“Vinum Terrae”, domani a Ramuscello degustazione del Refosco interrato per un anno in riva al Tagliamento

(g.l.) Il grande giorno è finalmente arrivato. E domani, alla Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, in Comune di Sesto al Reghena Città del vino Fvg, ci sarà l’attesa degustazione di “Vinum Terrae”, il rosso rimasto a maturare per un anno esatto sotto terra. «Il 22 aprile 2023, in occasione della Giornata mondiale della Terra, 555 bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso Doc Friuli Venezia Giulia annata 2022 – ha informato il presidente Gianluca Trevisan assieme al direttore Rodolfo Rizzi – sono state interrate nel vigneto di provenienza dell’uva. L’affinamento al buio, nel silenzio più totale e mitigato dalle fresche acque di risorgiva del Tagliamento, è durato 365 giorni. E’ nato così il “Vinum Terrae” al quale legheremo progetti di sostenibilità che presto illustreremo. Mercoledì, in anteprima, degusteremo questo vino unico al mondo per la tipologia di affinamento».


L’estrazione delle bottiglie era avvenuta in aprile. «Estratte dal terreno del suo vigneto originale le bottiglie dello scorso anno – spiega Trevisan –, ne abbiamo interrate altrettante di Refosco dal peduncolo rosso (Doc Friuli Venezia Giulia, annata 2023) per dare prosecuzione al progetto. Ovviamente, per noi questa non è una questione commerciale, ma molto importante e simbolica che partecipa alla definizione di sostenibilità della Cantina, caratterizzata da molti fattori: risparmio d’acqua, energia solare, certificazioni di qualità e sostenibilità, gestione integrata dei vigneti, utilizzo di tecniche da viticoltura 4.0. Lavoro e attenzioni costanti, in cantina e in vigneto, che coinvolgono tutti i nostri 158 soci».
Il vigneto prescelto – come aveva allora spiegato l’enologo Rizzi – si trova nelle fertili campagne di Sesto al Reghena, sulla destra del fiume Tagliamento, una zona ricca di storia e cultura vitivinicola e, un tempo, attraversata dalla Via Annia, fondamentale arteria dell’Impero Romano, che collegava Aquileia ai Paesi del Nord. Una terra dove le tradizioni agricole si sono evolute nel tempo mantenendo sempre un legame profondo con il passato.
Ora le 555 bottiglie, dopo un anno di questo particolare invecchiamento – abbellite da un design esclusivo, merito della collaborazione con l’Istituto artistico “Galvani” di Cordenons e, prima di essere messe in vendita -, saranno degustate, proprio domani, da un gruppo ristretto di professionisti per un’esperienza unica e inimitabile. Per completare il progetto, la Cantina di Ramuscello e San Vito ha intrapreso un impegno sociale, garantendo che una parte del ricavato della vendita delle bottiglie di Vinum Terrae venga devoluto alla Comunità di Sant’Egidio per supportare i costi dei Corridoi Umanitari. Quindi, una ricerca scientifica che si intreccia con un lodevole scopo umanitario.

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In copertina, le bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso al momento della loro estrazione dal terreno nell’aprile scorso.

Ramuscello, riportate alla luce le 555 bottiglie di Refosco interrate un anno fa rinnovando il progetto “Vinum Terrae”

Ieri, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito ha rinnovato il progetto Vinum Terrae, un modo innovativo di affinare il vino in bottiglia, inaugurato lo scorso anno. In quella occasione, 555 bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso (Doc Friuli Venezia Giulia, annata 2022), erano state interrate in prossimità del vigneto da cui l’uva era stata precedentemente vendemmiata, segnando così l’inizio di un metodo di invecchiamento unico nel suo genere.


