Udine in festa per Friuli Doc vetrina dell’enogastronomia. Giannola Nonino: tutti orgogliosi di questa nostra terra

(g.l.) «La forza di una grande manifestazione come Friuli Doc è la continuità, elemento fondamentale per rendere l’evento un punto di riferimento negli anni e continuare a ingrandirlo. Friuli Doc rappresenta un veicolo di promozione importantissimo della nostra regione verso tutti coloro che vengono anche da altri territori a scoprire le nostre eccellenze. È importante che tutti gli attori remino nella stessa direzione per far conoscere il Friuli Venezia Giulia nel mondo: se tanti piccoli prodotti portano dietro a sé un territorio riconosciuto, aumentano il valore verso il consumatore». Lo ha affermato ieri sera, a Udine – come informa Arc -, il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, sul palco di Friuli Doc, in occasione dell’inaugurazione della rassegna enogastronomica in programma fino a domenica 10 settembre.
La 29ma edizione si è aperta in piazza Libertà con il taglio del nastro a cui hanno preso parte, assieme alle autorità, la madrina della manifestazione Giannola Nonino, imprenditrice e artefice del successo internazionale della grappa omonima e del famoso Premio Nonino, e il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin. Presente in rappresentanza della Giunta regionale anche l’assessore alle Attività produttive e Turismo, Sergio Emidio Bini, il quale ha ringraziato il Comune di Udine, le associazioni di categoria, le Pro loco e tutti i volontari che si sono prodigati nell’organizzazione. «La Regione – ha proseguito l’esponente dell’Esecutivo – sarà parte attiva di Friuli Doc con lo stand di 700 mq di “Io Sono Friuli Venezia Giulia” allestito in piazza Primo Maggio, in cui accanto alla promozione del territorio, attraverso video e materiale informativo, saranno proposte le bevande Made in Friuli Venezia Giulia. Una presenza fortemente voluta dall’Amministrazione regionale per promuovere le ricchezze della regione, enogastronomia in primis».
Nell’area di Giardin Grande trovano spazio un banco riservato alla mescita dei vini locali e uno dedicato ai cocktail, ai liquori e alle birre, con un grande schermo e un palco centrale dedicati alla musica dei diversi dj-set che si alterneranno anche nell’arco degli altri tre giorni. Il marchio “Io Sono Friuli Venezia Giulia” sarà presente anche in piazza Matteotti (San Giacomo), con i prodotti gastronomici e artigianali del territorio in vendita nel “mercato delle eccellenze”.
«Dedico questa mia presenza a Friuli Doc a mio papà, che mi ha insegnato ad amare la mia terra e i suoi prodotti e ad esserne sempre orgogliosa», ha esordito Giannola Nonino. Sul palco – si legge in una nota Ansa Fvg -, assieme alla “signora della grappa”, anche il sindaco Alberto Felice De Toni con il vice Alessandro Venanzi. Il primo cittadino ha sottolineato che la manifestazione, organizzata dal Comune di Udine, «è l’espressione di una tradizione fatta di innovazioni andate a buon fine e unisce alcuni degli asset più importanti per la regione e per il Paese, enogastronomia, cultura, e turismo di qualità». «L’edizione 2023 è nel segno della continuità per la quale ringrazio l’amministrazione comunale di Udine», ha evidenziato Fedriga.
«Noi friulani siamo bravissimi e abbiamo una terra e prodotti straordinari – ha detto ancora Giannola Nonino, parlando alla folta platea con diverse autorità civili e militari e rappresentanti delle categorie economiche -, dobbiamo solo imparare a farci conoscere di più nel mondo». Il presidente Bordin, a margine, ha evidenziato che «quello di Friuli Doc è un viaggio che inizia dalla città di Udine fino a raccontare, attraverso un piatto, un calice di vino o un pezzo di artigianato, le tante anime che compongono il Fvg». Dopo la cerimonia inaugurale, accompagnata dalle note della Fanfara della Brigata Alpina Julia, il governatore Fedriga, che indossava una maglietta con il claim “Io sono Fvg”, ha visitato con le autorità cittadine e regionali lo stand di Promoturismo Fvg in piazza Primo Maggio, incentrato sullo stesso claim, dove ha partecipato a un brindisi augurale.
Complessivamente, Friuli Doc 2023 coinvolge 37 associazioni e Pro Loco, e si sviluppa in 11 piazze cittadine con un totale di 110 stand e comprende circa 70 eventi tra spettacoli e appuntamenti per tutti. Sarà possibile assaporare complessivamente oltre 150 specialità della tradizione regionale – dagli gnocchi di Godia ai cjarsons carnici, dal cervo del Tarvisiano al prosciutto di San Daniele, dal frico di Carpacco al pesce di Trieste – senza dimenticare i menu ad hoc proposti dalle 16 osterie e dai 6 ristoranti del circuito Friuli Doc.

