Colli orientali del Friuli, la Viarte di Prepotto festeggia 50 anni e accelera: 8,5 milioni di investimenti e obiettivo per quest’anno di 300 mila bottiglie

Oltre 8 milioni di euro investiti e 250 mila bottiglie prodotte nel 2025: La Viarte, storica cantina dei Colli orientali del Friuli, a Prepotto, compie l’importante traguardo dei 50 anni e inaugura una nuova fase di sviluppo con una crescita della produzione che supera il 700% in soli due anni e una nuova strategia di competitività e comunicazione sul mercato. La cantina è stata acquisita nell’aprile 2023 dalla famiglia Polegato, fondatrice del marchio Astoria, tra i protagonisti del mondo del Prosecco e della Conegliano Valdobbiadene Docg.
“Abbiamo deciso di investire in Friuli Venezia Giulia e in un territorio in cui abbiamo visto una grande potenzialità, avviando un piano di interventi importante – commenta Riccardo Polegato –: sono 6,5 i milioni spesi per i lavori che hanno portato ad un completo rinnovamento architettonico della sede aziendale di Prepotto, inclusa la cantina, oltre alla barricaia e al punto vendita”. A questi si aggiungono 2 milioni di euro destinati alla qualità del prodotto e all’innovazione in cantina, con l’introduzione di tecnologie di ultima generazione: dalla nuova linea di ricevimento e conferimento delle uve, ad elevato standard di cernita e progettata per preservare l’integrità del grappolo, fino al nuovo impianto di refrigerazione dei mosti.
Un impegno che ha già ottenuto un riconoscimento significativo: a fine 2025 il Friulano Liende 2023 ha conquistato i Tre Bicchieri della Guida Vini d’Italia 2026 del Gambero Rosso, premio che conferma una visione produttiva orientata a preservare l’eccellenza e l’identità enologica del territorio. “In totale parliamo di 8,5 milioni investiti in circa 2 anni – conclude Polegato – che ci hanno traghettato verso importanti traguardi di mercato e a guardare oltre: dalle 30 mila bottiglie della precedente gestione siamo passati a 250 mila nel 2025 e puntiamo a 300 mila per il 2026 appena iniziato”.
Il 2026 de La Viarte inizia con un nuovo passo anche nella comunicazione che, affidata all’agenzia Cricket Adv, coinvolge tutti i canali dal digitale alle fiere, dalle etichette di prodotto agli strumenti commerciali. Un’evoluzione che non cambia l’identità e la storicità del marchio, ma la rende più riconoscibile e differenziante per supportare il nuovo posizionamento e l’espansione commerciale. Prodotti, nuove etichette, strumenti di comunicazione e anche il nuovo video aziendale lanciato sui social sono stati presentati nell’ultima riunione della forza vendita, come spiega Giorgia Polegato, responsabile commerciale. “Abbiamo volutamente scelto un’agenzia di comunicazione che non fosse specializzata nel settore vinicolo per creare un’immagine aziendale innovativa e inaspettata all’interno di un settore più tradizionale: siamo imprenditori giovani e ci piace l’idea di rompere un po’ gli schemi, a partire dal video La Viarte che unisce territorio, sensualità e il nostro spirito d’impresa”
È stata lanciata anche una speciale etichetta per le bottiglie di Friulano dedicata ai 50 anni. L’azienda sta, poi, rafforzando il proprio orientamento verso i mercati internazionali, con l’obiettivo di portare il fatturato estero al 30%, senza però perdere di vista l’Italia, dove La Viarte è presente nel canale Ho.Re.Ca. con una rete vendita di oltre 50 agenti. I prossimi appuntamenti internazionali guardano ai mercati emergenti dell’Africa dove La Viarte sarà presente grazie al progetto per l’export di Gambero Rosso, il Top Wine Roadshow che toccherà nelle prossime settimane Nigeria e Kenya per poi rientrare in Europa con il Wine Paris di febbraio.

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In copertina, da sinistra: Giorgia, Luana e Riccardo Polegato.

