Sapori del Carso, appuntamento domenica da Ceroglie al monte Cocco assieme ai Curiosi di natura

Per la manifestazione enogastronomica “Sapori del Carso”, domenica 26 ottobre, a Duino Aurisina, la cooperativa Curiosi di natura propone, dalle 9.30 alle 13, l’escursione per tutti “Da Ceroglie al Monte Cocco”. Una camminata su sentieri tra i boschi e la landa carsica, con scorci sul mare, fino alla cima del Monte Cocco. Da lì, tra rupi carsiche, grotte e resti di trincee della Grande Guerra, la vista spazia sul Carso e le Alpi Giulie.
Un facile percorso di 7 km, su 200 metri di dislivello. Uscita per persone in normali condizioni fisiche; sono consigliate scarpe da escursione o con suole antiscivolo. Ritrovo alle 9.10, al parcheggio del Campo sportivo di Visogliano, a Duino Aurisina. Quote di partecipazione: adulti 12 euro; 6 i minori di 14 anni, gratis i minori di 6 anni. È richiesta la prenotazione a: curiosidinatura@gmail.com o cell. 340.5569374. Dopo l’uscita, e fino al 9 novembre, possibilità di pasti e spuntini di “Sapori del Carso” con i ristoratori convenzionati, con un buono sconto del 10%. Programma in collaborazione con l’SDGZ-URES (Unione regionale economica slovena – Slovensko deželno gospodarsko združenje), Le uscite successive si terranno le domeniche, sempre dalle 9.30 alle 13: il 2 novembre si andrà dal borgo carsico di Col, ai piedi della rocca di Monrupino, fino alla cima del Monte Orsario, tra panorami sui monti della Slovenia e pittoreschi fenomeni carsici. Ritrovo alle 9.10 al cimitero di Col.

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In copertina, il fascino dei colori autunnali sul Carso e qui sopra uno scorcio di Ceroglie in Comune di Duino Aurisina.

Dai sapori di Sara ai vini di Castelvecchio: anche oggi e domani gli Archi della Schippers “cantano” le Stagioni del Carso Isontino

(g.l.) Sul Carso la musica continua a intrecciarsi con i sapori e i profumi dell’agricoltura di queste terre difficili ma piene di fascino, tra San Michele e Castelvecchio. Ormai anche l’autunno è agli sgoccioli, perché il 1° dicembre comincerà, di fatto, l’inverno meteorologico, sebbene l’inizio classico, quello astronomico, resti fissato il 21 del mese in coincidenza con il solstizio che ci regala la notte più lunga dell’anno. Due stagioni “celebrate” anche dalla musica, a partire da quella celeberrima e universalmente conosciuta di Antonio Vivaldi. Ma oggi sul Carso goriziano gli Archi della Schippers faranno, invece, ascoltare “Autunno” e “Inverno” di Giovanni Antonio Guido, dopo aver deliziato otto giorni fa con “Primavera” ed “Estate”, bellissime pagine tratte dagli “Scherzi Armonici sulle Quattro Stagioni dell’Anno” messi sul rigo proprio dal poco noto ma grande compositore genovese (1675-1729).

Due scorci dell’azienda Castelvecchio.

Si tratta del decimo appuntamento con “Le Stagioni del Carso Isontino”, il suggestivo programma messo a punto dall’Associazione Thomas Schippers con la regia del direttore artistico Carlo Grandi. Come la scorsa settimana, il ritrovo è questo pomeriggio alle 15.30 nella sala del Circolo culturale Danica, a San Michele del Carso, in Comune di Savogna d’Isonzo. A seguire, una nuova visita guidata alla vicina azienda agricola e fattoria sociale di Sara Devetak. Qualora le condizioni meteo fossero favorevoli, prima del concerto ci sarà una escursione storica a cura di Silvo Stok (esperto delle vicende di quella Grande Guerra che insanguinò il Carso), con ritrovo e partenza, alle 14 sempre dalla sede del Circolo.
E a pochi chilometri di distanza da San Michele c’è lo splendido altopiano di Castelvecchio, ammantato di rigogliosi vigneti, proprio sopra l’abitato di Sagrado. Qui gli Archi della Schippers danno appuntamento domani mattina, alle 11, nel familiare ritrovo della barchessa dell’azienda agricola Terraneo. Anche in questa sede il maestro Grandi dirigerà i suoi musicisti tra gli spartiti di Giovanni Antonio Guido, dopo una prolusione storico-ambientale ancora dell’architetto Stok. Ma qui, nel “tempio” del famoso Terrano e di altri meravigliosi vini del Carso – tutelati da una delle Doc più prestigiose del Vigneto Fvg -, ci saranno riflessioni e descrizioni mirate ai prodotti della vite a cura dell’agronomo Alberto Faggiani e dell’enologo Erika Barbieri, i quali condurranno per mano alla scoperta del patrimonio vitivinicolo carsolino che meglio di ogni altro riflette i caratteri forti e decisi di queste terre rosse in una cornice paesaggistica di rara bellezza. “Eseguendo l’Autunno – anticipa il maestro Grandi – leggerò il testo poetico che ha ispirato il compositore e che intende creare una forte correlazione proprio tra la musica, il territorio e l’aspetto enologico”.
Anche i concerti di oggi e domani, a San Michele del Carso e a Castelvecchio, sono con ingresso libero e sono inseriti nella parte finale di questo affascinante ciclo musico-ambientale dedicato alle Stagioni del Carso Isontino fatto di quattordici appuntamenti, a tu per tu con aziende che si occupano di eco-sostenibilità in un’ottica di conservazione e valorizzazione dell’identità culturale e naturalistica di un territorio veramente unico, molto amato da tutti. Diversamente, infatti, sarebbe impossibile!

