No agli sprechi alimentari, oggi scatta l’operazione “frigorifero trasparente”

Alle soglie del 2030 un patto fra le generazioni è prioritario, per sostenere le strategie concrete di gestione del cibo: un cambio di paradigma pragmatico, che punta a salvare gli alimenti, prevenire gli sprechi e concretamente contribuire a un nuovo modello di sviluppo. Per questo la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, celebrata il 5 febbraio, estende il suo raggio d’azione al fine settimana successivo e promuove una “challenge” inedita, il primo Wastebusters Pride Weekend, oggi e domani. Una sfida di alfabetizzazione operativa, 48 ore nelle quali ritagliarsi 15 minuti per l’operazione #FrigoTrasparente: l’azione collettiva #sprecozero che porterà in prima fila il sapore, attenzionando il cibo in scadenza imminente, nel segno della prevenzione degli sprechi. «Lo spreco alimentare si affronta con le micro-competenze quotidiane – sottolinea Luca Falasconi, curatore del Cross Generation Food Report -. Dobbiamo trasformare la velocità digitale dei giovani in consapevolezza organizzativa. Il frigorifero è il luogo dove il cibo diventa invisibile prima di diventare rifiuto. Renderlo trasparente significa restituirgli valore». Operativamente, #frigotrasparente sarà non una “’ispezione”, ma una liberazione di sapori. Rendere il frigorifero “trasparente” significa smettere di nascondere il cibo per iniziare a cucinarlo, un gesto concreto per trasformare la dimenticanza – causa principale dello spreco soprattutto per i più giovani – in una nuova abitudine organizzativa.


#Frigotrasparente è una challenge articolata in 15 minuti: si parte con la Ricognizione (minuti 0-4), ovvero l’Appello del Frigo: non guardare solo cosa c’è dentro, ma guarda dove è finito. Apri il frigorifero e svuotalo parzialmente, spesso il cibo va a male perché diventa invisibile. Cerca di estrarre e attenzionare tutto ciò che è nascosto negli angoli bui del tuo frigo. Si prosegue con l’Azione e la Gerarchia del Sapore (minuti 5-9): perché non tutti i cibi sono uguali, alcuni hanno fretta e meritano la Prima Fila. Identifica i “codici rossi” con scadenza entro 48 ore, o poco più. Spostali fisicamente sul ripiano ad altezza occhi. Quello è il tuo “VIP lounge del sapore”. Terzo step, l’Arte del Raggruppamento (minuti 10-13), un modulo di organizzazione visiva. I Boomers insegnano: la stagionalità e l’ordine salvano la spesa, cerca di unire gli avanzi in contenitori trasparenti (se non li vedi, non li mangi). Dividi i cibi freschi da quelli a lunga conservazione.
E infine, quarto e ultimo passaggio: lo Scatto d’orgoglio (minuti 14-15). Ecco la tua testimonianza Wastebuster, rendi pubblico il tuo impegno perché la consapevolezza cresce, se condivisa. Scatta una foto al tuo frigo “riordinato, sarà la tua risposta al 2030 Calling. Postala con gli hashtag #sprecozero #2030Calling, #FrigoTrasparente e #WastebustersPride.

No allo spreco alimentare! A Roma oggi sono al via le celebrazioni della Giornata nazionale dedicata alla prevenzione

È questione di cuore, preservare il futuro del pianeta: un obiettivo trasversale alle generazioni. Ma è anche e soprattutto questione di metodo la prevenzione degli sprechi, la rigenerazione del cibo avanzato, la pianificazione degli acquisti e la fruizione stagionale – quindi qualitativa e salutare, non meramente quantitativa – degli alimenti alla base della nostra dieta. Il nostro rapporto col cibo si gioca nel quotidiano su un piano squisitamente organizzativo, questo ci insegna il Cross generation Food Report dell’Osservatorio Waste Watcher International, che si presenterà a Roma oggi, 3 febbraio, in vista della 13ma Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare – giovedì 5 febbraio – quest’anno focalizzata su “2030 Calling”, ovvero l’ultimo sprint utile per metterci in pari con gli Obiettivi di sostenibilità dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, per misurare e di cogliere concretamente i traguardi fissati nel 2015, al momento della sua adozione. Il Rapporto è un’iniziativa della Campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero di Last Minute Market, che promuove e organizza la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare il cui evento ufficiale è già in programma a Roma stamane, dalle 11 nello Spazio Esperienza Europa di piazza Venezia. I dati del Rapporto sono stati raccolti da Ipsos Doxa ed elaborati, per la cura del direttore scientifico Waste Watcher Andrea Segrè, dal team dell’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari, coordinato da Luca Falasconi, curatore del Rapporto Waste Watcher “Il caso Italia”.
Il divario generazionale, dimostra il Cross Generation Food Report dell’Osservatorio Waste Watcher, si riflette nella capacità di tenere viva l’attenzione ogni giorno intorno alla prevenzione dello spreco alimentare. Se i Boomers (nati fra il 1946 e il 1964) rappresentano la generazione più strutturata e storicamente focalizzata sul tema (ben 96% dichiara un’elevata attenzione alla questione dello spreco di cibo), la Generazione Z (nati fra il 1997 e il 2012) è consapevole della questione e autocritica sulle proprie responsabilità, ma è meno organizzata e meno disposta a ritagliare il tempo necessario alla pianificazione, tende ad acquistare in eccesso “per sicurezza”, dimentica il cibo in frigo, rifiuta più spesso la rigenerazione degli avanzi. Millennials (nati fra il 1981 e il 1986) e Generazione X (nati fra il 1965 e il 1980) occupano una posizione intermedia: mostrano maggiore consapevolezza dei giovani e buone competenze organizzative, ma faticano a stabilizzare le pratiche nel tempo. Solo il 36% dei Gen Z pianifica la spesa con una lista, contro il 45% dei Millennials e Generazione X. Al contrario, i Boomers eccellono nella gestione: il 60% acquista rigorosamente stagionale, il 63% consuma prioritariamente ciò che sta per scadere e il 55% controlla se è ancora buono, prima di decidere se utilizzarlo o gettarlo, contro solo il 45% della Generazione Z (52% per Millenials e 51% per Generazione X).