La Malvasia “Harmo” della Cantina Cormons fra le migliori scelte dal Gambero Rosso. Ma vola anche il Collio Bianco Uve Autoctone 2022

Anche la Malvasia “Harmo” della Cantina Produttori Cormons è fra le undici migliori Malvasie del Friuli per rapporto qualità-prezzo selezionate dal Gambero Rosso, la prestigiosa Guida dell’enologia italiana. La Malvasia è uno dei vitigni coltivati in Italia dalla storia affascinante, dal quale in Friuli Venezia Giulia si ottengono ottime etichette. La Malvasia istriana, infatti, è una varietà in grado di regalare dei grandi bianchi, che riescono ad unire e a tenere in equilibrio struttura, calore, pienezza e finezza.
Fra i migliori vini regionali che offrono un grande rapporto qualità prezzo, ovvero i prodotti che, in enoteca e negli shop online, costano meno di 20 euro, emerge la Malvasia “Harmo” 2022 Doc Friuli della Cantina Produttori Cormons, equilibrata e armonica, ottenuta da uve di Malvasia istriana della pianura isontina, dalle quali nasce questo vino elegante e profumato, espressione autentica del territorio. Già premiata con 91 punti ai Decanter World Wine Awards 2024, quest’anno si è aggiudicata anche le Quattro Viti dall’importante Guida Vitae 2025 dell’Associazione Italiana Sommelier. È un vino che si presenta pieno e deciso all’olfatto, floreale e leggermente aromatico, per poi regalare un sorso morbido, sapido, vellutato, elegante e persistente. Un vino che fa parte della linea “Selezioni” a rappresentare un lavoro da parte della Cantina rivolto verso l’eccellenza.
«Questa apprezzata realtà del mondo vitivinicolo regionale – si legge nella recensione – è nata da una bella storia di convivenza e collaborazione che ebbe inizio negli anni Sessanta del secolo scorso quando un gruppo di viticoltori cormonesi, impossibilitati a vinificare singolarmente, decisero di unire le proprie forze. Qualche anno fa, l’inserimento in azienda di Alessandro Dal Zovo nel ruolo di direttore generale, supportato dalla presidenza di Filippo Bregant, è coinciso con un significativo impulso verso la produzione di qualità».
Di recente, la Cantina si è distinta anche con un blend indigeno (Friulano, Malvasia e Ribolla), il Collio Bianco Uve Autoctone 2022, che ha ricevuto la medaglia d’argento al concorso internazionale Mundus Vini 2025, oltre ad aggiudicarsi 93 punti ai Decanter World Wine Awards 2024, 92 punti dalla Guida Falstaff 2024 e la Corona, il massimo riconoscimento assegnato dalla Guida Vinibuoni d’Italia 2025.

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In copertina, ecco la sede della Cantina Produttori Cormons.

Vola il fatturato (quasi 10 milioni) della Cantina Produttori di Cormons che festeggia i Tre Bicchieri del Collio bianco

Vola il fatturato della Cantina Produttori Cormons che sfiora i dieci milioni di euro. Domenica, nella sede della cooperativa, si è infatti riunita l’assemblea per l’approvazione del bilancio annuale, chiuso al 30 giugno scorso. Alla presenza degli 80 soci, il presidente Filippo Bregant ha introdotto le relazioni economiche presentate dal commercialista Carlo Plet, il quale ha analizzato l’andamento della importante realtà produttiva del Collio sotto tutti i punti di vista, sia patrimoniale che finanziario, tracciando un profilo estremamente positivo per quanto riguarda tutti gli indicatori economici della Cantina.


