Dieta mediterranea Patrimonio Unesco ma poco conosciuta fra i giovani. A Gorizia oggi si parla della sua realtà Fvg

(g.l.) Pochi giorni fa, la “dieta mediterranea” ha festeggiato i 14 anni dal suo riconoscimento quale patrimonio culturale da parte dell’Unesco. E questo tipo di alimentazione salutare, divenuta Patrimonio dell’Umanità, sarà questo pomeriggio al centro di una importante iniziativa a Gorizia, città di confine che con Nova Gorica si prepara al grande evento 2025 di Capitale europea della Cultura. Alle 17.45, al Grand Hotel Entourage di piazza Sant’Antonio, ci sarà infatti un incontro dal titolo “La dieta mediterranea del Friuli Venezia Giulia” organizzato con un apporto sinergico di Club per l’Unesco di Udine, Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Io sono Friuli Venezia Giulia, Università degli studi di Udine, Quattro Stagioni – Associazione promozione sociale, L’Orto della Cultura, La Riviera Friulana e Iocivado – Associazione di promozione sociale. I vini sono offerti da Ca’ Lovisotto di Prepotto. Dopo gli indirizzi di saluto di Fabrizio Oreti, assessore alla cultura del Comune di Gorizia, del consigliere regionale Diego Bernardis, di Adriano Chinni, presidente del Club per l’Unesco di Gorizia, e Paolo Petiziol, presidente dell’Associazione culturale Mitteleuropa, seguiranno i vari interventi.

IL CONVEGNO – Dopo l’intervento introduttivo di Renata Capria D’Aronco, presidente del Club per l’Unesco di Udine, ci saranno quelli di Alessandro Lovato (Grand Hotel Astoria di Grado), Ugo Falcone (delegato per le scienze archivistiche e bibliografiche – Club per l’Unesco di Udine), Enzo Cattaruzzi, presidente del Club della minestra Fvg, Gianni Pistrini, presidente dell’Associazion Museo del Caffè di Trieste, Germano Pontoni, maestro di cucina e conduttore della degustazione finale, Edo D’Agaro, docente dell’Università di Udine, che trarrà le conclusioni dell’incontro, che fa seguito ad altre importanti iniziative che si sono tenute nei mesi scorsi.

LE ORIGINI – È il Cilento, in Italia, l’emblema di questa tradizione della dieta mediterranea, il luogo simbolo dello stile di vita Patrimonio dell’Umanità, dove lo studioso americano Ancel Keys, negli anni ’60, teorizzò i suoi studi sul mangiar sano all’italiana salvaguardando l’ecosistema. Quattordici anni dopo, cosa è rimasto, in Italia, di questa tradizione distintiva per il nostro Paese? Oggi i giovani non solo faticano a praticare la dieta mediterranea: spesso neppure la riconoscono, come testimonia la nuova indagine dell’Osservatorio Waste Watcher International “La Dieta Mediterranea in Italia: un’eredità di cui riappropriarsi”. Sembra effettivamente che nel nostro Paese non sia questo il modello nutrizionale di riferimento per le nuove generazioni. Solo il 23% dei giovani tra i 18 e i 24 anni – quasi uno su 4 – si allinea a questo stile alimentare, definendola però, imprecisamente, “un regime alimentare che prevede un consumo elevato di carne, pesce e latticini, con un ridotto apporto di carboidrati”. Va meglio in altre fasce anagrafiche, il 77% di chi ha fra 55 e 64 anni la riconosce come “uno stile di vita che include abitudini alimentari equilibrate, basate su olio d’oliva, cereali, frutta, verdura, pesce, carne moderata, e il rispetto della stagionalità e della biodiversità”.