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Il nuovo libro di Segrè

«Il cibo, e lo spreco che è la sua negazione – spiega l’agroeconomista e accademico Andrea Segrè, fondatore dell’impegno contro lo spreco alimentare in Italia e in Europa – sono il punto di partenza centrale per interrogarsi sui limiti del nostro modello di sviluppo e immaginare un’economia diversa, di cura ed equilibrio ecologico. Un sistema dove il valore del cibo si misura non solo nel prezzo, ma nel rispetto per le persone, la natura e il tempo». È questo il filo rosso del nuovo saggio che Andrea Segrè firma per Treccani Libri, in libreria da oggi, 3 febbraio: “Contro lo spreco. Cibo, valore, futuro” (Collana Voci, 136 pagine euro 12), con la prefazione dello storico dell’alimentazione Massimo Montanari, guida del comitato scientifico che ha portato la cucina italiana a patrimonio Unesco, e la postfazione del poeta e scrittore Davide Rondoni, alla guida del Comitato per le iniziative degli 800 anni dalla morte di San Francesco (1226 – 2026). Nel saggio, infatti, la visione del Frate di Assisi legata al cibo come a un dono da condividere e non sprecare, si rifrange come una luce profetica, capace di illuminare il nostro percorso, ottocento anni dopo.

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«Ma alle soglie del 2030 – spiega il direttore scientifico Waste Watcher Andrea Segrè – un patto fra le generazioni è prioritario, per sostenere le strategie concrete di gestione del cibo. Un cambio di paradigma pragmatico, che punta a salvare gli alimenti, prevenire gli sprechi e concretamente contribuire a un nuovo modello di sviluppo». Per questo la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare estende il suo raggio d’azione al fine settimana successivo e promuove una “challenge” inedita, il primo Wastebusters Pride Weekend, sabato 7 e domenica 8 febbraio. Una sfida di alfabetizzazione operativa, 48 ore nelle quali ritagliarsi 15 minuti per l’operazione #FrigoTrasparente: l’azione collettiva #sprecozero che porterà in prima fila il sapore, attenzionando il cibo in scadenza imminente, nel segno della prevenzione degli sprechi «Lo spreco alimentare si affronta con le micro-competenze quotidiane – sottolinea Luca Falasconi, curatore del Cross Generation Food Report – Dobbiamo trasformare la velocità digitale dei giovani in consapevolezza organizzativa. Il frigorifero è il luogo dove il cibo diventa invisibile prima di diventare rifiuto. Renderlo trasparente significa restituirgli valore». Operativamente, #frigotrasparente sarà non una “’ispezione”, ma una liberazione di sapori. Rendere il frigorifero ‘trasparente’ significa smettere di nascondere il cibo per iniziare a cucinarlo, un gesto concreto per trasformare la dimenticanza – causa principale dello spreco soprattutto per i più giovani – in una nuova abitudine organizzativa. #Frigotrasparente diventa così una challenge articolata in 15 minuti: si parte con la Ricognizione (minuti 0-4), ovvero l’Appello del Frigo: non guardare solo cosa c’è dentro, ma guarda dove è finito. Apri il frigorifero e svuotalo parzialmente, spesso il cibo va a male perché diventa invisibile. Cerca di estrarre e attenzionare tutto ciò che è nascosto negli angoli bui del tuo frigo. Si prosegue con l’Azione e la Gerarchia del Sapore (minuti 5-9): perché non tutti i cibi sono uguali, alcuni hanno fretta e meritano la Prima Fila. Identifica i “codici rossi” con scadenza entro 48 ore, o poco più. Spostali fisicamente sul ripiano ad altezza occhi. Quello è il tuo “VIP lounge del sapore”. Terzo step, l’Arte del Raggruppamento (minuti 10-13), un modulo di organizzazione visiva. I Boomers insegnano: la stagionalità e l’ordine salvano la spesa, cerca di unire gli avanzi in contenitori trasparenti (se non li vedi, non li mangi). Dividi i cibi freschi da quelli a lunga conservazione.
E infine, quarto e ultimo passaggio: lo Scatto d’orgoglio (minuti 14-15). Ecco la tua testimonianza Wastebuster, rendi pubblico il tuo impegno perché la consapevolezza cresce, se condivisa. Scatta una foto al tuo frigo “riordinato, sarà la tua risposta al 2030 Calling. Postala con gli hashtag #sprecozero #2030Calling, #FrigoTrasparente e #WastebustersPride.

 

Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare: al via un’iniziativa per centrare l’Agenda 2030 dell’Onu

Quella di oggi, 5 febbraio, è la 12ma Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, e i nuovi dati Waste Watcher mostrano che risale l’asticella dello spreco alimentare domestico, ogni giorno gettiamo 88,2 grammi di cibo ovvero 617,9 grammi settimanali, per un costo pro capite di 130,71€, complessivamente 14,101 miliardi nella filiera italiana del cibo. «Per questo, a cinque anni dal 2030 – spiega Andrea Segrè, fondatore della Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare – è urgente verificare il cammino che ci separa dagli Obiettivi dell’Agenda delle Nazioni Unite. In tema di spreco alimentare sappiamo che in Italia bisogna arrivare nel 2030 a uno spreco pro capite di 368,7 grammi settimanali, ovvero la metà dei 737,4 grammi registrati 10 anni fa, al momento dell’adozione dell’Agenda 2030. Questo significa che dobbiamo tutti tagliare, ogni anno dal 2025 al 2029, circa 50 grammi di cibo ogni settimana, così da arrivare nel 2030 a uno spreco alimentare pro capite che non superi il traguardo quantificato dall’Agenda delle Nazioni Unite. Una sfida ambiziosa, nella quale possiamo cimentarci con uno strumento pratico e gratuito, lo Sprecometro, che ogni giorno misura non solo lo spreco del cibo ma anche la nostra impronta ambientale, lo spreco dell’acqua nascosta e le emissioni correlate al cibo gettato».