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In copertina, la madrina Giannola Nonino con il governatore Fedriga e l’assessore regionale Bini alla cerimonia inaugurale.

Friuli Colli orientali e Ramandolo, una zona Doc e Docg chiamata a sfide ancora più grandi nei prossimi cinquant’anni

«Il settore della vitivinicoltura è strategico per l’economia del Friuli Venezia Giulia. La Regione è stata impegnata in questi anni a valorizzare e promuovere i nostri prodotti di eccellenza, investendo per farli conoscere il più possibile nel resto d’Italia e all’estero. Credo, senza nulla togliere alle produzioni delle altre regioni italiane, che le tipicità del Friuli Venezia Giulia abbiano oggi maggiori potenzialità di ampliare la loro presenza sul mercato soprattutto nell’ambito dell’offerta di altissima qualità». È il messaggio che il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha portato alla presentazione degli eventi promossi dal Consorzio Doc e Docg Friuli Colli orientali Ramandolo per celebrare il 50° anniversario dalla fondazione.

La presentazione del cinquantenario.

«Ricordo che nella nostra regione – ha aggiunto Fedriga in videocollegamento – c’è una storicità delle produzioni vitivinicole che risale ad epoche lontanissime, addirittura al 180 a.C., frutto del lavoro dell’uomo su questa terra e tali da non poter essere replicate in alcuna altra parte del mondo. Dobbiamo far percepire questa qualità ai consumatori, diventare più performanti nella conoscibilità e riconoscibilità di questa nostra eccellenza, fare rete in modo che i nostri prodotti ricevano dal mercato anche il giusto riconoscimento economico. È necessario muoversi in modo coordinato e integrare enogastronomia, cultura e turismo in un unico sistema, sulla scia del lavoro svolto egregiamente dall’assessore Stefano Zannier in questi ultimi cinque anni. Le porte della Regione sono sempre aperte per favorire l’alleanza tra produttori e istituzioni», ha concluso il governatore.

La mappa della Doc-Docg.


Anche il titolare delle Risorse agroalimentari ha portato il suo personale saluto ricordando che «i prossimi cinquant’anni di attività del Consorzio presentano sfide più grandi di quelle già vinte nel passato. L’attività di sinergia richiamata più volte deve diventare usuale in tutta la regione”. Zannier ha ricordato che “in Friuli Venezia Giulia la media della superficie vitata in rapporto alla superficie agricola è il doppio delle altre regioni italiane. Questo anche per la costante ricerca in qualità. Il Consorzio Colli orientali è stato tra i primi a credere nel supporto tecnico alle imprese per migliorare le capacità produttive e per accrescere l’innovazione. Grazie alla continua collaborazione con Ersa, soprattutto nel mantenimento della salute del “vigneto Friuli” abbiamo raggiunto i livelli che oggi ci caratterizzano». L’assessore ha poi rivendicato «il successo della strategia regionale che ha voluto suddividere le competenze tra Ersa e PromoTurismoFvg rendendo la promozione e la comunicazione più efficaci».
Riferendosi poi all’esperienza della Tasting Academy diretta da Matteo Bellotto all’interno del Consorzio, Zannier ha elogiato «l’approccio che supera il concetto di azienda puntando sul concetto di territorio: questa è la strada giusta. Non possiamo permetterci di rincorrere, dobbiamo anticipare i tempi e attivare la corretta promozione di tutto il territorio, presentandoci come Friuli Venezia Giulia in quanto capitale unitario». Ricco il calendario degli eventi proposto dal Consorzio per le celebrazioni del cinquantesimo anniversario che avrà il suo clou nell’aperitivo sul Ponte del Diavolo a Cividale il 15 luglio cui seguirà la cena con i vignaioli nei ristoranti della città. Maggiori informazioni sul sito del Consorzio (www.colliorienatli.com).

