Ais Veneto, al via più di trenta corsi per diventare sommelier. Ma c’è anche un percorso dedicato all’olio extravergine

Associazione Italiana Sommelier Veneto avvia i nuovi percorsi per aspiranti sommelier, offrendo un ciclo formativo che, attraverso tre livelli distinti, esplora tutti gli aspetti fondamentali della professione. «Da sempre e ora ancor di più – spiega Gianpaolo Breda, presidente di Ais Veneto –, promuoviamo la cultura del vino accompagnando i nostri corsisti nel consumo consapevole e responsabile. Imparare a degustare con attenzione significa infatti valorizzare i nostri prodotti enogastronomici: conoscere il vino vuol dire diffondere un messaggio positivo e contrario ad un uso eccessivo».

Gianpaolo Breda


La proposta didattica, che comprende 32 corsi distribuiti in oltre 20 sedi della regione in partenza tra gennaio e marzo, è stata completamente rinnovata e arricchita da un approfondimento dedicato all’olio. Dei 32 corsi in programma, ben 17 sono di primo livello, un dato che conferma il crescente interesse verso il mondo del vino e la cultura enogastronomica. «Per formare nuovi sommelier, è essenziale fornire strumenti aggiornati e affidabili per interpretare il mondo del vino – continua Breda –. I libri di testo sono stati quindi completamente aggiornati, integrando i dati più recenti sulle denominazioni, le novità legislative e altri aspetti fondamentali del settore. Inoltre, il linguaggio tecnico della scheda di degustazione è stato revisionato per garantire maggiore precisione. I futuri sommelier avranno così gli strumenti per comprendere il complesso mondo del vino, individuarne le peculiarità e condividere giudizi tecnici e oggettivi con la comunità dei degustatori, dagli appassionati ai professionisti di settore».
Il primo livello rappresenta l’introduzione alla professione del sommelier e fornisce le basi della viticoltura, dell’enologia e del servizio. Tra gli argomenti trattati vi sono la corretta temperatura di mescita, l’organizzazione della cantina e le normative del vino. Non mancano le lezioni anche su birre e distillati, sempre accompagnate da prove pratiche con la scheda di degustazione. Il secondo livello approfondisce il legame tra vino e territorio, analizzando le principali zone vitivinicole italiane ed estere e scoprendo come la geografia, il clima e la mano dell’uomo influenzino ogni bottiglia. Questo modulo punta a perfezionare la tecnica di degustazione per apprezzare ogni sfumatura del vino e formulare giudizi professionali e oggettivi con l’introduzione della scheda di valutazione a punti. Nel terzo livello, infine, l’attenzione si focalizza sull’abbinamento cibo-vino. Attraverso prove pratiche di degustazione, i corsisti apprendono come esaltare le caratteristiche del vino in combinazione con diversi piatti e preparazioni culinarie. Al termine del percorso formativo, i partecipanti potranno sostenere l’esame per ottenere il titolo di Sommelier Ais.
«Invitiamo tutti gli appassionati e i futuri sommelier – conclude Breda – a partecipare anche a Vinetia Tasting – I vini della Guida Vinetia in degustazione, in programma domenica 23 marzo al quartiere fieristico internazionale di Santa Lucia di Piave. Sarà un’occasione imperdibile per degustare i vini della Guida Vinetia e immergersi nell’eccellenza enologica del nostro territorio».
In aggiunta ai corsi per diventare sommelier, Ais Veneto propone anche “Olio, è tempo di conoscerlo”, un nuovo percorso dedicato all’olio extravergine di oliva che esplora gli aspetti tecnici e agronomici della sua produzione analizzandone la diffusione a livello regionale, nazionale e internazionale. In 15 lezioni il corso fornisce gli strumenti necessari per riconoscere la qualità del prodotto con la presentazione del metodo Ais per la degustazione dell’olio e la scheda a punteggio per valutare le sue caratteristiche. La parte finale del corso si concentra sull’abbinamento con il cibo, esplorando le tendenze gastronomiche, gli aspetti storico-culturali e le proprietà nutraceutiche dell’olio Evo.

L’olio extravergine di oliva.

