirafiore – Nebbiolo La Delizia – 90
Casa E. Mirafiore – Nebbiolo La Rosa – 92
Casa E. Mirafiore – Nebbiolo La Villa – 91
Casa E. Mirafiore – Nebbiolo Meriame – 90
Casa E. Mirafiore – Pinot Nero Gallareto – 91
Casale dello Sparviero – Sangiovese Le Valli – 90
Castello di Cigognola – Nebbiolo Ristorante – 91
Castello di Cigognola – Pinot Nero Pizzarello – 91
Di Filippo – Sagrantino Maria Cantalupo – 91
Di Filippo – Sangiovese Cortignano – 91
Di Filippo – Sangiovese la Fonte Pietrauta – 90
Di Filippo – Uva Cornetta San Nicola – 90
Domaine Rp Bouley – Champans – 92
Fradiles – Angraris – 90
Korenika & Moško – Beli Pinot Vala – 90
Korenika & Moškon – Istrska Malvazija Bankina – 90
Korenika & Moškon – Istrska Malvazija Vala – 90
La Castellada – Tokaj Dolinca – 92
La Sclusa – Picolit Casa Banchine – 90
La Tosa – Barbera Sorriso – 92
La Tosa – Cabernet Sauvignon Ronco – 92
Le Vigne di Zamò – Pignolo Rosazzo– 91
Le Vigne di Zamò – Pinot Bianco Leon – 92
Le Vigne di Zamò – Sauvignon Leon – 92
Livio Felluga – Refosco Peduncolo Rosso Case – 90
Loredan Gasparini – Cabernet Franc Martignago Alto – 90
Loredan Gasparini – Malbec Loredan – 90
Loredan Gasparini – Merlot di Villa Spineda – 92
Loredan Gasparini – Merlot Spineda – 90
Marjan Simčič – Chardonnay Oblino Pod Gredič – 91
Marjan Simčič – Merlot Trobno – 90
Marjan Simčič – Sauvignon Jordano basso – 92
Marjan Simčič – Sauvignon Oblino Pod Gredič – 90
Monsupello – Croatina Redavalle – 90
Monsupello – Pinot Nero Pavese – 91
Monsupello – Podere La Borla 1995 – 92
Monsupello – Sauvignon Redavalle – 91
Radikon – Sauvignon Klanjšček – 92
Russiz Superiore – Sauvignon lungo strada – 90
Russiz Superiore – Sauvignon Punta – 92
Sgubin Ferruccio – Chardonnay Mirnik – 91
Sgubin Ferruccio – Chardonnay Petruss Restocina – 92
Sgubin Ferruccio – Merlot Mirnik – 90
Sgubin Ferruccio – Sauvignon vecchio Petrus – 90
Sgubin Ferruccio – Schioppettino Lonzano basso – 93
Sgubin Ferruccio – Tocai friulano Petruss Restocina – 91
Sturm – Tocai Bert – 91
Subida di Monte – Sauvignon Vigna Luigi – 91
Tenuta Campo al Mare – Petit Verdot La Cerretella – 91
Tenuta del Cabreo – Sangiovese Colombole – 91
Tenuta di Nozzole – Chardonnay Bruniche – 91
Tenuta di Nozzole – Sangiovese La Maremmana – 90
Tenuta la Fuga – Sangiovese Il Poggione 2008 – 90
Tenuta la Fuga – Sangiovese Il Poggione 2013 – 90
Terre Margaritelli – Cabernet Franc Chiusaccia – 90
Terre Margaritelli – Fiano Chiusaccia – 91
Terre Margaritelli – Sangiovese Vigna Renabianca – 91
Tikveš – Barovo Cabernet Sauvignon Vinarija Krnjevo – 91
Tikveš – Barovo Kratošija Mečkovec – 91
Tikveš – Barovo Sauvignon Blanc Brlovec – 92
Tikveš – Barovo Sauvignon Blanc Djonovec – 91
Vigne a Porrona – Cabernet Sauvignon La Quercia – 91

Perleuve La società Perleuve nasce nel 2012 per volontà di Giovanni Bigot, agronomo, ricercatore e consulente di alcune delle migliori cantine d’Italia ed estere. Fanno parte del gruppo esperti agronomi e tecnici che si occupano di consulenza tecnica e gestionale del settore vitivinicolo con l’obiettivo di porre il vigneto al centro della produzione di vini di qualità, attraverso un approccio multidisciplinare e olistico, con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale e alla salute delle persone. Tra i progetti di Perleuve, si annoverano l’Indice Bigot, metodo di valutazione oggettivo del potenziale qualitativo del vigneto che prende in considerazione i nove parametri agronomici più importanti, e l’app 4Grapes, strumento di lavoro che permette di monitorare, riconoscere e rilevare le condizioni del vigneto, oltre che archiviare i dati raccolti. Nel 2020 nasce inoltre l’Academy 4Grapes, la prima scuola italiana dedicata agli Ampelonauti, professionisti che vogliono imparare a monitorare il vigneto aumentandone il potenziale qualitativo e riducendone l’impatto ambientale.

