L’ultimo saluto di Grado a Osiris Tarlao “monumento” della ristorazione isolana

di Giuseppe Longo

Grado darà domani mattina l’ultimo saluto a Osiris Tarlao, uno dei nomi più significativi, anzi un vero e proprio punto di riferimento, della ristorazione isolana, che si è spento a 82 anni dopo una vita intensa che ha contribuito non poco alla valorizzazione della sua città, facendola conoscere e apprezzare a una foltissima schiera di estimatori della buona tavola, molti dei quali d’Oltralpe. I funerali saranno celebrati alle 10.30 nella Basilica patriarcale di Sant’Eufemia, a due passi da quella piccola calle, retrostante alla Chiesa della Beata Vergine delle Grazie, che l’ha visto protagonista negli anni Duemila. Fino all’ultima stagione, anche se non più attivo come un tempo, è stato infatti l’anima della Tavernetta All’Androna, assieme alla moglie Franca e ai figli Allan e Attias che dall’amato papà hanno assorbito tutto il sapere e l’entusiasmo che si ritrovano puntualmente nei loro piatti e che li hanno posti al vertice di quella ristorazione che, nell’Isola del Sole, è uno dei motori irrinunciabili del turismo. E che tutti sperano si possa quanto prima riavviare per innescare quella ripresa post-pandemica di cui tutti abbiamo tanto bisogno.

Osiris con la moglie Franca…


Osiris Tarlao, insomma, un “monumento” alla buona tavola che l’ha visto sì indiscusso protagonista all’Androna, ma prima ancora in altri “templi” della cucina isolana, a cominciare dallo storico ristorante Adriatico pure nel “Castrum gradense”, ma di fronte al porto, nei quali si è sempre posto in evidenza per l’originalità delle sue proposte gastronomiche aventi come base sempre il profumo del mare. Come titolare dell’Androna, dalla prima ora, aveva pure aderito a quel sodalizio della buona tavola da tutti conosciuto come Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori e che, specialmente a Grado, ha dato vita negli anni a manifestazioni memorabili nelle luci del tramonto, offrendo ai gourmet che affollavano il Lungomare – cosa che, purtroppo, la scorsa estate è mancata per i noti motivi legati all’emergenza sanitaria – i piatti sempre innovativi che i figli avevano sperimentato sotto la sua sempre attenta supervisione. E oggi anche il Consorzio guidato da Walter Filiputti è addolorato per la scomparsa di Osiris Tarlao, un “signore d’altri tempi” anche per il tratto sempre distinto e curato. Una perdita che si somma a quella recente, e ancor più prematura, di Fabiano Rizzotti, il titolare del famoso ristorante Al Ponte di Gradisca d’Isonzo. Un dolore che si coniuga però con la gratitudine per quanto l’estro e le capacità di questi imprenditori lungimiranti hanno saputo dare per incrementare l’ospitalità della nostra regione. E, con Osiris, di Grado in particolare.

… e in una vecchia immagine.

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In copertina, Osiris Tarlao con i figli Attias e Allan che ne continuano l’attività nella ristorazione gradese.

 

Anche la pesca dei fasolari in difficoltà: crollo di quasi metà fatturato

(g.l.) L’emergenza sanitaria, come è noto, ha assestato un duro colpo anche alla pesca del Friuli Venezia Giulia e uno dei settori che esce maggiormente provato dal Covid è quello della raccolta dei fasolari, molluschi di qualità richiesti soprattutto sulle tavole delle feste, ma soprattutto nella ristorazione di buon livello, comparto economico-produttivo che pure lamenta gravissime perdite a causa delle restrizioni anti-contagio, come la prolungata chiusura delle attività tra Natale, Capodanno ed Epifania. Se una barca di fasolari, mediamente, nell’ultimo triennio fatturava 80 mila euro, il 2020 si chiude con una media di circa 45 mila, con un crollo intorno al 45 per cento. E questo dimostra quanto sia stato rilevante il calo dei consumi, con un danno molto grave che colpisce tutti gli operatori da Marano Lagunare e Grado fino al Golfo di Trieste.

La pesca notturna dei fasolari.


Tuttavia, in questo clima di evidenti difficoltà, il presidente del Cogemo, Marino Regeni, esprime grande soddisfazione per la proficua collaborazione creatasi, nel corso del 2020, con la Capitaneria di Porto di Monfalcone nel seguire le attività del Consorzio Gestione Molluschi, in particolare proprio nella pesca dei fasolari. Un’attività autorizzata dal Ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali, tramite il rilascio di un numero definito di autorizzazioni ad altrettante imbarcazioni. Solo chi dispone di questa autorizzazione può pescare e, nella nostra regione, si tratta attualmente di 29 imbarcazioni “turbosoffianti” sulle 40 aderenti al Consorzio, mentre le rimanenti si dedicano alla pesca delle vongole e dei cannolicchi.
Purtroppo, nelle nostre acque, probabilmente a causa dei cambiamenti climatici e di alcune condizioni dell’ambiente marino, queste due specie sono in forte diminuzione, tanto da consigliare la sospensione della pesca e la messa in atto di progetti per favorirne il ripopolamento. Però chi pescava queste specie si trova, nel frattempo, senza lavoro. Per venire loro incontro, in un’azione di solidarietà, i pescatori di fasolari nel 2020 hanno deciso, chiedendo l’autorizzazione al Mipaaf, di suddividere le loro quote di pesca con i colleghi più sfortunati, pescando a turno.
«La gestione risulta complessa, in quanto bisogna permettere a tutti di pescare e di ottenere lo stesso reddito, facendo turnare le barche in pesca. Un grosso aiuto ci è stato fornito dalla Guardia costiera di Monfalcone, alla quale rivolgiamo un sentito ringraziamento, che ha dimostrato una grande sensibilità e attenzione nel cogliere l’importanza dell’assicurare a tutti la possibilità di lavorare nel rispetto delle regole – spiega ancora Regeni -. Ci ha aiutato nello stabilire le modalità per programmare la turnazione e nell’individuare gli schemi più semplici ed efficaci di comunicazione reciproca, fra Consorzio e Guardia costiera». La solidarietà fra operatori e l’importante frenata ai consumi dovuta all’emergenza Covid ha portato, però, a una drastica diminuzione del fatturato per tutti: come si diceva, se una barca di fasolari, mediamente, nell’ultimo triennio fatturava 80 mila euro, il 2020 si chiude con una media di circa 45 mila. Un durissimo colpo, insomma.
«La situazione delle risorse non è ancora migliorata e, per questo – conclude il presidente Regeni -, abbiamo chiesto al Mipaaf di riconfermare la presente metodologia di lavoro, sperando in un recupero del mercato e, di conseguenza, in un miglior reddito per tutti».