Si è evidenziato che l’ultimo bilancio (che va, appunto, dal 1° luglio 2023 al 30 giugno 2024) ha permesso di liquidare ai soci conferitori la miglior remunerazione degli ultimi dieci anni e che la sostenibilità economica dell’impresa è perfettamente assicurata da un andamento commerciale nettamente in controtendenza rispetto alle difficoltà che sta riscontrando il mondo del vino. Come detto, il fatturato della Cantina Produttori Cormons si è attestato su 9 milioni e 443 mila euro, con un incremento del 6% sull’anno precedente. Ciò, rafforzato anche dai dati positivi constatati da luglio scorso ad oggi, permette alla cooperativa di guardare al futuro con solidità e serenità, visti anche gli innumerevoli investimenti affrontati per rendere più efficiente la struttura.
Bregant ha ringraziato tutti coloro che hanno partecipato al raggiungimento degli obiettivi che il consiglio di amministrazione si era prefissato, e in particolar modo il direttore generale Alessandro Dal Zovo, «che – ha sottolineato – ha dovuto affrontare problemi legati alle passate gestioni e alla crisi economica e speculativa, riuscendo sempre a superare tutti gli ostacoli con grande determinazione, fino ad arrivare a far conseguire i Tre bicchieri del Gambero Rosso al Collio bianco da uve autoctone 2022, che pone oggi la Cantina al pari delle più blasonate aziende vitivinicole friulane e non solo». Il presidente ha, inoltre, messo in evidenza tutta la lungimiranza che ha avuto il consiglio di amministrazione nell’affrontare, in anni così difficili, una ristrutturazione totale dell’azienda, che era però inevitabile per il futuro della stessa. L’enologo Dal Zovo, visibilmente emozionato per gli apprezzamenti ottenuti, ha ricambiato i complimenti ricevuti ponendo come fatto primario per il risultato degli obiettivi raggiunti «la fiducia che presidente e tutto il Cda hanno sempre riposto nelle sue decisioni e sul suo operato».
La riunione si è conclusa con la consegna al giovane socio Gianluca Volpe del premio “Acino d’oro”, che tende a premiare la qualità delle uve conferite nel corso dell’ultima vendemmia e, in questo caso particolare, a stimolare il futuro della base sociale e le nuove generazioni a conseguire sempre gli obiettivi qualitativi che l’azienda si è posta. La Cantina Produttori Cormons può contare su un totale di 330 ettari vitati dei soci, che le hanno permesso di produrre ben due milioni di bottiglie.

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In copertina, il presidente Bregant e il direttore Dal Zovo con il diploma dei Tre Bicchieri del Gambero Rosso.

Michelin, L’Espresso e Gambero Rosso: un tris d’assi per Gloria Clama e il ristorante che a Raveo “canta” la Carnia

Un percorso che non accenna a fermarsi, quello di chef Gloria Clama e del suo ristorante “Indiniò” di Raveo, che conclude l’anno aggiudicandosi tre tra i più importanti riconoscimenti nel mondo della cucina italiana: l’inserimento nella Guida Michelin, in quella del Gambero Rosso e nelle Guide dell’Espresso. Per il terzo anno consecutivo, infatti, “Indiniò” rientra all’interno della prestigiosa Guida Michelin, alla quale si aggiungono altri due importanti traguardi: Le Guide dell’Espresso 2024 premiano l’eccellenza della Clama assegnandole “1 cappello” e la Guida Ristoranti d’Italia 2024 di Gambero Rosso la inserisce tra le eccellenze del Bel Paese premiandola con “1 forchetta”.


Tutto questo, merito della grande tenacia di Gloria Clama, già emersa davanti alle telecamere di Masterchef, che ora spicca ancor di più nella cucina del suo “Indiniò”. Ed è proprio lì, nel locale di Raveo immerso nella natura, che ogni giorno nascono piatti che rappresentano un vero e proprio tributo alla Carnia e ai suoi boschi: carni affumicate, granita all’abete rosso, lichene al latte e miele, acqua al fieno, sono solo alcuni esempi di una filosofia di cucina che mira all’equilibrio tra sapori perduti e avanguardia.
Un amore per il territorio che quest’anno ha permesso alla chef l’ingresso nell’Associazione Italiana Ambasciatori del Gusto, fondata al fine di promuovere l’Italia nel mondo attraverso la cultura della cucina di qualità e la tutela del patrimonio enogastronomico e agroalimentare. «Cucinare con ingredienti, anche apparentemente, insoliti – commenta Gloria Clama – è un rendere omaggio ogni giorno al posto dove sono cresciuta. Ma, al contempo, non è una sfida facile, perché richiede ricerca, attenzione, cura e pensiero innovativo. Quando sul piatto riesco a sentire i profumi e i sapori del bosco, capisco che l’anima della mia cucina è tutta racchiusa lì. Ecco perché ricevere riconoscimenti, come questi, fa senza dubbio molto piacere».
Ma, da buona carnica, chef Clama non intende adagiarsi: «Questo è solo l’inizio per il nostro “Indiniò”, il desiderio è far conoscere sempre di più le eccellenze della mia terra, permettere a chi viene a mangiare da noi di riscoprire ricordi culinari in una veste inedita».