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In copertina e all’interno l’agronomo friulano Giovanni Bigot all’opera nei vigneti.

Viticoltura e cambiamento climatico: da domani in streaming Giovanni Bigot

Qual è il futuro della viticoltura in un mondo in cui il cambiamento climatico si fa sempre più evidente? Come reagire a uno scenario sconosciuto, dove fenomeni violenti si manifestano sempre più frequentemente? Sono questi alcuni dei temi della nuova rubrica di Giovanni Bigot, fondatore della società Perleuve e ideatore dell’Indice Bigot, metodo di valutazione oggettivo del potenziale qualitativo del vigneto che prende in considerazione i nove parametri agronomici più importanti. A partire da domani 15 marzo alle 7.30, una volta al mese, l’agronomo e ricercatore friulano analizzerà l’impatto del cambiamento climatico sulla viticoltura attraverso l’Indice, i dati di oltre 400 aziende e gli indici bioclimatici calcolati per ogni area viticola.
Nella prima puntata, a discutere di viticoltura di precisione assieme a Giovanni Bigot ci saranno anche i professori Maurizia Sigura e Rino Gubiani, docenti del Dipartimento di scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine. Negli appuntamenti successivi interverrà anche l’enologo Ramon Persello, laureato in Viticoltura ed Enologia con una tesi sugli indici bioclimatici ed esperto di agrometeorologia e cambiamenti del clima.
La nuova rubrica si inserisce nella quarta stagione delle dirette Conversazioni viticole con Giovanni Bigot, che avranno come ospiti docenti universitari, ricercatori ed esperti dei diversi temi trattati. Le puntate saranno trasmesse in diretta streaming e rese disponibili in podcast su LinkedIn, Facebook, YouTube e sul sito di 4Grapes®.
“Bisogna conoscere il cambiamento climatico – spiega Bigot – per valutare le azioni da mettere in campo. Abbiamo acquisito i dati agronomici delle aziende presenti nelle più importanti zone viticole mondiali, li abbiamo analizzati e ne abbiamo ricavato delle previsioni che esporremo durante le dirette. Questi dati servono per comprendere il futuro, intravederne gli scenari e anticipare le scelte agronomiche. L’Indice diventa così uno strumento utile per leggere i fenomeni che sempre di più impattano su aspetti fondamentali della viticoltura, oltre che sul terroir”.
Da quest’anno, Giovanni Bigot insegnerà scouting viticolo nell’ambito della “Viticoltura di precisione” del corso di laurea in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Udine. Le lezioni si concentreranno sulla raccolta di dati riguardanti le condizioni delle viti, delle foglie e dei grappoli, con l’obiettivo di identificare eventuali problemi e prendere le opportune misure preventive o correttive, aumentando il potenziale qualitativo del vigneto, riducendo l’impatto ambientale e i costi.
“Il monitoraggio del vigneto e la viticoltura di precisione – conclude l’agronomo friulano – entrano per la prima volta in un corso accademico, segno che si tratta di temi sempre più rilevanti nell’ambito dell’agricoltura e della produzione vinicola. L’introduzione di corsi universitari su questi argomenti rappresenta un importante passo avanti nella formazione di professionisti del settore”.

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In copertina, l’agronomo friulano Giovanni Bigot esperto in viticoltura di precisione.