Pescatori nel porto di Grado.

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In copertina, i gustosissimi fasolari molto ricercati nella ristorazione.

 

 

Ecco “Fish Very Good” un piano per rilanciare il prodotto del mare Fvg

La somma di oltre 450 mila euro provenienti dai fondi europei per le attività marittime e della pesca (Feamp) sarà messa a disposizione per la promozione del prodotto ittico del Friuli Venezia Giulia. Lo stanziamento, approvato dall’assemblea del Gruppo d’azione costiera Fvg (Flag Gac Fvg) prevede – come specifica l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e alla montagna, Stefano Zannier, che ha partecipato all’assemblea – “il sostegno a un progetto per diffondere la conoscenza delle produzioni locali a favore del consumatore finale”. “In questo momento – sostiene Zannier – risulta estremamente necessaria una forte attività di informazione sulla produzione di alta qualità realizzata con le risorse ittiche che vantiamo in regione, al fine di valorizzare il comparto ma anche per sensibilizzare i cittadini del Friuli Venezia Giulia a privilegiare il consumo di prodotti provenienti dalla nostra realtà”.

Stefano Zannier


Il Gruppo di azione costiera, presieduto da Antonio Paoletti, è costituito – come informa una nota Arc – sottoforma di Ats da undici soggetti pubblici e privati, i quali hanno formalizzato un partenariato per l’attuazione di misure di sviluppo sostenibile per le zone di pesca e acquacoltura. Ne fanno parte i Comuni di Duino Aurisina, Grado e Marano Lagunare, le associazioni di categoria e sindacali del settore ittico e Aries Scarl-Camera di commercio Venezia Giulia con il ruolo di capofila.

Il “boreto a la graisana”.


Il finanziamento fa seguito ad una serie di approfondimenti, nel corso dei quali sono state messe a fuoco le difficoltà del settore e individuate alcune delle iniziative da mettere in campo. Una di queste è il piano “Fish Very Good” il quale ha a che fare con un progetto di promozione e divulgazione per indirizzare i consumi verso le produzioni locali, facendo conoscere e valorizzare le diverse tipologie di pesce “nostrano” e i prodotti dell’acquacoltura, assieme alla loro stagionalità, andando oltre l’attuale orientamento dei consumatori verso quelli più conosciuti. L’intento è anche quello di promuovere i prodotti trasformati ricavati dalle risorse ittiche locali, che mantengono le caratteristiche di qualità del pescato e del prodotto degli allevamenti interni e costieri.
“Il progetto – conclude Zannier – vuole non solo accompagnare la crescita del settore ittico regionale favorendone l’ampliamento, ma anche sostenere il processo di preparazione di prodotti semilavorati all’interno del Friuli Venezia Giulia. Ciò avverrà con una serie di azioni che andranno dalla presenza alle fiere e ai saloni, alle azioni di marchio, a eventi di sensibilizzazione e campagne informative, alla individuazione di nuovi canali di vendita nonché al rafforzamento dei partner della filiera ittica regionale.

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In copertina, un peschereccio nel porto di Grado e qui sopra uno scorcio della laguna.

 

Con Fvg Via dei Sapori nasce “La nuova cucina”: debutto domani a Udine

di Gi Elle

Il lunghissimo lockdown è stato molto duro da digerire per tutti e i danni purtroppo sono evidenti. E, fra coloro che ne hanno fatto maggiormente le spese, ci sono indubbiamente i ristoratori per i quali la pausa forzata ha causato perdite ingentissime. Tuttavia, lo stop richiesto dall’emergenza sanitaria ha offerto anche l’occasione per riflettere su come finalmente ripartire. Così, gli aderenti a Fvg Via dei Sapori, il consorzio della buona tavola nato vent’anni fa e da sempre guidato dall’inossidabile Walter Filiputti, che da lungo tempo si distingue per le famose cene-spettacolo (fra tutte, ricordiamo quelle di Grado e del Castello di Spessa), non sono rimasti fermi, non sono stati, come si suol dire, con le mani in mano, ma si sono impegnati – confrontandosi fra loro – in nuove elaborazioni e progetti, tanto da dare vita a una originale iniziativa denominata “La nuova cucina”, che sarà presentata domani 5 agosto durante un incontro indetto per la stampa, alle 11, al ristorante Vitello d’Oro, in via Erasmo Valvason 4, a Udine.

Walter Filiputti

In attesa di conoscere in dettaglio la nuova iniziativa promozionale per l’importante settore che valorizza le eccellenza agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, e che indica chiaramente la volontà di ritrovare quanto prima il passo giusto, ricordiamo i ristoranti che aderiscono al sodalizio a carattere regionale: Ai Fiori di Trieste, Al Gallo di Pordenone, Al Grop di Tavagnacco, Al Paradiso di Pocenia, Al Ponte di Gradisca d’Isonzo, All’Androna di Grado, Campiello di San Giovanni al Natisone, Carnia di Venzone, Costantini di Tarcento, Da Nando di Mortegliano, Da Toni di Gradiscutta, Ilija Tarvisio, La Primula di San Quirino, La Subida di Cormòns, La Taverna di Colloredo di Monte Albano, La Torre di Spilimbergo, Lokanda Devetak di San Michele del Carso, Mondschein di Sappada, Sale e Pepe di Stregna e il ricordato Vitello d’Oro di Udine che ospita l’incontro di domani.

