Wow, che belle le etichette dei ragazzi del Liceo Galvani per le 555 bottiglie (pro Sant’Egidio) di “Vino Terre” della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito

di Giuseppe Longo

SAN VITO AL TAGLIAMENTO – Wow, che belle etichette! Hanno fatto veramente centro gli elaborati grafici dei ragazzi del Liceo artistico Galvani di Cordenons che hanno “vestito” le bottiglie del progetto “Vino Terre” della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito. Tanto che sono stati proprio gli studenti i più festeggiati durante la bellissima cerimonia che ha avuto quale meravigliosa cornice quella “bomboniera” che è il Teatro Arrigoni che si affaccia su piazza del Popolo a San Vito al Tagliamento, il Comune con la maggior superficie vitata di tutto il Friuli Venezia Giulia. La presentazione del progetto gode del patrocinio del Comune ospitante e di quello vicino di Sesto al Reghena, sede della cooperativa vitivinicola, nonché dell’Associazione nazionale Città del Vino della cui delegazione regionale entrambi i Comuni fanno parte.


Dopo avere riposato al buio maturando, per un anno, nella terra del vigneto di produzione, cullato dalle acque di falda del Tagliamento e, infine, degustato da un’apposita commissione (tecnici, autorità e giornalisti di settore), il frutto dell’originale esperimento è stato finalmente presentato in pubblico. Le 555 bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso Doc Friuli 2022, uniche al mondo, frutto di un’idea e di un lavoro di gruppo coordinato da Gianluca Trevisan e Rodolfo Rizzi, rispettivamente presidente e direttore della Cantina, sono state dunque le grandi protagoniste dell’evento sanvitese che, dopo i saluti istituzionali, è stato aperto da una  tavola rotonda dal titolo “Vigneti e vini in Friuli Venezia Giulia: una bella storia da raccontare”, con Enos Costantini (storico e divulgatore della viticoltura friulana); Giulio Colomba, fra i fondatori di Slow Food – l’associazione che ha creato i famosi “presidi” agroalimentari -, e il direttore di Wine Meridian, Fabio Piccoli. Coordinati dal giornalista Adriano Del Fabro, direttore di “Sole Verde”, gli esperti hanno toccato con mano una serie di importanti tematiche riguardanti il Vigneto Fvg, e non solo, dalle questioni agronomiche ed enologiche, con richiami al passato – avvincente, come sempre, l’analisi del professor Costantini! – legate alle varietà che hanno scritto la storia della vitivinicoltura regionale, fino ad approdare ad agganci normativi, non ultimo quello del vino dealcolato che, secondo Piccoli, non potrà mai avere un vero sviluppo, ma che tuttavia potrebbe rappresentare anche una interessante opportunità produttiva.

Al termine delle interessanti disamine, si è passati all’evento vero e proprio della giornata, con la presentazione da parte del presidente Trevisan e del direttore Rizzi le motivazioni e gli obiettivi di “Vino Terre”, unita alla illustrazione del “modus operandi” adottato per avviare e quindi portare a termine la originale esperienza, di cui non se ne conoscono altre simili: palpabile l’emozione al momento dello scoprimento della etichetta sulla bottiglia-simbolo! Gli studenti cordenonesi, accompagnati da insegnati e dirigente scolastico, hanno quindi presentato i loro 16 lavori grafici che, diventati appunto eleganti etichette, ora fanno bella mostra di sé sulle bottiglie che, non solo conservano ancora in superficie le tracce della terra che, in profondità, le ha protette per dodici mesi ma che, per la prima volta in regione, sono anche dotate di tecnologia Nft (Non-Fungible Token) che collega l’acquirente al “gemello digitale” dell’opera, tanto che questo progetto consente ai ragazzi di entrare nel mercato online dell’arte contemporanea grazie alla “blockchain”. La colonna sonora della festosa mattinata è stata proposta, fra tanti applausi, dal gruppo musicale dello stesso Istituto scolastico.

Nel Teatro Arrigoni c’erano pure i rappresentanti della Comunità di Sant’Egidio, per portare la loro preziosa testimonianza sui Corridoi umanitari, poiché la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito ha deciso di devolvere parte del ricavato della vendita delle bottiglie di “Vino Terre” alla benemerita organizzazione, in sostegno proprio dell’importante progetto di solidarietà verso i più deboli, contribuendo così a dare dignità a chi arriva nel nostro Paese in cerca di nuove opportunità. Al riguardo, ricordiamo che le esclusive bottiglie ancora disponibili nel punto vendita della cooperativa vitivinicola (via Guglielmo Marconi, 22) sono acquistabili al prezzo di 25 euro ciascuna, di cui 10 saranno destinati proprio alla Comunità di Sant’Egidio a sostegno dei suoi progetti solidali. A tutti ha portato il saluto e il compiacimento della Regione Fvg la esponente dell’assemblea legislativa, Lucia Buna, facendo così calare il sipario su una giornata da ricordare. Wow, veramente un evento per San Vito e Ramuscello!