Vendemmia a Ramandolo.

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In copertina, una splendida immagine della zona vitivinicola dei Colli orientali.

 

“Io sono Fvg”, le eccellenze marchiate ora voleranno sulle ali di Ita Airways

«Io Sono Friuli Venezia Giulia vola con Ita, così si può coniare questa un’iniziativa che veicolerà l’immagine e i prodotti della regione a livello internazionale e che si affida alla potenza di un chiaro ed efficace messaggio che da oggi diventa la speciale livrea di un aereo di linea di Ita Airways».  Lo ha detto ieri il presidente Fvg, Massimiliano Fedriga, nel corso della presentazione dell’Airbus A320 di Ita Airways “Io Sono Friuli Venezia Giulia”, che per i prossimi 18 mesi volerà nei cieli d’Italia e d’Europa facendo conoscere il “marchio” delle nostre eccellenze, tra le quali un posto di primo piano è rappresentato dai prodotti agroalimentari e dall’offerta turistica. All’evento, tra gli altri, ha partecipato anche l’amministratore delegato di Ita Airways, Fabio Maria Lazzerini.
Come ha spiegato il massimo esponente della Giunta regionale, questo è l’ennesimo obiettivo conseguito dal progetto messo in atto dall’inizio della legislatura, ovvero quello di uniformare la promozione della regione sotto un unico marchio, senza frammentazioni che alla fine risultavano poco producenti, oltre che dispersive dal punto di vista della spesa. «Abbiamo voluto fare sistema e ci siamo riusciti, strutturando – ha sottolineato il governatore Fvg – una sinergia tra tutti gli attori coinvolti: nella fattispecie tra l’Amministrazione regionale, PromoturismoFvg e Trieste Airport. Una politica, che, come dimostrano i numeri relativi ai flussi turistici in regione, sta dando ottimi risultati e che ha portato il Friuli Venezia Giulia a essere una delle regioni uscite meglio negli indicatori economici dall’emergenza pandemica».
Come ha rimarcato Fedriga, questa collaborazione con Ita comprende anche l’applicazione di un QR code sia all’esterno delle porte di ingresso dell’aereo sia a bordo (sulla parte posteriore dei sedili e a partire da gennaio), riprendendo il claim legato al viaggio e rimandando al sito “www.turismofvg.it/it/vola-in-friuli-venezia-giulia”, in cui si trova una panoramica illustrativa di esperienze, proposte di itinerari, cultura, outdoor ed enogastronomia, con una sezione interamente dedicata alla pianificazione di un tour alla scoperta del Friuli Venezia Giulia.
«Il messaggio “Io Sono Fvg” – ha concluso il governatore – risponde a una strategia di medio periodo, all’interno della quale possiamo già essere orgogliosi di veder crescere costantemente, anno dopo anno, i numeri non solo dei turisti, ma anche della vendita dei nostri prodotti enogastronomici e, elemento tutt’altro che trascurabile, di tutto il merchandising correlato».

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In copertina, il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga con l’amministratore delegato di Ita Airways, Fabio Maria Lazzerini.