Al percorso gastronomico di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori si affiancano anche vignaioli e distillerie, eccellenze nel settore agroalimentare e artigiani del gusto, tanto che il gruppo è, a tutto gli effetti, un efficace portabandiera di quanto di meglio offre a tavola il Friuli Venezia Giulia.
I vignaioli e i distillatori eccellenti: Bastianich, Castello di Spessa, Dario Coos, Di Lenardo, Edi Keber, Ermacora, Eugenio Collavini, Forchir, Gradis’ciutta, Jermann, La Viarte, Livio Felluga, Livon, Marco Felluga, Petrussa, Ronco delle Betulle, Sirch, Venica&Venica, Villa Parens, Vistorta, Zidarich, Nonino.
Gli artigiani del gusto: l’Aceto di Sirk; i conigli allevati all’aperto di Coniglionatura di Precenicco; le confetture e i salumi dell’azienda agricola Devetak Sara; il prosciutto crudo di San Daniele di DOK Dall’Ava; il prosciutto cotto e gli insaccati di Dentesano; le golosità a base di trota di FriulTrota di San Daniele; i salumi d’oca e i prodotti di Jolanda de Colò di Palmanova; i formaggi e i prodotti della Latteria di Cividale; le farine e il baccalà del Mulino Zoratto di Codroipo; i tartufi di Muzzana Amatori Tartufi; il pregiato pesce della vallicoltura Valle del Lovo di Carlino; i pani e i dolci del Forno di Rizzo di Tarcento; La Bonteca. Bistrot con bottega di Alessandro Scian di Cordenons; la gubana de L’Antica ricetta di Cormòns; il panettone di Maria Vittoria di Dall’Ava Bakery; i dolci della Pasticceria Simeoni di Udine; il caffè di Oro Caffè di Udine. Le realtà ad essi collegate: Lis Lavanderia per tovaglie di qualità; Globus noleggio attrezzature per catering; Monaco Ristorazione con le sue stoviglie monouso bio&compostabile; Bliz Concessionaria Peugeot.
Collaborano nel sostegno alle iniziative del Consorzio Camera di Commercio di Pordenone-Udine, Promo Turismo Fvg e Consorzio per la Tutela del Formaggio Montasio.

FRIULI VENEZIA GIULIA VIA DEI SAPORI
www.friuliviadeisapori.it

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In copertina e qui sopra le cene spettacolo di Fvg Via dei Sapori a Grado e al Castello di Spessa.

I vini Doc Aquileia provano a ripartire. Ecco cosa chiede Franco Clementin

di Carlo Morandini

Le terre di Aquileia sono un elemento cardine della Riviera Friulana. È dalla città romana che è partita la colonizzazione del territorio costiero, e non solo, con le lavorazioni agricole più qualificate. Qui si produceva il vino per la Capitale e diverse zone dell’Impero. Tanto che il sedime della Via Annia, la strada quasi bimillenaria che andava da Aquileia verso Roma, fu consolidato già dai Romani con i cocci delle anfore vinarie non più utilizzate. Negli ultimi decenni, forte dell’antica storia e tradizione, l’Aquileiese è cresciuto a livello agroalimentare ed enogastronomico, e si è sviluppata anche l’ospitalità agrituristica. Ho seguito e condotto per anni iniziative come “A tavola con gli antichi romani” che, rileggendo gli scritti di Apicio, il primo cronista gastronomico, e le sue ricette, coniugava la storia con la cultura del territorio, assieme all’offerta enogastronomica dell’area.
Il riconoscimento di Aquileia tra le città patrimonio dell’umanità, grazie all’Unesco, ha fatto compiere all’intera realtà un salto in avanti a livello mediatico, facendola conoscere a un pubblico sempre più vasto. E stimolando pure la qualità. Un percorso, a pochi chilometri da Grado, che viticoltori e ristoratori del luogo hanno saputo valorizzare. Come Franco Clementin, che ora assieme al figlio Antonio, ha sviluppato la sua azienda vitivinicola, Fattoria Clementin, nata dai terreni paterni a Terzo di Aquileia, con l’acquisto di una cantina e dei suoi terreni vitati, a vista della Basilica poponiana, alle porte dell’abitato provenendo dall’Isola del Sole.
Clementin è presidente della Doc Friuli Aquileia e da sempre sostiene l’idea promossa dall’Associazione culturale La Riviera Friulana. Perché il suo motto è “l’unione fa la forza”. Ha sostenuto da sempre che la proposta di un gruppo è in grado di valorizzare un’area. E che le azioni singole, anche se vincenti nella fase iniziale, nel caso cambino le regole del gioco rischiano di disperdersi nel messaggio globale. Come accade ora, a causa della pandemia che ha congelato i mercati di collocazione abituale dei vini del Vigneto Friuli. E anche di quello della Riviera.

Clementin parla dei vini Aquileia.

– Presidente Clementin, com’è la situazione?