Indice Bigot, è il Vigneto Fvg il più premiato in qualità al Vinitaly

«È in vigna che nascono i grandi vini»: lo ha affermato con convinzione Giovanni Bigot durante la premiazione dei trentotto vigneti che hanno superato i 90 centesimi secondo l’Indice Bigot. Il metodo di valutazione scientifico del potenziale qualitativo di un vigneto, ideato dall’agronomo friulano supportato dal suo team di Perleuve, lo scorso anno è stato calcolato in totale su 734 vigneti. L’Indice, frutto di vent’anni di ricerca sul campo in Italia e a livello internazionale, si basa su nove parametri di valutazione: produzione, chioma, rapporto tra foglie e produzione, sanità delle uve, tipo di grappolo, stress idrico, vigore, biodiversità e microrganismi, età del vigneto. Ogni parametro considerato va a influire su una precisa caratteristica del vino. La premiazione dei vigneti, che ha riguardato l’annata 2021, si è tenuta durante il recente Vinitaly di Verona, nello spazio della Regione Friuli Venezia Giulia.
«Un risultato finale – commenta Bigot – che è l’apice di un importante percorso di crescita e miglioramento in vigneto, lì dove nasce una grande uva per un grande vino. I vigneti premiati hanno la capacità di aumentare il valore di un territorio in termini di qualità e riconoscimento, diventando identificativi di una zona, donando caratteristiche specifiche ai vini che lì nascono. Non solo, i vini da vigneto singolo rappresentano un trend in forte crescita, ecco quindi che la valutazione del vigneto, attraverso parametri specifici, aumenta il valore del prodotto finale ed esalta l’importanza della qualità della materia prima, l’uva».
Grazie all’eccellenza in questi campi i trentotto vigneti che nel 2021 hanno superato i 90 centesimi sono stati: in Friuli Venezia Giulia il Friulano Hrib, Friulano Dolinca e Hrib Merlot de La Castellada, il Friulano Case 25 di Livio Felluga, Tocai Friulano Centralina e Cabernet Franc Pietra di Russiz Superiore, Oslavje di Radikon, Sauvignon Lonzano Alto di Sgubin Ferruccio, Sauvignon Zegla di Sturm, Sauvignon Rosazzo e Tocai friulano Buttrio di Le Vigne di Zamò, Ronco Pitotti Sauvignon di Vignai da Duline, Tocai Friulano Braida di La Sclusa, Moscato Vin dal Paron di Ferlat, Friulano Stesa di Il Carpino e Cabernet Sauvignon Narciso di Ronco delle Betulle; in Veneto il vigneto Sant’Anna di Massimago; in Lombardia Chardonnay Calcababbio e Sauvignon Calcababbio di Monsupello e Pizzarello Pinot Meunier di Castello di Cigognola; in Piemonte Sorì Ginestra di Conterno Fantino e Barolo Sottocastello di Ca’ Viola; in Emilia Romagna Merlot Ronco e Malvasia Morello di La Tosa; in Toscana Poggiata Rinaldi di Tenuta del Cabreo e Anfiteatro alle Rose di Tenuta di Nozzole; in Umbria i vigneti Sagrantino Maria Cantalupo di Di Filippo, Sauvignon Villa Pace di Cantine Blasi, Vigna Chiusaccia e Vigna Renabianca di Terre Margaritelli; in Puglia Lu Piezzu di Masseria Cuturi; in Sardegna Ispane Sud Pusceddu, Ispane Tatti/Onali, Murtatí Crobu, Pardoniga Manca, Burdaga Conciadori dell’azienda Bentu Luna. I vigneti premiati in Slovenia sono stati Chardonnay Jordano e Sauvignon Jordano di Marjan Simcic; mentre in Francia è stato premiato il vigneto Champan di Domaine R&P Bouley.
Il vigneto che ha raggiunto il punteggio massimo di 95 punti su 100 è stato il Friulano Hrib dell’azienda La Castellada in Friuli Venezia Giulia, mentre l’azienda con il maggior numero di vigneti è stata Bentu Luna in Sardegna, con cinque impianti premiati.

PerleuveLa società Perleuve nasce nel 2012 per volontà di Giovanni Bigot, agronomo, ricercatore e consulente di alcune delle migliori cantine d’Italia ed estere. Fanno parte del gruppo esperti agronomi e tecnici che si occupano di consulenza tecnica e gestionale del settore vitivinicolo con l’obiettivo di porre il vigneto al centro della produzione di vini di qualità, attraverso un approccio multidisciplinare e olistico, con un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale e alla salute delle persone. Tra i progetti di Perleuve, si annoverano l’Indice Bigot, metodo di valutazione oggettivo del potenziale qualitativo del vigneto che prende in considerazione i nove parametri agronomici più importanti, e l’app 4Grapes, strumento di lavoro che permette di monitorare, riconoscere e rilevare le condizioni del vigneto, oltre che archiviare i dati raccolti. Nel 2020 nasce inoltre l’Academy 4Grapes, la prima scuola italiana dedicata agli Ampelonauti, professionisti che vogliono imparare a monitorare il vigneto aumentandone il potenziale qualitativo e riducendone l’impatto ambientale.

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In copertina, Giovanni Bigot con uno dei premi;  e qui sopra durante i controlli.

Il Vigneto Fvg con Ribolla e Sauvignon protagonista al Vinitaly che riparte

(g.l.) Ha tutte le caratteristiche per entrare nella storia enologica del nostro Paese, il 54° Vinitaly apertosi ieri alla Fiera di Verona dove si protrarrà in un crescendo di iniziative e proposte fino a mercoledì. E dove grande protagonista, come del resto è sempre avvenuto, è il Vigneto Fvg, sia in forma associata – attraverso il megastand dell’Ersa con una ottantina di produttori -, sia individuale. Espresso anche dalle Città del Vino, presenti con Duino Aurisina leader nazionale per il 2022.

Tavola rotonda col ministro Patuanelli.