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In copertina e all’interno alcune immagini della bellissima cerimonia tenutasi al Teatro Arrigoni di San Vito al Tagliamento per la presentazione ufficiale delle bottiglie di “Vino Terre” (pro Comunità di Sant’Egidio) con le etichette dei ragazzi del Liceo artistico Galvani di Cordenons.

Cantina di Ramuscello e San Vito: bilancio ok, vigneti e soci in crescita. Trevisan e Rizzi: “Vince la qualità”

Il 2024 si conferma un anno positivo per i risultati economici della Cantina Produttori Ramuscello e San Vito. Il bilancio (chiuso a luglio) approvato all’unanimità dall’assemblea dei soci riunitasi nella sala parrocchiale di Ramuscello, infatti, segna un utile di 17 mila euro. «Pur provenendo da un’annata difficile, segnata da grandinate e siccità, che ha provocato un sensibile calo della produzione d’uva, con rese inferiori alla media degli ultimi anni – spiega il presidente della Cantina, Gianluca Trevisan -, grazie a un’attenta gestione della cooperativa e alle capacità professionali dei nostri collaboratori, siamo riusciti a proporre un risultato positivo continuando, inoltre, a essere attrattivi: il numero dei soci è incrementato del 12%, raggiungendo quota 173 (con 970 ettari di vigneto gestiti) per un conferimento di prodotto che supera i 100 mila quintali».

I soci in assemblea a Ramuscello.

Gianluca Trevisan

Rodolfo Rizzi

«Indipendentemente dalle caratteristiche della vendemmia – aggiunge il direttore, Rodolfo Rizzi –, da sempre la nostra Cantina si caratterizza per il costante impegno verso miglioramento qualitativo dei vini prodotti attraverso un’attenta formazione dei soci e un’accurata e sostenibile strategia fitosanitaria. Uno staff di enologi, poi, utilizzando le tecnologie moderne e dei collaudati e restrittivi protocolli Vegan (assenza totale di coadiuvanti di origine animale), trasformano l’uva conferita in ottimo vino. E anche quest’anno sono giunti nuovi riconoscimenti ai nostri sforzi, non solo con la riconferma della certificazione di “vino vegano”, ma pure con quella, assegnata per la prima volta in regione, di “vino a residuo minimo”».
La Cantina, che ha sede nel Comune di Sesto al Reghena, è anche molto attiva nel campo della ricerca e dell’innovazione attraverso la formalizzazione di convenzioni con l’Università di Udine (per il monitoraggio, nei vigneti, della Flavescenza dorata e della presenza degli insetti utili, ad esempio) e attraverso l’implementazione progettuale della “viticoltura di precisione”. In questo ambito, è stato anche inserito il nuovo progetto denominato “Vino Terre” che ha previsto, per la prima volta in Italia, l’affinamento di 555 bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso in una fossa scavata all’interno del vigneto di coltivazione dell’uva. Le bottiglie così caratterizzate, sono state impreziosite dalle etichette elaborate dai ragazzi del Liceo artistico “Galvani” di Cordenons e, parte del ricavato delle vendite – come annunciato sabato scorso alla bellissima presentazione di San Vito al Tagliamento -, sarà devoluto alla Comunità di Sant’Egidio per sostenere i loro Corridoi Umanitari contribuendo così a dare dignità a chi arriva nel nostro Paese in cerca di nuove opportunità.
Fondata nel 1959, la Cantina di Ramuscello e San Vito è la seconda realtà enologica cooperativa più importante della regione, commercializza come sfuso il 95% del vino prodotto (Prosecco e Pinot grigio, le varietà maggiorente coltivate) e occupa una dozzina di persone.

 

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In copertina, una panoramica della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito; qui sopra, le bottiglie di Vino Terre appena estratte dal suolo del vigneto che ha prodotto le uve di Refosco dal peduncolo rosso.

