“Cenacoli del Caffè”, domani a Trieste si parla di piantagioni e scelta rigenerativa

(f.s.) Quarto appuntamento domani, 12 febbraio, alle ore 17.30, nella consueta sede dell’Hotel Savoia Excelsior (Riva del Mandracchio 4), con il nuovo ciclo 2025-2026 dei “Cenacoli del Caffè”, organizzati dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste guidata da Gianni Pistrini e giunti ormai alla nona edizione. Protagonista di questo secondo incontro del 2026 sarà l’ingegnere venezuelano Francisco Blasini che tratterà il tema “Scelta rigenerativa attraverso la piantagione di caffè”.


Francisco Blasini (nome completo Francisco José Blasini de Velasco, nato a Caracas) è ingegnere civile di professione. È stato imprenditore per tutto il suo percorso di carriera, nel Paese sudamericano con un’impresa di logistica dei medicinali, poi con un’azienda di perforazione petrolifera, un’azienda mineraria, una cava e altre attività; quindi, negli Stati Uniti, con un’azienda di produzione di proteine e yogurt. In ambito sportivo è stato anche campione di motocross e di ciclismo in Venezuela. Giunto a Trieste per motivi personali, ora vi risiede stabilmente gestendo attualmente un caffè cittadino.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti. L’incontro potrà essere seguito anche online sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTFrancisco Blasini (nome completo Francisco José Blasini de Velasco, nato a Caracas) è ingegnere civile di professione. È stato imprenditore per tutto il suo percorso di carriera, nel Paese sudamericano con un’impresa di logistica dei medicinali, poi con un’azienda di perforazione petrolifera, un’azienda mineraria, una cava e altre attività; quindi, negli Stati Uniti, con un’azienda di produzione di proteine e yogurt. In ambito sportivo è stato anche campione di motocross e di ciclismo in Venezuela. Giunto a Trieste per motivi personali, ora vi risiede stabilmente gestendo attualmente un caffè cittadino.rieste. E un titolare di caffè, in questo caso si tratterà dell’Antico Caffè San Marco, sarà pure il protagonista del successivo “Cenacolo”, Alexandros Delithanassis, che il 12 marzo, nello storico locale di via Battisti, ci parlerà su “I Greci e i locali storici di Trieste”.
Il nuovo ciclo dei “Cenacoli”, organizzato stavolta attorno al tema-guida “Oltre l’Espresso: Viaggio nelle Culture del Caffè”, rientra nel progetto di divulgazione umanistica “Il Caffè, una storia di successo nella cultura regionale ed europea”, elaborato da Franco Rota della Amdc, con il finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e contributi de “Le Fondazioni Casali ETS” e Banca 360 FVG. Il programma prevede otto incontri a cadenza mensile fino a giugno ed è coordinato da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria) assieme al vicepresidente di Amdc Doriano Simonato.

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In copertina, piantagioni di caffè in Sudamerica; all’interno, i frutti sulla pianta mentre stanno maturando, i chicchi ancora verdi e poi tostati pronti per regalarci la mitica tazzina.

Il caffè tra le note, oggi a Trieste saranno al via i nuovi “cenacoli” con una lezione del chimico-musicista Marino Petracco

(f.s.) Terzo appuntamento oggi, 8 gennaio, alle ore 17.30, nella consueta sede dell’Hotel Savoia Excelsior (Riva del Mandracchio 4), con il nuovo ciclo 2025-2026 dei “Cenacoli del Caffè”, organizzati dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste guidata da Gianni Pistrini e giunti ormai alla nona edizione. Protagonista e “mattatore” assoluto di questo primo incontro del 2026 sarà l’ingegner Marino Petracco, per oltre un trentennio ricercatore scientifico alla Illycaffè, ma anche musicista e compositore, noto componente della Amdc e assiduo ospite dei “Cenacoli”, particolarmente apprezzato dal pubblico, che, trattando il tema “Il caffè è… una musica”, illustrerà molteplici esempi della frequente presenza del caffè nelle composizioni musicali, investigandone l’utilizzo nelle varie accezioni del termine e ripercorrendone la storia con plurime testimonianze sonore in video.
Marino Petracco, ingegnere chimico, ha accumulato una vasta esperienza di tutti gli anelli della catena su cui si basa la forza del caffè espresso: la qualità. Ha pubblicato numerosi articoli scientifici su agricoltura, fisica e chimica del caffè inteso sia come pianta che come bevanda. Presta attualmente la sua esperienza al Museo del Caffè come referente scientifico.
Ma Petracco, come detto, è anche un musicologo, e proprio in questa veste intratterrà stavolta lo scelto pubblico del “Cenacolo”. Questa è infatti la sua seconda natura: pianista classico di formazione, ha spaziato nella musica leggera in varie formazioni orchestrali, dal quartetto rock al repertorio bandistico, anche come percussionista. Ed è pure compositore: suo è l’inno dedicato a Gorizia capitale europea della cultura, che ha debuttato prima di Natale nella versione per orchestra sinfonica con coro e soprano solista.