GLI ANZIANI – Complessivamente, il 72% degli intervistati dimostra di avere una comprensione adeguata della dieta, ma a praticarla sono soprattutto i più anziani, che ne fanno quasi una regola di vita: la segue infatti l’85% di chi ha oggi 65 anni, o più, e il 71% afferma di praticarla “sempre” o “spesso”. Tuttavia, 1 italiano su 3 sembra seguirla a modo suo, affermando che la sua famiglia ha adottato “uno stile alimentare mediterraneo, con pasta e pizza”. D’altra parte, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, solo il 5% della popolazione adulta italiana segue rigorosamente questo modello alimentare. La maggior parte (83,3%) presenta un’aderenza moderata) e solo il 4% degli intervistati si dichiara “attento alla sostenibilità”, dimostrando così una attenzione generalmente labile a un valore urgente del nostro tempo. Fra chi ha una definizione corretta della dieta mediterranea il 75% la segue regolarmente, contro il 60% di chi ne ha una percezione errata: una conoscenza precisa sembra quindi incentivare l’adozione di questo stile alimentare. Ma quali sono le ragioni di resistenza all’adozione della dieta mediterranea? Le principali barriere sono i costi elevati dei cibi freschi (42%) e la mancanza di tempo per predisporre i piatti (27%), indicazioni che salgono in modo significativo fra i giovani: è troppo costosa per il 50% dei 18-24enni e fa perdere troppo tempo per il 38% dei giovani. Ma ricerche condotte dal team Waste Watcher sul costo della spesa dimostrano che Il carrello settimanale della dieta mediterraneo costa ben 7,28 € in meno rispetto al carrello della dieta seguita degli italiani (46,27 euro vs. 53,55 euro). E in generale gli ingredienti freschi, come frutta e verdura di stagione, cereali, legumi e olio d’oliva, sono spesso più economici rispetto ai prodotti più elaborati. Mentre l’aspetto delle abitudini alimentari consolidate, che riguarda 1 italiano su 4 (il 26% degli intervistati) rappresenta un ostacolo sia per i più giovani sia per gli anziani, indicando una resistenza al cambiamento su entrambi i fronti generazionali.

LO STUDIOSO – «La perdita di un Patrimonio culturale e alimentare, qual è la dieta mediterranea, sarebbe un danno gravissimo per le future generazioni. Il contrasto all’impoverimento alimentare dei ceti socio-economici meno abbienti e di una parte delle giovani generazioni è la sfida che abbiamo davanti per promuovere stili alimentari sani e sostenibili – spiega l’economista triestino Andrea Segrè, fondatore della campagna Spreco Zero e direttore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International –. L’indice di povertà assoluta nell’ultimo anno è passato in Italia dal 7,7 all’8,5% della popolazione e tocca ben 5,7 milioni di cittadini. Un dato che genera nelle famiglie meno abbienti una riduzione del 2,5% nella spesa reale (Istat), così le persone più vulnerabili sono spesso costrette a consumare solo alimenti di base o prodotti a buon mercato, spesso malsani. Garantire lo “ius cibi”, il diretto di tutti ad una alimentazione sana e sostenibile, significa oggi prevedere un serio investimento per ridurre le spese sanitarie derivanti dalle malattie causate da un’alimentazione scorretta». E conferma il coordinatore scientifico dell’Osservatorio Waste Watcher International, Luca Falasconi: «Per affrontare tutte le percezioni infondate, è fondamentale investire nell’educazione alimentare, chiarendo che la Dieta Mediterranea non solo è accessibile ma anche sostenibile. È cruciale fornire informazioni chiare e pratiche su come comporre pasti sani e sostenibili, per attrarre le nuove generazioni e rendere la dieta mediterranea un’opzione allettante. Ed è essenziale promuovere un punto d’incontro e uno scambio intergenerazionale. Gli anziani, custodi di tradizioni culinarie preziose, possono insegnare ai giovani l’importanza di un’alimentazione sana e delle pratiche gastronomiche tradizionali».