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In copertina, chef Gloria Clama; all’interno, un piatto e il suo ristorante a Raveo.

Quanti riconoscimenti per i vini Doc Collio di Alessio Komjanc!

Nella cornice di Palazzo Brancaccio a Roma, è avvenuta la presentazione della guida Berebene 2024 edita da Gambero Rosso con la premiazione dei migliori vini per rapporto qualità/prezzo. Totalmente rinnovata, quest’anno la Guida è stata pensata come una carta dei vini ideale che include le migliori etichette a prezzi accessibili. Infatti, i vini sono stati selezionati tra le fasce più basse di prezzo per ciascuna categoria, ma restando sempre ad alti livelli in termini di bontà e piacevolezza. Hanno ricevuto il premio regionale per rapporto qualità/prezzo 21 vini. Per il Friuli Venezia Giulia, tra le 50 aziende selezionate, è stato premiato il Pinot bianco 2022 Doc Collio di Komjanc Alessio, Giasbana di San Floriano, che si è aggiudicato 93/100 punti. Un vino ricercato e profondo, dai profumi fruttati e ben strutturato al palato.

“Siamo onorati di ricevere questo riconoscimento – sottolinea Roberto Komjanc – e accogliamo con grande soddisfazione le congratulazioni che sono arrivate dai curatori della Guida Lorenzo Ruggeri e William Pregentelli. Il nostro Pinot bianco è uno dei vini che ci dà maggiore soddisfazione, per quattro anni consecutivi mantiene le prime posizioni nelle Guide più importanti, ricevendo infatti anche i Due Bicchieri Rossi nella guida Vini d’Italia 2024 del Gambero Rosso, oltre all’Award Rosso di Wine Hunter e il massimo riconoscimento delle Quattro Viti della Guida Vitae 2024, nonché considerato vino top da Winesurf di Carlo Macchi. I nostri prodotti rappresentano l’espressione della cura e dell’impegno che quotidianamente dedichiamo alle vigne”.
A conferma della bontà e qualità dei vini dell’azienda Komjanc, che da poco ha completamente rinnovato le etichette delle sue bottiglie e il packaging, la guida Vini d’Italia del Gambero Rosso quest’anno ha premiato con i Due Bicchieri anche il Collio Bianco “Bratje” 2021 e il Friulano 2022, quest’ultimo già insignito della Corona della guida Vinibuoni d’Italia 2024, dell’Award Oro di Wine Hunter, quello d’argento di Decanter, oltre ad essersi aggiudicato 91/100 punti dalla rinomata guida Falstaff e il titolo di vino top da Winesurf.
Uno dei vini più rappresentativi dell’azienda, il bianco “Bratje” si è aggiudicato anche il prestigioso Award Rosso di Wine Hunter e 4 Stelle dalla guida Vinibuoni d’Italia 2024, che ha premiato inoltre, sempre con le 4 Stelle, gli autoctoni Ribolla gialla 2022 e Malvasia 2022, entrambi riconosciuti anche da Carlo Macchi nella guida Winesurf. Infine, fra i vini da vitigni internazionali prodotti dall’azienda, particolarmente apprezzati risultano il Sauvignon 2022 Doc Collio e il Chardonnay Dedica, a conferma della varietà di tipologie e qualità dei vini che offre il territorio del Collio.

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In copertina, un momento della premiazione del produttore del Collio Alessio Komjanc.

