Dalla Zoo di Dresda al Lago di Cornino: alla Riserva naturale l’arrivo di due giovani grifoni dopo un viaggio di oltre mille chilometri. Saranno liberi di volare

Dallo storico Zoo di Dresda, prestigiosa realtà tedesca che vanta collaborazioni a progetti di conservazione in tutto il mondo, alla Riserva naturale regionale del Lago di Cornino, per essere reintrodotti in natura: dopo un viaggio di oltre 1000 km, su un mezzo appositamente attrezzato, due giovani grifoni sono stati consegnati al sito protetto, divenuto così protagonista di una nuova operazione di portata internazionale, pianificata da mesi ma rimandata più volte a causa di problemi burocratici e di adeguamento alle normative veterinarie, negli ultimi tempi particolarmente severe e restrittive.


«Si tratta di soggetti di particolare interesse, entrambi maschi, nati nel 2024 e nel 2025 da una coppia ospitata nelle voliere dello zoo – spiega il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero – e ora donatici per essere appunto reinseriti nell’ambiente naturale. Lo Zoo di Dresda, gestito con criteri moderni, favorisce la riproduzione degli animali ospitati, per avere giovani esemplari da poter liberare. Il trasferimento è stato organizzato e finanziato dallo stesso zoo, che per l’impegnativo trasporto ha utilizzato un mezzo ad hoc».
Ad accogliere i nuovi arrivati c’erano Genero, che coordina il progetto Grifone e cura i rapporti internazionali, e Luca Sicuro, presidente della Cooperativa Pavees, che gestisce la Riserva di Cornino e il Centro visite. I due grifoni, le cui condizioni sono risultate ottimali, sono ora ospitati in una grande voliera insieme ad altri esemplari: dovranno trascorrere un periodo di acclimatazione di qualche settimana prima di poter essere marcati e liberati, nel momento in cui le condizioni climatiche appariranno pienamente favorevoli. Nel tempo numerosi soggetti provenienti da varie strutture e parchi zoologici, o recuperati in condizioni difficoltà e riabilitati, sono stati reintrodotti in natura nella Riserva naturale regionale del lago di Cornino: si tratta di eventi importanti non tanto per la demografia della colonia, che conta ormai oltre 200 soggetti, ma soprattutto per i rapporti di collaborazione a livello internazionale e il risalto mediatico di iniziative del genere. Ed è proprio sulla valenza della fitta rete di contatti con l’estero della Riserva che pone l’accento il vicesindaco di Forgaria Luigino Ingrassi: «Rappresentano – commenta – una preziosa risorsa, che accresce progressivamente il ruolo, la visibilità e la considerazione nei confronti del nostro sito protetto, dando lustro al Comune di Forgaria e all’intera regione Friuli Venezia Giulia».

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In copertina, i due giovani grifoni arrivati da Dresda (all’interno) al Lago di Cornino.

Liberato nei boschi di Vienna un allocco degli Urali nato in maggio nella Riserva naturale che circonda il lago di Cornino

Liberato nei boschi che attorniano Vienna l’allocco degli Urali nato all’inizio di maggio – evento eccezionale, atteso per anni – nelle voliere della Riserva naturale del lago di Cornino: si tratta dell’unica nascita avvenuta in Italia nell’ambito di un progetto internazionale che impegna vari partner – in collaborazione con prestigiose strutture, tra zoo e centri di allevamento – sotto il coordinamento dell’Università di Veterinaria di Vienna e della Vogelwarte (stazione ornitologica) austriaca. Tutto era partito 15 anni fa, con l’immissione in natura di giovani nati in condizioni controllate: l’operazione aveva avuto successo, stimolando la formazione di diverse coppie, che ormai si riproducono regolarmente. «I rilasci – spiega il direttore scientifico della Riserva di Cornino, Fulvio Genero – continuano per assicurare una buona variabilità genetica alla popolazione e coinvolgono aree in Austria, Germania e Repubblica Ceca. In questo modo si cerca di riportare la specie in alcune zone dell’Europa centrale, da dove gli allocchi sono scomparsi da circa un secolo a causa delle persecuzioni umane, provando a ricollegare i pochi ambiti in cui è rimasto nel centro del vecchio continente con il vasto areale nordico, che dalla Scandinavia arriva alla taiga asiatica e al Giappone».