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I ragazzi e la biodiversità

Proposte didattiche gratuite sull’importanza della biodiversità, per la fascia d’età delle scuole elementari e medie: sono disponibili come materiali-guida (in italiano e sloveno) per insegnanti ed educatori, e liberamente scaricabili dal web. Serviranno per realizzare in autonomia dei laboratori a tema, con attività pratiche per i ragazzi. Progetto pluriennale su quaderni didattici, il tema del primo anno è “Il risveglio della primavera” e i suoi vari risvolti naturalistici. La proposta è della cooperativa Curiosi di natura di Trieste, nell’ambito del progetto sulla biodiversità “Quanto vale un petalo?”, realizzato con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia per le attività di divulgazione della cultura scientifica. Il materiale didattico, accompagnato da un video-tutorial illustrativo, è disponibile sul sito web www.curiosidinatura.it (link diretto: www.curiosidinatura.it/didattica.htm), e sono possibili anche collegamenti e collaborazioni con i suoi curatori. Altre informazioni sul sito web indicato e alla mail: curiosidinatura@gmail.com

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Ingresso libero fino a esaurimento dei posti. L’incontro potrà essere seguito anche online sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste. Il nuovo ciclo dei “Cenacoli”, organizzato stavolta attorno al tema-guida “Oltre l’Espresso: Viaggio nelle Culture del Caffè”, rientra nel progetto di divulgazione umanistica “Il Caffè, una storia di successo nella cultura regionale ed europea”, elaborato da Franco Rota della Amdc, con il finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e contributi de “Le Fondazioni Casali Ets” e Banca 360 FVG. Il programma prevede otto incontri a cadenza mensile fino a giugno ed è coordinato da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria) assieme al vicepresidente di Amdc Doriano SimonaIn copertina, l’ingegner Marino Petracco chimico e musicista oggi protagonisti ai nuovi Cenacoli del caffè.to.

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In copertina, l’ingegner Marino Petracco chimico e musicista oggi protagonista ai nuovi Cenacoli del caffè di Trieste.

Caffè alimento, medicinale o piacere? Lo spiegherà Matteo Carzedda a Trieste dopo il rinnovo del direttivo dell’Amdc

(f.s.) Sesto appuntamento, giovedì 24, aprile con il ciclo 2024-2025 dei “Cenacoli del Caffè”, organizzati dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste guidata da Gianni Pistrini e giunti ormai al traguardo dell’ottava edizione. L’incontro sarà ospitato nella tradizionale sede dell’Hotel Savoia Excelsior, con inizio alle ore 17.30, e vedrà l’intervento di Matteo Carzedda, ricercatore in Economia agraria ed Estimo rurale al Dipartimento di Scienze economiche, aziendali, matematiche e statistiche dell’Università di Trieste, già apprezzato protagonista di precedenti appuntamenti della Amdc, che stavolta tratterà il tema “Il caffè: alimento, medicinale o piacere?”.

Gianni Pistrini

«Più che una semplice bevanda – anticipa in proposito il professor Carzedda – il caffè è stato carburante di civiltà, motore dell’Illuminismo e simbolo della modernità produttiva. Ma cosa ci dice il suo successo del rapporto profondo tra umanità e sostanze capaci di stimolare, curare o trasformare? Dalle ipotesi evolutive più originali, alle funzioni sacre e religiose del vino e delle piante visionarie, fino all’ascesa di tè, zucchero e spezie nel capitalismo globale, esploreremo come il rapporto con le sostanze psicoattive abbia accompagnato, e spesso guidato, la nostra storia».
Matteo Carzedda rivolge i suoi studi in particolare verso la sostenibilità dei sistemi alimentari, le filiere alimentari alternative e lo sviluppo rurale. Ha precedentemente collaborato con l’Università di Udine ed è stato visiting PhD student all’Università di Lubiana. Ha partecipato a progetti di ricerca internazionali e nazionali ed è stato membro del Comitato tecnico-scientifico per la redazione della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
Il ciclo dei “Cenacoli” 2024-2025, organizzato attorno al tema-guida “La trasversalità del caffè”, è coordinato anche quest’anno da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria) assieme al vicepresidente di Amdc Doriano Simonato. Da rilevare con l’occasione che in precedenza, nello stesso pomeriggio e sempre al Savoia Excelsior, avrà luogo, con inizio alle ore 15.30, l’Assemblea ordinaria elettiva della Amdc, con all’ordine del giorno la relazione sulle attività in corso e programmate per il 2025, l’approvazione dei bilanci e l’elezione del nuovo consiglio direttivo per il triennio 2025-2027.