L’INDAGINE – Entrando nel dettaglio dell’indagine: le donne tendono a seguire la Dieta Mediterranea più fedelmente rispetto agli uomini, con consumi più alti di frutta e verdura. Il 24% delle donne consuma 11-15 porzioni settimanali di verdura, contro il 17% degli uomini, e il 21% delle donne consuma 11-15 porzioni di frutta, rispetto al 19% degli uomini. Gli uomini, invece, consumano più carne rossa e bevande alcoliche: il 49% degli uomini consuma 1-5 porzioni settimanali di alcol, rispetto al 42% delle donne.
E ancora: 1 persona over 65 su 4 (25%) consuma 11-15 porzioni di verdura a settimana, contro l’8% della fascia 18-24 anni. Per la frutta, il 29% degli anziani consuma 11-15 porzioni settimanali, rispetto al 9% tra i 25-34 anni. Anche il consumo di olio extravergine di oliva è più frequente tra le persone di età più avanzata, mentre il consumo di carne rossa svetta decisamente fra i giovani: il 27% degli under 25 consuma carne rossa settimanalmente, contro solo l’11% degli over 65. Anche i cluster geografici denotano differenze, e a sorpresa: mentre a nord-ovest, il 25% della popolazione consuma 11-15 porzioni di verdura settimanali, al Sud solo il 12% raggiunge questo livello. Nelle Isole, invece, il 24% degli abitanti consuma 11-15 porzioni di frutta fresca, più di quanto non accada al Nord-Est e al Centro (18%). Conta anche il cluster sociale, naturalmente: le persone che si autoincludono nel ceto medio e medio-basso seguono maggiormente le raccomandazioni rispetto al ceto popolare. Nel ceto medio, il 22% consuma 11-15 porzioni settimanali di verdura, rispetto al 18% del ceto medio-basso. Anche per la frutta fresca, il 22% del ceto medio consuma 11-15 porzioni settimanali, contro il 17% del ceto medio-basso. E i comportamenti alimentari si riverberano nello stato di salute generale delle persone: i normopeso e sottopeso tendono a consumare più frutta e verdura rispetto a quelle sovrappeso o obese. Tra gli obesi, solo l’8% consuma frutta in quantità adeguata e si registra un consumo più elevato di carne rossa, indicando una predilezione per alimenti calorici. D’altra parte, le statistiche confermano che nei 28 Paesi UE le donne e gli uomini della fascia di reddito più bassa hanno rispettivamente il 90% e il 50% di probabilità in più di essere obesi rispetto alle persone che percepiscono redditi più alti, accrescendo le diseguaglianze di salute.

L’EDUCAZIONE ALIMENTARE – Come promuovere l’adozione della dieta mediterranea? La misura più apprezzata è l’educazione alimentare nelle scuole (64%), sostenuta soprattutto dagli over 55 (73%). Seguono le campagne di sensibilizzazione sulla salute (46%), elemento di particolare interesse sono le indicazioni offerte dai giovani: la preferenza dei 18-24enni non va tanto alle campagne di educazione alimentare quanto – più di 1 giovane su 2, il 58% – all’adozione di etichette che possano aiutare il consumatore nella scelta dei prodotti più idonei per seguire una dieta sana. E quasi 1 giovane su 3 (il 27%) propone di tassare i cibi non salutari. Com’è noto, la Dieta Mediterranea ha una intrinseca efficacia antispreco, favorendo il recupero e riutilizzo del cibo. Fra il 2021 e il 2024 lo spreco alimentare domestico registra complessivamente una lieve riduzione per alcuni alimenti, in Italia: lo spreco medio settimanale della frutta passa da 32,4 grammi a 27,1 grammi, quello dell’insalata da 22,8 a 22,3 grammi settimanali. Una tendenza che può essere attribuita alla crescente sensibilizzazione pubblica. Ma è in lieve aumento lo spreco del pane fresco (da 22,3 a 24,1 grammi settimanali), così come per la verdura che sale da 22,2 a 24,6 grammi settimanali.

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In copertina e all’interno ecco gli alimenti tipici della dieta mediterranea.

Spirito di Vino, è messicana la vignetta più bella del concorso unico al mondo

(g.l.) È una giovane vignettista messicana la vincitrice della 23ma edizione di Spirito di Vino, il concorso internazionale di “satira enologica”, unico al mondo, organizzato dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia, guidato da Elda Felluga, e che ora, appena spente le luci sulla bella cerimonia di premiazione avvenuta a Gorizia, si “tuffa” in una nuova, importante iniziativa a chiusura di un ottimo 2022, da vera ripartenza post-pandemica: Cantine Aperte a Natale. Durante tutto il mese di dicembre sarà, infatti, possibile scegliere tra numerose iniziative e proposte a tema nelle aziende associate.