“Vino Terre”, a San Vito al Tagliamento sabato la presentazione delle 555 bottiglie di Refosco della Cantina di Ramuscello maturate per un anno nel sottosuolo

Il “Vino Terre”, dell’omonimo progetto della Cantina produttori di Ramuscello e San Vito, ha ora la sua bottiglia ed etichetta. Dopo avere riposato al buio e maturato in silenzio, per un anno, in una fossa all’interno del vigneto di produzione; cullato dall’acqua di falda del Tagliamento; degustato da una Commissione di esperti, adesso si presenta in pubblico con un evento organizzato per sabato 14 dicembre, a San Vito al Tagliamento (nel prestigioso Teatro Arrigoni), a partire dalle ore 10. Le 555 bottiglie del Refosco dal peduncolo rosso Doc Friuli 2022, unico al mondo, frutto di un’idea e di un lavoro di gruppo coordinato da Gianluca Trevisan e Rodolfo Rizzi, rispettivamente presidente e direttore della Cantina, saranno dunque le protagoniste dell’evento al quale faranno da corollario una serie di interventi.
Dopo i saluti istituzionali, ci sarà una interessante tavola rotonda dal titolo: “Vigneti e vini in Friuli Venezia Giulia: una bella storia da raccontare”, con Enos Costantini (storico e divulgatore della viticoltura friulana); Giulio Colomba, fondatore di Slow Food, e il direttore di Wine Meridian, Fabio Piccoli, coordinati dal giornalista Adriano Del Fabro, direttore di Sole Verde.
Gli studenti del Liceo artistico “Galvani” di Cordenons, accompagnati dagli insegnati, presenteranno i loro 16 lavori grafici che, diventati etichette, faranno bella mostra di sé sulle bottiglie che, non solo conservano ancora in superficie le tracce della terra che le ha protette per 12 mesi ma, per la prima volta in regione, sono anche dotate di tecnologia NFT (Non-Fungible Token) che collega l’acquirente al “gemello digitale” dell’opera. Questo progetto consente ai ragazzi di entrare nel mercato digitale dell’arte contemporanea grazie alla blockchain.
Saranno presenti pure i rappresentanti della Comunità di Sant’Egidio, per portare la loro preziosa testimonianza, poiché la Cantina ha deciso di devolvere parte del ricavato della vendita delle bottiglie di “Vino Terre” alla Comunità, in sostegno dell’importante progetto dei Corridoi Umanitari, contribuendo così a dare dignità a chi arriva nel nostro Paese in cerca di nuove opportunità.
La colonna sonora della mattinata sarà affidata al gruppo musicale del Liceo “Galvani”, diretto dal professore Vanni Benatelli. La presentazione del progetto “Vino Terre” gode del patrocinio dei Comuni di Sesto al Reghena, di San Vito al Tagliamento e dell’Associazione Città del Vino.

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In copertina, le bottiglie di Refosco appena estratte dalla fossa dove si sono affinate per un anno.

I vini di Ramuscello grandi protagonisti in Carnia: a Paluzza nel punto vendita affidato a Federica Lalli e a Sutrio nelle degustazioni con la trota affumicata

Scrivere di Paluzza e di donne significa scrivere di sacrificio e coraggio se solo si pensa alla “portatrice carnica” Maria Plozner Mentil che, proprio qui, perse la vita nel 1916. E di carattere Federica Lalli ne ha da vendere, visto che tre anni fa ha lasciato un posto fisso a Gorizia trasferendosi a Rivo di Paluzza per gestire, in prima persona, il nuovo punto vendita della Cantina di Ramuscello e San Vito conosciuto come la “Bottega del Vino”.

«Federica ha compiuto un passo significativo – ha sottolineato il presidente della Cantina, Gianluca Trevisan, in occasione del primo importante evento organizzato in Carnia dalla Cooperativa pordenonese – integrandosi magnificamente nella comunità e creando, in breve tempo, una splendida famiglia. Grazie al carattere gioviale di Federica – ha proseguito Trevisan -, il punto vendita di Ramuscello a Paluzza è cresciuto, diventando sempre più un luogo di riferimento, non solo per l’acquisto dei vini della cooperativa, ma anche per creare nuove sinergie con il territorio».
In quest’ottica di apertura e collaborazione, si è tenuta recentemente a Sutrio anche un’interessante degustazione dei vini di Ramuscello, aperta a residenti e turisti. Nella splendida sala Kaiser, con Federica Lalli che ha introdotto i lavori, il sindaco Manlio Mattia e il presidente del consorzio “Visit Zoncolan”, Silvio Ortis, hanno fatto gli onori di casa, sottolineando entrambi l’importanza di questi eventi come motori propulsori per il turismo e le attività commerciali locali. È stata un’occasione unica per degustare i vini della Cantina di Ramuscello, sapientemente abbinati alle trote affumicate di Nojaris, creando un’esperienza enogastronomica coinvolgente per i numerosi ospiti. A Nojaris di Sutrio, la famiglia Vidotti alleva trote fin dal 1962, sfruttando le purissime sorgenti del luogo. Cresciute in modo naturale nelle fresche acque correnti, le specie salmerino, iridea e salmonata vengono poi lavorate artigianalmente e commercializzate nello stesso allevamento. Questo è stato il filo conduttore della degustazione, guidata dal direttore della Cantina di Ramuscello, Rodolfo Rizzi, e da Selene Vidotti, proprietaria dell’azienda “La Trute”, con un focus sulla valorizzazione dei prodotti del territorio. In degustazione: la Ribolla Gialla spumante, il Friulano Doc “Friuli”, il Pinot Grigio Doc “Delle Venezie” e, per finire, un Prosecco Doc Rosè, tutti vini della vendemmia 2023.