Per iscriversi o per avere maggiori informazioni visitare il sito di AIS Veneto www.aisveneto.it/corsi.html

—^—

In copertina, un sommelier al lavoro con il suo inseparabile tastevin.

Esperienze di Vitae invita a Padova con Ais Veneto che cresce sempre più e avvia una serie di nuovi corsi

Sono 76 le eccellenze venete da scoprire durante la seconda edizione di Esperienze di Vitæ: i vini che hanno ottenuto le 4 Viti nell’edizione 2024 di Vitæ, la guida ai migliori vini d’Italia dell’Associazione Italiana Sommelier, saranno i protagonisti assoluti della manifestazione in programma sabato 3 febbraio alla Fornace Carotta di Padova. Dalle 15.30 alle 19 gli appassionati potranno assaggiare i vini selezionati tra oltre duemila etichette dai degustatori ufficiali di Ais Veneto. L’evento offrirà anche l’occasione per consegnare ai produttori gli attestati d’eccellenza.

Giampaolo Breda


«I vini premiati a Esperienze di Vitæ – spiega Giovanni Geremia, curatore per il Veneto della Guida Vitæ – rappresentano al meglio l’elevata qualità della produzione enologica della nostra regione. Questi prodotti sono un vanto per il Veneto e raccontano l’eccellenza di un territorio straordinario, di cui sono fieri ambasciatori in tutto il mondo”. “Esperienze di Vitæ – continua il presidente di Ais Veneto, Gianpaolo Breda – è un’occasione unica per assaggiare le etichette premiate dai degustatori AIS: 76 eccellenze per viaggiare e scoprire la bellezza della nostra regione, di luogo in luogo, di vigneto in vigneto».
Intanto, con un incremento di iscritti del 15% nel biennio 2021-2023, Ais Veneto si conferma punto di riferimento per la diffusione della conoscenza del mondo del vino in generale e la valorizzazione dei vini veneti in particolare. Grazie all’impegno nella formazione di nuove figure professionali, la promozione del patrimonio enologico regionale e l’organizzazione di eventi per sommelier e wine lover, l’associazione conta oggi più di 500 nuovi iscritti in due anni – da dicembre 2021 a dicembre 2023 –, per un totale di 3977 soci (contro i 3458 del 2021).
«La crescita che stiamo registrando in questi anni è motivo di grande orgoglio – spiega Breda – perché da sempre il nostro obiettivo è diffondere la conoscenza e la cultura del vino. Dal 1971, anno di fondazione della nostra associazione, non ci siamo mai fermati, nemmeno durante il Covid. Anzi, i numeri sono aumentati anche durante la pandemia, grazie all’organizzazione di corsi online nel 2021, prima di tornare all’insegnamento in presenza nel 2022. Ogni anno, in tutta la regione, forniamo corsi per diventare Sommelier e molte occasioni, per chi ha già concluso il percorso, di perfezionare la preparazione con ulteriori livelli di approfondimento, aggiornamenti, seminari e corsi di specializzazione».
La crescita dell’associazione si accompagna infatti al lancio dei nuovi percorsi formativi previsti in partenza a gennaio e febbraio. Con un totale di 33 corsi, suddivisi in tre livelli e distribuiti capillarmente nelle province, Ais Veneto offre un’opportunità agli aspiranti sommelier di tutta la regione. Il primo livello fornisce una solida introduzione, coprendo aspetti chiave della viticoltura, dell’enologia e del servizio, conoscenze fondamentali per esercitare la professione di Sommelier. I corsisti possono imparare la corretta temperatura della mescita, acquisire informazioni sulla legislatura del settore e, oltre al vino, conoscere i fondamentali di birre e distillati, il tutto costantemente accompagnato da prove teoriche e pratiche sulla tecnica di degustazione.
Con il passaggio al secondo livello, i corsisti approfondiscono il legame tra il vino e il territorio, sia italiano che estero, mentre il perfezionamento costante della tecnica di degustazione diventa elemento discriminante per apprezzare ogni singola sfumatura ed esprimere un giudizio professionale e oggettivo. Infine, il terzo livello tratta la delicata arte dell’abbinamento cibo-vino attraverso prove pratiche di assaggio con diverse tipologie di alimenti e preparazioni. Al termine del percorso formativo, i corsisti affrontano un esame di abilitazione, in seguito al quale si consegue il titolo di sommelier. Per iscriversi e ottenere ulteriori informazioni, visitare il sito ufficiale di Ais Veneto: www.aisveneto.it/corsi.html