«Estratte dal terreno del suo vigneto originale le bottiglie dello scorso anno – spiega il presidente della Cantina, Gianluca Trevisan –, ne abbiamo interrate altrettante di Refosco dal peduncolo rosso (Doc Friuli Venezia Giulia, annata 2023) per dare prosecuzione al progetto. Ovviamente, per noi questa non è una questione commerciale, ma molto importante e simbolica che partecipa alla definizione di sostenibilità della Cantina, caratterizzata da molti fattori: risparmio d’acqua, energia solare, certificazioni di qualità e sostenibilità, gestione integrata dei vigneti, utilizzo di tecniche da viticoltura 4.0. Lavoro e attenzioni costanti, in cantina e in vigneto, che coinvolgono tutti i nostri 158 soci».

Gianluca Trevisan

Rodolfo Rizzi

Il vigneto prescelto – come spiega il direttore Rodolfo Rizzi – si trova nelle fertili campagne di Sesto al Reghena, sulla destra del fiume Tagliamento, una zona ricca di storia e cultura vitivinicola e, un tempo, attraversata dalla Via Annia, fondamentale arteria dell’Impero Romano, che collegava Aquileia ai Paesi del Nord. Una terra dove le tradizioni agricole si sono evolute nel tempo mantenendo sempre un legame profondo con il passato. Non dimentichiamo Gherardo Freschi, un valente agronomo friulano che morì proprio a Ramuscello di Sesto al Reghena, nel 1893. Il suo lavoro ha avuto un impatto duraturo nella viticoltura e nell’agronomia regionale, contribuendo a vitalizzare il comparto rurale del suo tempo. Oggi, l’eredità di Freschi continua a influenzare le pratiche agricole, evidenziando l’importanza di adattamento e innovazione. Ecco quindi che, la scelta della Cantina del metodo di invecchiamento sotterraneo, riflette non solo l’innovazione, ma anche il rispetto per quelle tradizioni.
Le bottiglie, riposte al buio, isolate dai rumori e con temperatura costante, grazie alle acque di risorgiva del Tagliamento, beneficiano di condizioni ideali per un affinamento naturale che esaltano le qualità organolettiche del vino. Ora, dopo un anno di questo particolare invecchiamento, le bottiglie estratte verranno abbellite da un design esclusivo, merito della collaborazione con l’Istituto artistico “Galvani” di Cordenons e, prima di essere messe in vendita, saranno degustate da un gruppo ristretto di professionisti per un’esperienza unica e inimitabile. Per completare il progetto, la Cantina di Ramuscello ha intrapreso un impegno sociale, garantendo che una parte del ricavato della vendita delle bottiglie di Vinum Terrae sarà devoluto alla Comunità di Sant’Egidio per supportare i costi dei Corridoi Umanitari.

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In copertina e qui sopra l’estrazione delle bottiglie dal terreno del vigneto; all’interno, alcune di esse riportate alla luce.

Dalla Sagra del vino di Casarsa parte la sfida della sostenibilità vigneto-cantina

Che bella coincidenza! Proprio nella Giornata mondiale della Terra si è levato, forte e chiaro, da Casarsa della Delizia un appello alla ricerca della sostenibilità nel vigneto e in cantina al fine di raggiungere quell’obiettivo sempre più pressante della salvaguardia ambientale. E la sfida, perché proprio di questo si tratta, è partita dalla 74ma Sagra del Vino, che oggi vive la sua terza giornata. Una bella e importante manifestazione che, finalmente, è tornata dopo due anni segnati dall’emergenza sanitaria nel suo abituale contesto primaverile (e non sono mancate le due gocce di pioggia – ma molto apprezzate dopo la siccità – che da tradizione caratterizzano questa manifestazione). Fino al 2 maggio sono in programma una sessantina di eventi per tutte le età e i gusti (dall’enogastronomia con i chioschi al luna park, dalla musica al teatro di strada, dai mercatini all’area espositiva fino allo sport e agli eventi della memoria pasoliniana – programma completo su www.procasarsa.org). Assieme alla cerimonia d’apertura, tenutasi venerdì pomeriggio nella sala consiliare di Palazzo municipale Burovich de Zmajevich, sono stati anche premiati i vincitori dell’ottava edizione di Filari di Bolle, la Selezione degli Spumanti del Friuli Venezia Giulia, alla quale hanno partecipato oltre 80 vini.