Il maestro Carlo Grandi.

(Foto Rocco Ceselin)

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In copertina, una splendida panoramica della Tenuta Castelvecchio sul Carso Isontino sopra Sagrado.

Gli Archi della Schippers oggi tra i “sapori” di San Michele del Carso nella fattoria didattica di Sara Devetak

(g.l.) Sara Devetak si è fatta un gran bel nome offrendo ai consumatori i sapori della sua amata terra. A San Michele del Carso, nel Comune di Savogna d’Isonzo – dove si trova anche la storica Locanda del padre Augustin -, ha infatti dato vita a una bellissima azienda, dove produce ogni ben di Dio tipico di queste contrade pietrose sferzate dalla bora, e a una “fattoria didattica” – con tanto di certificazione – nella quale intende promuovere non solo le tradizioni del territorio attraverso il gusto, appunto con prodotti artigianali e genuini, ma anche ospitare gruppi di bambini e ragazzi attraverso attività didattiche ed “educational”. Una vera festa per i piccoli che provengono dalle città dove non possono vedere nulla di tutto quanto invece propone questa magnifica zona, teatro nella Grande Guerra di aspri combattimenti, immortalati nei versi di Giuseppe Ungaretti, ma che oggi in tempo di pace – che con tutta la nostra forza speriamo possa durare! – offre angoli ospitali di rara bellezza e bontà, a cominciare dai grandi vini, primo fra tutti l’inconfondibile Terrano.

Grandi con gli Archi a Malchina.

Santa Cecilia

Ebbene, è proprio in questo ambiente unico che il maestro Carlo Grandi ha inserito i due nuovi concerti del riuscitissimo ciclo autunnale “Le Stagioni del Carso Isontino”. Il primo si terrà oggi, giornata in cui peraltro ricorre la memoria di Santa Cecilia patrona dei musicisti, con appuntamento alle 15.30, nella sala del circolo culturale Danica. E al termine seguirà una interessantissima visita guidata proprio all’azienda agricola Kmetija di Sara Devetak; il secondo si terrà fra otto giorni, vale a dire venerdì 29 novembre, alla stessa ora e con il medesimo programma.
In entrambe le occasioni – sempre con ingresso libero – saranno protagonisti gli Archi della Schippers che eseguiranno gli Scherzi Armonici sulle Quattro Stagioni dell’Anno di Giovanni Antonio Guido (Genova, 1675-1729), ripartendoli opportunamente nei due concerti. Come dire che oggi saranno eseguiti Primavera ed Estate, venerdì prossimo Autunno e Inverno. Nel secondo appuntamento, se le condizioni del tempo saranno favorevoli, il concerto sarà preceduto, alle 14, da una visita ai luoghi carsici assieme all’architetto Silvo Stok, esperto della storia appunto legata alla prima Guerra mondiale.
L’Associazione Thomas Schippers ha, dunque, scelto un nuovo filone fra i produttori del Carso dopo quello che, recentemente, l’ha vista suonare con i suoi Archi fra i preziosi uliveti di Malchina, nell’entroterra di Sistiana, ospite dell’azienda Carsolivo del professor Luigi Remo Tamburrini. Come detto in altre occasioni, si tratta di un nuovo concerto dei quattordici organizzati dal sodalizio musicale presieduto dall’avvocato Cristiano Gobbi, correlati anche a visite guidate ed escursioni storiche in siti carsici di alto valore storico e ambientale, nonché legati ad aziende che si occupano, appunto, di eco-sostenibilità in un’ottica di conservazione e valorizzazione dell’identità culturale e naturalistica di un territorio, come detto, veramente unico.

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In copertina e qui sopra Sara Devetak nella sua bellissima fattoria didattica a San Michele del Carso.