Sabato scorso il noto vignettista Valerio Marini e la presidente Felluga (membri della giuria), assieme a Fabrizio Oreti, assessore alla cultura di Gorizia – ricordiamo che per la città isontina e per la slovena Nova Gorica è cominciato il conto alla rovescia per Go!2025 -, al consigliere regionale Diego Bernardis, presidente della V Commissione Cultura, e ad Alberta Gervasio, presidente di CiviBank, storico sponsor della manifestazione, hanno proclamato i vincitori del concorso indetto annualmente dal Mtv Fvg che celebra le più graffianti e originali vignette satiriche sul tema del vino.

Wine moon

Meglio berci su!

Scacco matto

Vincitori dell’edizione 2022, premiati con una selezione delle migliori etichette delle cantine associate, sono stati per la sezione under 35 appunto la messicana Pamela Córdova con “Wine moon” (prima classificata), l’italiano Andrea Vallini con “Meglio berci su!” (secondo) e la spagnola Larissa Érri Lourenço Fernandes con “Scacco matto” (terza). Per la sezione over 35 la giuria ha scelto, invece, un podio tutto italiano: Giacomo Cardelli con “Gradi alcolici” (primo classificato), Marco De Angelis con “Happy uniforms” (secondo), Marco Fusi con “Vino portatore di gioia e di pace” e Gianfranco Uber con “Il dono imbarazzante” (terzi a pari merito). Fino al 5 gennaio (ogni giorno dalle 10 alle 20) si potrà visitare, al Grand Hotel Entourage di piazza Sant’Antonio – che ha ospitato la festa di premiazione – la mostra degli elaborati: le vignette e le illustrazioni satiriche esposte sapranno sicuramente regalare a tutti sorrisi e inediti spunti di riflessione su temi di attualità, e non solo, rivisti con una graffiante ottica satirica.

Gradi alcolici

Happy uniforms

Vino portatore di gioia e di pace

Il dono imbarazzante

Esprime grande soddisfazione Elda Felluga: «Il vino – sottolinea la presidente del Movimento – è un importante strumento per la promozione dei territori ad esso legati e questo concorso, arrivato al 23° anno, ne è la testimonianza! Un’edizione speciale con tantissime opere provenienti da tutto il mondo; siamo stati particolarmente felici nell’avere qui con noi il vignettista Roy Friedler che, per l’occasione, è arrivato a Gorizia da Tel Aviv. Una gran bella sorpresa che testimonia come il vino possa creare una rete internazionale di contatti e di messaggi culturali diversi. Inoltre, quest’edizione si è arricchita di un altro importante contributo: l’ingresso nella nostra prestigiosa giuria del direttore del Touring Club Italiano, Silvestro Serra».
«Ogni anno assieme ai miei colleghi della giuria – le ha fatto eco Valerio Marini – abbiamo molta difficoltà nel selezionare le opere finaliste e vincitrici. Non è mai facile trasmettere con il proprio tratto grafico un concetto che unisca la satira e il vino, ma questo concorso è la dimostrazione che la creatività e l’ingegno trovano sempre la loro strada. Ringrazio il Movimento Turismo del Vino Fvg e la sua presidente per aver avuto, nel lontano 2000, l’illuminante idea di istituire questo concorso, unico nel suo genere».
Ricordiamo che le vignette in gara sono state valutate da una giuria d’eccezione capitanata dal presidente in carica Alfio Krancic e dal presidente onorario Giorgio Forattini e composta da nomi illustri della satira, del giornalismo e della grafica: Emilio Giannelli (vignettista), Valerio Marini (vignettista), Gianluigi Colin (art and cover editor La Lettura Corriere della Sera), Franz Botré ed Enzo Rizzo (direttore e vicedirettore della rivista Spirito DiVino), Carlo Cambi (giornalista enogastronomico), Paolo Marchi (giornalista, Identità Golose), Aldo Colonetti (filosofo), Fede & Tinto (conduttori Decanter – RadioRai), Francesco Salvi (attore) e dalla stessa Elda Felluga, appunto in qualità di leader di Mtv Fvg.