Ragogna, nuovo successo dei Fratelli Molinaro: lo speck tra i Grandi Salumi del Gambero Rosso

Il nuovo anno è iniziato sotto i migliori auspici per il prosciuttificio Fratelli Molinaro di Ragogna: lo “Speck di collina” è stato, infatti, inserito tra le eccellenze della norcineria italiana dalla Guida Grandi Salumi 2023 del Gambero Rosso. Per capire l’importanza del prestigioso riconoscimento, basti dire che nel prestigioso vademecum sono presenti 402 prodotti di 162 aziende; di questi, solo 35 in tutta Italia sono stati giudicati al massimo livello.
“Equilibrato, coinvolgente, soprattutto per l’incredibile dolcezza che evoca la crema pasticcera. Grasso eccezionale, che si sposa perfettamente con i sentori di erbe aromatiche e di caramello espressi dalla carne. Affumicatura da manuale. Eccellente, anche per l’assenza di conservanti”: questa la motivazione stilata dal panel di degustazione, un giudizio che premia l’impegno dei fratelli Monika e Renato – i quali portano avanti con passione l’attività avviata da papà Bruno e mamma Maria Assunta negli anni ‘70 del secolo scorso – e dei loro collaboratori.
Prosegue, quindi, il trend positivo dell’azienda friulana, che lo scorso anno ha festeggiato l’inserimento del “Prosciutto di Ragogna” nell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali, lista che viene aggiornata con cadenza annuale dal Ministero delle Politiche agricole. Nella guida del Gambero Rosso, “I Molinaro” sono presenti, oltre che con lo speck, anche con il Prosciutto di Ragogna 18 mesi e con il “Persut taront”, denominazione aziendale che identifica la “culatta”, ovvero il prosciutto crudo disossato e privato del “fiocco” e dello stinco.

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In copertina, lo “Speck di collina” dei Fratelli Molinaro di Ragogna.

Anche la Vitovska “frutto del Carso” è un prezioso traino per l’enoturismo in Fvg

Il ruolo giocato dall’enoturismo è sempre più cruciale in Friuli Venezia Giulia. Infatti, l’80 per cento dei visitatori sceglie una destinazione tenendo conto dell’offerta enogastronomica del posto. E proprio l’enoturismo è stato in grado di favorire la crescita di tante piccole aziende che oggi rappresentano uno dei motori per la promozione territoriale, anche in questa zona della Venezia Giulia, incentivando un indotto fatto di realtà agroalimentari e di agriturismi che è decisamente in crescita.
E’ questo, in sintesi, il messaggio che l’assessore regionale alle Attività produttive e al Turismo ha voluto lanciare ieri mattina alla presentazione del libro “Vitovska frutto del Carso” all’Infopoint di Duino-Aurisina. Il volume – realizzato con il contributo di PromoTurismo Fvg – è una riedizione aggiornata e in più lingue (oltre all’italiano, sloveno, tedesco e inglese) a distanza di quindici anni dal primo libro sulla Vitovska dal titolo “Vitovska, i vitigni dal mare al Carso”. La nuova pubblicazione (con prefazione di Carlin Petrini, testi di Stefano Cosma e Veronica Marzini) vuole rendere omaggio alla Vitovska come vero tesoro nascosto del Carso e al suo intimo rapporto con la storia e la cultura del territorio.
Oggi il Carso rappresenta un panorama vitivinicolo internazionale, un simbolo di artigianalità e di forte legame con la comunità rurale. Un territorio che ha enormi potenzialità, come ha evidenziato l’esponente della Giunta regionale ringraziando i produttori della Vitovska e gli altri produttori del Carso per la passione e la dedizione. Uno sforzo che è stato premiato anche con il riconoscimento di Duino Aurisina come Capitale italiana del vino nel 2022. Un riconoscimento che sta registrando effetti positivi sul fronte dell’enoturismo. Mai come negli ultimi anni, ha rimarcato l’assessore, la nostra regione ha visto molti piccoli borghi popolarsi di appassionati e intenditori. Ma anche di turisti curiosi di conoscere e scoprire territori attraverso la degustazione dei prodotti tipici e delle specialità che sanno proporre.
La Regione Fvg punta molto sull’enograstronomia, un segmento non legato alla stagionalità e che può contare su tutti i mesi dell’anno. E i risultati, è stato sottolineato, dimostrano che si è sulla strada giusta. Come dimostrano anche i 26 vini con etichette del Friuli Venezia Giulia premiati nel 2022 con i “Tre bicchieri” della prestigiosa guida del Gambero Rosso. Nell’ultimo anno, secondo i dati della Regione stessa, il segmento del vino ha pesato per il 21 per cento nel comparto agroalimentare con quasi 30 mila ettari coltivati a vigneto. Il settore occupa più di 23 mila addetti nelle 6.600 aziende vitivinicole. E il valore dell’export è stato di 180 milioni di euro.