Mariaclara Forti e Carlo Comis rieletti sindaci di Prepotto e Dolegna del Collio i paesi dello Schioppettino e della Ribolla

di Giuseppe Longo

Due piccoli Comuni contermini, Prepotto e Dolegna del Collio, attraversati da uno storico fiume che fino alla Grande Guerra demarcava i territori ancora dell’Impero asburgico da quelli già confluiti nel Regno d’Italia. Due piccoli Comuni – poco più di 700 residenti il primo, appena la metà il secondo -, ma grandi soprattutto nel settore vitivicolo (entrambi sono Città del vino del Friuli Venezia Giulia), dove eccellono due vecchi vitigni friulani: la Ribolla nera (divenuta famosa come Schioppettino) e la Ribolla gialla. Un settore che ha un preciso punto di riferimento e di promozione in Mariaclara Forti e in Carlo Comis che nelle amministrative di sabato e domenica sono stati riconfermati primi cittadini. Segno che i vignaioli della valle del Judrio credono in loro e apprezzano quanto fatto in questi anni. In particolare, la prima che si è ricandidata per il terzo mandato. Infatti, se Mariaclara Forti non aveva avversari, essendo stata presentata soltanto la sua lista, Carlo Comis ne aveva ben due, Lucio Bernot e Doriano Fruscalzo, sebbene il Comune fosse così piccolo.


Mariaclara Forti, appoggiata dalla lista Prepotto per tutti, è stata dunque rieletta sindaco del Comune collinare. Essendo l’unica candidata, avendo superato il quorum del 40% dei votanti e ottenuto inoltre un numero di voti validi non inferiore al 50% dei votanti stessi, è stata eletta con 352 voti (pari al 100% dei voti validi). Con lei sono stati eletti Filippo Desabbata, Anna Maria Bordon, Barbara Pascoli – “anima” del concorso letterario I racconti dello Schioppettino -, Valter Codromaz, Gianni Petrussa, Lucrezia Pontoni, Fulvio Perrone, Elvis Giglio, Daniela Maiero e Sebastiano Sommariva. Ieri pomeriggio, Mariaclara Forti, appena conosciuto l’esito dello scrutinio, ha inviato un messaggio agli elettori: “Personalmente reputo – ha scritto – che essere eletti con il 90,5% dei voti sia una grande dimostrazione di stima e vicinanza e per questo vi ringrazio di cuore”.
Carlo Comis, appoggiato dalle liste “Lista civica terra e cultura” e “Progetto Dolegna”, è stato eletto invece sindaco del vicino Comune con 112 voti, pari al 54,9 per cento delle schede valide. Hanno inoltre ottenuto voti: Lucio Bernot della lista “Tradizione fa futuro” (64 voti pari al 31,37 per cento) e Doriano Fruscalzo della lista “Voltin pagjine. Lista civica per Dolegna del Collio” (28 voti pari al 13,73 per cento). Il consiglio risulta pertanto formato da Marco Sgubin, Milena Delvecchio, Isabel Cantarutti, Sandra Gasparutti, Massimiliano Confin, Teresa D’Amico e Vilma Collarig. Inoltre, ci sono i citati Bernot e Fruscalzo assieme a Marta Casasola.
E ora subito al lavoro a beneficio delle due piccole comunità e della loro importante viticoltura espressa nelle due Doc fra le più prestigiose della regione: i Colli orientali del Friuli e il Collio. Nella prima, come detto, eccellono le sottozone Schioppettino di Prepotto e di Cialla, per le quali Mariaclara Forti – che è anche Donna del vino e dirigente del Ducato dei vini friulani, impegnata nella recente Dieta di Primavera nella investitura dei nuovi nobili – non perde occasione per valorizzarle. Ed è quello che farà, assieme al collega Carlo Comis, anche nel quinquennio appena cominciato. E allora buon lavoro, brindando prima di tutto sul Ponte dello Schioppettino simbolo di amicizia e unione fra Prepotto e Dolegna!

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In copertina, Mariaclara Forti l’anno scorso a Calici di Stelle sul Ponte dello Schioppettino; all’interno, brinda con il collega Carlo Comis, confermato a Dolegna del Collio.

“Sapori del Carso”, tra i colori d’autunno del Brestovec nel Vallone goriziano

Per la manifestazione enogastronomica “Sapori del Carso”, domenica 12 novembre la cooperativa Curiosi di natura propone dalle 9.30 alle 13 un’escursione panoramica sul monte Brestovec, nel Vallone verso Gorizia, con la guida naturalistica Barbara Bassi. Uscita in sostituzione di quella intitolata “Dal Vipacco a San Michele del Carso”, annullata per ragioni tecniche.
Un’uscita naturalistica e panoramica tra i colori dell’autunno, fino alle trincee e gallerie della Grande Guerra che attraversano il monte, in cui si trova un suggestivo allestimento museale storico. Un facile percorso pianeggiante di 5 chilometri, ma si raccomandano scarpe con suola antiscivolo. E, fino a domenica 19, possibilità di pasti tipici con uno sconto del 10%, nei ristoranti di Sapori del Carso.
Ritrovo alle ore 9.10 davanti a Circolo culturale ricreativo “Danica” di San Michele del Carso. Costi: adulti 10 euro; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6 anni. È richiesta la prenotazione alla mail curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Escursione successiva: domenica 19 “Da Lipica al Museo vivente del Carso”, verso Basovizza. Ritrovo alle 9.10 nel parcheggio dell’Hotel Maestoso di Lipica (a Sežana).