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In copertina, il presidente Gianluigi Trevisan con il direttore Rodolfo Rizzi; all’interno, due immagini della degustazione a Sutrio con la trota di Nojaris e la Bottega del vino di Paluzza gestita da Federica Lalli.

La Regione Fvg con Bordin: esemplari le pratiche sostenibili della Cantina di Ramuscello e San Vito cooperativa che ha un legame profondo con la comunità

«La Cantina di Ramuscello è una realtà che si contraddistingue per aver instaurato negli anni un legame profondo con la comunità, grazie alle diverse e importanti iniziative proposte, favorendo una maggiore consapevolezza e apprezzamento delle risorse naturali e delle tradizioni. Questo può incentivare pratiche sostenibili e rispettose dell’ambiente, contribuendo alla salvaguardia del paesaggio rurale e della biodiversità». É la riflessione che il presidente del Consiglio del Fvg, Mauro Bordin, ha espresso al presidente Gianluca Trevisan, al direttore Rodolfo Rizzi e ad alcuni membri del consiglio di amministrazione, durante la visita alla Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, alla presenza anche della collega Lucia Buna e della prima cittadina di Sesto al Reghena, Zaida Franceschetti, evidenziando che «la viticoltura è un elemento chiave dell’economia locale, capace di promuovere e valorizzare il territorio a tuttotondo».

Fondata nel 1959 come apparato sociale ed entrata in funzione nel 1962, la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito al Tagliamento rappresenta una cooperativa che unisce 170 soci di 18 Comuni del territorio e si dedica alla trasformazione dell’uva in vini di qualità, scegliendo le modalità di migliore commercializzazione. È toccato al direttore Rodolfo Rizzi spiegare la mission e i numeri dell’azienda che «conduce la sua attività nel territorio più vitato del Friuli Venezia Giulia con importanti produzioni di Prosecco e Pinot grigio, ma anche di Ribolla gialla». Anche per questo Sesto al Reghena ha aderito in questi ultimi anni alla rete delle Città del vino Fvg, della quale già faceva parte il contiguo Comune di San Vito al Tagliamento.
«Il Friuli Venezia Giulia dimostra che l’Autonomia, se ben gestita, è un prezioso strumento di sviluppo economico e quindi di sostegno anche per le realtà produttive. L’Amministrazione regionale – ha detto il presidente Bordin – vuole continuare ad essere un interlocutore importante a supporto di chi fa impresa e investe». Il massimo rappresentante dell’Assemblea legislativa Fvg ha quindi ricordato i numeri importanti che nell’Assestamento di luglio hanno interessato il mondo agricolo, sottolineando l’impegno dell’assessore regionale Stefano Zannier che «in questi anni ha seguito con grande attenzione il settore». Secondo la collega Buna, la Cantina di Ramuscello, «oltre a distinguersi per i riconoscimenti nazionali dei suoi vini, ha sposato un particolare attaccamento per il territorio attestato da una crescita del 30% dei nuovi soci conferitori. Questa realtà ha adottato il concetto di sostenibilità, garantendo meno spreco di risorse idriche con il riutilizzo delle acque di depurazione, riducendo i fitofarmaci, certificando i vini vegani e soprattutto proponendosi e trovando spazi nei mercati più esigenti».
L’ottimo stato di salute della Cantina è stato ribadito dal presidente Gianluca Trevisan, il quale ha sottolineato come «l’aumento dei soci, in particolare degli ultimi mesi, sia il risultato di un modo di lavorare virtuoso. L’azienda ha sempre saputo dare risposte ai soci e crescere nel tempo, fino a quintuplicare la capacità produttiva negli ultimi dieci anni». Diverse le iniziative prese ad esempio: dalla certificazione del vino vegano ai progetti di promozione della salvaguardia e della tutela dell’acqua e della corretta irrigazione, dalle 555 bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso interrate che hanno segnato un metodo di invecchiamento unico nel suo
genere, con una parte del ricavato devoluta a supporto dei corridoi umanitari, alla collaborazione con i ragazzi dell’Istituto artistico Galvani di Cordenons. Gli obiettivi futuri sono certo ambiziosi, ma alla portata dell’azienda che sta lavorando sia a costruire rete d’impresa fra cooperative e privati, sia alla possibilità di utilizzare il marchio Ramuscello. Infine, secondo il sindaco Zaida Franceschetti «l’importanza di questa realtà è testimoniata anche dal fatto di saper conciliare la tradizione e l’innovazione. La Cantina di Ramuscello che presta particolare attenzione all’ambiente e al sociale, è sentita come parte integrante della comunità».