La manifestazione di Padova è gratuita per i soci Ais in regola con il tesseramento 2024.
Per informazioni visitare il sito di Ais Veneto: https://we.aisveneto.it/evento/1700

Tre giorni a Treviso per scoprire il Raboso e i grandi vini del Piave

Tre giorni per scoprire il Raboso e i grandi vini delle terre del Piave tra masterclass, banchi d’assaggio e delizie gastronomiche tipiche del territorio: è Alla Corte del Raboso, l’evento di Ais Veneto in programma dal 21 al 23 ottobre nel centro storico di Treviso, interamente dedicato alle uve tipiche del territorio. Un fitto calendario di appuntamenti permetterà ai partecipanti di conoscere da vicino la storia e le peculiarità di questo vitigno e del suo areale produttivo, assieme ai cibi della tradizione locale e alle bellezze storico-culturali della città sul Sile. La novità assoluta di questa edizione è il concorso Miglior Sommelier del Raboso, dove tra i tre semifinalisti vincerà chi si sarà distinto per conoscenze teoriche, capacità tecniche e degustative.

Grappolo di Raboso.


Si inizia sabato con l’Anteprima di Alla Corte del Raboso, dove sotto la Loggia dei Cavalieri, a partire dalle 15.30 e fino alle 18.30, si potranno assaggiare cinque referenze commentate dai sommelier Ais. Sempre dalla Loggia, alle 16, avrà inizio la visita guidata alla città tra dipinti e acque. Grazie al racconto di Edi Conson, guida turistica e sommelier, sarà possibile ammirare le bellezze di Treviso accompagnati in un breve itinerario ideato per l’evento. La prima giornata della manifestazione si chiuderà con un appuntamento gourmet al ristorante Ca’ dei Brittoni, dove un menù appositamente creato per l’occasione saprà appagare i palati più esigenti. Ad accompagnare i piatti ci saranno le migliori espressioni di Raboso e dei vini del Piave.
Domenica, a partire dalle 10.30, le splendide sale del Museo di Santa Caterina ospiteranno i banchi d’assaggio: 26 produttori di Raboso e dei vini autoctoni del Piave proporranno in degustazione oltre 90 referenze accompagnate da una selezione di artigiani del cibo per assaporare al meglio le tipicità trevigiane. Con il biglietto d’ingresso, oltre alla visita del complesso museale, è compreso anche un piatto di Radici e Fasoi preparato dall’omonima confraternita, che ne garantisce la qualità e la storicità. Alle 15.30 la Loggia dei Cavalieri ospiterà invece la degustazione Espressioni di Raboso – guidata dal presidente di Ais Veneto Gianpaolo Breda e dal direttore del Consorzio Vini Venezia, Stefano Quaggio – dove verranno raccontati i diversi stili di produzione delle aziende più rappresentative.
La manifestazione si chiuderà lunedì a Villa Dirce di Tezze di Piave, a Vazzola, patria del Raboso. Stefano Quaggio condurrà la prima parte della masterclass delle 11 dedicata al presente, al passato e al futuro del vitigno e del vino, passando poi il testimone a Gianpaolo Breda, che racconterà sei espressioni di Malanotte del Piave Docg. Seguirà il tour Le Bellussere, le Grave del Piave e il Borgo Malanotte guidato da Antonio Bonotto, titolare dell’azienda Bonotto delle Tezze, ed Elvio Forato, direttore della Cantina di Tezze, alla scoperta del territorio e dell’areale di produzione. A chiudere la manifestazione la proclamazione del Miglior Sommelier del Raboso, in programma a partire dalle 15.30.

La bellissima Treviso.

