Dieta mediterranea in Fvg, domani a Fossalon riflessione su uno stile di vita che è diventato patrimonio Unesco

(r.a.) “La dieta mediterranea è uno stile di vita, più che un semplice elenco di alimenti”. L’affermazione sta alla base di quanto la Fondazione Umberto Veronesi si appresta a descrivere a proposito di quella che definisce “una piramide di salute”, tanto che dal 2010 questo importante “stile di vita” è stato iscritto fra i beni immateriali dell’Unesco, quindi Patrimonio mondiale dell’Umanità, avendone ravvisate l’importanza e appunto la salubrità. Un modello alimentare che non è più soltanto quello delle popolazioni che si affacciano direttamente sul Mediterraneo – e quindi Italia, Grecia e Spagna -, ma che si sta via via diffondendo. E anche il Friuli Venezia Giulia, pur in riva al mare Adriatico quale ultima propaggine settentrionale del Mediterraneo, non conosceva queste abitudini alimentari, ma oggi se ne sta appropriando. Con soddisfazione diffusa.

E, allora, perché non parlarne, al fine di sapere qualcosa di più? Così, dopo l’incontro che si era tenuto all’Università di Udine un paio di mesi fa, riflettori nuovamente puntati sulla dieta mediterranea calata nel Friuli Venezia Giulia, quindi non in una regione dell’Italia meridionale, dove l’ambientazione come detto sembrerebbe più appropriata, ma nella nostra realtà, proprio una delle più alte dello Stivale. E stavolta se ne parlerà a Grado, o meglio a Fossalon, nella zona incontaminata e suggestiva di Punta Sdobba alla foce dell’Isonzo.
L’appuntamento è fissato per domani, alle ore 10.30, al bar-albergo-ristorante “Caneo”. E si tratterà del primo incontro dedicato proprio alla Dieta mediterranea del Friuli Venezia Giulia: ai numerosi interventi dei relatori si affiancheranno una presentazione di dipinti, un reading di poesia e un menu a base di piatti tipici del territorio, curato dal maestro di cucina Germano Pontoni. Numerosi gli interventi, moderati dal giornalista Giuseppe Longo, responsabile di questo sito di agroalimentare, enogastronomia e territorio, con particolare interesse riservato al settore vitivinicolo che ha reso famoso in tutto il mondo il Vigneto Fvg.
Per prima parlerà Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine, seguita da Alessandro Lovato, titolare del “Caneo”, e da Maria Rosaria Peri, dietista dell’Azienda Sanitaria Universitaria Friuli Centrale, il cui intervento sarà incentrato proprio sulla Dieta mediterranea nel Friuli Venezia Giulia. Poi una finesta aperta sulla storia di questa nostra terra: Vittorio Sutto, giornalista pubblicista, parlerà dell’Alimentazione durante l’epoca romana e dei Patriarchi, con chiari riferimenti alla vicinissima Aquileia. Seguiranno le parole di Carlo Morandini, presidente della Stampa agricola Fvg e della Riviera Friulana; Sergio Pascolo, produttore di uova biologiche; Luigi Lovisotto, a nome di Ca’ Lovisotto Wines and Hospitality; Maura Pontoni, responsabile della Casa Editrice L’Orto della Cultura. Seguirà l’intervento dello chef Germano Pontoni che calerà la dieta mediterranea del Friuli Venezia Giulia proprio al Caneo di Fossalon, facendo così la sintesi fra quanto detto dai relatori e quanto potrà essere poi degustato a tavola, mettendo quindi in pratica quanto trattato in forma teorica.
Al termine, Vittorio Sutto, che è anche un noto e apprezzato critico d’arte, presenterà i dipinti di Stefano Balzano, Alessandra Candriella, Salvatore dell’Anna, Alessandra Gusso, Sergio Marino, Giulio Menossi e Gianna Pittini, curando poi un reading di poesie del grande Giuseppe Ungaretti, il giovane poeta-soldato che combattè sulle vicine alture del Carso.

—^—

In copertina, alcuni alimenti tipici della dieta mediterranea e all’interno la “piramide” della Fondazione Veronesi.

“Harvest 2020”, parte da Aquileia il progetto sul rapporto persona-vino

di Gi Elle

Si chiama “Harvest 2020” il progetto con cui si vuole indagare sul rapporto persona – mondo del vino in Friuli Venezia Giulia e in particolare ad Aquileia, vocata alla coltivazione della vite fin dalla sua età romana, quando la città, una delle maggiori dell’Impero, con il suo porto fluviale era un attivissimo crocevia di traffici commerciali nei quali il vino aveva una parte molto importante. E alla presentazione del progetto ha partecipato anche l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, che ha messo l’accento sul valore dell’iniziativa.