Il Movimento Turismo del Vino del Friuli Venezia Giulia ringrazia gli sponsor e i partner tecnici del concorso: PromoTurimoFvg, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Gorizia, CiviBank, Grand Hotel Entourage, Juliagraf, Ceccarelli Group, Acqua Dolomia, Q.B. Quanto Basta e Radio Punto Zero.

Per maggiori informazioni sull’iniziativa:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Telefono 0432.289540 – Cellulare 348.0503700
info@spiritodivino.cloud – info@mtvfriulivg.it
www.spiritodivino.cloud – www.mtvfriulivg.it

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In copertina, Elda Felluga, Diego Bernardis e Valerio Marini premiano Roy Friedler, autore selezionato per le finali proveniente da Israele; all’interno, foto di gruppo con i selezionati e alcuni premiati presenti alla cerimonia; infine, Diego Bernardis, Elena Mengotti, Elda Felluga, Fabrizio Oreti e Valerio Marini.

(Photolife)

“Spirito di Vino”, oltre 9 mila vignette in 23 anni. E la satira è ancora graffiante

“Spirito di Vino”, è arrivata l’ora dei premi! L’appuntamento è fissato per sabato prossimo, 3 dicembre, alle 17.30, al Grand Hotel Entourage di Gorizia, in Piazza Sant’Antonio, dove i membri della giuria e le autorità proclameranno i vincitori della 23ma edizione del concorso internazionale di vignette e illustrazioni satiriche organizzato annualmente dal Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia.
«Dopo 23 edizioni la satira di Spirito di Vino punge ancora!», afferma con soddisfazione e orgoglio la presidente Elda Felluga, che aggiunge: «Anche quest’anno la prestigiosa giuria ha avuto grandi difficoltà a scegliere le opere finaliste perché questa originale sfida, lanciata annualmente in tutto il mondo, stimola la fantasia dei partecipanti che, grazie alle loro creazioni, dialogano sulle diverse visioni legate al vino e alla sua cultura. La satira graffiante è ciò che contraddistingue da sempre questo concorso che riscuote un notevole successo internazionale, cresciuto costantemente nel tempo. Il calendario 2023, come da tradizione, conterrà le opere dei finalisti e dei Maestri e avrà in copertina uno dei luoghi simbolo di Gorizia: il suo Castello. Un omaggio del Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia per l’importante appuntamento, Nova Gorica e Gorizia 2025 Capitale della Cultura Europea».
Fino al 5 gennaio (ogni giorno dalle 10 alle 20) il Grand Hotel Entourage ospiterà, dunque, la mostra della 23ma edizione del concorso, che raccoglie le opere selezionate per la fase finale e quelle realizzate appositamente dai Maestri vignettisti membri della giuria. Un’occasione imperdibile per apprezzare l’umorismo con cui gli autori hanno interpretato grandi temi di attualità, eventi mondiali e avvenimenti storici.
In questi 23 anni Spirito di Vino è diventato un punto di riferimento per aspiranti vignettisti e professionisti già affermati, acquisendo un respiro sempre più ampio e raccogliendo più di 9 mila vignette provenienti da oltre 50 Paesi del mondo. L’arduo compito di selezionare le opere per la fase finale e decretare i vincitori è spettato a una giuria d’eccezione, capitanata dal presidente in carica Alfio Krancic e dal presidente onorario Giorgio Forattini, e composta dai vignettisti Emilio Giannelli, Valerio Marini e da illustri nomi del giornalismo e della grafica quali Gianluigi Colin, Franz Botré ed Enzo Rizzo, Carlo Cambi, Paolo Marchi, Aldo Colonetti, Fede & Tinto,  oltre che da Francesco Salvi ed Elda Felluga. Sponsor e partner tecnici del concorso: PromoTurimoFvg, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Comune di Gorizia, CiviBank, Grand Hotel Entourage, Juliagraf, Ceccarelli Group, Acqua Dolomia, Q.B. Quanto Basta e Radio Punto Zero.

Per maggiori informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Telefono 0432.289540 – 348.0503700
spiritodivino@mtvfriulivg.it – info@mtvfriulivg.it