Andrea Segrè

Ecco dunque che parte, proprio da oggi 5 febbraio, la #sprecozero Challenge, una staffetta concreta che tutti gli italiani, da soli o in famiglia, potranno affrontare con l‘aiuto di uno strumento operativo, la app Sprecometro, gratuita e liberamente scaricabile, messa a punto dall’Università di Bologna – Distal con la campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero di Last Minute Market. Lo #sprecozero Challenge 2025>2030 by Sprecometro aiuterà gli italiani a raggiungere l’Obiettivo 12.3 dell’Agenda Onu per lo Sviluppo sostenibile, sensibilizzando sull’importanza della riduzione degli sprechi, offrendo dati concreti e casi di studio per dimostrare l’efficacia delle pratiche sostenibili, favorendo una rete di consumatori e famiglie impegnate nella sostenibilità, promuovendo uno stile di vita consapevole e responsabile. Il progetto coniuga monitoraggio e sensibilizzazione, ponendosi come un esempio virtuoso nella corsa verso il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. La Challenge, rivolta principalmente alle famiglie e ai singoli consumatori ma potenzialmente destinata alle scuole, aziende, comuni, associazioni e qualsiasi altra comunità sociale, si propone di monitorare e documentare pubblicamente il percorso e i progressi dei nuclei selezionati dal comitato scientifico grazie agli strumenti e ai contenuti offerti da Sprecometro Chiunque desidera partecipare alla Spreco Zero Challenge 2025>2030 ha diverse modalità per candidarsi: attraverso il Gruppo “Champions 2030” attivo su Sprecometro inserendo il proprio Nome / Cognome / Nickname. E chi non utilizzano ancora l’app potrà candidarsi inviando una e-mail a info@sprecometro.it. Questo metodo consente anche ai nuovi utenti di entrare a far parte del progetto e iniziare il loro percorso verso la riduzione degli sprechi. La famiglia pilota dell’esperimento si chiama Fantuz, vive a Granarolo – Bologna e ha scelto il suo nickname per affrontare la sfida: sarà da adesso, e fino al 2030, lo SpreKO LEMNE Team. È composta da madre, padre e 3 figli.
Il team di Sprecometro selezionerà i partecipanti alla Challenge attraverso vari criteri: l’impegno verso la sostenibilità, la diversificazione geografica e la diversità di composizione familiare: Tutti i “Champions 2030” saranno chiamate a monitorare i propri sprechi in periodi temporali distinti. E tutti dovranno dichiarare al momento di inizio della sfida/percorso il livello di spreco domestico, al 5 febbraio 2025, e impegnarsi a ridurlo del 50% entro il 2030 utilizzando gli strumenti messi a disposizione dall’applicazione e continuamente aggiornati. I Champions 2030 selezionati si alterneranno, in base alle disponibilità e alle richieste durante l’anno, nel condividere sui social della Campagna Spreco Zero e con i media che la seguono attraverso interviste, foto, video e aggiornamenti, aiutando a sensibilizzare un pubblico più ampio. Il contatto con le famiglie sarà flessibile, avvenendo in base alle necessità e alle disponibilità di ciascuna famiglia, evitando impegni eccessivi. Inoltre, ogni 5 febbraio, fino al 2030, verranno misurati i progressi delle famiglie e confrontati con le rilevazioni dell’Osservatorio Waste Watcher, che ogni anno stima lo spreco alimentare domestico dell’Italia. Alla fine del percorso, chi si dimostrerà più efficace nel ridurre gli sprechi sarà proclamato vincitore della #sprecozero Challenge.
Sprecometro è l’app innovativa che permette di monitorare gli sprechi a livello domestico, fornendo un feedback immediato sull’impatto ambientale degli alimenti scartati, come l’impronta idrica, carbonica ed ecologica, per aumentare la consapevolezza delle proprie azioni. Ma anche di ricevere consigli pratici: Sprecometro offre suggerimenti per ridurre gli sprechi, inclusi consigli di cucina per riutilizzare gli avanzi, informazioni sulle date di scadenza, sulla lettura delle etichette etc. In tema di Educazione ambientale e alimentare l’app funge da piattaforma educativa, promuovendo la consapevolezza ambientale e fornendo informazioni utili per adottare uno stile di vita più sostenibile. Ogni utente può conoscere il proprio livello di spreco puntuale al momento del log iniziale e, attraverso quiz e contenuti educativi, ridurlo progressivamente. Grazie all’uso di Sprecometro, le famiglie coinvolte saranno in grado di ridurre i loro sprechi con maggiore consapevolezza, contribuendo significativamente alla sostenibilità ambientale.
Sono partners della Campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero 2025: Confcommercio-Imprese per l’Italia, Federalimentare, Agrinsieme, Natura Nuova, Emil Banca, Unitec, Fruttagel, Conad, Camst, Federazione Italiana Pubblici Esercizi e Comieco.

Ambiente difeso da buone pratiche combattendo lo spreco alimentare

C’è un gesto e c’è un’azione concreta che possiamo tutti fare in occasione della 10a Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, in calendario domani 5 febbraio: scaricare e attivare la nuova app Sprecometro, strumento quotidiano per un vivere sostenibile. Sprecometro, presentata a Roma dal fondatore Spreco Zero, Andrea Segrè, con l’Ambasciatore buone pratiche Andrea Maggi, è la app istituzionale sviluppata dall’Osservatorio Waste Watcher International su cibo e sostenibilità, gratuitamente scaricabile e utilizzabile.

La presentazione a Roma.

Sviluppata per la direzione scientifica dell’agroeconomista triestino Andrea Segrè, nasce in vista della Giornata antispreco nell’ambito della Campagna Spreco Zero, attraverso il lavoro congiunto del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agro-alimentari dell’Università di Bologna e di Last Minute Market impresa sociale spin off accademico dell’Alma Mater. Serve a misurare e prevenire lo spreco di cibo, da soli o in gruppo (famiglia, amici, gruppo di lavoro). Aggiornando puntualmente il proprio comportamento grazie al diario dello spreco contenuto nell’app, l’utente può valutare i progressi avvenuti nel corso del tempo fissando degli obiettivi di riduzione in linea con l’Agenda Onu per lo sviluppo sostenibile, in particolare il 12.3: “dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030”.
L’app, inoltre, attribuisce dei punteggi per ogni variazione in diminuzione dello spreco individuale nel tempo e per ogni contenuto visionato: video, lettura delle schede, risposte corrette dei quiz consentendo di confrontarsi con altri utenti. E consente di attivare dei gruppi di riferimento: amici, famiglia, classe scolastica/universitaria, dipendenti aziendali, pubblica amministrazione… In questo modo, si potranno calcolare i dati aggregati di impatto economico e ambientale per valutare i progressi dei singoli, dei gruppi di amici e del totale degli utenti: una sfida da vincere tutti assieme! Infine il collegamento al canale Instagram Sprecometro consente a tutti di condividere risultati e progressi della comunità che partecipa alla sfida globale: dimezzare lo spreco entro il 2030!