A Ramuscello 20 mila ettolitri in più: ottima vendemmia per la Cantina

«Con questo ulteriore ampliamento della capacità di lavorazione e stoccaggio, pari a 20 mila ettolitri, abbiamo aggiunto un nuovo tassello al progetto di sviluppo della nostra cooperativa». È quanto afferma il presidente della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, Gianluca Trevisan, nonché neo intronizzato – come avevamo a suo tempo riferito, a proposito della festa, tenutasi nel Castello di Udine, per i 50 anni del benemerito sodalizio – a Nobile del Ducato dei Vini Friulani alla presenza del governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, e del presidente nazionale di Assoenologi, Riccardo Cotarella.

I nuovi serbatoi da 20 mila ettolitri.

«Nell’ultimo esercizio, chiuso il 31 luglio scorso – spiega il presidente della cooperativa della Destra Tagliamento -, abbiamo incrementato il fatturato, che porteremo all’approvazione dell’assemblea, con una crescita di oltre il 30 per cento prevedendo, per la prossima vendemmia un ulteriore incremento, sia nei conferimenti di uva che nel numero di soci. Questo ci impegna ad ulteriori investimenti con un considerevole aumento della capacità di stoccaggio, un potenziamento delle attrezzature per la vinificazione, l’incremento dell’autoproduzione energetica passando da 60 a 280 kWh e la costruzione di un moderno impianto di depurazione con il recupero totale dell’acqua di scarico per utilizzarla, sia nel lavaggio degli atomizzatori che delle macchine vendemmiatrici dei nostri associati».
«Con un’ottima qualità dell’uva raccolta, quasi esclusivamente a Doc e a Igt – aggiunge il direttore Rodolfo Rizzi –, durante la vendemmia 2022 abbiamo gestito 130 mila quintali di uva conferita (+25 per cento rispetto al 2021) dai nostri 159 soci che conducono circa 800 ettari di vigneti. Un lavoro reso possibile grazie al nostro staff tecnico, formato da agronomi ed enologi, che hanno seguito i soci durante tutte le fasi di coltivazione della vite, affrontando le criticità derivate dalla siccità (ma ben gestita grazie ai tanti impianti di irrigazione sotto chioma a disposizione delle aziende) e riducendo notevolmente gli interventi fitosanitari sui vigneti garantendo così un minor impatto ambientale. Nei conferimenti sono cresciute le varietà Glera (per Prosecco) e Pinot grigio, specializzando così la cooperativa nella produzione di vini ad alta qualità richiesti dai nostri partner commerciali. D’altro canto, fedeli alla nostra missione di attenzione alla sostenibilità, abbiamo avviato un’importante collaborazione con l’Università di Udine, finalizzata allo studio e ricerca sulla Flavescenza dorata, fitoplasma della vite che ultimamente sta creando alcuni problemi alla viticoltura regionale e non solo».
«Questi risultati positivi non rappresentano un evento sporadico, ma rientrano in un progetto di crescita e di parecchi anni di buona gestione della Cantina – riprende, concludendo, il presidente Gianluigi Trevisan –. Sono la diretta conseguenza di un’autentica strategia aziendale basata sulle sinergie con il territorio e i tanti attori della filiera vitivinicola, imbottigliatori in primis. La Cantina Produttori di Ramuscello ha una visione di crescita e sviluppo che non prevede un’azione solitaria, ma importanti collaborazioni e accordi a lungo termine a garanzia della base sociale, dei dipendenti e di tutti coloro che condividono i nostri obiettivi».

Glera (Prosecco)

Pinot grigio

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In copertina, il presidente della Cantina, Gialuigi Trevisan, con Rodolfo Rizzi e Riccardo Cotarella alla intronizzazione a Nobile del Ducato dei Vini Friulani.