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In copertina e all’interno il presidente del Consiglio regionale Mauro Bordin con il presidente Gianluca Trevisan, il direttore Rodolfo Rizzi, amministratori e dirigenti della Cantina di Ramuscello e San Vito: posano per la foto ricordo dinanzi al grande murale di Altan inaugurato l’anno scorso su una facciata del nuovo e innovativo depuratore della cooperativa.

 

Cantina di Ramuscello e San Vito tutta d’oro alla premiazione a Roma del Concorso internazionale Città del vino

La Cantina di Ramuscello e San Vito fa incetta di premi alla XXII edizione del Concorso Enologico Internazionale Città del Vino. Infatti, tra gli oltre 1.300 vini presentati in concorso, la cooperativa del Friuli Occidentale ha piazzato il suo Friulano Doc Friuli Venezia Giulia 2023 e il Refosco dal Peduncolo Rosso Doc Friuli Venezia Giulia 2023 alla Medaglia d’Oro, mentre il Merlot Igt Venezia Giulia 2023 ha ricevuto un riconoscimento speciale con la Medaglia d’Oro riservata al “Mondo Merlot”. Questo, infatti, era stato il responso delle commissioni di assaggio che si erano riunite a fine maggio a Gorizia.
In occasione della cerimonia di premiazione, avvenuta a Roma, in Campidoglio, grande soddisfazione è stata espressa dal presidente della Cantina, Gianluca Trevisan, accompagnato, per l’occasione, dal sindaco di Sesto al Reghena, Zaida Franceschetti. «È un grande onore rappresentare gli oltre 150 soci conferitori che vedono premiato il faticoso lavoro in vigna, fatto sempre con passione e dedizione alla qualità. Inoltre – ha detto Trevisan -, la nostra Cantina sta puntando molto sulla sostenibilità ambientale, come dimostra la piazzola di lavaggio degli atomizzatori dei nostri soci, la prima realtà di questo tipo in regione, e la certificazione del “residuo minimo”». Il sindaco, alla sua prima uscita ufficiale fuori regione dopo l’elezione del mese scorso, ha aggiunto come il territorio comunale sia vocato alla viticoltura e, insieme alle bellezze dei borghi locali, dovrà essere un traino per il turismo facendo della Cantina di Ramuscello un’importante punto di riferimento. Il coordinatore del Friuli Venezia Giulia delle Città del Vino, Tiziano Venturini, ha sottolineato infine come la Cantina di Ramuscello, anche lo scorso anno, abbia vinto una Medaglia d’Oro con il Refosco Doc Friuli Venezia Giulia 2022, protagonista del famoso progetto “Vinum Terre” di cui questo sito ha riferito, anche nei giorni scorsi, a proposito della degustazione comparativa del vino sottoposto a un anno di riposo interrato nello stesso vigneto che ha prodotto le uve.
A questo concorso internazionale, l’Italia ha dimostrato, ancora una volta, la qualità dei propri vini ottenendo 38 Gran Medaglie d’Oro su 48 e 269 Medaglie d’Oro su 318, con il Veneto in testa, seguito da Sardegna, Campania e Friuli Venezia Giulia. Alla cerimonia erano presenti pure il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, il presidente delle Città del Vino, Angelo Radica, e numerosi produttori accompagnati dai loro sindaci. Lollobrigida, nel suo intervento introduttivo, ha sottolineato l’importanza di investire in agricoltura, nella qualità dei prodotti e nell’esportazioni per creare ricchezza e sostegno sociale. Radica, nel suo discorso, ha evidenziato invece la necessità di educare le nuove generazioni al consumo consapevole del vino e di formare i produttori sull’enoturismo.

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In copertina, un momento della premiazione della Cantina a Roma presenti il presidente Gianluca Trevisan e il sindaco di Sesto al Reghena Zaida Franceschetti; con loro, il presidente nazionale Città del vino Angelo Radica e il coordinatore del Friuli Venezia Giulia Tiziano Venturini.