Matteo Carzedda

Ingresso libero fino a esaurimento dei posti. L’incontro potrà venir seguito anche on line sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste.

Thè, caffè e cioccolata tra maioliche e porcellane con Katia Brugnolo a Trieste. E anche a Udine oggi si parlerà della più famosa bevanda del mondo

(f.s.) Quinto appuntamento oggi a Trieste con il ciclo 2024-2025 dei “Cenacoli del Caffè”, organizzati dall’Associazione Museo del Caffè guidata da Gianni Pistrini e giunti ormai al traguardo dell’ottava edizione. L’incontro si terrà nella tradizionale sede dell’Hotel Savoia Excelsior, con inizio alle ore 17.30, e vedrà in quest’occasione l’intervento di Katia Brugnolo, docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Verona, che torna in città dopo il grande e indimenticato successo della sua conferenza di due anni fa, sempre con la Amdc, stavolta per trattare il tema “Thè, caffè e cioccolata a Nove e in Europa – Maioliche, porcellane e terraglie dal XVIII al XX secolo”. Studiosa e artista lei stessa, scrittrice e curatrice di raffinati cataloghi e libri dedicati ad artisti, ceramisti e a collezioni museali, ha tra i suoi ultimi lavori la pubblicazione del libro “Vincent van Gogh – Dipingo il mio sogno” (2023) derivante dalla ricerca “Tra Arte e Psicoanalisi” e presentato nel 2024 al festival Pordenonelegge.

«L’appuntamento – anticipa la stessa Brugnolo – sarà una preziosa occasione per “rileggere”, assieme a tutti gli interessati, collezionisti e appassionati della materia, i contenuti della mostra che organizzai, in qualità di conservatore, al Museo Civico della Ceramica di Nove (Vicenza) nel 2002, condividendo l’iniziativa con un prestigioso comitato scientifico, formato da studiosi della ceramica del calibro dei milanesi Raffaella Ausenda e Luca Melegati, e della studiosa napoletana Angela Caròla Perrotti, che seguiva le vendite di Christies’. E venne coinvolto anche il corso di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Verona, che produsse pregevoli opere sulle celebri bevande. Nell’incontro, esamineremo assieme in primis il periodo del Settecento, in cui si diffuse l’uso delle preziose bevande calde, poi si procederà con esempi dei secoli successivi fino all’evoluzione verso il moderno design. Rileveremo come le diverse tipologie di tazzine e chicchere con piattini, teiere, caffettiere e cioccolatiere, siano state indicativa testimonianza delle esigenze della ricca borghesia che, nel suo ambizioso desiderio di aumentare il proprio prestigio cercava sempre nuove ricercatezze, a cui la nobiltà era indifferente. Così ripercorreremo ragioni storiche e analizzeremo opere pittoriche a testimonianza della considerazione all’epoca di set da tè, caffè e cioccolata quali status symbol; fino all’evoluzione delle tipologie del vasellame sia in ambito europeo che in Oriente».
Katia Brugnolo, come detto docente all’Accademia statale di Belle Arti di Verona, alla cattedra di Storia dell’Arte antica, moderna e contemporanea, è anche Coordinatrice del Dipartimento Arti Visive e membro del Consiglio Accademico. È stata Conservatore al Museo Civico di Palazzo Ricchieri a Pordenone e consulente scientifico al Museo Civico di Palazzo Chiericati a Vicenza nonchè Conservatore al prestigioso Museo Civico della Ceramica di Nove (Vicenza) per un ventennio. Ha progettato e realizzato numerose mostre di arte e ceramica antica e contemporanea; nel 2016, in particolare, ha curato a Trieste un’esposizione con preziose ceramiche tratte da collezioni private, al Castello di Miramare, con oltre 100.000 visitatori. Dal 2018 tiene conferenze sull’arte contemporanea al Palazzo Chiericati di Vicenza.
Nel suo originale percorso pittorico e scultoreo, la Brugnolo ha appreso dapprima dai maestri di Nove la tecnica del decoro tradizionale, dipingendo motivi floreali tradizionali, quindi creando e adattando figurazioni astratte a oggetti ceramici in moderno design, così rispondendo a linguaggi diversi, entrambi a lei molto cari: da un lato la precisione del decoro tratto da tessuti di opere di Paolo Veronese (XVI sec.) e Paolo Veneziano (XIV sec.), dall’altro la pittura astratta con motivi che si ispirano ai colori e al flusso rigenerante dell’acqua e della danza. Nell’ aprile 2017 ha esposto, su invito, alla “International Teapot Exhibition” a Shanghai. Ha ricevuto la Honorable Mention nel Concorso Internazionale “L’acqua meraviglia della terra”, a Gualdo Tadino, nel 2017. Ha esposto in questi anni in numerose città italiane. Il 12 ottobre 2019 ha ricevuto il Premio Arte dalla Fondazione Mazzoleni, all’Hotel Monaco & Gran Canal, a Venezia. Attualmente è curatrice di mostre d’arte contemporanea al GHV Hotel, a Creazzo (Vicenza).
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti. L’incontro potrà venir seguito anche on line sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste. Il ciclo dei “Cenacoli” 2024-2025, stavolta organizzato attorno al tema-guida “La trasversalità del caffè”, è coordinato anche quest’anno da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria) assieme al vicepresidente di Amdc Doriano Simonato.