 

Il Prosecco, un fenomeno tutto italiano: Fedriga al Congresso Assoenologi

“La sfida del futuro è abbinare la vitivinicoltura alla sostenibilità, coniugando la produttività con la tutela del territorio. Tutti dobbiamo impegnarci per tenere alto il valore delle nostre produzioni: in Friuli Venezia Giulia, oltre al Prosecco, che rappresenta un terzo del totale, anche Pinot grigio e Ribolla gialla con cui siamo riusciti ad affermarci su tutti i mercati internazionali”. Lo ha sottolineato il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, nel corso dell’approfondimento sul tema “Prosecco: un fenomeno tutto italiano”, moderato da Bruno Vespa e a cui ha partecipato anche il governatore del Veneto Luca Zaia. Il convegno – come informa una nota Arc – è stato organizzato da Assoenologi in occasione del Congresso nazionale, per la prima volta svolto in modalità telematica, alla presenza del ministro delle Politiche agricole e alimentari Teresa Bellanova.
Fedriga ha ricordato come l’avvento del Prosecco sia da inquadrarsi come la più grande trasformazione avvenuta nel comparto vitivinicolo regionale dal dopoguerra ad oggi e come grazie a un paese di poco più di 1.300 anime di nome Prosecco sul Carso triestino si sia potuta concretizzare l’idea di agganciare un toponimo al vino. Per evitare che l’uva del Prosecco potesse venire coltivata anche fuori dai confini del Veneto nacque, infatti, l’idea – sotto l’egida di Luca Zaia, allora ministro dell’Agricoltura – di allargare la zona di produzione fino ad inglobare il paese di Prosecco e di conseguenza l’intero Fvg, creando la Denominazione di origine controllata (Doc) Prosecco. Con questo allargamento della zona di produzione e visto che la Comunità Europea protegge i nomi di territorio, anche il vino Prosecco è stato tutelato a livello mondiale e l’uva, dal quale deriva il famoso spumante, ha preso il nome di Glera.
Oggi, in rapporto alla produzione, Glera e Prosecco sono l’uva e il vino più pagati dal mercato (un litro di vino per produrre Spumante Prosecco oggi, sul mercato all’ingrosso, vale circa 1.50/1.60 euro mentre, il Pinot grigio Doc delle Venezie al litro 0.75/0.85 euro). Il Prosecco raggiunge il 70 per cento delle esportazioni (dieci anni fa il 40): oggi ha superato lo Champagne e sta conquistando anche il mercato inglese e americano.
Fedriga nel suo intervento ha rimarcato come la sostenibilità ambientale, sociale ed economica delle aziende vitivinicole del Prosecco rappresenti non solo un’opportunità per il sistema produttivo, ma anche una necessità per la durabilità della denominazione.
“Da un lato la capacità di garantire valore aggiunto alla produzione è fondamentale – ha evidenziato il governatore – ed è per questo che, ad esempio, la Regione sta finanziando impianti di spumantizzazione del Prosecco con l’obiettivo di mantenere tutta la filiera in loco; dall’altro lato, la ricerca di sistemi che tengano conto della sostenibilità sarà di certo un riconoscimento al brand Prosecco che verrà riconosciuto dalle istituzioni europee e dai consumatori. Si tratta, quindi, oltre che un investimento per la tutela dei nostri territori anche di un’operazione di marketing lungimirante, perché già ora vi sono canali di mercato che escludono completamente chi non produce con certificazione sostenibile e di qualità”.

Videoconferenza con Assoenologi.

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In copertina, grappoli di Glera dai quali si ottiene il vino Prosecco.

Coronavirus ferma anche i giardinieri: appello a Fedriga

Non chiedono aiuti in denaro, ma la possibilità di operare in deroga al lockdown per far fronte alle tante attività di manutenzione del verde legate all’esplosione della primavera. Se a livello nazionale una richiesta in tal senso è già stata inoltrata da Confartigianato-Imprese al Governo, in Friuli è il capo categoria provinciale dei giardinieri, Giulio Tam, a rilanciare: “Siamo uno dei pochi settori che non invoca aiuti economici dallo Stato, chiediamo però che ci sia consentito di intervenire laddove la situazione sta degenerando, sia dal punto di vista botanico che igienico-sanitario. Ripeto: non vogliamo soldi, vogliamo lavorare”.