Il giovane allocco degli Urali di Cornino è cresciuto rapidamente con i genitori, rimanendo sempre assieme agli adulti, che lo hanno seguito e alimentato con estrema attenzione. «A inizio luglio, dunque a circa due mesi di età – documenta Genero -, ha iniziato a nutrirsi da solo, manifestando una grande curiosità verso tutto quello che si muoveva intorno a lui: un insetto o una foglia venivano seguiti con sguardo curioso. E’ una fase in cui i giovani imparano molto e diventano indipendenti dai genitori. Quando l’esemplare ha acquisito anche una buona abilità nel volo, è stato organizzato il suo trasporto verso una foresta in cui potesse vivere in libertà. Grazie alla collaborazione con il team austriaco è stato condotto a Vienna, dove il responsabile del progetto, dottor Richard Zink, lo ha inserito in un’ampia voliera nel bosco, assieme ad altri giovani da reimmettere in natura. Dopo alcuni giorni di ambientamento la voliera è stata aperta, la sera del 6 agosto. Lo sponsor austriaco ha scelto il nome Gianni per il primo allocco degli Urali friulano liberato in Austria».
Grazie alle webcam è possibile seguire il processo di reinserimento e i movimenti dei giovani rapaci. Su alcune piccole piattaforme viene sistemato del cibo, in modo che gli allocchi abbiano un sicuro punto di riferimento, che frequentano fino a quando imparano a cacciare da soli e dunque a diventare del tutto autonomi. Dopo un breve periodo si allontanano e cercano un nuovo territorio, nel quale potrebbero presto formare una coppia e riprodursi. Il monitoraggio effettuato in Austria è molto preciso e prevede l’uso di marcature, trasmittenti satellitari, webcam, appunto, e analisi genetiche sulla popolazione reintrodotta.
«Speriamo – conclude il direttore scientifico della Riserva – che il prossimo anno la coppia che ospitiamo a Cornino si riproduca ancora. Sono animali particolarmente sensibili e il successo riproduttivo può variare molto negli anni, probabilmente per motivi climatici, comunque non ancora ben conosciuti». Certamente la prima nascita ha premiato il grande impegno della Coop Pavees, che sotto il coordinamento del presidente Luca Sicuro garantisce una strategia di alimentazione adeguata, cibo a disposizione, minimo disturbo e la gestione di tutti problemi che inevitabilmente richiede la conduzione di un delicato progetto scientifico. «Siamo entusiasti – commenta il vicesindaco di Forgaria con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi – di questi significativi sviluppi, che dimostrano, una volta di più, l’alta valenza del Progetto Grifone, delle collaborazioni internazionali ad esso collegate e di tutte le attività condotte nell’area protetta di Cornino».

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In copertina e all’interno giovani allocchi in voliera e una piattaforma di alimentazione.

(Foto Fulvio Genero)

Un avvoltoio monaco e un capovaccaio: due nuovi rarissimi avvistamenti a Cornino. Lago sempre più polo internazionale con il Progetto Grifone

Nuove entusiasmanti sorprese nella Riserva naturale regionale del lago di Cornino, che in questo periodo di forti spostamenti per i grandi veleggiatori del cielo attira specie rare da altri areali. Le telecamere del sito protetto hanno appena inquadrato un maestoso esemplare di avvoltoio monaco, mentre si stava alimentando assieme a circa 200 grifoni, e un capovaccaio subadulto: in Italia la specie è presente con appena una decina di coppie.

La distanza dai luoghi di nidificazione e il fatto che il Friuli Venezia Giulia non rappresenti una zona tradizionalmente frequentata da questi rapaci rendono la loro presenza a Cornino un fatto straordinario, che «equipara il progetto di conservazione in atto nella nostra Riserva – commenta il direttore scientifico della stessa, Fulvio Genero – ai più importanti attivati in Europa». «Evidentemente – aggiunge – la colonia di grifoni esercita una forte attrazione su una vasta area, attirando anche altri avvoltoi. Quasi ogni anno qualche avvoltoio monaco, specie estinta in Italia e molto rara in Europa, arriva a Cornino. Dall’inizio del progetto di salvaguardia del grifone sono una quindicina le osservazioni registrate (due risalgono all’8 febbraio scorso): circa la metà degli esemplari giunti fin qui erano marcati, circostanza che ha permesso di capire che provenivano da Francia e Bulgaria. Quello appena osservato aveva un anello bianco in plastica con la sigla KEH: è nato in Provenza nel 2024. In Francia – precisa il direttore scientifico – la specie è stata reintrodotta a partire dagli anni Novanta sul Massiccio Centrale e in due siti in Provenza e attualmente la popolazione è in aumento, con oltre 50 coppie. Ulteriori reintroduzioni sono in corso in Bulgaria, Portogallo e Spagna. In Italia sono in fase di studio progetti per reinserire l’avvoltoio monaco in Abruzzo e in Sardegna».
Il capovaccaio, l’avvoltoio attualmente più a rischio in Europa, era invece privo di marcature. A Cornino è già stato osservato oltre 20 volte, ma solo due individui erano marcati (arrivavano dalla Francia e dalla Spagna): sull’origine e sugli spostamenti degli altri non ci sono dunque certezze. Forte entusiasmo per i nuovi arrivi viene espresso dal presidente della Coop Pavees (che gestisce il sito naturalistico protetto), Luca Sicuro, e dal vicesindaco di Forgaria con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi: «L’ennesima dimostrazione – afferma quest’ultimo – del grande valore scientifico del Progetto Grifone, che ha reso Cornino un punto di riferimento su scala internazionale».