Nei saluti inaugurali non sono mancate riflessioni sulla ripartenza dei grandi eventi, come appunto quello casarsese, dopo la fase acuta del Covid-19 e in coincidenza con la guerra in Ucraina. Antonio Tesolin, presidente della Pro Casarsa, ha sottolineato il grande lavoro di preparazione svolto dai volontari e l’importanza per la manifestazione di fregiarsi dei marchi di Ecofesta (che in Friuli Venezia Giulia riconosce quelle realtà che rispettano l’ambiente e la sostenibilità) e di Sagra di Qualità (assegnato dall’Unione nazionale tra le Pro Loco d’Italia a chi valorizza prodotti tipici e territorio). Lavinia Clarotto, sindaco della Città, ha ricordato come, a fine anni ’40, la Sagra del Vino sia stata un momento di rinascita per la comunità casarsese, colpita duramente durante la Seconda guerra mondiale, ricordando al contempo le devastazioni del conflitto attuale e lodando il fatto che l’inaugurazione sia, appunto, avvenuta nella Giornata mondiale della Terra con una Sagra che punta alla sostenibilità. Valore che è la filosofia de La Delizia Viticoltori Friulani, con il presidente della Cantina Flavio Bellomo, che ha invitato gli intervenuti, visti i numerosi rappresentanti di aziende vinicole del territorio regionale, a cogliere la sfida di gestire in modo nuovo la filiera del vino guardando al futuro ora che le filiere globali di materie prime ed energetiche sono state messe a dura prova.
Tiziano Venturini, coordinatore regionale Città del vino Fvg, ha ricordato come il Comune di Casarsa e la Pro Loco facciano parte dell’Associazione nazionale Città del vino, la quale in regione si sta preparando per un’estate ricca di eventi per i winelovers, lodando anche gli organizzatori per aver saputo coinvolgere nuovamente i volontari dopo lo stop della pandemia. La Sagra del Vino quest’anno fa parte anche del programma nazionale di eventi di Duino Aurisina – Devin Nabrežina Città Italiana del Vino 2022, programma illustrato dal vicesindaco della cittadina giuliana, Massimo Romita.
Mauro Praturlon, presidente di Coop Casarsa, ha poi ricordato la vicinanza della cooperativa alla kermesse che continua ininterrotta fin dalle prime edizioni, pure a sostegno dei chioschi con le sue forniture. Tra gli sponsor intervenuta anche Friulovest Banca, istituto attento al territorio in cui opera, con il consigliere Ester Pilosio. Presenti anche Venanzio Francescutti, presidente regionale Fedagripesca Fvg Confcooperative, e i consiglieri regionali Franco Iacop, Tiziano Centis e Chiara Da Giau. Sono stati portati i saluti di Valter Pezzarini, presidente del Comitato Fvg Pro Loco d’Italia, e di Michelangelo Agrusti, vicepresidente della Camera di commercio di Pordenone Udine. L’artista Giuseppe Onesti, insegnante Università Terza Età Sanvitese, ha quindi illustrato la mostra collettiva di pittura inaugurata contestualmente alla Sagra del Vino.

La seconda parte della cerimonia ha visto la premiazione di Filari di Bolle, con Pierangelo Dal Mas, vicepresidente Associazione italiana Sommelier Friuli Venezia Giulia, che ha illustrato il quadro delle bollicine regionali sempre più apprezzate dai mercati e lodato il lavoro di selezione della giuria composta da Renzo Zorzi (presidente della giuria e dell’Associazione italiana Sommelier Friuli Venezia Giulia), Gianni Ottogalli, Maria Teresa Gasparet, Stefano Trinco, Vladimiro Tulisso e Sergio Schinella. Prestigiosi i premi con le foto del maestro Elio Ciol e del figlio Stefano, incorniciate da Il Glifo di Vincenza Crimi. Stefano Ciol, nel portare i saluti del padre, ha spiegato che i soggetti scelti sono tutti legati alla figura di Pier Paolo Pasolini in occasione del centenario dalla nascita.