Giulio Tam


Con le temperature in veloce rialzo, l’attività vegetativa è ripresa e questo è il momento in cui tradizionalmente le imprese del settore lavorano di più, sia per la manutenzione dei giardini privati che delle aree verdi pubbliche, dai parchi alle aiuole spartitraffico. “Se non interveniamo in tempo – ammonisce Tam – poi dovremo fare i conti con il moltiplicarsi delle criticità: le rotonde vanno sfalciate, pena la diminuzione della visibilità per gli automobilisti, i parchi vanno manutenuti, viceversa si rischiano problemi di igiene e di parassiti, un problema che in questo particolare frangente investe anche l’esterno dei supermercati”.
Il capo categoria dei giardinieri – un centinaio quelli associati a Confartigianato-Imprese in Friuli – fa appello al governatore Fvg, Massimiliano Fedriga, affinché segua le orme del suo omologo veneto: “Con delibera del 4 aprile, Luca Zaia ha infatti consentito alle imprese di giardinaggio – sottolinea Tam – la possibilità di effettuare manutenzioni, sia in aree pubbliche che private. A Fedriga domandiamo di fare altrettanto, rassicurandolo sul fatto che le nostre attività rispettano di loro le distanze di sicurezza: non lavoriamo mai accoppiati, ma singolarmente, a diversi metri di distanza, all’aperto, usando regolarmente i dispositivi di protezione individuale. Lasciarci operare in questo momento – sottolinea ancora il capo categoria di Confartigianato-Imprese Udine – consente di mantenere in salute il nostro verde e contemporaneamente di alimentare l’economia di questo settore evitando che vada a gravare sulle casse pubbliche”. Tam racconta di imprese letteralmente tempestate da richieste di intervento, in taluni casi urgente, vedasi la manutenzione all’esterno dei supermercati. “In attesa di una risposta dal governatore – conclude Giulio Tam –, gestiremo i casi di emergenza chiedendo al prefetto di derogare alla norma nazionale”.

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In copertina, l’esplosione della fioritura del glicine nei giardini privati e pubblici del Friuli.

Barbatelle “mondiali” volàno per un nuovo successo di Rauscedo

di Gi Elle

Un quarto delle barbatelle richieste dal mercato mondiale e i tre quarti di quelle destinate al mercato nazionale: sono dati che hanno fatto da sfondo alla recentissima edizione della rassegna “Le Radici del Vino” tenutasi con successo a Rauscedo. Ma sono anche quelli faranno da volàno a una serie di iniziative di valorizzazione del territorio che si estende tra le Grave sulla riva  destra del Tagliamento.
Quelli presentati dal Comune di San giorgio della Richinvelda sono interessanti progetti che permettono di valorizzare il territorio facendo conoscere un gioiello che contraddistingue il Friuli Venezia Giulia”, ha detto infatti il governatore Fvg, Massimiliano Fedriga,  il quale ha definito in le diverse iniziative che l’amministrazione sangiorgina intende mettere in atto per promuovere e valorizzare una delle eccellenze che caratterizza questo territorio, ossia la produzione delle barbatelle.

Il governatore Fedriga.

Alla presenza del sindaco Michele Leon, sono stati illustrati a Fedriga – come informa una nota Arc – alcuni progetti a finalità turistica ma anche rivolti al recupero urbanistico del territorio. Al termine dell’incontro, il presidente della Regione ha espresso interessamento verso le varie iniziative “poiché permettono di valorizzare il territorio dal punto di vista turistico, facendo inoltre conoscere una peculiarità che contraddistingue il Friuli Venezia Giulia nel mondo. Non va dimenticato – ha aggiunto Fedriga – che Rauscedo produce un quarto delle barbatelle richieste dal mercato mondiale e i tre quarti di quelle destinate al mercato nazionale. In questa zona, quindi, è racchiuso un grandissimo potenziale che va valorizzato e sostenuto anche attraverso progetti come quelli proposti dal Comune ai quali la Regione riserverà particolare attenzione“.

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In copertina, la produzione di barbatelle di cui Rauscedo è leader a livello mondiale.