Ma Sprecometro è molto di più, è uno strumento prezioso per stimare l’impatto economico (in euro) e ambientale (in CO2 e H2O) dello spreco del cibo nelle case, nelle comunità aziendali e scolastiche. La app misura infatti in grammi lo spreco alimentare di singoli e gruppi, valutando la perdita economica (euro), l’impronta carbonica (C02 e km percorsi da un auto) e l’impronta idrica (H20 e bottiglie di acqua da 0.5 litri).
Oltre 500 studenti di tutta italia, ovvero la totalità degli allievi dei nuovi Licei di transizione ecologica e digitale che fanno in questo anno scolastico il loro esordio formativo, hanno già testato Sprecometro, che fornisce consigli, video, buone pratiche e ricette per azzerare lo spreco di cibo a casa e calcolare ogni giorno la nostra impronta ambientale.

Andrea Segrè

UNA IMPORTANTE SFIDA

L’Agenda Onu 2030 con i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) è diventata il quadro di riferimento imprescindibile per promuovere la sostenibilità ambientale, sociale ed economica a livello globale. Ma, mentre il 2030 si avvicina rapidamente – mancano meno di 7 anni – il raggiungimento degli Obiettivi si allontana. Certo pandemia, guerra, riscaldamento globale ostacolano il percorso. Eppure, non è proprio dalle crisi che si possono produrre dei cambiamenti e magari spingere le nostre azioni verso un futuro prossimo più sostenibile?
E poi, se oltre a una direzione e a degli obiettivi, nessuno ci dà le indicazioni concrete di dove andare e non ci fornisce una misura dei risultati raggiunti e quanto manca alla meta, come possiamo sapere se stiamo andando bene?
Lo Sprecometro è uno strumento individuale e collettivo che ci aiuta proprio a seguire una bussola per non rimandare l’Obiettivo Onu che al 2030 chiede di ridurre lo spreco alimentare del 50%. Questa, più di molte altre lanciate dagli SDGs, è una Sfida da vincere tutti assieme. Una Sfida dove ognuno può dare un suo contributo fattivo tenendo conto che l’alimentazione soddisfa un bisogno primario, ha un impatto sulla salute, l’ambiente, l’economia.
Lo Sprecometro – uno strumento tanto agile e veloce quanto “solido” dal punto di vista scientifico – in sole 3 domande e 5 minuti di tempo, e con l’aggiornamento di un diario, misura quanto cibo sprechiamo all’interno delle nostre mura domestiche. Ci fa capire non solo quali alimenti sprechiamo, ma anche il perché li gettiamo via ancora buoni da mangiare. Per ognuno di noi lo Sprecometro definisce, alla fine della prima (e unica) rilevazione, un identikit preciso – Sprecone, Disattento, Attento, Parsimonioso – che periodicamente verrà aggiornato a seconda degli aumenti o diminuzioni degli sprechi domestici ed anche in base al percorso informativo ed educativo che verrà intrapreso seguendo i mini video, le schede informative di approfondimento e rispondendo ai relativi quiz, che ci aiuteranno concretamente a ridurre lo spreco alimentare domestico e adottare diete sane. Periodicamente potremo verificare se gli esercizi funzionano e confrontarci con tanti altri che come noi si pongono lo stesso obiettivo: siccome la Sfida globale è ridurre della metà lo spreco alimentare la vittoria finale dipende dal numero di partecipanti. Tanto maggiore è la Comunità tanto più importanti saranno i risultati.

COME FUNZIONA LA APP

● Appena scaricata l’app, per registrarsi e aprire un account, è necessario rispondere ad un questionario iniziale, durata non superiore a 5 minuti, che ha l’obiettivo di targettizzare l’utilizzatore dell’app in uno dei 4 profili creati (oltre), differenziati in base alle risposte di un questionario sulle abitudini di consumo e spesa alimentare ma anche sulle quantità in grammi di spreco per 23 categorie di alimenti (carne rossa, carne bianca, frutta fresca, verdure, pane…).

● Terminato il test iniziale viene assegnato all’utente un profilo, dal meno attento al più attento: Sprecone, Disattento, Attento e Parsimonioso.

● L’app inoltre fornisce, in base alla quantità in grammi di spreco per ogni singolo alimento, una misura in grammi totali e una misura dei relativi impatti economici (perdita in euro) ed ambientali (impronta ecologica, espressa in kgCO2eq, ed idrica, espressa in m3 di acqua) che varia nel tempo in base agli aggiornamenti apportati dallo stesso utente dello spreco.

● In più i dati relativi all’impronta carbonica sono convertiti live in km percorsi da un’auto e l’impronta idrica è espressa anche in bottiglie d’acqua da 0.5 l, così da dare una veloce raffigurazione dell’impatto agli utenti. Gli impatti verranno inoltre tradotti in grafici che sono sempre disponibile sulla dashboard.

● L’utente può migliorare il suo profilo periodicamente in base ai grammi dei vari alimenti sprecati, che l’utente potrà aggiornare giornalmente, settimanalmente o con una propria periodicità, grazie alla visione dei contenuti educativi che l’app propone, e che sono strutturati come video (indicativamente di 2-3 minuti), schede informative di approfondimento e quiz per valutare l’effettivo apprendimento del contenuto educativo.

● L’app attribuisce dei punteggi per ogni variazioni in diminuzione dello spreco individuale nel tempo e per ogni attività a cui si partecipa: visione dei video, lettura delle schede, risposte corrette dei quiz.