“Harvest 2020” è infatti un’esperienza filmica e in web che punta a valorizzare la ricchezza dei luoghi, anche del Friuli Venezia Giulia, partendo proprio da Aquileia e focalizzando il rapporto tra il vino e l’essere umano. Un rapporto importante che secondo l’esponente della Giunta Fedriga può divenire occasione di promozione anche culturale del nostro articolato territorio, ricco di attrattive e di peculiarità. “Il rapporto tra il vino e la gente – ha sottolineato, come si riferisce in una nota Arc – fa parte della nostra storia e della nostra cultura: gli antichi Romani sono arrivati anche nelle nostre terre e, come in altre che intendevano colonizzare, vi hanno impiantato le barbatelle della vite e le piante di ulivo, ricchezze che oggi abbiamo saputo valorizzare. Ne è una conferma il riconoscimento di quello che è l’immenso patrimonio culturale materiale e immateriale, cioè il tramandarsi di saperi antichi dell’enogastronomia del Friuli Venezia Giulia, che evidenzia non solo il retaggio di tradizioni, conoscenza, saperi, pazienza, ma anche di amore per un territorio e la sua terra”.

Il Foro romano.


“In questo contesto, Aquileia – ha concluso l’esponente regionale – gioca un ruolo determinante, considerando anche che qualche decennio fa era forse più conosciuta per i suoi vini che non per essere stata una delle più grandi città romane, uno dei simboli della storia dell’umanità, luogo di commerci, scambio di merci, intreccio di culture e di identità. Credo che la consapevolezza di tutto ciò ci potrà consentire di valorizzarne pienamente le potenzialità per quanto attiene all’attrattività turistica e culturale”. Con l’assessore Gibelli hanno partecipato alla presentazione del progetto in videoconferenza anche il sindaco di Aquileia Emanuele Zorino, Alberto Bergamin e Matteo Bellotto che hanno messo l’accento sull’importanza del vino nell’economia e nella cultura della città romana. Quel Pucinum che tanto piaceva a Livia, moglie di Augusto, è infatti il progenitore del moderno Refosco dal peduncolo rosso che oggi è uno dei vini bandiera di “Friuli Aquileia”, la denominazione di origine controllata che da 45 anni protegge la produzione di quest’area vitivinicola prestigiosa.
“Harvest 2020” (significa raccolto) è un progetto che si sviluppa principalmente attorno a un’esperienza filmica del regista Maurizio Gigola e avrà per protagonisti anche il territorio e il mondo del vino del Friuli Venezia Giulia. L’iniziativa fa parte di un progetto più ampio denominato “Wine Odyssey”, del quale è l’episodio di lancio, e si propone di raccontare le sensazioni del rapporto tra il vino e l’umanità. Il progetto complessivo si comporrà di una produzione cinetelevisiva, dato che Wine Odyssey è una serie televisiva che per il primo anno prevede altri sei episodi oltre ad “Harvest 2020”: Italia, Grecia, Georgia, Germania, Francia e California.
Harvest 2020 è supportato da PromoturismoFvg e l’iniziativa coinvolgerà anche il mondo digitale con un portale dedicato e intende fare di Aquileia un “metaluogo”, un progetto che assieme alla città e al Comune mira a far divenire la località friulana centro di attrazione reale del mondo digitale di “Wine Odyssey”.

La Doc Friuli Aquileia.

—^—

In copertina, il richiamo alla vite e al vino nei preziosi mosaici della Basilica di Aquileia.

 

“Coronavirus free”? Regione Fvg in campo per l’export agroalimentare

“È totalmente priva di qualsiasi fondamento medico-scientifico l’ipotesi che il Coronavirus si trasmetta attraverso il cibo. Eppure l’attuale situazione epidemiologica sta mettendo in crisi anche il comparto regionale agroalimentare, per gli effetti di una guerra commerciale che, se non contrastata tempestivamente, è destinata a creare danni gravissimi all’intero settore”. Lo ha sottolineato – come informa una nota Arc – l’assessore alle Risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, riferendosi a una psicosi del tutto infondata in base alla quale alcuni Paesi importatori – è il caso della Grecia con il Grana padano – starebbero bloccando i prodotti alle frontiere, richiedendo alle aziende agroalimentari certificazioni “Coronavirus free”.
Di fronte a un simile scenario, la Regione Fvg ritiene “indispensabile – ha sollecitato Zannier – un deciso impegno da parte del Governo nazionale per pretendere il rispetto delle regole di libera circolazione delle merci all’interno dell’Unione europea e degli accordi internazionali stretti con gli altri Paesi”.
Contestualmente, per venire incontro alle esigenze immediate del settore, la Regione ha attivato presso l’agenzia di cluster Agrifood Fvg un punto di ascolto a servizio delle aziende dove segnalare queste forme di abuso e al quale si possono rivolgere tutti i produttori cui fossero domandate dichiarazioni o certificazioni virus-free.
In Italia chi dovesse richiedere al proprio fornitore una certificazione virus-free, in base al decreto legge del 2 marzo, può essere punito con una multa fino a 60mila euro. Nei confronti di forniture all’estero, invece, il produttore agroalimentare del Friuli Venezia Giulia avrebbe meno armi per difendersi. Di qui la decisione dell’amministrazione regionale di avviare il punto di ascolto e di supportare il comparto e i volumi di export.

L’assessore Stefano Zannier.

—^—

In copertina, il prosciutto di San Daniele è prodotto di punta dell’agroalimentare Fvg.