Alla Corte del Raboso è patrocinato dal Comune di Treviso ed è organizzato da Ais Veneto in collabotazione con il Consorzio Vini Venezia.
Per informazioni e per acquistare il biglietto visitare il sito we.aisveneto.it/eventi/allacortedelraboso

***

Una vendemmia “inclusiva”
ricordando Giorgio Cecchetto

I ragazzi dell’Associazione Italiana Persone Down – sezione Marca Trevigiana sono tornati in questi giorni all’azienda agricola Cecchetto Giorgio di Vazzola per il tradizionale appuntamento con la vendemmia inclusiva del Raboso del Piave. La diciannovesima edizione dell’iniziativa ha coinvolto i vignaioli per un giorno nella raccolta dei primi grappoli della varietà autoctona trevigiana. Aiutati da famiglie, amici e volontari, i giovani hanno pigiato ed estratto il mosto utilizzando un antico torchio e torneranno in primavera a riempire 1500 bottiglie vestendole con un’etichetta disegnata a mano e firmata. Saranno poi numerate e presentate al Vinitaly 2024, nello stand della Regione Veneto. “Quella di quest’anno sarà una vendemmia particolarmente sentita in quanto la prima senza Giorgio, che dal 2005 aveva dato inizio a questo progetto di solidarietà e inclusione – aveva detto alla vigilia Marco Cecchetto –. Questi ragazzi erano nel cuore di mio papà e con lui avevano un legame profondo. Erano infatti molte le occasioni durante l’anno in cui li coinvolgeva perché potessero esprimersi e farsi conoscere. Io e i miei fratelli, Alberto e Sara, abbiamo avuto modo di condividere con loro molte vendemmie e sicuramente porteremo avanti con entusiasmo questa e molte altre iniziative con l’Aipd”. L’iniziativa promossa dall’azienda nasce per rappresentare il territorio e la sua storia, per raccontare come il Raboso del Piave – unico vitigno autoctono a bacca rossa della Marca Trevigiana – possa essere solidale. I ragazzi sono protagonisti in tutte le fasi, dalla raccolta dell’uva all’imbottigliamento del vino, alla realizzazione dell’etichetta, fino appunto alla presentazione conclusiva a Vinitaly. Un progetto che si ripete di anno in anno e che, inserendosi nel Progetto di autonomia sociale di Aipd, vuole supportare l’intera collettività perché per Cecchetto è fondamentale fare impresa in maniera condivisa e inclusiva.

Federico Domeneghetti è il miglior Sommelier del Veneto 2023. E Manca è leader al Conegliano Valdobbiadene

Il Miglior Sommelier del Veneto 2023 è Federico Domeneghetti, professionista della delegazione di Padova che ha saputo conquistare il favore della Giuria grazie alla disinvoltura con cui ha affrontato le prove tecniche, vincendo così un viaggio studio in Portogallo, oltre all’ammissione di diritto alla Semifinale del Concorso Miglior Sommelier d’Italia 2023. Inoltre, in veste di ambasciatore del vino veneto a livello nazionale, Domeneghetti potrà essere coinvolto in eventi e attività di comunicazione legati ai vini della regione fino alla prossima edizione del Concorso. “Raggiungere questo traguardo è una grande emozione – afferma –. Faccio il sommelier di professione e misurarmi con altri professionisti mi aiuta a dare il massimo e a migliorare tutti i giorni. Ringrazio di cuore Ais Veneto e la delegazione di Padova per il supporto prezioso che mi hanno offerto lungo questo percorso, così come tutte le persone che mi sono state vicine”.
“Il Concorso di quest’anno – afferma Gianpaolo Breda, presidente di Ais Veneto – è stato particolarmente importante perché abbiamo registrato un aumento significativo nel numero degli iscritti, a dimostrazione di quanto il settore della sommellerie sia in crescita e quanto sia forte l’interesse dei professionisti del vino in Veneto”. Il Concorso Miglior Sommelier del Veneto è l’appuntamento annuale organizzato dall’Associazione Italiana Sommelier Veneto in collaborazione con Ais nazionale, che ha l’obiettivo di valorizzare e promuovere la figura professionale, nonché diffondere la cultura enologica.
Sono 19 i soci di Ais Veneto che hanno partecipato all’edizione 2023, andata in scena lunedì 2 ottobre a Longarone, per il secondo anno consecutivo, all’interno del programma di Dolomiti HoReCa, articolandosi in due fasi distinte. Durante la mattinata, nella sede dell’Istituto Professionale Alberghiero di Stato Dolomieu, si è tenuta la prova scritta consistente in una relazione dettagliata, finalizzata a valutare la preparazione tecnica e teorica dei partecipanti, e in un’analisi organolettica di due vini regionali. I tre migliori concorrenti, Federico Domeneghetti della delegazione di Padova, Enrico Panizzuti della delegazione di Venezia e Aldo Naddeo della delegazione di Verona, hanno avuto accesso alle finali svoltesi nel pomeriggio a Longarone Fiere, dove hanno affrontato la degustazione alla cieca di un vino della regione con domande di approfondimento, il riconoscimento di quattro distillati da tutto il mondo, un abbinamento formulato dalla Giuria e prove di accoglienza, servizio al tavolo con decantazione e comunicazione del vino.
La Giuria di esperti che ha eletto Federico Domeneghetti Miglior Sommelier del Veneto è stata composta da Sandro Camilli, presidente Ais Italia; Marco Aldegheri, vicepresidente Ais Italia; Carlos Santos, amministratore delegato Amorim Cork Italia Spa; Michele Manca, Miglior Sommelier del Veneto 2022; Andrea Maschio della distilleria Maschio Bonaventura; Maurizio Zanolla, responsabile area concorsi AIS Italia.