Luca Trevisan presidente della Cantina Produttori Ramuscello e San Vito ha ritirato il premio categoria Metodo Charmat Prosecco Doc per il vino spumante Prosecco Doc Brut (presente anche il direttore della cantina Rodolfo Rizzi).
Adriano Teston e Nicola Gobbo di Fossa Mala hanno ritirato, invece, il premio categoria Metodo Charmat Ribolla gialla per il vino spumante Ribolla Gialla Brut.
Flavio Bellomo, presidente dei Viticoltori Friulani La Delizia, ha ricevuto il premio per la categoria Metodo Charmat al vino spumante Jadér Cuvée Brut.
Pietro Pittaro ha ritirato il premio categoria metodo Classico per il vino spumante Vsq Talento Mc Brut Etichetta Oro 2015.
Novità di questa edizione 2022 un’ulteriore categoria. Bruno Pittaro, dei Pitars, ha ritirato il premio per la categoria Charmat Prosecco Doc Rosè per il vino spumante Prosecco Rosè Brut Millesimato.
Assegnato, inoltre, il riconoscimento speciale miglior etichetta/packaging al vino spumante Viticoltori Friulani La Delizia – Uva Prosecco Doc Sostenibile Extra Dry per il suo progetto incentrato sulla sostenibilità. A riceverlo il direttore della Cantina casarsese Mirko Bellini.
Gli spumanti selezionati di Filari di Bolle saranno degustabili durante tutta la Sagra nei locali pubblici del centro di Casarsa Bar Punto d’Ombra, Bar Agli Amici, Zeb Cafè, Cafè Manù, Ristorante Al Posta.

A concludere brindisi nel chiosco dell’associazione Il Disegno che assieme agli altri sodalizi locali – Asd Vecchie Glorie Calcio con anche la collaborazione della Corale Casarsese, Asd Polisportiva Basket Casarsa, Lenza Delizia, Asd Sas Casarsa – offrono una ricca proposta gastronomica con prodotti del territorio.
La Sagra gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia – Promoturismo Fvg – Strada vino e Sapori Friuli Venezia Giulia e dei main sponsor Coop Casarsa e Friulovest Banca. In collaborazione con Associazione nazionale Città del Vino, Camera di commercio Pordenone-Udine, Comitato del Friuli Venezia Giulia dell’Unione nazionale Pro loco d’Italia. La manifestazione gode del marchio di Sagra di Qualità dell’Unpli nazionale, del marchio Ecofesta per l’attenzione alla sostenibilità.
Filari di Bolle è organizzata da Pro Casarsa della Delizia, Città di Casarsa della Delizia e Associazione Italiana Sommelier del Friuli Venezia Giulia, in collaborazione con il Consorzio delle DOC-FVG e la sponsorizzazione di Friulovest Banca. Patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e collaborazione anche di Città del Vino, Assoenologi, Onav, PromoturismoFvg e Strada del vino e dei sapori Friuli Venezia Giulia.

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In  copertina, l’apertura della Sagra del vino da parte del presidente della Pro Casarsa Antonio Tesolin che ha accanto il sindaco Lavinia Clarotto, Tiziano Venturini delle Città del vino Fvg e Flavio Bellomo, della Cantina Viticoltori La Delizia; all’interno, foto di gruppo dei premiati e pubblico.

