A Lignano i “vini estremi” raccontati da Camillo Langone

Un connubio perfetto, oggi a Lignano, agli “Incontri con l’autore e con il vino” con la presenza di Camillo Langone e del suo ultimo libro “Dei miei vini estremi. Un ebbro viaggio in Italia” (Marsilio). Alle 18.30 al PalaPineta, nel Parco del Mare, una ricerca dei territori e dei miracoli naturali, della bellezza, della grazia, della sincerità del vino italiano. Storie di donne e uomini dietro piccole e grandi imprese enologiche, etichette e territori più o meno famosi, ma sempre irregolari, eccentriche, talvolta irriverenti, più spesso politicamente scorrette.
Accompagnerà la presentazione dell’opera, il Friulano Doc “Friuli Colli Orientali” 2018 della società agricola I Comelli di Nimis.

Agli occhi di un devoto eterodosso come Camillo Langone, il degustatore amatoriale di oggi ha come unico (dannoso) interesse la «trasparenza» delle etichette e l’«onestà» delle certificazioni biologiche. Continua ad accostarsi alla bevanda che mette in contatto Dio e gli uomini come un sonnambulo, inconsapevole di quali eredità stia dissipando tra i finti Bordeaux e le «spremute di legno» dei vini in barrique, gli onnipresenti Chardonnay e le inutili fiere dai nomi anglofoni. Contro l’appiattimento del palato e la pervasività di cru stranieri, in questo excursus tra i prodotti e i protagonisti della più umana e nobile delle culture, Langone si inserisce nella tradizione di Soldati e Monelli, scrittori prestati al racconto della tradizione vinicola e del paesaggio italiano, proponendo la geografia del paese con il rispetto religioso dell’innamorato, insofferente al mito farlocco del dio Bio, nella consapevolezza che «l’unico vino naturale è l’aceto». Disegna così una geografia dell’Italia eccentrica e “peculiarista”, in cui accanto ad alcune cantine famose si trovano storie di vini rarissimi e uomini esemplari, autoctoni fino al parossismo, dove la lingua concisa e tagliente dell’autore ridà senso al mondo dal sapore globalizzato dei wine instagrammer.

Come detto, la società agricola I Comelli di Nimis proporrà in degustazione il Friulano Doc “Friuli Colli Orientali” 2018. Vino dal colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, ha un profumo intenso che ricorda aromi vegetali come la salvia e la foglia del pomodoro, ma anche fruttati quali la mela golden.  In bocca dà una sensazione piena e armonica.
Ingresso libero, info: http://www.lignanonelterzomillennio.it

Gli Incontri con l’autore e con il vino sono organizzati dall’Associazione Culturale Lignano nel Terzo Millennio e curati da Alberto Garlini e Giovanni Munisso. La segreteria organizzativa è affidata alla Fondazione Pordenonelegge. La manifestazione e le iniziative collegate (corso scrittura creativa, cene con l’autore, Enotour) hanno il sostegno di Città di Lignano Sabbiadoro – Assessorato alla Cultura, PromoTurismoFVG, Regione Friuli Venezia Giulia, Civibank, Società Lignano Pineta, Porto Turistico Marina Uno, Hotel Ristorante President Lignano, Ma.in.cart., Marina Punta Verde, MD Frigo Service, Nuova Saldotermica, V.D.E., Dersut Caffè, Nosella Dante, Toscano Forme, Panificio Pasticceria Gobatto, Koki, Lignano Banda Larga e Legnolandia.

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In copertina, l’autore del libro Camillo Langone atteso questo pomeriggio a Lignano Pineta.

Ecco “Il gioco degli dèi” di Maurensig con Vitae il vino che aiuta l’Africa

Oggi Ferragosto, alle 18.30, al Palapineta di Lignano per gli “Incontri con l’autore e con il vino”, appuntamento con un grande best selling, Paolo Maurensig e il suo Il gioco degli dèi” (Einaudi). Un abbinamento enologico speciale per questo incontro ferragostano: il Vitae Bianco 2019, il vino della solidarietà nato dall’idea dell’Associazione “Diamo un taglio alla sete” e realizzato ogni anno a Nimis assolutamente a costo zero, grazie alla generosità di aziende vinicole, produttori e fornitori che mettono a disposizione tutto ciò che serve (bottiglie, tappi, etichette, capsule, imballaggi) per giungere al prodotto finale. Un vino che non si trova in vendita, ma che viene donato a fronte di offerte destinate a sostenere le opere del missionario comboniano fratel Dario Laurencig, originario delle valli del Natisone, che da più di 40 anni realizza nell’arida regione del Turkana (Kenya) e in altri Paesi africani (Uganda, Sud Sudan), dove ha costruito finora oltre 400 pozzi di acqua potabile e sviluppato progetti di solidarietà nel settore della sanità e dell’educazione scolastica.
Con “Il gioco degli dèi”, Paolo Maurensig torna a muovere i suoi personaggi nell’universo affascinante e ricco di storie degli scacchi, regalandoci il ritratto sorprendente di un personaggio che ribalta continuamente l’immagine del campione, e i nostri pregiudizi occidentali.

Lo scrittore Paolo Maurensig. 

Chi è Malik Mir Sultan Khan? L’uomo misterioso di cui parla tutta New York, lo scacchista col turbante che ha battuto Capablanca, rimane un enigma per chiunque lo incontri. Si sa che è nato nella foresta del Punjab, dove ha imparato l’antica arte del chaturanga, si sa che una tigre lo insegue da sempre e che Mrs Abbott gli ha lasciato in eredità la sua Rolls-Royce. In bilico fra Oriente e Occidente, talento e strategia, karma e destino, la storia vera e immaginaria dell’umile servo che per un istante divenne re.
Il chaturanga è l’antenato indiano degli scacchi. Si dice che quando gli uomini sono concentrati su quelle pedine dalle strane forme animali dimentichino tutto, come se dalle loro mosse potesse dipendere la distruzione o la salvezza dell’intero universo. Apprenderne l’arte è un percorso impervio, ma non per Malik Mir Sultan Khan. Gli dèi, o il caso, gli hanno donato un talento naturale che lo porterà in breve tempo a diventare il piú imbattibile scacchista degli anni Trenta. Ma un dono divino può essere duro da sopportare, soprattutto per chi sa di essere destinato ad attraversare l’esistenza soltanto da spettatore. Nei suoi sogni di bambino è apparsa una tigre, che poi si è fatta reale portandogli via entrambi i genitori. Ma sarà quella stessa tigre a permettergli di entrare alla corte del maharaja che – notando la sua abilità nel gioco – lo condurrà in Europa a gareggiare nei piú importanti tornei di scacchi. Cosí il giovane servo, da molti considerato un idiot savant, arriverà ad affermarsi fino a battere l’ex campione del mondo Capablanca, intrecciando la propria storia con quella di un’Europa lacerata, ormai sull’orlo della Seconda guerra mondiale.

Fratel Dario Laurencig in Africa.

Incontri con l’autore e con il vino 2019. A Lignano Pineta, ogni giovedì fino al 5 settembre, ore 18.30 Palapineta nel Parco del Mare.
Ingresso libero, info: http://www.lignanonelterzomillennio.it

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In copertina, i vini di “Diamo un taglio alla sete” oggi a Lignano.