«È l’edizione della ripresa, segue un 2021 incredibile con 7,100 mld di esportazioni: l’exportagroalimentare ha fatto tutti i record, è una filiera forte, che funziona», ha detto il ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, alla cerimonia di inaugurazione, certificando proprio il carattere storico del Salone, il più importante evento enologico del Belpaese, che finalmente riparte dopo l’interminabile stop causato dall’emergenza sanitaria. Ad accogliere il rappresentante del Governo Draghi, il presidente e il direttore generale di Veronafiere, rispettivamente Maurizio Danese e Giovanni Mantovani, il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, il Presidente Ice, Carlo Ferro, il sindaco di Verona, Federico Sboarina, e il presidente della Provincia di Verona, Manuel Scalzotto.
Patuanelli dal palco dell’auditorium Verdi ha sottolineato l’importanza che riveste il ritorno in presenza di Vinitaly, manifestazione di riconosciuto prestigio che nel tempo è riuscita ad interpretare e favorire la crescita di un grande prodotto italiano divenuto simbolo del Made in Italy nel mondo. Vinitaly, come ha evidenziato il ministro, arriva in un momento particolarmente critico non solo per l’agroalimentare, ma per tutto il pianeta, a causa della crisi geopolitica in atto in Ucraina, il cui conflitto ha acuito un contesto già difficile a causa delle problematiche dovute alla pandemia Covid e ai costi energetici.
Il titolare del dicastero di via XX Settembre, dopo aver elencato i numeri da record dell’export del settore vino, ha sottolineato come l’Italia debba puntare a essere il primo produttore nel mercato internazionale, un obiettivo da raggiungere perché il vino rappresenta il nostro Paese nel mondo e ci sono tutte le possibilità di far crescere la filiera vinicola italiana. Il Governo, ha infine assicurato Patuanelli, è al lavoro sia a livello nazionale, che in Europa, per attuare tutte le misure necessarie per proteggere i mercati e riprendere, quando sarà possibile, tutte le attività di promozione. Dal palco della 54ma edizione del Vinitaly ha poi anticipato l’arrivo di un nuovo decreto dopo Pasqua per il caro-prezzi, tema centrale in questo momento per tutti i settori produttivi.

Tiziano Venturini con Buttrio.

Ma dicevamo del Friuli Venezia Giulia. Il Vigneto Fvg dimostra di essere una forza nell’ambito della produzione enologica potendo vantare il miglior Sauvignon d’Italia. Un primato in campo vitivinicolo rafforzato anche dal prestigioso riconoscimento recentemente conferito a Duino Aurisina: Città italiana del vino 2022. Questo il concetto espresso a Verona dall’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, in occasione dell’apertura dello stand collettivo, dove la nostra regione è presente con 77 aziende vitivinicole e una promozione unitaria all’insegna della Ribolla gialla associata al marchio “Io sono Friuli Venezia Giulia“. Come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga, dopo avere ringraziato il ministro dell’Agricoltura per la sua presenza allo stand Fvg, questa rappresenta una vera e propria nuova partenza dopo i due anni di sospensione dell’evento a causa dell’emergenza Covid. E proprio in ragione dei numeri ridotti in termini di partecipanti imposti in questa edizione dalle restrizioni anti-pandemiche, la Regione ha deciso di rinunciare agli spazi istituzionali per fare più posto agli espositori del territorio in quanto, come è stato rimarcato, il comparto vitivinicolo funziona se i produttori hanno l’opportunità di proporre le loro etichette.
L’assessore ha poi messo a fuoco il tema portante del padiglione Fvg di Vinitaly di questa edizione: la Ribolla gialla. Come è stato sottolineato, infatti, in questo specifico campo si è arrivati a un punto di svolta grazie alla condivisione messa in atto da tutti i produttori, che ha portato a una presentazione unitaria. Un progetto che punta a fare di questo grande vino autoctono uno dei simboli della regione enologica. Nel programma della rassegna, che si chiuderà appunto mercoledì 13 aprile, sono previsti incontri con i buyers internazionali di Asia (Giappone e Corea del Sud), Gran Bretagna, Centro America (Messico e Repubblica Dominicana), Africa (Camerun, Etiopia, Angola) e Stati Uniti.

Foto ricordo con Angelo Radica…

Alla giornata inaugurale di Vinitaly, presente dal Friuli Venezia Giulia anche lo “stato maggiore” delle Città del vino – rappresentate dal presidente nazionale Angelo Radica – guidato dal coordinatore regionale Tiziano Venturini con il vice Maurizio D’Osualdo, esponenti della viticoltura di Buttrio e di Corno di Rosazzo sui Colli orientali del Friuli, e l’assessore Massimo Romita in rappresentanza di Duino Aurisina eletta, appunto, per l’anno in corso “regina” delle Città italiane. Nell’occasione è stato conferito il Premio Angelo Betti a Ilaria Felluga, in memoria del padre Roberto, storico viticoltore del Collio scomparso prematuramente lo scorso anno. E sono stati premiati i migliori vigneti d’Italia in base all’ormai famoso Indice Bigot volto all’esaltazione della qualità della produzione vitivinicola.

… e con il ministro Patuanelli.

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In copertina, il ministro Patuanelli e l’assessore Zannier alzano i calici di Ribolla con Rodolfo Rizzi, leader fino a pochi giorni fa di Assoenologi Fvg.