E di caffè si parlerà sempre oggi, e alla stessa ora, a Udine durante un incontro annunciato alla Caffetteria Da Romi – Al Vecchio Tram di piazza Garibaldi. Il tema sarà infatti “Parliamo di caffè. Una chiacchierata informale sulla bevanda più famosa del mondo”, a cura di Romi Bittolo. L’incontro beneficia del supporto del Club per l’Unesco di Udine.

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In copertina, “La cioccolata del mattino” di Pietro Longhi (1760 ca.) e all’interno bellissime ceramiche.

Cenacoli del Caffè, oggi a Trieste ricordo di Xanti Schawinskj con Sergio Vatta

(f.s.) Quarto appuntamento oggi, 27 febbraio, con il ciclo 2024-2025 dei “Cenacoli del Caffè”, organizzati dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste guidata da Gianni Pistrini e giunti ormai al traguardo dell’ottava edizione. L’incontro si terrà nella tradizionale sede dell’Hotel Savoia Excelsior, con inizio alle 17.30, e vedrà in quest’occasione l’intervento, di specifico rilievo per le vicende del capoluogo giuliano, dello studioso e storico dell’arte Sergio Vatta, che tratterà il tema “Dal Bauhaus alla Illycaffè, Xanti Schawinskj a Trieste nel 1934”.

Gianni Pistrini


La presentazione trae origine dalla pubblicazione nel 2023 di una ricerca originale di Vatta riguardante l’attività svolta a Trieste, tra il 1934 e i primi mesi del 1935, da uno dei maggiori protagonisti del rinnovamento artistico in Italia, in campo grafico e pubblicitario, Xanti Shawinskj, il quale, prima di essere perseguitato dal regime nazista in Germania, fu, fino al 1933, uno dei docenti più apprezzati del celebre istituto Bauhaus di Weimar. Saranno illustrati, in particolare, i suoi lavori per le aziende triestine in quel periodo e più specificamente l’importante relazione professionale con l’allora giovane torrefazione triestina chiamata con il cognome del suo fondatore: Francesco Illy. Dopo un rapido excursus sulle origini dell’azienda, sul suo sviluppo nei primi anni di attività in stretta relazione con un’altra celebre impresa triestina del settore, la H. Hausbrandt, verranno esaminate nel dettaglio le realizzazioni tecniche e artistiche che Shawinskj produsse per la Illy Caffè, che segneranno a lungo i percorsi promozionali della ditta.
Sergio Vatta, storico dell’arte nato a Trieste, sin dagli inizi della sua attività ha orientato le ricerche nel campo delle arti decorative e della grafica pubblicitaria ed editoriale, con particolare riferimento all’importante e differenziata produzione artistica commissionata dalle grandi compagnie di navigazione triestine nella prima metà del secolo scorso. Autore di svariate pubblicazioni scientifiche e di ricerche sugli artisti triestini del primo Novecento. A Trieste ha collaborato e in alcuni casi curato mostre al Civico Museo del Mare, Biblioteca Civica, Biblioteca Statale, Civico Museo Revoltella, Civici Musei di Storia e Arte, all’Amministrazione Provinciale e con l’Erpac. Tra i suoi ultimi lavori la pubblicazione del primo volume della nuova collana del Civico Museo del Mare e la cura, assieme allo storico navale Maurizio Eliseo, della mostra “Un mare di carta” tenutasi negli ultimi mesi dello scorso anno al Magazzino delle Idee e della pubblicazione del relativo catalogo.
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti. L’incontro potrà venir seguito anche online sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste. Il ciclo dei “Cenacoli” 2024-2025, stavolta organizzato attorno al tema-guida “La trasversalità del caffè”, è coordinato anche quest’anno da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria) assieme al vicepresidente di Amdc Doriano Simonato.

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In copertina, un ritratto di Xanti Schawinskj che sarà ricordato oggi a Trieste.