“Sapori del Carso”, iniziativa di valorizzazione dell’enogastronomia locale, è realizzata dall’SDGZ-URES (Unione regionale economica slovena) con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e di Spirit Slovenia. Il programma sul sito www.saporidelcarso.net

Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it e sull’omonima pagina Facebook.

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In copertina, il Carso che si tinge con i magici colori dell’autunno; all’interno, le alture isontine e il monte Brestovec con la galleria del Cannoniere.

Torre Natisone, ottimo il bilancio per le uscite su monti e valli con le Pro Loco

Da angoli naturali ancora incontaminati a borghi ricchi di storia, alle memorie della Grande Guerra e scorsi panoramici da togliere il fiato: queste le emozioni che hanno potuto vivere tra giugno e ottobre i partecipanti al progetto turistico “I Sentieri della Pro Loco”, sviluppato all’interno di Montagna 365 di PromoTurismoFvg. Il Consorzio Pro Loco Torre Natisone – Tor Nadisôn – Ter Nediža ha coordinato le proprie Pro Loco aderenti e le guide di Wild Routes Nicola Ceschia, Michele Germano e Andrea Caboni, ForEst Marco Pascolino e Angelo Sinuello, più la guida Andrea Vazzaz per una serie di 17 escursioni che hanno toccato vari angoli del comparto valligiano.
“Dai riscontri che abbiamo raccolto nei partecipanti – ha affermato il presidente del Consorzio, Gianfranco Specia – abbiamo ricevuto grandi apprezzamenti per una proposta che è stata ritenuta ideale per chi vuole immergersi nella natura lontano dai flussi turistici di massa. In tal senso, le nostre valli sono ideali per una fruizione slow. Grazie a PromoTurismoFvg per la collaborazione, alle guide per la loro professionalità e ai presidenti e volontari delle Pro Loco per la la loro grande disponibilità. Un progetto che ci farebbe molto piacere riproporre anche per la prossima stagione estiva”.
Le Pro Loco coinvolte sono state quelle di Campeglio, Colloredo, Masarolis, Torlano, Subit, Amici di Prossenicco, Savorgnano, Nimis, Porzus, Val Cornappo, Valle di Soffumbergo, Torreano e Attimis.

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In copertina e qui sopra partecipanti alle uscite (in primo piano Andrea Vazzaz).

(Foto Michele Germano)

 

“Sapori del Carso”, si va alla scoperta di monte Cocco e dolina del Principe

Nell’ambito della manifestazione enogastronomica “Sapori del Carso”, domenica 7 novembre la cooperativa Curiosi di natura propone, dalle ore 9.30 alle 13, un’escursione a “Il monte Cocco e la dolina del Principe”, nell’area del Monte Hermada, a Duino Aurisina. Un’uscita naturalistica tra grotte, doline e resti di trincee della Grande Guerra. La zona fu infatti teatro di duri combattimenti tra le truppe italiane e quelle austroungariche, asserragliate sul monte. Dalla cima del monte Cocco si gode di un ampio e suggestivo panorama sulle cime delle Alpi Giulie. L’itinerario è su strade forestali e in parte su sentiero sassoso, di circa 8 chilometri, su un dislivello di 200 metri.
Un’escursione per tutti, di impegno moderato: sono consigliate scarpe da trekking o con suola antiscivolo. Ritrovo alle 9.10 al Conad Gran Duino (ex Bar Bianco). Raggiungibile con i bus 44 da Trieste e G51 (linea aeroporto – Trieste). Segue la possibilità di gustare i piatti di “Sapori del Carso” presso i ristoratori convenzionati, con uno sconto del 10 per cento. Costi di partecipazione: 10 euro gli adulti; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6. È richiesta la prenotazione alla mail curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it

L’iniziativa è in collaborazione con l’SDGZ-URES (Unione regionale economica slovena – Slovensko deželno gospodarsko združenje) e “Sapori del Carso”.
Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it

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In copertina il monte Cocco e qui sopra una dolina: scorci del Carso tra i colori autunnali.