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In copertina, l’esemplare di capovaccaio e all’interno l’avvoltoio monaco.

Lago di Cornino, nella Riserva naturale una rarissima nascita di allocco degli Urali. E domani ritorna il “Griffonday”

Specialissima nascita alla Riserva naturale regionale del Lago di Cornino, l’unico sito in Italia ad accogliere – grazie a programmi di collaborazione internazionale, in particolare con l’Università di Vienna – alcuni esemplari di allocchi degli Urali: una coppia giovane arrivata nel 2023 proprio dalla capitale austriaca si è riprodotta, come il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero, e gli esperti della Coop Pavees – che sotto la direzione del presidente Luca Sicuro gestisce il sito protetto – avevano dedotto dall’osservazione dei movimenti dei rapaci.


Dallo scorso 5 aprile, infatti, la femmina (proveniente dalla Polonia, mentre il maschio arriva dalla Repubblica Ceca) era rimasta costantemente nel nido, iniziando a uscire saltuariamente solo all’inizio di giugno. L’intesa e l’atteggiamento della coppia facevano sperare in un buon esito riproduttivo, ma il personale della Riserva ha preferito attendere per evitare qualsiasi forma di disturbo: «E l’8 giugno, finalmente – informa Genero -, il primo nato si è affacciato sul bordo del nido, a un’età di circa 20 giorni. Rimarrà con i genitori fino alla fine di luglio, per essere poi trasferito in una voliera di acclimatazione nell’area scelta per la liberazione dai ricercatori dell’Università di Vienna. La presenza della specie nelle voliere di Cornino riveste un grande significato proprio perché – conferma il direttore scientifico – questo grande rapace notturno in Italia è diffuso solo nella nostra regione, fino ai confini con il Veneto, l’estremo margine sudoccidentale del vasto areale di distribuzione degli allocchi degli Urali, che dal Giappone attraversano le regioni settentrionali dell’Asia e dell’Europa fino appunto al Friuli». Nell’Europa centrale l’allocco degli Urali è scomparso da vaste zone a seguito delle persecuzioni umane. I progetti di conservazione in atto in Austria e Germania si prefiggono di reintrodurlo in alcune foreste. La metodologia è originale e ha già prodotto ottimi risultati: si utilizzano le coppie presenti da tempo in centri specializzati e parchi zoologici, facendole riprodurre per liberare poi i giovani nati, in condizioni tali da consentire loro di abituarsi alla vita in natura.
La Riserva di Cornino, intanto, si appresta a vivere il “Griffonday”, giornata celebrativa della ricchezza naturale del Friuli Venezia Giulia, in calendario per domani, 15 giugno. Momento di punta della programmazione annuale, l’evento si aprirà alle 9.30 e proseguirà fino al pomeriggio, offrendo visite guidate, attività laboratoriali e conferenze a cura di esperti. Ai saluti introduttivi seguiranno (alle 9.45) visite guidate in Riserva; parallelamente apriranno gli stand, che proporranno varie attività. Nel pomeriggio, dalle 14.30, spazio poi alla divulgazione scientifica: la prima conferenza didattica sarà a cura di Fulvio Genero, direttore scientifico della Riserva (“Grifoni in Friuli” il titolo del suo intervento); si parlerà quindi di “Avvoltoi dal mondo all’Italia: invertiamo la rotta” (relatore sarà Cesare Avesani, della Fondazione Arca) e de “Il disegno naturalistico al servizio della conservazione”, con l’illustratore naturalista Marco Preziosi. Infine, il giovanissimo Francesco Barberini, già molto noto come divulgatore scientifico, spiegherà come “Raccontare i dinosauri di oggi”. «Un’occasione davvero preziosa, carica di spunti: ci auguriamo – dichiara il vicesindaco di Forgaria con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi – che l’affluenza di pubblico, come da tradizione, sia alta». Le premesse ci sono tutte, a maggior ragione considerato che alle ore 11 arriverà alla stazione di Cornino il “Treno Storico del Grifone”, con partenza da Udine (info al numero 0432.295972): i passeggeri saranno accolti e accompagnati in Riserva, per partecipare al Griffonday.