Trieste, stasera il caffè nella letteratura dopo il successo della “nera bevanda” come colore adatto anche per i pennelli

(f.s.) Il caffè nella letteratura grande protagonista, questa sera, nella centralissima piazza della Borsa, a Trieste. Alle ore 18, alla libreria “Ubik” (Galleria Tergesteo), per la serie di appuntamenti letterari “Trieste, un porto di sapori”, avrà luogo infatti l’incontro sul tema “Caffé, reminiscenze di un passato attuale”. Interverranno Gianni Pistrini, presidente dell’Associazione Museo del Caffè di Trieste, e il socio onorario Benito Franco Benedetti, per lunghi anni impegnato nel settore della ristorazione. Benedetti, “mitico” titolare della “Galleria Fabris” dei tempi d’oro, narrerà episodi, curiosità e avvenimenti di quella storica epopea cittadina.


Intanto, un bel successo ha contrassegnato il “colorato” appuntamento svoltosi all’Arcolab di via del Trionfo 1 (piazza Barbacan), promosso sempre dall’Associazione Museo del Caffè. Il sodalizio, noto più di consueto per l’organizzazione di approfondite quanto interessanti conferenze esplicative su tutti gli aspetti di quel “prezioso chicco” che rappresenta ormai da qualche secolo uno dei principali tratti caratteristici della città di Trieste, si è distinto stavolta per un’iniziativa tanto particolare quanto affascinante, fatta di pennelli, forbici, carta, colla e il caffè nel ruolo di… tintura!
Un nutrito gruppo di artisti in erba e appassionati del colore di tutte le età, dai giovanissimi agli anziani, si è infatti alacremente impegnato (e notevolmente divertito) nel laboratorio intitolato “Caffélage: papiers collés al profumo di caffè”, con la supervisione dell’esperta Simonetta Cusma, dipingendo con la “nera bevanda” e poi ritagliando, incollando e producendo piccole e simpatiche opere d’arte, ottenute secondo la fantasia e ispirazione di ognuno. Un’iniziativa da ripetere quanto prima, hanno affermato tutti all’unisono!
Pur nella sua “specialità” anche questo incontro rientrava nel ciclo dei “Cenacoli del Caffè” 2024-2025, giunto alla ottava edizione, organizzato stavolta attorno al tema-guida “La trasversalità del caffè” e coordinato da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria) e dal vicepresidente di Amdc Doriano Simonato, con la supervisione del presidente Pistrini.
Il prossimo appuntamento sarà giovedì 27 febbraio, alle 17.30, nuovamente nella tradizionale sala dell’Hotel “Savoia Excelsior”, con il peculiare approfondimento storico su “Dal Bauhaus alla Illycaffè, Xanti Schawinskj a Trieste nel 1934”, relatore il dottor Sergio Vatta.

(info: www.amdctrieste.it)

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In copertina e all’interno due immagini del laboratorio artistico con il caffè.

Ma quei residui del caffè non sono “rifiuti”: domani al nuovo Cenacolo di Trieste lo spiegherà Fabrizio Polojaz

(f.s.) Secondo appuntamento domani, 5 dicembre, con il nuovo ciclo 2024-2025 dei “Cenacoli del Caffè”, organizzati dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste guidata da Gianni Pistrini e giunti ormai al traguardo dell’ottava edizione. L’incontro, che sarà ospitato anche in questa occasione nella tradizionale sede dell’Hotel Savoia Excelsior, vedrà, con inizio alle ore 17.30, l’intervento di Fabrizio Polojaz, amministratore e cofondatore della primaria azienda triestina di torrefazione “Primo Aroma” nonché attuale vicepresidente dell’Associazione Caffè Trieste (dopo essere stato per lunghi anni al vertice dello storico sodalizio). Trattando il tema “Non chiamiamoli scarti: il caffè ci viene in soccorso”, Polojaz spiegherà come si possono riciclare i residui di lavorazione del caffè, beneficiando delle loro innumerevoli proprietà. Saranno in tal senso illustrate le diverse fasi di trasformazione del “prezioso chicco” con i relativi residui; apparentemente solo dei “rifiuti”, protagonisti in realtà di tutto un mondo parallelo che potrà stupire. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti. L’incontro potrà essere seguito anche online sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste.
Da segnalare che per il prossimo appuntamento del 9 gennaio, che si terrà all’Arcolab di via del Trionfo 1 (piazza Barbacan), con Simonetta Cusma su “Caffèlage: il laboratorio di papiers collé al profumo di caffè”, è richiesta la prenotazione obbligatoria (per un massimo di 20 persone, al costo di 10 euro) scrivendo entro il 18 dicembre a amdctrieste@gmail.com o iscrivendosi direttamente in occasione del Cenacolo di questo giovedì. Il ciclo dei “Cenacoli” 2024-2025, stavolta organizzato attorno al tema-guida “La trasversalità del caffè”, è coordinato anche quest’anno da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria) assieme al vicepresidente di Amdc Doriano Simonato.

