“I danni da gelate in agricoltura coperti dal piano di gestione dei rischi”

«Tutte le principali produzioni regionali, tra cui i prodotti frutticoli, gli asparagi, i kiwi e la vite, sono ricompresi nel piano di gestione dei rischi in agricoltura attualmente in vigore per cui, allo stato attuale, sono assicurabili e non possono essere indennizzate, a meno che il ministero delle Politiche agricole non preveda una deroga a quanto stabilito dal decreto legislativo 102/2004». Lo ha specificato, come informa Arc, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, ittiche e forestali, Stefano Zannier, rispondendo in Consiglio regionale ad un’interrogazione sui danni al settore agricolo regionale a seguito delle gelate notturne avvenute nei primi giorni di aprile, con temperature tra le più rigide mai registrate dal 2003.
Come ha spiegato l’assessore, «gli indennizzi al comparto agricolo per danni derivanti da avversità atmosferiche, tra cui le gelate, sono regolamentati dalla norma statale che ammette interventi compensativi finalizzati alla ripresa economica e produttiva delle imprese agricole solo nel caso di danni a produzioni, strutture e impianti produttivi non inseriti nel piano di gestione dei rischi in agricoltura». «Nel caso in cui venga prevista una deroga nazionale – ha assicurato l’esponente della Giunta Fadriga -, ci siamo già attivati per iniziare a raccogliere i dati necessari per avviare le procedure previste, in particolare per quanto riguarda la delimitazione dei Comuni colpiti, il tipo di produzioni interessate, le percentuali di danno rispetto alla produzione lorda vendibile aziendale».

Zannier in Consiglio regionale.

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In copertina, i gravi danni del gelo sulla vite in ripresa vegetativa.

La birra e l’acquacoltura sono in crescita in Fvg ma serve più coordinamento

“Tenendo conto che il report dell’Ersa ci prospetta dati oggettivi, quindi una fotografia dettagliata dei comparti considerati, per quanto riguarda il settore della produzione della birra, se è vero che le nuove prospettive hanno motivato numerosi agricoltori a convertire le loro produzioni verso l’orzo distico, è anche vero che come in altri ambiti del comparto rurale il Friuli Venezia Giulia sconta la carenza di un percorso coordinato ed efficace nella fase di commercializzazione. Ciò limita la possibilità di trattenere in regione, e specificamente nel nostro mondo rurale, una parte dei benefici derivanti dall’immissione sul mercato di un prodotto di qualità”. Lo ha ribadito l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, intervenuto all’evento online “Prime proiezioni sullo stato dell’agricoltura Fvg 2020 e focus sui settori ittico e della birra 2019”, organizzato dall’Ersa per evidenziare come la produzione della birra offra possibilità di espansione e d’investimento.

L’assessore Stefano Zannier.

“Negli ultimi anni sono sorti numerosi birrifici artigianali – ha sottolineato Zannier, come informa una nota Arc -, ma al fermento che scaturisce dal desiderio del mondo rurale di trovare spazi di remunerazione più concreti ed efficaci non corrisponde una rete di commercializzazione adeguata, che possa dare il giusto ritorno all’impegno orientato all’alta qualità”. L’assessore ha aggiunto che “per le altre componenti indispensabili alla produzione, come il malto, occorre sempre fare ricorso a realtà che non sono ancora presenti nel panorama imprenditoriale del Friuli Venezia Giulia, mentre nel frattempo si producono già birre di pregio apprezzate dalla clientela”. “A tale proposito si intravvedono all’orizzonte progettualità importanti ma, rimanendo all’ambito agricolo e artigianale locale – ha aggiunto l’assessore -, occorre saper guardare lontano puntando a una commercializzazione adeguata che faccia conoscere il prodotto anche su altri mercati”.

Il report dell’Ersa ha affrontato anche le tematiche del settore ittico, rispetto al quale l’esponente della Giunta Fadriga ha rivelato che “occorre tenere presente che l’acquacoltura e la pesca hanno due percorsi diversi e animano contesti ben differenti tra loro”. Nell’acquacoltura in acqua dolce per l’allevamento di pesce il Friuli Venezia Giulia si conferma leader per la produzione di trote e in tale contesto vi sono ancora ampi spazi di miglioramento e crescita. Il settore della molluschicoltura attraversa invece un periodo caratterizzato da problematicità per quanto riguarda la produzione in acqua salata, cioè in mare, “serve compiere un’analisi puntuale – ha concluso Zannier -, dalla quale emerge che risulta difficile sostenere questo settore per il medio e lungo periodo”.