A Cormons, cuore del Collio le 30 vendemmie del Ronco dei Tassi

Sul Monte Quarin, nel cuore del Collio Goriziano, terra di grandi vini in Friuli Venezia Giulia, c’è un posto magico, dove vigneti, bosco, radure si intrecciano e si compenetrano. La natura fa da protagonista, le vigne sono coltivate con passione, amore, sapienza antica uniti a tecniche colturali moderne, ma estremamente rispettose dell’ambiente. Il ronzio delle api che lavorano nelle arnie disposte sul limitar del bosco è l’unico lieve rumore (quasi una musica) che interrompe il silenzio. È Ronco dei Tassi, l’azienda che Fabio e Daniela Coser hanno fondato 31 anni fa sopra Cormons, in località Montona, ed ora conducono con i figli Enrico e Matteo. Era il 1989 quando Fabio (noto enologo, consulente di importanti aziende) e la moglie decisero di acquistare un podere di circa 9 ettari, di cui 4 a vigneto, ai limiti del Parco naturale di Plessiva, zona di tutela ambientale ricca di flora spontanea e di fauna selvatica. La passione e il continuo impegno riposto in azienda, li ha portati a raggiungere importanti risultati e grandi soddisfazioni. Sostenuti da tutto ciò, hanno acquistato nuovi vigneti con l’intento di aumentare lentamente la produzione aziendale mantenendo alto il livello qualitativo dei vini prodotti. Oggi Ronco dei Tassi – che ha tagliato felicemente il traguardo delle 30 vendemmie – si sviluppa su una superficie di 50 ettari di cui 23 a vigneto.

Enrico e Matteo Coser…

“Il nome della nostra azienda deriva proprio dalla sua collocazione – spiega Enrico Coser -. “Ronco” per via della disposizione dei vigneti in terrazze ben esposte, denominate appunto ronchi, “dei Tassi” perché qui vivono delle colonie di tassi che quando matura l’uva diventano ghiotti consumatori dei grappoli più dolci e ci avvisano che è il momento giusto per iniziare a coglierla”. Questo virtuoso rapporto fra bosco e superficie vitata, coltivata con tecniche estremamente rispettose dell’ambiente, consente di sviluppare realmente una viticoltura ecosostenibile, a cui i Coser tengono assolutamente, a tutela dei loro consumatori e a garanzia di un futuro per il loro splendido territorio, che contribuiscono a preservare. “La nostra filosofia di produzione – continua Enrico – si basa principalmente sulla rigorosa attenzione nella coltivazione e nei sistemi di allevamento del vigneto, con controlli qualitativi e quantitativi che ci permettono di arrivare alla trasformazione dell’uva in cantina nel modo più sano e naturale possibile. Tutto ciò ci consente di conservare nei nostri vini le caratteristiche e la qualità tipiche del frutto e del territorio da cui hanno origine”.

… e i loro “vini-gioiello”.