Partners dell’evento sono il Parco naturale delle Prealpi Giulie, il Parco naturale Dolomiti Friulane, la Riserva naturale della Val Cavanata, la Riserva naturale della Val Rosandra, la Casa della manualità rurale Geis e Riscjei di Cornino, Astore Fvg, Associazione culturale Pradis Aps e Associazione liberi di volare Odv.

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In copertina, un giovane allocco degli Urali; all’interno, due magnifici esemplari di grifone al Lago di Cornino.

Viaggio di oltre mille chilometri per due grifoni dalla Germania al lago di Cornino ora già liberati con le radio satellitari

Hanno viaggiato per oltre mille chilometri, su un mezzo appositamente attrezzato per il lungo trasferimento: due grifoni recuperati nella Germania Centrale nel mese di giugno, a un paio di giorni di distanza l’uno dall’altro, sono arrivati alla Riserva naturale regionale del lago di Cornino, dove hanno potuto recuperare pienamente le forze. Le condizioni dei rapaci risultavano complessivamente buone, ma apparivano piuttosto deboli ed è così parso opportuno un loro “soggiorno” nell’oasi specializzata gestita dalla Coop Pavees, presieduta da Luca Sicuro, che ha provveduto all’applicazione delle radio satellitari su un maschio e su una femmina, entrambi dal peso superiore agli 8 kg.


«L’operazione – informa il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero – è stata condotta in collaborazione con vari istituti e associazioni, in particolare il Parco Nazionale di Kellerwald Edersee, la clinica veterinaria di Giessen Ludger Kluthausen, l’ufficio veterinario di Waldeck-Frankenberg e il Centro Edersee Griffon Vulture Observatory. Tutte queste realtà si sono preoccupate di reinserire al più presto in natura i due individui, in un’area sicura e controllata, nella quale fossero già presenti colonie della loro specie». E la scelta è appunto ricaduta sulla Riserva di Cornino, grazie alle garanzie fornite per la stessa dal Centro di Vienna per la conservazione degli avvoltoi. I tedeschi hanno organizzato il trasporto, impegnativo e costoso.
Nel pomeriggio di mercoledì 18 settembre la liberazione: dal punto di alimentazione gli esemplari si sono involati, prendendo rapidamente quota e dimostrando ottima forma. I loro spostamenti saranno seguiti tramite i monitoraggi effettuati in Riserva e con i dati forniti dalle radio satellitari. L’importanza dell’intervento viene sottolineata dal vicesindaco di Forgaria con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi, che evidenzia come il sito sia «ormai diventato un punto di riferimento scientifico su scala europea».

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In copertina, uno dei grifoni arrivati dalla Germania; all’interno, l’applicazione delle radio satellitari.

A Cornino un grifone di 36 anni domenica sarà libero di volare

Un grifone di ben 36 anni, uno dei “veterani” della colonia fondata alla Riserva naturale regionale del Lago di Cornino grazie al Progetto Grifone, sarà reintrodotto in natura – domenica 1 settembre, nell’ambito della manifestazione “Vivi e liberi di volare” – dopo essere stato soccorso dal personale della Coop Pavees, che gestisce il sito protetto, dove l’esemplare era arrivato in precarie condizioni fisiche.