Sul Carso tra i colori “infuocati” dei Laghi di Doberdò e Pietrarossa

Il fascino dei colori autunnali del Carso, che sembra “esplodano” al termine della vendemmia e della stagione dei raccolti, offrono l’opportunità di compiere escursioni davvero suggestive e appaganti, prima dell’arrivo del freddo. Così, proprio in queste invitanti atmosfere che preludono all’inverno e alla bora che sferzerà queste rocce, nell’ambito della manifestazione enogastronomica “Sapori del Carso”, domenica 24 ottobre la cooperativa Curiosi di natura propone dalle ore 9.30 alle 13 un’escursione leggera “Nella riserva dei Laghi di Doberdò e Pietrarossa”, sul Carso Goriziano.
Un itinerario tra boschi, cespugli di sommaco e scotano rossi e arancioni – che pare prendano… fuoco -, resti di castellieri e testimonianze della Grande Guerra che su queste alture fu veramente sanguinosa, come testimoniato con intensità nelle liriche di Giuseppe Ungaretti: ricordate “San Martino del Carso”,  composta il 27 agosto 1916 sul Monte San Michele?  Tutto questo con, dal margine dell’altopiano, una vista spettacolare sul del tutto speciale specchio d’acqua di Doberdò. Un facile percorso naturalistico di 6 chilometri, quasi pianeggiante.
Ritrovo alle ore 9.10, davanti alla sede del Comune di Doberdò del Lago. Dopo l’uscita, possibilità di gustare i piatti di “Sapori del Carso” nei ristoratori convenzionati, con un buono sconto del 10%, valido fino al 14 novembre. Costo di partecipazione: 10 euro gli adulti; 5 i minori di 14 anni; gratis i minori di 6 anni. È richiesta la prenotazione alla e-mail curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374.

Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it
L’iniziativa è in collaborazione con l’SDGZ-URES (Unione regionale economica slovena – Slovensko deželno gospodarsko združenje) e “Sapori del Carso”.

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In copertina e qui sopra i primi infuocati colori del Carso e del lago di Doberdò che invitano a uscire per una bella escursione domenicale.

Anche da New York per gli 80 di Aurelio in quel… Paradiso amato dai buongustai

di Giuseppe Longo

POCENIA – Sono arrivati perfino da New York, oltre che da tutto il Friuli Venezia Giulia, dal Veneto e dal Trentino, per festeggiare gli 80 anni, bellissimi, di Aurelio Cengarle, nella sua altrettanto bellissima Trattoria “Al Paradiso”, nella omonima borgata di Pocenia, che ricorda un’epica battaglia, ultimo atto della Grande Guerra. Una festa davvero meritata dall’anziano ristoratore per aver fatto di questo locale, in mezzo ai campi della Bassa friulana – quella che oggi si preferisce chiamare Riviera -, uno dei templi più affermati dell’enogastronomia Made in Fvg.

Aurelio, Annamaria e Federica.

Come ha sottolineato Walter Filiputti, presentando il simpatico e affettuoso incontro voluto dal grande amore che per Aurelio nutrono la moglie Annamaria Mauro e la figlia Federica, il ristorante ha scritto infatti una delle pagine più belle di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, il consorzio che da una ventina d’anni promuove con efficacia (ricordate le famose cene-spettacolo che animavano diverse sere d’estate prima del Covid? E che si spera riprendano quanto prima) la “tavola” di casa nostra assieme ai grandi vini del Vigneto Fvg. Una festa che ha inorgoglito ed emozionato il sempre giovane Aurelio che, prima di soffiare sulla grande Millefoglie fatta in casa dalla sua Annamaria – e con gli ultimi ritocchi direttamente in sala, davanti agli occhi incuriositi degli ospiti -, ha ringraziato di cuore tutti coloro che gli sono stati vicino,  prime fra tutti ovviamente moglie e figlia. Ma anche gli chef che si sono succeduti nella cucina del locale, dove i piatti del territorio – o a km zero come si usa dire spesso – hanno sempre avuto la preferenza, pur con l’innesto di un po’ di fantasia e innovazione, “ingredienti” che tra i fornelli non guastano mai. E maestro impareggiabile è stato il grande, indimenticato Gianni Cosetti.