Riecco Vinitaly! Dai “vigneti qualità” alla Guida Top 2022 e all’etichetta trasparente

(g.l.) Torna il Vinitaly, finalmente! Sipario alzato da stamane, alla Fiera di Verona, sul più importante appuntamento enologico italiano e fra i primissimi a livello internazionale: un’occasione irrinunciabile per tastare il posto al settore in un momento molto delicato per l’economia, dopo due anni di emergenza pandemica che hanno influito enormemente soprattutto sulla ristorazione, intimamente legata al prodotto della vite, e tra le incertezze del momento dovute alla guerra in Ucraina e ai folli rincari di materie prime ed energia. Ecco tre appuntamenti previsti nell’ambito del Salone, dove anche in questo tanto atteso ritorno c’è una massiccia presenza del Vigneto Fvg, sia in forma individuale che attraverso la rappresentanza collettiva della Regione che conta una ottantina di aziende.

INDICE BIGOT – I migliori vigneti secondo l’Indice Bigot, il metodo di valutazione scientifico del potenziale qualitativo di un vigneto, verranno premiati da Giovanni Bigot, ideatore dell’Indice, durante un incontro che si terrà proprio oggi, giornata inaugurale, alle 14.30 in sala Bellini al padiglione 6. A ricevere il premio saranno le aziende i cui vigneti si sono classificati con un punteggio superiore ai 90 centesimi, grazie all’eccellenza nei nove parametri su cui è basato l’Indice: produzione, chioma, rapporto tra foglie e produzione, sanità delle uve, tipo di grappolo, stress idrico, vigore, biodiversità e microrganismi, età del vigneto. L’esperienza più che ventennale dell’agronomo friulano, assieme al suo team di Perleuve, ha permesso di quantificare in maniera oggettiva il potenziale qualitativo dei singoli vigneti e di migliorare il lavoro sul campo per innalzare la qualità delle uve e, dunque, dei vini. Alla presentazione interverranno anche Stefano Zannier, assessore all’agricoltura Fvg, e Francesco Miniussi, direttore dell’Ersa.

I MIGLIORI VINI FVG – Mercoledì 13 aprile, ultimo giorno di Vinitaly, alle ore 12, nello Stand Ersa, si terrà la presentazione della “Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022” nel corso della quale saranno annunciati i risultati delle degustazioni. L’incontro, coordinato dal perito agrario Giovanni Cattaruzzi ideatore della Guida, sarà poi seguito da un’ulteriore presentazione a Corno di Rosazzo (Villa Nachini Cabassi) per la consegna degli attestati attribuiti ai migliori vini Fvg.

FIVI-ADICONSUM – Il presidente della Fivi – Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti, Lorenzo Cesconi, e il segretario nazionale di Adiconsum, Andrea Di Palma, hanno incontrato giovedì al Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali il sottosegretario Gian Marco Centinaio, in merito a una possibile riforma del sistema di etichettatura dei vini. L’esito dell’incontro è stato proficuo: l’esponente del Governo Draghi ha dato il via ad un gruppo di lavoro al fine di approfondire la tematica. La finestra di confronto si è aperta a seguito dell’invio della lettera congiunta che i Vignaioli Indipendenti e l’Associazione di consumatori avevano scritto in data 24 marzo al ministro Patuanelli e allo stesso sottosegretario Centinaio per chiedere la modifica del sistema di etichettatura dei vini considerata ormai superata, per rispondere alla richiesta di chiarezza e completezza di informazioni da parte dei consumatori. L’etichetta è la carta d’identità dei prodotti che consumiamo, per questo è fondamentale che le indicazioni che contiene siano chiare e trasparenti: è uno strumento fondamentale per il consumatore che vuole acquistare in modo consapevole e sostenibile. Questa è la prima volta che un’associazione di produttori di vino e una di consumatori si uniscono per un’istanza comune. La strategia di comunicazione congiunta tra Fivi e Adiconsum per sensibilizzare sulla necessità di avere etichette complete e chiare sulle bottiglie di vino sarà presentata al pubblico e alla stampa a Vinitaly domani 11 aprile, ore 15, Area Fivi Padiglione 8 Stand D8-H9.

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In copertina, ecco come si presenta la “Guida Top Vini Friuli Venezia Giulia 2022”.

Anche tre vigneti friulani fra i migliori dei 50 valutati in Italia con l’Indice Bigot

(g.l.) Ora anche i vigneti possono avere una “pagella” che fotografa il loro stato di salute e quindi la loro attitudine a dare qualità. Perché ormai è assodato che la qualità del vino nasce proprio nel vigneto. Da qui la necessità di un continuo monitoraggio che avviene attraverso una nuova figura, quella degli “ampelonauti”, vale a dire viticoltori e tecnici che sanno tutto del proprio terreno vitato, tramite quello strumento di rilevazione, analisi e studio che è ormai conosciuto dagli addetti ai lavori, come “Indice Bigot”. Indice del quale, proprio in questi giorni, 50 aziende vitivinicole italiane hanno ricevuto il relativo Attestato per alcuni dei loro vigneti.