«Si tratta – informa Luca Sicuro, presidente della Pavees – di uno dei primi rapaci reimmessi in natura nell’ambito del Progetto Grifone, il 20 aprile del 1993. Nel mese di luglio il soggetto, che si presentava in difficoltà, a causa di una scarsa nutrizione, era stato recuperato in Riserva, nei pressi del Centro visite. Le analisi sanitarie effettuate dal dottor Stefano Pesaro avevano permesso di appurare che la salute del rapace era complessivamente buona e che la precarietà delle sue condizioni fisiche derivava appunto da carenza di cibo». Il grifone aveva perso l’anello plastico, ma aveva ancora quello metallico ufficiale dell’Infs (Istituto nazionale per la fauna selvatica), che ha consentito di identificarlo. «Si tratta – conferma il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero – di uno dei primi grifoni liberati dopo l’avvio del piano di reintroduzione della specie nella Riserva naturale di Cornino, partito nel 1992, con il rilascio di 4 soggetti; altri 5 erano stati reimmessi in natura l’anno successivo e l’esemplare in questione faceva parte di quel gruppetto». Si parla di uno dei fondatori della colonia, dunque, che da ben 31 anni vola sui cieli delle Alpi orientali. Nato in Spagna nel 1988, era stato portato a Cornino un lustro più tardi: ha quindi 36 anni. «Una dimostrazione – commenta il vicesindaco di Forgaria con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi – del valore di un progetto scientifico che ha reso la Riserva di Cornino, e con essa il Comune di Forgaria, un punto di riferimento su scala internazionale».
“Vivi e liberi di volare”, l’appuntamento più atteso della programmazione annuale della Riserva (proposto in occasione della Giornata internazionale di sensibilizzazione sugli avvoltoi), offrirà nel pomeriggio di domenica 1 settembre un ricco programma divulgativo affidato ad ospiti di fama internazionale, tra ricercatori, responsabili di giardini zoologici ed ornitologi, che esporranno le novità sui progetti di conservazione dei re dell’aria.


Il ritrovo è fissato per le 14, quando si terranno – alla presenza delle autorità del Comune di Forgaria – i saluti di benvenuto. Si aprirà quindi un programma molto fitto, che sarà introdotto – alle 14.20 – dall’intervento “Grifoni e allevamento, una simbiosi mutualistica”, a cura di Thomas Cargnelutti, zootecnico ed operatore della Riserva; seguiranno gli apporti di Tiziano Fiorenza, divulgatore e naturalista (“Il volo, il sogno dell’uomo”), Fulvio Genero (“Storia e conquiste del Progetto Grifone”), Andrè Stadler, direttore dell’Alpenzoo di Innsbruck (“Vulture news from the Alpenzoo”), e Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva di Bussolengo, che parlerà della “Situazione degli avvoltoi nei circuiti europei di conservazione Eaza”.
Dopo i saluti delle autorità arriverà il momento più atteso, quello della liberazione dei volatili, che avrà inizio alle 17 e coinvolgerà numerosi esemplari, alcuni grifoni recuperati durante le ultime campagne di ricerca e inanellamento e parecchi rapaci curati dal Cras di Campoformido. In mattinata, verranno inoltre proposte visite guidate al Centro visite, con partenza alle ore 10.30, 11.30 e 12.30: la partecipazione è gratuita, ma è richiesta la prenotazione, effettuabile inviando una mail all’indirizzo centrovisite@riservacornino.it

centrovisite@riservacornino.it

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In copertina e all’interno tre immagini del grifone di 36 anni che domenica sarà liberato nel cielo del lago di Cornino a Forgaria.

Avvistato un raro capovaccaio alla Riserva naturale di Cornino. E sabato sarà recuperato il “Griffonday”

Rarissimo avvistamento alla Riserva naturale regionale del lago di Cornino. Si è posato, infatti, nel punto di alimentazione funzionale al Progetto Grifone un giovane esemplare di capovaccaio, il più piccolo avvoltoio presente in Europa e quello a maggior rischio estinzione. Gli esperti della Coop Pavees, che gestisce il sito progetto, sono riusciti a fotografarlo e a leggere le sigle degli anelli, appurando che si tratta di un soggetto proveniente dalla Spagna.

«Il capovaccaio – spiega il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero – è una specie con grandi problemi di conservazione. In Europa, dove le osservazioni sono estremamente rare, è in declino: si contano ormai meno di 3000 coppie, oltre la metà delle quali si trovano nella Penisola Iberica. In Italia sono rimaste solo una decina di coppie, concentrate per lo più in Sicilia. Sono in atto, pertanto, numerosi progetti, in vari Paesi, per salvare questo prezioso elemento faunistico, minacciato dai cambiamenti ambientali, dalla scarsità di cibo, da pale eoliche e linee elettriche, ma pure dal bracconaggio e dall’aumento dei pericoli nelle località di svernamento in Africa. Individui recuperati o nati in cattività vengono liberati in Bulgaria, in Sicilia e nell’Italia peninsulare». Eccezionale anche l’individuazione della provenienza, cui di solito non si riesce a risalire: solo nel 2013 nella Riserva di Cornino era stato possibile ricostruire la storia di un individuo inanellato proveniente dalla Francia.
«L’avvistamento – commenta il presidente di Pavees, Luca Sicuro – conferma dunque la rilevanza della Riserva, situata in un’area sempre più importante nella strategia di conservazione degli avvoltoi in Europa: funge da punto di riferimento negli spostamenti dei rapaci dalle Alpi ai Balcani, oltre che dalla penisola Iberica e dalla Francia».