Walter Filiputti


Proprio i cuochi che hanno reso famosa la Trattoria, un vero… Paradiso per i buongustai, hanno voluto essere presenti, offrendo ognuno un piatto per festeggiare Aurelio. Portate che hanno rappresentato un tributo a questo “tempio della tradizione, in un percorso tra passato e presente”, come recitava il menu che gli ospiti hanno trovato accanto ai piatti. Così, un aperitivo di benvenuto in giardino preparato da Michele Zucchiatti, con grande protagonista, lodata da tutti, la “Sopressa del capo”, quella di cui Aurelio, nella veste di norcino (perché è anche questo che sa fare il nostro ristoratore), va molto orgoglioso. Quindi il primo piatto di Paolo Migliore: una sinfonia di sapori che mescolava mare e campagna con i bocconcini di coda di rospo alla segale e la polpettina di stracotto d’asino, con agro di radicchio, rafano, “perle” di birra, cavoletti alla senape e purea di ceci. Seguivano i deliziosi gnocchi alla carnica con ricotta affumicata di malga Sauris, di Domenico Monte, e un classico: l’oca in tecja al Refosco con polenta biancoperla macinata a pietra del Mulino Zoratto, preparato da Claudio Bassobondini. Infine, un incontro tra due generazioni per chiudere in bellezza: sandwich di purea di lampone ripieno di una mousse leggera al cioccolato bianco e anice stellato con sorbetto di uva fragola, di Mario Spanu, e la citata Millefoglie di Annamaria. I vini? Dalla fornitissima cantina del “Paradiso” una scelta ben azzeccata per ogni piatto: Ribolla gialla Ronco Vieri- Vigneti Pittaro e Moscato giallo – Paradiis, accanto all’Aperitivo Nonino Botanical Drink; Chardonnay “Sun of winter” ’18 – Bortolusso; Pinot nero ’18 – Forchir; Vinea Mea Electa ’15 – Terre Rosse; Moscato Rosa – Forchir. E per i saluti alla famiglia Cengarle e al suo neo ottantenne i prodotti della Nonino, classificata come Miglior distilleria al mondo 2019 da Wime Star Awards. Che meraviglia, tutto questo. Mi prenoto già per i 90, caro Aurelio!

Paolo Migliore

Domenico Monte

Claudio Bassobondini

Mario Spanu

E ora un po’ di storia

L’Ostarie al Paradiis – Renzo Lepajer nei primi anni ’60 ingrandisce il piccolo bar-alimentari del borgo rurale di Paradiso utilizzando alcune stanze di un latteria dismessa per servire cibi e bevande ai paesani e agli avventori. E’ presso Renzo che Annamaria Mauro, oggi chef patron del locale, inizia a lavorare come cameriera. Sono gli anni in cui l’Osteria viene frequentata da giocatori di carte e morra che, inseparabili dalle loro fumose Nazionali senza filtro, ricordano gli eventi bellici vissuti a Paradiso e discutono animosamente sul comunismo, attirando così le ire del parroco. Il luogo viene anche frequentato dai cacciatori che, attratti dalla ricchezza faunistica della zona delle Risorgive, spesso arrivano con abbondati carnieri di selvaggina, facendo la loro entrata trionfale con i cani ancora eccitati dalla giornata e movimentando la già brulicante atmosfera. E’ così che si alzano i calici, vola il vino e il bottino viene subito spiumato e messo in padella. Annamaria, riversando le sue doti naturali in cucina fin da subito, si appassiona talmente alla variopinta atmosfera dell’osteria che nel ’72 ne rileva la gestione. A breve, dopo una formazione presso diverse botteghe alimentari storiche come Ridolfo a Lignano, il marito Aurelio Cengarle lascia il suo lavoro di agente di commercio di prodotti alimentari per affiancarla e per iniziare quella straordinaria avventura che ancor oggi vivono ogni giorno.

Le radici di Annamaria – Le proposte della tavola si caratterizzano subito per l’utilizzo della selvaggina più ricercata, delle erbe di campo, dei funghi e della pietanze tipiche, sapientemente trasformate dalle delicate mani di Annamaria secondo le ricette della tradizione nobiliare e popolaresca friulana lasciatele in eredità dalla signora Rosalie. Rosalie Del Negro si presenta come una donna esile e minuta ma tenace e frizzante come “..un gran di pevar”: non vi è famiglia nobile o agiata che non richieda le sue mani da cuoca sopraffina per le occasioni speciali. E’ lei che diviene mentore di Anna durante i primi passi nel mondo gastronomico, lasciandole un’impronta definitiva che si riconosce ancor oggi nei suoi piatti. Pochi anni dopo inizia a lavorare in Trattoria Domenico Monte, giovane paradisino doc, che affianca Anna e Aurelio negli anni del boom economico: la piccola Trattoria si trova frequentatissima, e alcuni piatti diventano immortali…come i famosi Gnocchi alla carnica.

Il 1994 anno della svolta – Nel ’94 la svolta decisiva: dopo anni di speranze, preghiere e insistenze la proprietà cede l’immobile alla famiglia Cengarle, che ora può contare anche sull’aiuto della figlia Federica che, terminati gli studi universitari, decide di fermarsi a casa. Iniziano così lunghi lavori di restauro diretti dall’architetto Giovanni Pante di Belluno. La sensibilità, lo studio del contesto e la grande preparazione portano l’architetto a valorizzare gli antichi caseggiati del ‘600 in cui si sviluppa la Trattoria. Ne risulta un locale di grande fascino e accoglienza, dove gli spazi funzionali ben si sposano con i particolari architettonici secondo un linguaggio nascosto che rivela grande attenzione e radicamento verso il territorio e la cultura friulana.