Il riconoscimento avviene a un anno dalla presentazione ufficiale dell’Indice del potenziale qualitativo del vigneto avvenuta al Castello di Cigognola durante la quale Giovanni Bigot assieme ad Angelo Gaja – patriarca del Barbaresco – e al professor Stefano Poni – docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza –, davanti ad una platea di importanti produttori e operatori del settore, si sono confrontati sul tema “Come migliorare la qualità dei vini grazie al monitoraggio svolto nei vigneti con metodo e costanza”.
Fra i vigneti premiati con Indice Bigot sopra i 90 punti su 100 – perché è questa la scala del monitoraggio – sono: in Friuli-Venezia Giulia il vigneto Refosco Buttrio di Vigne di Zamò, il vigneto Tocai Bert dell’azienda agricola Sturm e il vigneto Sauvignon Lungo Strada di Russiz Superiore; in Piemonte il vigneto Nebbiolo San Lorenzo di Gaja e il vigneto Barbera Barturot di Ca’Viola; in Toscana il vigneto Merlot Forra Alta di Tenuta Nozzole, il vigneto Sangiovese Oliveto di Tenuta La Fuga; in Sardegna il vigneto Pardoniga Mandrolisai dell’azienda Bentu Luna.

Giovanni Bigot con Gaja e Poni.

«In questo anno di applicazione – dice il dottor Bigot, agronomo e ricercatore friulano, fondatore della società Perleuve – il metodo che ho messo a punto in anni di osservazioni, raccolta dati e studi è stato accolto favorevolmente da molte aziende consapevoli che i grandi vini si fanno nel vigneto. Molti produttori vitivinicoli hanno manifestato l’interesse a conoscerlo, proprio perché l’applicazione del metodo, che sottende all’Indice Bigot permette di individuare gli strumenti necessari per migliorare progressivamente la qualità delle uve ottenute, in quel vigneto, in base all’obiettivo enologico. Indica infatti la strada migliore per farlo, dato che ne fotografa lo status quo ed evidenzia cosa va migliorato».

L’Indice Bigot risponde alla necessità, sempre più sentita dalle aziende, di conoscere in modo certo e scientificamente validato la reale qualità dei propri vigneti, questione non facilmente inquadrabile, affrontata sinora in modo vago, prendendo in considerazione un singolo fattore, come se fosse quello determinante. Si tratta di un metodo per valutare, da 0 a 100, il potenziale qualitativo di un vigneto, prendendo in considerazione i fattori viticoli che hanno influenza diretta sulla qualità del vino: produzione, superficie fogliare esposta (SFE), rapporto tra foglie e produzione (SFE/kg), sanità delle uve, tipo di grappolo, stress idrico, vigore, biodiversità e microrganismi, età del vigneto. Tra questi parametri si evidenzia con punteggi mediamente alti l’equilibrio vegeto-produttivo (SFE/kg) con valori tra 1,5-1,9; mentre l’aspetto su cui si dovrà sicuramente ancora lavorare è la biodiversità, soprattutto per quanto riguarda la capacità di osservarla in maniera semplice ma oggettiva. Per il monitoraggio, Bigot ha messo a punto l’App 4Grapes®, facile da usare, che consente in ogni momento di avere sotto controllo la situazione ampelopatologica, qualitativa e produttiva e di raccogliere i dati necessari per ottenere i valori dell’indice di ciascuna vigneto.

«Parte tutto dalle osservazioni fatte dalle persone che vivono costantemente il vigneto e, con metodo, hanno la capacità di fare osservazioni che, grazie ad opportuni successivi interventi, ne possono migliorare la qualità – conclude il dottor Bigot -. Questi dati ci arrivano tramite l’App 4Grapes®, noi li elaboriamo e inviamo all’azienda una scheda descrittiva con il dettaglio dei singoli valori e il punteggio finale per ogni vigneto monitorato. A conclusione del primo anno di attività, abbiamo consegnato alle aziende l’Attestato dell’Indice Bigot, una preziosa pergamena che include le informazioni sui vigneti presi in esame, con la relativa valutazione, i punti da migliorare e i fattori in cui ha raggiunto un ottimo livello».
Visto il grande interesse verso l’Indice Bigot, il terzo livello del corso di monitoraggio dell’Academy 4Grapes®, che Giovanni Bigot ha fondato alla fine dello scorso anno, è stato dedicato a questa tematica. L’obiettivo dichiarato è quello di formare “ampelonauti”, ovvero persone che osservano con attenzione, metodo e dedizione il loro vigneto e ne capiscono le esigenze.

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In copertina, la app messa a punto da Giovanni Bigot che all’interno vediamo mentre controlla un vigneto, monitora i dati e firma un attestato.