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Intanto, è stato riprogrammato per sabato 6 luglio – in contemporanea con l’arrivo a Cornino del Treno storico delle Lame e dei Grifoni – il “Griffonday” in Riserva, annullato, lo scorso weekend, per cause di forza maggiore. Il treno, che partirà da Pordenone e farà tappa a Maniago, celebrerà l’arte fabbrile della coltelleria e permetterà appunto ai passeggeri di scoprire i segreti della Riserva: l’arrivo alla —^—ostazione di Cornino è previsto per le 15.25, la ripartenza per le 17.28. Il transfer dalla stazione al Centro visite della Riserva avverrà con navette Tpl Fvg: i visitatori saranno introdotti alla conoscenza del progetto di conservazione del grifone e potranno dirigersi liberamente verso il lago.
«Il Griffonday – spiega il vicesindaco di Forgaria con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi – si aprirà alle 9.30 e offrirà il laboratorio “Una mattina per piccoli keeper”, nel corso del quale i bambini potranno affiancare il personale della Pavees nelle principali mansioni di ogni giorno, la conferenza “Il volo, il sogno dell’uomo”, la presentazione del libro “Alla scoperta degli animali”, dei giovanissimi Giorgio e Giulia Archetti, orienteering per i più piccoli, una caccia al tesoro e una visita guidata alla Riserva». Alle 16 il momento più spettacolare, “Liberi come l’aria”: numerosi esemplari potranno spiccare di nuovo il volo dopo un periodo trascorso – a fini di cura – al Centro di Recupero della fauna selvatica e alla Riserva di Cornino. Prevista, infine, un’attività naturalistica con gli alpaca.

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In copertina e all’interno ecco due immagini del raro avvoltoio presente in Europa.

Rari rapaci alla Riserva di Cornino: in riva al lago avvistata l’aquila di mare

La Riserva naturale regionale del lago di Cornino continua a offrire sorprese nell’ambito internazionale di studio e monitoraggio dei grandi rapaci: sono stati avvistati uno splendido gipeto, specie rara in Friuli Venezia Giulia (ed è la prima volta che un esemplare si trattiene sulle Prealpi friulane, seguendo i grifoni nei loro spostamenti e utilizzando le stesse aree per la sosta e il riposo), e un’aquila di mare, notata fra la Riserva e i laghetti Pakar, e certamente attratta dalla disponibilità di cibo e dalla presenza di altri rapaci e corvidi.

In entrambi i casi, si tratta di indizi importanti, che per il gipeto, in particolare, documentano una ricolonizzazione in atto sulle Alpi. Le grandi aquile, inoltre, ormai si notano con frequenza: è il risultato della presenza dell’ormai folta colonia di grifoni che popola il contesto – unica su tutto l’arco alpino – e che esercita una notevole attrazione anche su altri veleggiatori del cielo nei loro spostamenti tra l’Europa occidentale e orientale e tra le Alpi e i Balcani. Quest’ultimo corridoio si sta dimostrando sempre più frequentato da grandi aquile e avvoltoi, grazie ai progetti di conservazione e reintroduzione in atto in vari Paesi, che stanno incrementando le popolazioni di queste specie e favorendo un intenso flusso di esemplari, per i quali la Riserva rappresenta un punto di riferimento fondamentale.
In Bulgaria, in particolare, è in corso un piano di reintroduzione dell’avvoltoio monaco che in pochi anni ha consentito di raggiungere una popolazione di 20 coppie nidificanti: una consistenza ancora limitata, ma i cui effetti sono già visibili a Cornino, dove ogni anno arriva qualche avvoltoio “ospite”. Fra loro l’imponente Tewes, avvoltoio monaco spagnolo liberato in Bulgaria nel 2020, già passato per la Riserva lo scorso anno e ora ritornato, dopo aver girovagato parecchio tra i Balcani e l’Europa centrale: il 19 aprile è stato notato nel punto di alimentazione (evidentemente strategico nei suoi spostamenti), lasciandosi osservare a lungo.
«Presenze estremamente significative – commenta il vicesindaco di Forgaria, Luigino Ingrassi, titolare della delega alla Riserva – che consentono osservazioni di altissimo interesse per birdwatcher e fotografi, oltre a contribuire al successo dei progetti in atto in Europa (nel caso di Cornino sostenuto dalla Regione e dal Comune di Forgaria, ente gestore della Riserva) grazie al monitoraggio degli esemplari: determinante, nella Riserva naturale regionale del lago di Cornino, il lavoro di coordinamento svolto dalla Cooperativa Pavees e dal suo direttore scientifico, Fulvio Genero».