Interpretare il territorio – Non solo nella struttura ma è anche nella cucina, che si riflette questo amore per Paradiso. Anna intuisce naturalmente l’importanza di interpretare il territorio attraverso la cucina, ma è grazie al felice incontro con Gianni Cosetti che compie questo definitivo passaggio. Gianni, uno dei cuochi più celebrati del Friuli Venezia Giulia, condivide la passione per la caccia con Aurelio, e su tavole imbandite di beccaccini, quaglie, starne e ogni altro “ben di Dio”, si discute come al solito di gastronomia. La grandezza di Gianni non sta solo nelle sue doti di cuoco, ma soprattutto si rivela in quella grande valorizzazione del territorio da lui operata secondo la convinzione che non si può prescindere dal contesto in cui si cucina. Un pensiero questo che oggi appare comune ed ampiamente consolidato, ma che pone Gianni come un illuminato precursore. Per lui questo contesto è la Carnia, per Paradiso è il fiume Stella, le Risorgive, le zone umide, i boschi planiziali… ambienti unici dove poter attingere materie prime del tutto particolari come erbe spontanee, funghi, bacche, selvaggina, rane, lumache, anguille, temoli ecc. Non si può di certo dimenticare la vocazione agricola del luogo costellato di piccoli orti, aie, cortili, campi e “camarins” che offrono pollame, frutta e verdura, insaccati, e tutte quelle produzioni di cui i contadini sono atavici custodi.

L’apporto di vari chef – Oggi l’offerta del menu del locale, pur differendo nella forma, non si scosta nella sostanza dal percorso operato, sebbene molte siano state nel corso della storia le spinte verso la sperimentazione di tecniche e pietanze diverse. Una svolta in questo senso è stata compiuta grazie all’arrivo nel 2000 di Claudio Bassobondini, allievo del “decano” Aldo Morassutti, e nel 2008 di Claudio Turrin, chef di grande preparazione che annovera tra le sue esperienze collaborazioni con personaggi del calibro di Ducasse, Adrià, Beck e Witzigmann. Dopo la fruttuosa collaborazione con Claudio, ma anche con Andrea Trivellato, Paolo Migliore e Matteo Contiero, oggi è Michele Zucchiatti ad aver raccolto l’eredità della cucina del Paradiso, traslandola verso livelli più elevati e raffinati, per coinvolgere l’ospite verso sensazioni e soddisfazioni sempre più intense.

La cucina e le stagioni – I piatti della primavera e dell’estate sono contraddistinti dall’utilizzo delle erbe spontanee di campo come germogli di tarassaco e di papavero (Tale e Pevarine), asparagi selvatici (Sparc salvadi) e germogli di pungitopo (Ruscli o Rusculins), germogli di luppolo (Urticions), silene (Sclopit), asparagi bianchi, verdi e violetti di Paradiso, fiori d’acacia e di sambuco, e si potrebbe continuare… In autunno e in inverno sono le carni a farla da padrone. Animali ruspanti di “bassa corte” come polli, oche, anatre, faraone, piccioni e conigli; selvaggina da piuma coma beccaccini, quaglie, fagiani, germani reali, canapiglie, alzavole, fischioni; selvaggina da pelo come lepri, caprioli e cervi. Le preparazioni sono diverse: dalle cotture espresse a convezione alle reinterpretazioni di lunghe ricette medioevali, ma su tutte capeggiano lo spiedo e le cotture delle carni alla griglia preparate con maestria da Aurelio, magari accompagnate da un buon Pignolo d’annata. Il locale è un vero e proprio punto di riferimento per gli amanti dei funghi: vi si trovano diverse qualità sia di montagna che di pianura, in un’esaltante fantasia di sapori che coinvolge tutto il menu. Squisiti sono anche i radicchi di campo invernali, magari conditi con “lis fricis”, ovvero i ciccioli del maiale a cui è lo stesso patron Aurelio a fare la… festa, ottenendo quelle sopresse di cui è tanto orgoglioso!

Aurelio con Gianni Cosetti e beccacce.

Informazioni: Trattoria al Paradiso
Via S. Ermacora, 1 – Paradiso di Pocenia, UD
Tel. 0432 777000 – www.trattoriaparadiso.it – info@trattoriaparadiso.it
Facebook: http://www.facebook.com/pages/Trattoria-Al-Paradiso/173631309364652

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In copertina, Aurelio Cengarle soffia sulla candelina degli 80 anni festeggiato dai suoi storici chef.