 

Grandi vini? Bisogna sapere tutto del vigneto. Ecco l'”Indice Bigot”

Quali sono i fattori viticoli che hanno influenza diretta sulla qualità del vino? Sono, senza dubbio, produzione, chioma, rapporto tra foglie e produzione, sanità delle uve, tipo di grappolo, stress idrico, vigore, biodiversità e microrganismi, nonché età del vigneto. Ma i nostri vitivinicoltori li conoscono bene e ne tengono conto, oppure no? A dare loro una mano arriva un tecnico di chiara fama, molto noto dell’ambiente della vite e del vino di casa nostra, e non solo: è l’agronomo Giovanni Bigot, di Cormons, che, dopo anni di studi ed osservazioni, ha messo a punto e brevettato un metodo di valutazione, scientifico e assolutamente innovativo, del potenziale qualitativo di un vigneto, prendendo in considerazione proprio gli elementi citati.
Tutti sostengono, infatti, che un grande vino si fa in vigna, ma sulla possibilità di misurare la qualità del suo terreno le risposte più comuni sono vaghe e poco quantificabili. Perché si parla del vigneto senza mai entrare troppo nello specifico o al massimo ci si sofferma in modo molto accurato e preciso su un unico fattore, come se fosse quello determinante, dimenticandosi di tutti gli altri. Certo, la difficoltà è reale in quanto l’uva sana, concentrata e al giusto grado di maturazione deriva da un complesso equilibrio tra i fattori, alcuni dei quali non controllabili, come l’andamento meteorologico, altri non modificabili (o minimamente) come il suolo e altri invece che possono essere gestiti correttamente attraverso scelte e pratiche agronomiche calibrate, corrette ed eseguite al momento giusto.
Ecco, allora, la “chiave di lettura” trovata proprio da Giovanni Bigot, una soluzione che ha denominato “Indice” e che ha presentato in anteprima durante un incontro tecnico al Castello di Cigognola, nell’Oltrepò Pavese, durante il quale si sono succeduti interessanti interventi, fra i quali quello del noto produttore Angelo Gaja e di Stefano Poni, docente all’Università Cattolica di Piacenza, ateneo che i viticoltori friulani associano subito al nome di Mario Fregoni. Un Indice che ora Bigot porta all’attenzione anche di tutti gli operatori del Vigneto Fvg, siano essi produttori, e quindi coltivatori dei suoli, o tecnici. E ora vi illustriamo, in dettaglio, come è articolato il brevetto, con l’aiuto dello stesso agronomo cormonese.

Ecco Giovanni Bigot con Gian Matteo Baldi, Angelo Gaja e Stefano Poni.

Obiettivo dell’Indice

L’obiettivo principale dell’Indice Bigot è quello di dare ai viticoltori un metodo oggettivo per la valutazione sintetica del potenziale qualitativo di un vigneto, prendendo in considerazione appunto i 9 parametri agronomici più importanti e singolarmente riconosciuti a livello internazionale come fattori di qualità.
La determinazione dell’Indice si pone anche come obiettivo quello di avvicinare i consumatori a comprendere l’importanza che il vigneto riveste nel determinare la qualità di un vino, dandogli una valutazione ottenuta da osservazioni oggettive e semplice da comprendere.
Questo metodo (basato su una valutazione numerica e oggettiva) intende anche rimettere il vigneto al centro (riportando un’attenzione concreta ai fattori che determinano la qualità) e promuovere i rilievi e le valutazioni eseguite da persone, considerando l’osservazione dell’uomo alla base di ogni deduzione che porta ad una azione (OSSERVARE – DEDURRE – AGIRE).

Caratteristiche

È un metodo di valutazione dei vigneti basato su osservazioni oggettive ed è la più concreta combinazione tra facilità di osservazione e valore ottenuto dall’informazione misurata.
È il più sintetico possibile e racchiude tutti gli elementi principali. Le misure per poterlo calcolare sono tutte semplici e veloci (al massimo 60 minuti totali per stagione per vigneto), non servono attrezzature o strumenti particolari, al massimo una bilancia da campo e l’applicazione 4grapes per registrare i dati (creata proprio per fare un monitoraggio intelligente del vigneto).
Il peso dei diversi fattori e la loro valutazione sono stati determinati dall’esperienza ventennale di osservazioni sistematica nei vigneti combinata con i risultati della ricerca vitivinicola internazionale. L’Indice mostra la strada migliore da percorrere per raggiungere la valutazione massima, in quanto risulteranno evidenti i parametri ancora da migliorare.
Le misure possono essere fatte da chiunque frequenti con attenzione (e passione) il vigneto, in quanto sono sì precise, ma anche facili da eseguire.
Il valore finale dell’Indice è espresso in centesimi.

Utilizzo pratico

L’Indice Bigot è uno strumento di autovalutazione aziendale: serve a fissare un livello/risultato per poter migliorare nelle annate successive (“Se mi pongo degli obiettivi da raggiungere riesco a consolidare i risultati ottenuti e a migliorarli”).
Permette di ottenere una classificazione dei vigneti.
È fondamentale per organizzare la scelta vendemmiale, per la programmazione e organizzazione del ricevimento uve.
Collega direttamente il vino con il vigneto e quindi è importante nella valutazione dei vini che si fa in cantina assieme all’enologo, un ottimo momento per ridefinire le operazioni colturali per l’anno successivo.
È fondamentale nella determinazione del valore economico del vigneto, dato che valori di indice elevati segnalano un valore e un potenziale maggiore del vigneto e quindi anche del suo prezzo.