“Vinum Terrae”, domani a Ramuscello degustazione del Refosco interrato per un anno in riva al Tagliamento

(g.l.) Il grande giorno è finalmente arrivato. E domani, alla Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito, in Comune di Sesto al Reghena Città del vino Fvg, ci sarà l’attesa degustazione di “Vinum Terrae”, il rosso rimasto a maturare per un anno esatto sotto terra. «Il 22 aprile 2023, in occasione della Giornata mondiale della Terra, 555 bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso Doc Friuli Venezia Giulia annata 2022 – ha informato il presidente Gianluca Trevisan assieme al direttore Rodolfo Rizzi – sono state interrate nel vigneto di provenienza dell’uva. L’affinamento al buio, nel silenzio più totale e mitigato dalle fresche acque di risorgiva del Tagliamento, è durato 365 giorni. E’ nato così il “Vinum Terrae” al quale legheremo progetti di sostenibilità che presto illustreremo. Mercoledì, in anteprima, degusteremo questo vino unico al mondo per la tipologia di affinamento».


L’estrazione delle bottiglie era avvenuta in aprile. «Estratte dal terreno del suo vigneto originale le bottiglie dello scorso anno – spiega Trevisan –, ne abbiamo interrate altrettante di Refosco dal peduncolo rosso (Doc Friuli Venezia Giulia, annata 2023) per dare prosecuzione al progetto. Ovviamente, per noi questa non è una questione commerciale, ma molto importante e simbolica che partecipa alla definizione di sostenibilità della Cantina, caratterizzata da molti fattori: risparmio d’acqua, energia solare, certificazioni di qualità e sostenibilità, gestione integrata dei vigneti, utilizzo di tecniche da viticoltura 4.0. Lavoro e attenzioni costanti, in cantina e in vigneto, che coinvolgono tutti i nostri 158 soci».
Il vigneto prescelto – come aveva allora spiegato l’enologo Rizzi – si trova nelle fertili campagne di Sesto al Reghena, sulla destra del fiume Tagliamento, una zona ricca di storia e cultura vitivinicola e, un tempo, attraversata dalla Via Annia, fondamentale arteria dell’Impero Romano, che collegava Aquileia ai Paesi del Nord. Una terra dove le tradizioni agricole si sono evolute nel tempo mantenendo sempre un legame profondo con il passato.
Ora le 555 bottiglie, dopo un anno di questo particolare invecchiamento – abbellite da un design esclusivo, merito della collaborazione con l’Istituto artistico “Galvani” di Cordenons e, prima di essere messe in vendita -, saranno degustate, proprio domani, da un gruppo ristretto di professionisti per un’esperienza unica e inimitabile. Per completare il progetto, la Cantina di Ramuscello e San Vito ha intrapreso un impegno sociale, garantendo che una parte del ricavato della vendita delle bottiglie di Vinum Terrae venga devoluto alla Comunità di Sant’Egidio per supportare i costi dei Corridoi Umanitari. Quindi, una ricerca scientifica che si intreccia con un lodevole scopo umanitario.

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In copertina, le bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso al momento della loro estrazione dal terreno nell’aprile scorso.

Sostenibilità e viticoltura di precisione: alla Cantina Produttori di Ramuscello primo certificato Fvg “Residuo Minimo”

Per la prima volta in Friuli Venezia Giulia, una cantina ha scelto di adottare volontariamente lo standard di certificazione del “Residuo Minimo”. Una scelta che ora ha trovato l’avallo documentale da parte dell’ente terzo Ceviq (Certificazione Vini e Prodotti Italiani di Qualità). «Il protocollo che abbiamo messo in atto e che è stato rispettato dai vini imbottigliati dalla Cantina di Ramuscello – spiega il presidente di Ceviq, Germano Zorzettig – mette nero su bianco il fatto che, dal punto di vista analitico, i residui di fitofarmaci eventualmente presenti nel vino, sono inferiori al 90% del limite massimo previsto dalle leggi in vigore. Un traguardo che può essere raggiunto solo con una grande tempestività operativa e professionalità nella gestione dei vigneti».