 

Dolegna e Prepotto rischiano e salvano “Calici di stelle”, un volano del turismo

di Giuseppe Longo

PREPOTTO – “Audaces fortuna iuvat”, dicevano i latini. Ed avevano ragione, perché qualche volta bisogna anche saper osare e rischiare. Come hanno fatto ieri sera, nonostante le incerte previsioni meteo, gli organizzatori di Dolegna del Collio e di Prepotto per riproporre la bella festa di “Calici di stelle” sul Ponte dello Schioppettino che è pieno di significati, non solo storici – perché fino alla Grande Guerra e quindi alla caduta degli Asburgo divideva il suolo ormai italiano da quello imperiale -, ma anche politico, rappresentato dalle Province di Gorizia e di Udine (sebbene i relativi Enti non ci siano più), e vitivinicolo: da una parte, appunto, il Collio e dall’altra i Colli orientali del Friuli. La serata sotto le stelle, poche per la verità, dunque c’è stata ed è riuscita pure bene, con protagonisti i viticoltori dei due Comuni, piccoli in termini di territorio e di residenti ma grandi in termini di qualità, e soprattutto i loro vini più rappresentativi: la Ribolla gialla di Dolegna e lo Schioppettino di Prepotto, cioè Ribolla nera. Come dire che protagoniste della singolare manifestazione – la prima messa in calendario, tra le ventidue programmate, dalla delegazione Fvg delle Città del vino – sono state due splendide Ribolle, anche con le bollicine per quanto riguarda la prima.

Mariaclara Forti

Carlo Comis

In una parentesi della piacevole cornice musicale, è stato ritagliato anche un momento per l’ufficialità, con tanto di taglio del nastro. L’onore è spettato all’assessore regionale Barbara Zilli, che ha portato il saluto e l’adesione del collega responsabile delle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, ma anche del governatore Massimiliano Fedriga. «Il Friuli Venezia Giulia – ha detto la titolare delle Finanze – è una delle regioni vinicole più attrattive e iniziative come “Calici di stelle”, tradizionale appuntamento estivo con la degustazione dei migliori vini del territorio, sono un volano importante per attrarre ancora più turisti e visitatori. È confortante brindare in sicurezza e poter offrire una proposta di grande qualità che coniuga vini, gastronomia e intrattenimento sotto il cielo stellato dell’estate». Il Consiglio regionale era invece rappresentato da Diego Bernardis, già primo cittadino di Dolegna, attento sostenitore e promotore del territorio viticolo, al quale si deve la felicissima idea di candidare all’Unesco Collio e contermine Brda quale Patrimonio dell’Umanità.


Registi della manifestazione i sindaci Mariaclara Forti (Prepotto) e Carlo Comis (Dolegna) che hanno dato il benvenuto agli ospiti, cedendo poi il microfono per telegrafici interventi al vicecoordinatore delle Città del vino, Maurizio D’Osualdo, che ha portato il saluto del coordinatore regionale Tiziano Venturini, assente dalla regione, e ad Alessandro I (al secolo Alessandro Salvin), alla sua prima uscita pubblica di rilievo dopo la recente investitura alla guida del Ducato dei vini friulani, nella cui Corte ducale ora siede anche la stessa Mariaclara Forti.

Maurizio D’Osualdo

Diego Bernardis

Alessandro Salvin

Dopo questo breve intermezzo formale, la serata è proseguita secondo i suoi ritmi ormai collaudati, tra degustazioni di vini – veri mattatori, appunto, Ribolla gialla di Dolegna e Schioppettino di Prepotto (per inciso anche la prima meriterebbe una sua sottozona nell’ambito del Collio Goriziano) – e ottimi abbinamenti gastronomici, cercando di non perdere d’occhio le norme che ci sono richieste per difenderci da un virus che, purtroppo, non si vuole ancora arrendere. Tutto è filato liscio fino a sera inoltrata, quando sono cadute le prime gocce di pioggia. Ma ormai la festa era pressoché finita e salva dai capricci meteorologici di questi giorni. Per cui si può certamente definire pienamente riuscita – anche se miglioramenti e aggiornamenti sono sempre i benvenuti – la serata inaugurale di “Calici di stelle 2021”, quella che avevamo già avuto modo di etichettare come una edizione da record con 22 appuntamenti in 20 Città del Vino. Il prossimo e secondo appuntamento sarà martedì 3 agosto a Capriva, mentre le altre serate di degustazione sono: 5 agosto Camino al Tagliamento; 5 e 6 agosto Cividale (la manifestazione ufficiale del Movimento turismo del vino Fvg); 5 agosto Premariacco; 6 e 7 agosto Duino Aurisina (località sul Carso Triestino, rappresentata dal vicesindaco Massimo Romita), 6 agosto Povoletto, 6 agosto San Giorgio della Richinvelda, 6 agosto Sequals, 7 e 8 agosto Aquileia; 10 agosto Bertiolo, Casarsa della Delizia e Gradisca d’Isonzo; 11 agosto Corno di Rosazzo; 12 agosto Cormòns, Latisana e Torreano; 13 agosto Buttrio e Trivignano Udinese. Ma sui prossimi appuntamenti avremo altre occasioni per ritornare.

Sul ponte ancora al tramonto.

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In copertina, l’assessore Barbara Zilli (tra i sindaci Comis e Forti) al taglio del nastro inaugurale.