Calamità, prorogata la conta dei danni: strutture agricole colpite per 73 milioni

La Giunta regionale Fvg, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari Stefano Zannier, ha richiesto al Ministero delle Politiche agricole di dichiarare l’esistenza di eccezionale calamità naturale per le avversità atmosferiche che si sono abbattute sul Friuli Venezia Giulia il 13, 24 e 25 luglio e il 6 e 7 agosto. «Si tratta – come ha spiegato l’esponente della Giunta Fedriga – di un passaggio necessario per garantire indennizzi anche alle strutture aziendali non assicurabili dal Piano di gestione dei rischi in agricoltura 2023. Anche queste ultime, infatti, alla luce dei controlli effettuati dai funzionari dell’Ispettorato regionale dell’agricoltura della Direzione centrale, risultano tra quelle danneggiate dal maltempo con precipitazioni eccezionali di quei giorni. Al momento sono state ricevute oltre 2.000 segnalazioni, delle quali circa 1.200 riguardano danni alle strutture aziendali per una stima di poco superiore ai 73 milioni – ha reso noto l’assessore -. Proprio per la complessità delle operazioni di individuazione e calcolo dovuta alla sovrapposizione degli eventi calamitosi, la Regione si è avvalsa – con questa delibera – della proroga di trenta giorni del termine per la ricognizione dei danni e la definizione dell’ammontare delle spese causate alle strutture dal maltempo», ricognizione che il decreto legislativo 102 del 2004 sugli aiuti compensativi affida alle Regioni.
Per usufruire delle provvidenze previste dal decreto 102, le imprese agricole che hanno subito danni dovranno presentare le domande di indennizzo entro il termine perentorio di 45 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto ministeriale di declaratoria dell’esistenza di eccezionalità dell’evento. La delibera della Giunta, infine, si completa con la definizione puntuale dell’elenco dei Comuni del Friuli Venezia Giulia che rientrano nei territori colpiti dagli eventi eccezionali.

—^—

In copertina, un fabbricato rurale devastato dal maltempo in un’immagine dei Vigili del fuoco.

“Friuli Doc”, finale tutto in crescendo. Grande protagonista la zona Collinare

(g.l.) Ultimo giorno, tutto all’insegna del bel tempo – anzi, un caldo quasi estivo! -, per Friuli Doc, edizione che, seppur contrassegnata da Green pass e inevitabili precauzioni anti-contagio, passerà agli archivi sicuramente come una fra le migliori. Anche perché il contenimento della folla, che negli anni pre-Covid aveva assunto livelli ormai inaccettabili, non può che favorire la qualità dell’offerta.
E uno dei settori che finora ha registrato maggiori consensi è quella della zona collinare, curata dalle Pro Loco, allestito come sempre sul piazzale del Castello di Udine, in un’area fra le più prestigiose della città. La ripartenza di un territorio è rappresentata anche dal ritorno di una manifestazione importante come Friuli Doc, all’interno della quale una presenza come quella delle Pro Loco è una garanzia per la promozione dell’enogastronomico anche in chiave turistica, aveva detto riguardo a questo importante padiglione l’assessore regionale alle Attività produttive, nel corso dell’inaugurazione dello spazio del Consorzio Pro Loco Collinare.
Il rappresentante della Giunta regionale Fvg, dopo aver manifestato soddisfazione per l’organizzazione in piena sicurezza del servizio ai tavoli, ha sottolineato la genuinità dell’offerta del Consorzio in quanto espressione di un territorio produttore di riconosciute eccellenze della tradizione della cucina regionale. L’esponente dell’Esecutivo regionale ha poi inteso estendere un ringraziamento a tutti i volontari che si sono impegnati per garantire la presenza del Consorzio alla kermesse udinese, rimarcando come l’associazionismo rappresenti il cuore pulsante del tessuto sociale della regione e come questo abbia avuto un ruolo rilevante anche nel coadiuvare le istituzioni nella gestione del contrasto alla pandemia.
Soddisfatto anche il presidente del Consorzio, il quale confidando nelle previsioni meteo favorevoli aveva previsto – come poi regolarmente avvenuto – un grande afflusso di persone nell’area allestita in piazza della Patria del Friuli. Un bel segnale di rilancio, come ha osservato lo stesso presidente, dopo il lungo stop dovuto alla pandemia. Al suo fianco, al momento dell’inaugurazione, anche il presidente del Comitato esecutivo della Comunità Collinare del Friuli.
Tra le specialità che si possono trovare fino a questa sera nello spazio delle Pro Loco della Comunità Collinare ci sono il toro allo spiedo di Buja, il frico di Flaibano, il prosciutto di San Daniele e la trota di Forgaria; sul fronte dei vini, primeggiano la Ribolla gialla spumantizzata, il Verduzzo e il Cabernet sauvignon. Grande novità per il 2021, infine, la birra artigianale.