“E’ a dir poco surreale. Ci troviamo comunque a lavorare i campi, a coltivare le viti, a completare tutti i passaggi per mettere in sicurezza le produzioni per la prossima stagione, mentre il mercato è tutto fermo. E il frutto del nostro lavoro, della vendemmia 2019, è ancora tutto in cantina: è come se la storia lunghissima di Aquileia si fosse momentaneamente fermata. L’auspicio è che tutto questo duri poco. Che si riesca a trovare un sistema per ripartire, pur mantenendo la salute al primo posto. Il nostro Consorzio di tutela Doc Friuli Aquileia, che esprime la voce di un’area ad alta vocazione, per il turismo culturale, ma anche per gli amanti della cultura del territorio, rappresentata anche dall’intera filiera rurale, orticola, ortofrutticola, agroalimentare, e quindi non solo vitivinicola, auspica che ci sia data una ‘chance’ per una ripresa effettiva, con le condizioni per ripartire in sicurezza. Per noi come per i nostri ospiti ed estimatori. Nel frattempo, bisogna comunque riconoscere che l’agricoltura è riuscita a ritagliarsi lo spazio necessario per non rimanere paralizzata. Perché, mentre la lavorazione delle campagne non si poteva fermare, ci sono stati concessi gli spostamenti anche per i recapiti dei prodotti a domicilio. Quindi, i contatti online, sui social, la presenza sulla porta di casa per le consegne hanno rappresentato un modo per aiutarci a mantenere l’identità del territorio attraverso il contatto con i nostri amici, e hanno rappresentato per noi un vantaggio psicologico, uno stimolo ad andare avanti e a guardare con un po’ di maggior fiducia al futuro”.

– Ecco, e il futuro?

“E’ difficile, speriamo che ci venga fornito un aiuto per trascorrere questi mesi, per valicare la crisi. Il futuro è molto incerto, e occorre che tutti assieme recuperiamo la forza di rimetterci in gioco e di scendere in campo, che ci ha permesso di crescere fino a pochi mesi fa. Certo, ci vorrà del tempo per ripristinare le nostre realtà riportandole ai livelli di competitività che avevamo raggiunto. C’è da considerare che se qualche azienda di grosse dimensioni trova ancora sbocco per le sue produzioni nella grande distribuzione, che per ora è l’unico settore autorizzato alla vendita diretta, la struttura portante del Vigneto Friuli Venezia Giulia sono le piccole e medie imprese, quelle che portano lustro con il loro approccio con il lavoro, e riescono a creare un benessere qualitativo tra i visitatori topico della realtà regionale, che è il prolungamento dell’ambiente familiare. E per loro non è la stessa cosa. Anche i futuri scenari possibili, con la necessità del distanziamento sociale, e soluzioni pratiche realmente difficili da affrontare, non sono rassicuranti. Non solo, ma mancano soltanto tre mesi alla vendemmia. Mi auguro, come auguro a tutti i nostri colleghi, che per quel periodo si riescano e svuotare le cantine dai prodotti dell’annata precedente. Ma temo che questo auspicio rimarrà tale. E che l’uva della vendemmia 2020 avrà una difficilissima collocazione, sia fisicamente, come per quanto attiene il ritorno economico delle produzioni. Anche il valore delle uve temo scenderà ai minimi storici. Mi auguro di essere smentito dai fatti, ma i dubbi e le incertezze sul prossimo futuro sembrano essere sempre più fondati”.

Degustazioni con vista Basilica.

– Esiste un antidoto?

“Occorre innanzitutto una valutazione realistica della situazione. Le autorità competenti ci debbono continuare ad aggiornare sulla situazione con dati certi e inconfutabili e con la massima trasparenza. Senza nascondere nulla. Per consentirci non dico di programmare, ma di provare a progettare un futuro. Il contadino, l’uomo che lavora la terra, è una figura che per la sua cultura verso il territorio non molla mai, non lascia nulla di intentato. Poi, è il momento di condividere il percorso della ripartenza, che deve vedere unito tutto il mondo rurale e agroalimentare. Gettando al vento individualismo e campanilismi. Occorre ritornare alla condivisione di un percorso, alla cooperazione, al rafforzamento delle rappresentanze che però debbono essere unite lungo un cammino comune”.

Si tratta di concetti, e di un progetto di recupero, crescita, sviluppo, che hanno sempre contraddistinto le scelte di Franco Clementin, nella consapevolezza che occorre costruire migliorando il passato, come aveva fatto suo padre rispetto al lavoro del nonno, come ha fatto lui stesso rispetto alle basi gettate dal genitore. Come farà suo figlio Antonio, sviluppando Brojli, la realtà che Franco ha saputo creare ad Aquileia. Un concetto, quello della trasmissione familiare d’azienda, che la Regione Fvg ha acquisito sostenendo la continuità familiare nelle aziende agricole, e l’imprenditorialità giovanile.
“A fronte di tutto questo – prosegue Franco Clementin – è bene che anche le piccole aziende si attrezzino verso un percorso condiviso perché, se finora sussistevano le condizioni per poter procedere a valorizzare singolarmente le proprie qualità e vocazioni, questa crisi ha cambiato le regole del gioco, e la concorrenza è diversa e articolata”.
Servono reti d’impresa, come evidenzia il leader di Friuli Aquileia, e la comunicazione in rete per presentare una realtà coesa, integrata, che ha una valenza perché rappresenta un territorio, come il concetto di Riviera Friulana: forse, non si tratta dell’arma vincente, ma può facilitare il recupero di un mercato che finora è rimasto congelato alla Gdo e alle consegne a domicilio. “Tutte le aziende che prima commercializzavano i vini all’estero – ricorda Clementin – ora puntano al mercato italiano. Ognuna con le proprie potenzialità e i propri canali, qualcuno più costoso, altri meno, secondo le proprie logiche aziendali… Ma, anche in questo caso, a farne le spese sarà il valore di mercato”.

– Come vive Aquileia questo momento drammatico?

“Il fatto di non vedere un’auto straniera ci crea una tristezza infinita. Il loro arrivo scandiva la primavera, l’arrivo della Pasqua, della Pentecoste, segnava l’inizio di una nuova stagione di contatti, ripristinava la possibilità di trasmettere le carature del nostro territorio. Segnava il ritorno, anno dopo anno, di quel turismo di qualità che caratterizza la Riviera Friulana, da Grado a Lignano lungo tutto il retroterra del litorale adriatico. Qui da noi, arrivava ancora il turista che vuole conoscere, assaggiare, degustare, mangiare, assaporare, soggiornare nelle nostre realtà. Una ricchezza, una possibilità di arricchimento anche interiore e di esperienze anche per tutti noi, e che quest’anno ci mancherà. Ma che speriamo si possa ripristinare presto”.