● Gli utenti potranno vivere la loro esperienza nello Sprecometro in modo singolo o aggregato. Vi è infatti la possibilità di creare cluster tra amici, colleghi, compagni di classe, aziende, pubblica amministrazione ecc

● Il punteggio totale acquisito, oltre a servire a definire il proprio profilo è anche funzionale al confronto all’interno del cluster di appartenenza. Così da stimolare una sana competizione rispetto alla riduzione degli sprechi e al miglioramento delle proprie abitudini di consumo e spesa.

● L’app è in grado di calcolare non solo il dato personale dell’utente ma anche il dato aggregato del cluster (amici) dove è inserito, ed esso sarà visualizzabile dall’intero cluster di amici.

● E’ quindi possibile per ogni cluster estrapolare i dati, analizzarli e produrre report periodici valutando i progressi nel tempo e le variazioni delle impronte dello stesso gruppo.

● L’app ha un suo account Instagram. Inoltre si può collegare il proprio account dello Sprecometro con il proprio account Instagram per condividere con i propri follower i progressi effettuati nell’app e i risultati raggiunti individualmente o all’interno del proprio cluster.vta Partne

IL TEST DELLO SPRECO

SPRECONE: Fare la spesa e prepararti pranzo e cena non sono attività nelle tue corde, ti piace dedicare il tuo tempo ad altro. Per cui il tuo rapporto con il cibo inizia e finisce con il tempo necessario a consumarlo. Ciò che avanza quindi spesso finisce gettato. Per queste ragioni ti suggeriamo vivamente di sfogliare le buone pratiche che hanno vinto nei diversi anni il Premio Vivere a Spreco Zero, di compulsare libro il Metodo Spreco Zero e di iniziare il nuovo percorso informativo ed educativo seguendo i mini-video, le schede informative e i relativi quiz proposti da Sprecometro.

DISATTENTO: Il consumo di cibo per te è un aspetto legato più che altro alle esigenze fisiologiche che va a soddisfare. Per cui il cibo non è al centro delle tue attenzioni e spesso dispensa e frigorifero sono poco organizzati e quindi diventano i luoghi del dimenticatoio, e in alcuni casi l’anticamera della pattumiera. Per queste ragioni sei pregato di sfogliare le buone pratiche che hanno vinto nei diversi anni il Premio Vivere a Spreco Zero, di compulsare libro il Metodo Spreco Zero e di iniziare il nuovo percorso informativo ed educativo seguendo i mini-video, le schede informative e i relativi quiz proposti da Sprecometro.

ATTENTO: Per te lo spreco di cibo è legato a eventi fortuiti e occasionali più che a vicende abituali. È necessario aumentare quindi l’attenzione e soprattutto stare più attenti alla pianificazione degli acquisti e dei consumi. Sei bravo ma ti consigliamo lo stesso di sfogliare le buone pratiche che hanno vinto nei diversi anni il Premio Vivere a Spreco Zero, di compulsare libro il Metodo Spreco Zero e di iniziare il nuovo percorso informativo ed educativo seguendo i mini-video, le schede informative e i relativi quiz proposti da Sprecometro.

PARSIMONIOSO: Sei sicuramente un consumatore attento e informato, il concetto di sostenibilità fa parte del tuo background quindi la prevenzione e la lotta allo spreco alimentare sono per te un modo di agire consolidato. Ma visto che non si finisce mai di imparare ti consigliamo di sfogliare le buone pratiche che hanno vinto nei diversi anni il Premio Vivere a Spreco Zero, di compulsare libro il Metodo Spreco Zero e di iniziare il nuovo percorso informativo ed educativo seguendo i mini-video, le schede informative e i relativi quiz proposti da Sprecometro.

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In copertina, ecco come si presenta la nuova app anti-spreco alimentare.

Alimentare, quali strategie anti-spreco? È conto alla rovescia per la 9ª Giornata

Nel conto alla rovescia per la 9ª Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, come sempre promossa dalla campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero – con il patrocinio dei Ministeri della Transizione Ecologica e degli Affari Esteri, della Commissione Europea e di Rai per il Sociale – arrivano i primi dati dell’Osservatorio Waste Watcher International, in vista della presentazione delle nuove indagini, “Il caso Italia” 2022 e Cross Country Report, che saranno illustrate domani 4 febbraio, durante l’evento ufficiale programmato a Roma, nello Spazio Europa (sede di Rappresentanza della Commissione Europea), a partire dalle 10.30 (con live streaming sul canale youtube Spreco Zero).

Andrea Segrè

L’Osservatorio Waste Watcher International, diretto dal professor Andrea Segrè, è attivo per iniziativa di Last Minute Market e campagna Spreco Zero, in sinergia con l’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari, su monitoraggio a cura di Ipsos. Hanno coordinato le indagini i docenti Luca Falasconi (Il caso Italia) e Matteo Vittuari (Cross Country Report). L’indagine internazionale è stata condotta da Waste Watcher in 8 Paesi del mondo – Cina, Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Canada, Germania, Spagna e Italia – con campione statistico di 8mila interviste. Waste Watcher ha affrontato con attenzione le strategie antispreco messe in atto dai consumatori del pianeta. A sorpresa, sulla tecnologia vince ancora la lista della spesa, insieme ad altri accorgimenti della vecchia economia domestica: dagli Stati Uniti alla Russia, passando per Canada, Italia, Spagna e Germania, il ricorso alle app salvacibo –alert sul proprio cibo in scadenza ai dispositivi di scambio o acquisto degli alimenti invenduti – resta abitudine ristretta a non piu’ del 9% della popolazione. Per l’esattezza dal 3 al 7% in Italia, dal 4 al 9% in Spagna, dal 5 al 7% nel Regno Unito e in Canada, fino al 9% negli Stati Uniti e non più del 5% in Russia. Mentre sono i cinesi i più tecnologici del pianeta, in tema di prevenzione dello spreco alimentare: fino al 17% utilizzano app dedicate, in particolare per monitorare il cibo conservato a casa )17%), ma anche per catturare l’invenduto di negozi e ristoranti.
«È un po’ la rivincita dell’intelligenza “alimentare” dei consumatori – osserva l’agroeconomista Andrea Segrè, fondatore del movimento e della campagna Spreco Zero – su quella “artificiale”, o meglio tecnologica. Che resta pur sempre una risorsa preziosa, ma se utilizzata meccanicamente non stimola l’impegno attivo del consumatore in chiave di prevenzione. Le soluzioni più rapide ed efficaci arrivano ancora dall’esperienza dell’economia domestica».