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In copertina, il gipeto fotografato dal direttore scientifico Fulvio Genero; all’interno, l’avvoltoio monaco Tewes e l’aquila di mare colta dall’obiettivo di Stefano Zago.

Sul lago di Cornino la colonia di grifoni più grande d’Italia: la Regione Fvg amplierà il suo appoggio alla Riserva

In volo, di nuovo liberi: sei imponenti grifoni hanno ritrovato la libertà, nella giornata di ieri, nell’ambito della tradizionale manifestazione “Vivi e liberi di volare”, librandosi nei cieli della Riserva naturale regionale del lago di Cornino, dov’erano stati trattenuti per un periodo ai fini dell’inanellamento e dello svolgimento di analisi sanitarie per verificarne lo stato di salute, raccogliendo una serie di parametri biologici e valutando il tasso di piombo, uno dei principali fattori di mortalità degli avvoltoi.

Novità dell’edizione 2023 di “Vivi e liberi di volare”, che come nella miglior tradizione dell’evento ha richiamato in Riserva un pubblico foltissimo, è stato lo sdoppiamento delle liberazioni dei rapaci, voluta dalla Coop Pavees – che gestisce il sito protetto, sotto la guida del presidente Luca Sicuro – e dall’amministrazione comunale per offrire alla platea più ampia possibile l’opportunità di assaporare la magia di un momento che regala sempre forti emozioni: al mattino si sono librati Helen e Nathan, nel pomeriggio ulteriori quattro grifoni e una ventina di altri esemplari (tra cui due gheppi, un lodolaio, una poiana, un astore, un nibbio bruno, una civetta, tortore e colombacci), salvati e curati dai Centri recupero animali selvatici di Udine e Pordenone.


Il grifone più giovane fra quelli liberati è un nato 2023; due hanno circa 3 anni, gli altri – apertura alare 2,80 metri, peso fra gli 8 e i 9 chilogrammi – fra i 4 e i 5. Due erano già inanellati, dunque è stato possibile stabilirne la provenienza: uno è arrivato alla Riserva dalla Croazia, l’altro dalla Spagna. «Oltre 90, almeno 10 in più rispetto al 2022 – ha reso noto nel suo intervento il direttore scientifico della Riserva, Fulvio Genero -, le coppie censite quest’anno; una sessantina i giovani involati (erano 50 l’anno passato): e il numero è certamente per difetto. La Riserva di Cornino, così, è ormai fulcro della colonia di grifoni più grande d’Italia. L’areale di nidificazione si è ulteriormente ampliato, soprattutto in direzione della Carnia e delle Prealpi Carniche. Insieme all’Università di Udine – ha spiegato il direttore – negli ultimi mesi abbiamo catturato e marcato, in tre fasi, ben 67 grifoni, sottoposti ad analisi e controlli sanitari. Prosegue, intanto, la nostra proficua collaborazione con la Croazia: un paio di settimane fa a Cherso sono stati marcati e dotati di radio satellitare cinque soggetti, due dei quali già arrivati in Italia; in Riserva sono stati avvistati, di recente, anche esemplari provenienti dalla Spagna, dalla Francia, da Serbia, Grecia e perfino Israele».
Sono i frutti del Progetto Grifone, che ha conferito a Cornino una notorietà internazionale: «Continua a crescere e a produrre risultati eccellenti – commenta il sindaco di Forgaria, Pierluigi Molinaro -, richiamando l’attenzione di prestigiosi partner nazionali e internazionali e di studiosi da tutta Europa. Grazie al costante appoggio della Regione e all’impegno della Coop Pavees, la Riserva rappresenta un traino delle politiche di sviluppo turistico del territorio. Determinante, quindi, continuare a investire su questa progettualità dalle enormi potenzialità».