I grappolini appena formati.

– Le prospettive nell’immediato?

“Stanno nel turismo locale, costituito da chi ha l’appartamento al mare o nel retroterra, la barca, e che si muove ma vuole riassaggiare i nostri prodotti. Ma speriamo di poter riavere al più presto anche i degustatori stranieri, non solo dall’Austria e dalla Germania, ma anche dalla Slovenia, dall’Ungheria. Più difficile che in tempi brevi o ragionevoli ritornino gli olandesi, i danesi, gli svedesi, i norvegesi, proprio per i problemi legati agli spostamenti che saranno sicuramente limitati. Fino allo scorso anno, già a metà primavera, avevamo i campeggi pieni di questi turisti che scendevano perché non aspettavano altro che vedere il sole e visitare il nostro territorio. E conoscere, assaggiare, acquistare i nostri prodotti”.
Ritornare ad avere i turisti locali e italiani, per il presidente della Doc Friuli Aquileia potrebbe rappresentare una nuova sfida orientata a migliorare ancora la qualità dell’accoglienza. E a ritarare l’offerta dell’intero sistema e della filiera della Riviera Friulana. Nel quale, prosegue Franco Clementin, “le nostre città d’arte ci danno una mano a creare attrattività. Anche verso le bellezze del territorio: il fascino di camminare sulle dighe e gli argini della laguna, poter visitare i piccoli abitati di queste terre”.

– La ricetta per riconquistare questo turismo “lento”?

“È sempre la stessa, e fa parte del nostro Dna: l’accoglienza con un sorriso, la stretta di mano se un giorno si potrà tornare a dare o un altro segno di amicizia equivalente, un calice di vino e un brindisi con il calore dell’ospitalità friulana. Poi, se vorranno portarsi a casa i nostri vini o soffermarsi a dormire nelle nostre realtà, sarà tanto di guadagnato per il futuro, perché vorrà dire che li abbiamo conquistati, o abbiamo riconquistato la loro fiducia”.

– E in attesa di ripartire?

“In vari settori sono già iniziate online diverse forme di coordinamento, per esempio a Grado, per lo scambio di suggerimenti e proposte, per non farci trovare impreparati. Ma, principalmente, attendiamo indicazioni e sostegno da parte delle autorità. Forse, realtà come la nostra e tante altre della zona, che hanno attrezzato spazi di degustazione all’aperto, potranno essere favorite perché potranno garantire più facilmente il rispetto delle prescrizioni. Ma occorrerà che ci dicano quante persone si potranno raggruppare, per le degustazioni, o gli eventi come quelli che abbiamo organizzato con la Riviera Friulana: 2, 10, 20, 40 persone? Finché non ci daranno risposta a queste legittime domande, ogni programma, ogni tipo di previsione organizzativa sarebbe azzardato. Potremmo assicurare per la fine della primavera un’alternativa all’accoglienza nella ristorazione, con forme più genuine e semplici, ma in grado di rappresentare una fase di passaggio concreta verso un ritorno alla normalità possibile, compatibilmente con la prudenza”.
(5 – continua)

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In copertina e qui sopra due tipici scorci dell’Agro aquileiese.

Riviera Friulana tutta da scoprire: ecco la “Carta del gusto”

di Giuseppe Longo

Grandi vini dalle Doc Annia, Aquileia e Latisana, che fanno il paio con una gastronomia molto invitante che attinge soprattutto ai sapori e ai profumi del mare, un ambiente e un paesaggio spesso fortunatamente incontaminato ricco di fascino, da Grado a Lignano passando per la Laguna di Marano, scrigni di storia, arte e cultura come la bimillenaria città romana dominata dal campanile del Patriarca Popone. Ecco, a rapide pennellate, l’area rivierasca del nostro Friuli che si affaccia sull’Adriatico. E tutto questo sarà offerto tramite un nuovo e sicuramente efficace strumento, la “Carta del gusto della Riviera Friulana”, che sta per debuttare su quello straordinario veicolo informativo e promozionale rappresentato dalla “rete”.

Oggi, infatti, alle 18.30, nella sede dell’azienda agricola Isola Augusta di Palazzolo dello Stella, che da molti anni ormai propone anche un prestigioso agriturismo, Arga Fvg e associazione culturale La Riviera Friulana, in collaborazione con Club per l’Unesco di Udine, Italia Nostra e Fotocineclub Lignano, hanno organizzato una serata per la presentazione, appunto, di questo magazine on line della testata giornalistica online www.larivierafriulana.it , che racconta il territorio dell’area rivierasca e le sue attrattive; la ricerca del giornalista Silvio Bini – i cui generosi contributi sono molto apprezzati anche su questo sito, 2019-26.vigneto.friulivg.com, e pure su friulivg.com e friulivg.it – sulle origini di Lignano Sabbiadoro attraverso la lettura dei quotidiani dell’epoca; l’installazione dell’artista La Montagna, realizzata con materiali reperiti nella Tenuta che ospita la serata. Al termine, degustazione dei prodotti della stessa Isola Augusta della famiglia Bassani.
“Una serata – anticipa Carlo Morandini, presidente di Arga Fvg, l’associazione dei giornalisti specializzati nel raccontare agricoltura, agroalimentare, enogastronomia, ambiente e turismo collegato – per richiamare l’attenzione sulle ricchezze che un’area spesso trascurata o sottostimata, quella rivierasca, racchiude e sa offrire al visitatore attento alla cultura del territorio e alle attrattive del luogo”. Insomma, “un percorso ragionato tra le attrattive archeologiche, ambientali, paesaggistiche, architettoniche, assieme alla proposta dei sapori che valorizzano le tradizioni e le produzioni locali. E accrescono l’attrattività dell’area”.