—^—

In copertina e qui sopra due immagini (pagina Facebook di Friuli Doc) della festa sul piazzale del Castello.

Natura 2000, c’è un piano di tutela comunitario per il torrente Arzino

«Inizia un nuovo corso nella storia del torrente Arzino e del suo legame con il territorio»: è quanto ha detto l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali, ittiche e alla montagna, Stefano Zannier, commentando la decisione della Giunta regionale Fvg, che sarà completata con gli elaborati cartografici in una prossima delibera, di istituire un nuovo sito di importanza comunitaria (Sic) Natura 2000 a tutela proprio dell’Arzino.
«Con la prossima istituzione del sito Natura 2000 – ha affermato infatti l’assessore – sarà preservato, per le future generazioni, l’intero corso dell’asta fluviale, a salvaguardia della bellezza e della ricchezza naturalistica che rendono l’Arzino un patrimonio ambientale unico nella nostra regione e nell’intera Unione Europea».
Il torrente è un corso d’acqua poco accessibile, con un elevato grado di naturalità, caratteristica che ha garantito la conservazione di diversi habitat elettivi di numerose specie ittiche. «L’istituzione del sito Natura 2000, nell’area compresa dalla sorgente fino alla confluenza col Tagliamento – ha concluso Zannier -, garantirà la tutela dell’Arzino».

—^—

In copertina, un suggestivo scorcio del torrente Arzino colto da Barbara Giacomuzzi (Turismo Fvg).

Nitrati, in Fvg slittati i termini del divieto per l’uso dei fertilizzanti organici

La Giunta regionale Fvg, su proposta dell’assessore alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, ha stabilito di far slittare il periodo di divieto di utilizzo dei fertilizzanti organici e azotati in genere nelle Zone vulnerabili da nitrati, a causa delle conseguenze sulla lavorazione delle campagne derivate da un ritardo generalizzato nella raccolta di soia e sorgo verificatosi nel mese di ottobre, e dall’andamento climatico particolare riscontrato dal 15 settembre in poi. I termini dello slittamento – riferisce Arc – saranno conseguenti alle decisioni tecniche dell’Arpa Osmer, che tramite il bollettino Agrometeo nitrati provvederà a informare opportunamente gli agricoltori.
Lo slittamento riguarda, in particolare, il divieto di spandimento sui terreni di fertilizzanti organici, quali letami, liquami e materiali assimilati e si è reso necessario per consentire le pratiche agrarie a vantaggio delle colture e delle campagne. Nel Friuli Venezia Giulia, come dimostrato dai dati dell’Osmer relativi all’intero territorio della pianura, l’andamento meteorologico dalla seconda quindicina di settembre a oggi è stato caratterizzato da piogge più frequenti della norma, temperature più basse della media storica, assenza di vento nei giorni non piovosi e da una umidità elevata. L’insieme di tali fattori apportava, durante tutto questo periodo, persistenti bagnature sia della vegetazione che dei suoli, che non hanno consentito lo svolgimento delle operazioni di trebbiatura per molte giornate.  Ciò impedendo anche le distribuzioni programmate di letami, liquami e assimilati, ha anche precluso il connesso interramento di tali fertilizzanti in particolare in suoli da investire a cereali autunno-vernini (frumento, orzo). Ora, alla preparazione dei terreni e semina di tali colture sarà importante poter provvedere quanto prima, certamente non oltre novembre.
“Il provvedimento – commenta l’assessore Zannier – è inteso a dare risposta alle necessità evidenziate: la riattivazione del Servizio agrometeo, introdotto nel 2019, permetterà di sfruttare ”finestre” temporali adeguate, individuate nel rispetto dell’ambiente e in relazione al decorso meteo reale, durante novembre e febbraio. Con il meccanismo di assegnazione divieti/permessi verrà ammesso lo spandimento in Zvn dei fertilizzanti organici e non, al verificarsi di condizioni agrometeorologiche idonee alle distribuzioni e atte a rendere minime le possibilità di percolamento in falda dei nitrati, in particolare su suoli con residui colturali e su terreni destinati a prati, cereali autunno-vernini, colture ortive e legnose agrarie con inerbimento permanente”.

—^—

In copertina, soia in Friuli: la raccolta è stata ostacolata dal maltempo.