Fabrizio Polojaz

Domani a Trieste ripartono i Cenacoli del Caffè: primo obiettivo sarà la salute. L’Amdc gemellata col Museo San Marco

(f.s.) In dirittura d’arrivo il nuovo ciclo 2024-2025 degli apprezzati incontri dei “Cenacoli del Caffè”, organizzati dall’Associazione Museo del Caffè di Trieste e giunti ormai al traguardo della ottava edizione, grazie al costante e qualificato impegno del sodalizio guidato da Gianni Pistrini. L’ampio programma degli appuntamenti, stavolta organizzati attorno al tema-guida “La trasversalità del caffè”, prenderà avvio domani, 7 novembre, alle ore 17.30, nella tradizionale sede dell’Hotel Savoia Excelsior, con l’intervento del noto “specialista” del ramo, Marino Petracco, ingegnere chimico per oltre un trentennio ricercatore scientifico alla Illycaffè, che affronterà una serie di importanti quesiti su “Caffè e salute”. In merito, va sottolineato come Petracco, accanto al suo ruolo nella storica azienda triestina, abbia accumulato una vasta esperienza su tutti gli “anelli” della catena del caffè espresso, pubblicando numerosi articoli su agricoltura, fisica e chimica del caffè inteso sia come pianta che come bevanda e interessandosi in particolare proprio dell’influsso della bevanda sull’organismo umano. Anche in tal senso, è stato presidente del comitato globale ISO per le normative sul caffè, ha guidato in due riprese il Comitato scientifico dell’industria europea per gli studi sugli effetti fisiologici del caffè (Isic) ed è tra gli autori dell’unico libro dedicato alla chimica del caffè espresso. Appassionato comunicatore e divulgatore, Petracco svolge, in sei lingue, un’intensa attività di conferenziere internazionale “a maggior lode e gloria del caffè”.

Marino Petracco


I successivi incontri, sempre di giovedì, e sempre con inizio alle 17.30, ma in questa edizione dispiegati, oltre alla sede “centrale” del Savoia Excelsior, anche in librerie e in altri luoghi della città, saranno sempre a ingresso libero (eccezion fatta per il laboratorio su prenotazione del 9 gennaio). Tutti gli appuntamenti potranno essere seguiti anche online sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste. Ecco, dunque, il calendario completo:
5 dicembre con Fabrizio Polojaz di “Primo Aroma” su “Non chiamiamoli scarti: il caffè ci viene in soccorso”; 9 gennaio con Simonetta Cusma su “Caffèlage: il laboratorio di papiers collé al profumo di caffè” (max 20 persone, prenotazione obbligatoria scrivendo entro il 18 dicembre a amdctrieste@gmail.com, costo 10 euro); 27 febbraio con Sergio Vatta su “Dal Bauhaus alla Illycaffè, Xanti Schawinskj a Trieste nel 1934”; 27 marzo con Katia Brugnolo su “The, caffè e cioccolata a Nove e in Europa. Maioliche, porcellane e terraglie dal XVIII al XX secolo”; 24 aprile con Matteo Carzedda su “Il caffè: alimento, medicinale o piacere?”; 8 maggio con Marina Cecchetti su “Un caffè da leggere: Emozioni, Storia, Arte e letteratura” (alla Libreria Ubik); 5 giugno con il collezionista Lucio Del Piccolo su “Il caffè nella società antica e moderna” (alla Libreria Ubik).
Presentando il nuovo ciclo su “La trasversalità del caffè”, coordinato anche quest’anno da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria e cultrice del mondo del caffè) assieme al vicepresidente di Amdc Doriano Simonato, gli organizzatori osservano, nell’opuscolo illustrativo, che “l’affascinante bevanda è in grado di evocare una vasta gamma di emozioni, dal piacere alla calma, dall’energia alla nostalgia. Ogni sorso è un’esperienza sensoriale che può toccare le corde più profonde dell’animo. È espressione di passione, della propria cultura o semplicemente della propria visione del mondo. Sa essere concreto, ma al tempo stesso è un’esperienza effimera che si consuma nel momento presente. Il caffè può essere considerato un’esperienza artistica a tutti gli effetti, un momento di pausa e di riflessione in cui apprezzare la bellezza delle piccole cose”. Chiedendosi infine “E se anche il caffè fosse una forma d’arte?”, per concludere che “Caffè e arte sono strettamente correlati”.