E la continuità dell’appoggio della Regione Fvg è garantita, ha assicurato l’assessore alle risorse agroalimentari e forestali, Stefano Zannier, che ha concluso gli interventi istituzionali in apertura della giornata (presenti anche il sindaco di Trasaghis, Stefania Pisu, e il presidente della Comunità Collinare del Friuli, Luigino Bottoni): «Il Progetto Grifone – ha affermato l’esponente della Giunta Fedriga – sta procedendo nel migliore dei modi, all’insegna della capacità di innovazione. La Riserva rappresenta un modello di come si possono evolvere le aree protette. In considerazione degli ottimi risultati raggiunti la Regione intende ampliare ulteriormente la collaborazione in essere con il Comune e con i gestori della Riserva: ne definiremo le modalità non appena presa visione delle nuove progettualità».
La giornata è stata scandita da una ricca serie di contributi scientifici, affidati ai massimi esperti del settore: fra gli ospiti di quest’anno anche l’ornitologo e divulgatore scientifico Francesco Petretti, figura familiare al grande pubblico per le sue numerose partecipazioni al programma Rai Geo. Compiacimento per l’ottimo esito dell’evento viene espressa dal vicesindaco di Forgaria, con delega alla Riserva, Luigino Ingrassi: «Ringraziamo la Regione – ha detto – per l’annunciata decisione di riservare al Progetto Grifone un finanziamento costante su scala pluriennale, in modo tale da consentire una pianificazione delle attività sul lungo periodo, sempre all’insegna dell’attenzione al rigore scientifico».

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In copertina, la liberazione del grifone Helen il primo a spiccare il volo; all’interno, un momento della giornata, l’assessore regionale Stefano Zannier e due altri esemplari di avvoltoi restituiti al loro volo in libertà su lago di Cornino.

Tre grifoni spiccheranno di nuovo il volo alla Riserva naturale del lago di Cornino

Spiccheranno di nuovo il volo, dopo essere stati curati e inanellati ai fini del monitoraggio scientifico: tre maestosi esemplari di grifone, fra i 2 e i 3 anni d’età, riconquisteranno la libertà nella Giornata internazionale degli avvoltoi, domani 4 settembre, tradizionale data di “Vivi e liberi di volare”, evento di punta della programmazione annuale della Riserva naturale regionale del lago di Cornino. E nella circostanza, ad amplificare l’emozione di un appuntamento che richiama sempre un folto pubblico, saranno reintrodotti in natura anche numerosi altri esemplari di fauna selvatica accolti e curati dai Centri di recupero di Udine e Pordenone.

Sarà il momento clou di una giornata molto intensa, scandita da tante proposte – tutte ad accesso libero – a carattere scientifico e divulgativo: contributi di esperti di fama europea riempiranno l’intero pomeriggio, anticipati, al mattino, da due escursioni guidate in Riserva, a cura dello staff della Coop Pavees, che gestisce il sito protetto. La prima camminata partirà alle 9.30, la successiva alle 11: l’iniziativa è gratuita ma è richiesta la prenotazione, effettuabile alla mail centrovisite@riservacornino.it
Alle 14, poi, cominceranno a susseguirsi gli apporti scientifici: il primo intervento, affidato al direttore scientifico della Riserva di Cornino, Fulvio Genero, farà il punto sul Progetto Grifone, delineando la situazione in essere sulle Alpi Orientali e illustrando l’andamento della nidificazione nel 2022. Seguirà un focus – di particolare interesse, anche in relazione a un piano in fase di studio in Riserva – sulle tecniche di allevamento del gipeto per la sua reintroduzione negli ambienti idonei (obiettivo che, appunto, Pavees si sta dando): ne parlerà Camillo Sandri, curatore generale e veterinario del Parco Natura Viva di Bussolengo. Cesare Avesani, direttore tecnico del medesimo Parco e presidente della Fondazione Arca, si concentrerà poi su “La conservazione ex situ e i progetti di reintroduzione in Italia e nel mondo”, mentre André Stadler, direttore dell’Alpenzoo di Innsbruck, spiegherà le caratteristiche di nuove voliere per gli avvoltoi. Gipeto ancora protagonista nella relazione del biologo Michael Knollseisen, che tratteggerà la situazione della specie sulle Alpi austriache. Attesa pure Barbara Mihelič, direttrice dello zoo di Lubiana.

Chiusa la sezione riservata agli approfondimenti, spazio all’emozione: introdotta dai saluti delle autorità e dalla presentazione delle attività della Coop Pavees inizierà, intorno alle 17.30, la liberazione dei rapaci. In questa fase interverranno anche, con le spiegazioni del caso, i gestori dei Cras-Centri di recupero animali selvatici di Udine e Pordenone, Maurizio Zuliani e Walter Bergamo.

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In copertina e all’interno, radio satellitare su un grifone; qui, il presidente della Coop Pavees con un rapace appena catturato.