La passione di tutta la famiglia, e il continuo impegno riposto con maestria in cantina, ha fatto raggiungere loro importanti risultati, tant’è che Ronco dei Tassi è oggi conosciuta per l’assoluta eccellenza dei suoi vini, pluripremiati da guide e critici italiani e stranieri. Basti ricordare che l’azienda nel suo complesso, una volta con un vino, una volta con un altro, si aggiudica da 20 anni i prestigiosi Tre Bicchieri del Gambero Rosso. Di grande carattere e stile, è il Fosarin straordinario Collio Bianco a base di Friulano, Malvasia, Pinot bianco, portabandiera dell’azienda che non teme il tempo, molto apprezzato anche all’estero, che pure nella Guida del Gambero Rosso 2021 ha conquistato i Tre Bicchieri. Fra i suoi estimatori, il noto critico James Suckling. Altrettanto unica la pluripremiata Malvasia, fra i 10 migliori vini italiani nella Guida 100 migliori vini d’Italia del Corriere della Sera, che Forbes Speciale Vinitaly 2019 ha inserito fra i 100 migliori vini al mondo.
E’ una spiccata vocazione verso i vini bianchi quella di Ronco dei Tassi: oltre al Fosarin e alla Malvasia, si producono Friulano, Ribolla gialla, Pinot grigio, Sauvignon. Ad essi si affiancano l’interessante (e di grande futuro) Collio Rosso Cjarandon a base di Merlot e Cabernet, e il prezioso Picolit. Apprezzatissimi sul mercato estero, dove viene esportato circa il 60% della produzione, li si trova in Italia nelle migliori enoteche, ma possono essere acquistati anche direttamente in azienda, dove su prenotazione è possibile fare interessanti degustazioni guidate. Vale la pena di andarci, anche per conoscere Enrico Coser e la sua straordinaria famiglia. E capire quanta passione, impegno, maestria c’è dietro un bicchiere del loro vino.

Bella veduta dei vigneti sul Collio.

Foto Elia Falaschi ©

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In copertina, la splendida barricaia della cantina Ronco dei Tassi.

Il “Fogolar 1905” dei Marini? Una finestra sul Friuli

di Claudio Soranzo

Ha 114 anni, ma non li dimostra. Anzi, tende a ringiovanirsi ogni anno che passa. Stiamo scrivendo di un’hotelerie e ristorazione d’alta qualità del Friuli – un territorio, purtroppo, ancora poco conosciuto – che si conferma ancora una volta come simbolo di un’intera regione, ottenendo importanti riconoscimenti.
Per chi non lo avesse ancora afferrato, stiamo scrivendo di quanto la famiglia Marini abbia rappresentato a Udine – dal lontano 1905 – con l’hotel “Là di Moret” e con il ristorante “Il Fogolar”: il primo con un’ospitalità genuina e vivace (nella struttura soggiornano, tra l’altro, tutte le squadre di calcio di Serie A che giocano allo stadio Friuli contro l’Udinese) e il secondo con l’eccellenza della proposta gastronomica.

Lo chef Stefano Basello.


Insomma, una vera e propria finestra sul Friuli, con importanti riconoscimenti e novità, prima fra tutte il cappello – orgogliosamente esibito – attribuito dalla prestigiosa Guida ai Ristoranti dell’Espresso 2020, da poco presentata dal curatore Enzo Vizzari a Firenze. E’ stato così suggellato il rispetto della tradizione, ma è stata parallelamente riconosciuta e apprezzata la cifra fantasiosa impressa dallo chef Stefano Basello, la cui umiltà è stata sottolineata in termini positivi anche da Il Golosario Ristoranti 2020 di Gatti & Massobrio.
In questa Guida ai Ristoranti d’Italia “Il Fogolar” è tra le 34 Tavole Memorabili ed è considerato “la Migliore Esperienza del Friuli Venezia Giulia”, e una sosta in questo ritrovo viene vista come “una sorpresa”. La cucina di Basello è “….una cucina della felicità, davvero innovativa, rispettosa, meditata, con un servizio all’altezza della sua bravura”. Chapeau!
Dulcis in fundo, la notissima guida Gambero Rosso ha inserito “Il Fogolar” nei Ristoranti d’Italia 2020, sottolineandone … la proposta solida e di valore, ancorata ai prodotti del territorio e ispirata alla tradizione” e apprezzandone pure “un servizio competente e preciso”.
La novità è invece rappresentata dall’imminente inaugurazione di una nuova sala del ristorante “Fogolar 1905”, con un chiarissimo richiamo al “ritorno alle origini”.

La sala e un gustoso piatto.

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In copertina, lo storico Fogolar friulano che dà anche il nome al ristorante della famiglia Marini.