Intanto, un significativo gemellaggio si è celebrato nell’ambito della prestigiosa manifestazione “TriestEspresso Expo” e ha visto protagonisti, nella Sala “Josef Ressel” del Generali Convention Center del Porto Vecchio, l’Associazione Museo del Caffè di Trieste da un lato e, dall’altro, il Museo aziendale di macchinari e reperti de “La San Marco” istituito a Gradisca d’Isonzo nella sede della nota società produttrice di macchine e attrezzature per caffè. A siglare questo nuovo importante partenariato sono intervenuti il presidente della Amdc, Gianni Pistrini, con il vice Doriano Simonato e il direttore generale de “La San Marco” Spa ingegner Roberto Nocera, mentre la neo presidente dell’Associazione Caffè Trieste, Arianna Mingardi, ha portato un saluto augurale.
Il presidente Pistrini, ricordando i fini istituzionali dell’Associazione Museo del Caffè quale sodalizio di divulgazione culturale, il cui scopo precipuo è quello di promuovere la conoscenza dei molteplici aspetti di tutto ciò che ruota attorno al “prezioso chicco”, anche con una specifica attenzione al collezionismo e alla messa in mostra di oggetti e reperti spesso molto antichi e ricchi di storia – e anche in tal senso si punta all’ottenimento dal Comune di un adeguato spazio espositivo nel comprensorio del Porto Vecchio, che non mancherebbe di costituire un indiscusso motivo di attrazione per turisti e appassionati -, ha quindi sottolineato l’importanza di questa tradizione dei gemellaggi fra istituti affini, avviata oltre vent’anni fa, fin dal primo sorgere del sodalizio triestino, venendo via via a coinvolgere diverse realtà presenti in Europa (Germania, Svizzera, Austria, Francia, Ungheria, Olanda, Cipro, Belgio, Russia) fino a suggellare, due anni fa, il rapporto con il Brasile e specificamente con il prestigioso Museu do Cafe di Santos.
E ora – come ha spiegato il vicepresidente Simonato -, a partire da questo undicesimo legame di “gemellaggio” e collaborazione avviato con “La San Marco” di Gradisca, l’intento dell’Associazione sarà quello di puntare più specificamente, con un livello di ancor maggiore incisività e interoperatività, sulle realtà espositive ubicate in Italia e perciò più vicine e più direttamente coinvolgibili nell’organizzazione di iniziative comuni.
Al “rito” del gemellaggio si è affiancata un’interessante tavola rotonda su “Lo sviluppo tecnologico e scientifico nel mondo del caffè” con gli interventi dell’ingegner Nocera, dell’ingegnere chimico e ricercatore Marino Petracco e degli stessi dirigenti di Amdc, Pistrini e Simonato. Nell’occasione è stata anche annunciata l’imminente nuova edizione dei tradizionali “Cenacoli del Caffè” che, come detto, prenderà avvio proprio domani pomeriggio, al Savoia Excelsior Palace sulle Rive di Trieste.

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In copertina e all’interno due immagini del gemellaggio all’insegna della cultura del caffè.

Museo del Caffè, Pistrini a Trieste premia Benedetti: è la storia della Galleria Fabris

(f.s.) Nel corso della sua assemblea annuale, svoltasi, come di consueto, all’Hotel Savoia Excelsior, l’Associazione Museo del Caffè di Trieste – come avviene sempre seguendo una bella consuetudine introdotta fin dal sorgere “ufficiale” del sodalizio nel 2017 -, ha conferito, anche in questa occasione, il titolo di socio onorario a una personalità rappresentativa di rilievo del comparto caffeicolo o comunque, più ampiamente, dei settori “collegati” della ristorazione o dei traffici portuali o di quei comparti che, in ogni modo, hanno sostenuto e irrobustito l’impianto complessivo dell’economia emporiale triestina.
Stavolta, l’ambito riconoscimento è andato a Benito Franco Benedetti, titolare, per oltre quarant’anni, della storica Galleria Fabris di piazza Dalmazia, locale sorto come caffè ancora nel 1851, con la tipica architettura dei caffè viennesi dell’epoca, e poi rilevato nel 1967 dalla famiglia Benedetti che lo trasformò in ristorante di piatti tipici triestini e mitteleuropei, con l’aggiunta di un “angolo pizzeria”, mantenendone però tutte le peculiari caratteristiche estetiche. Diverse generazioni sono passate da allora in quei bei locali, che potevano accogliere fino a 200 coperti, e molti (professionisti dei vicini uffici, famiglie o studenti che fossero) tuttora ricordano di avervi incontrato, fino al cambio di gestione e della tipologia di attività avvenuto nel 2011, la tipica e inconfondibile figura di Franco Benedetti e dei suoi altrettanto tipici, e talvolta un po’ “originali” camerieri, allora rigorosamente tutti in giacca bianca, e non privi di un “humor” spiccatamente triestino.
Benito Franco Benedetti, per questa sua lunga attività, è stato, per diversi anni, presidente della Federazione Pubblici Esercizi della provincia di Trieste, nonché consigliere nazionale della stessa Fipe. E ancora, consigliere della locale Camera di Commercio e dell’Unione Commercianti, vicepresidente del Consorzio Garanzie e Fidi (Congafi), consigliere dell’allora Azienda di Soggiorno e poi di PromoTrieste.
Con vivissime congratulazioni per la sua nutrita e appassionata carriera, il presidente dell’Associazione Museo del Caffè Gianni Pistrini, affiancato dal “vice” Doriano Simonato e alla presenza di numerosi soci e membri del direttivo, ha quindi consegnato all’amico Benedetti il diploma di socio onorario, assieme all’auspicio a una proficua collaborazione con l’associazione, ancora e sempre nel nome di Trieste e delle sue tradizioni economiche e culturali. Un invito che Benedetti, ringraziando con commosse parole per il riconoscimento, ha prontamente raccolto, proponendo fin da subito alcune interessanti idee e iniziative, con l’applauso degli astanti.
Negli anni precedenti, l’Associazione Museo del Caffè di Trieste aveva nominato quali “soci onorari” le seguenti personalità cittadine: Gigi Micheli (2017, operante nel settore quale figura di collegamento fra la torrefazione e la produzione nei paesi d’origine), Alberto Gattegno (2018, addetto alle vendite di significative realtà di import-export e già presidente dell’Associazione Caffè Trieste), Giorgio Graziosi (2019, già direttore del Dipartimento universitario di Scienze della Vita, in ambito botanico e studioso del settore), Nazario Polojaz (2020, imprenditore di successo della materia prima sia in ambito del mercantile verde che del torrefatto), Alberto Bonini (2021, direttore e figura di spicco di un’agenzia brasiliana con deposito permanente in area portuale a Trieste), Oscar Garcia Renè Murga (2022, professionista e profondo conoscitore del settore mercantile verde, in particolare dal Guatemala), Roberto Pacorini (2023, imprenditore innovatore nella logistica portuale, operante a Trieste ma anche in altre parti del mondo).