Fra le strategie antispreco nelle case prevale ancora il buon senso: se la classica lista della spesa viaggia oltre il 70% quasi ovunque – dall’Europa al Canada agli Stati Uniti, un po’ peggio in Cina dove la utilizza solo 1 consumatore su 2 (49%) e in Russia solo il 54% – si privilegia l’attenzione a verificare e consumare prima i cibi a ridosso di scadenza (4 consumatori su 5 un po’ ovunque), si pratica spesso il check di frigo, freezer e dispensa per avere la situazione sotto controllo – fra 7 e 8 cittadini su 10 ad ogni latitudine del pianeta – e ci si accerta di aver disposto in evidenza il cibo a ridosso di scadenza, attività che russi e spagnoli eseguono con grande attenzione (84% dei casi) ma anche gli italiani e gli inglesi (79%). È pratica diffusa nei Paesi europei e anglofoni l’assaggio del cibo appena scaduto, per accertarsi se sia ancora consumabile prima di gettarlo: ammettono di farlo soprattutto spagnoli, inglesi, tedeschi e canadesi (oltre 4 cittadini su 5), a ruota seguono Italia e Stati Uniti, meno convinti di questa pratica i cinesi, solo 1 cittadino su 2. Fra le strategie di approvvigionamento del cibo una linea comune sembra quella di privilegiare confezioni di piccolo formato: in media lo fanno 4 consumatori su 10 ad ogni latitudine. E al ristorante, come ci comportiamo? Gli italiani e in generale i cittadini europei sembrano piuttosto timidi e impacciati, la ‘doggy’ o meglio ‘family’ bag è richiesta in media da 4 avventori su 10 che non riescono a consumare il pasto. Un’abitudine che sembra invece consolidata negli Stati Uniti, dove la family bag è prassi per 3 consumatori su 4 (74%). Scendiamo al 68% in Canada, al 61% in Cina, al 37% in Russia e nel Regno Unito.

E ancora: a livello planetario, dove gli Stati Uniti sembrano essere i meno virtuosi con circa 1403 grammi di cibo gettato ogni settimana, lo spreco del cibo é certamente il primo nemico della dieta mediterranea: nella hit dei cibi piu’ sprecati svetta la frutta fresca, con oltre 30 gr gettati a settimana un po’ a tutte le latitudini del pianeta. Ma in Russia è il pane l’alimento piu’ sprecato e in Cina la verdura fresca, alimenti base della piramide mediterranea. Dopo la frutta fresca i prodotti più sprecati sono l’insalata (in Italia 22 grammi, nel Regno Unito 36 e negli Stati Uniti 41) e la verdura fresca, dai 25 grammi settimanali in Spagna ai 38 del Canada.
Puntando lo sguardo sulle tipologie “sprecone” spicca certamente la categoria dei single in Italia, vera maglia nera del fenomeno con il 50% in piu’ di cibo sperperato – in particolare frutta e insalata – rispetto alle famiglie numerose, che anche in Cina e Stati Uniti risultano più virtuose. In Italia anche le famiglie senza figli risultano facili allo spreco della verdura fresca, in Spagna al contrario i single sembrano essere i più virtuosi, mentre a sprecare di più sono le famiglie numerose. Un dato in controtendenza rispetto agli altri Paesi. In Canada, Cina e Stati Uniti si spreca per aver acquistato troppo e in generale, in tutti i Paesi a prescindere dalle abitudini alimentari e dalle differenze culturali, uno dei motivi principali di spreco continua a essere la scarsa attenzione a quanto abbiamo già acquistato e stiamo conservando a casa. Semplicemente, ce ne dimentichiamo. Se i cinesi sono gli unici a prospettare soluzioni drastiche come la tassazione dello spreco alimentare, la richiesta di etichette più chiare e informative apposte sugli alimenti è considerata uno strumento importante dai cittadini di tutti i Paesi: 6 su 10 negli Stati Uniti e 8 su 10 in Italia, Russia e Canada. Così come tutti i cittadini chiedono ai governi di fornire maggiore informazione ai cittadini sulle conseguenze ambientali ed economiche dello spreco, a partire dalle scuole: l’Italia è una punta avanzata con l’86% di cittadini che chiedono l’educazione alimentare dai banchi di scuola.

One health, one earth. Stop food waste è il tema della 9a Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, in calendario sabato 5 febbraio. Gli eventi ufficiali in programma venerdì 4 febbraio saranno introdotti dal fondatore della giornata, l’accademico e agroeconomista Andrea Segrè, La Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare ricorre dal 2014.
Live streaming al link: https://www.youtube.com/watch?v=kXt6U0nUSpo
Info: www.sprecozero.it

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In copertina, il logo della nona Giornata nazionale contro lo spreco alimentare.

 