Intanto, il già citato Michele Manca è risultato vincitore del terzo Trofeo Nazionale del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg 2023, organizzato da Ais Veneto in collaborazione con il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg. Il concorso che ha visto il Sommelier di Rovigo conquistare il primo posto nella competizione si è tenuto nella sede del Consorzio, a Pieve Di Soligo (Treviso), dopo tre giorni dedicati all’alta formazione sul Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. Dal 2004 ad oggi, Manca ha lavorato in Italia e all’estero all’interno di importanti realtà ristorative, scalando tutti i ruoli gerarchici del settore di sala, da Commis de Rang a Restaurant Manager. Nel 2012 ha conseguito la Laurea in Economia e Gestione di Impresa a Ferrara e nel 2014 si è diplomato Sommelier Ais. Direttore di Corso, referente panel per la propria Delegazione, degustatore Ufficiale e, appunto, Miglior Sommelier del Veneto 2022, si è recentemente classificato terzo al Master Chianti Classico 2023 e secondo al Gran Premio Sagrantino 2023. Attualmente lavora come Docente di Sala e Vendita presso l’Ipsaa “Bellini” di Trecenta (Rovigo) e come consulente presso alcune realtà ristorative.
“Sono orgoglioso – ha detto Michele Manca – di aver ottenuto questo riconoscimento e di rappresentare il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg nel corso del prossimo anno. Un risultato ottenuto grazie a un grande impegno e allo studio costante del territorio, delle sue peculiarità e delle aziende che ne fanno parte. Studiare, visitare la denominazione, assaggiare e ancora mettere alla prova le proprie conoscenze è il modo migliore di conoscere un vino e il territorio in cui nasce e di cui il calice si fa ambasciatore”. “Lavorare in sinergia con il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg – spiega il presidente Breda – ci permette di raccontare quanto il vino sia parte fondamentale del territorio e del suo paesaggio. Sono state tre giornate interamente dedicate all’alta formazione sull’areale produttivo riservate a comunicatori e operatori del settore che, partecipando a conferenze, seminari e visite al territorio, hanno avuto modo di aggiornarsi e di ammirare dal vivo tutta la bellezza di queste colline uniche al mondo dichiarate sito Patrimonio dell’Umanità Unesco”.
“Il Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg lavora da sempre nel segno dell’eccellenza – afferma la presidente Elvira Bortolomiol –. Lavorare sui primi comunicatori del nostro vino è un passo fondamentale per garantire che il nostro prodotto sia presentato correttamente al consumatore e sia valorizzato come merita. Conoscere a fondo il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg significa conoscere uno dei prodotti simbolo del Made in Italy nel mondo, per questo abbiamo condotto i partecipanti in visita al territorio così che potessero cogliere l’intensità e la qualità del lavoro che ogni giorno ferve sulle nostre Rive come nelle nostre cantine. Il Trofeo Nazionale del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG è un momento di approfondimento e promozione del nostro prodotto ormai imprescindibile”.