Quasi 80 pagine, la nuova Carta del gusto, assieme ad alcuni dei presidi di riferimento dei sapori dell’area tra i bacini dei fiumi Tagliamento e Isonzo, la linea delle risorgive e il litorale friulano, si sofferma sugli elementi principali del territorio. Dalle due città balneari, Grado, ricca di storia e tradizioni, amata dagli appassionati del turismo lento, e Lignano Sabbiadoro, d’estate “capitale” del turismo adriatico e più orientata ai giovani e alle famiglie, alle chicche della cultura e della storia, come Aquileia, metropoli dell’Impero romano, Passariano con Villa Manin residenza di campagna dell’ultimo Doge di Venezia, Marano Lagunare, antico borgo fortificato e oggi punto di riferimento della pesca con una particolare parlata di origine veneta. Ai fiumi che segnano un margine ideale tra i due lati della Riviera Friulana, il Tagliamento e l’Isonzo, che hanno contrassegnato lo sviluppo dell’economia e della cultura nelle terre rivierasche, ma anche l’affascinante Stella che sgorga dal Medio Friuli. Si tratta dell’evoluzione della Carta del Gusto, nata come una mappa dei sapori. Ma anche come un patto tra gli operatori di pregio e l’associazione culturale La Riviera Friulana, per la valorizzazione della qualità e di tipicità e tradizioni locali, elementi destinati a valorizzare l’area e a fidelizzarne i visitatori. È stata sostenuta, nelle varie edizioni, dalla Provincia di Udine, dalla Regione attraverso l’Ersa, e dalla Camera di commercio di Udine, e distribuita anche all’Expo di Milano. Ora è sostenuta dall’Amministrazione regionale attraverso PromoturismoFvg. È stata realizzata con la collaborazione del Fotocineclub Lignano, anche con le foto del gradese Antonio Boemo e dello stesso Carlo Morandini. È patrocinata dal Club per l’Unesco di Udine e da Italia Nostra, oltre che da Unaga, gruppo di specializzazione della Fnsi, dall’Arga, l’Associazione regionale della Stampa agricola, agroalimentare, dell’ambiente e territorio, e dall’Unione cuochi Fvg.

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In copertina, la  “Carta del gusto della Riviera Friulana” che sarà presentata questa sera a Palazzolo.

LA RICETTA – Gnocchetti di polenta e “otragano”

di Gi Elle

Oggi per la consueta “Ricetta del sabato” facciamo tappa a Grado e precisamente alla Tavernetta All’Androna, una delle colonne storiche di Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori, il Consorzio della buona tavola guidato da Walter Filiputti che ormai da molti anni propone a fine luglio sul Lungomare Nazario Sauro una fra le più famose cene-spettacolo dell’estate, tanto da doverla proporre in due “puntate”. E l’Androna della famiglia Tarlao è da sempre protagonista della rassegna enogastronomica. Ovviamente i piatti sono a base di pesce, facendo leva sulla tradizione marinara dell’isola, come pure quello che vi presentiamo oggi, preparato dallo chef Attias Tarlao. Eccolo:

“Gnocchetti di polenta e otragano”

Ingredienti:
500 g di farina di mais per polenta metà bianca e metà gialla
4 cefali otragani o cefali dorati da 300 g l’uno
4 spicchi d’aglio
olio extravergine d’oliva di Russiz Superiore in Collio
1 cl vino bianco
sale e pepe

Preparazione:
Per gli gnocchetti di polenta: preparare le due polente – ognuna per colore di farina – in modo tradizionale facendo attenzione che non risulti troppo dura. A cottura terminata, metterla in una sacca da pasticciere, che consigliamo d’avvolgere con un panno per non scottarsi, dato che la polenta deve essere ancora caldissima. Quindi, in un piano di lavoro leggermente unto con un filo d’olio, fare scorrere la sacca creando strisce gonfie e lunghe come si fa per gli gnocchi tradizionali; attendere che si raffreddino e tagliare la polenta a mo’ di gnocchetti. Nel frattempo, pulire i cefali e sfilettarli togliendo loro la pelle.

Per la salsa: rosolare in padella gli scarti del pesce con aglio tritato e un filo d’olio; sfumare col vino bianco; aggiungere un po’ d’acqua e terminare la cottura finché la salsa si restringa in modo adeguato. Filtrarla con un colino e aggiustarla di sale e pepe.

Tagliare a listarelle i filetti e rosolarli in una padella antiaderente ben calda. Bagnare la salsa con un filo d’olio e aggiungerla ai filettini di pesce. Quindi versarvi gli gnocchi che verranno cotti assieme al pesce per 5 minuti a fuoco lento, così che possano assorbire il sugo fin quasi ad asciugarlo. Servire in un piatto fondo ben caldo e guarnire con un filettino di otragano.

Vino:
Un fresco Friulano (ex Tocai) della vicina Doc Friuli Aquileia.

ALL’ANDRONA
Calle Porta Piccola, 6
34073 GRADO
Tel. 0431. 80950
info@androna.it
www.androna.it
Proprietari: Fam. Tarlao
Chef: Attias Tarlao

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In copertina, ecco gli “Gnocchetti di polenta e otragano” dell’Androna.

 

LA RICETTA – Boreto “de gransoporo”

di Gi Elle

A Grado l’ultimo appuntamento con la “Musica a 4 Stelle” era curiosamente intitolato “Lettere a un gransoporo”. E oggi, in occasione della consueta ricetta settimanale, vi proponiamo un piatto molto particolare e nel contempo altrettanto interessante: il “Boreto de gransoporo”. La tipica ricetta gradese prevede, come è noto, l’utilizzo di vari tipi di pesce, anche a seconda di quanto offre il mercato: rombo, cefalo, seppie, sardoni, canocchie e così via. Ma esiste, appunto, anche quello con il gransoporo. Eccovi, pertanto, dosi e modalità di preparazione, come sempre per quattro persone, della ricetta descritta sul sito www.graisanidepalu.org:

“Boreto de gransoporo”

Ingredienti:
1 kg di granciporro
4 spicchi d’aglio
4/5 cucchiai di olio d’oliva
sale, pepe abbondante
1/2 lt di acqua calda
2 cucchiai da cucina di farina

Preparazione:
Mettere in una casseruola l’olio, la farina e l’aglio e imbrunire il tutto. Togliere l’aglio e collocare il granciporro precedentemente tagliato in quattro parti, salare e pepare abbondantemente. Rosolare il tutto per circa 5 minuti e aggiungere acqua calda. Far bollire per altri 10 minuti.
Servire con polenta bianca.