I parametri utilizzati

L’originalità dell’Indice Bigot sta proprio nel tipo di parametri considerati e nella loro combinazione:

1. Sono stati presi in considerazioni gli aspetti legati alla qualità delle uve, alla produttività della singola pianta, alla sanità dei grappoli e agli aspetti ambientali in cui la pianta e i grappoli si sono sviluppati e hanno interagito e che influiscono direttamente sulla qualità del vino finale

2. Ognuno di questi è riconosciuto a livello scientifico come relazionato con la qualità

3. Sono stati uniti e correlati tra loro per ottenere un valore unico.

La scelta di questi parametri si basa sulla contemporanea presenza di tre fattori: 1) la conoscenza dei risultati descritti dalla ricerca viticola internazionale, 2) il metodo nelle osservazioni di qualità in vigneto, 3) la valutazione critica dei vini condivisa con lo staff aziendale.

Su cosa si basa

Numero di osservazioni: nell’arco degli ultimi vent’anni sono state eseguite più di 80.000 osservazioni in vigneto, tutte georiferite e archiviate su un database attraverso la app 4grapes, gran parte corredate di foto, in più di 250 aziende e su più di 2000 vigneti, in Italia e all’estero; sono stati utilizzati, inoltre, circa 1000 risultati di valutazioni di vini fatte assieme al titolare o enologo aziendale e ricondotte ad un singolo e distinto vigneto.

Parole chiave: 20 anni, 80.000 osservazioni; 250 aziende in Italia ed estero; 2000 vigneti; 1000 vini

Algoritmo di calcolo: ad ogni singolo fattore è stato attribuito un punteggio parametrato con la qualità delle uve e del vino, prendendo come base di partenza i dati dalle principali ricerche scientifiche internazionali e unite ai risultati della propria esperienza; dall’analisi di tutti i risultati per ogni parametro è stata ricavata l’equazione polinomiale che meglio rappresenta questa correlazione tra la misura di campo e il punteggio.

Parole chiave: correlazioni di base dalla ricerca + risultati della propria esperienza = equazione polinomiale

Analisi statistica: i fattori utilizzati nel calcolo dell’indice non contribuiscono allo stesso modo (peso) nel determinare il punteggio finale, quindi per poter dare il peso ponderale relativo di ogni parametro (t ratio) è stata fatta un’analisi statistica utilizzando la regressione multipla, sono stati utilizzati i risultati delle valutazioni di circa mille vigneti e rispettivi vini, l’analisi ha determinato il peso percentuale di ognuno dei fattori come contributo al risultato finale dell’indice. Si è potuto così definire, come era da attendersi, che ogni fattore contribuisce con un peso diverso al valore finale dell’indice: alcuni parametri “pesano” il 30 % altri hanno pesi intermedi e infine alcuni il 5%.

Parole chiave: regressione multipla per la determinazione dei diversi pesi dei singoli fattori.

L’App 4grapes

Lo strumento ideale per la raccolta e registrazione dei dati è l’App 4Grapes. Si tratta del più qualificato, approfondito, professionale strumento di monitoraggio basato su un metodo innovativo che permette osservazioni georeferenziate, basato su più di 20 anni di esperienza e raccolta dati di Giovanni Bigot nella gestione della difesa, della qualità e della produttività del vigneto. L’applicazione, di facile utilizzazione, consente di avere sotto controllo la situazione fitopatologica, fenologica e produttiva in ogni momento, ovunque ci si trovi grazie all’utilizzo di soluzioni innovative, funzionalità basate su standard europei e un protocollo di monitoraggio ottimizzato per ogni area.
E’ stata pensata per tutte le persone coinvolte nella filiera vitivinicola: titolare, responsabile vigneti, operaio viticolo, ricercatore universitario, consulente agronomo, enologo… Le informazioni rilevate non andranno più “perse”, come spesso oggi avviene, bensì archiviate e condivise in tempo reale nella rete aziendale, così da avere una visione globale del vigneto in ogni momento.
E per chi non è ancora capace di riconoscere i sintomi delle malattie della vite, nella app 4grapes è completamente integrata la rete neurale/intelligenza artificiale per il riconoscimento da immagine.

Aspetti pratici

Sono previste due modalità operative per la determinazione dell’indice:

1. La raccolta dati in campo secondo le linee guida per il monitoraggio del vigneto (che verrà inviato all’azienda nel momento in cui si richiede il calcolo dell’Indice) può essere fatta dal personale aziendale e inviata alla mail indicebigot@gmail.com, o essere condivisi direttamente dall’applicazione 4grapes all’utente indicebigot@gmail.com.

2. Si può richiedere alla stessa mail un sopralluogo aziendale che verrà concordato secondo le disponibilità e i tempi necessari.

Invio dei risultati all’azienda

I dati ricevuti verranno elaborati entro 48 ore. Verrà poi inviata una scheda descrittiva dei risultati con il dettaglio dei singoli valori e il punteggio finale per ogni vigneto.

Vigneti sui colli di Rosazzo.

Per ulteriori informazioni:
indicebigot@gmail.com
telefono 3409740159
Via Isonzo 23 – Cormons (Gorizia)

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In copertina e all’interno Giovanni Bigot mentre elabora il suo Indice.