«Con questa nuova certificazione, ottenuta per la prima volta da una cantina del Friuli Venezia Giulia – aggiunge con orgoglio il direttore della Cantina, Rodolfo Rizzi -, che si somma a quella legata al protocollo ministeriale Sqnpi, i nostri soci assicurano una maggiore attenzione in vigna per poi, attraverso accurate pratiche enologiche che bandiscono i prodotti di derivazione animale (come da certificazione vegana), ottenere vini sempre più salubri e longevi».
Avendo obiettivi di qualità e sostenibilità ancora più alti, anche la nuova frontiera della “viticoltura di precisione” sta interessando i 158 soci della cooperativa della Destra Tagliamento. «Attraverso l’utilizzo di droni, centraline meteorologiche, sensori a terra e modernissimi programmi di algoritmi (Dss), si sta iniziando un’accurata “zonazione” per individuare le migliori aree viticole del territorio – sottolinea infatti il presidente, Gianluca Trevisan -. Inoltre, la Cantina di Ramuscello ha ulteriormente rafforzato il suo impegno verso la sostenibilità inaugurando, nel luglio scorso, un nuovo impianto di depurazione delle acque di lavorazione. Grazie a questo innovativo impianto, le acque in uscita vengono utilizzate per il lavaggio degli atomizzatori dei soci; per l’irrigazione del “bosco didattico”, adiacente alla cantina e per la miscelazione dei prodotti impiegati in campagna nella difesa della vite. Questo sistema riduce notevolmente lo spreco d’acqua e promuove, quindi, un ciclo virtuoso di gestione delle risorse naturali. I soci della Cantina sono orgogliosi del loro lavoro, che non solo produce vini di eccellente qualità, ma rappresenta pure un modello di responsabilità ambientale. L’adozione di queste pratiche colturali, abbinate alla certificazione del “Residuo Minimo”, diventa fondamentale per il futuro del settore vinicolo, soprattutto in relazione a un mercato sempre più sensibile alla sostenibilità», chiosa Trevisan.
Alla consegna erano pure presenti il direttore di Ceviq, Michele Bertolami, il sindaco di San Vito al Tagliamento, Alberto Bernava, l’assessore comunale di Sesto al Reghena, Giambruno Cassin, il presidente di Unidoc Fvg, Marco Rabino, e il presidente della Doc Friuli, Stefano Trinco.

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In copertina, il presidente del Ceviq Germano Zorzettig consegna il certificato al presidente della Cantina di Ramuscello e San Vito Gianluca Trevisan; all’interno, tutti gli intervenuti alla cerimonia coordinata dal direttore della cooperativa Rodolfo Rizzi.

Ramuscello, riportate alla luce le 555 bottiglie di Refosco interrate un anno fa rinnovando il progetto “Vinum Terrae”

Ieri, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito ha rinnovato il progetto Vinum Terrae, un modo innovativo di affinare il vino in bottiglia, inaugurato lo scorso anno. In quella occasione, 555 bottiglie di Refosco dal peduncolo rosso (Doc Friuli Venezia Giulia, annata 2022), erano state interrate in prossimità del vigneto da cui l’uva era stata precedentemente vendemmiata, segnando così l’inizio di un metodo di invecchiamento unico nel suo genere.


«Estratte dal terreno del suo vigneto originale le bottiglie dello scorso anno – spiega il presidente della Cantina, Gianluca Trevisan –, ne abbiamo interrate altrettante di Refosco dal peduncolo rosso (Doc Friuli Venezia Giulia, annata 2023) per dare prosecuzione al progetto. Ovviamente, per noi questa non è una questione commerciale, ma molto importante e simbolica che partecipa alla definizione di sostenibilità della Cantina, caratterizzata da molti fattori: risparmio d’acqua, energia solare, certificazioni di qualità e sostenibilità, gestione integrata dei vigneti, utilizzo di tecniche da viticoltura 4.0. Lavoro e attenzioni costanti, in cantina e in vigneto, che coinvolgono tutti i nostri 158 soci».