Vino:
Un Friulano (ex Tocai) sia delle Doc di pianura, come la vicina Friuli Aquileia, sia di collina.

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In copertina, ecco il granciporro o “gransoporo” come è chiamato nella parlata gradese.

“Calici di Stelle” a Grado irrinunciabili. Gran finale ad Aquileia

di Gi Elle

Dopo le due bellissime serate di Grado, una peraltro coincidente con la classica notte di San Lorenzo – quella che ormai parecchi anni fa aveva ispirato la manifestazione a livello nazionale -, Calici di Stelle 2019 sta per essere consegnata agli archivi, sicuramente come una edizione fra le migliori. Ma è giusto dire “sta” perché sono ancora tutte da vivere le due ultime serate di Aquileia, sotto il campanile dei Patriarchi, in programma oggi e domani.
Chiusa dunque l’edizione 2019 di Calici di Stelle, nell’Isola del Sole, che si è rivelata un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati e i turisti che, nel corso delle due suggestive serate, in diga Nazario Sauro e giardini Palatucci, hanno “giocato” con raffinati abbinamenti tra gli eccellenti vini regionali e le pietanze tipiche locali. Due serate di degustazioni enogastronomiche centrate sulle eccellenze territoriali: i partecipanti hanno potuto degustare i vini Fvg delle 25 cantine presenti abbinandoli alle 5 pietanze gastronomiche della laguna e del territorio proposte da Pro Loco Grado.

Ma, come dicevamo, non finisce qui: oggi e domani Calici di Stelle 2019 vivrà le sue due giornate conclusive ad Aquileia, in piazza Capitolo, a partire dalle 19.30. Nella città Unesco, troverete 17 cantine del territorio ma anche di altre zone della regione e potrete accompagnare le vostre degustazioni con assaggi dei prodotti tipici dell’Agro aquileiese realizzati da Alla Colombara, Al Granaio, Hotel Ristorante Patriarchi, panetteria Sandrigo e pasticceria Mosaico.
Non mancherà l’accompagnamento musicale con concerti in piazza, spettacoli e interessanti percorsi esperienziali alla scoperta delle eredità storico-culturali di Aquileia: veri e propri Night Tours che toccheranno il Museo Archeologico Nazionale, aperto eccezionalmente anche di lunedì, il Sepolcreto Romano, la Domus e il Palazzo Episcopale, siti aperti in notturna esclusivamente per l’evento dedicato ai vini Fvg grazie alla collaborazione con la Fondazione Aquileia e il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia.

Oggi sono previste visite gratuite al Sepolcreto Romano, la Domus e il Palazzo Episcopale. Potete raggiungere in autonomia i siti, aperti fino alle 23, per una visita accompagnati da guide presenti in loco. Domani sarà possibile: visitare con ingresso gratuito Domus e Palazzo episcopale (piazza Capitolo); visitare con ingresso gratuito il Sepolcreto (via XXIV Maggio) visitare il Museo Archeologico Nazionale (via Roma) e la mostra “Magnifici Ritorni” (biglietto 10 euro) fruendo di una visita guidata con prenotazione obbligatoria e della durata di 50 minuti circa con partenza alle 19.30, alle 20.30 e alle 21.30 dalla biglietteria del museo. Il Museo è comunque visitabile in autonomia e senza prenotazione dalle 19 alle 23 (la biglietteria chiude alle 22); seguire un tour completo e coordinato da un addetto di Calici di Stelle della durata di un’ora e mezza circa con visita guidata al Museo Archeologico Nazionale e alla mostra temporanea “Magnifici Ritorni” (biglietto sempre 10 euro), al Sepolcreto e alla Domus e Palazzo episcopale. Il tour parte alle 19.25, alle 20.25 e alle 21.25 da piazza Capitolo. La prenotazione è obbligatoria. Per informazioni su tutte le attività della serata e prenotazioni: museoaquileiadidattica@beniculturali.it oppure 0431.91035.

L’evento, inserito in un ampio progetto di concreta sinergia tra diverse realtà del territorio, è stato organizzato anche quest’anno da Movimento Turismo del Vino Fvg in collaborazione con l’associazione Città del Vino a Grado con il Comune di Grado e Pro Loco Grado e ad Aquileia con il Comune di Aquileia e il supporto dell’Associazione Imprenditori Città di Aquileia – Club di Prodotto Aquileia te Salutat e il Consorzio Doc Aquileia. Gli organizzatori ringraziano per la collaborazione i partner e gli sponsor tecnici di Calici di Stelle: Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFvg, Comuni di Grado e di Aquileia, Civibank, Del Torre, Acqua Dolomia, Juliagraf, Il Maggese / Novalis, Vino e Sapori Fvg, Q.B. Quanto Basta, AsterCoop Madimer, Fondazione Aquileia e il Polo Museale del Friuli Venezia Giulia.

Per informazioni:
Movimento Turismo del Vino Friuli Venezia Giulia
Tel +39 0432 289540 – +39 3480503700
info@mtvfriulivg.it _ www.cantineaperte.info
Comune di Aquileia
Tel. +39 3400049333

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In copertina e all’interno alcune immagini di “Calici di Stelle” a Grado.