Oggi la Giornata mondiale della Terra. Vivere a Spreco zero, tre libri finalisti

Oggi, 22 aprile, si celebra la Giornata mondiale della Terra. E in vista dell’importante appuntamento, il Premio Vivere a #sprecozero ha proclamato la terna dei finalisti della categoria Saggistica – Pagine di Sostenibilità, promossa dalla campagna pubblica di sensibilizzazione Spreco Zero, diretta dall’agroeconomista triestino Andrea Segrè, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, media partner Rai Radio2. Ed ecco la terna finalista 2022.

Si contenderanno il titolo innanzitutto l’ambientalista e attivista politica Vandana Shiva, autrice del saggio “Dall’avidità alla cura. La rivoluzione necessaria per un’economia sostenibile” (Emi): la sua riflessione prefigura il cambiamento necessario del paradigma capitalista. Da un’economia estrattivista che concepisce il mondo come qualcosa da sfruttare in maniera assoluta, a un’economia della cura, basata sulla produzione di oggetti che abbiano un uso circolare per un maggior rispetto dell’ambiente.
Secondo finalista è l’agronomo e saggista Roberto Cavallo, autore di “Le parole della transizione ecologica. Un lessico per l’economia circolare” (Edizioni Ambiente), scritto con la collaborazione di Roberto Della Seta, Maria Napoli, Emanuela Rosio. Da fossile a rinnovabile, da lineare a circolare, da rifiuti a materiali, da usa-e-getta a riutilizzo, da obsolescenza a riparazione, da responsabilità a corresponsabilità. Ogni vero cambio culturale parte sempre da una nuova comprensione delle parole e dei concetti che queste esprimono. I maggiori esperti ambientali italiani analizzano per la prima volta la transizione delle parole e dei verbi del passato verso il futuro, con riferimento alle prospettive indicate dalla Direttiva europea 851/2018 che stimola gli Stati membri a favorire modelli di produzione, aziendali e di consumo innovativi, per favorire l’estensione del ciclo di vita e il riutilizzo.
Terzo finalista è lo storico dell’ambiente Marco Armiero, direttore dell’Environmental Humanities Lab del Royal Institute of Technology di Stoccolma e primo ricercatore presso l’Istituto di Studi sulle Società del Mediterraneo del Cnr, per “L’era degli scarti. Cronache dal Wasteocene, la discarica globale” (Giulio Einaudi Editore). La nuova era geologica, l’Antropocene, è segnata dal dominio degli umani sull’intero pianeta. Questo libro propone una lettura diversa della nostra crisi socio-ecologica: invece che di Antropocene, bisognerebbe parlare di Wasteocene (dall’inglese waste, scarto), ovvero di un’epoca segnata dalla continua produzione di persone, comunità e luoghi di scarto. L’imposizione di relazioni socio-ecologiche che producono comunità umane e non umane di scarto implica la costruzione di ecologie tossiche fatte di sostanze e narrazioni contaminanti. In un viaggio tra Napoli e Agbogbloshie, in Ghana, tra fantascienza ed epidemie, Marco Armiero porta i lettori nelle viscere del Wasteocene, ma indica anche le esperienze di resistenza che lo stanno smantellando.

È questa la terza edizione del Premio Vivere a Spreco Zero – Pagine di Sostenibilità, focalizzato sulla comunicazione capace di sensibilizzare i lettori per lo sviluppo sostenibile. Assegnato nel 2021 allo scienziato, botanico e divulgatore Stefano Mancuso e nel 2020 alla saggista e divulgatrice scientifica Eliana Liotta, il Premio sarà quest’anno consegnato il prossimo novembre a Bologna, nel Palazzo Municipale in piazza Maggiore.

Dettagli e aggiornamenti sul sito sprecozero.it

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L’omaggio di Marisa Milan

In occasione della Giornata mondiale della Terra, l’artista Marisa Milan, del Club per l’Unesco di Udine, ha realizzato “Pentagramma nel colore 3 (Madre Terra)”, acrilico e olio su tela, quale omaggio alla importante ricorrenza.