Infine, tra settembre e ottobre – appuntamenti sono previsti anche all’inizio della prossima settimana – sono andati in scena i nuovi percorsi formativi di Ais Veneto dedicati a chi vuole diventare sommelier: in tutto 35 corsi, suddivisi in tre livelli, distribuiti capillarmente in tutta la regione. “Da sempre – afferma il presidente Breda – il nostro scopo è formare i comunicatori del vino. Ogni anno i corsi si rinnovano seguendo l’evoluzione del panorama vitivinicolo per dare ai futuri sommelier gli strumenti più idonei per affrontare le sfide del futuro. I questionari sottoposti ai corsisti riguardanti il grado di soddisfazione del percorso formativo hanno sottolineato un sempre maggiore interesse per l’enoturismo: chiedendo quali contenuti potessero rendere più stimolante la vita associativa, l’83% ha risposto indicando un maggior numero di eventi e una maggiore conoscenza degli itinerari enogastronomici. Se da un lato tutto ciò rappresenta un segno inequivocabile dell’importanza che l’enoturismo sta acquisendo, dall’altro, per Ais, rappresenta un obiettivo su cui puntare offrendo ai soci e ai nuovi iscritti più opportunità per vivere e conoscere il territorio, anche attraverso i nuovi corsi di formazione”.
Nei corsi di primo livello è stato possibile studiare elementi di viticoltura, di enologia e del servizio che rappresentano le basi della professione del Sommelier, a partire dalla corretta temperatura di mescita del vino fino all’organizzazione e alla gestione della cantina. Durante le lezioni, oltre che di vino, si è parlato anche di birre e distillati, il tutto costantemente accompagnato da prove teoriche e pratiche sulla tecnica di degustazione. Il secondo livello ha preso in esame le più importanti zone vitivinicole italiane ed estere e consente di cogliere il legame indissolubile tra vino e territorio. Il perfezionamento costante della tecnica di degustazione diventa così elemento discriminante per apprezzare ogni singola sfumatura ed esprimere un giudizio professionale e oggettivo. Nel terzo livello si è affrontata, invece, la tecnica della degustazione del cibo e del suo abbinamento con il vino attraverso prove pratiche di assaggio con le diverse tipologie di alimenti e di preparazioni. Al termine dell’intero percorso formativo è previsto un esame di abilitazione, superato il quale si consegue il titolo di Sommelier Ais.

Gustus, Doc Colli Berici
festeggia oggi e domani
le sue 50 vendemmie

La Doc Colli Berici e Vicenza si appresta a celebrare i suoi primi 50 anni a Gustus – Vini e Sapori di Vicenza. La manifestazione, in programma oggi e domani al Conservatorio “Arrigo Pedrollo” di Vicenza, sarà un appuntamento imperdibile per gli amanti del vino. Proprio in questi giorni si avvia al termine la vendemmia – in questi ultimi giorni si stanno raccogliendo le uve Garganega e si sta ultimando con Cabernet sauvignon e Carmenère – che conferma l’ottima annata, con dati analitici che confermano la qualità eccezionale delle uve e una quantità in linea con le aspettative. I soci viticoltori della Doc sono riusciti a superare le difficoltà provocate dall’alta pressione peronosporica e dai lievi fenomeni grandinigeni che si sono verificati tra metà luglio e agosto. Le uve portate in cantina sono sane e promettono grandi vini, soprattutto rossi. Per gestire in modo ottimale i diversi tempi di maturazione, i produttori hanno saputo pianificare in più passaggi la raccolta, che ha garantito la massima qualità della produzione. “L’annata 2023 riveste un significato speciale non solo perché è la nostra cinquantesima vendemmia – afferma Silvio Dani, presidente del Consorzio Tutela Vini Colli Berici e Vicenza –, ma anche e soprattutto perché la raccolta di quest’anno è stata un banco di prova impegnativo che ha prodotto risultati sorprendenti: un traguardo straordinario e simbolico che testimonia la continua dedizione e passione dei nostri viticoltori per la produzione di vini di alta qualità, come si potrà constatare a Gustus”.
Gustus – Vini e Sapori di Vicenza si prepara dunque a diventare il palcoscenico principale per celebrare la Doc Colli Berici. Il direttore dei Consorzio Giovanni Ponchia sottolinea l’eccezionale rilevanza di questa edizione: “Sarà un’occasione straordinaria per celebrare la longevità della Doc, e non potremmo essere più felici di farlo, anche grazie alla masterclass di sabato che proporrà vini di 50 anni fa”. Grande la rappresentatività enologica del territorio con ben 30 produttori dei Colli Berici e 7 aziende di Gambellara, per un totale di 120 etichette in degustazione. Oltre ai banchi d’assaggio, aperti al pubblico dalle 17 alle 22 di oggi e dalle 17 alle 21 di domenica, gli ospiti potranno deliziarsi con cibo di eccellenza. Grazie ai finger food della bottega gastronomica I Giovani Leoni di Lonigo e degli chef de Il Camaleonte di Alonte, Gustus offrirà un’esperienza gastronomica unica, arricchita dall’intrattenimento jazz eseguito dagli studenti del Conservatorio.
Gustus si avvale della collaborazione con i sommelier di Ais Veneto e dei partner di qualità Asiago Formaggio Dop, Monte Veronese Formaggio Dop e Salumificio Castelli. I biglietti per i banchi di assaggio saranno disponibili all’ingresso al costo di 20 euro, oppure si possono acquistare in prevendita sul sito di Gustus al prezzo di 15 euro. La riduzione sarà applicata anche a tutti i soci Ais, Onav, Fisar, Fis e Slow Food che sceglieranno di acquistare il biglietto all’ingresso dell’evento. Ogni biglietto includerà un calice, un coupon per degustazioni libere e un piatto di specialità gastronomiche. Già sold-out invece le masterclass di oggi e domani.