AGRIFLASH.FVG – notizie

Giornata contro lo spreco alimentare – “One health, one earth. Stop food waste” è il tema della 9a Giornata Nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, in calendario sabato 5 febbraio. Gli eventi ufficiali sono annunciati invece per venerdì 4, dalle 10.30, a Roma nello Spazio Europa, sede di Rappresentanza Permanente della Commissione Europea (via IV Novembre 149) e sono promossi per iniziativa della campagna Spreco Zero di Last Minute Market con il patrocinio della Commissione Europea, dei Ministeri della Transizione Ecologica e degli Affari Esteri, di Rai per il sociale. Nello Spazio Europa, si parlerà di prevenzione e riduzione degli sprechi come elemento chiave a presidio della salute dell’uomo e dell’ambiente: interverranno il fondatore della giornata, l’accademico e agroeconomista Andrea Segrè, il capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea Antonio Parenti, il vicedirettore Fao Maurizio Martina, il viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Marina Sereni, il sottosegretario al Ministero della Transizione Ecologica Vannia Gava. II Report dell’Osservatorio Waste Watcher International sarà illustrato dal direttore scientifico Ipsos Enzo Risso con i coordinatori del “Caso Italia” Luca Falasconi e “Cross Country Report” Matteo Vittuari, entrambi docenti all’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari. Si parlerà anche delle Buone pratiche che nascono dall’analisi delle abitudini alimentari degli italiani: interverranno fra gli altri gli Ambasciatori di Buone Pratiche 2022 della campagna Spreco Zero, la divulgatrice scientifica Eliana Liotta e lo scrittore e giornalista Massimo Cirri, oltre allo chef stellato Moreno Cedroni. La Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare ricorre dal 2014 quando, su iniziativa del fondatore, il triestino Andrea Segrè, coordinatore del Piano Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare del Ministero dell’Ambiente, furono convocati gli Stati generali della filiera agroalimentare italiana. Dal 2014 ad oggi la Giornata è stata inserita nella Campagna Spreco Zero con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica italiana su una questione centrale del nostro tempo.
Streaming live del Forum al link: https://www.youtube.com/watch?v=kXt6U0nUSpo
Info www.sprecozero.it Richieste dati/interviste: ufficiostampa@volpesain.com

Sostegno ai giovani agricoltori – “Con questo provvedimento andiamo a favorire il ricambio generazionale in un campo strategico come quello agricolo, sostenendo giovani che per competenza e formazione siano in grado di guidare i processi di crescita e di sviluppo delle loro aziende garantendo la qualità dei prodotti”. Lo ha detto l’assessore regionale alle risorse agroalimentari del Friuli Venezia Giulia, Stefano Zannier, a margine dell’approvazione da parte della Giunta della delibera, proposta dallo stesso Zannier, relativa al Bando per l’avviamento di imprese per giovani agricoltori. Come ha spiegato l’assessore, l’obiettivo della misura è quello di supportare con un contributo (premio) i nuovi agricoltori, compresi in una fascia d’età che va dai 18 anni (compiuti) ai 41 anni (non compiuti), per la fase di avvio dell’impresa. Tra i requisiti richiesti una comprovata competenza e conoscenza professionale in ambito agricolo o, in alternativa, il diploma (perito agrario o agrotecnico) o la laurea in campo agrario, forestale, naturalistico, ambientale o veterinario; oppure un corso di formazione su materie come le pratiche agricole rispettose dall’ambiente (corretto uso dei fertilizzanti) e l’applicazione delle norme in agricoltura. Il beneficiario dovrà essere titolare di un’impresa agricola individuale e presentare, tra le altre documentazioni, il piano finanziario e il cronoprogramma di realizzazione delle operazioni programmate. In merito al calcolo del premio, vengono considerati i seguenti criteri tra loro cumulabili: localizzazione della superfice agricola utilizzata prevalente dell’azienda agricola (40mila euro per parchi e riserve naturali, 30mila per aree rurali C, 20mila per le altre aree); per aziende che soddisfano determinate condizioni (prevalenza di prodotti biologici, Doc, Docg, Dop, Igp Igt o Aqua) 30mila euro. La presentazione della domanda va eseguita dopo la pubblicazione del Bando sul Bollettino ufficiale della Regione Fvg ed entro il 30 giugno 2022. I premi saranno concessi attraverso un procedimento valutativo a graduatoria. Il punteggio massimale è di 100 punti, mentre le domande che non supereranno il limite di 34 punti non verranno ammesse al finanziamento. Per il Bando sono previsti a bilancio 3.400.000 euro, con la possibilità per l’Amministrazione di destinare in corso d’opera ulteriori risorse aggiuntive.

Lupo ibrido, nel Tarvisiano catture bloccate per la neve – “L’ibridazione tra il lupo e il cane è un fenomeno che si è ripetuto più volte nel processo di addomesticazione del cane ed è da imputarsi alla rimozione, accidentale o volontaria, delle barriere ecologiche tra popolazioni solitamente distinte e separate. In situazioni nelle quali la popolazione di lupo sia frammentata o in fase di ricolonizzazione, l’ibridazione può portare alla compromissione dell’identità genetica del lupo: infatti, la prole ibrida è feconda ed è in grado di reincrociarsi con gli individui selvatici, avviando potenzialmente un processo complesso da arginare”. Lo ha rilevato l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, rispondendo nel merito a una interrogazione alla IV Commissione del Consiglio regionale. “La Raccomandazione n. 173/2014 della Convenzione di Berna – ha proseguito – e varie indicazioni comunitarie e numerosi documenti tecnico-scientifici, raccomandano la rimozione degli ibridi o la loro neutralizzazione riproduttiva. Sebbene il fenomeno dei cani vaganti e del randagismo non sembri essere così diffuso sul territorio regionale, lo scorso anno è comparso nel Tarvisiano un soggetto maschio con colorazione anomala scura, presumibilmente di provenienza slovena, che ha richiesto ulteriori approfondimenti. Il maschio ha formato una coppia con una femmina “wild type” (fenotipicamente normale) e nel corso della primavera si è riprodotto, generando sei cuccioli”. “Peraltro, la mera presenza del mantello scuro o di altre anomalie fenotipiche – ha detto ancora l’assessore – anche se costituisce un elemento importante non è considerata sufficiente dall’Ispra, l’Istituto nazionale per la protezione e la ricerca ambientale, per attestare lo status di ibrido dell’esemplare considerato”. Come in altre specie esistono infatti individui melanici, o albini, puri. Inoltre il grado di ibridismo dipende dalla generazione: successivi reincroci dell’ibrido con soggetti puri attenuano il fenomeno mentre, per contro, reincroci con cani o altri ibridi lo aggravano. L’attestazione dell’ibridismo può quindi essere determinata solo mediante analisi genetiche dei campioni e successive elaborazione dei dati (test statistico di assegnazione) in relazione alle frequenze alleliche della popolazione di riferimento. Ulteriori complicazioni rispetto alla situazione in atto derivano dal fatto che attualmente sul territorio regionale gravitano sia individui provenienti dalla popolazione dinarica sia da quella appenninica, caratterizzate da frequenze alleliche diverse. “Una premessa necessaria – ha precisato Zannier – per evidenziare che le eventuali azioni gestionali debbono per forza di cose essere subordinate alla verifica dello status genetico degli animali, che è possibile soltanto con l’analisi di campioni prelevati con tecniche invasive, per espletare le quali è necessaria la cattura degli esemplari”. A tale proposito, ha detto l’assessore, la Regione ha acquisito una specifica autorizzazione dal Ministero della transizione ecologica, su parere dell’Ispra, per la cattura e l’eventuale neutralizzazione riproduttiva degli individui catturati, previa analisi genetica”. Tale attività è gestita in collaborazione con il Raggruppamento Carabinieri Biodiversità di Tarvisio. L’Amministrazione regionale, nell’ambito dell’accordo con l’Arma, si è fatta carico dell’acquisto dell’attrezzatura necessaria per la cattura e il successivo monitoraggio degli individui, mentre la parte operativa spetta ai Carabinieri, competenti per la gestione della Foresta. “L’attività di cattura – ha concluso Zannier – a seguito della nascita dei cuccioli avvenuta la scorsa primavera, è stata sospesa in attesa che i giovani esemplari raggiungano un livello di sviluppo corporeo adeguato per poter essere dotati di collare trasmettitore. È infatti più probabile che gli esemplari giovani siano i primi a poter essere catturati perché più inesperti e meno diffidenti; poiché la prima cattura genera ulteriore diffidenza nel branco, l’impossibilità di dotare di collare i giovani eventualmente catturati avrebbe pregiudicato fortemente la possibilità di rilocalizzare il branco per completare le catture. Al momento le operazioni sono state sospese nel corso della stagione invernale a causa delle copiose nevicate e riprenderanno non appena possibile”.