Tra i vini e le stelle dove i Calici sono protagonisti

Notte di vino, Notte di stelle: weekend finale anche in Friuli Venezia Giulia per “Calici di Stelle”, con appuntamenti dedicati a enoturisti e winelovers, unendo la degustazione dei migliori vini a quella dei prodotti gastronomici del territorio, oltre a momenti musicali e culturali.  Ecco tutti gli appuntamenti in programma:

9 agosto Buttrio, ore 19.30, villa di Toppo Florio: serata in compagnia degustando i vini dei produttori di Buttrio accompagnati dalle prelibatezze cucinate dal maestro di cucina Germano Pontoni e non solo. Per i più piccoli Ora del racconto con la biblioteca e per tutti visite al Museo della civiltà del vino, letture di Parole e Musica 2019 alle 21 e concerto dalle 22 con Alvio&Elena.

9 agosto Duino Aurisina, ore 19.30, Infopoint di Sistiana: con accompagnamento musicale curato dal dj Orio di Brazzano, ammirando la baia di Sistiana e il Carso triestino, con i suoi vini uniti a quelli del Carso sloveno e del Collio goriziano. Abbinamenti gastronomici con portate finger food nel progetto Duino Aurisina Città dei Sapori.

Sistiana

9  e 10 agosto Grado, ore 20, diga Nazario Sauro – giardini Palatucci: doppio appuntamento in riva al mare con i prelibati vini autoctoni del Friuli Venezia Giulia e vini internazionali, accompagnati da gustosi abbinamenti gastronomici locali e da buona musica. Ricavato in beneficenza alla Comunità Melograno Onlus.

Grado

10 agosto Trivignano Udinese, ore 18.30, borgo di Clauiano: nel pomeriggio alle 15.00 tappa a cronometro del Giro ciclistico del Friuli Venezia Giulia, con protagonisti delle due ruote di ieri e oggi nella zona allestita, alle 18.30 apertura stand enogastronomici con prodotti del territorio e vini delle cantine locali. Alle 19 concerto Percoto canta in tour.

Clauiano

10 agosto Bertiolo, ore 19.30, Enoteca: vini da tutto il Friuli Venezia Giulia abbinati a deliziosi piatti in formato finger food e assaggi dei produttori di miele e formaggi, nell’enoteca ricavata in una casa tipica del 1700. Accompagnamento musicale e consegna del premio “Stelis di Chenti” a chi si è distinto per la comunità.

Bertiolo

10 agosto Gradisca d’Isonzo, ore 19.30, corte Marco d’Aviano – palazzo Torriani: in uno degli edifici storici della cittadina serata con degustazione dei vini del territorio abbinati ai sapori locali. Sotto le stelle si sarà poi allietati dalla musica dei Sarahband in concerto.

Gradisca

10 agosto Sequals, ore 19.30, villa Savorgnan – Lestans: la storica villa al centro del borgo ospita la degustazione dei vini del territorio in abbinamento con i prodotti tipici delle aziende locali. Intrattenimento musicale per rendere ancora più magica la serata: con concerto di Alice Populin Redivo (voce e arpa) e Davide Ceccato (violino e liuti).

Lestans

11 e 12 agosto Aquileia, ore 19.30, piazza Capitolo: doppia serata, nella piazza centrale della cittadina a due passi dalla Basilica, per scoprire degustandoli i prodotti dell’Agro aquileiese, tra vini del territorio e proposte dei ristoranti locali. Eredità culturale di Aquileia: veri e propri Night Tours che toccheranno il Museo archeologico nazionale, aperto eccezionalmente anche di lunedì, il Sepolcreto romano, la Domus e il Palazzo episcopale, siti aperti in notturna esclusivamente per l’evento grazie alla collaborazione con la Fondazione Aquileia e il Polo museale del Friuli Venezia Giulia.

Aquileia

Novità di quest’anno il coinvolgimento attivo dei partecipanti, che possono prendere parte a due interessanti contest. Innanzitutto anche il Friuli Venezia Giulia aderisce al premio dell’Associazione nazionale Città del Vino dedicato alla fotografia di territorio, che valorizza la relazione fra la festa e l’ambiente circostante e intitolato “La Stella di Federica: miglior foto di Calici di Stelle 2019”, il quale sarà assegnato ai tre enoturisti che invieranno le migliori foto dell’evento. Gli scatti si possono inviare agli indirizzi e-mail iolepiscolla@cittadelvino.com e calicidistellefvg@gmail.com
C’è poi il Concorso regionale Braccialetti di Calici di Stelle “Più ne raccogli e ti premierò”. Possono partecipare tutte le persone maggiorenni che avranno acquistato o acquisteranno un ingresso (braccialetto, novità di quest’anno con consumazioni illimitate al costo di 15 euro) nelle nove località capofila di questo format innovativo: Corno di Rosazzo, Capriva, Prepotto con Dolegna del Collio, Premariacco, Torreano di Cividale, San Giorgio della Richinvelda, Buttrio e Duino Aurisina. Ogni località ha un braccialetto di colore diverso: i migliori tra quelli che ne collezioneranno di più riceveranno soggiorni per due persone in una delle località turistiche del Friuli Venezia Giulia messi a disposizione da PromoTurismoFvg e che saranno consegnati nella grande festa conclusiva di Calici di Stelle in programma ad Aquileia il 30 agosto. Regolamento sulla pagina Facebook @cittavinofvg
Senza dimenticare che, liberamente, tutti possono condividere sui social network le proprie foto degli eventi a cui partecipano utilizzando l’hashtag #calicidistellefvg

La grande manifestazione di mezza estate è organizzata dall’Associazione nazionale Città del Vino e del Movimento Turismo del Vino in contemporanea con il resto d’Italia. L’edizione regionale di Calici di Stelle vede la preziosa collaborazione di PromoTurismoFvg e della Strada del Vino e Sapori del Friuli Venezia Giulia. Come per l’edizione nazionale c’è inoltre il patrocinio dell’Agenzia nazionale Turismo Italia. In ogni realtà fondamentale la sinergia tra Comuni, Pro Loco, cantine, produttori e associazioni locali.

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In copertina, villa di Toppo-Florio a Buttrio è ormai il “tempio” dei vini Fvg.

(La foto di Lestans è di Lara Zilli)