—^—

In copertina, Federico Domeneghetti raggiante per la vittoria; all’interno, con i finalisti e il presidente di Ais Veneto Gianpaolo Breda. Quindi, Michele Manca, affermatosi al Trofeo Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg 2023 e uno scorcio dei Colli Berici.

Wine in Venice, a gennaio 20 produttori sul primo Red Carpet del vino italiano

Ais Veneto sarà giudice di qualità dei venti produttori vitivinicoli che sfileranno sul primo Red Carpet del vino italiano durante Wine in Venice, manifestazione di cui l’Associazione è partner. Infatti, dal 28 al 30 gennaio, Venezia diventerà la capitale del vino con un ricco programma di tavole rotonde, talks e laboratori dedicati al futuro del settore enologico. Tra gli obiettivi della prima edizione l’assegnazione delle Wine Wild Card, un riconoscimento a venti aziende, una per ciascuna regione italiana, che hanno contribuito a portare avanti i valori chiave della manifestazione: sostenibilità, innovazione ed etica. Saranno proprio questi criteri a risultare fondamentali per l’ammissione all’evento.
La tre giorni, organizzata da Winetales, Beacon, Venezia Unica e WineHo, racconterà le eccellenze del territorio in alcuni dei luoghi più prestigiosi del capoluogo veneto, come la Scuola Grande della Misericordia e Ca’ Vendramin Calergi, e sarà occasione di incontro tra produttori, operatori di settore, appassionati del mondo del vino, comunicatori ed esperti. Tra questi, Ais Veneto sarà ancora una volta partner di un evento culturale che pone il vino al centro dell’attenzione.
«Wine in Venice – spiega Gianpaolo Breda, presidente di Ais Veneto – rappresenta un’occasione importante per raccontare i valori racchiusi in un calice. Quando assaggiamo un vino, infatti, scopriamo anche il suo territorio d’origine e la visione di chi lo produce, sorseggiamo una storia unica e una cultura millenaria. Questo evento ci dà quindi l’opportunità di raccontare il vino in luoghi di straordinaria bellezza, oltre che di discutere su temi fondamentali per il futuro del settore».
Il ricco programma di Wine in Venice segue le tematiche dell’evento: sabato 28 gennaio sarà dedicato alla sostenibilità, domenica 29 all’innovazione, lunedì 30 all’etica. Nella stessa occasione verrà inoltre assegnato il Premio Export Italia di Uniexport Manager, la principale associazione di professionisti italiani dell’export. Per rimanere aggiornati sul programma e per maggiori informazioni visitare il sito www.wineinvenice

www.wineinvenice