La viabilità agro-silvo-pastorale – “I lavori di ripristino della viabilità agro-silvo-pastorale Casera-Collina-Plotta sono volti a favorire la manutenzione e la transitabilità di una strada forestale che è percorribile per l’esercizio delle attività alle quali è preposta”. Lo ha confermato l’assessore regionale alle risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, intervenendo in sede di IV Commissione del Consiglio regionale alle audizioni convocate sulla questione ed evidenziando che si tratta di misure volte a favorire la riduzione del rischio idrogeologico e la resilienza del territorio rispetto a eventi atmosferici. Zannier ha ricordato di avere già incontrato nella sede della Regione Fvg gli attori della petizione in materia e ha spiegato che gli interventi programmati hanno un valore complessivo di 800mila euro e che hanno seguito l’intero iter autorizzatorio, mentre i lavori consegnati nel 2021 a fine luglio sono ora sospesi per le normali problematiche climatiche della stagione. “Un piccolo tratto del progetto complessivo, invece, è lungo soltanto poco più di 600 metri: è una strada carrareccia già presente nella cartografia ufficiale dal 1950 – ha precisato l’assessore -. L’intervento previsto ha un valore di 30mila euro ed è già stato pianificato di installare blocchi fisici alle due estremità che ne impediscano la percorrenza ai veicoli, in quanto per questo specifico tratto la finalità è esclusivamente per i mezzi di servizio e di emergenza. “L’intero intervento – ha ribadito Zannier – ha lo scopo di eliminare alcuni tratti in eccessiva pendenza, quindi più soggetti al deperimento causato dalle avversità atmosferiche, e ovviare a problemi dei quali, ai tempi della costruzione del percorso, non si era tenuto conto per scelte e disponibilità tecnologiche dell’epoca”.

Giuseppe Casagrande decano dei critici enogastronomici – “The Best food & wine writer” è l’ultimo, ambito riconoscimento con cui è stato premiato nell’anno da poco concluso il giornalista Giuseppe Casagrande, decano dei critici enogastronomici. Nato nel 1947 a Rovereto, e residente nella vicina Trento, ha infatti meritato questo premio alla carriera che corona 55 anni di professione giornalistica dapprima come redattore, caposervizio e inviato al quotidiano “L’Adige”, e successivamene come direttore della rivista mitteleuropea “Papageno”, mensile di cultura enogastronomica riguardante Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Ticino, Austria, Baviera, Ungheria, Slovenia e Croazia. Pur occupandosi di vari settori nell’ambito del giornale trentino, Casagrande ha coltivato nel contempo la sua grande passione, l’enogastronomia appunto, divenendone cultore ed esperto ovunque riconosciuto ed apprezzato. Nei primi anni Ottanta, con spirito pioneristico, ha infatti ideato una rubrica di enogastronomia, “L’angolo del buongustaio”, poi diventata pagina settimanale. Oggi cura le rubriche legate al mondo del food & wine ed è responsabile della Guida Best Gourmet of Alpe Adria (Italia, Austria, Slovenia, Croazia), collaborando con quotidiani e riviste nazionali e internazionali. Numerosi i riconoscimenti che in oltre mezzo secolo di professione il giornalista ha meritato: Premio Penna d’oro, Premio Delta del Po, Premio Scandiano, Premio Assocarni, Premio Città di Noto, Premio Cios per la valorizzazione dell’olio d’oliva, Premio Franciacorta “per aver raccontato e promosso con sapienza e maestria l’enogastronomia italiana”, oltre al Leone di San Marco – Premio Francesco Fontana per la “squisita sensibilità nel raccontare il mondo enogastronomico mitteleuropeo e per l’innata capacità di emozionare il lettore con una scrittura che affascina per la qualità e la ricchezza dei contenuti”. Commissario nei più prestigiosi concorsi enologici internazionali, è anche accademico dei vini sloveni ed è stato insignito della cittadinanza onoraria di Porec-Parenzo, in Croazia, per aver contribuito a lanciare il turismo enogastronomico in Istria. Ha fondato la Confraternita dello Smacafam (piatto tipico trentino che rischiava di scomparire) e più tardi la Confraternita di Bacco di cui è presidente. Al collega Giuseppe Casagrande, molto conosciuto e apprezzato anche in Friuli Venezia Giulia, il compiacimento di 2019-26.vigneto.friulivg.com, unitamente agli auguri di poter collezionare ancora tante, meritate soddisfazioni. (g.l.)

Giuseppe Casagrande con il Premio.