Gianluca Trevisan

Rodolfo Rizzi

Il vigneto prescelto – come spiega il direttore Rodolfo Rizzi – si trova nelle fertili campagne di Sesto al Reghena, sulla destra del fiume Tagliamento, una zona ricca di storia e cultura vitivinicola e, un tempo, attraversata dalla Via Annia, fondamentale arteria dell’Impero Romano, che collegava Aquileia ai Paesi del Nord. Una terra dove le tradizioni agricole si sono evolute nel tempo mantenendo sempre un legame profondo con il passato. Non dimentichiamo Gherardo Freschi, un valente agronomo friulano che morì proprio a Ramuscello di Sesto al Reghena, nel 1893. Il suo lavoro ha avuto un impatto duraturo nella viticoltura e nell’agronomia regionale, contribuendo a vitalizzare il comparto rurale del suo tempo. Oggi, l’eredità di Freschi continua a influenzare le pratiche agricole, evidenziando l’importanza di adattamento e innovazione. Ecco quindi che, la scelta della Cantina del metodo di invecchiamento sotterraneo, riflette non solo l’innovazione, ma anche il rispetto per quelle tradizioni.
Le bottiglie, riposte al buio, isolate dai rumori e con temperatura costante, grazie alle acque di risorgiva del Tagliamento, beneficiano di condizioni ideali per un affinamento naturale che esaltano le qualità organolettiche del vino. Ora, dopo un anno di questo particolare invecchiamento, le bottiglie estratte verranno abbellite da un design esclusivo, merito della collaborazione con l’Istituto artistico “Galvani” di Cordenons e, prima di essere messe in vendita, saranno degustate da un gruppo ristretto di professionisti per un’esperienza unica e inimitabile. Per completare il progetto, la Cantina di Ramuscello ha intrapreso un impegno sociale, garantendo che una parte del ricavato della vendita delle bottiglie di Vinum Terrae sarà devoluto alla Comunità di Sant’Egidio per supportare i costi dei Corridoi Umanitari.

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In copertina e qui sopra l’estrazione delle bottiglie dal terreno del vigneto; all’interno, alcune di esse riportate alla luce.

Ramuscello e San Vito, breve stop pasquale in Cantina che continuerà a lavorare sulla strada della sostenibilità

(g.l.) Breve vacanza per la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito in occasione delle festività pasquali. La cooperativa in Comune di Sesto al Reghena rimarrà, infatti, chiusa questo pomeriggio, Venerdì Santo, e il Lunedì di Pasqua, mentre il punto vendita – assicura l’azienda – rimarrà regolarmente aperto anche oggi e domani, esclusi ovviamente i giorni di domenica e di Pasquetta. Nel contempo, il presidente Gianluca Trevisan, il consiglio di amministrazione e la direzione, guidata dall’enologo Rodolfo Rizzi, colgono l’occasione per formulare i migliori auguri agli associati, ai clienti e a tutti coloro che intrattengono rapporti con la Cantina.

Il presidente Gianluca Trevisan…

… e il direttore Rodolfo Rizzi.

Come si ricorderà, Trevisan era stato rieletto alla presidenza della importante cooperativa vitivinicola in occasione dell’ultima assemblea, che era stata convocata per l’approvazione del bilancio chiuso al al 31 luglio 2023 che registrava un fatturato di oltre 13,2 milioni di euro (con un incremento del 17% sull’anno precedente) e un utile superiore a 41mila euro. Nell’occasione, il presidente Trevisan aveva osservato: «È stato un triennio in crescendo che ha visto un aumento dei soci conferenti (158, operativi in 18 diversi Comuni del Fvg, con una decina dal vicino Veneto), di ettari vitati (861), di uva conferita (130mila quintali) e di investimenti (oltre 4 milioni di euro)». Tre anni che hanno visto un continuo miglioramento dei vigneti, la loro conduzione agronomica, la qualità delle uve e dei vini commercializzati. Un lavoro che continuerà anche in questo nuovo anno per finalizzare al meglio sia gli investimenti programmati (potenziamento del reparto pigiatura e stoccaggio, piantumazione del bosco didattico, vetrificazione vasche e pavimentazione cantina), che nel consolidare il rapporto di fiducia della base sociale con il gruppo dirigente.
«Territorio e sostenibilità sono i binari sui quali viaggia spedita la nostra azienda – aveva aggiunto il direttore Rizzi -, come testimoniato anche dalle certificazioni ottenute dalla Cantina (biologica, vino vegano, Sqnpi, Iso 9001) che ci offrono pure ulteriori opportunità di crescita commerciale. Il nuovo depuratore, inaugurato nel luglio scorso, è oramai diventato un fiore all’occhiello della cooperativa, in grado di ripulire tutte le acque di lavorazione garantendo, così, un risparmio idrico notevole e una maggiore attenzione all’ambiente. Per questo motivo, parte dell’acqua depurata verrà utilizzata, primi in regione, per il lavaggio in tutta sicurezza degli atomizzatori dei nostri soci. Non dimentichiamo, infine, che abbiamo quadruplicato la potenza del nostro impianto fotovoltaico che oggi produce 245 kWh e ci permette, durante la vendemmia, un’alta autonomia energetica». Ricordiamo, infine, che proprio attraverso questo nuovo depuratore, la Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito continuerà a lanciare un messaggio positivo ai ragazzi che faranno visita alla cooperativa, dove potranno ammirare anche il murale del maestro Francesco Tullio Altan.

Il murale di Francesco Tullio Altan.

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In copertina, una veduta della Cantina Produttori di Ramuscello e San Vito.