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In copertina, Pistrini e Simonato mentre consegnano la targa a Benito Franco Benedetti.

Caffè, l’ultimo Cenacolo a Trieste tra genetica, pianta e consumatore

(f.s.) Giovedì 2 maggio, all’Hotel Savoia Excelsior (Riva del Mandracchio 4), con inizio alle ore 17.30, avrà luogo il settimo e ultimo incontro del ciclo 2023-2024 dei “Cenacoli” dell’Associazione Museo del Caffè di Trieste, presieduta da Gianni Pistrini, stavolta dedicato al tema “Genetica e Caffè: dalla pianta al consumatore”. Protagonista dell’appuntamento sarà il professor Alberto Pallavicini, ordinario di Genetica e coordinatore del laboratorio di Genomica Comparata e Applicata al Dipartimento di Scienze della Vita dell’Università di Trieste, che, per l’occasione, proporrà un “focus” specifico sulle sue ricerche e attività applicate in particolare al settore caffeicolo.

Alberto Pallavicini


Pallavicini vanta 30 anni di esperienza nel campo della biologia molecolare, genetica delle popolazioni, trascrittomica (analisi del profilo degli Rna messaggeri trascritti di un organismo o di un particolare organo, tessuto o cellula), analisi bioinformatica e genomica comparativa e funzionale. Il suo interesse di ricerca nell’ultimo ventennio si è concentrato sulla genomica di organismi come il Mytilus galloprovincialis, ovvero il comune mitilo o cozza mediterranea, quale fondamentale biomarcatore dell’inquinamento idrico e modello per studi di immunologia comparativa. Dal suo arrivo a Trieste, nel 2001, ha quindi iniziato una intensa attività di ricerca relativa alla genetica del caffè collaborando con le più importanti realtà produttive locali e nazionali. Per primo al mondo ha applicato metodiche di analisi genomica per lo studio della pianta del caffè ed è cotitolare di due brevetti per la caratterizzazione genetica delle cultivar del caffè. E’ inoltre ricercatore associato all’Istituto nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale (Ogs di Trieste), alla Stazione Zoologica Anton Dohrn (Szn di Napoli) e al Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (Conisma, Roma), nonché membro della Italian Genetics Society, della Società Italiana di Sviluppo e Immunologia Comparata e della Società Italiana di Ricerca Applicata dei Molluschi.
Come di consueto l’ingresso sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili. L’attuale settima edizione dei “Cenacoli”, dedicata al tema “Aria, Terra, Fuoco, Acqua: Caffè, un viaggio tra gli elementi”, è coordinata da Nicoletta Casagrande (responsabile dell’InfoLibro-Salotto multimediale del libro italiano di Capodistria e cultrice del mondo del caffè) e organizzata da Giulio Rebetz e Piero Ambroset. Tutti gli appuntamenti potranno essere seguiti anche online sul portale web dell’Associazione: www.amdctrieste.it o tramite il profilo Facebook aMDCTrieste.

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In copertina, ecco le bellissime bacche sulla pianta del caffè.